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TRICASE BANDIERA VERDE AGRICOLTURA

Tra pochi giorni il Comune di Tricase, primo in assoluto in provincia di Lecce, potrà fregiarsi del prestigioso riconoscimento “Bandiera Verde Agricoltura”.

Il premio, all’interno del concorso indetto dalla Confederazione Italiana Agricoltori dal 2003, è riservato a enti pubblici e aziende agricole “che si sono particolarmente distinte nelle politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio anche a fini turistici, nell’uso razionale del suolo, nella valorizzazione dei prodotti tipici legati al territorio, nell’azione finalizzata a migliorare le condizioni di vita ed economiche degli operatori agricoli e più in generale dei cittadini”.

Si tratta di un attestato eccezionale per il sud Salento e per la città di Tricase in particolare, che si è distinta per azioni svolte a tutela dell’ambiente, per politiche agricole accorte e una sapiente gestione del territorio.

Il premio costituisce un’imperdibile occasione per la promozione di questa zona e per la valorizzazione delle sue peculiari bellezze e delle sue tradizioni, oltre che un’opportunità di crescita e di sviluppo per il nostro territorio.

L’importante riconoscimento sarà consegnato dal Presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi durante la cerimonia che si terrà a Roma in Campidoglio il prossimo 19 dicembre.

Antonella Cazzato

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Lecce, 5° Forum plenario dei Parchi del Salento per l’adesione alla Carta Europea Turismo Sostenibile

Dopo gli incontri passati, ultimo quello del 17 novembre scorso tenutosi a Lecce, dove sono stati identificati i punti fondamentali per pianificare la strategia futura in tema di turismo sostenibile, ne è previsto un altro per il prossimo 1 dicembre. Nell’ex conservatorio Sant’Anna si definiranno i contenuti del Piano d’Azione per i prossimi cinque anni. Ѐ un processo di adesione alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile che si sta svolgendo da diverso tempo e che vede impegnati il Coordinamento di Federparchi e la Provincia di Lecce.

Si tratta, nello specifico, di una serie di forum che vede impegnati soggetti istituzionali, sociali ed economici, con l’obiettivo di individuare le linee guida per mettere in atto uno sviluppo sostenibile del turismo. La Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle aree protette è uno strumento per la gestione del turismo nei parchi ed è stata ideata e attribuita da Europarc Federation, vale a dire dalla federazione che riunisce 441 aree protette sparse in tutta l’Europa. Dunque, la Cets impegna i firmatari a mettere in pratica una strategia locale per la realizzazione di una “forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette”. Ѐ un impegno che, in generale ha assunto anche la Regione Puglia con la sottoscrizione del Protocollo di intesa, ratificato dalla Giunta con Dgr 1555/2010, con il quale ha deciso di intraprendere tale percorso in alcune delle aree naturali protette regionali.

L’attività, che ha preso avvio il 20 luglio 2010, prevede una serie di fasi volte alla condivisione delle informazioni, alla diffusione della cultura della sostenibilità e alla coprogettazione di azioni sostenibili. La suddetta attività si concluderà a gennaio 2012 con l’auspicato rilascio della certificazione da parte di Europarc Federation.

Alessandro Conte

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Progetto “Salento food”, in arrivo tre seminari sulla promozione delle tipicità locali. Otranto tra le città coinvolte

A due mesi dalla presentazione dell’evento al castello di Acaya, è in arrivo da domani il progetto “Salento food”, con un ciclo di seminari formativi e informativi sulla promozione dei prodotti tipici locali. L’evento, promosso dall’assessorato al Turismo e Marketing Territoriale della Provincia di Lecce e dal comitato provinciale dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia Puglia, consiste in una serie di seminari rivolti agli amministratori di comuni e soci delle Pro Loco, alle associazioni di categoria e a tutti gli operatori interessati. Il primo seminario, previsto per il 25 novembre alle 17 presso il museo di Archeologia di Ugento, ha come tema “Sostenibilità e Tipicità – Le parole chiave per lo sviluppo turistico, economico e sociale del Salento”.

Il secondo, dal titolo “L’organizzazione dell’evento – La programmazione, la promozione, la scelta dei prodotti, la realizzazione pratica” è programmato per l’1 dicembre, alle ore 17, presso il teatro comunale di Novoli.

Il terzo e ultimo seminario “Promo-Commercializzare il territorio – La promozione dei prodotti tipici del territorio attraverso l’azione integrata degli operatori pubblici e privati” sarà il 13 dicembre, alle ore 17,30, a Otranto presso il centro Don Tonino Bello.

