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“I Turismi” e la site visit salentina

Site visit nel Salento per verificare lo stato dei luoghi e la nascita di percorsi turistici atipici. Site visit è un termine mutuato dall’inglese che significa visita in loco. Che in questo caso si è svolta dal 28 al 30 settembre, in tutto il Salento. Il percorso è stato vagliato dai referenti del progetto ”I Turismi” per la sperimentazione d’itinerari turistici alternativi. L’esperienza de “I Turismi” parte nel 2007 come interregionale per la competitività del Mezzogiorno ed è promossa da Fondirigenti, fondo interprofessionale, che punta a promuovere azioni utili per lo sviluppo delle aree aderenti e l’avvio di nuovi modelli di aggregazione delle imprese che s’ispirino sempre più a logiche di filiera. “I Turismi” nasce con l’intento di realizzare un’iniziativa innovativa e replicabile, per lunghi periodi di tempo e aperta ad accogliere nuovi aderenti e nuovi territori, diventando un esempio concreto in grado innescare un circolo virtuoso di programmazione e gestione d’iniziative. Altro obiettivo è quello di intercettare la domanda di “turismi” nazionali e internazionali, tramite la predisposizione di itinerari insoliti, che possano valorizzare usi, costumi, peculiarità ed attrazioni naturalistiche e culturali del Mezzogiorno italiano. Quest’anno sono stati sei i territori al vaglio dei referenti: Lecce e la penisola salentina, Cosenza con la Sila e la costa calabra, Siracusa e la Val di Noto, la Sardegna settentrionale con Alghero e la Gallura – Costa Smeralda, Salerno, con la costiera Amalfitana e il Cilento, Matera con il Pollino e i Sassi. Nel dettaglio, l’esperienza salentina, a detta dei visitatori, è stata entusiasmante sotto tutti gli aspetti . Gli ospiti erano divisi in due gruppi per meglio conoscere le peculiarità di questo affascinante lembo di terra e ne hanno visitato i luoghi meno conosciuti. “Il successo riscosso dall’iniziativa – ha affermato il presidente della Sezione Turismo Andrea Montinari – rende merito a Confindustria, al territorio e alle istituzioni che hanno collaborato per presentarsi al meglio”. Secondo il presidente di Confindustria Lecce Piernicola Leone de Castris, il Salento è cresciuto molto in termini turistici, merito della qualità dell’offerta e della bellezza dei luoghi, ma il contributo del turismo al Pil e all’occupazione nel Salento è tuttora marginale, comunque rappresentano un modo per incrementare la crescita del turismo nostrano. Al Salento non manca nulla, natura, arte e storia, siti patrimonio Unesco e spazi dedicati allo sport, definiti dal direttore generale Antonio Corvino come “importanti frontiere per un turismo a tuttotondo e di qualità, capace di identificare e diversificare il Salento dalle altre realtà turistiche”, un percorso che la terra tra i due mari sta già intraprendendo con ottimi risultati.

Jenny De Cicco

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Il turismo a Otranto: un po’ di storia

