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Porto turistico di Otranto, strada in discesa. E tre anni per realizzarlo

Presentato ieri sera al castello il nuovo Marina di Otranto. Il progetto, ad opera di Condotte d’Acqua Spa (la stessa azienda che costruisce il Mose a Venezia), è ora definitivo. Per concludere il suo iter, infatti, necessita solo dei pareri degli enti che dovranno esprimersi sulle sue caratteristiche, per verificarne le varie compatibilità. Dopo di ciò, come hanno spiegato i vertici di Condotte d’Acqua, “contiamo di realizzarlo in tre anni”. Insomma, posto per 417 imbarcazioni con lunghezza massima di 40 metri, 68 appartamenti, servizi, garage, aree commerciali ed un attracco per crociere nel molo di sopraflutto. Un’opera imponente che cerca di rispettare le caratteristiche della città. Il progetto, dice infatti il coordinatore del gruppo di progettazione del Piano Urbanistico Generale di Otranto, l’architetto Gianluigi Nigro, “sembra quasi esserci sempre stato”. Un intervento che, dunque, si sposa bene con le caratteristiche della città, donandole un Marina che potrebbe essere un potente strumento di destagionalizzazione. “La scelta di avere delle residenze all’interno del porto”, spiega infatti il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, “è dettata dalla necessità di fidelizzare gli utenti. In questo modo, infatti, molti diportisti potranno giungere qui anche in periodi di bassa stagione. L’ultima cosa che serve ad Otranto, infatti, è un porto-parcheggio”. Tra gli ostacoli che questo progetto dovrà superare c’è la Valutazione Integrata Ambientale, in quanto l’opera ricade nel sito d’interesse comunitario marino di Alimini. Per questo motivo potrebbero essere disposte anche opere di compensazione ambientale che verranno eventualmente decise in sede regionale. Un altro ostacolo è quello del vincolo paesaggistico, cui si sovrappone il “vincolo indiretto” apposto dalla Soprintendenza, che impone viste a mare non mutate in alcun modo. Interessante, da questo punto di vista, la scelta dei progettisti di eliminare il muro paraonde dal molo di sottoflutto: ciò permetterebbe di fare a meno anche di parte dell’attuale muro paraonde del porto, permettendo una vista completa dello specchio acqueo. Allo stesso modo gli edifici si mantengono all’altezza dell’attuale collinetta, per nascondersi alle viste laterali e posteriori. La qualità della progettazione, del resto, è evidente sia nei rendering presentati al pubblico che nella scelta di utilizzare avanzate tecniche di architettura bioclimatica. Insomma, il Marina non risolverà tutti i problemi di accoglienza del porto di Otranto (perché sarebbe necessario un nuovo “braccio” commerciale, in grado di far convertire l’attuale bacino in porto turistico), tuttavia l’intervento rappresenta, in un periodo di crisi, un eccezionale fattore di sviluppo. Il tutto a patto che riesca a superare tutti quegli (infiniti e lunghissimi) ostacoli burocratici che restano sulla sua strada.

Elio Paiano

PROGETTO

DATI ECONOMICI

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Santa Domenica, a Scorrano si fa festa con luci e suggestioni. Ed Emma Marrone

Cinque giorni per festeggiare la santa della luce, santa Domenica. Si tiene in questi giorni, e fino al 10 luglio, la festa patronale di Scorrano, tra luminarie meravigliose che tutto il mondo apprezza, tra cui la favolosa Tour Eiffel realizzata dalla ditta De Cagna, che campeggia quest’anno in piazza Vittorio Emanuele. Accanto alle luminarie, che romperanno tutte le idee prospettiche del paese formando nuove strade temporanee di luce, sarà rinnovata anche un’altra importante tradizione, quella della gara pirotecnica, negli ultimi anni arricchita da uno spettacolo piromusicale. Si è iniziato oggi con il pranzo della vigilia, aperto a forestieri, parenti e amici, con la preparazione del castrato e delle polpette di patate, ma il clou religioso-tradizionale si raggiunge il 6 luglio con la processione per le strade della città con il simulacro della santa. Tra gli eventi che caratterizzeranno maggiormente quest’edizione c’è il concerto, l’8 luglio, di Emma Marrone, che allieterà tutti con la sua splendida voce. La festa di santa Domenica rappresenta per Scorrano non soltanto un fatto di sentitissima devozione, ma una grande vetrina per le attività produttive, in particolare per le ditte di luminarie, che girano tutto il mondo, periodicamente, per diffondere la propria arte di luce. La festa patronale, infatti, richiama molti turisti da tutta Italia: un’occasione unica, per il Salento, per dimostrare di possedere non solo, come vuole il luogo comune, sole, mare, vento.

