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Riceviamo e pubblichiamo: Lettera operatori B&B Castro

I gestori di B&B del Comune di Castro, nella riunione del 4 febbraio 2012, convocata dal Sindaco del Comune di Castro e svoltasi nel Castello Aragonese,
Visto il disegno di legge n.40/2011 del 12.12.2011 “Disciplina dell’esercizio saltuario di alloggio e prima colazione a conduzione familiare (Bed & Breakfast)”;
Visto, in particolare, l’art.2;
Premesso che:

  • nel Comune di Castro sono stati attivati n. 24 B&B;
  • le suddette strutture dispongono di un numero di camere da tre a sei e di un numero di posti letto da sei a dieci, nei limiti stabiliti dalla vigente normativa;
  • in alcuni casi l’attività di B&B viene esercitata in unità immobiliari catastali diverse da quelle di residenza, utilizzate come dimora abituale propria o di propri familiari o comunque situate nei limiti previsti dalla vigente normativa;
  • tutti i titolare di B&B hanno investito risorse per adeguare le proprie abitazioni alla normativa vigente in materia;
  • il disegno di legge sopra richiamato, ove venisse approvato nella sua attuale stesura, costringerebbe alla chiusura la totalità dei B&B di Castro perché non più remunerativi, neppure in minima parte;
  • anche i pochi B&B con partita IVA sono orientati alla chiusura a causa della forte pressione fiscale a fronte di una attività commercialmente irrilevante;
  • che tale eventualità sarebbe di notevole danno per le famiglie che si sono attivate per la realizzazione del B&B e che ancora non hanno neppure ammortizzato le spese sostenute per l’adeguamento e l’arredo delle proprie abitazioni;
  • ciò avrebbe ripercussioni negative sul flusso turistico in quanto porterebbe ad un impoverimento dell’offerta ricettiva sul territorio;

Considerato che

  • l’imposizione del comma 7 dell’ art.2, che impedisce di fatto l’uso di strumenti quali internet, limita non solo la pubblicità dell’attività di B&B ma impedisce anche di comunicare attrattive e peculiarità del nostro territorio;
  • la peculiarità dell’accoglienza familiare che si sostanzia anche attraverso una prima colazione fatta di prodotti tipici e di uso corrente della famiglia, viene snaturata dall’obbligo dell’art. 2, comma 9, all. 1, lettera e) di utilizzare solo alimenti preconfezionati e non manipolabili;
  • le sanzioni previste dall’art.11 sono eccessive e fuori da ogni logica se rapportate al rendimento economico dell’attività di B&B;

Tutto quanto sopra visto, premesso e considerato,

chiedono

  1. che all’art. 2, comma 1, del DDL n.40/2011 l’espressione “in non più di 3 camere e 7 posti letto” venga sostituita dall’espressione “in non più di 6 camere e 10 posti letto”;
  2. che l’art. 2, comma 2, del DDL n.40/2011 venga riformulato come segue “L’attività di B&B può essere esercitata in una unità immobiliare che sia dimora abituale di tutta o parte della famiglia ospitante anche se diversa dalla residenza anagrafica o attigua ad essa”;
  3. che l’art. 2, comma 7, del DDL n.40/2011 venga SOPPRESSO;
  4. che all’art. 2, comma 9, all. 1, lettera e), venga consentito che le colazioni in famiglia possano essere manipolabili e non solo preconfezionate;
  5. che le sanzioni previste dall’art. 11 siano più eque e rapportate al rendimento economico dell’attività di B&B.

Il presente documento viene trasmesso

  • all’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia;
  • alla Presidenza della Giunta Regionale;
  • alla Presidenza della IV Commissione Consiliare della Regione Puglia;
  • all’Amministrazione Comunale di Castro;
  • all’Associazione ATOC – Operatori nel Turismo – Castro;
  • all’Associazione di B&B “Ospitalità diffusa di Puglia” – Bari;
  • all’Associazione di B&B “Girandolapuglia” – Casarano;
  • agli organi di stampa.

