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Il Salento delle scritte sui muri: da Gino Show alla Peronospera


Da Gino Show a la Peronospera. Il Salento delle scritte sui muri: anche a Otranto arriva la Peronospera. Nonostante sia illegale, i misteriosi “artisti” continuano la propria opera. Il Salento è turismo di percorsi, molti sono segnalati sulle guide, alcuni dettati dall’istinto del viaggiatore, altri indicati dai cartelli dell’Anas, ma altri ancora sono indicati con lo spray su muri, muretti a secco e pareti di proprietà private, qualche volta anche su brutture cementizie e abusi sul paesaggio.
In Salento il turista che ama muoversi e visitare i luoghi più siggestivi potrà notare sulle pareti dei percorsi turistici e non delle scritte particolari, apparentemente senza significato, ma per colmare questo gap e favorire la un maggiore conoscenza della cultura popolare contemporanea del territorio per il quale si è in visita di seguito saranno fornite alcune spiegazioni.
Il caso della “firma” Gino Show, se capita di leggere questa scritta in ogni dove, non è un’allucinazione, né una fissazione, semplicemente si tratta di riferimento a un noto showman salentino, di nome Luigi e detto Gino, che ha imperversato sulle emittenti locali e non (note alcune sue apparizioni a la Corrida, negli ultimi anni della conduzione di Corrado). Gino Show nelle sue apparizioni sbatacchiava ripetutamente la propria “valletta” sui palchi ed era cantautore di “Bimba”.
Gino vanta anche un fan club Facebook, rintracciabile su http://www.facebook.com/pages/GINO-SHOW/46283047940?sk=info .
Qualcuno fino a pochi anni fa apponeva la firma del “mitico” Gino sui muri salentini, fino a quando non è giunto il suo erede naturale, Uccio Show.
Uccio a differenza di Gino balla in solitaria e con movenze sexy e serpentine incanta le sue ammiratrici. Innumerevoli anche le sue apparizioni televisive, da La Corrida condotta da Gerry Scotti a I nuovi mostri di Striscia la Notizia di Canale 5, ma è anche protagonista di alcune comparsate cinematografiche, grazie al suo volto e alla sua fisicità caratteristiche, ma è molto quotato come performer per feste di addio al nubilato. Anche per lui qualche emulo ha iniziato a firmare i muri salentini.

Più impegnata civicamente è la Peronospera. La firma di autore sconosciuto che in questi giorni è apparsa anche a Otranto su due cantieri in sospeso. La prima si può trovare all’ingresso di Otranto da Uggiano la Chiesa. Su un muretto basso in grigi mattoni forati la scritta troneggia nera. L’altra è sul muro delimitante lo spazio di palazzo Caputo, da molti considerato un “ecomostro”, o definito il Punta Perotti di Otranto, un cantiere che ha conosciuto alterne vicende nel corso dei suoi 20 anni o poco meno di apertura. Un cantiere storico.
Infatti l’autore della “tag” Peronospera, seppur sconosciuto pare dotato di un forte senso civico e sembra voler lanciare un messaggio. Infatti la scritta era comparsa anche sul cantiere di Porto Miggiano di Santa Cesarea, in occasione delle recenti manifestazioni per bloccarne il cantiere.
La peronospera si riferisce probabilmente all’analogia di una malattia fungina della vite, molto contagiosa, con la mentalità di alcuni salentini, con riferimento alla cementificazione costiera dilagante e alla distruzione-costruzione anziché della conservazione delle bellezze naturalistiche.

Jenny De Cicco

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Otranto protagonista in Rai


Una troupe a Otranto. Ieri mattina nelle vie del cento storico telecamere e una bionda e bella signora giravano e riprendevano, destando la curiosità dei passanti. Si trattava della troupe televisiva di Alle Falde del Kilimangiaro, programma storico in onda su Rai3. La messa in onda dello speciale su Otranto è prevista per il 12 agosto prossimo, una data da segnare sul calendario per capire cosa abbia indagato in Otranto la bella Licia Colò, ma anche per gli innamorati della cittadina, e per i compaesani che avranno modo di riscoprire le bellezze e vantarsi un po’ della storicità e particolarità della cittadina.
Sicuramente ad attirare la troupe Rai la bellezza dei luoghi, ma certamente lo staff sarà rimasto colpito anche dall’affabilità e dall’accoglienza tipica del Salento e della perla dell’Adriatico in particolare.
Tra gli intervistati anche alcuni personaggi e persone del posto, tra le quali la conducente di una delle Api Calessino, peculiarità otrantina nel Salento.
Per scoprire quali magici luoghi della città dalle molte acque abbiano visitato i cameraman e la conduttrice non rimane che aspettare, magari per tirarle le orecchie se mai avesse sbagliato qualcosa, con pignoleria e orgoglio tutto otrantino.