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Dopo l’amaro il dolce: ecco la “Otranto card”

L’amministrazione comunale ce l’ha fatta: Otranto avrà la sua tassa di soggiorno, attestata da una Otranto Card. Dal 4 luglio i turisti saranno chiamati a pagare il tanto discusso balzello, che avrà un degno contrappeso di agevolazioni, alcune delle quali ancora in via di definizione. La Card, che non ha certo riscosso il favore della gran parte degli operatori, servirà a rimpinguare le casse comunali, a far fronte ai debiti ma anche a migliorare i servizi, primo fra i quali la raccolta dei rifiuti.

La tourist card consentirà ai vacanzieri di avere, tra l’altro, parcheggi gratuiti con servizio navetta presso il campo sportivo in via Alimini, lo sconto di un euro sul ticket dei musei e del 10 per cento negli esercizi convenzionati, bar e ristoranti che aderiscono o aderiranno all’iniziativa.

I turisti saranno dotati della card al loro arrivo, a condizione che abbiano pagato la tassa di soggiorno. Nell’eventualità che non volessero corrispondere il dovuto, dovranno compilare un modulo spiegando i motivi della scelta fatta. Regolamento e moduli di adesione al circuito di servizi al turista previsti dalla card sono a disposizione in Comune, ufficio anagrafe; ma si può anche accettare l’offerta inoltrando una mail all’ufficio comunale competente.

Jenny De Cicco

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Otranto, il Consiglio non si piega. Passa la tassa di soggiorno

Passa la tassa di soggiorno con un’ampia maggioranza. La sua istituzione, a partire dal prossimo 4 luglio, è stata approvata con i voti di tutta la maggioranza, meno gli astenuti-assenti Sammarruco per l’opposizione e Merico per la maggioranza. Dopo gli incontri con gli operatori, le lamentele delle associazioni di categoria e di altri operatori, diverse sono state le modifiche effettuate. Così il provvedimento è stato approvato all’interno di un caldo consiglio comunale, già molto contestato in partenza, in cui si paventava, addirittura, il rischio che cadesse l’amministrazione comunale o comunque che ci fossero molte defezioni. Invece è stato un sostanziale successo l’approvazione con ampi margini del provvedimento. La discussione è stata vivace e sono stati toccati temi delicati quali i debiti comunali contratti con Monteco prima, ed Ato poi. Uno dei temi più controversi è stato quello sollevato dal consigliere d’opposizione Francesco Bruni, il quale ha ricordato che “l’irrisolto problema dei bungalow degli agriturismo, di fatto ancora da sanare, quindi inesistenti, potrebbero produrre posti letto-fantasma, il cui versamento della tassa di soggiorno confermerebbe il loro utilizzo”. Insomma, i bungalow sono ancora abusivi, ma se si versa la tassa di soggiorno significa che vengono ugualmente utilizzati. Il voto, invece, non ha creato nessun problema particolare con la sola eccezione della richiesta di posticipare al 2012 l’attivazione della tassa. Domani si presenteranno i servizi collegati alla tassa con la Otranto Card.

