Posted on 29 Febbraio 2012. Tags: Antonio Calò, Curcitumbule, Melendugno, Mino De Santis, Nuovo Cinema Paradiso
Al cine-teatro “Nuovo Cinema Paradiso” di Melendugno, giovedì 1 marzo verrà messo in scena lo spettacolo “Curcitumbule”, di e con Mino De Santis e Antonio Calò. Mix di teatro e cabaret che trova le sue radici nel teatro canzone muovendosi tra l’ironico e l’impegnato, il serio e l’assurdo.
I due artisti Mino De Santis e Antonio Calò recitano, cantano e raccontano le loro storie affrontando tematiche importanti come la povertà, lo sfruttamento, la protesta e l’amore per la propria terra.
La capriola – questo il significato del termine “curcitumbula” – può essere un gioco divertente e stupido, ma a volte anche complicato; se non si fa attenzione spesso può diventare pericoloso. Lo spettatore non vedrà mai in questo spettacolo un seppur minimo tentativo di equilibrio perché esso sarà costantemente infranto dalle emozioni e così anche il cuore dello spettatore sarà sorpreso e impegnato in acrobatiche curcitumbule.
L’orario d’inizio dello spettacolo è previsto per le ore 21.00, mentre il prezzo del biglietto è di 8 euro.
Info e prenotazioni: 327 5611519
Alessandro Conte
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Posted on 09 Dicembre 2011. Tags: Antologia di Spoon River, Antonio Calò, Antonio Mitria, Mino De Santis, Sannicola, Spremute d’autore
L’incontro conclusivo della rassegna “Spremute d’autore” riserverà al pubblico una sorpresa molto interessante. Venerdì 9 dicembre, al Frantoio Ipogeo di via Roma a Sannicola, saranno di scena le letture dell’attore Antonio Calò e gli interventi musicali di Antonio Mitria e Mino De Santis. Il terzetto attaccherà alle 19,30 con “Antologia di Spoon River”, dal titolo dell’omonima raccolta di poesie di Edgar Lee Masters. Nell’evento proposto i versi di Masters e le canzoni di De Andrè daranno vita a un ensemble pirotecnico di musica e parole che viaggerà su alti livelli performativi. I componimenti di Masters, che nel lontano ‘71 avevano ispirato a De Andrè i pezzi dell’album “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, sono, a partire da “La collina” (sorta di preludio ai tipi umani che si susseguiranno in corso d’opera), profondi ritratti di altrettante figure in preda a vicissitudini e passioni a dir poco controverse. Uomini e donne che, ormai morti, ritornano in vita giusto il tempo di accennare a un ricordo, un atto non compiuto, un amore perso, un torto subito, forse con l’unico intento di soddisfare la propria voglia di riscatto nei confronti di un’ esistenza che avrebbero potuto condurre diversamente.
Una carrellata di personaggi bislacchi e di situazioni dal sapore gotico-grottesco davvero suggestiva ed emozionante. Pezzi di vita cari al poeta americano e al cantautore genovese, che il più delle volte proprio negli abitanti delle zone d’ombra trovavano la ragione dell’essere uomini e la profondità dei sentimenti.
Gianluca Conte
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