Jenny De Cicco

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Cavalli e cavalieri a Otranto per la sfilata del 10 giugno


Una giornata romantica e divertente è prevista ad Otranto il 10 giugno.
Si terrà, a partire dalle 9 la sfilata di carrozze d’epoca organizzata dall’associazione “Carrozze, Ambiente e Natura”, di Olimpio Abbatepassero, e il centro ippico “Ippogrifo” di Lucio Cetra, due appassionati di carretti, carrozze e sciarabbà d’altri tempi, la cui particolare passione nel corso degli anni li ha portati a collezionare traini di ogni foggia, grandezza e materiale, alla manifestazione prenderà parte con alcuni esemplari equini anche il centro ippico “Tumara” di Pierluigi Murciano.
Olimpio in particolare è un amante e collezionista di questi mezzi, che reperisce in ogni parte d’Italia e del mondo, custodendoli gelosamente e restaurandoli egli stesso con cura e meticolosità.
Mentre Lucio è un esperto cavallerizzo e addestratore, un personaggio idruntino assai caratteristico e conosciuto per l’amore e la conoscenza che ha del territorio delle Alimini, un esperto cowboy che monta all’americana.
Pierluigi, invece, è un esperto di monta all’inglese allevatore di cavalli, mucche e pastore, esperto di storia locale e della zona delle Orte, a Sud di Otranto.
La passione di questi tre uomini gli ha portati nel tempo a lavorare sui diversi set televisivi e cinematografici che ultimamente vengono allestiti nel Salento, sia come comparse che come addestratori.
Tutti e tre comporranno la sfilata e riempiranno le strade con il proprio passaggio, foriero d’amore per i propri animali e per la storia della propria Otranto.
La sfilata storica avrà inizio alle ore 9.00 presso il campo sportivo, si dirigerà verso il lungo mare e proseguirà lungo i luoghi storici della città. “Un’occasione unica per ammirare cavalli, attacchi “storici” e abiti d’epoca ed è un’iniziativa che nasce dal bisogno di rendere omaggio e onorare il forte legame che nel corso dei secoli si è instaurato tra l’uomo e il cavallo – hanno spiegato Olimpio e Lucio -Le carrozze d’epoca saranno le protagoniste per l’intera durata della manifestazione ma potranno partecipare anche i traini e tutti gli altri tipi di attacchi purché ogni cavallo possegga il libretto di identificazione e sia stato sottoposto al Coggin’s test. I partecipanti sfileranno davanti ad una giuria (composta da veterinari, allevatori ed esperti) che decreterà le carrozze migliori in termini di eleganza e raffinatezza.

Jenny De Cicco

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I figli della terra di nessuno: convegno a Otranto


