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Torre Saracena, “il villaggio scivola sempre più nel degrado”

Vacanze all’insegna di disagi e malumori per i residenti estivi del villaggio Torre Saracena, da alcuni anni incamminato sulla strada di un lento ed inesorabile declino. Sporcizia, randagismo e mancanza dei servizi essenziali: questi solo alcuni dei problemi che stanno causando il malcontento tra i villeggianti. Il piccolo centro turistico sorge a pochi chilometri dalla costa di Torre dell’Orso, nel territorio di Melendugno. La sua caratteristica è sempre stata una folta vegetazione, palme e fiori colorati che lo rendevano un luogo accogliente e romantico, ideale per trascorrere le vacanze.

Ma ora non è più così, così un gruppo di residenti, stanchi della situazione e spinti dall’amore e dalla passione che li lega a questo territorio, si è fatto promotore di un incontro con le istituzioni. “Torre Saracena è destinata a divenire un triste e desolato “quartiere dormitorio”, con tutti i rischi economici che ne conseguono. Tutto ciò nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi due anni dall’amministrazione comunale di Melendugno, che ha fatto registrare un lieve miglioramento della situazione generale”, afferma Michele Ceglie, residente del villaggio e portavoce del gruppo.

Per affrontare questo tema, Ceglie ha organizzato un incontro con l’amministrazione comunale. La riunione, da lui coordinata, si è tenuta mercoledì 10 agosto ed è intervenuto Mauro Russo, vicesindaco del comune di Melendugno. Nel corso dell’incontro sono stati discussi i problemi del villaggio, tra cui la lenta e graduale diminuzione delle presenze turistiche, la riduzione drastica delle realtà commerciali, la carenza dei controlli dei vigili urbani, dei luoghi d’incontro per i giovani e incuria degli spazi verdi per i bambini. Il vicesindaco, dopo aver ascoltato i problemi esposti ed aver preso atto della situazione, ha deciso di fissare un incontro, per la settimana subito dopo Ferragosto, per stilare un primo elenco degli interventi da fare, e per rendere nei prossimi mesi Torre Saracena vivibile e sicura.

Serena Cappello

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“Benvenuti a Otranto”, ma la casa non c’era: molti i truffati

“Scusi, per il Villaggio Catona?”. “Buongiorno signora, siamo venuti per la casa vacanze in Via Primaldo”, ma anche per quella di Via Memorie, e tutti vittime di una ben organizzata truffa online. Oltre venti tra ragazzi e ragazze, ma anche famiglie e comitive truffate in vari modi, e convinte a versare sostanziose caparre a operatori turistici truffaldini per strutture inesistenti. O meglio, le strutture esistono, c’è anche una certa assonanza, ma i proprietari sono del tutto estranei alla truffa organizzata sapientemente. In un caso una signora ha ricevuto, nella casa dove abita, almeno una decina di persone convinte di aver affittato l’appartamento per il periodo centrale di ferragosto. Con le stesse modalità, inoltre, anche altre persone sono state truffate per appartamenti fantasma a Torre dell’Orso. Insomma, il Salento è una delle mete più ambite dai vacanzieri, Otranto è in cima ai desideri di vacanza di milioni di italiani ed allora, con un po’ di inventiva, è facile organizzare una truffa in grande stile. Le modalità erano ben studiate, raccontano alcuni dei truffati: “Abbiamo risposto ad un annuncio su un portale serio come subito.it” –spiega una coppia del centro Italia – “ci hanno mandato le foto, la fotocopia dei documenti del venditore ed abbiamo pagato con bonifico bancario il 30% dell’importo”. Importi considerevoli, tra l’altro, dagli ottocento ai duemila euro. Come nel caso di una famiglia con due bimbi piccoli che ha scoperto di aver acquistato un mini-appartamento nell’inesistente “villaggio Catona” su un sito affidabile come e-Bay. Il bello è che la truffa è stata studiata bene, perché sfrutta le caratteristiche della città di Otranto. In effetti, guardando su google map la Catona, si vedono chiaramente dei residence, come il Catona che esiste realmente, si osservano strutture turistiche come la piscina dell’Hotel Vittoria e le vicinissime spiagge cittadine di Otranto. Insomma, una volta che il tutto è condito da una bella web gallery fotografica la truffa è servita. In alcuni casi il sospetto che si trattasse di una truffa poteva sorgere, perché l’offerta era sin troppo vantaggiosa. Per logica, infatti, è difficile che uno venda sottocosto proprio le prime due settimane di agosto in una delle località più gettonate d’Italia. Tuttavia, in alcuni casi era veramente difficile accorgersi dell’inghippo, perché lo sconto era moderato e le modalità di pagamento non erano con una Postepay che garantisce l’anonimato, ma con regolare bonifico bancario su conto corrente. Insomma, una truffa ben studiata, che non ha danneggiato solo economicamente le persone truffate, ma le ha fatte arrivare in una località già colma di turisti e senza la possibilità di alloggiare da nessuna parte. Insomma, una situazione grave sulla quale stanno ora facendo luce le forze dell’ordine.