Il pilastro fondamentale dell’economia di Otranto è il turismo. Questo costituisce il principale volano di tutte le attività lavorative cittadine. Ma c’è di più. In questa comunità, il turismo scandisce i ritmi di vita, influenzandone, in maniera decisa e inequivocabile, la cultura e quindi anche le abitudini e la mentalità. Lo sviluppo del turismo idruntino, che oggi si basa soprattutto sulla voglia di avere successo e di fare sempre meglio, ha come presupposto imprescindibile, sì la disponibilità di capitali, la creatività e le capacità manageriali e organizzative, ma soprattutto una forte identità. E cioè una consapevolezza ben sviluppata, dai contorni definiti e chiari, che si ponga come leva indispensabile per competere positivamente con altre realtà turistiche, in un contesto nazionale e internazionale, dove la carta vincente è possedere specificità appetibili e non replicabili. Uno dei tasselli che contribuiscono a formare il quadro di riferimento dell’operatore turistico idruntino, e cioè quello capace di conferire a questo una particolare forza nella gestione della propria attività, non solo sotto il profilo esclusivamente aziendale, ma anche e soprattutto nella prospettiva di attore sociale di grande rilievo per la crescita di questa comunità, è legato alla conoscenza della propria storia. Certamente, in riferimento agli aspetti politico-religioso, architettonico, urbanistico e culturale, Otranto ha ben chiare le coordinate e le direttive circa la sua realtà passata. Non è così, però, per quanto riguarda il turismo. Poco diffusa si presenta, infatti, la consapevolezza di un primato storico di rilevanza internazionale. E cioè che, Otranto è stata una delle prime mete turistiche del mondo occidentale. Sebbene non si abbiano notizie puntuali, è verosimile che già a metà del ‘500 Otranto abbia costituito meta dei cosiddetti grandturisti. Più nello specifico, va subito chiarito che, fatta esclusione del turismo religioso, l’unico presente già dall’alto Medioevo, il turismo, nell’accezione laica e moderna, nasce in Inghilterra nella seconda metà del ‘400, quando i giovani rampolli dell’aristocrazia anglosassone cominciarono a essere inviati dalle loro famiglie a compiere lunghi viaggi in Europa e soprattutto in Italia, allora centro propulsore dell’economia e della cultura europea. I viaggi mediamente duravano quattro o cinque anni e avevano come scopo la crescita culturale e l’acquisizione di una mentalità aperta e capace di consentire a questi giovani, una volta ritornati in patria, di presiedere a funzioni di alto comando. Questo tipo di viaggio venne denominato grand tour, termine coniato per la prima volta nel 1636, in occasione del viaggio in Europa di lord Granborne. La prima forma di turismo fu dunque culturale e d’élite. Scontato dire che, questo si sviluppò e si diffuse gradualmente in tutte le nazioni ricche del vecchio continente. A partire dal ‘500 giunsero in Italia anche francesi, tedeschi, olandesi e spagnoli. Moltissimi furono i grandturisti che si spinsero fino a Lecce, visitando anche e soprattutto Otranto. Naturalmente va qui precisato che altre mete preferenziali in Terra d’Otranto furono Soleto e Gallipoli. E ciò, perché, fino al 1861, il sud dell’Italia si presentava come una delle aree più sviluppate e ricche d’Europa. Con lo sviluppo della stampa, molti gradturisti presero l’abitudine di pubblicare i loro diari di viaggio, spesso corredati da splendidi disegni, così le specificità di Otranto furono ampiamente conosciute dalla upper class europea. Tra questi vale la pena ricordarne alcuni, quali quelli di George Berkey (1717), Johan Herman Von Riedesel (1767), Carlo Ulisse De Salis Marchlins (1789), Gustavo Meyer-Graz (1890), Justus Tommasini (1825), Ferdinand Gregorovius (1874), Paul Schubring (1900), Michel Charles Diehl (1880), Janet Ross (1888). Otranto venne conosciuta in Europa soprattutto per la sua cattedrale e la sottostante cripta. Ma, in particolar modo, per il pavimento della cattedrale, di rilevanza non solo storico-religiosa. “Tutto si trova descritto in questo colossale libro di marmo – scrisse Schubring nel suo diario- spalancato da 800 anni. Nessuna pagina vi manca”. L’apice di questo tipo di turismo, e quindi della notorietà di Otranto, si ebbe tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. “In questi ultimi anni scrive Cosimo De Giorgi nel 1914 – Terra d’Otranto è stata più e più volte rivisitata e percorsa in tutti i sensi da italiani e stranieri”. Con la prima Guerra Mondiale termina una lunga stagione turistica per Otranto, che si riavvierà lentamente sul finire degli anni ’70, con lo sviluppo del turismo di massa, dove comunque la città continua sempre a conservare connotazioni di buon livello. Ma questa è un’altra storia.