A completamento di tutte e tre le giornate è prevista una tavola rotonda a Palazzo dei Celestini a Lecce, dedicata al “rispetto delle regole”, cioè un dibattito su una possibile disciplina a livello provinciale delle sagre e delle feste. A tal proposito si è espresso l’assessore provinciale Francesco Pacella.

“Si tratta – ha dichiarato Pacella – di un regolamento-tipo per la disciplina delle sagre e delle feste paesane, predisposto da Provincia e Comitato Unpli, che verrà proposto ai comuni della provincia, allo scopo di privilegiare i prodotti eno-gastronomici tipici del territorio e, in particolare, del luogo in cui si svolge la manifestazione. Oltre al rispetto dei caratteri peculiari del territorio e delle sue risorse produttive, il regolamento-tipo conterrà alcuni riferimenti specifici alle problematiche della sostenibilità”. Alla fine verrà anche realizzata una guida che illustra le “Ecosagre” previste per il 2012, specificando per ognuna la tipicità, le qualità organolettiche, la storia e la funzione sociale, le aziende locali che la producono e la vendono e la descrizione della località di riferimento. “Nell’ottica di uno sviluppo sostenibile del proprio territorio – conclude Pacella – la Provincia di Lecce ha inteso condividere lo spirito del progetto Salento Food suggerito dall’Unpli Lecce, con l’obiettivo di promuovere la cultura del coordinamento e dell’organizzazione sul territorio, ma anche della qualità delle iniziative. Il rapporto tra turismo e cibo locale si è fatto molto stretto, non soltanto nel determinare le scelte del viaggiatore moderno, ma anche in termini di cultura locale e di necessità per la salute e per la qualità della vita dei residenti.

Senza contare che la nostra agricoltura può offrire al turismo non soltanto i propri prodotti alimentari, ma anche prodotti intangibili, come la produzione e la tutela di un paesaggio di qualità”.

Alessandro Conte

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Operatori statunitensi in Puglia

250 operatori turistici americani in Puglia per l’Italy Symposium Usa 2011 Sono giunti dall’america 250 operatori americani per l’Italy Symposium Usa 2011, iniziativa promossa e organizzata dall’assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia e dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bari. L’obiettivo primario è quello di incontrare istituzioni e imprese, prendere visione delle bellezze di questa terra ma soprattutto creare una rete di interessi e scambi per le aziende. “Per la Puglia è un grande risultato – ha dichiarato l’assessore regionale al turismo Silvia Godelli – la decisione condivisa con Enit Nord-America e con l’Itpc (Italian Travel Promotion Council), affinchè il Symposium si svolgesse nel nostro territorio. La Puglia dell’accoglienza e dello sviluppo territoriale segna così un altro importantissimo balzo in avanti, coerente con l’andamento dei flussi turistici stranieri verso la nostra regione, espressione e frutto delle azioni di destagionalizzazione e internazionalizzazione poste in essere in questi anni dalla Regione”. Gli operatori arrivati per questo educational tour sono così suddivisi: 19 tour operator, ognuno rappresentato dal direttore generale e dal direttore commerciale; 16 giornalisti; 182 responsabili di agenzie viaggio e infine, lo staff dell’Enit. A conferma dell’avvenuta sinergia tra Regione Puglia e Camera di Commercio si aggiungono le parole di Sandro Ambrosi, presidente della Camera di Commercio di Bari. “E’ un modo nuovo di fare promozione turistica in Puglia, innanzi tutto perché in questo caso la Camera di Commercio e la Regione Puglia hanno deciso di non disperdere le energie, ma di unirle. E non parlo solo di risorse finanziarie, ma anche degli staff, che hanno lavorato insieme per mesi all’organizzazione di questo evento.

Noi siamo convinti che sia un’esperienza da ripetere e rafforzare. I tour operator presenti, come anche gli agenti, provengono da ogni Stato degli Usa.

Alcuni operatori hanno iniziato la loro attività addirittura negli anni fra le due guerre mondiali. Parecchi di loro impiegano intorno ai cento addetti e alcuni addirittura quattrocento. Questi numeri servono giusto per dare un’idea di massima dell’autorevolezza della delegazione che per una settimana girerà in lungo e in largo la Puglia e conoscerà a fondo la sua offerta turistica: dall’estro generoso della nostra natura alle bellezze architettoniche, all’arte di intrecciare mozzarelle, alle tradizioni musicali ed artigianali. Per non parlare del ricchissimo patrimonio eno-gastronomico.