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Alla Bit ribadita la vocazione green della Puglia

La Puglia e il Salento presenti alla Bit di Milano per mostrare la propria offerta turistica di qualità e puntare all’obiettivo della destagionalizzazione.
Una vetrina importante la Bit, utile anche per fare un resoconto delle passate stagioni turistiche pugliesi, controllare i trend futuri e proporre il proprio appeal ai buyers. Il fascino pugliese conta sulla tutela del patrimonio agricolo e culturale, grazie alle sempre più numerose manifestazioni del territorio pugliese, i comitati No Petrolio si energie rinnovabili di Monopoli, il salentino No Tap, Zero fumi sul Salento, il Comitato di Tutela per Porto Miggiano, gruppi spontanei che denunciano i reati ambientali.
L’altro ieri è stato presente l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro che ha parlato dei 10mila pugliesi che hanno detto no alle trivelle.
“Il presupposto essenziale per il nostro turismo sono politiche ambientali di tutela – ha chiosato Nicastro – è questo il quadro di riferimento entro cui lo sforzo di promozione del territorio s’inserisce, questa la motivazione per cui ho voluto esser presente alla conferenza stampa della Regione Puglia alla Bit di Milano. Noi siamo vigili contro gli scempi”.
Un turismo dei grandi numeri secondo i dati diffusi dall’Osservatorio della Regione. Il peso del Pil turistico su quello totale regionale nel 2010 è stato del 7,7% con un incremento dal 2006 del 126,5%.
Nel 2011 forte richiamo ha avuto Lecce, con un aumento d’arrivi del 13% e di presenze del 14%, così raggiungendo il secondo posto regionale dopo Vieste, terza Peschici, poi Alberobello, Bari, Manfredonia, Ugento, Fasano. Le tre province salentine Lecce, Brindisi e Taranto rientrano tra le prime 15 destinazioni per numero d’arrivi nello 2011, mentre Nardò, Porto Cesareo, Otranto e Gallipoli rientrano nella classifica dei primi 15 comuni della regione. La puglia è al terzo posto tra le destinazioni scelte dagli italiani, dopo Emilia Romagna, al secondo posto per percentuale d’occupazione di posti letto, al primo posto tra le regioni più visitate nel mese di agosto, con il 10,9% complessivo del turismo in Italia.
Intervenuto alla conferenza stampa alla Bit anche Nichi Vendola per la presentazione di “Puglia, terra di racconti”, il concept promozionale del prodotto Puglia 2012.
“Il segreto del successo della Puglia sta nel lavoro svolto sin qui per la professionalizzare il settore – afferma Vendola che per il futuro ha evidenziato la necessità di entrare nei mercati esteri – Cerchiamo di farci conoscere nel mondo e di fare in modo che il mondo venga ad arricchirci”.
Vendola ha poi ringraziato Giorgio Forattini e Roberto Vecchioni testimonial d’eccezione per la Regione. Alla conferenza stampa presente anche anche Amalia Grè “una voce che travalica i confini regionali”.
L’assessore Godelli ha ricordato come nel 2011 la Puglia abbia superato i 3 milioni di turisti, trend in crescita. Un mercato che non solo consolida le posizioni della domanda turistica tradizionale come Germania, Francia e Regno Unito, ma che vede profilarsi all’orizzonte nuovi Paesi di provenienza come la Russia (+ 40%) e i cosiddetti Paesi Brics, ovvero Brasile, India, Cina e Sudafrica.
Invece ha parlato d’eccellenze nel settore agroalimentare che hanno una ricaduta notevole sul turismo l’assessore alle Politiche Agroalimentari Dario Stefàno: “Siamo particolarmente orgogliosi di aver portato a Milano la rete di circa 70 masserie didattiche, qualità attraverso le proprie tradizioni culinarie ed enogastronomiche, diventate elemento catalizzatore di flussi turistici in Puglia”.

Jenny De Cicco

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L’erosione alla Bit cattiva pubblicità? “No, solo provocazione”

