Posted on 08 Maggio 2012. Tags: Alleanza per Otranto, elezioni amministrative, Luciano Cariddi, Nuovi Orizzonti per Otranto, ViviAmo Otranto
Il sindaco uscente, Luciano Cariddi, con la lista “ViviAmo Otranto” si riconferma alla guida di Otranto. Otranto registra un’affluenza alle urne molto alta (80,83%), in controtendenza rispetto alla media nazionale, e il verdetto dei due seggi elettorali nei quali i cittadini si sono recati per esprimere il proprio voto è chiaro: “ViviAmo Otranto” vince con il 61,8% (2.526 voti), la lista “Alleanza per Otranto” si piazza al secondo posto con il 32,1% (1.314 voti), infine, chiude la lista “Nuovi Orizzonti per Otranto” con il 6,1% (248 voti).
Così, tra la continuità e il rinnovamento è prevalso il primo aspetto, un bis concesso con una vittoria schiacciante – circa 1200 voti di scarto – sulla lista “Alleanza per Otranto” guidata da Corrado Sammarruco. Ѐ stato un crescendo di consensi per il sindaco uscente dopo una campagna elettorale dai toni a tratti accesi: alla fine Cariddi e la sua compagine sono stati supportati dagli elettori. In tutta questa situazione un aspetto spicca su tutti: stiamo parlando delle cosiddette quote rosa. L’unica donna presente nella lista di Cariddi, Lavinia Puzzovio, ha avuto successo con 356 voti, ma per il resto delle liste il distacco di genere è stato evidente. Le ipotesi possono essere molteplici, ma un fatto è certo e incontestabile, distante da qualsiasi concezione partitica tanto di destra quanto di sinistra: la politica otrantina non è ancora pronta ad avere un numero corposo di donne al suo interno, ancor di più se si pone l’accento sul ruolo di candidato sindaco. L’emancipazione della donna nella vita sociale è storicamente crescente, ma per quanto concerne la politica le quote rosa sono destinate a ruoli marginali e quasi mai di spicco, tranne in alcune realtà. A Otranto, in questa tornata elettorale, vi era una forte componente femminile in entrambe le liste di opposizione, ma questo non è bastato ad annullare il gender gap nell’immaginario della cittadinanza. Indipendentemente dalle quote rosa, la parola “cambiamento”, sempre politicamente parlando, non ha attecchito negli animi degli otrantini che, dati alla mano, hanno giudicato positivamente l’operato dell’amministrazione uscente. Storicamente il “cambiamento” non è ben visto dalla gente per tante ragioni e una di queste è da ricercare nel proverbio che recita: “chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova”. Ora la parola “continuità”, tanto osannata durante queste ultime settimane, è una realtà e rimane viva la speranza che tutte le forze di maggioranza e opposizione possano dare una mano affinché Otranto dia il meglio di sé.
Alessandro Conte
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Posted on 07 Maggio 2012. Tags: Tricase; elezioni amministrative 2012; politica
Lo scrutinio delle schede al Comune di Tricase non riserva grandi sorprese: come era prevedibile alla vigilia, il comune del sud Salento vivrà l’ emozionante avventura del secondo turno. L’affluenza alle urne si è attestata sul 72,78%, in flessione rispetto al dato delle scorse amministrative (79,24%), per un totale di 11519 votanti su 15800 aventi diritto.
Il ballottaggio del 20 e 21 maggio prossimi vedrà sfidarsi Antonio Coppola, sostenuto dal suo movimento Più Fatti, da Sel e dalla maggioranza del Pd, e Nunzio Dell’Abate, il candidato di Udc, della lista civica Insieme Dell’Abate e di Gat, Gruppo Aperto Tricase, il movimento da lui stesso fondato nei mesi scorsi. Si sfideranno due volti noti alla cittadinanza di Tricase: Coppola ha deciso di scendere in campo dopo l’esperienza come sindaco dal 2001 al 2007 e di consigliere comunale dal 2008 al 2011. L’avvocato Nunzio Dell’Abate ha ricoperto la carica di assessore alla Cultura nella giunta Musarò e negli ultimi periodi si è fatto promotore di numerose iniziative per la valorizzazione delle strutture e delle risorse presenti sul territorio.