Tutto questo renderà speciale ed unico il loro soggiorno”. Tra le località che operatori americani visiteranno nel tour, ci sono: Bari, Monte Sant’Angelo, Trani, Lecce, Ostuni e Alberobello.

Alessandro Conte

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L’economia del Sud Est della provincia di Lecce: un po’ di storia

di Mauro Ragosta

Il Sud Est della provincia di Lecce, quell’area che va da Melendugno a Maglie, a Gagliano del Capo e, risalendo, fino a Otranto, sebbene mostri ancora vive tracce di un passato fiorentissimo, a partire dal 1500 ha registrato, tra alterne vicende, un progressivo arretramento, costituendo oggi la zona meno dinamica della provincia di Lecce. Ciononostante, Otranto e le sue attività turistiche costituiscono attualmente uno dei motori strategici non solo per l’economia locale, ma anche per quella provinciale. Uno degli indicatori più significativi è costituito dalla bassa densità della popolazione che insiste sul territorio e la fortissima dispersione demografica. E ci si chiede se, in una prospettiva storica, ciò sia ascrivibile a variabili tipicamente culturali anziché a dinamiche economiche e commerciali, che prescindono dalle caratteristiche della personalità degli imprenditori. Il rallentamento economico del Sud Est leccese, sebbene appena evidente, si mostra già nel ‘700 e diviene strutturale nell’800. Tale connotazione è legata alla produzione e al commercio dell’olio, che al tempo fu la principale, se non esclusiva, fonte di ricchezza a livello locale. Terra d’Otranto, e in particolare la provincia di Lecce, rappresentò uno dei principali fornitori, a partire soprattutto dal secolo dei Lumi, dell’industria tessile inglese, che in tale periodo si afferma come leader mondiale. L’olio leccese venne utilizzato esclusivamente come lubrificante dei macchinari tessili e il 90% della produzione locale ebbe come destinazione proprio l’Inghilterra, dove fu quotato alla borsa di Londra. Tali circostanze spostarono il baricentro commerciale del sud Salento su Gallipoli, la cui posizione geografica era più favorevole e i cui traffici fecero decollare l’economia di tutto l’arco ionico, mentre il versante adriatico rimase con uno sviluppo meno marcato. Si somma a ciò la sfavorevole politica dello Stato, che, all’indomani dell’Unità, nelle strategie del riassetto dei porti non previde alcuno stanziamento per Otranto, contrariamente a quanto avvenne per Gallipoli, Brindisi e Taranto. Anche quando nel leccese, dopo il 1870, esplose la produzione del vino, le cui esportazioni avevano come punto di riferimento la Francia, la situazione rimase immutata e le opportunità di crescita vennero colte soprattutto dalle parti Sud Ovest e Nord della provincia di Lecce. Nel 1880, infatti, mentre nell’area Gallipolina si coltivavano ben 20mila ettari di vigneto e nell’area del capoluogo più di 15mila, nel Sud Est non si raggiungevano i 3500 ettari. Un certo riequilibrio si ebbe dopo il 1900 con lo sviluppo delle produzioni e delle lavorazioni del tabacco, che vennero colte immediatamente non solo dal Sud Est, ma anche dalle aree a Nord della provincia, e in particolare dal centro di Novoli. Due aree che si posero in competizione, sebbene non esplicitamente. Ma è nella Valle della Cupa che queste ultime raggiunsero livelli di crescita veramente importanti, nonostante a Maglie e a Tricase si insediassero strutture di tutto rilievo, la cui storia è ben nota. Tali produzioni comunque furono utili a risollevare le sorti economiche del Sud Est, facendole conoscere un certo benessere, soprattutto dopo la prima guerra mondiale. In effetti, un certo bilanciamento economico tra le varie aree della provincia di Lecce si può registrare a partire dal 1920 e fino al 1963, dove spicca come centro industriale e commerciale la città di Maglie, che si contende il primato con Galatina, nonché con i centri di Trepuzzi e di Squinzano, ovviamente fatta esclusione per il capoluogo. Va considerato tuttavia che, questo quarantennio si può connotare come il periodo aureo della provincia, dove, a partire soprattutto dal dopoguerra, e scontato della crisi del 1929, tutte e tre le principali produzioni leccesi, ovvero quelle dell’olio, del vino e del tabacco, raggiungono i massimi livelli, mai più superati sino a oggi. Non è difficile capire che il processo di sviluppo del Sud Est della provincia di Lecce, storicamente si deve in larga parte alla sua posizione geografica, anche se questo, fino alla seconda guerra mondiale, è assistito da una classe dirigente vivace e intraprendente, che in qualche maniera è riuscita ad ammortizzare gli effetti delle dinamiche del commercio nazionale e mondiale, che di certo non ne hanno facilitato il suo percorso. Sta di fatto, che fino agli anni ’60 il Sud Est, sebbene con toni meno vivaci rispetto alle altre aree della provincia, godette di un certo benessere e il divario si mostrò ben più che accettabile. È infatti con la Repubblica che tale area perderà vistosamente molte posizioni.