Elio Paiano

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Tassa di soggiorno: il no di Assoturismo-Confesercenti

Le ragioni del no alla tassa di soggiorno si fanno sentire attraverso la voce di Assoturismo- Confesercenti di Lecce. La tassa è ormai una realtà a Salve, sta per diventarlo a Otranto e potrebbe esserlo nel futuro prossimo anche a Ugento. La preoccupazione del presidente dell’associazione Massimo Rota è che questo incida non poco sul turismo, che da tre anni evita di aumentare i listini dei prezzi della ricezione. La tassa sul turismo va inevitabilmente fermata, perché inciderebbe sulla nostra più grande risorsa economica, il turismo. “Le difficoltà di bilancio degli enti locali – sottolinea Rota – non possono essere la giustificazione per istituire nuove tasse che nascono per finalità diverse da quella di sanare un bilancio in passivo. L’imposta di soggiorno, infatti, per legge è una tassa di scopo, e cioè serve a favorire politiche per il turismo, ma molti stanno pensando di introdurla solo per fare cassa. Mi chiedo con quale coraggio e quali giustificazioni l’albergatore potrà pretendere dal turista, magari straniero, un’ulteriore spesa senza che lo stesso sia stato avvertito per tempo, e quindi messo nella condizione di scegliere magari un’altra destinazione e a quel punto con conseguenze ancor più gravi nell’immediato. O forse – continua Rotta – ci si aspetta che siano ancora una volta le imprese ad assumersi questo ulteriore onere per evitare che la fragile credibilità del nostro territorio, quale destinazione turistica emergente, possa venir meno”.

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Tassa di soggiorno attiva dal primo luglio. Con la tourist card

La tassa di soggiorno si farà, a partire dal 1° luglio sarà attiva a Otranto, abbinata alla tourist card. Questa la decisione che è emersa ieri in una affollata riunione al Don Tonino Bello. Gli operatori hanno espresso tutte le loro perplessità, spingendosi sino ad annunciare disdette e lamentele che sono già giunte per via del nuovo balzello. Una tassa che si applicherà per massimo sette giorni e con tariffe che vanno da uno a due euro e che dovrebbe portare nelle casse comunali una cifra oscillante tra i 500 e gli 800 mila euro. L’opposizione, con Tommaso De Benedetto, lancia diversi allarmi, tra cui quello che gli operatori si trovino in grosse difficoltà e l’illegittimità della destinazione a coprire un buco di bilancio. Da qui la proposta di rinviare tutto alla prossima stagione turistica. Federalberghi, chiede che sia spostata, ma anche una serie di esenzioni per i minori, l’abbassamento della stagione di applicazione alla sola alta stagione e così via. Insomma, c’è molto fermento, ma alla fine, la necessità di far quadrare i conti prevale. “Noi destineremo nuovi servizi, abbineremo la tourist card con visite e parcheggi gratuiti e vari sconti – ha spiegato il sindaco Luciano Cariddi – a tutto ciò aggiungiamo servizi nuovi che permettano di fruire meglio la città”. Tra cori di proteste, malumori e perplessità, dunque, ci si avvia a sperimentare la tassa di soggiorno, sia per esigenze di bilancio legate alla Tarsu, sia per implementare servizi nuovi. Ora non resta che attendere l’effettivo impatto sulle strutture ricettive di questa tassa per comprendere quali effetti sortirà affettivamente.

Elio Paiano

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Vacanza nel Salento? Non tutto è ok. Piccolo viaggio sull’Adriatico

Se l’economia del Salento si fonda sul turismo, forse non bisogna fare tanti investimenti, ma attuare solo piccole accortezze per compiacere il turista. Che va coccolato: perché, se i disagi si assommano, potrebbe indispettirsi. Ecco alcune ragioni per cui questo potrebbe avvenire.