Il responso delle urne ha confermato, quindi, in pieno le previsioni della vigilia. Questo, del resto, è il naturale risultato di un voto molto frammentato, che ha costretto gli elettori a scegliere il candidato sindaco tra sei sfidanti: nell’area del centrosinistra Giuseppe R. Panico e Antonio Coppola; in casa del centrodestra Ippazio Cazzato, Antonio Scarcella e Giorgio Vigneri. Al centro, se così si può collocare, Nunzio Dell’Abate. La travagliata ricerca di un accordo all’interno degli schieramenti e il gioco delle alleanze confermate o smentite dell’ultima ora hanno fatto il resto.
Per completezza, questi i risultati, quando sono stati scrutinati 20 seggi su 21 e mancano i dati relativi alla sezione 1, dove sono circa 40 le schede
oggetto di contestazione: Coppola 35,7% con 3960 voti; Dell’Abate: 33,5% con 3711 voti; Panico 10,1% con 1017 voti; Scarcella 9,8% con 1084 voti; Cazzato
7,2% con 796 voti; Vigneri 3,7% con 409 voti. Risultato sicuramente sorprendente in negativo quello del Pdl, che si attesta appena sul 10% di consensi.
Tricase, quindi, è ancora alla ricerca dell’uomo giusto per Palazzo Gallone: dopo due esperienze politiche di colore diverso, conclusesi entrambe prima della fine naturale del loro mandato, la cittadinanza ha bisogno di stabilità. Non si può fare altro che attendere l’esito del ballottaggio, che vedrà l’elettorato di Tricase impegnato a scegliere il proprio sindaco tra due settimane, e nel frattempo cercare di intuire il gioco degli apparentamenti più o meno palesi.
Antonella Cazzato
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Posted on 07 Maggio 2012. Tags: Borgagne, elezioni amministrative 2012, Melendugno
A Melendugno il dato è tratto. Rispettati i sentimenti popolari preelettorali che vedevano favorite le liste guidate da Potì e Giausa. Una campagna elettorale che si è contraddistinta anche per la partecipazione e il forte scambio d’accuse tra avversari. A seggi chiusi e schede scrutinate il vincitore è Marco Marcello Niceta Potì, il 7 maggio Melendugno e Borgagne hanno scelto la propria giunta. Il dato dell’affluenza totale è stata del 79,22%, gli abitanti/elettori risultano essere 9.838/8.726 e il calo da disaffezione politica è stato basso, solo 1 punto percentuale, infatti nelle precedenti elezioni l’affluenza fu dell’80,89%.
Vittorio Potì fu eletto al primo turno il 7 giugno 2009 con il 52,6%, imponendosi sullo sfidante Luigi Roberto Felline, fermatosi 47,38% con la lista civica Uniti per Melendugno e Borgagne. Il dopo Potì ha visto dividersi i gruppi politici precedentemente uniti sotto le sue insegne. 4 le liste in competizione e la scelta del locale Partito Socialista Italiano, per mantenere nelle proprie cerchia la frazione roccaforte di Potì, è caduta su Marco Potì, segretario del partito di Melendugno e nipote di Vittorio. Per i voti per lista e candidati sindaco e consiglieri (http://www.internationalcrossroads.it/melendugno-2012).
I numeri hanno dato ragione a Marco Marcello Niceta Potì, eletto per i contenuti della sua campagna elettorale e certamente ha influito anche il ricordo dello zio. Con 2363 voti Marco è stato accolto come nuovo sindaco tra abbracci e fuochi d’artificio. La maggioranza consiliare sarà composta da Bufano eletto con 582 preferenze, Prete 262, Cisternino 233, Petrachi 227, Dima 201, Potenza 195, Doria 180. I consiglieri d’opposizione eletti sono Marino Giausa 2148 voti, Mauro Russo 582 entrambi lista 1 e Luigi Roberto Felline della lista 3. Rimangono fuori dall’assegnazione dei seggi la lista numero 2, guidata da Genis Luca Camassa, Uniti per crescere.