Mauro Ragosta

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Tassa di soggiorno, il punto della situazione in un incontro a Otranto

Tassa di soggiorno, non è un discorso chiuso anche se è arrivato l’autunno. Per fare il punto della situazione, a 4 mesi esatti dall’applicazione dell’imposta, e per conoscere i pareri di operatori del settore turistico alberghiero, dei loro ospiti e dei semplici cittadini, è previsto Il 12 ottobre alle 17 presso il centro “Don Tonino Bello”, un incontro con l’amministrazione comunale. Si tratta di un esame a posteriori, per vagliare le conclusioni che i diversi interessati hanno tratto per questa stagione turistica, in particolare sugli effetti dell’introduzione della tassa e della Otranto Card. Vista dalla maggioranza consiliare come un male necessario, un modo per rimpinguare l’erario comunale inaridito dalla gestione rifiuti e il rincaro del conferimento Rsu, la tassa fu applicata a tutti gli effetti da luglio. Da palazzo Melorio fanno sapere di ritenere opportuno un incontro di valutazione sull’esperienza vissuta fino a oggi, e ascoltare così i suggerimenti degli operatori di categoria, per prendere in considerazione miglioramenti applicativi all’imposta. Come fu fatto in occasione degli incontri di giugno, che videro la maggioranza dei partecipati scagliarsi contro una decisione impopolare, che ha richiesto un ricorso al Tar per la sospensione del provvedimento d’introduzione dell’Otranto Tax. Il ricorso al tribunale amministrativo non fu accolto dai giudici, e si è lasciato che la stagione turistica seguisse il proprio corso con la tassa. Terminata la stagione turistica, com’è lo stato di salute delle imprese che si sono ritrovate a lavorare con la nuova tassa: hanno subito gli sviluppi negativi dell’introduzione dell’imposta? L’incontro ravviverà i livori d’inizio stagione?

“Quest’occasione sarà utile – spiega in una nota il municipio idruntino – per ragionare insieme sulla costituzione di una consulta permanente del turismo che, oltre a un’attività di costante monitoraggio sull’imposta di soggiorno, possa anche essere riferimento per l’amministrazione comunale nelle politiche di settore da assumere”.

Jenny De Cicco

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L’estate è finita, stabilimenti chiusi. Anzi no

18 settembre 2011 a questa data gli stabilimenti balneari pugliesi sono stati costretti a chiudere battenti; e con essi ombrelloni e sdraio. Il 18 settembre, infatti, è il giorno in cui è terminato il periodo obbligatorio di apertura per gli stabilimenti, secondo l’ordinanza balneare della Regione Puglia; si è trattato, in sostanza, dell’ultimo fine settimana in cui gli stabilimenti balneari hanno dovuto assicurare tutti i propri servizi. La data ha provocato le obiezioni di Assobalneari, attraverso il suo presidente Mauro Della Valle, mentre il Sib, l’altro sindacato di categoria, si pone in un’ottica di costruttiva di dialogo con la Regione. L’ordinanza regionale non esclude infatti la possibilità per gli imprenditori di tenere aperta la propria struttura anche nei mesi successivi alla data di chiusura, ma in questo caso le strutture devono garantire il servizio di salvataggio, fermo restando l’obbligo di comunicazione all’autorità marittima e al Comune. Così Luca Mangialardo, presidente del Sib Lecce, afferma che gli operatori del settore hanno maturato la decisione di dare avvio concreto alla destagionalizzazione, rimanendo aperti anche oltre il periodo previsto. Questo grazie al periodo turisticamente favorevole per il Salento: le prenotazioni lasciano infatti ben sperare che sarà il settembre migliore di sempre in quanto a presenze turistiche, complici anche le condizioni meteo favorevoli. Naturalmente la sola volontà degli operatori balneari non basta, come non è sufficiente l’appello del sindaco di Otranto Luciano Cariddi a rimanere aperti, nella speranza che i turisti settembrini non trovino una città deserta. Bisognerebbe però garantire anche i servizi minimi in favore dell’utenza, come il controllo del territorio e soprattutto i trasporti. Sono anni ormai che il nostro territorio continua a registrare un aumento dei flussi turistici, come confermato dall’ex commissario Apt Lecce, Stefania Mandurino. Più 12% di presenze è il dato di quest’anno, determinato dalla congiunzione del patrimonio artistico e culturale con il tesoro naturalistico, le bellissime coste, le spiagge e le marine, affermatesi tra le mete preferite dei turisti italiani e non solo. La destagionalizzazione del turismo consentirebbe di diluire in un anno giorni questi benefici economici, contribuendo indubbiamente a creare sviluppo e occupazione. Secondo Mauro Della Valle, presidente di Assobalneari Salento, aderente a Federturismo e Confindustria, l’estate salentina è una stagione di luci e ombre. C’è stato un boom di presenze, ma sarebbe potuta anche andare meglio, considerando la perdita irreversibile di 4 ettari di sabbia, causa erosione costiera, che in termini di utenze rappresentano almeno 20 mila bagnanti in meno. Il Salento è visto come meta patinata, decantata da riviste nazionali e internazionali, ma non bastano le sole bellezze: serve un’azione politico-amministrativa mirata alla gestione del patrimonio naturalistico e dei servizi, come quello dei lidi, e norme condivise che non ingessino le imprese del settore e che non si pongano in contrasto con i principi costituzionali di libertà imprenditoriale.

