Posted on 23 Giugno 2011. Tags: Città Libera, commissione toponomastica, consiglio comunale, consulta Anziani, ici, Maglie, sanità, Udc
L’Ici al centro di uno dei dodici punti all’ordine del giorno che oggi saranno vagliati dal Consiglio comunale di Maglie alle 14,30. Probabilmente, non si riuscirà a discutere tutto, perché altrimenti si finirebbe a notte fonda, tanti sono gli argomenti che prevedono votazioni anche abbastanza complesse, come l’integrazione relativa alla commissione Toponomastica e alla consulta per gli Anziani, che hanno bisogno rispettivamente di tre e un nuovo esponente. Il punto che appare più interessante è quello che riguarda la modifica al regolamento dell’Ici: la proposta prevede delle agevolazioni per quanto riguarda le abitazioni dei disabili e anziani residenti in casa di cura, ma anche a coloro i quali decideranno di rifare la facciata della propria abitazione in pietra leccese, un provvedimento che potrebbe invogliare a rimettere in sesto moltissime costruzioni del centro storico, al fine di restituirgli un assetto architettonico degno di una vera e propria città d’arte. In consiglio si parlerà anche della concessione di spazi pubblici, per degli esercizi muniti di ruote: in pratica, si regolamenterà l’attività di alcuni gestori di camioncini e fruttivendoli che stazionano in aree ben precise della città, come via Montegrappa e viale Europa. Il punto all’ordine del giorno più importante però è probabilmente l’ultimo, la richiesta delle revoca della delibera di Giunta da parte di Città Libera e Udc. La delibera in questione è quella con cui viene chiesto che in questo tempo di stallo per il riordino ospedaliero, in attesa che venga deciso dove sarà l’ospedale d’eccellenza, si provveda a valorizzare l’esistente. L’opposizione sostiene che invece bisogna lottare con forza per ottenere il nuovo ospedale, che genererà certamente delle ricadute positive sul territorio, con i suoi 360 posti letto e i nuovi reparti d’eccellenza.
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Posted on 20 Giugno 2011. Tags: Antonio Giannuzzi, casa della salute, Città Libera, consiglio comunale, Maglie, Mario Chirilli, ospedale, sanità
La delibera della giunta magliese che decide di valorizzare il patrimonio ospedaliero esistente, in attesa della realizzazione della Casa della Salute, non piace al gruppo consiliare di minoranza “Città Libera”. Tanto che i suoi componenti, Antonio Giannuzzi e Mario Chirilli, hanno presentato una richiesta di ordine del giorno per il Consiglio comunale del prossimo 23 giugno, in cui si chiede di revocare la delibera stessa. Che, emanata lo scorso 7 giugno, prevede “di bloccare ogni attività precorritrice ed esecutiva finalizzata alla realizzazione di un nuovo ospedale nella stessa area territoriale e, contestualmente, destinare le risorse opportune e adeguate alla realizzazione delle opere utili alla valorizzazione del patrimonio edilizio ospedaliero esistente, all’acquisto delle apparecchiature diagnostiche e terapeutiche necessarie e al miglior impiego delle risorse umane”. In altre parole, visto che ancora il riordino ospedaliero non è stato messo in atto, e nonostante il modello di Casa della Salute proposto per Maglie e non ancora approvato sia stato citato in questi giorni dal S-24 Ore come il migliore in Italia, si sta cercando di valorizzare l’esistente: in questo caso l’ospedale di Scorrano, destinato a diventare punto di riferimento anche degli abitanti di Maglie e Poggiardo.