Jenny De Cicco
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Posted on 07 Maggio 2012. Tags: Castro, elezioni amministrative 2012, Ortelle, Scorrano
Chiuso lo spoglio ora si guarda avanti. Si cambia a Scorrano, dove il sindaco eletto è Antonio Mariano, che succede al doppio governo cittadino di Mario Pendinelli, staccando di quasi sei punti percentuali Fernando Presicce, il candidato di centrosinistra. Sarà un compito arduo quello di Mariano: Scorrano possiede delle specificità che vanno valorizzate o migliorate. Cultura, servizi sociali e del lavoro saranno i primi passi da compiere con dovizia nella città delle luminarie, dopo dieci anni di amministrazione Pendinelli in cui la cittadina ha compiuto dei passi da gigante, per cui Mariano dovrà confermare un trend positivo posto dal suo predecessore, ancora amato e stimato nella mente e nei cuori dei suoi concittadini. A Ortelle invece vince con circa 670 voti Francesco Rausa, sostenuto dalla lista Insieme per lo sviluppo. Si piazza seconda Partecip@zione, con il candidato sindaco Luigi Circhetta, la cui lista presumibilmente dovrebbe guidare l’opposizione, almeno stando ai numeri registrati alle urne. Cambiano le cose a Castro, dove a trionfare è il centrosinistra di Alfonso Capraro: l’amministrazione comunale cambierà quindi registro politico, con un trend che si conferma in molte parti d’Italia, dove si è attestata nel voto popolare una voglia di cambiare.
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Posted on 04 Maggio 2012. Tags: Tricase; elezioni amministrative 2012; chiusura campagna elettorale
Appuntamento questa sera a Tricase in piazza Pisanelli a partire dalle ore 20 per la chiusura di una campagna elettorale vissuta molto intensamente, a partire dalla frammentazione negli schieramenti, frutto di alleanze e accordi a dir poco travagliati.
Il confronto del 6 e 7 maggio prossimi vedrà sfidarsi nell’area del centrosinistra Giuseppe R. Panico e Antonio Coppola; in casa del centrodestra Ippazio Cazzato, Antonio Scarcella e Giorgio Vigneri. Al centro, se così si può collocare, Nunzio Dell’Abate.
Il primo a parlare alla cittadinanza sarà Ippazio Cazzato, l’avvocato già assessore all’Istruzione nella giunta Musarò, sostenuto da Azzurro Popolare, che ha deciso di correre “in solitaria” dopo alcuni tentativi di dialogo con le altre forze del centrodestra.
Successivamente sarà la volta di Giuseppe R. Panico, ammiraglio in pensione, sostenuto da Idv, alla sua prima esperienza politica e pronto ad offrire a Tricase e alla scena politica tricasina il proprio contributo.
A seguire, parlerà Antonio Scarcella, candidato del Pdl, apparso praticamente a ridosso della scadenza del termine per la presentazione delle liste, già assessore al Bilancio prima e ai Servizi Sociali poi nella giunta Musarò.
Sarà poi il turno dell’avvocato Nunzio Dell’Abate, già assessore alla Cultura nella giunta Musarò, sostenuto da Udc, dalla lista civica Insieme Dell’Abate e da GAT, Gruppo Aperto Tricase, il movimento da lui stesso fondato nei mesi scorsi e che già da tempo si è adoperato per la valorizzazione delle strutture e delle risorse presenti sul territorio.
Parlerà poi Giorgio Vigneri, candidato di Fli, agente di commercio, vicepresidente del circolo cittadino di Alleanza Nazionale e attuale coordinatore cittadino di Fli, alla sua seconda campagna elettorale.
In chiusura è previsto l’intervento di Antonio Coppola, sostenuto dal suo movimento Più Fatti, da Sel e dalla maggioranza del Pd, uno tra i primi a scendere in campo e a sciogliere le riserve e che sin dalla fine di settembre aveva manifestato la ferma volontà di ricandidarsi dopo l’esperienza come sindaco dal 2001 al 2007 e di consigliere comunale dal 2008 al 2011.
Gli interventi avranno l’obiettivo di ribadire i nodi cruciali su cui sono stati costruiti i programmi elettorali, accomunati da un’attenzione alle esigenze della collettività e alla valorizzazione delle risorse ambientali e strutturali del territorio.
Molti rimangono i temi caldi per Tricase, le emergenze da affrontare, le aspettative degli elettori da soddisfare: situazione economica a dir poco drammatica, Pug e piano regolatore, riqualificazione dei centri storici delle frazioni, messa in sicurezza e salvaguardia della zona del porto, Acait, zone congestionate.