Coro di no contro l’iniziativa dei volantini per la Borsa del Turismo di Milano ideati da Assobalneari Salento.
Il Sindacato Italiano Balneari si scaglia contro l’iniziativa annunciata dal vicepresidente nazionale di Assobalneari Federbalneari Mauro Della Valle.
Le foto delle spiagge salentine colpite dall’erosione e dal maltempo, secondo Luca Mangialardo presidente di Sib sono lesive nei confronti degli operatori dell’intero comparto turistico pugliese.
Sulla vicenda ha espresso contrarietà anche Massimo Rota, presidente regionale di Assoturismo Confesercenti che sostiene l’inadeguatezza del modus operandi di Assobalneari, metterà in pericolo l’immagine della Puglia e soprattutto l’avvio e il buon esito della stagione estiva.
Confindustria Lecce si scaglia contro Mauro Della Valle. Secondo Confesercenti non è possibile, in un contesto come quello della BIT, cercare di mettere in imbarazzo un’Istituzione per raggiungere un fine.
Pronta la replica di Assobalneari Salento Federbalneari: “Dispiace constatare la distanza che le altre associazioni di categoria (di cui solo una rappresentativa degli imprenditori balneari) hanno inteso ufficializzare rispetto alla chiara provocazione lanciata da Assobalneari di portare alla Bit un depliant raffigurante le spiagge salentine erose – dice Della Valle – Ancora una volta, le necessità di facciata superano la sostanza, un’altra occasione mancata per la tutela del nostro territorio, che naturalmente non passa attraverso campagne di marketing in negativo ma attraverso azioni finalizzate a dare uno scossone ad una classe politica silente e dormiente.
Sappiamo, il compiacimento vale più della tutela degli interessi collettivi e solo tale logica può sostenere la reazione che ha avuto la provocazione lanciata da Assobalneari Salento FederBalneari, quella che oggi è una provocazione non è detto che un giorno non diventi realtà quando si arriverà (e non manca molto) alla disperazione”.

Jenny De Cicco

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10 mila depliant per le spiagge pugliesi

Un depliant che documenta lo stato delle martoriate spiagge salentine da presentare alla Bit di Milano.
E’ in lavorazione il depliant divulgativo che Assobalneari Salento Federbalneari divulgherà in 10mila copie, da portare alla Borsa Internazionale del Turismo presso la fiera di Milano. Le foto delle spiagge pugliesi e salentine, divorate dalle mareggiate degli ultimi anni, saranno raccolte in un depliant che denuncerà lo stato di salute della costa. Le foto recenti saranno confrontate con quelle delle stesse spiagge di qualche anno fa.
“E’ stato molto semplice raccogliere le foto dei felici momenti di sana salute del territorio costiero che appena dieci, cinque anni fa, portavano la Puglia ed il Salento ai più alti vertici del turismo balneare in tutto il mondo – chiosa Mauro Della Valle, presidente Assobalneari Salento – Oggi invece assistiamo a una totale indifferenza politica, soprattutto di quella delegata alla tutela costiera, cioè quella regionale, che più volte punta il dito contro la categoria dei balneari quali responsabili dell’erosione costiera e che oltremodo vengono ancor più puniti dall’approvazione del Piano Regionale delle Coste che addirittura revoca le concessioni demaniali per processi erosivi nel tratto di spiaggia concessa. Abbiamo fotografato tutti gli scarichi in mare in fase di autorizzazione e quelli autorizzati dalla Regione Puglia che sversano in mare liquami e non acqua depurata. Adesso basta. Porteremo il depliant alla Bit e chiediamo che le numerose risorse economiche spese da parte della politica alla passerella milanese siano risparmiate e messe a disposizione per iniziare un’attenta e professionale cura del prezioso territorio costiero”.

Jenny De Cicco

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Corso di turismo sostenibile a Otranto

Un corso per sostenere il turismo green.
Un turismo verde come scelta consapevole dei viaggiatori più sensibili, ma come offerta degli esercenti preoccupati di non logorare il bene con cui operano.
La sede di svolgimento del corso è presso l'”Hotel La Punta” a Otranto ed è organizzato dal quotidiano on line Alternativa Sostenibile, dal titolo “Strutture ricettive green: il marchio Ecolabel”, che rappresenta anche il debutto della sua nuova sezione di formazione.
L’Italia è stata confermata dalle statistiche quale principale meta per le vacanze in Europa. Le strutture ricettive hanno l’impegno morale di offrire un servizio ecosostenibile in risposta a una maggiore sensibilità del turista verso l’ambiente. Nell’ambito del Quinto programma d’azione, la Comunità europea ha introdotto attraverso il regolamento 66/2010 del 25 novembre 2009 l’Ecolabel, strumento di gestione ambientale che si propone di incoraggiare le aziende a produrre beni o servizi che durante l’intero ciclo di vita rispettino l’ambiente.
È in questa ottica che Alternativa Sostenibile, grazie alla preziosa collaborazione dell’associazione Forland, esperta di formazione, ha pensato e organizzato questo corso rivolto ad albergatori, proprietari e gestori di strutture ricettive, ma anche a studenti, consulenti per le imprese turistiche e campeggi che vogliono migliorare la diffusione dei propri servizi all’interno del mercato “globale” del turismo nell’ottica della sostenibilità ambientale.
Il corso avrà durata complessiva di 36 di lezione, che saranno suddivise in sei giornate (2-3/9-10/16-17 marzo 2012) al termine delle quali seguirà una fase di project work in cui i corsisti avranno modo di mettere in pratica quello che hanno appreso e grazie alla collaborazione di alcuni alberghi potranno predisporre tutta la documentazione per richiedere il marchio Ecolabel.