Elio Paiano

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Truffati, scornati e cacciati di casa: i particolari di un’odissea

“Sono giunti da me molto preoccupati” -spiega Bianca Sammarruco dell’agenzia Otrantour- “in alcuni casi si trattava di famiglie con bambini piccoli che non sapevano dove alloggiare”. La truffa ha colpito anche persone che, oltre al danno economico, si sono trovate in grosse difficoltà. “Abbiamo fatto di tutto per trovare una sistemazione adeguata” –dice Bianca- “ma purtroppo ciò è possibile solo per questa settimana, la prossima non c’è posto da nessuna parte e saranno costretti ad andare via. La situazione è seria perché sono stati truffati, sono giunti a Otranto senza sapere dove alloggiare e dovranno anche rinunciare a circa metà delle loro vacanze”. Oltre al danno, i truffatori si sono organizzati per aggiungere anche la beffa, perché in molti sono andati a chiedere della loro prenotazione al residence, ma in alcuni casi la situazione era paradossale. “Ad alcuni” – racconta ancora Bianca Sammarruco- “hanno addirittura fornito l’indirizzo di un privato cittadino, una signora anziana che ha visto bussare alla sua porta decine di persone che volevano alloggiare da lei. Eppure tutti noi che gestiamo le agenzie forniamo tutta una serie di dettagli proprio per permettere una scelta serena, ma il miraggio delle offerte last minute spinge molte persone ad affrettarsi a concludere il contratto di affitto, e questo rende più facile il lavoro dei truffatori”.

Elio Paiano

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“Salento Food”, così ti miglioro l’offerta dei prodotti tipici

Il Salento fondato sull’enogastronomia e sulle tipicità territoriali va incentivato. È così che nasce il protocollo d’intesa tra la Provincia di Lecce e il comitato provinciale di Lecce dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, per incrementare gli standard dell’offerta e della tipicità dei prodotti territoriali. Si tratta del “Salento Food”, il cui protocollo è stato approvato dalla giunta provinciale nella seduta dell’8 agosto scorso. Il progetto prenderà l’avvio con un evento in programma il 9 e il 10 settembre prossimi presso il castello di Acaya. La manifestazione, cui parteciperanno varie Pro Loco della provincia, sarà l’occasione per promuovere le diverse attività delle Pro Loco, a partire dalle rispettive sagre tradizionali e dai relativi prodotti tipici. “Salento Food” non si esaurirà con la due giorni al Castello di Acaya, ma proseguirà, da settembre a dicembre, con l’attuazione di convegni aperti al pubblico, per la creazione di una cultura diffusa del prodotto locale, per la salute, lo sviluppo economico e la stessa identità del territorio. L’organizzazione di seminari formativi sul concetto della ecosostenibilità delle sagre, articolati sui temi della promozione delle produzioni tipiche, la scelta degli alimenti e la loro preparazione, la pubblicità e la legislazione di riferimento, e infine la realizzazione di una pubblicazione informativa istituzionale Provincia-Unpli Lecce, che illustrerà le sagre più importanti del 2012, i prodotti tipici promossi, la loro storia, i luoghi, le aziende sono tutte facce di questo progetto interessante e articolato. Attraverso questo protocollo, dunque, si rafforza l’intesa interistituzionale tra Provincia di Lecce ed Unpli Lecce, con l’ente di Palazzo dei Celestini in prima linea per la promozione di eventi legati al recupero ed alla valorizzazione delle produzioni tipiche. “Le Pro Loco rappresentano il vero motore della movida dell’estate salentina – dichiara l’assessore provinciale al Turismo e Marketing territoriale Francesco Pacella – mentre negli altri mesi dell’anno possono realmente contribuire alla destagionalizzazione del turismo attraverso azioni di animazione del territorio, non soltanto lungo le coste ma anche nell’entroterra. Nell’ottica di uno sviluppo sostenibile del proprio territorio, la Provincia di Lecce ha inteso condividere lo spirito del progetto Salento Food, con l’obiettivo di promuovere la cultura del coordinamento e dell’organizzazione sul territorio, ma anche della qualità delle iniziative. Il rapporto tra turismo e cibo locale si è fatto molto stretto, non soltanto nel determinare le scelte del viaggiatore moderno, ma anche in termini di cultura locale e di necessità per la salute e per la qualità della vita dei residenti. Senza contare che la nostra agricoltura può offrire al turismo non soltanto i propri prodotti alimentari, ma anche prodotti intangibili, come la produzione e la tutela di un paesaggio di qualità”.