In attesa del responso delle urne.
Antonella Cazzato
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Posted on 03 Maggio 2012. Tags: Alleanza per Otranto, Nuovi Orizzonti per Otranto, social network, ViviAmo Otranto
Ѐ iniziata la settimana di passione elettorale. Tre schieramenti con un solo obiettivo: trionfare. Una battaglia a suon di proclami tra chi vuol vincere e chi si sente già vincente. E tra questi due litiganti si inserisce proprio la lista numero 1, Nuovi Orizzonti per Otranto, con candidato sindaco Antonella Buttiglione. Una ventata di freschezza in un paese, e in un Palazzo (Melorio), dove l’aria è irrespirabile. Ogni luogo, strade, piazze, bar e persino social network è divenuto un campo di battaglia dove ognuno, giustamente, dice la sua.
Girando per le strade e frequentando i bar della cittadina idruntina si trova gente dalle idee contrapposte, tra chi dice “si deve dare una sterzata a questo paese” e chi “si deve continuare il percorso intrapreso con gli stessi personaggi”. Ma quando si sposta l’attenzione sulla nuova forza in campo ogni discorso crolla come fosse un castello di sabbia. Perché a dispetto di tutti gli ideali, Nuovi Orizzonti per Otranto è l’unica novità per mille motivi: l’aver voluto fortemente un candidato donna, unico caso nella storia politica di Otranto, l’aver messo in lista persone alla loro prima esperienza ma competenti e pronte ad affrontare la sfida amministrativa. Pochi giorni fa, per la precisione domenica scorsa, si è tenuta l’altra tornata di comizi, a onor del vero, chi ha avuto il piacere di assistervi si è trovato di fronte a due liste – Alleanza per Otranto con candidato Corrado Sammarruco e ViviAmo Otranto con candidato l’attuale sindaco Luciano Cariddi – che si son date battaglia a suon di video, l’una facendo vedere le immagini paesaggistiche più belle della cittadina, mentre l’altra ha messo in parallelo le immagini attuali con quelle risalenti al 2007, ovvero l’anno in cui si insediarono a Palazzo Melorio.
Invece, l’altra compagine Nuovi Orizzonti – la prima in ordine di apparizione sul palco – ha esposto idee ben precise ricordando all’amministrazione uscente e all’opposizione consiliare fatti e azioni che, come ha ricordato Antonella Buttiglione, “hanno peggiorato le condizioni di vita dei cittadini”. Sono state contestazioni alle quali nessuna delle compagini opposte ha replicato non trovando, con molta probabilità, valide argomentazioni. Le indicazioni che sembrano uscire dall’ultimo scontro in piazza fanno pensare a una non riconferma dell’attuale sindaco e a un duello tra le altre due liste contrapposte, Alleanza per Otranto e Nuovi Orizzonti per Otranto, sulle quali aleggiava fino a pochi giorni fa lo spettro di un accordo che i fatti dimostrano non esserci mai stato. “Siamo molto soddisfatti – ha spiegato il candidato di Nuovi Orizzonti, Andrea Conte – dell’andamento della campagna elettorale e dei risultati sino a oggi raggiunti considerato che, tra boicottaggi e minacce di vario genere, in molti a Otranto hanno tentato di non farci raggiungere addirittura la presentazione della lista. Ma abbiamo dimostrato che la voglia di cambiamento e la forza delle idee sono più forti di ogni genere di vile azione di condizionamento. Siamo comunque fiduciosi poiché il desiderio di rinnovamento è sempre più presente tra i nostri cittadini”.
Questo è uno dei capitoli più discussi di questi ultimi giorni e senza alcun dubbio non sarà l’ultimo. Tra i mille se e i mille ma, l’unico dato certo sarà quello che decreteranno i cittadini il 6 e 7 maggio prossimo perché, come si suol dire, “il popolo è sovrano”.
Alessandro Conte
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Posted on 02 Maggio 2012. Tags: Otranto, Palacia, sentenza tar
Non si costruisce a Punta Palacia.
La notizia è giunta ufficialmente il 18 aprile scorso, ed è stata commentata in questi giorni nell’ambito della conferenza stampa promossa dal comitato che si è battuto per la salvaguardia di Punta Palacia.
