Posted on 13 Gennaio 2012. Tags: centro storico, Dario Massimiliano Vincenti, traffico, zone pedonali
Arrivano le aree pedonali nel centro storico magliese. Una rivoluzione “a piccoli passi” esaminata ieri nella riunione congiunta “attività produttive” e “territorio e ambiente” convocate per esaminare la proposta messa nero su bianco proprio dal presidente della commissione attività produttive Dario Massimiliano Vincenti. Cambiamenti che non saranno operativi d’imperio, ma che dovranno essere concertati con le associazioni e i rappresentanti degli esercenti. Intanto però i consiglieri, gli assessori e i dirigenti intervenuti hanno potuto visionare con i loro occhi un bozza di lavoro ancora approssimativa ma dall’impatto “dolce”, improntata ad un cambiamento progressivo delle abitudini degli automobilisti magliesi. “L’intenzione -spiega Vincenti- è quella di creare dei percorsi virtuosi nel centro storico, disincentivando il passeggio con le auto fine a se stesso all’interno del perimetro cittadino, creando nuove direttrici di marcia. Di conseguenza alcune aree saranno naturalmente disponibili per i pedoni”. Il “lodo Vincenti” immagina di obbligare le vetture provenienti da Via Ginnasio a costeggiare il Liceo Capece e quelle provenienti da Via Trento e Trieste, superata la svolta per via San Giuseppe a proseguire forzatamente per via Roma. Nascerebbe una piccola area pedonale di collegamento tra la zona del Liceo (dalla parte del bar) e la banchina. L’altra area potrebbe nascere in via Toma Nuzzichi di fronte al mercato coperto impedendo alle auto provenienti dalla piazza di proseguire per via Ignazio Ricci. Per ottimizzare la circolazione la bozza prevede l’inversione del senso di marcia tra via Umberto I° e via Matteotti all’altezza della villetta Capece per scoraggiare i rondò fini a se stessi attorno alla statua di Oronzio De Donno. La proposta sarà valutata dall’amministrazione nei prossimi giorni, ma, pur essendo poco invasiva, ha propositi ambiziosi: “L’obbiettivo finale -conclude Vincenti- è quello di creare un ‘serpentone pedonale’ che coinvolga anche Via San Giuseppe. Ma si vedrà a tempo debito e con la collaborazione di tutti se sarà un’intenzione praticabile”.
Maurizio Tarantino
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Posted on 21 Giugno 2011. Tags: centro storico, Cocumola, Ettore Caroppo, Minervino, politiche comunali
“Il Sindaco, la sua Cocumola e la piazza della vergogna”. Con queste parole si apre il manifesto-invettiva pubblicato oggi dalla minoranza “Insieme per costruire” contro il sindaco di Minervino, Ettore Caroppo, il quale tempestivamente ha risposto con un contro-manifesto.
L’opposizione evidenzia alcune decisioni politiche dell’amministrazione comunale nella frazione di Cocumola. Come la riqualificazione urbana di piazza San Nicola, che dopo due anni di lavori attende ancora il suo battesimo: a causa, secondo i detrattori del sindaco, di “un’iniziale indecisione sul da farsi e ora un futuristico progetto”, poco adatto alle caratteristiche del centro storico, dice la minoranza. Che ha da ridire anche sulla realizzazione dell’area pedonale di via Alessandro Manzoni, la cui “imposizione” senza il confronto con i residenti sarebbe segno di una “scelta dettata dall’arroganza” del primo cittadino minervinese. Critiche, infine, anche sulla gestione dei fondi per la soluzione del problema delle acque piovane, “che sarebbero stati “più che dimezzati”, dice ancora l’opposizione minervinese, riducendo quindi le opere da realizzare. Negativo quindi il giudizio sui rappresentanti politici di Cocumola affini alla maggioranza, tacciati di scarso peso politico, e sull’attività della giunta, “fallimentare e fortemente penalizzante” per l’intera comunità.
Non si è fatta attendere naturalmente la reazione del sindaco Caroppo, che dopo aver sollevato dubbi sulla scelta degli avversari di affiggere il manifesto sul solo territorio cocumolese, ha replicato che quello degli avversari politici è “un manifesto che ha tutto il sapore di due righe buttate giù al solo fine di far credere che loro siano ancora vivi”; un manifesto, insiste ancora il primo cittadino, pubblicato solo allo scopo “di accontentare i propri elettori rimasti e il consigliere Musarò”, che ormai “non gode dei favori dei capi del gruppo”, il cui autentico leader sarebbe invece Massimo Monteduro. Questa politica dell’opposizione poi, “fatta di ostruzionismo a tutti i costi, divisioni, doppi giochi”, mirerebbe, secondo Caroppo, a “dividere la popolazione” creando una “netta distinzione tra cittadini di Cocumola e il resto della popolazione”. In quest’annosa contrapposizione tra frazioni e comune d’appartenenza, dal retrogusto fortemente campanilistico, l’impressione è che lo scontro in questione sia destinato a fornirci nuovi interessanti capitoli.
Antonio Palma
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