Jenny De Cicco

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Un incontro sulla tassa di soggiorno a Santa Cesarea

Rimandata la sua introduzione nel 2011, a Santa Cesarea si discuterà di tassa di soggiorno giovedì, dalle 18.30, presso l’aula consiliare del Comune.

Il 2012 è appena iniziato e con il sindaco Daniele Cretì e l’assessore al turismo Fedele Corsano, i quali hanno convocato un incontro con gli operatori, si discuterà dell’eventualità d’introdurre la tassa e dirimere i dubbi e le alternative. Interverranno durante il dibattito i gestori e i titolari delle imprese commerciali, turistiche, albergatori e singoli cittadini. L’amministrazione Cretì nel 2011 decise di rimandare il dazio, cosa resa possibile grazie all’aumento dei flussi turistici e alla vendita d’immobili comunali.

Probabilmente l’introduzione della tassa di scopo è irrimandabile, è quasi necessaria ai comuni rivieraschi che necessitano di maggiore aria per le casse dei propri erari, soprattutto per via del patto di stabilità che spesso ingessa i conti e cristallizza le liquidità.

Nel frattempo diverse cittadine a vocazione turistica, tra le quali Otranto, hanno già avviato l’introduzione della tassa, senza evidenti problemi.

Intanto il sindaco Cretì ha tenuto pochi giorni fa un’assemblea informativa a Vitigliano, per tracciare il punto di quanto fin ora fatto dal suo insediamento allo scranno cesarino.

Lo scorso anno Santa Cesarea ha reperito fondi pubblici per 7 milioni di euro e adottate oltre 180 delibere di giunta e 72 di Consiglio. Il sindaco ha sottolineato l’anno appena trascorso come importante per il piccolo comune in quanto il pericolo di perdita di finanziamenti è stato neutralizzato e non nasconde la soddisfazione per la cantierizzazione di opere come la fogna bianca e il tanto discusso consolidamento di Porto Miggiano.

Il sindaco afferma che a breve inizieranno i lavori di rigenerazione urbana, quasi 600mila euro destinati alla sistemazione e pavimentazione dei centri di Cerfignano e Vitigliano, la costruzione di una rotatoria prevista all’entrata di Vitigliano (ingresso da Cerfignano) per 70mila euro e anche lavori di miglioramento energetico e messa in sicurezza dell’edificio scolastico di Cerfignano per circa 500mila euro e se la Regione porrà il proprio ok verrà attivato l’iter per gli interventi di efficienza energetica del Municipio (700mila euro). Mentre nelle scuole è già partito il progetto “Classe 2.0” che prevede l’interattività dei laboratori e delle aule.

Jenny De Cicco

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La Provincia di Lecce propone la tassa di soggiorno

Dopo le polemiche e le sperimentazioni è pronta la bozza provinciale sull’imposta di soggiorno.

Lo ha annunciato negli scorsi giorni l’assessore provinciale al Turismo e Marketing Francesco Pacella, dopo aver incontrato le associazioni di categoria e alcuni sindaci dei comuni salentini per discutere dell’istituzione del dazio.

L’assessore Pacella ha precisato che l’imposta deve essere considerata come una tassa di scopo, destinata al miglioramento delle infrastrutture e dei servizi da offrire ai turisti.

Per ora il regolamento è una bozza che potrà essere adottato dalle singole amministrazioni in base alle esigenze territoriali, senza modificarne l’impianto base al fine di evitare errate interpretazioni nell’applicazione dell’imposta, valido per l’intera provincia di Lecce, che si compone di 14 articoli e riguarda tutte le strutture alberghiere ed extra alberghiere d’accoglienza.

Pacella spiega: “Alcuni comuni hanno già adottato delibere

in materia senza, però, alcun raccordo tra di essi e, avendo a cuore la maggiore crescita dei flussi turistici nel Salento, non ho potuto fare a meno d’intervenire per mediare le diverse posizioni. Da un lato ci sono le organizzazioni di categoria che si dicono contrarie all’imposta, dall’altro, i municipi che hanno necessità di rimpinguare le proprie casse fortemente penalizzate dai tagli dei trasferimenti agli enti locali. Inoltre con l’intento di rendere le politiche di sviluppo turistico quanto più omogenee possibili, onde evitare l’eccessiva discrezionalità dei comuni e gli elementi distorsivi della concorrenza dell’imposta, è stato redatto un solo regolamento che, mi auguro, possa valere per tutti. Altrimenti alcune strutture ricettive potrebbero avvantaggiarsi se un comune decide di applicare una tassazione più bassa rispetto ad altri limitrofi dove la tariffazione potrebbe essere più alta.