Alla conferenza si è parlato della tutela del territorio salentino, minacciato da opere impattanti dalla questione di Porto Miggiano alla strada regionale 8 Lecce-San Foca, la Maglie-Otranto e appunto il progetto di Punta Palacia, che con la sentenza del Tar di Lecce, il 29 settembre del 2011, ha accolto il ricorso di Vincenzo Scarfidi, Associazione Giuristi Democratici e di “Giù le mani dalla Palacia”. Si tratta della prima sentenza in Italia spiega la relazione tra il nuovo Codice dei beni culturali e le opere di difesa nazionale. Rendendo esecutiva la sentenza del Tar si ripristinerà lo stato dei luoghi originario.
L’attenzione dell’assessore Barbanente ha sottolineato la necessità di tutelare anche Porto Miggiano tramite ulteriori incontri formali con l’amministrazione di Santa Cesarea, vigilando sull’iter burocratico e procedurale, ponendo il dubbio sulla novità normativa rispetto alla continuità amministrativa, riferendosi alle concessioni del ’90.
Jenny De Cicco
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Posted on 01 Maggio 2012. Tags: isolamento, Puglia, Trenitalia
La Puglia rischia di rimanere isolata fin dall’inizio della stagione turistica. Ad affermarlo in una nota il vice capogruppo PdL, Massimo Cassano: “Al momento ci sono solo ipotesi allo studio per ricollegare la Puglia al resto d’Italia con i convogli a lunga percorrenza.
Evidentemente – come da tempo denunciato –la politica locale ha abbaiato, ma senza mordere, promettendo azioni giudiziarie, class action, eclatanti proteste istituzionali, senza però che cambiasse nulla nelle decisioni deleterie assunte da Trenitalia.
E così siamo alle porte dell’estate e ancora non c’è traccia delle ripresa dei treni notturni sulle tratte per il nord Italia e il resto dell’Europa, con il rischio del collasso della stagione turistica. Quanto sta accadendo per i trasporto su rotaia in Puglia aggiunge al danno la beffa di una politica obsoleta messa in atto dai vertici di Trenitalia che isolerà sempre di più la nostra regione e costringendo sempre più passeggeri a viaggi al limite del decoro e dell’umana sopportazione.
Non solo: domani inizia il conto alla rovescia verso l’avvio (all’inizio di giugno) dell’orario estivo di Trenitalia, sarebbe quindi bene chiarire la faccenda quanto prima, altrimenti la battaglia per togliere la Puglia dall’isolamento dei trasporti sarebbe irrimediabilmente persa.
Il diritto alla mobilità, in una Paese che vuol dirsi civile e moderno, deve essere garantito in modo assoluto e incondizionato a tutti, ancora di più a chi ha fatto in passato e potrebbe continuare a fare per il presente e il futuro, del treno il principale mezzo di spostamento per viaggi, di lavoro, di piacere, di studio. Tagliare sui trasporti, e sui treni in particolare, non è ammissibile dal momento che si aggrava ulteriormente una situazione già di per sé ridotta in condizioni precarissime, in un settore fondamentale per la qualità della vita di tutti noi. Ben vengano dunque azioni istituzionali, incisive e ferme, che vedono uniti tutti i partiti, i sindacati, le associazioni, i sindaci. E che questa volta almeno, alla politica degli annunci possa fare seguito quella politica del fare, di cui attualmente la Puglia è rimasta orfana”.
La Puglia vacanziera, attende speranzosa risposte da istituzioni ed enti.
Jenny De Cicco
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Posted on 01 Maggio 2012. Tags: 275, Maglie, Montesano
Incidente sulla 275 Maglie Leuca, cresce l’attenzione sull’ampliamento.
A riportare in auge il dibattito il tragico incidente stradale avvenuto l’altro ieri sulla 275, nel tratto che collega Surano a Nociglia, che ha causato 2 vittime, tra cui un minorenne.
Tra i sostenitori Rocco Palese, consigliere regionale del Pdl: “Una strada pericolosissima sulla quale è urgente avviare quanto prima i lavori di messa in sicurezza e di raddoppio. Non c’è più tempo da perdere e siamo certi che dopo quanto accaduto oggi tutti converranno sulla necessità di secersi intorno a un tavolo”.