Un convegno per parlare di chi non ha voce dedicato ad una figura dell’amministrazione idruntina.
“I figli della terra di nessuno” è il convegno che si terrà nella giornata del 9 giugno prossimo, dalle 8,30 alle 17, presso il Resort Vittoria di Otranto, sarà un’occasione per incontrarsi e affrontare un tema delicato e attuale, il tema del “coma profondo e vegetativo”. Il convegno è dedicato in memoria di Antonio “Tonino” Sammarruco, istruttore dell’ufficio commercio del comune idruntino, potato via da una grave malattia dopo lunghi mesi di stato vegetativo.
Infatti i “figli della terra di nessuno” sono tutti quei soggetti che a seguito di una patologia, o un trauma, versano in stato vegetativo e sono stati tracheostomizzati, ovvero dotati di una cannula endotracheale per favorire la respirazione. I soggetti affetti da tale stato vengono purtroppo respinti da tutte le strutture ospedaliere proprio per le peculiarità della loro condizione, condannati a “vivere”, o sopravvivere, definizione che cambia secondo il credo di ciascuno.
In Italia i malati in stato vegetativo riescono a vivere anche per lungo tempo supportati da un sondino per cibo e acqua. Ogni soggetto in stato vegetativo costa allo Stato da 39mila a 165mila euro l’anno. I costi per le famiglie variano da regione a regione e se l’assistenza sia in un centro o a domicilio. In molte zone d’Italia sono del tutto a carico delle famiglie.
Molti di loro “vivono” in casa, il resto nelle residenze socio assistenziali, case protette. Le strutture di riabilitazione si concentrano prevalentemente nel centro-nord e gli standard di assistenza non sono omogenei neanche tra le province di una stessa regione.
I lavori del convegno affronteranno quindi le problematiche dello stato vegetativo da diversi punti di vista, non solo clinico, ma evidenziando anche l’impegno trasversale del personale ospedaliero con i parenti dei malati.
L’interdisciplinarietà sarà elemento caratterizzante di tale convegno che affronterà in ultima analisi la delicata ma attuale questione relativa alla sottoscrizione della dichiarazione anticipata di trattamento, ovvero “il testamento biologico”.
I pazienti in questo stato possono sopravvivere per molti giorni, o anche per pochi, ma il tempo non passa per chi presta assistenza ai pazienti in quello stato, senza possibilità di ripresa alcuna. Le famiglie con un caro affetto da questo stato possono ritenersi fortunate se riescono a far ospitare, brevemente, il proprio parente in cliniche private, o se in qualche modo riescono a prolungare la degenza nei reparti ospedalieri. Il problema dei pazienti in stato vegetativo non è l’oggi, inteso come l’attimo appena trascorso, ma il futuro incerto per se e per quelli che di essi si prendono cura, quest’ultimi spesso lasciati allo sbando e poco seguiti dai servizi sanitari e sociali nazionali e regionali. Pochi aiuti e poca formazione che rendono difficile il mantenimento della dignità degli individui.
La scienza medica ha fatto passi da gigante per riuscire a far sopravvivere il più a lungo possibile i soggetti vegetativi, ma l’assistenza non va di pari passo e complica la vita familiare e lavorativa di chi ospita questo tipo di malato cronico a casa propria, in una situazione già provata dal dolore e dalla malattia.

Jenny De Cicco

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Immagini delle manifestazioni otrantine del 3 giugno


In un giorno ben 5 manifestazioni a Otranto.
Succede così, nella prima domenica di giugno, che a Otranto avvengano 5 manifestazioni contemporaneamente.
Infatti si è tenuta la Giornata dello sport in zona ex-Fabbriche, nello stesso luogo in condivisione con il l’ultimo giorno della prima edizione salentina della tre giorni Mares “She dives”. In zona lungomare degli Eroi, invece, si sono tenuti il mercatino dell’antiquariato e la manifestazione pacifista-ambientalista contro l’asfalto selvaggio del Forum Ambiente e Salute, mentre il centro storico è stato abbellito dai petali di “Borghi fioriti”, che continua fino al 6 giugno.

Jenny De Cicco

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Manifestazione ambientalista a Otranto per la promozione della strada parco


