Il 28 dicembre 2009 il Consiglio comunale aveva autorizzato l’accordo con la Monteco che aveva messo fine alla controversia per il servizio di smaltimento rifiuti svolto per conto del Comune di Otranto dall’ 1 giugno 1999 al 30 aprile 2009. Autorizzando l’accordo transattivo, il Consiglio comunale ha riconosciuto in favore della Monteco il debito di un milione e 100mila euro. Il Comune si è assunto l’obbligo di pagare questa somma dopo che ha versato in acconto 100mila euro 1l 15 dicembre 2009. La restante somma di un milione è stata suddivisa in quattro rate annuali di euro 250mila ciascuna, con scadenze 31.07.2010, 31.07.2011, 31.12.2012 e 31.12.2013. Questo debito, come detto dallo stesso sindaco, “imbalsama” il bilancio comunale per gli anni a venire, perché impedisce all’amministrazione di affrontare e garantire ai cittadini la manutenzione ordinaria del paese e le spese per programmi culturali e progetti di spettacolo. Il debito scaturisce dal servizio di smaltimento rifiuti che il comune di Otranto commissionò alla Monteco nel 1999 e che inizialmente doveva avere durata di un anno, più altri due di rinnovo, ma che è durato sino al 30 aprile 2009 grazie alla legge che ha introdotto le ATO. Più precisamente, il debito è la somma che la Monteco incasserà in più rispetto a quanto già incassato, maggior cifra giustificata dalla revisione in aumento dei prezzi iniziali previsti nel contratto del 1999.
Va detto anche che la maggiore somma è il risultato di quanto il Comune è riuscito a spuntare dalla società, dopo che questa aveva inizialmente preteso il pagamento di circa due milioni e 100 mila euro; le valutazioni dei tecnici comunali, supportate dal parere dei professionisti esterni incaricati (l’avvocato Roberto Marra e l’ingegnere Riccardo Bandello), hanno confermato che il maggior valore riconosciuto dal Comune alla Monteco è vantaggioso per le casse comunali. Mentre la minoranza (Sammarruco), in occasione della discussione in Consiglio comunale, pur riconoscendo l’annoso problema, aveva messo in discussione la validità del contratto sin dal 2000, e poiché inesistente da quella data, ha dichiarato non possibile applicare la revisione in aumento dei prezzi pretesa dalla Monteco. Nel dibattito consiliare il sindaco Cariddi ha fatto però notare come il problema non fosse più rinviabile, e che andasse affrontato e risolto per non essere un ulteriore peso da lasciare sulle spalle delle future generazioni.
La minoranza ancora, ha messo in discussione anche la scelta di non riconoscere quella somma, tecnicamente, come “debito fuori bilancio”, perché evita che la Corte dei Conti possa controllare la bontà dell’intera operazione conclusa dal Comune. Ma questo aspetto investe la responsabilità patrimoniale dei consiglieri che l’hanno votata, che potrebbero essere chiamati personalmente a rispondere sull’operazione conclusa con la Monteco. E difatti l’accordo transattivo è stato autorizzato con il voto favorevole di soli 9 consiglieri; prima della votazione i consiglieri della minoranza presenti (Sammarruco, Tondo, Salzetti e De Benedetto) si sono alzati per non partecipare alla votazione, ma prima di loro si era anche alzato il consigliere di maggioranza Leonardo Conte, mentre gli assenti in Consiglio sono stati Francesco Bruni, Fabio Marrocco e Gianfranco Stefano.


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