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Strada in discesa per il nuovo porto. Ma basterà?

Con il via libera al Piano regolatore del porto parte l’iter per la costruzione del nuovo porto turistico interno. Si tratta di un’opera attesa da anni, la cui scheda di finanziamento in ambito di Area Vasta fu mandata all’inizio della precedente amministrazione comunale. Quest’opera razionalizzerà l’intera area delle ex fabbriche d’idrovolanti inglesi del 1907. Da allora il bacino attende una ristrutturazione: dai documenti dell’epoca, addirittura, emerge l’affondamento sul posto di un dragamine inglese con l’intero carico. Un ordigno, in effetti, fu fatto brillare pochi anni fa proprio in quel luogo. L’infrastruttura, dunque, dovrebbe riorganizzare lo spazio esistente, ma non risolverà il problema della cronica carenza di posti barca. Bisognerà aspettare dunque il progetto di Condotte d’Acqua Spa, ma – secondo gli esperti – neanche quello sarà in grado di soddisfare la grande richiesta di ormeggi che sviluppa la città di Otranto.

Elio Paiano

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Sì al Piano regolatore del porto, il nuovo scalo di Otranto ora è più vicino

Con l’approvazione del Piano regolatore del porto di Otranto si fa più vicina la realizzazione, subito dopo l’estate, del porto turistico interno. Il Piano è stato approvato dalla giunta regionale una volta raccolti i pareri di tutti gli enti coinvolti. “L’approvazione del Prp rappresenta un ulteriore passaggio utile anche per la realizzazione del porto turistico interno – spiega il sindaco Luciano Cariddi – Nonostante il porto di Otranto sia da sempre un porto di interesse regionale, sino a oggi nessuna autorità né marittima né comunale succedutasi al governo della portualità cittadina si era mai adoperata per redigere un piano che potesse regolamentare le diverse importanti funzioni cui assolve lo scalo: il commercio delle merci, il trasporto passeggeri, la flotta militare, la flotta pescherecci e il diportismo nautico. Questo strumento è propedeutico a qualsivoglia forma di sviluppo che si voglia dare al bacino portuale esistente. In quest’occasione, voglio ringraziare la Capitaneria di porto e in particolare il comandante Donato Antonio Ostuni, con il quale abbiamo lavorato in perfetta condivisione nella fase di redazione e adozione del Prp. È la dimostrazione che, quando le istituzioni dialogano e collaborano fra loro, i risultati arrivano”. Il Piano regolatore del Porto, dunque, prevede una razionalizzazione dell’esistente e nuovi attracchi già finanziati con fondi comunitari in sede di Area Vasta. Sul lavoro svolto esprime soddisfazione anche il comandante Circomare di Otranto: “È un Piano regolatore che nasce dalla sinergia fra Comune e Capitaneria di porto – conferma il comandante – con l’ausilio di tutti gli enti intervenuti per dare il loro parere. Sono particolarmente contento, perché questo Piano regolatore portuale pone l’accento su due concetti fondamentali: razionalizzazione degli ormeggi nell’ambito portuale, in particolare la predisposizione di appositi attracchi nell’area ex Fabbriche, previsione di un impianto antincendio fisso. Da un parte, dunque, la razionalizzazione delle attività presenti nel porto, e dall’altra la garanzia di una maggiore sicurezza”. In particolare, nella nuova struttura sono previsti attracchi posizionati oltre l’area di rispetto delle antiche mura (a partire dalla “pietra grossa”), un’area nel molo piccolo per le barche d’epoca e l’attracco sul molo grande per navi mercantili e da crociera. Una volta realizzato il porto interno nuovo, sarà possibile disporre di posti barca in più a ridosso del Bastione dei Pelasgi, e un nuovo frangiflutti sarà posto all’estremità dello stesso. In attesa del nuovo marina privato all’esterno del porto, questo è di certo l’intervento di razionalizzazione più atteso dalla città.