Una manifestazione per salvare il Salento dagli ecomostri.
Domani, domenica 3 giugno, a partire dalle 19, si terrà a Otranto la manifestazione pacifica indetta dai movimenti ambientalisti salentini, a radunarli il Forum Ambiente, e il Coordinamento civico, che si sono dati appuntamento presso il lungomare degli Eroi per dissentire su quelli che vengono ritenuti degli eco mostri in costruzione o in progetto e per battersi per l’edificazione di una strada parco salentina.
Per i gruppi ambientalisti in causa sarebbe meglio destinare i fondi per le infrastrutture previste nel territorio leccese alle popolazioni emiliane afflitte dal recente terremoto, un’azione che farebbe bene anche al paesaggio. “Il governo riprogrammi d’urgenza quei fondi – gridano le associazioni – Rivolgiamo un appello alla Soprintendenza ai Beni Culturali perché intervenga a tutela del preziosissimo sito archeologico di Craunuse-San Basilio lungo la strada statale 16 e minacciato dai lavori in progetto per una nuova maxi-strada”.
Alla manifestazione di domani è prevista la partecipazione delle associazioni ambientalistesalentine, ma sono previsti anche gli interventi del giudice Mario Fiorella, il senatore Alberto Maritati, Vito Lisi del Comitato 275, Nicolangelo Barletti, Nando Popu dei Sud Sound System gruppo salentino noto per il proprio impegno ambientalista, i rappresentanti locali del Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva e di altre associazioni e comitati solidarizzanti.
Inoltre per l’occasione dalle associazioni viene segnalata l’iniziativa del Governo, che ha chiesto ai cittadini di segnalare gli sprechi da tagliare tramite l’indirizzo internet http://www.governo.it/scrivia/redweb_form.htm su cui segnalare “tagli tutti quei fondi pubblici a tutto ciò che altera il nostro paesaggio storico-naturale ed il nostro – sottolineano gli organizzatori – Ma non solo, le associazioni invitano tutti i cittadini a farsi promotori di queste segnalazioni per spese inutili ed evitabili. Delle varie voci di assurda spesa che i comitati stanno segnalando al Governo, a Otranto l’attenzione sarà focalizzata e argomentata sull’urgente necessità di fermare i progetti e i cantieri per inutili strade ridondanti ex-novo, o sovradimensionate, come la faraonica nuova ss16 Maglie-Otranto, la ss275 nel tratto da Montesano a Leuca dove il progetto della nuova strada si snoderebbe ferendo a morte territori del tutto vergini del Capo di Leuca condannandoli alla rovina, la Strada Regionale 8, che minaccia il Nord Salento tra Talsano e Maruggio, come l’area tra Lecce-Melendugno-San Foca, dove addirittura si snoderebbe persino su percorsi nuovi, mentre già un’ottima strada corre lì libera tra Lecce e San Foca e basterebbe riadattare quella senza alcuna variante! L’ orrore della mancata segnalazione nei progetti del sito archeologico di Craunuse-San Basilio, sito rupestre già noto agli studiosi ed archeologi locali con almeno due grotte con croci incise sulle pareti, e dromos.
Alla Soprintendenza si è chiesto e si chiede l’urgente intervento per fermare tutto e salvare l’ intero sito già oggetto di turismo e grande risonanza mediatica nazionale dopo la riscoperta, il 2 aprile 2012 ,dello stesso da parte di alcuni volontari di questi comitati durante un sopralluogo.
Infine il sit-in otrantino vuol denunciare quanto avvenuto in questi ultimi giorni: è stato approntato e recintato con rete di plastica arancione, questo cantiere dovesse essere collegato in qualche modo all’opera, il tutto sarebbe da considerarsi un grave atto nei confronti del territorio e sarebbe da considerarsi come un tentativo macchinato volto ad abbattere le speranze dei cittadini e scoraggiarli e per il quale motivo chiederemmo subito l’intervento del prefetto di Lecce per far sì che tale presidio, venga rimosso al più presto per dare la massima serenità a quanti si stanno mobilitando per curare i mali generati da una cattivissima amministrazione ad oggi del territorio da parte di tutta la locale classe dirigente negli anni”.

Jenny De Cicco

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Salento, ancora terra di approdi


