Posted on 09 Agosto 2011. Tags: Antonio Bonatesta, comparto 13, costruzioni, porto miggiano, protesta, Save Salento
Si è tenuto in questi giorni il secondo sit–in di protesta contro le nuove costruzioni che stanno interessando il Comparto 13 di Porto Miggiano, località di Santa Cesarea Terme. Ormai la Torre Saracena rappresenta il luogo simbolo della protesta di cittadini del Salento, turisti e associazioni ambientaliste. È iniziata contestualmente al secondo sit-in la raccolta firme per chiedere alla Regione Puglia di intervenire sul comparto, oggetto della contesa, modificando il progetto che determinerebbe un cambiamento radicale dell’assetto naturale dei luoghi. In poco meno di due ore sono state raccolte oltre 400 firme, e ora la raccolta sta procedendo online e nei paesi della provincia. È intervenuto tra gli altri Antonio Bonatesta, segretario di “Save Salento”, associazione ambientalista che ha sposato la vertenza ambientale e paesaggistica di Porto Miggiano. “La Torre è il simbolo della protesta, ma siamo consapevoli che le ruspe sono sul Comparto 13 e che occorre chiedere con forza all’assessore regionale Angela Barbanente il suo intervento, richiamando la legge che tutela i coni visuali di particolare pregio”. La protesta si fa sempre più intensa e richiama tantissimo interesse, e molte sono le personalità del mondo della musica e della cultura che stanno aderendo. Sabato prossimo nuovo sit- in.
Fabio Tarantino
Posted in Ambiente, Primo Piano
Posted on 25 Luglio 2011. Tags: Antonio Bonatesta, incendi, Salento, Save Salento
L’associazione radicale “Save Salento” ha scritto una lettera al prefetto di Lecce, Mario Tafaro, affinché intervenga nell’emergenza roghi nel Salento, ormai rivelatasi in tutta la sua gravità e virulenza. “Save Salento” ha richiamato infatti l’attenzione sull’importanza della legge quadro 353 del 2000 sulla prevenzione degli incendi, che prevede l’obbligo, in capo ai Comuni, di redigere un apposito catasto delle aree bruciate, finalizzato a disincentivare le speculazioni sui terreni incendiati, impedendo cambi di destinazioni d’uso, fabbricazioni successive e attività di caccia e pastorizia. “Save Salento” denuncia anche come spesso, dietro un incendio appiccato, si nasconda il tentativo di sbarazzarsi di boschi, pinete e macchia al fine di liberare da vincoli ambientali, naturalistici e paesaggistici intere aree del territorio salentino, e renderle disponibili allo sfruttamento economico e produttivo o, peggio, al cemento. In tal senso l’associazione ha rivolto un appello al prefetto affinché proceda a una verifica puntuale dello stato di attuazione e di aggiornamento dei catasti in tutta la provincia di Lecce, per obbligare i comuni eventualmente sprovvisti a un pronto e immediato adempimento. Il fenomeno degli incendi estivi parte anche da questo tipo di omissioni, e si avvantaggia anche della sensazione dell’impunità:. luoghi come Porto Miggiano, Porto Selvaggio e le Cesine sono da tempo sotto la grave pressione, più o meno manifesta, di interessi volti allo sfruttamento economico e all’insediamento di strutture sui litorali e sui costoni di roccia. “La politica – afferma Antonio Bonatesta, segretario di “Save Salento” – ha il compito di tornare al centro della scena, e l’azione del prefetto servirà sicuramente a riaccendere l’attenzione delle classi dirigenti e dell’opinione pubblica sull’esistenza e sulla validità di strumenti che, come i catasti delle aree bruciate, aspettano solo di trovare pronta applicazione”.
Fabio Tarantino
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