Elio Paiano

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Maglie, al Mercatino del Gusto tutti scelgono la Piazza del Vino

Comincia a entrare nel vivo il Mercatino del Gusto di Maglie. Sia per iniziative che per affluenza di pubblico, la manifestazione è in costante crescita. Ieri, tra le varie iniziative, si è distinto il Laboratorio del Gusto dedicato alla pasta e quello della birra artigianale, con gli abbinamenti adatti per fritti. Al via anche “Sapori in gioco”, fatto su misura per i più piccoli: i bambini sono stati alle prese con il riconoscimento dei prodotti dell’orto in base ai cinque sensi. Vista, udito, olfatto, lingua e tatto al servizio dei prodotti tipici, comunque ben numerosi e rappresentati lungo tutto il Mercatino. E non solo prelibatezze gastronomiche, ma anche momenti d’arte. Come la mostra di fotografie di Pino Cavalera, che abbiamo incontrato. “Qualche anno fa, casualmente, feci vedere alcuni miei scatti al compianto Domenico Panarese (artista e pittore magliese scomparso qualche mese fa, fratello del più noto storico Emilio, ndr)”, spiega, “e mi disse che non dovevo, diciamo, nasconderli, dandomi dell’egoista. Fino ad allora non avevo mai organizzato mostre, ma la parola egoista mi rimase impressa. Mi decisi dopo quella chiacchierata, e adesso eccomi qui. Qual è il mio obiettivo durante il Mercatino? Uno dei miei crucci è che, nel corso di mostre precedenti, ricevevo i complimenti dalle solite persone, dagli amici. Vorrei invece far conoscere a più gente possibile la mia Maglie, la Maglie che vedo. È una città elegante e dinamica, che va riscoperta e che meriterebbe molto di più”. Tra una fila chilometrica dello spazio “Il cibo di strada” e una cena in villa (ieri “La cucina del Salento”), a farla da padrone la Piazza del vino, gremita fino all’inverosimile. Molti le etichette d’autore, le cui caratteristiche vengono ben spiegate dai produttori stessi, presenti in fiera. Tra questi, il 3 Lune, un Malvasia nera di Menhir Salento con affinamento in vasche d’acciaio, il Rosso Riserva di Cupertinum, un Negramaro dal sapore corposo, con sentori di mora e prugna, e il Barbaglio delle Cantine Santabarbara, una commistione tra Negramaro e Primitivo. Il vino rosso, spiega uno dei produttori, non va servito a temperatura ambiente. “Niente di più sbagliato. Lo stesso vino assaggiato all’equatore e al polo nord avrebbe temperature che variano da 40 gradi a meno 6. Va servito invece tra i 16 e i 22 gradi, per questo d’estate ci sembra fresco e d’inverno caldo. Un vino non va semplicemente bevuto, va degustato, scoperto”.

Paolo Merenda

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Tassa di soggiorno, Cariddi difende la scelta: “Un male necessario”