L’obiettivo finale è quello che tutti gli stakeholders (istituzioni, organizzazioni di categoria, operatori singoli) possano compartecipare, in maniera sinergica, a migliorare e a pianificare tutti gli interventi e i servizi utili per un turismo di qualità”.

L’imposta sarà applicabile solo nel periodo compreso dal primo aprile al 30 settembre di ogni anno e non potrà essere superiore a cinque euro per ogni persona e per ogni notte di soggiorno.

L’assessore Pacella suggerisce ai comuni di applicarla “secondo criteri di gradualità in proporzione alla classificazione della struttura”, a partire da mezzo euro per le categorie medio basse sino a un euro e mezzo per gli alberghi a cinque stelle. La tassa sarà dovuta da ciascuna persona per ogni notte di soggiorno, fino a un massimo di cinque pernottamenti consecutivi nei campeggi e di sette consecutivi nelle altre strutture ricettive. Esentati dal pagamento i minori fino a dodici anni, gli anziani di età superiore a 67 anni, gli autisti dei pullman e gli accompagnatori, i portatori di handicap non autosufficienti e le forze dell’ordine in servizio.

Il regolamento prevede l’istituzione di una consulta permanente comunale e di una provinciale, composta dagli assessori al ramo e dai rappresentanti delle organizzazioni di categoria.

Previste sanzioni amministrative per gli importi dovuti e non versati e per le omissioni.

Jenny De Cicco

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La prospettiva di Luciano Cariddi sull’economia idruntina

di Mauro Ragosta

Otranto, nella visione, ampiamente condivisibile, del primo cittadino, Luciano Cariddi, è e sarà un centro specializzato nel turismo. Tutte le attività produttive di questo centro, dall’artigianato ai servizi, sono infatti, come egli afferma, focalizzate in funzioni accessorie e di supporto alla struttura di accoglienza. Il turista è dunque il motore dell’economia idruntina e il principale fronte di attività istituzionale di Cariddi, quello strategico, che orienterebbe allo sviluppo Otranto si focalizza sulla questione della destagionalizzazione delle presenze.

Nella sua concezione, questo problema per Otranto è di fondamentale importanza, e va affrontato con forza e intelligenza. E ciò perché in assenza di una politica della classe dirigente, non solo provinciale, ma anche regionale, chiara e soddisfacente, rimane nelle capacità delle forze locali dare un’impostazione concreta alla crescita e allo sviluppo e dunque una risposta positiva al cittadino, soprattutto in questa fase storica, dove prevale un forte disorientamento in ambito soprattutto economico e di politica economica.

Nelle parole di Cariddi, attualmente la stagione turistica di Otranto si articola in quattro mesi: due di piena attività e due che si connotano come mesi spalla.

Un arco temporale importante, se raffrontato alla maggioranza dei centri turistici della provincia di Lecce, ma che si presenta ancora insufficiente rispetto alle esigenze economiche della comunità idruntina. Durante il suo mandato, giunto peraltro a scadenza, i suoi sforzi hanno fatto leva sulla creazione di un nuovo porto turistico, che ancora deve terminare l’iter burocratico. Rispetto a questo Cariddi afferma che si è alle battute conclusive circa le autorizzazioni per poter procedere poi con la fase strettamente operativa, relativa alla costruzione. Un iter lungo, che durerà forse più di cinque anni, dove lo Stato non si è mosso secondo criteri di efficacia e di efficienza e tenendo presente la centralità dell’opera per la comunità idruntina, ma anche per l’itero comparto turistico a livello provinciale.

Sicuramente il nuovo porto turistico a Otranto porterà a una diversa articolazione delle presenze dei visitatori, dove i mesi spalla saranno favoriti, e la qualità dei turisti sarà di livello più elevato, essendo il diportismo un turismo più facoltoso e con risvolti produttivi di più ampio respiro. In tale prospettiva, nelle considerazioni del sindaco, Otranto dovrebbe correlativamente aumentare l’offerta culturale, in linea con i bisogni di un futuro visitatore, di un futuro escursionista più esigente e ricercato. Ciò non significa che la principale componente turistica, ovvero quella balneare, verrà a mancare, ma a questa si può prevedere ragionevolmente che si affiancherà in maniera sempre più consistente quella culturale, nonché quella storico-ambientale. Da qui, da queste proiezioni non è difficile giungere a dover considerare che occorre ripensare e riorganizzare l’intero sistema di accoglienza nella sua componente accessoria, che sicuramente sarà il principale compito del suo successore.