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Un congresso a Otranto sul turismo verde

Si è svolto a Otranto, presso il castello Aragonese il Convegno Nazionale sul Turismo Verde a cura della Confederazione Italiana Agricoltori. Il tema della conferenza era “Le Politiche Regionali per l’agriturismo: dalla classificazione alla legislazione nazionale”.

Il convegno è stato l’occasione per presentare e discutere il disegno di legge regionale sull’agriturismo presentato dall’assessore regionale alle risorse agroalimentari Dario Stefàno.

Moderatore del congresso è stato il vicepresidente della Cia Puglia Donato Petruzzi. Sono intervenuti, Giulio Sparascio, presidente Cia Lecce, Giuseppe Gandin, presidente Nazionale di Turismo Verde, Daniele Merico, presidente di Turismo Verde Puglia e l’assessore regionale alle risorse agroalimentari Dario Stefàno.

“La Puglia conta circa 350 agriturismi operanti – ha commentato Petruzzi – ben al di sotto delle proprie potenzialità. Una nuova politica regionale sull’agriturismo e la nuova legge possono consentire la triplicazione del numero delle aziende in Puglia, per far fronte anche al boom turistico che sta vivendo la nostra regione. L’agriturismo e l’agricoltura sono un valore aggiunto all’economia turistica della Puglia perché la ruralità costituisce una attrattiva che va oltre il nostro settore.

Apprezziamo l’impostazione data dall’assessore Stefàno che considera il disegno di legge un primo passo per definire, con la concertazione delle organizzazioni professionali e dell’agriturismo, il testo definitivo più adeguato alle esigenze dell’agriturismo, del turismo e dell’ospitalità che va garantita in Puglia”.

“La proposta di legge presentata dall’assessore Stefàno la consideriamo un buon inizio – ha spiegato il presidente della Cia Lecce Giulio Sparascio – se si considera che gli agriturismi pugliesi operano con una legge regionale vecchia 26 anni, ormai deve essere rivista. Da tempo avevamo chiesto a Stefàno di mettere mano ad una nuova legge. Il disegno di legge presentato nei giorni scorsi è un buon inizio, che, comunque, va migliorato in alcuni punti. È positivo, che nella nuova legge regionale si parli di multifunzionalità e di pesca turismo e ittiturismo, quale parte integrante dell’offerta turistica complessiva della Regione.

Questo disegno di legge va perfezionato e reso immediatamente operativo, con il contributo delle organizzazioni di categoria. A nostro parere, infatti, è stato positivo inserire nella nuova legge gli aspetti legati alla multifunzionalità agricola. Ma relegarli solamente alla conservazione e tutela dell’ambiente e alla valorizzazione dei prodotti tipici regionali e alle produzioni di qualità è, secondo noi, limitativo. Nel discorso della multifunzionalità, infatti, andrebbero quanto meno inseriti tutti gli aspetti legati alla didattica, e quindi alle masserie didattiche, e alla vendita diretta in campagna. Non solo un occhio all’ambiente al territorio, dunque, ma anche alla formazione delle giovani generazioni e al reddito degli agricoltori”.