La tassa di soggiorno ha scatenato un ricorso da parte di alcune associazioni di categoria, le lamentele dell’opposizione e la reazione di diversi esponenti dell’imprenditoria locale. Ma il sindaco di Otranto Luciano Cariddi difende la scelta fatta. “Chiarisco subito di non sentirmi affatto il testimonial della tassa di soggiorno – dice Cariddi – per esperienza professionale, infatti, so che ogni nuova imposizione crea disagi. Tuttavia non accetto assolutamente che si affermi che non abbiamo ascoltato le associazioni di categoria. Dal 7 al 27 di giugno abbiamo tenuto un confronto costante con gli interessati, anche con pubbliche assemblee”. Quindi le posizioni delle associazioni di categoria che hanno presentato il ricorso da dove nascono? “Io faccio una constatazione – prosegue Cariddi – Ci contesta Confindustria, ma perché non si è opposta in sede ministeriale quando è stato previsto il decreto? Perché si fa ricorso solo contro Otranto e non anche contro Alberobello e Salve, per restare in Puglia o Firenze e Roma? Devono attaccare solo noi che siamo i più piccoli?”. Ma la partecipazione delle associazioni c’è stata? “Certo – chiosa Cariddi – basti pensare che Federalberghi ha fornito pareri per iscritto, che diversi imprenditori hanno suggerito miglioramenti, fino al punto tale che l’Associazione Nazionale Uffici Tributi Enti Locali sta prendendo il nostro regolamento come caso di studio per gli altri comuni”. Quindi tutto procede per il meglio? “Sì, e il riscontro è oggettivo – spiega ancora il sindaco – solo una decina di imprenditori ha fatto ricorso (sarebbe il 2% delle aziende). I turisti la pagano e ci chiedono la Otranto card, anzi c’è chi è esente dalla tassa, ma vorrebbe lo stesso, pagandola, la card, appunto; e il calo di presenze paventato non c’è, anzi viaggiamo con un aumento a due cifre anche a giugno e luglio”. Ma è proprio necessaria, la tassa? Non si potrebbe eliminarla? “Impossibile, non riusciremmo a mantenere le vette raggiunte come le Cinque Vele, la Bandiera blu, i servizi, la qualità ambientale e tutto ciò che ci fa conquistare riconoscimenti molteplici in tutti i campi”.

Elio Paiano

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Il presidente regionale di Assoturismo Confesercenti, replica al sindaco di Otranto sull’imposta di soggiorno

“Un balzello sul turismo solo per fare cassa”

“Pensa veramente che la maggior parte dei turisti stiano accettando tale imposta a fronte di una Otranto Card che offre l’unico vantaggio di qualche convezione e sconto ancora una volta a carico delle poche imprese che vi hanno aderito e non già di questa amministrazione? Crede veramente che gli “operatori stiano riscontrando positivamente l’avvio di questa nuova esperienza (un’imposta che diviene esperienza!?!)” che consiste praticamente in una serie di incombenze di carattere amministrativo e procedurale introdotte a stagione inoltrata?”. Massimo Rota, presidente regionale di Assoturismo, replica così al sindaco di Otranto a proposito dell’introduzione dell’imposta di soggiorno, su cui si pronuncerà il Tar a settembre.

“La sua affermazione sul fatto che il ricorso sia un’iniziativa prettamente politica sembra essere l’unica giustificazione all’introduzione di questa odiosa tassa”, afferma ancora Rota, che aggiunge: “Si svela l’arcano quando lo stesso sindaco afferma di non aver voluto ricorrere ad un incremento del 50% della Tarsu a danno dei suoi cittadini. Ecco quindi la vera motivazione dell’introduzione di questo balzello: non riuscendo a far quadrare i conti, per fare cassa si sceglie di vessare turisti e imprese, rischiando di infliggere un duro colpo alle prospettive di tenuta del settore”.

Quanto a Federalberghi Lecce, sottolinea Rota, è evidente la posizione in controtendenza con le indicazioni che dalla stessa associazione a livello regionale e nazionale. “Questa sì che è coerenza”, commenta Rota, “così si strumentalizza una associazione agli interessi della politica”.

Per quanto riguarda, infine, il confronto istituzionale con il Comune di Otranto, Rota richiama il sindaco ad un rapporto basato su criteri di correttezza e rispetto reciproco, in modo particolare con i rappresentanti delle associazioni di categoria. “La nostra unica politica”, conclude Rota, “è fare gli interessi degli operatori e della comunità per assicurare al territorio un corretto sviluppo del turismo”.

“Aspettando che la magistratura amministrativa si pronunci sulla legittimità dell’introduzione di questa imposta”, conclude Rota, “consiglierei al sindaco di Otranto di essere più cauto e rispettoso degli operatori turistici e delle loro associazioni di categoria, proprio coloro che quotidianamente lavorano per elevare gli standard dell’industria dell’accoglienza a Otranto, esponendosi in prima persona nell’interesse della comunità. Irresponsabili, semmai, sono coloro che dai palchi della politica cercano il facile consenso piuttosto che operare scelte coraggiose e lungimiranti. L’imposta di soggiorno così come è stata applicata, lo ribadisco, è un cappio al collo al turismo”.