Jenny De Cicco

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Ancora turisti, a Otranto chiude il cantiere per la passeggiata sulle mura

Rimandati i lavori presso il camminamento sulle mura del fossato del castello. Il progetto di “passeggiata sulle mura”, che aveva avuto inizio da qualche giorno, è stato rimandato di almeno un’altra settimana. L’intervento era iniziato tre giorni fa, e serve a regalare un nuovo look all’ingresso al centro storico, permettendo contestualmente di raggiungere il porto con una passeggiata dall’alto delle mura. I lavori, passate le prime due settimane di settembre, erano iniziati di gran carriera, ma nessuno aveva fatto i conti con la stagione turistica ancora in corso nonostante il periodo. Così i mezzi meccanici e la polvere del cantiere hanno invaso ristoranti, esercizi pubblici etc., scatenando le proteste di alcuni operatori. Come se non bastasse, l’orto coltivato da qualche anno sul terreno demaniale è oggetto della rivendicazione del contadino che vorrebbe un indennizzo. Insomma, per permettere di giungere al termine di questa eccezionale stagione turistica “allungata”, anche i lavori di restauro devono slittare. Insomma, un segnale buono, tutto sommato, che non denota inefficienza, ma propone la vecchia questione dell’impossibilità di effettuare lavori durante la stagione turistica. La questione era stata affrontata anni addietro, con la determinazione che, a fine giugno, ogni lavoro sarebbe stato sospeso. Ora, con il boom di Otranto e del Salento, gli operatori si sono lamentati dei lavori a maggio, ma anche ora, a settembre. Insomma, stagione lunga, opere pubbliche in difficoltà.

Elio Paiano

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Il costo dell’albergo lievita, turisti in difficoltà a Otranto