Il Consigliere regionale Pdl, Saverio Congedo ha diffuso la seguente nota: “Occorre molto auto-controllo per evitare una pur facile ricerca di colpevoli sul tragico esito dell’ennesimo incidente sulla SS 275, che è costato la vita ad un ragazzo di 12 anni ed a suo padre. Non ci possiamo però esimere dall’esigere che non si perda più nemmeno un’ora nel cantierizzare l’opera”.
Il consigliere e “La Puglia prima di tutto” Andrea Caroppo ritiene improcrastinabile l’opera, oltre che per i troppi incidenti “si rischia anche di perdere le risorse disponibili”.
Intervengono anche gli ambientalisti, a precisare le proprie posizioni dopo la protesta anti 275 dei giorni scorsi. Oreste Caroppo sostiene: “Credo che sino a oggi non vi sia nessuno che abbia detto no all’allargamento della Maglie-Surano-Montesano! O mi son perso qualcosa? La manifestazione del 25 aprile a Montesano contro i tratti ex-novo su suolo vergine della nuova SS275, chiedeva esplicitamente alle istituzioni di realizzare la strada ampliando e mettendo in sicurezza proprio l’ esistente pericoloso e altamente trafficato tratto da Maglie sino a Montesano! Ma nonostante questa richiesta ragionevole e saggia, anche per non perdere i finanziamenti e dar lavoro, non sia di oggi, ci si ostina nel voler appaltare l’ intera opera anche nei tratti altamente contestati da Montesano a Leuca, contestati poiché la nuova strada la si è progettata ignorando e non utilizzando per la maggior parte i tratti stradali lì preesistenti, allargandoli e minimizzando così il consumo di suolo, evitando, come oggi invece in progetto, di attraversare aree vergini condannandole al totale degrado e alla cementificazione inarrestabile, come successo già sull’attuale SS275 addossata alla quale sono stati realizzati mega-ristoranti, centri commerciali ed industrie d’ogni tipo con pericolosi sbocchi sulla stessa! E si continua a lasciare ai salentini il disagio di una strada iper-pericolosa come il tratto Scorrano-Montesano della SS275, e a strumentalizzare le morti per appaltare l’ intera opera! Perché? Forse perché il grosso della torta, dei finanziamenti son proprio nel tratto ex-novo Montesano-Leuca dove son stati previsti, a scempio di tutto il Capo di Leuca, persino sottopassaggi-galleria e viadotti con mega piloni di cemento ipercostosi”.
Jenny De Cicco
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Posted on 01 Maggio 2012. Tags: porto miggiano, Santa Cesarea, Vele Legambiente
Polemica per l’assegnazione delle Vele di Legambiente.
Quest’anno saranno 38 comuni pugliesi a cui Legambiente concederà le vele, new entry Fasano e Santa Cesarea Terme.
La Guida blu di Legambiente assegnerà il 14 giugno, a seconda di severi criteri di valutazione da 1 a 5 vele. Sul giudizio incidono la tutela dell’ambiente e la qualità dei servizi recettivi.
Tra le new entry, Santa Cesarea si è distinta per il trattamento dei liquami, che scaricano le acque trattate in battigia e attraverso una condotta sottomarina, fatto dovuto alla particolare geomorfologia del territorio salentino.
Daniele Cretì, sindaco del comune in causa, gongola su Facebook: “Ho il piacere di comunicare a tutti gli amici che Santa Cesarea Terme è stata inserita tra le 38 città cui Legambiente assegnerà le prestigiose Vele. Un importante riconoscimento ottenuto grazie anche al lavoro svolto da operatori turistici, operatori commerciali, associazioni, istituzioni e singoli cittadini. Ne sono convinto. Ognuno di noi, nessuno escluso, si deve sentire parte attiva di questo processo-progetto iniziato qualche anno fa e che non deve assolutamente arrestarsi. Anche il piccolo gesto del singolo cittadino, che ai più potrebbe sembrare insignificante, può risultare importante se finalizzato alla tutela dell’ ambiente ed alla crescita culturale ed economica del territorio!
Ne sono convinto. Ognuno di noi, nessuno escluso, si deve sentire parte attiva di questo processo-progetto iniziato qualche anno fa e che non deve assolutamente arrestarsi. Anche il piccolo gesto del singolo cittadino, che ai più potrebbe sembrare insignificante, può risultare importante se finalizzato alla tutela dell’ ambiente ed alla crescita culturale ed economica del territorio”.