Jenny De Cicco

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Via favorevole per il porto interno di Otranto

Parere favorevole per la valutazione impatto ambientale per il nuovo porto interno di Otranto. Via ai lavori di restauro del Bastione dei Pelasgi e alla realizzazione di nuovi posti barca nello specchio d’acqua interno del porto. Si è concluso infatti il 28 ottobre l’iter procedurale relativo all’acquisizione di tutti i pareri utili, tra cui quello per il procedimento della Valutazione di Incidenza Ambientale, un percorso lungo e complesso per il restyling del porto idruntino, durato circa quattro anni, e che ha visto impegnata l’amministrazione comunale nel risolvere i problemi per la realizzazione dell’infrastruttura. Tra i principali e più difficoltosi l’approvazione del Piano Regolatore del Porto, di cui Otranto era sprovvista. “Ora possiamo avviare le procedure per l’affidamento dei lavori e veder cantierizzare un’opera fondamentale per lo sviluppo turistico-economico del territorio – ha dichiarato il sindaco Luciano Cariddi – Si potrà così rispondere in maniera adeguata a una domanda di posti barca, nel nostro porto, che è diventata negli anni sempre più numerosa ed esigente. Contemporaneamente partiranno anche, essendo già stati appaltati, i lavori di restauro e consolidamento del Bastione Pelasgi”. Lo storico bastione regge il centro storico e si affaccia sull’area portuale oggetto dell’intervento destinato al diportismo nautico, ed è una delle zone interessate dall’alto rischio di crollo, derivato dall’azione erosiva del mare. “Insieme ai lavori già in corso nel fossato dell’area di Porta a mare – ha continuato – sull’ampio murale e nella zona prospiciente i banchinamenti che si faranno per il nuovo porto, e considerata l’infrastrutturazione già realizzata con i fondi Interreg III Italia-Grecia nella zona ex fabbriche, si realizza definitivamente la visione che l’amministrazione comunale aveva rappresentato nel proprio programma relativo a questa porzione di territorio cittadino che riteniamo vitale per i futuri sviluppi urbanistico-funzionali di Otranto. Ora ci auguriamo di potere vedere definita quanto prima, e siamo già al lavoro per questo, anche l’area di varo alaggio e di rimessaggio che la ditta Muscatello vorrà attrezzare per migliorare i servizi offerti nel nostro porto. Spero anche che, come per la baia interna, il progetto del porto turistico esterno, vero volano economico e non solo per Otranto ma per un più vasto territorio che guarda al nostro porto quale affaccio al mare, possa presto concludere l’iter procedurale di approvazione”.

Jenny De Cicco

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Il turismo a Otranto tra crisi e sviluppo

di Mauro Ragosta

Negli ultimi 150 anni, la provincia di Lecce ha mostrato sempre gli stessi schemi economici, che trovano larga applicazione anche nel comparto turistico. Il turismo è caratterizzato, infatti, da dinamiche coerenti con le più generali peculiarità dello storico incedere dell’economia leccese. Va da sé che, sebbene Otranto presenti delle specificità rispetto al più ampio contesto leccese, queste tuttavia non la disarcionano dai più generali orientamenti della provincia. È a Otranto che si percepiscono le nuove tendenze del turismo salentino. Ma qual è lo schema di riferimento, tipico del mondo produttivo del Basso Salento? Questo si compone in quattro fasi sequenziali. La prima si connota per l’emergenza di un fenomeno produttivo su sollecitazione della domanda locale. Qui, la produzione presenta una vasta gamma di soluzioni, dalle più economiche alle più sofisticate. La seconda fase, invece, si sostanzia in una crescita quantitativa su soluzioni prevalentemente economiche. È una fase di forte fermento imprenditoriale e, molto spesso, costellata da operatori che si inseriscono nel settore solo perché caratterizzato da alti profitti. Segue dunque la terza fase che si contraddistingue dalla crisi, dove, il principale effetto è quello di liberare il settore dagli imprenditori d’avventura. Infine, la quarta fase è quella dello sviluppo, in cui gli imprenditori maturano e si realizzano prodotti e servizi di alta qualità, capaci di competere e affermarsi a livello nazionale e internazionale, in maniera proattiva, conferendo così stabilità all’intero sistema economico locale. Sulla scorta di questo quadro di riferimento, non è difficile intuire che il turismo a Otranto sia all’apice della terza fase e molti sono gli indizi dell’avvio della quarta, mentre il resto degli agglomerati turistici della provincia si intrattengono ancora nella seconda fase. Appare evidente lo stato di crisi del turismo idruntino. Questo è messo in evidenza, in primo luogo, dal calo vistoso della media delle presenze negli ultimi sette, otto anni, dove ad aggravare la situazione contribuisce l’attuale aumento dell’offerta di posti letto e di strutture ricettive. Uno scenario che aumenta la concorrenza tra gli operatori, i cui risvolti sono l’abbassamento dei loro profitti. Ma c’è di più. A segnalare la situazione difficile sono la chiusura dei battenti di non pochi esercizi commerciali, registrando questi, infatti, una flessione del 10% circa, negli ultimi cinque anni, e l’aumento preoccupante del numero dei protesti, passati da pochissime decine nel 2003 a oltre 180 nel 2009. È una congiuntura economica per la città di Otranto non facile, anche se ultimamente si intravedono segnali e azioni da parte degli operatori privati, che pongono l’offerta turistica idruntina su un nuovo piano di sviluppo, più aderente alle nuove tendenze turistiche, dove, infatti, i frequentatori ultrasessantacinquenni stanno assumendo un ruolo strategico. Non sono poche le strutture alberghiere che si sono insediate a Otranto e che presentano un’offerta, sotto il profilo qualitativo, in linea con quelle che sono le opportunità del turismo attuale, che per molti aspetti sta arricchendo gli schemi che si sono imposti negli anni ‘90. Non è qui inopportuno, mettere in luce, inoltre, che, il turismo delle persone adulte si manifesta non nei periodi di punta, ovvero in luglio e agosto, ma nei periodi spalla, di apertura e di chiusura della stagione, pur non essendo irrilevante la loro presenza nei periodi più caldi. Ma a Otranto si è ancora in presenza di un riassetto dell’offerta a livello embrionale. Molto forti sono i modelli legati all’offerta tradizionale. E non chiare si mostrano le idee tarate sulle nuove tendenze che hanno per attore un turista esigente, molto esigente, il quale considera in maniera globale il sistema d’accoglienza. In poche parole, dunque, non solo l’alloggio, il ristorante e il mare. Predilige, infatti, località vive anche sotto il profilo commerciale e culturale, non rappresentando per lui prioritario solo l’offerta dell’accoglienza nei suoi tratti essenziali, compresi quelli urbanistici. In tale prospettiva, gli attori del sistema turistico idruntino, siano essi privati siano essi pubblici, in questi prossimi anni dovranno, pertanto, porre attenzione a impostare un’azione turistica che, attraverso l’elaborazione della creatività, abbia come filosofia la costruzione di un centro vivo e vivibile di più ampio spettro e maggiore articolazione, che sappia soddisfare le esigenze specifiche degli ultrasessantacinquenni con una capacità economica significativa e con un grado culturale superiore.