Non si fermano i traffici umani. Nuovo sbarco nel Salento, che anche per il 2012 si conferma terra d’approdo, di speranza e di accoglienza.
Il 31 maggio alle prime luci dell’alba un gruppo di 78 clandestini uomini, tra i quali 2 minorenni, sono stati rintracciati dalla polizia di Otranto, sulla strada provinciale di Uggiano La Chiesa, ma purtroppo sono stati solo i primi dell’ondata di profughi approdati sulle coste idruntine. Poche ore dopo sono stati rintracciati altri 48 stranieri, tutti uomini, bloccati dalla polizia presso la stazione ferroviaria di Otranto, probabilmente alla ricerca di mezzi di fuga via terra.
Questi primi 126 stranieri giunti in Salento appartengono a diverse nazionalità, secondo quanto constatato dai diversi accertamenti.
Poi ancora, nei pressi di Torre sant’Emiliano la finanza ha rintracciato un’imbarcazione di circa 30 metri, recante il nome “Gugei Istanbul” abbandonata, vuota e probabilmente utilizzata per il trasporto via mare degli uomini rintracciati per le vie di Otranto. Il natante staziona, per ora, nel porto di Otranto, ma non si esclude l’ipotesi di un suo trasporto nell’omologo più capiente di Brindisi, considerando le già provate e ben più ridotte capacità del molo San Nicola.
I clandestini rintracciati sono attualmente ospiti del centro “Don Tonino Bello” dove si sta procedendo alla loro identificazione.
Purtroppo il numero di clandestini, condotti presso il centro di prima accoglienza è salito fino a raggiungere quota 198 persone, identificate, soccorse e rifocillate dalle sempre presenti associazioni di volontariato come Croce Rossa e Misericordia, ma anche grazie alle forze dell’ordine. Numeri che riportano la mente ai drammatici avvenimenti dello scorso novembre, quando furono recuperati da un’imbarcazione in avaria ed incagliata nelle rocce otrantine, più o meno lo stesso numero di migranti al momento, i clandestini recuperati risultano 198 dei quali una 50ina di probabile origine pakistana è stata, in seguito, condotta a Bari dopo una tappa alla questura leccese.
Mentre oggi, primo giugno, non accennano a cessare gli approdi. Infatti presso Leuca, a 5 miglia dalla costa, sono stati recuperati 17 clandestini dalla capitaneria e dalla Finanza della locale tenenza.
Identificati gli stranieri, tra i quali 2 minori, si sono dichiarati provenienti dal Kashmire.
Il recupero è stato reso possibile anche dalla collaborazione delle autorità greche, che avevano indicato un mezzo alla deriva a largo dell’isola di Corfù, le quali hanno avvisato Immediatamente i mezzi della capitaneria e della guardia di finanza che hanno poi rintracciato una barca in vetroresina di circa 5 metri, con motore fuoribordo. I diciassette clandestini sono poi stati fatti salire a bordo della motovedetta CP 848 di stanza a Leuca. L’intera operazione è stata coordinata dal 6° nucleo Mrsc di Bari. Le operazioni di ricerca, tuttavia, continuano: non è escluso che altre imbarcazioni siano in viaggio verso le coste salentine, considerando gli avvenimenti degli ultimi 2 giorni.
Ancora una volta la domanda è cosa stia succedendo dall’altra parte del canale d’Otranto che spinge questi uomini ad abbandonare le proprie case e i propri affetti tentando un viaggio tanto periglioso.

Jenny De Cicco

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Boghi fioriti a Otranto


Otranto borgo dei fiori, un’occasione per cogliere la bellezza della perla adriatica. Si terrà dall’1 al 6 giugno la manifestazione “Borghi Fioriti” che si pone all’interno del progetto di sviluppo turistico interregionale – Itinerari culturali e tematici nei borghi storici italiani – la cui finalità è la creazione di un itinerario turistico interregionale di promozione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale dei borghi storici e la creazione di una rete dei “Borghi e città fiorite”.
Con questo intento, l’assessorato al Turismo della Regione Puglia ha promosso, per il 2012, un avviso pubblico per l’erogazione di un finanziamento a favore di due progettualità inerenti la realizzazione di un evento-allestimento dei borghi fioriti, il tema è “I fiori e la natura nei borghi”. Il Comune di Otranto ha partecipato a tale bando svettando in cima alla classifica. Coordinatrice del progetto è l’assessore all’Identità territoriale del Comune di Otranto e vicesindaco Lavinia Puzzovio: “Nel progetto presentato, abbiamo evidenziato la storia di questa Città dal lontano passato alle vicende più attuali. Il filo conduttore della manifestazione è la vocazione multiculturale di Otranto”. L’intero progetto degli allestimenti è stato curato da un gruppo di architetti salentini, Sara Tortorella di Otranto e lo studio leccese 2a+d, di Sonia Luparelli, Davide Negro e il designer Daniele Mazzotta.
Il progetto presentato dal Comune di Otranto ha come tema la storia della Città dal lontano passato alle vicende più attuali, storia caratterizzata dal rapporto e le alterne vicende con l’Oriente, ma spesso fonte di cultura e progresso, tramite una lettura nuova attraverso il tema delle migrazioni e la speranza delle popolazioni.
Il percorso ripercorrendo luoghi simbolo della cittadina avrà inizio a Porta Terra per culminare al Porto, attraversando tutto il borgo e offrendo percorsi alternativi di lettura del tessuto storico. Nella progettazione della manifestazione si è cercato di utilizzare i materiali funzionali per la realizzazione degli
allestimenti e si è prestata attenzione all’uso di materiali da riciclo e all’illuminazione ambientale. Il comune ha voluto coinvolgere le associazioni, i fotografi, i fioristi e i commercianti di Otranto, in modo da rendere quanto più larga e attiva la partecipazione della cittadinanza.
Programma è ricco e prende il via alle 11 dell’1 giugno con la presentazione del progetto Borghi Fioriti presso la sala Triangolare Castello Aragonese, alle 12apertura manifestazione e inizio percorso. L’1 e 3 giugno appuntamento alle 17 con Antonio Milo e l’arte dell’intreccio del giunco con il quale si rinnova l’antica arte quasi sparita del maestro Milo, ridonando vigore grazie all’intervento dell’associazione culturale Hydro, presso Isobel alle 18 fino alle 21 del 1, 2, 3, 4, spazio ai laboratori ludo-didattici, a cura dell’associazione culturale Art’Etica Lungomare degli Eroi e alle 20 si prosegue con la musica dei Tamburellisti di Otranto del maestro Massimo Panarese.
Tutto il periodo di Broghi Fioriti dalle 17,30 alle 19,30 sarà possibile effettuare visite guidate nella città di Otranto, a cura dell’associazione Art’ Etica con prenotazione obbligatoria. Il 2 giugno e il 3 giugno alle 12,30 laboratorio “Dipingilo con i fiori”, a cura di Francesca Portone e Francesca Minosi e Puk il clown presso largo Porta Terra e dalle 18, sempre presso il lungomare si rinnova l’appuntamento con i laboratori di Art’Etica, alle 20 si terrà la personale di pittura
presso Torre Matta di Misia Mavilia “Pittura di Esistenza, Istinto e Gesto” opening per il quale è previsto anche un rinfresco e alle 21 il Cafè Sud Est terrà proiezioni video e dj set in zona Mercato Coperto.
Il 3 giugno a partire dalle 9 si svolgerà la Giornata Nazionale dedicata allo Sport fino a sera presso la zona ex-Fabbriche e bici tour – escursione in bicicletta in partenza dalla foce del fiume Idro e via per cripte basiliane, monumenti preistorici, giardini, botanici con spazio alle degustazione di vini e formaggi.
Ma tutte le attività idruntine e i bar in special modo, intratterranno gli avventori, offrendo la propria buona musica e non solo.