Quanto detto si pone sul piano strategico e dunque, di medio e lungo periodo. Per quanto riguarda invece l’immediato, ovvero le stagioni 2012 e 2013, Cariddi è dell’opinione che un aumento della domanda turistica vi potrà essere in correlazione all’attuale crisi, che rende Otranto come una meta appetibile e con costi relativamente più competitivi, solo se la situazione dei trasporti migliorerà. E’ impensabile che, ad esempio il viaggio da Londra a Brindisi sia meno costoso rispetto a quello da Brindisi a Otranto. E sicuramente il costo del trasporto è un elemento che incide nelle scelte del turista. Ma rimane il fatto che chi scegli Otranto, come meta turistica, non è certo chi opta per delle vacanze economiche o per soggiorni in economia. Ne discende che, è ragionevolmente prevedibile che le prossime stagioni estive vedranno Otranto in piena attività e sarà un momento in cui sperimentare nuove forme di accoglienza, in linea con quelle che sono le prospettive di lungo periodo.

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L’economia del sud-est della provincia di Lecce: crisi profonda e possibili prospettive future di grande rilancio

di Mauro Ragosta

Che dire dell’attuale economia del sud-est della provincia di Lecce?

Non può non essere messo in luce, immediatamente, che quest’area nei prossimi due anni vivrà la fase più drammatica di un lungo trend negativo iniziato nel 1990. Del pari va detto che proprio in questi due anni matureranno gli elementi e gli spunti per un nuovo ciclo economico, che, va precisato, sarà di ampiezza commisurata alla vivacità imprenditoriale e alla capacità della politica di predisporre, canalizzare e supportare le risorse amministrative, relazionali e cognitive per favorire un nuovo decollo economico dell’area.

Il sud est della provincia di Lecce, sotto il profilo territoriale, fonda la sua economia su tre poli urbani strategici. Si allude a Maglie, Tricase e Poggiardo. Sotto il profilo settoriale invece, dal 1990 sino a oggi, tre sono stati i pilastri economico-produttivi, i quali hanno fatto entrare il danaro nell’intero circuito di produzione e scambio locale, mettendolo in azione. Questi sono: il pubblico impiego, compresi quindi anche la sanità e l’istruzione, il turismo idruntino e il calzaturificio Adelchi di Tricase. Tre comparti che dalla caduta del muro di Berlino, sono entrati progressivamente in crisi. In particolare, il punto di massima occupazione del pubblico impiego nell’area è stato toccato tra la fine degli anni ’80 e i primi degli anni ’90. A partire da tale periodo, lentamente questa si è ridotta sino a registrare una contrazione complessiva nel ventennio, che è stimabile intorno al 30%. Con riferimento al turismo, invece, Otranto a partire dal 2002, vede cessare la sua crescita, in termini di presenze e arrivi, e registrare anche una lieve flessione. Si potrebbe dire che, il turismo idruntino è in una fase di stagnazione, dove ancora non sono stati trovati nuovi modelli di sviluppo. Circa l’Adelchi, infine, l’entrata dell’euro ha sancito la conclusione del suo ciclo produttivo, rispetto al quale le ferree leggi economiche della globalizzazione ne impediscono la prosecuzione della sua esistenza.

Il rilancio dell’economia del sud est leccese, i nuovi imput produttivi per gli attori privilegiati di quest’area potrebbero scaturire dai risvolti della recente manovra finanziaria, che per la sua ampiezza avrà ripercussioni sull’intera economia nazionale. Sicuramente, il governo Monti nell’immediato ha agito a discapito sia delle classi deboli e sia delle regioni meridionali, ma nel medio e lungo periodo avrà effetti propulsivi per l’economia del Mezzogiorno e quindi anche della provincia di Lecce nonché del suo territorio posto a sud est.

Al riguardo, il turismo idruntino potrebbe registrare un nuovo rilancio per effetto di costi particolarmente vantaggiosi per i vacanzieri centro-settentrionali, rispetto alle loro mete preferite. E ciò si protrarrebbe non solo per il 2012, ma anche per il 2013. Un tempo nei quali gli amministratori locali e gli imprenditori potrebbero, sotto la spinta di una domanda sostenuta, rivedere i propri schemi di ospitalità e trovare nuove soluzioni produttive e di servizi più efficaci e più efficienti.