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Tassa di soggiorno, si pagherà: no del Tar alla sospensione cautelare del provvedimento

Il Tribunale Amministrativo Regionale si è espresso sulla tassa di soggiorno, e con buona pace di chi la tassa avrebbe voluto sospenderla ha detto che questo non è possibile: i turisti dovranno pagarla e gli albergatori dovranno esigerla all’arrivo dei propri ospiti.

Così recita il decreto: “Il Tar, visti il ricorso e i relativi allegati, vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, considerato che il provvedimento impugnato non determina una situazione caratterizzata da estrema gravità e urgenza tale da giustificare la concessione dell’invocata misura cautelare provvisoria, respinge la suindicata istanza. Lecce 14.7.11”. Il giudice Luigi Costantini, presidente della seconda sezione del Tar di Lecce, ha così motivato respinto così la richiesta di sospensione in via provvisoria presentata da parte dell’avvocato Luca Bruni, rappresentante legale di Assohotel, Confindustria e di una decina di operatori alberghieri otrantini, contro la nuova tassa introdotta dal Comune lo scorso 4 luglio.

Sarà comunque la camera di consiglio a decidere, il prossimo 7 settembre, nel merito dei ricorso, quando l’estate sarà finita al termine e le migliaia di turisti che affollano la perla del Salento saranno notevolmente diminuiti. Il presidente Costantini ha giustificato la decisione della non sospensione affermando che il provvedimento impugnato non determina una situazione caratterizzata da estrema gravità e urgenza. Ma non è detta l’ultima parola, appunto: per ora quella del Comune di Otranto è una vittoria a metà.

Jenny De Cicco

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Troppi randagi, una turista al Messaggero: “Mai più nel Salento”

“Noi non torneremo più laggiù”: ecco cosa scrive una donna di Roma al “Messaggero”, a proposito del Salento. La missiva, pubblicata nei giorni scorsi, raccontava una esperienza di villeggiatura angosciante, per la signora: non per accoglienza, ma per la presenza sul territorio d’interi branchi di cani “affamati e malconci”.

Critiche anche ai salentini, nella lettera, definiti come indifferenti ai cani indifesi, che rischiano solo di finire sotto un’auto sulla statale o di morire avvelenati, tra atroci sofferenze, per le cittadine del Leccese. Possibile che il Salento, agognata meta turistica per chi cerca relax, eden sulla terra, landa benedetta baciata dal sole, carezzata dal vento e lambita da acque cristalline, si trasformi in un’occasione di viaggio nelle abitudini incivili che vengono attribuite al Meridione d’Italia?

Questa è la lettera così come pubblicata dal noto quotidiano di Roma: “Buongiorno, io e la mia famiglia siamo stati in vacanza nel Salento e siamo rimasti a dir poco scioccati dal numero di cani randagi e malconci che abbiamo visto sul territorio, uno scenario da Terzo Mondo. Ci siamo adoperati anche noi per aiutarne uno che stazionava su una spiaggia insieme a un branco, una delle tante spiagge dove paradossalmente è vietato l’ingresso ai cani. È vergognoso che nessuno muova un dito. Noi non torneremo più laggiù. Francesca Righi e famiglia”. Poco male, risponderà qualcuno, pensando che la donna e la sua famiglia siano solo quattro persone: ma non si pensa allora al danno di immagine per questa zona della Puglia, visto che i problemi denunciati da questa turista l’hanno spinta a scrivere su uno dei quotidiani nazionali a maggiore tiratura. Spesso la scusa in risposta al problema del randagismo è che i cani vengano abbandonati qui da soggetti terzi in vacanza, ma non è così: sono gli stessi salentini a lasciare liberi i propri animali da compagnia, spesso anche femmine in grado di riprodursi, poi abbandonate totalmente se in stato interessante, perché un cane può piacere, ma una femmina e 7 cuccioli sono troppi. Ma il punto non è solo questo: il fatto è che spesso il Salento viene descritto come meta animal-friendly, e infatti le strutture alberghiere ospitali per i “pelosi” sono numerosissime e disseminate in tutto il territorio. A mancare, purtroppo, è a volte la cultura civica e cinofila, che non vuol dire obbligatoriamente amare gli animali o doverne possedere uno, ma essere consapevoli del mondo che ci circonda e rispettare esseri viventi e senzienti, non abbandonando un animale ormai troppo grande e sottoponendo le femmine a sterilizzazione preventiva, se non si ha intenzione di avere dei cuccioli. Avere un cane vuol dire educarlo e farlo socializzare nei modi più adeguati, conoscerne il linguaggio e non sottovalutare mai i segnali che esso ci invia, ma soprattutto vuol dire imparare a gestire un essere che ha pensieri e volontà propri, con capacità diverse da quelle umane, educando prima di tutto se stessi al rispetto altrui: per esempio non lasciando in giro le feci del proprio Fido e tenendolo sempre al guinzaglio corto non espandibile.