Le strade. Ne abbiamo di molto suggestive, a collegare un paese e l’altro. Peccato però che ci siano le deviazioni, che in questo scampolo d’estate non solo contribuiscono ad allontanarci dal mare, ma a volte non sono neppure presidiate dalla segnaletica adatta. Pensiamo a quando il mese scorso era bloccata la Uggiano-Porto Badisco, proprio nel periodo della raccolta dei ricci di mare: a quanti turisti sarà capitato di perdersi per quelle stradine, che a volte neppure per chi è salentino sono tanto comode? E viene spontaneo chiedersi: ma i lavori sulle strade bisogna farli per forza in estate? A questo si aggiunga che certe deviazioni non sono ben illuminate, e tenendo presente che non siamo ancora in grado di impedire alla gente di bere prima di mettersi al volante, si tratta di situazioni potenzialmente molto rischiose.

La tecnologia. Sicuramente non deve essere il perno della nostra vacanza, ma aiuta. Prendiamo la diffusione del Pos come sistema di pagamento, che in non tutti gli esercizi viene utilizzato: in alcuni, anzi, è addirittura la connessione che non va. Il che, nel 2011, sembra risibile, ma non lo è. Immaginate di essere andati al mare, con pochi spiccioli per il parcheggio e un gelato o una bibita fresca, e di esservi portati dietro solo la vostra carta prepagata, il bancomat o la carta di credito, per non avere denaro liquido da perdere in spiaggia. Immaginate anche di voler fare un romantico pranzo a base di pesce sul mare. Scordatevi aragosta e champagne, potete permettervi solo una birra e una bruschetta, neppure troppo condita. Per non parlare del wi-fi pubblico, che per esempio a Lecce non raggiunge tutte le zone: meglio nella zona di Maglie, dove funziona abbastanza bene nei centri storici. Anche se in alcuni paesi dell’entroterra idruntino non pensate di tenere con voi il telefono cellulare: per certi gestori è impossibile fornire copertura, per cui il telefonino è pressoché inutile.

Iniziative clone. A volte nel carnet estivo delle manifestazioni culturali o degli spettacoli esistono molte iniziative che sono copia carbone di altre: una vera e propria inflazione culturale causata spesso da eventi male organizzati, congegnati con poca competenza e approssimazione. È pur vero che l’arte è uno sporco lavoro e che qualcuno lo deve pur fare: a volte, tuttavia, si tratta di braccia rubate all’agricoltura.

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Turismo e strutture ricettive: quali prospettive per Maglie

Un entroterra che aspira anch’esso al turismo, che da sempre predilige la costa. È così che appare in generale il territorio idruntino, negli ultimi anni preso di mira dai vacanzieri. Questo perché siamo comunque a pochi passi da Otranto, ma anche perché nei paesi più piccoli il costo della vita è decisamente inferiore e le spese del soggiorno vengono così contenute. Negli ultimi anni anche Maglie sta assistendo però a una crescita del turismo di massa, turismo in gran parte culturale, dato che i prezzi, sebbene contenuti come tutto il Salento, rispetto alle altre province italiane non sono poi irrisori. Probabilmente l’appeal turistico è dato dalla posizione geografica, nel cuore della provincia di Lecce e quasi equidistante dallo Ionio e dall’Adriatico, ma anche da una ricca offerta culturale presente in città. In estate, ad esempio, eventi come il Mercatino del Gusto o Chiari di Luna catalizzano l’attenzione del turista, che così viene ad affollare le strutture ricettive cittadine. A Maglie ce ne sono 23, tra cui due alberghi, anche se diversi tra loro per impostazione, e 21 bed & breakfast. Di b&b, a Maglie, fino a solo due anni fa ce n’erano “soltanto” 14, che venivano letteralmente presi d’assalto in estate, complice anche la vicina “Notte della Taranta”. I b&b “tengono” però anche negli altri mesi dell’anno non, sebbene non esistano grosse iniziative culturali che possano portare a un turismo di destagionalizzazione. La maggior parte del turismo si concentra quindi soprattutto nei mesi di luglio e agosto, con veri e propri picchi nel corso di queste manifestazioni. Da qualche mese, per agevolare il turista, negli orari in cui l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune è chiuso funziona, presso la villetta Oronzio De Donno, un infopoint informatizzato, che funziona attraverso un touchscreen: questo consente di avere a qualunque ora del giorno le giuste informazioni sulla città.