Nel settore commerciale, che dipende in maniera preminente dal pubblico impiego ed è colpito in maniera diretta dalla finanziaria, che ridurrà i consumi, è possibile che si registrino non poche chiusure, ma di quegli esercizi meno solidi finanziariamente e poco lungimiranti. Al contrario, la storia insegna che altri invece, tenderanno ad aumentare le loro dimensioni per abbattere i costi e ritrovare maggiore efficienza. E questa tensione non potrà che sortire effetti positivi nel medio periodo. Nel lungo periodo, invece, non è improbabile un rilancio del calzaturiero, ma con modalità diverse da quelle sino a oggi adottate. Al posto della grande azienda Adelchi potrebbero sorgere un significativo gruppo di piccole imprese sulla base del decentramento produttivo di imprese settentrionali, che nel tentativo di recuperare sui costi, per effetto della riduzione dei consumi, sposteranno nel meridione alcune linee produttive in aree, come quella tricasina, dove esiste già una tradizione produttiva di grande rilievo. In più, il programma di liberalizzazioni previsto dal governo potrebbe favorire ancora l’occupazione e dunque, dare respiro all’economia locale, demolendo vecchie posizioni di rendita.

Nel complesso quindi, le prospettive per il sud-est della provincia di Lecce se osservate nell’immediato non mostrano spazi di ripresa, ma proiettandosi nel medio e lungo periodo, i sacrifici richiesti dal governo soprattutto ai ceti bassi del meridione, potrebbero paradossalmente avere effetti propulsivi e di rilancio per le regioni del sud e dunque anche per quest’area del leccese, che presenta una significativa tradizione produttiva, capace di cogliere gli stimoli provenienti da mercato nei prossimi tempi se politici e imprenditori opereranno con una prospettiva intellettuale e strategica in direzione della creatività e dell’innovazione negli schemi comportamentali.

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Job Innovation Camp a Tricase

Al via da Tricase l’edizione 2012 di Job Innovation Camp.

Martedì 10 gennaio a partire dalle 17 presso la sala convegni di Palazzo Gallone si terrà, infatti, un workshop tematico dal titolo “Imprenditorialità e innovazione nel settore turistico: il modello Salento e la sua sostenibilità”.

Tale incontro dà l’avvio ufficiale alle iniziative previste dal progetto Job Innovation Camp, promosso dalla Provincia di Lecce, assessorato alla Formazione Professionale e Politiche per l’impiego, e dall’Università del Salento e realizzato da Alba Service in collaborazione con la Cooperativa Officine Cantelmo, il Gruppo Oltrelinea e la Cbox.

Il progetto, presentato lo scorso 3 gennaio presso le Officine Cantelmo di Lecce, si pone l’obiettivo di creare momenti di incontro e confronto tra i giovani della Provincia di Lecce, i centri di ricerca e le imprese innovative, per creare nuove opportunità per lo sviluppo del nostro territorio e per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani salentini.

All’appuntamento di Tricase seguiranno gli altri convegni in programma per tutto il mese di gennaio, con approfondimenti sui principali temi di sviluppo del tessuto produttivo territoriale. Il 12 gennaio a Copertino sarà la volta della “Filiera Agricola”, il 14 gennaio a Maglie della “Filiera Agroalimentare ed Enogastronomica”, il 17 e 18 gennaio, a Lecce saranno approfonditi i settori “Information and Communication Technology”, “Metalmeccanico” e ”Aerospaziale”.

All’incontro di Tricase interverranno l’assessore al Turismo della Provincia di Lecce, Francesco Pacella, il commissario ctraordinario di Tricase, Guido Aprea, il responsabile della Comunicazione – Gal “Capo Santa Maria di Leuca”, Maurizio Antonazzo, il docente ordinario, titolare del corso di Marketing Territoriale presso l’Università del Salento, Gianluigi Guido, il presidente del Gruppo Vestas Hotels & Resorts, Andrea Montinari e il presidente dell’associazione Anyway Accessalento, Diomede Stabile.

Ad aprire i lavori, i rappresentanti istituzionali di due degli enti organizzatori: Carlo Margiotta, delegato del rettore al Job Placement – Università del Salento e Damiano D’Autilia, presidente Alba Service.