Jenny De Cicco

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Mares per le donne a Otranto


Torna a Otranto l’appuntamento con Mares. Dopo il magnifico risultato dell’ultimo evento, anche quest’anno, Mares, in collaborazione con Scuba Diving e Costa del Sud Diving Service, ha scelto Otranto per l’iniziativa dedicata alle donne.
Il sindaco Luciano Cariddi e l’amministrazione comunale hanno dimostrato una grande sensibilità e apertura verso il turismo subacqueo aderendo all’iniziativa anche in quest’occasione.
Il programma della manifestazione si svolgerà in tre giornate da venerdì 1 a domenica 3 giugno, in cui il Scuba Diving di Otranto e Costa del sud Diving Service di Santa Caterina faranno letteralmente immergere gratuitamente le donne novelle subacquee che si presenteranno alla manifestazione potendo pèrovare per l’occasione gli ultimi ritrovati per la subacquea.
Spazio anche ai battesimi dell’acqua, ovvero la prima immersione con attrezzatura, per grandi e piccini grazie alla piscina davanti al diving in zona Fabbriche a Otranto.
Per gli avventori dotati di macchina fotografica si terrà, negli stessi giorni, il concorso fotografico “She Dives” presieduto da una giuria di fama internazionale.
Poi ancora, per una maggiore conoscenza del mondo dei divers si terrà il convegno “La subacquea è donna” presso sala del Castello di Otranto ed avrà per relatori Pasquale Longobardi, Laura Vernotico e Cristina Freghieri. Ospite Maria Pia Romano con il suo romanzo “L’anello Inutile” che nell’evento precedente organizzato da Mares fu una delle spose in subacquea.
Mares sottolinea una volta di più l’attenzione per il mondo femminile e la rivalutazione della magica arte della subacquea.