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Tassa di soggiorno, il no degli albergatori: “Pronti a ricorrere al Tar”

Tassa di soggiorno, si leva il coro di no degli albergatori, che si sono espressi all’interno della riunione tenutasi in questi giorni nella sala Art’Etica del centro “Don Tonino Bello”. L’aria è diventata rovente già quando il sindaco Luciano Cariddi ha introdotto l’argomento, ma nonostante i malumori si è trattato di una riunione molto partecipata, che ha visto presenti i presidenti di Federalberghi, Confcommercio e Confesercenti, i quali da subito si sono schierati sul fronte del no, annunciando di essere pronti a ricorrere al Tar. Fermamente contrari anche la gran parte degli albergatori otrantini: secondo gli operatori alberghieri la tassa è infatti iniqua, e se il provvedimento dovesse essere retroattivo potrebbero rimetterci anche di tasca loro, perché – dicono gli albergatori – non si può ritoccare un prezzo concordato in precedenza con i clienti che hanno già prenotato. I gestori e proprietari delle strutture hanno quindi chiesto al sindaco di trovare altre risorse finanziarie per far fronte all’aumento del costo dello smaltimento dei rifiuti, aumentando il biglietto dei parcheggi o prevedendo una sorta di ticket d’ingresso alla città, oppure, ancora, aumentando la Tarsu e l’Ici sulle seconde case. Ma inutilmente, pare, perché già dal prossimo 1° luglio la tassa dovrà essere applicata dagli operatori alberghieri – che in questo modo sarebbero responsabili d’imposta – per garantire un gettito in più all’erario comunale, messo in gravi difficoltà dal Patto di Stabilità e dalla situazione determinata dalla precedente gestione del servizio, nonché oberato dai costi della manutenzione e della pulizia cittadina imposti dall’Ato. In proposito il consigliere Tommaso De Benedetto ha precisato di essere favorevole alla tassa di soggiorno, ma contrario al modo in cui è stata istituita: il primo anno, a suo avviso, la tassa graverebbe appunto sulle imprese alberghiere, per cui propone di utilizzare l’avanzo di gestione del bilancio 2010 a copertura del costo dei rifiuti, evitando la tassa almeno per il 2011. Il sindaco Cariddi ha però replicato affermando che i soldi dell’avanzo 2010 sono già stati impegnati, ovvero destinati a opere pubbliche. Insomma, nulla di fatto, come ha sottolineato Mimmo De Santis di Federalberghi, ma del problema si riparlerà in una prossima riunione.

Jenny De Cicco

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I lidi ad Otranto tra erosione costiera, ritocchi ai prezzi e nuove proposte.

Erosione costiera, è da aprile che gli operatori dei lidi balneari chiedono sostegno ma, è ormai arrivata la stagione e così ricomincia il lavoro e in alcuni casi il 50% di sabbia in meno, il che vuol dire che ci saranno, solo, la metà dei posti lettino/ombrellone, disponibili.

“Purtroppo, in questo modo” – riferiscono dai lidi – “siamo costretti a rifiutare le prenotazioni, con ciò che comporta il rifiuto”.

“Al Lido Acquachiara, per l’erosione, siamo stati costretti, con la metà degli ombrelloni in deposito, ad aumentare del 10% il prezzo e fare differenza tra alta e bassa stagione” – Dice Salvatore – “Il nostro è un lido che offre servizi di bar, ristoro, tabacchi ed edicola, con animazione gratuita nei fine settimana e per tutto agosto”.

Al Ficodindia stesso problema dice Carlo – “fortunatamente siamo riusciti a non aumentare i prezzi. Il Ficodindia propone una terrazza sul mare con dj set e piccoli concerti live, oltre al servizio bar”.