Jenny De Cicco

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I consigli anti-afa arrivano dal Ministero: col numero 1500

Caldo nel Salento, temperature di 5 o 6 gradi sopra la media stagionale, e con l’afa estiva arrivano i primi disturbi, ma anche l’utile prontuario anti-malori del Ministero della Salute, presentato il 9 luglio scorso insieme al numero telefonico 1500, da chiamare in caso di bisogno. Il Ministero della Salute invita infatti a rivolgersi a questo numero per avere utili informazioni per affrontare al meglio l’emergenza caldo; inoltre sul sito ufficiale del Ministero sono presenti alcune massime da seguire. Suggerimenti buoni per tutti, visto che il caldo è una livella, come direbbe Totò, cui nessuno può sottrarsi. In particolare, però, attenzione ad anziani e bambini, soggetti che tendono a soffrire maggiormente la morsa dell’afa estiva, come anche ipertesi, diabetici e persone affette da disagi psichici, tutti problemi che all’aumento delle temperature possono aggravarsi, anche pesantemente. Non bisogna esitare insomma a chiedere aiuto a conoscenti e vicini di casa, e bisogna d’altronde tenere sempre una lista di numeri di telefono di persone da contattare in caso di necessità: evidenziare i numeri da chiamare per le emergenze come l’ambulatorio medico, la guardia medica e il 118 può anche salvare la vita.

Per quanto riguarda i bambini, un utile consiglio è di vestirli in modo molto leggero, lasciando ampie superfici cutanee scoperte, ma si sconsiglia l’esposizione al sole diretto e di applicare invece sempre prodotti solari ad alta protezione sulle parti scoperte del corpo. Poi limitare l’attività fisica durante le ore più calde – dalle 11 alle 18 – evitando di frequentare aree verdi e i parchi pubblici delle città, dove si registrano alti valori di ozono. Vigilare sui bambini piccoli e fare in modo che assumano sufficienti quantità di liquidi è infine di fondamentale importanza, per evitare ustioni cutanee gravi e botte di calore. Le persone non autosufficienti sono particolarmente esposte ai rischi da afa, poiché dipendono dagli altri per regolare l’ambiente in cui si trovano e spesso anche per bere. I familiari devono garantire un’adeguata idratazione e integrare la dieta con alimenti ricchi di acqua, come verdura e frutta fresca, scegliere abiti che favoriscano la traspirazione e, se possibile, rinfrescare l’ambiente durante le ore più calde con un condizionatore. Le persone che svolgono un’intensa attività fisica all’aperto sono maggiormente a rischio di sviluppare uno dei disturbi associati al caldo, e sono più esposti anche agli effetti di alte concentrazioni di ozono: bisognerebbe infatti iniziare l’attività fisica in maniera graduale, per dare modo all’organismo di adattarsi alle condizioni ambientali. Inoltre, nell’arco della giornata è importante alternare momenti di lavoro con pause prolungate in luoghi rinfrescati, per assicurare un adeguato reintegro dei liquidi e dei sali dispersi con la sudorazione. Per i turisti amanti della natura in campeggio, c’è necessità di porre particolare attenzione al posizionamento di tende, caravan o strutture simili, scegliendo zone ombreggiate e ventilate ed evitando di creare un dannoso effetto serra nella struttura di alloggio. Nelle giornate più calde, poi, è bene consumare rapidamente i piatti caldi e avere cura di mantenere al fresco i piatti freddi evitando, sempre, di lasciare cibi all’aperto per più di due ore.

Jenny De Cicco

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