Jenny De Cicco

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La macchia salva la costa


Pericolo scongiurato per la macchia mediterranea di Otranto.
Ci sono voluti 12 anni ma finalmente il consiglio di Stato ferma ogni pretesa della società Casevacanze per la realizzazione, presso località Conca Specchiulla, del progetto per la costruzione di un villaggio turistico da circa 800 posti letto e previsto in un’area agricola ed ora sottoposta a vincolo paesaggistico proprio per la presenza di flora protetta.
Accolta la tesi del comune di Otranto della tutela ambientale su quelle della speculazione economica.
La società si rifaceva a un accordo di programma in variante allo strumento urbanistico generale ed il procedimento era stato avviato e nella planimetria del Putt la zona risultava non interessata da ulteriori vincoli specifici. La notizia dell’avvio del procedimento ha suscitato perplessità nella comunità cittadina con l’intervento anche della magistratura penale e a seguito di più puntuali verifiche nella zona la stessa risultava interessata da una rigogliosa macchia mediterranea meritevole di protezione.
Per questo motivo vi è stata la revoca da parte della giunta Regionale della delibera di autorizzazione e poi anche un accertamento dell’ufficio tecnico comunale. La società ha deciso di rivolgersi al tribunale amministrativo regionale di Lecce per avvalersi del diritto al completamento della procedura, ricevendo come risposta il rigetto e dovendo in seguito affrontare anche il ricorso al consiglio di Stato presentato dal Comune di Otranto. Nell’appello di fronte al consiglio di Stato il difensore della società Casevacanze ha chiesto un riesame, affermando che non può essere considerata impeditiva una qualsiasi forma di macchia mediterranea quale vegetazione spontanea, essendo invece indispensabile una definizione puntuale della stessa come fattore d’impedimento alle opere di trasformazione. La sentenza di questi giorni del Consiglio di Stato sposa le ragioni del comune, stabilendo un principio guida anche per gli altri comuni pugliesi.

Infatti nella sentenza vi è scritto: “In particolare per la situazione di Otranto si è in presenza della gariga mediterranea, che corrisponde appunto al concetto e alla funzione della macchia mediterranea in stretta connessione con l’aridità e la rocciosità dei suoli”.
Una sentenza, quella del consiglio di Stato, che sancisce l’importanza della tutela ambientale e dota la Puglia di uno strumento guida contro la speculazione edilizia e sancisce anche la bellezza naturale del Salento come risorsa fondamentale per un turismo votato alla qualità e non alla quantità.

Jenny De Cicco

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San Foca manifesta contro la Tap, ma non basta


Domenica 27 maggio a San Foca raccolte 1800 firme contro la Tap.
Si è svolta questa domenica la manifestazione contro la Trans Adriatic Pipeline, il famigerato mega gasdotto che dovrebbe trasportare milioni di chilogrammi di metano dall’Asia al Salento.
Conto la Tap è nato anche un comitato, i “No Tap” ideatori, realizzatori e promotori con il mezzo ecologico dei social network della manifestazione tenuta a San Foca domenica pomeriggio.
Invaso il lungomare Matteotti di San Foca dai numerosi attivisti contrari alla realizzazione dell’opera, ai quali da tempo si sono associate anche alcune amministrazioni comunali, in special modo dei paesi interessati dalle opere correlate al metanodotto, anche se bisogna ribadire le competenze sono ministeriali e solo la regione potrebbe dare una mano ai manifestanti per impedire la realizzazione della struttura. In tal riguardo nei giorni scorsi è stata avviata la “guerrilla” di post sulle pagine dei social network possedute da Nichi Vendola perché si esprima in tal senso, mettendo fine ai dubbi.
Le preoccupazioni dei manifestanti sono di vario ordine, tra i quali spicca la ragione naturalistica per una costa m Bandiera Blu d’Europa, di ordine economico-turistico evitando una ricaduta negativa in termini d’immagine e di tutela del territorio da forme d’inquinamento e contro le logiche affaristiche di speculazione ai danni del territorio, di per se già una risorsa.
La raccolta firme “No Tap” ottenuto 1800 consensi de visu domenica e nel frattempo ha proseguito anche on line all’indirizzo elettronico http://www.firmiamo.it/no-al-progetto-tap dove sono più di mille.
Alla manifestazione si sono presentati in centinaia ed hanno sfilato pacificamente per il lungomare, con striscioni e slogan, hanno aderito anche i pescatori delle cooperative Delfino e La Folgore, che hanno seguito il corteo per via marina a bordo delle loro barche ed hanno naturalmente preso parte, con le proprie rappresentanze, tutte le associazioni ambientaliste pugliesi, anche i vari comitati “di tutela per Porto Miggiano” e “contro l’eolico e il fotovoltaico selvaggio” e Il dissenso della popolazione salentina è forte nei confronti di “un enorme pericolo dal punto di vista dell’impatto socio-ambientale”, come definito dai membri “No Tap”, ma comunque non basteranno le oltre 3000 firme in totale, tra cartacee ed elettroniche raccolte tramite i vari eventi e banchetti itineranti, a scongiurare il pericolo del gigantesco tubo, il progetto è in fase di studio sul tavolo del Ministero il quale deve analizzare la valutazione d’impatto ambientale e sociale presentata dalla società che propone il progetto. Ad alimentare l’ipotesi di un parere ministeriale favorevole alla Tap la notizia degli scorsi mesi in cui veniva bocciato il progetto Poseidon, gasdotto che sarebbe dovuto approdare ad Otranto e il quale sembra non verrà mai realizzato, nonostante avesse già ottenuto i pareri ministeriali.