Prenotare una stanza a Otranto al prezzo di 50 euro a notte e ritrovarsi a pagarne 130? Ebbene sì, è quello che è accaduto a quattro turisti stranieri che, cedendo al fascino del mare cristallino e del mistero delle mura della città idruntina, hanno dovuto fare i conti con un pernottamento ritenuto decisamente esoso. A occuparsi della prenotazione un otrantino amico dei turisti e anche complice della scelta della meta della vacanza; fine agosto, certo, non è ancora bassa stagione, visto il caldo che ancora imperversa, ma il periodo che va dal 25 al 29 agosto non rientra tra quelli delle tariffe più elevate della prima quindicina del mese più caldo dell’anno, così un giro di telefonate ai vari hotel della città e alla fine si presenta una soluzione davvero allettante: un albergo nel centro del paese che propone cinque notti per un totale di 245 euro a stanza doppia, colazione inclusa, ovvero le prime tre notti a 160 euro totali e le altre due notti a 85 euro totali, per una media per notte di 49 euro. Un affare da non perdere, tanto che lo stesso otrantino, prima di proporlo ai suoi amici, vuole accertarsene telefonando ben tre volte. La prima incongruenza, però, non tarda ad arrivare. Alla prenotazione effettuata via mail dai turisti segue una risposta dell’hotel che conferma il prezzo di 160 euro per le prime tre notti, ma che presenta un costo totale di 100 euro, anziché 85, per le restanti due notti. Una telefonata sembra risolvere tutto, ma a una lettura più approfondita altra sorpresa: si chiede il versamento di una caparra di 320 euro. Nulla di male, se non che la cifra richiesta è decisamente superiore a quello che sarebbe il costo totale per stanza dell’intero pernottamento. Un’altra telefonata sembra chiarire l’equivoco. La somma della caparra è da intendersi in totale per entrambe le stanze, sarebbe dunque una caparra da 160 per stanza con una penale pari al 30% della somma rimanente da pagare in caso di partenza anticipata. È il 26 agosto che i conti iniziano a non quadrare per i turisti, arrivati a Otranto la notte precedente, perché il costo del pernottamento, raccontano gli interessati, passa da un ammontare di 245 euro a un totale di 650 euro a stanza per cinque notti. Importo che, per quanto assolutamente non rispondente ai patti intercorsi, i quattro turisti saldano immediatamente con carta di credito. Non appena l’amico, avvisato dell’episodio, si reca in albergo, invita i suoi amici a lasciare le stanze con almeno due giorni di anticipo, facendosi rimborsare la cifra eccedente già versata, ma in un batter d’occhio la penale per partenza anticipata lievita fino all’80% con tanto di documento firmato dal direttore che, tra l’altro, non è neppure in grado di esprimersi in inglese. Dopo discussioni varie, l’unica cosa che i turisti, con l’aiuto del loro amico, riescono ad ottenere è che gli vengano scontati 135 euro dal totale per stanza, somma irrisoria rispetto a ciò che hanno dovuto sborsare per fare una vacanza immersi in uno degli angoli più belli e caratteristici del Salento, in cui però hanno giurato di non tornare mai più.

Alessandra Ragusa

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Ma l’albergatore non ci sta: “I clienti hanno frainteso”

Punti di vista diametralmente differenti, tra i turisti stranieri ospiti a Otranto dal 25 al 29 agosto e l’albergatore otrantino proprietario dell’hotel interessato. I quattro turisti stranieri, ormai tornati da giorni nella loro città di residenza, restano infatti fermi sulle loro posizioni, e ribadiscono, apportando a testimonianza lo scambio di e-mail intercorso tra loro e l’albergatore, che per i primi tre giorni del soggiorno era stato fissato un corrispettivo totale di 160 euro, e per i restanti due giorni una cifra pari a 85 euro, sempre da intendersi a stanza doppia. A confermare la loro versione dei fatti, secondo quanto riferito dagli stessi, l’equivoco venutosi a creare sulla richiesta della caparra. Dopo gli accordi telefonici, infatti, l’albergatore, che ci tiene a restare anonimo, richiede una caparra, comprensiva dei primi tre giorni di pernottamento, che ammonta a 320 euro. Una richiesta bizzarra, secondo i turisti, certi che l’intera durata del soggiorno avrebbe avuto un costo inferiore. Una telefonata chiarisce l’equivoco: la caparra, riferisce l’albergatore ai clienti, è da dividere tra le coppie di turisti, quindi ammonta a 160 euro a stanza doppia.