Anche al Tropea, nonostante l’erosione, i prezzi sono allineati allo scorso anno e con, in più, un servizio ristorante sul mare ma solo su prenotazione.

Prezzi stabili, ma con eventi live e dj set al Fuorirotta in zona Punta ad Otranto “abbiamo problemi di erosione, ma abbiamo mantenuto sostanzialmente i prezzi, con un lieve ritocco” dice Fabrizio del lido Fuorirotta- “speriamo che durante la stagione la situazione migliori”.

Una novità è quella della Castellana dove quest’anno “avremo degli aperitivi d’autore con chef e musica anche live” –spiega Mercedes Turgi Prosperi- “un esperimento dove offrire agli amici ed agli ospiti di Otranto sia un aperitivo in spiaggia che in preserata”. Il tutto nella spiaggia più glamour del Salento.

Al Dolceriva, invece, “avremo appuntamenti fissi due volte a settimana la sera” –spiega Itaco- “mentre i prezzi sono gli stessi dello scorso anno”.

Jenny De Cicco

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Otranto, Tassa di soggiorno si o no?

Le posizioni degli operatori vanno da quelli nettamente contrari a quelli possibilisti, tutti, comunque, sottolineano la difficoltà di applicarla a stagione già iniziata. Il Sindaco di Otranto Luciano Cariddi ha più volte sottolineato la necessità dell’introito aggiuntivo per via dei minori trasferimenti attuati dal Governo Berlusconi nei confronti dei comuni e dalle relative difficoltà di bilancio che portano ad un disavanzo quantificabile tra i 500 ed i 600 mila euro all’anno. Insomma, la querelle si fa ora anche politica con l’opposizione a Palazzo Melorio che contesta le cifre ed il metodo adottato dall’amministrazione Cariddi. “Le cifre date dal Sindaco sono assolutamente diverse da quelle che io stesso ho verificato nel bilancio comunale. I minori trasferimenti statali ammontano a 65000 euro, e non 650.000, anzi nella dichiarazione così resa non vorrei ci fosse malafede”. Perché? A cosa sarebbe imputabile la eventuale malafede di una simile dichiarazione di cifre di bilancio? “Da quello che ho potuto verificare, l’unica voce che crea problemi di bilancio è la tassa sui rifiuti, qui servono ulteriori 500.000 e la colpa, in questo caso è del governo regionale che non provvede agli impianti di smaltimento e non del governo centrale, la colpa è di Vendola e non di Berlusconi”. Quindi sarebbe meglio aumentare la Tarsu che imporre la tassa di soggiorno? “Per prima cosa credo che il provvedimento sia illegittimo. Mi spiego: la tassa di soggiorno ha un vincolo di destinazione, si ha l’obbligo di destinarla ai servizi per il turista e per la promozione di beni ed attività culturali. In secondo luogo” –continua De Benedetto- “la paura del Sindaco ad aumentare la Tarsu è dettata da per motivi elettorali. Sceglie di non colpire i cittadini ma il settore economico trainante della città. Secondo me è un aumento dissennato, oltretutto è illegittima perché non mantiene lo scopo della destinazione prevista per legge. Infine, comunque, dal prossimo anno, chiunque sarà al governo cittadino dovrà aumentare la Tarsu, allora mi chiedo non sarebbe meglio aumentare la raccolta differenziata?”. Insomma, una questione che si sposta sul piano politico. “È il ragionamento di un bravo ragioniere, non di un politico” –taglia corto Cariddi- “ai nostri comuni mancano i soldi dei trasferimenti statali, ma anche, a cascata, quelli delle regioni, delle province, etc. Se non abbiamo le risorse per aiutare le famiglie bisognose, gli anziani, adottare politiche sociali, favorire le attività culturali, migliorare i servizi ai turisti dobbiamo per forza appoggiarci agli strumenti nuovi quali, appunto, la tassa di soggiorno”. Ma non c’è una soluzione alternativa? “La soluzione alternativa sarebbe quella di aumentare la Tarsu per tutti di almeno il 50% e questo solo per pareggiare il bilancio, pulire meglio le grandi estensioni di costa e territorio etc. I soldi non basterebbero comunque per creare nuovi servizi ed attuare politiche culturali e sociali”. Non crede che la paura di molti operatori, i quali temono che i turisti possano lamentarsi di questa tassa aggiuntiva che verrà applicata a prenotazione già effettuata sia fondata? “Non credo, innanzitutto un turista può vedere chiaramente che siamo Bandiera Blu d’Europa, abbiamo le 5 Vele di Legambiente e Touring Club, siamo tra i Borghi più belli d’Italia, Patrimonio di Pace dell’Unesco, etc. e quindi capirà che il suo contributo servirà a mantenere uno standard alto. Infine” –dice Cariddi- “numerosi comuni ci stanno chiamando perché hanno intenzione di istituirla, così non ci saranno nemmeno problemi di concorrenza tra località turistiche che la applicano e località che non la applicano”.