Invece gli ambientalisti ed in particolare i membri del Comitato di tutela per Porto Miggiano insorgono contro la decisione di Legambiente: “Non si dovrebbero dare bandiere blu di merito ai comuni che hanno in progetto di cementificare la costa senza pudore”.
Gioacchino Bergamo, uno dei membri Facebook si esprime sarcasticamente nel commento: “Sono ormai molti anni che il Salento può vantarsi di avere tra le sue bellezze Porto Cesareo, il comune con la più alta percentuale di costruzioni abusive (alcune sull’acqua) d’Italia. Santa Cesarea sta cercando di batterlo. Le andrebbe assegnato il premio Attila”.
Interviene anche Oreste Caroppo, noto attivista per i diritti ambientali che dice: “Si elogia qui addirittura chi scarica i reflui depurati a mare con condotte sommerse?! E chi va in alto mare a controllare la qualità delle acque sversate, se son state davvero bene depurate?”.
Jenny De Cicco
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Posted on 29 Aprile 2012. Tags: amministrative, campagna elettorale, Otranto
Inizia il conto alla rovescia per il voto delle amministrative, meno di 10 giorni dalle votazioni. Si possono iniziare a fare ipotesi sul candidato vincente (i rumor danno per vincente l’uscente Luciano Cariddi) e analizzare la campagna elettorale. Tre le liste in competizione.
Lista numero 1 “Nuovi Orizzonti per Otranto”, una civica pura, con candidata sindaco Antonella Buttiglione, tutti volti nuovi, tranne uno. Lista numero 2 “Alleanza per Otranto”, di derivazione pdellina con un’incursione Idv, con il già candidato sindaco e sconfitto nella scorsa tornata, Corrado Sammarruco. Lista numero 3 “ViviAmo Otranto” centrista con elementi del Pd, candidato sindaco Luciano Cariddi, in cerca di riconferma.
Partendo dal presupposto che le dinamiche politiche di Otranto non si possono definire chiaramente, come per i grandi centri, in una piccola realtà, come quella idruntina, a guidare dette dinamiche sono la numerosità delle famiglie, si vince anche per un solo voto di scarto, ma anche le simpatie personali.
Così esponenti che in altre situazioni sarebbero agli antipodi, risultano insieme nella “cattività” del paesino. Si perdono voti necessari anche per un sorriso non regalato, o un semplice sinonimo sbagliato.
Liste contrapposte sono unite dall’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione: spot su YouTube, messaggi mail, creazione di gruppi ed eventi Facebook, sms e ricorso a vecchi trucchi da politica cittadina come caffè offerti in piazza e affettuosità elargite con generosità. Percorrere i pochi metri di villa Hydrusa si potrebbe impiegare una mezz’oretta, a dispetto dei soliti 2 minuti.
Il copione è sempre lo stesso? Le liste concorrenti accusano l’attuale amministrazione di demagogia, tra opere pubbliche da fine mandato a fini elettorali e di politica degli interessi personali, anche se va ribadito, a Otranto è difficile evitare il conflitto d’interessi, solo 5mila abitanti e tutti imparentati. Anche l’ex sindaco Francesco Bruni, sostenitore di “Axo”, fu accusato quando a fine mandato ampliò i marciapiedi di Via San Francesco di Paola. Ora si accusa Cariddi per lo stato di degrado del tavolame nei pressi di zona Fabbriche sulla riva del porto, ritorna il tormentone palazzetto dello sport e dell’abbandono della tensostruttura, per la quale il 23 aprile 2012 è stata indetta la “Gara affidamento per lavori di completamento tendostruttura e impianti di servizio”, con la gara fissata per il 26 aprile. “Non vengono lasciati riposare neanche i morti” in causa per i lavori al cimitero.
Tra le accuse più “contemporanee”, rivolte dagli avversari a Cariddi, l’inutile esosità dell’opera L’Approdo, ricavato dai rottami della Kater I Rades, poi in causa anche il progetto del nuovo porto, opera “voluta” per mera speculazione edilizia con la costruzione degli appartamenti contingenti la nuova zona portuale.