Di altro avviso l’albergatore, però, che preferisce pensare all’episodio come a un brutto malinteso. Perché è vero, si è parlato di 160 e 85 euro, racconta, ma soltanto per una notte nel suo albergo: a testimonianza del fatto, appunto, la stessa richiesta della caparra, così come il listino prezzi dell’hotel presente su vari siti Internet. Secondo l’albergatore, insomma, la richiesta del pagamento anticipato dei tre giorni di pernottamento fatta via mail per un totale di 320 euro avrebbe dovuto far capire ai turisti stranieri che probabilmente avevano frainteso le tariffe. Ma perché non specificare chiaramente la dicitura “a notte” nell’e-mail di conferma della prenotazione? E soprattutto, visto che il bonifico per la caparra ammontava a 160 euro a stanza, perché l’albergatore non ha subito contattato i turisti richiedendo la restante parte? A quanto racconta ancora l’interessato, la dicitura “a notte” era invece presente sull’e-mail, e per quanto riguarda la caparra replica di aver evitato di sembrare troppo fiscale. Altro dubbio: al momento del saldo dei conti, dopo le rimostranze dei turisti e dell’amico originario di Otranto che li accompagnava, l’albergatore ha apportato un sconto di 135 euro a stanza doppia. Perché scendere a compromessi se si è certi di essere nel giusto? L’albergatore ha una risposta pronta anche per questo: ha voluto mettersi nei panni dei suoi ospiti che, per quanto non avessero compreso il contenuto delle e-mail e le tariffe, avevano messo in conto spese decisamente più basse.

Alessandra Ragusa

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Otranto, arriva Qr Code: info turistiche anche sull’iPad

Il sistema di ultima generazione Qr code arriva a Otranto. Un progetto della Hydrusa.com creato in collaborazione con il Comune di Otranto e il suo assessorato al Turismo. Si tratta di un nuovo percorso interattivo per le vie della cittadina idruntina. Il progetto verrà presentato ufficialmente domani 8 settembre, alle ore 11, presso il municipio, e dopo la presentazione ci sarà una dimostrazione pratica per le vie del centro. I Qr code sono nuovi codici, sempre più diffusi negli ultimi mesi, leggibili dai telefonini di ultima generazione, dai tablet come l’iPad e da altri lettori multimediali. L’idea per Otranto è di Elio Paiano. Il sistema non fa altro che fornire indicazioni multimediali, disponibili in varie lingue, sui monumenti e le località presenti a Otranto. In questo modo si crea un percorso interattivo per il turista. Si potranno visualizzare messaggi di testo, anche senza connessione internet, che forniscono notizie su luoghi e monumenti e inoltre, video, sistemi per individuare le specie di flora e fauna, indicazioni sulle coordinate geografiche e persino rimandi letterari. In generale, si può dire di avere a disposizione una guida artistico-culturale gratuita e soprattutto accessibile a tutti. Ѐ la prima in Italia e tra le prime al mondo. “Si tratta di un progetto nato grazie alle nuove possibilità offerte dalla tassa di soggiorno – spiega il sindaco Luciano Cariddi – Lo stiamo sviluppando per creare una serie di servizi innovativi per i nostri ospiti facendo comprendere le potenzialità di sviluppo del nostro territorio”. Anche l’assessore al Turismo del Comune di Otranto, Antonio Schito, esprime soddisfazione: “In questo modo si potranno creare opportunità completamente nuove di fruizione del territorio. L’esempio di questo progetto è unico in Italia ed è una dimostrazione pratica di queste nuove possibilità”.

Alessandro Conte

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Premio al turismo “Cavour” al Mercatino del Gusto di Maglie

Un altro riconoscimento per il Mercatino del Gusto di Maglie. Si tratta del premio al turismo “Cavour”, istituito dal Comune di Sogliano Cavour, appunto, e dedicato a tutte quelle iniziative che non solo implementano il turismo nel territorio salentino, ma che rappresentano punte di eccellenza di tipo culturale. Così ieri, all’interno della cerimonia di premiazione organizzata presso le terrazze del Municipio, il sindaco di Maglie Antonio Fitto ha ritirato il premio con grande soddisfazione. Il Mercatino del Gusto per la città di Maglie, tuttavia, e nonostante l’evidente lusinga del premio, rappresenta un riconoscimento esso stesso, un riconoscimento silenzioso tributato dalle migliaia di persone che da undici anni si recano nella cittadina di Aldo Moro per gustare e degustare. Il primo cittadino ha espresso contentezza per questo premio e si è detto speranzoso che il mercatino raccolga sempre più proseliti. In questi anni la kermesse enogastronomica ha raccolto molti tentativi malriusciti di imitazione, ma questo non ha inficiato assolutamente la riuscita della manifestazione magliese, e pare falsa la leggenda metropolitana, in via di diffusione, secondo cui il Mercatino potrebbe spostarsi in un altro paese. “Credo che ogni luogo debba trovare la sua specificità – ha spiegato Fitto nei giorni scorsi alla Gazzetta del Mezzogiorno – noi abbiamo creato il Mercatino, e non abbiamo copiato un’iniziativa di successo, seppur molto differente, che si tiene proprio a due passi da noi, la Notte della Taranta di Melpignano. Trovo che le due iniziative attirino platee diverse, per cui servono il turismo ugualmente”. In altre parole, è nella diversificazione degli eventi che il turismo premia con delle ricadute positive sul territorio.