http://www.otrantooggi.it/2012/02/19/nessun-dubbio-sulla-tap-per-gli-ambientalisti-di-melendugno/

http://www.otrantooggi.it/2012/02/07/san-foca-nascono-i-no-tap/

http://www.otrantooggi.it/2011/10/05/otranto-intervenire-per-salvare-le-coste/

http://www.otrantooggi.it/2011/03/31/northern-petroleum-no-della-regione-ai-trivellamenti-nel-basso-adriatico-otranto-ringrazia/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/19/no-tap-proseguono-le-azioni/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/15/no-tap-pronti-a-manifestare/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/14/una-petizione-per-bloccare-la-tap/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/14/una-petizione-per-bloccare-la-tap/

http://www.otrantooggi.it/2012/03/29/a-castri-di-lecce-un-incontro-sul-gasdotto-di-san-foca/

http://www.otrantooggi.it/2012/03/22/costa-salentina-e-allarme-spiaggiamenti/

Jenny De Cicco

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La Ghironda chiude e apre l’estate otrantina


La Ghironda anche fa il giro delle piazze anche in primavera, prossima tappa a Otranto.
V edizione della Ghironda winter & spring festival con l’ultimo appuntamento della stagione a Otranto, spettacolo-concerto di Renzo Rubino e gli altri, presso il “teatro” Largo Porta Alfonsina, sabato 2 giugno alle 21. Un concerto all’insegna della musica d’autore, per salutare la chiusura della V Edizione della Ghironda Winter & Spring Festival.
Una razza in via d’estinzione quella dei cantautori, ma tra le eccezioni si può annoverare Renzo Rubino e la sua band, che si esibiranno a Otranto in un concerto come prova dell’esistenza di giovani esempi talentuosi, in grado di sorprendere e appassionare chiunque, grazie ad uno spettacolo a 360 gradi, in cui la teatralità e la bravura del giovane Rubino omaggeranno il pubblico, celebrando l’arrivo della stagione estiva, su un palcoscenico tutto speciale.
Giovane si, ma incredibilmente maturo il talento di Renzo Rubino, per una sera fulcro del centro storico idruntino, uno show con protagonisti il pianoforte e il cantamusicattore pugliese, come lui stesso ama definirsi. Creativo sin dalla tenera età Renzo si esprime in ogni modo possibile, passando per il teatro, l’arte e sopra tutto la musica.
Arrivato in finale nell’edizione 2011 di Musicultura, già Premio Recanati, vincitore del premio di Radio1Rai, finalista al Premio Tenco 2011, Rubino nasce ventiquattro anni fa in Puglia, e la sua breve ma avventurosa storia racconta la passione di chi ha in testa una sola cosa, la musica.
Renzo la musica la cerca, la sogna, la scrive, la suona e la canta per condividerla con il pubblico ai suoi concerti live. Lui che già vanta collaborazioni di alto prestigio, preferisce, infatti, l’esibizione dal vivo, perché sono le emozioni che dà e riceve dal pubblico sua fonte ispiratrice.
Verve stralunata e disincantata, poetica e un po’ retrò, sono questi i toni dell’originalità di Renzo Rubino che hanno catturato anche il suo attuale produttore artistico, Andrea Rodini uno dei vocal coach X- Factor.
Gli Altri della band di Renzo sono Andrea Libero Cito violinista, Andrea Beninati violoncellista e batterista, e Frabrizio Convertini bassista. Del loro talento e della loro grinta.
L’ultimo concerto, ad ingresso gratuito, della Ghironda Winter&Spring Festival 2011/2012 vi aspetta per festeggiare insieme l’arrivo dell’estate con l’energia travolgente di Renzo Rubino e Gli Altri, sabato 2 giugno all’insegna dello slogan della Ghironda”Tutti i concerti come fosse il primo, tutti i concerti come fosse l’ultimo, tutti i concerti come fosse l’unico”.

Jenny De Cicco

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