Tassa di soggiorno, si leva il coro di no degli albergatori, che si sono espressi all’interno della riunione tenutasi in questi giorni nella sala Art’Etica del centro “Don Tonino Bello”. L’aria è diventata rovente già quando il sindaco Luciano Cariddi ha introdotto l’argomento, ma nonostante i malumori si è trattato di una riunione molto partecipata, che ha visto presenti i presidenti di Federalberghi, Confcommercio e Confesercenti, i quali da subito si sono schierati sul fronte del no, annunciando di essere pronti a ricorrere al Tar. Fermamente contrari anche la gran parte degli albergatori otrantini: secondo gli operatori alberghieri la tassa è infatti iniqua, e se il provvedimento dovesse essere retroattivo potrebbero rimetterci anche di tasca loro, perché – dicono gli albergatori – non si può ritoccare un prezzo concordato in precedenza con i clienti che hanno già prenotato. I gestori e proprietari delle strutture hanno quindi chiesto al sindaco di trovare altre risorse finanziarie per far fronte all’aumento del costo dello smaltimento dei rifiuti, aumentando il biglietto dei parcheggi o prevedendo una sorta di ticket d’ingresso alla città, oppure, ancora, aumentando la Tarsu e l’Ici sulle seconde case. Ma inutilmente, pare, perché già dal prossimo 1° luglio la tassa dovrà essere applicata dagli operatori alberghieri – che in questo modo sarebbero responsabili d’imposta – per garantire un gettito in più all’erario comunale, messo in gravi difficoltà dal Patto di Stabilità e dalla situazione determinata dalla precedente gestione del servizio, nonché oberato dai costi della manutenzione e della pulizia cittadina imposti dall’Ato. In proposito il consigliere Tommaso De Benedetto ha precisato di essere favorevole alla tassa di soggiorno, ma contrario al modo in cui è stata istituita: il primo anno, a suo avviso, la tassa graverebbe appunto sulle imprese alberghiere, per cui propone di utilizzare l’avanzo di gestione del bilancio 2010 a copertura del costo dei rifiuti, evitando la tassa almeno per il 2011. Il sindaco Cariddi ha però replicato affermando che i soldi dell’avanzo 2010 sono già stati impegnati, ovvero destinati a opere pubbliche. Insomma, nulla di fatto, come ha sottolineato Mimmo De Santis di Federalberghi, ma del problema si riparlerà in una prossima riunione.
Jenny De Cicco


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