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Otranto, appello di Cariddi agli operatori: “E’ ancora estate, non chiudete le attività”

I timori di inizio estate sono stati fugati da una stagione esaltante dal punto di vista delle presenze turistiche, e il sindaco di Otranto Luciano Cariddi lancia un appello agli operatori. “Continuate a offrire i vostri, perché “si sta raggiungendo il tanto agognato obiettivo della destagionalizzazione turistica”, dice Cariddi, che invita quindi a fare “un piccolo sforzo restando aperti ed efficienti ed anche – magari – coccolando un po’ di più i turisti che hanno scelto settembre e ottobre”. Ciò che più soddisfa l’amministrazione comunale è tra l’altro il livello elevato della qualità dei servizi offerti, anche e soprattutto dai privati dopo alcuni anni di verifiche e correttivi effettuati. “Crediamo – aggiunge il sindaco – che si possa essere abbastanza sereni circa il percorso intrapreso. A tal proposito il nostro riconoscimento va a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine, impegnate in città accanto all’amministrazione comunale per garantire un’adeguata sicurezza del territorio, e agli operatori ecologici tutti per l’elevato spirito di servizio dimostrato durante la propria attività quotidiana per garantire un ambiente pulito, vivibile e accogliente. Un vanto per la nostra offerta turistica”. Ora si spera di raggiungere completamente l’obiettivo della destagionalizzazione dopo incrementi notevoli in primavera ed estate che hanno consentito, ad esempio, di stimare le entrate per la tassa di soggiorno, per il solo mese di luglio, su cifre che viaggiano tra i 150 e i 160mila euro. “Le buone condizioni meteorologiche di questi giorni – conclude il sindaco – probabilmente ci consentiranno di allungare ulteriormente la nostra stagione turistica, ed è per questo che chiediamo a tutti i nostri operatori del settore di continuare a offrire i propri servizi così come è stato fatto finora. Mi riferisco in particolare ai pubblici esercizi e ai negozianti, perché mantengano aperte tutte le loro attività in città e non ci facciano vivere situazioni (pure registrate in passato) di chiusura anzitempo nonostante il buon numero di turisti ancora presenti nelle nostre strutture ricettive”. In particolare l’appello di Cariddi è rivolto ai gestori degli stabilimenti balneari, perché mantengano le proprie strutture aperte e attrezzate per ospitare al meglio quanti ancora vogliono godere della bella stagione balneare. Quindi un ringraziamento a tutti per il lavoro sin qui svolto, ricordando che “Otranto è una città che sa esercitare il suo fascino durante tutto l’anno, e solo con la collaborazione di tutti si può realmente puntare al tanto agognato obiettivo della destagionalizzazione turistica”.

Elio Paiano

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Camperisti abusivi a gogò agli Alimini e a Sant’Emiliano: sgomberati