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Andrea Montinari: Assobalneari via da Confindustria, è una minoranza esigua

Il presidente della sezione Turismo di Confindustria Lecce Andrea Montinari prende le distanze dalla decisione di Mauro Della Valle di separare Assobalneari da Confindustria, definendo minoranze esigue le realtà che si sono allontanate dal sistema Confindustria. Nei giorni scorsi un comunicato stampa recante la firma del presidente locale di Assobalneari Salento Della Valle annunciava la separazione dal sistema di Confindustria. L’associazione si è resa colpevole, a dire dello stesso Della Valle, di non essere intervenuta nelle vicende del piano coste regionale e sull’erosione costiera. Recentemente si è espresso sul caso Montinari, secondo il quale l’azione di Assobalneari di Lecce sarebbe da leggere in un ottica nazionale. “Assobalneari – ha detto – ha sempre mostrato atteggiamenti poco chiaro e non consono allo statuto e al codice etico di Confindustria, che aveva già provveduto a emanare, su disposizione dei probiviri, la lettera di espulsione nei confronti di Renato Papagni, ex presidente di Assobalneari Italia – Federturismo. L’allontanamento di Papagni si è reso necessario poiché, come recita la lettera di espulsione da Confindustria, durante la sua gestione sono state riscontrate ripetute violazioni dei regolamenti statutari e del codice etico di Confindustria”. In seguito alla scissione, ora esiste FederBalneari Italia che entra a far parte di Confimprese Italia-Confapi. I vertici di Confindustria non si preoccupano: la ragione la spiega lo stesso Montinari. “Federturismo – ha raccontato – vista l’esiguità delle minoranze che sono state allontanate, continua a mantenere la rappresentanza maggioritaria del settore a livello nazionale ed è interlocutore riconosciuto e accreditato presso tutte le sedi istituzionali nazionali ed europee. La separazione è un processo avviato circa dieci mesi fa, oggi propagandato come un’uscita da Confindustria Lecce e da Federturismo, da parte di una Associazione locale, che nel sistema rappresenta un unico iscritto con un solo voto”.