Accuse tra avversari un tempo alleati storici, che infelicemente nominano la storia patria idruntina dei Beati Martiri, 800 decollati come le palme del paesino ridotte ad un ricordo.
Tra i due litiganti s’insinua il “Punteruolo” della civica 1, per la quale è stata l’amministrazione Bruni con gli allora assessori Cariddi, Sammarruco e Tommaso De Benedetto di AxO a progettare quasi tutte le opere “abbandonate” da Cariddi, mentre la responsabilità è tutta cariddiana sulla vicenda del commissariamento dei rifiuti, per non aver raggiunto il 15% di differenziazione.
Questi gli atteggiamenti delle prime due liste, mentre “ViaviAmo Otranto” risponde alle accuse: la Kater non è un monumento inutile e dispendioso, è stato un regalo della Provincia, il nuovo porto potrebbe spingere ancor di più l’economia locale e salentina, e lo scorso anno sono stati sbloccati i fondi per terminare finalmente le strutture del palazzetto dello sport e la tendo struttura.
Così prosegue nel suo tour de force elettorale nelle varie zone della cittadina, da zona Fanghi a Frassanito, passando per la sezione locale della Lega Navale Italiana.
Jenny De Cicco
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Posted on 28 Aprile 2012. Tags: agricoltura, buoni lavoro, Voucher
Sciopero in tutta Italia, da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil dei braccianti agricoli. Anche in Puglia, e in Salento, a scatenare la protesta è l’articolo 11 del disegno di legge sul mercato del lavoro che prevede la possibilità, per tutti gli imprenditori agricoli di utilizzare i Buoni Lavoro dell’Inps fino a 110 giornate lavorative in un anno.
Sono oltre 100mila i lavoratori agricoli pugliesi in totale precarietà.
I lavoratori del voucher non usufruiranno della disoccupazione, dell’indennità di malattia, infortunio e maternità, dell’iscrizione negli elenchi anagrafici, la contribuzione figurativa agricola ai fini pensionistici i diritti previsti dalla contrattazione collettiva e dalla legislazione sul lavoro.
La manifestazione è prevista a Bari con corteo e comizio da piazza Castello.
Solo da Lecce sono previsti dieci pullman in partenza, numero non certo, considerando che probabilmente potrebbe aumentare date le richieste dei manifestanti.
Condanna da più parti e da più partiti alla legge, tra i quali il Pdl pugliese, per bocca di Rocco Palese: “Anche in Puglia i lavoratori agricoli e i sindacati sono scesi in piazza per chiedere alcune fondamentali modifiche al Disegno di Legge nazionale sul Mercato del lavoro per garantire diritti contrattuali e previdenza agricola ai cosiddetti lavoratori stagionali. Chiediamo al Governo Regionale e ai parlamentari pugliesi di recepire le loro istanze e sostenere in Parlamento gli emendamenti proposti dai sindacati. In sostanza i sindacati chiedono modifiche agli articoli 11, 24 e 28 del DDL sul mercato del lavoro che nell’attuale formulazione, pur riconoscendo i contratti stagionali come esempi di buona flessibilità, prevede che questi contratti siano esclusi dal pagamento dell’aliquota aggiuntiva (1,4%) dovuta dalle aziende per gli altri lavoratori a tempo determinato ma non include in questa esclusione i lavoratori stagionali così come individuati dai Contratti Collettivi nazionali di lavoro. I sindacati chiedono invece di includere anche questi lavoratori nella esclusione dell’aliquota dovuta dalle aziende.
Inoltre chiedono anche alcune modifiche alla cosiddetta Mini Aspi, l’Assicurazione Sociale per l’Impiego che giustamente il Governo nazionale prevede di garantire anche ai lavoratori precari, ma non a tutti e, in questo caso, ne sarebbero esclusi i lavoratori agricoli stagionali. Chiediamo quindi al Governo regionale e ai parlamentari pugliesi, di recepire le istanze dei sindacati dei lavoratori di un settore, quello agricolo, che in Puglia è trainante per l’economia e il cui andamento nel nostro territorio è fortemente legato alla stagionalità dei prodotti alimentari”.
Condanna al disegno di legge anche dalla onorevole pugliese del Pd Teresa Bellanova.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Cronaca, Primo Piano