Vasta operazione dei vigili urbani di Otranto in collaborazione con i carabinieri della stazione di Otranto e la locale stazione della Guardia forestale. Approfittando del caos agostano, infatt, migliaia di camperisti abusivi avevano affollato aree di alto pregio naturalistico come i laghi Alimini e Torre Sant’Emiliano a Porto Badisco. Un campeggio abusivo con scarico di liquami e quant’altro sulla gariga, nella macchia mediterranea e nella pineta ai bordi dei laghi, una situazione pericolosa non solo per la salute pubblica ma anche per l’incolumità stessa delle persone. “Ai due laghi abbiamo incontrato situazioni veramente pericolose -spiega Vito Spedicato, comandante dei vigili urbani di Otranto- camperisti abusivi che avevano acceso in piena pineta griglie, fornelli da campeggio, barbecue con cui arrostivano pietanze. Senza contare il fenomeno dei punkabbestia, che hanno al seguito cani di grossa taglia che circolavano liberi e senza museruola. Senza l’aiuto dei carabinieri di Otranto e della Guardia forestale non saremmo riusciti in alcun modo a mandarli via”. Insomma, un pericolo non solo per l’ambiente, ma per la stessa incolumità delle persone, perché il forte vento di questi giorni, unito alla assoluta mancanza di alcuna precauzione contro gli incendi dei campeggiatori abusivi, avrebbero potuto provocare vasti incendi in una zona che presenta la più alta densità di turisti di tutta la Puglia. In quest’operazione si registra l’importante sinergia tra le forze dell’ordine presenti sul territorio. “Se non fosse stato per l’aiuto fondamentale che ci hanno fornito i carabinieri di Otranto e la Guardia forestale di Otranto – insiste Spedicato – non avremmo potuto effettuare questa operazione. Inoltre ciò ha permesso di raggiungere un importante accordo in base al quale, per il resto dell’estate, gli uomini della Polizia provinciale controlleranno che nelle zone già sgomberate non si insedino nuovi camperisti abusivi”. Un lavoro che ha permesso di eliminare una grossa situazione di rischio, e ora bisogna evitare di vanificare il tutto continuando con i controlli. Basti pensare agli incendi che si sono verificati nel Salento quest’estate per comprendere l’enorme rischio corso dai villeggianti ad Alimini, un rischio che il Salento non può affatto correre.

Elio Paiano

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Otranto, boom di turisti agostani. “Già, ma di che livello?”. Il dibattito è aperto

Che tipo di turismo c’è quest’anno? Una riflessione normale dopo le vicende che hanno visto risse e litigi un po’ in tutto il Salento. Un comportamento che ha messo in allerta un po’ tutti, anche se si tratta di casi isolati, ma a Otranto sono in molti ad aver tratto le loro conclusioni.

Certo, il problema non tocca assolutamente luoghi con un target alto come le masserie o i resort, oppure i residence dove gli ospiti sono molto selezionati e i prezzi non sono affatto alla portata di tutti. Ma in città, in agosto, si riversano tutti: qualsiasi tipo di turista. “Quest’anno le persone che sono arrivate qui sono state di più e di livello più alto, almeno fino ad agosto”, dice Cristina Conte dell’ “Altro Baffo”, celebre ristorantino nel cuore del centro storico di Otranto. Ma come mai ad agosto ci sono persone che litigano più facilmente? “Secondo me i turisti sono troppi, e aumentano ogni anno, con percentuali a doppia cifra. Questo sembra positivo, invece per il mese di agosto, mese delle vacanze popolari, non lo è. Vuole un esempio pratico? A giugno abbiamo registrato incassi maggiori con un numero di clienti che era la metà di quelli di agosto. E’ questione di livello, di target, non di numeri, specialmente in questo mese”. Così i numeri sono positivi, ma il target scende ogni volta che aumenta il numero di turisti agostani. “Da noi non si vede mai nessuno litigare, per carità –spiega Francesca De Matteis dell’enoteca “De Vinis”, nel cuore del centro storico (a pochi passi dal lungomare) – però già il tono della voce dei turisti ad agosto diventa più alto, questo dimostra che ci sono persone meno abituate a stare insieme agli altri, posso dire? Meno educate. Del resto una soluzione va trovata: almeno ad agosto, un modo per selezionare un po’ va cercato”. Dello stesso avviso Antonio Moscara dell’ “Athenaion”, resort nella Valle delle Memorie: “C’è chi ha fatto prezzi stracciati in pieno agosto. E’ vero che così si ha la certezza del pienone, ma la qualità dei clienti che ti arrivano scende paurosamente”.

Elio Paiano

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