Secondo il presidente della sezione Turismo locale di Confindustria, Confindustria Lecce, sia a livello nazionale, sia a livello locale, si è sempre spesa per il comparto balneare, tanto che i notevoli risultati raggiunti sono il frutto dell’impegno e degli sforzi istituzionali profusi. “Assobalneari Italia – Federturismo – ha chiosato – ha invitato ufficialmente la nostra associazione in rappresentanza dei balneari salentini a partecipare alla riunione che si terrà a Rimini il prossimo 21 ottobre per la presentazione dei componenti della nuova giunta nazionale”.

Jenny De Cicco

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Agriturismo e terreni: cosa sta accadendo a Otranto?

Scusi è in vendita questo terreno? Si ma è un terreno agricolo vincolato, non si può edificare nulla, siamo nella gariga, in area parco, c’è la macchia mediterranea e così via. Da un po’ di tempo l’interlocutore risponde che “si, va bene, ma a me serve solo per la cubatura, l’importante è che sia nel comune di Otranto”. Il fenomeno è stato segnalato da molti, e ha da subito dato da pensare sia ai singoli proprietari che alle agenzie. Come mai, infatti, si pensa ad acquisire terreni agricoli quando il Pug è ancora lontano dal vedere la luce (non c’è ancora nemmeno il Documento Programmatico Preliminare, ndr) e nessuno sa quali siano le strade da seguire? Del resto, sarebbe impensabile l’intenzione di qualsiasi progettista di non tener conto di vincoli così stringenti. Allora la chiave, da indiscrezioni, pare sia legata ad altro. I movimenti, gli acquisti, le proposte di questi ultimi tempi sembra siano legate a iniziative volte a risolvere i problemi di accoglienza e posti letto degli agriturismo di Otranto. La questione è annosa ed è rimasta insoluta. I manufatti “in precario” furono sequestrati su ordine della magistratura, poi concessi in uso e, fino a oggi, non ancora sanati. Si tratta di una strada, pericolosa perché potrebbe portare sia alla mancata soluzione del problema, sia all’aggravamento degli oneri per le aziende agrituristiche. Insomma, chi sta compiendo questa scelta potrebbe cadere dalla padella nella brace, oppure sommare un problema vecchio a nuovi problemi legati a oneri accessori e quant’altro dovrebbe abbattersi sulle aziende con la nuova legge sugli agriturismo. Insomma, la discussione sul futuro dei posti letto nelle unità agrituristiche è aperto e, ancora oggi, molto incerto.

Elio Paiano

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Otranto fa il punto sulla Tassa di Soggiorno

Una riunione con gli operatori per valutare gli effetti della Tassa di soggiorno. Partecipata e animata la riunione per valutare i risultati della tassa di soggiorno istituita questa estate. Gli introiti derivanti da tale imposta sono oggi intorno ai 350mila euro, sono dati parziali, privi dell’apporto di diverse strutture che non hanno ancora saldato luglio e agosto. Si va su di una previsione di almeno 450mila euro. Tale introito, di tutto rispetto, come andrà speso? Intorno a questo interrogativo si è svolta la relazione iniziale del sindaco di Otranto Luciano Cariddi e di Paola Manca del Comune di Otranto. “Il gettito previsto in bilancio era di 550mila euro, questo il 7 giugno – ha spiegato il sindaco Luciano Cariddi – ovviamente senza tener conto delle modifiche apportate, come l’applicazione dal 4 luglio, l’esenzione per i minori sino a 12 anni, il limite dei 5 o 7 giorni e così via. Tuttavia, non siamo lontani dalla previsione visto che l’importo dovrebbe attestarsi sui 450mila euro”. Sull’utilizzo delle risorse si va dalle misure per migliorare l’appeal turistico a quelle sulla pulizia e il decoro urbano a una previsione dell’utilizzo dei fondi per contrastare l’erosione costiera. La relazione sui servizi offerti vede come positivi tutti i servizi pubblici offerti: parcheggio, ufficio turistico, bike sharing, guide turistiche gratuite, eccetera. Diverse obiezioni, invece, sono state sollevate dagli operatori sugli esercizi che si sono convenzionati per offrire uno sconto (il 10% sul prezzo) che invece, a detta di tanti operatori, non lo avrebbero praticato. Interessanti le considerazioni dei rappresentanti di Confindustria, Federalberghi e Confesercenti che hanno sottolineato la presenza di tavoli nazionali per giungere a una definizione standard dei regolamenti inerenti la tassa. Sulla questione del ricorso al Tar, il sindaco si è detto fiducioso, perché difficilmente si giungerà all’annullamento e perché la destinazione dei fondi avverrà secondo le specifiche della tassa di scopo. Al fine di migliorare l’utilizzo di tali fondi, inoltre, il sindaco ha promosso l’istituzione di una consulta sul turismo che veda la presenza degli operatori cittadini. Un nuovo organo consultivo con funzioni di indirizzo sulle politiche legate al turismo. Sulla domanda specifica se la previsione di coprire con la tassa di soggiorno il debito verso l’Ato, ora che si deciderà di utilizzare gli introiti solo per servizi al turista, creerà problemi e un eventuale aumento della Tarsu, il sindaco ha specificato che ciò resta, per ora, un’incognita.