Elio Paiano

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Il mare di Otranto a Vele spiegate: Cinque, quelle di Legambiente

Un nuovo, importante traguardo per la città di Otranto e i suoi mari. Si tratta del conferimento delle “Cinque Vele”, avvenuto questa mattina a Roma e Bari insieme alla premiazione di numerose altre località marine. Tra tra cui Otranto, appunto, che ha visto riconfermare il titolo attribuito da Legambiente e Touring Club: tutte le località premiate vengono riportate nella “Guida Blu”, in distribuzione da oggi.

Le “Cinque Vele” sono un riconoscimento molto ambito, che viene attribuito soprattutto per la limpidezza dei mari, ma anche per molte altre caratteristiche delle cittadine interessate, come la qualità delle strutture ricettive, la presenza di un centro storico ben conservato, un’offerta enogastronomica di pregio, la vicinanza a luoghi di interesse storico artistico o naturalistico: tutte caratteristiche che Otranto possiede con fierezza, anche se ci sono sempre da tenere d’occhio i problemi legati alla tutela dell’ambiente, che è compito della politica salvaguardare. Infatti ad altre città salentine, e non solo, è capitato di guadagnarsi il titolo e poi perderlo perché non si è riusciti a mantenere tutte le caratteristiche positive che l’acquisizione del premio prevede. “La città, in questi anni, ha visto sensibilmente migliorare il livello degli standard qualitativi in campo ambientale”, commenta il primo cittadino Luciano Cariddi “e nei servizi turistici offerti. Un risultato che richiede non poca fatica per essere mantenuto nel tempo, e che si aggiunge a diversi altri riconoscimenti ricevuti da Otranto. Le politiche mirate alla sostenibilità e allo sviluppo eco-compatibile stanno producendo risultati positivi per il territorio, sia in termini di qualità della vita percepita dai residenti che in termini di maggiore appeal turistico esercitato dalla città. Viviamo tale attestazione con senso di responsabilità, convinti che la strada intrapresa sia quella giusta e che occorra lavorare ancora molto, cercando di trovare sempre il giusto equilibrio tra tutela dei luoghi e crescita economica, traducendo le risorse ambientali e culturali non in un vincolo, ma in una risorsa”.

Sono molti i progetti varati e realizzati in questi anni, in questa direzione, dal Comune di Otranto, prosegue ancora il sindaco: “La riqualificazione e pedonalizzazione di ampi spazi cittadini, la realizzazione di progetti culturali di spessore apprezzati da cittadini e visitatori, la costante attività di pulizia e manutenzione degli spazi cittadini, la gestione di un litorale ampio fatto di spiagge, pinete e scogliera, le politiche di sensibilizzazione verso i temi ambientali, soprattutto nei confronti dei più giovani, la costituzione di un centro di educazione ambientale, la valorizzazione di percorsi naturalistici, la realizzazione di parchi attrezzati in città e in alcune aree a pineta, la progettazione della condotta sottomarina per l’allontanamento dei reflui trattati dall’impianto di depurazione”.

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