Antonella Cazzato

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Segno più per la Puglia del turismo

La Puglia nei primi sei mesi del 2011 sotto il segno positivo per quanto riguarda gli arrivi dei turisti.

In Puglia sono aumentati dell’1,8% gli arrivi rispetto al 2010 e le presenze hanno registrato un incremento del 3,9%, passando da 3,2 milioni del 2010 a 3,4 milioni nel 2011 secondo i dati dell’osservatorio nazionale del turismo. La regione degli ulivi, del Tavoliere e del bel mare si è attestata al primo posto tra le regioni italiane più visitate nel mese d’agosto scorso, con il 10,9% complessivo dell’intera massa del turismo in Italia.

Secondo Michele Boccardi del Pdl, “i dati dell’osservatorio nazionale del turismo mostrano che la nostra Puglia, ancora una volta, è tra le regioni italiane più visitate. In particolare, nel mese di agosto, si registra un vero e proprio primato rispetto all’intero territorio nazionale. Questo dato ci deve far riflettere non solo per il brillante risultato conseguito, ma soprattutto per le sfide che ancora dobbiamo compiere. In momenti di crisi, la politica è chiamata a guardare oltre il breve periodo e definire strategie a medio e lungo termine. In questa prospettiva, le vie perseguibili per il rilancio dell’economia del nostro territorio, potrebbero essere la destagionalizzazione, la qualificazione dei servizi e l’integrazione dell’offerta turistica. In quest’ottica gli interventi del Piano Nazionale per il Sud proposti dall’onorevole Raffaele Fitto, e già deliberati dal Cipe, sono un importante tassello per l’accrescimento dell’accessibilità e fruibilità del nostro territorio. Tutti insieme dobbiamo lavorare per dare un futuro alla nostra regione e alla nostra economia. Sfruttiamo questo tempo per riprogrammare l’utilizzo efficiente delle risorse, mirando soprattutto ad affrontare i problemi strutturali del settore”.

Restano da migliorare ancora molti servizi, come l’informazione al servizio del turismo, una maggiore offerta d’intrattenimento e percorsi culturali e naturalistici alternativi, come lamentato a più riprese dagli avventori di Puglia.

Jenny De Cicco

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Il marchio “Salento d’amare” sbarca sul web

Il noto marchio “Salento d’amare” sbarcherà presto sui più importanti canali del web. Sarà attivato a breve, infatti, un progetto del quale fanno parte una serie di servizi in favore del marchio e dei suoi prodotti e servizi. Nello specifico sarà presente su Facebook, con una fanpage aggiornata sulle varie iniziative ed eventi e disponibile sia per le imprese che per gli stessi cittadini. Altro canale è quello di Twitter attraverso il quale verranno fornite in tempo reale le notizie sul Salento, sulle sue bellezza e le forze economiche. Per chi invece è amante delle fotografie e non vuole perdere nemmeno uno scatto su eventi, sagre, concerti e mostre nel Salento potrà sfogliare l’album virtuale presente su Flickr. Infine, per un maggiore approfondimento sulle varie tematiche ci si potrà collegare su Youtube dove sarà attivato un canale dove saranno inserite interviste, tutorial, mini-documentari e spot promozionali. “Gli ultimi anni hanno visto profondi cambiamenti nel turismo, a causa delle accresciute esigenze del turista moderno, oggi sempre più motivato a conoscere il territorio e le sue peculiarità, in relazione ai propri interessi e alle proprie motivazioni – ha dichiarato l’assessore provinciale al turismo e al marketing territoriale Francesco Pacella – il bisogno di turismo è divenuto ormai un bisogno sempre più collettivo, che porta il viaggiatore a voler condividere e raccontare le proprie esperienze, le emozioni, il sogno vissuto nel luogo di destinazione della vacanza. Da ciò la nostra decisione di lanciare “Salento d’amare” sul social network, azione che rientra nell’ambito del programma di iniziative di rilancio del marchio d’area, che attiveremo nei prossimi mesi”. La conferenza stampa per la presentazione del progetto “Salento d’amare social network” si terrà il 20 dicembre prossimo, alle 11, presso la sala conferenze della biblioteca provinciale Nicola Bernardini (ex convitto Palmieri) in Lecce.

Saranno presenti il presidente della Provincia Antonio Gabellone, l’assessore al turismo e marketing territoriale Francesco Pacella, il dirigente Tonino Rizzo e il social media team di incim@, quest’ultimo è collaboratore del progetto.

Alessandro Conte

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