Elio Paiano

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Il turismo ad Otranto: le tendenze recenti

Che Otranto sia un centro turistico di successo è sotto gli occhi di tutti. Ma nessuno sa quanto sia frutto dell’attività degli operatori locali e di tutti i cittadini e in quanta parte, invece, dipenda dalle preferenze, dai gusti e dalle scelte dei turisti. Esiste una circolarità tra offerta e domanda che, volendo essere intellettualmente equilibrati, si presenta inespugnabile sotto il profilo concettuale e valutativo. È impossibile capire le chiavi di questo successo, i motivi originari, le specificità scatenanti, da cui tracciare un percorso identificativo. Peraltro intrattenersi sullo sviluppo, basandosi esclusivamente sulle statiche puntuali del centro idruntino a poco serve per capire le sue tendenze di fondo. Come narrare, dunque, le recenti vicende del turismo legato a Otranto? Una strada, che mette in evidenza delle peculiarità inedite del fenomeno turistico idruntino e che, allo stesso tempo, ne mostri il suo volto, in maniera marcatamente verosimile, è quella per la quale occorre considerarlo non come manifestazione sganciata dal contesto territoriale in cui esso è inserito, ma come tassello. Ecco, qui e così rapidamente se ne dipingono le sue tendenze specifiche. Scorrendo i dati Istat degli ultimi 60 anni, si scopre che il fenomeno turistico in provincia di Lecce si muove secondo schemi precisi, in cui Otranto ha un ruolo ben specifico e di grande rilievo. Il turismo leccese, dal dopoguerra a oggi, si è connotato da tre fasi di sviluppo ben delineate e non è fuorviante dire che Otranto in queste si pone proprio come cuore pulsante. La prima fase di sviluppo va dagli anni ‘50 agli anni ’70 ed è contraddistinta da una crescita piuttosto omogenea a livello territoriale. La seconda va dagli anni ’80 e fino al 2003. Qui si assiste da una parte al rallentamento dei ritmi di crescita del turismo leccese nel suo complesso e dall’altra alla sua spiccata focalizzazione in tre centri specifici. Il primo di questi è Otranto, a seguire poi Gallipoli e infine Ugento. Tale triade, in questa seconda fase, addensando più del 50% degli arrivi e delle presenze in provincia di Lecce, caratterizza e connota il turismo del basso Salento, che in effetti, si identifica in maniera significativa con essa. Ma c’è di più. La sua rinomanza si sviluppa non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, fungendo così da richiamo forte per il territorio leccese nel suo complesso. La terza fase, che prende le mosse dopo il 2003, si caratterizza nuovamente per una crescita diffusa e significativa. La crescita omogenea di tutti i centri turistici leccesi è stata favorita dalle notorietà di Otranto, di Gallipoli e di Ugento. Centri trainanti, soprattutto Otranto, che storicamente precede e anticipa le tendenze. Se si considera che il potenziale turistico della provincia di Lecce, avendo come punto di riferimento la lunghezza delle coste e il montante della popolazione, è stato sfruttato solo per un 20% ed è ragionevole prevedere ulteriori momenti di crescita e sviluppo. Ed è altrettanto ragionevole prevedere il rallentamento di questa terza fase e l’avvio di un nuovo processo di focalizzazione. Non sappiamo quando ciò avverrà, ma probabilmente indizi importanti li daranno le performance del turismo idruntino che inaugureranno una nuova stagione per il turismo leccese. Non deve distrarre il fatto che Otranto oggi rappresenti il polo turistico più importante della provincia, il cui primato, attualmente è insidiato solamente da Ugento. Ma ciò che deve interessare sono i fermenti, le idee, i progetti, i desideri, che ruotano intorno a Otranto e che sono preparatori di un nuovo scenario, in cui è molto probabile la città svolgerà ancora un ruolo da protagonista nel Salento e assisterà a una crescita che non ha precedenti.

Mauro Ragosta

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