Ma Città Futura ritiene la delibera di giunta priva di ogni logica, contraria alle aspettative della città e ai principi dello stesso Piano in altre epoche. “Troviamo assurda la delibera di giunta – commentano i consiglieri di Città Libera – che tradisce la volontà dei cittadini di vedere realizzato nel loro territorio il nuovo ospedale. Il Comune di Maglie è stato sempre sacrificato dalle scelte effettuate nel settore sanitario. Quella del nuovo ospedale è l’occasione per far valere i nostri diritti e per pretendere che l’opera venga realizzata nell’area di Maglie a compensazione delle tante mortificazioni, anche economiche, già subite. Assurdamente invece l’amministrazione comunale di Maglie, senza informare nessuno, delibera di rinunciare al nuovo ospedale, invece di attivarsi per ottenerlo come stanno facendo tutti gli altri comuni. Chiediamo la revoca della delibera di giunta, perché contraria agli interessi della città, che non può sopportare la superficialità e la negligenza nel gestire quest’opportunità, che consegna ad altri la possibilità di ospitare il nuovo ospedale”.
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Posted on 03 Giugno 2011. Tags: arredo urbano villa, consiglio comunale, Consiglio Comunale Otranto, Consorzi di Bonifica, Otranto, porto turistico, Regolamento comunale ape calessino, Regolamento regionale bevande centro storico
Mentre in Italia si gioca la partita ballottaggi, a Otranto inizia con un ritardo di 30 minuti il Consiglio comunale. Sette i punti all’ordine del giorno e tutti presenti, tranne il consigliere di minoranza Tommaso De Benedetto e il pubblico, praticamente non pervenuto. Seduta aperta con il punto proposto dal gruppo di minoranza sulla riforma dei consorzi di bonifica, sul quale il sindaco palesa l’intenzione di sollecitare la Regione, ponendo l’accento sul la volontà bipartisan della giunta di viale Capruzzi di rendere chiara una normativa lacunosa (infatti la Regione ha approvato il Ddl del 26 aprile scorso) .
Ma è la presentazione del progetto definitivo per il nuovo porto turistico esterno la discussione tanto attesa, rimandata dallo scorso Consiglio comunale, a scaldare subito gli animi in aula. Rifacendosi più volte al video di Otrantooggi.it sulla realizzazione del nuovo porto turistico, il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Francesco Vetruccio introduce la discussione sulla presentazione della bozza di progetto definitivo di Condotte d’Acqua S.p.a., elencando i benefici principali di un’opera di tale portatala, tra cui la nascita ex-novo di un quartiere moderno e all’avanguardia per la città, con un indotto in termini occupazionali notevole. “Saranno necessarie infatti 250 unità lavorative per 3 anni”, spiega il vicesindaco, “e in seguito un posto lavorativo ogni 4/5 posti barca. E teniamo conto che gli ormeggi sono 417”.
Ma l’opposizione, tramite il consigliere Sammarruco, parla di confusione del vicesindaco: “Mai, in un porto turistico, si è vista la realizzazione di tanti posti di lavoro: quest’opera, che da sola costerà 60 milioni di euro, non può garantire tanta occupazione” dice Sammarruco. Così il vicesindaco, sostenendo che saranno i numeri a dimostrare i fatti, indignato si alza e se ne va. Sono le 18.30. La minoranza insiste sul fatto di essere favorevole alla realizzazione del porto, ma con i dovuti chiarimenti su punti della vicenda, a suo dire, poco chiari. Salzetti dice infatti che “gli alloggi previsti nella zona residenziale sono speculazione edilizia” , Bruni riflette sul fatto che “gli investitori non sono certo affetti da mecenatismo nei nostri confronti”, Tondo spiega di non essere per la politica dei no, “ma da conti fatti con nostri tecnici di fiducia i numeri riportati sul progetto non sono esatti: gli appartamenti sono un centinaio e non una sessantina”. La discussione poi, per la sua complessità, viene rinviata: se ne parlerà in un prossimo Consiglio comunale monotematico, e in seguito in una pubblica assemblea in data da definirsi.
In seguito i consiglieri hanno velocemente trattato i restanti punti all’ordine del giorno: la modifica al regolamento comunale relativo al servizio trasporto/noleggio con conducente delle “api calessino” (da oggi potranno uscire dai confini comunali); la modifica del regolamento comunale sull’arredo urbano e sulla vendita della frutta secca nella villa comunale (le strutture di vendita di frutta secca e dolciumi ivi operanti verranno ripensate esteticamente e scelte con l’ufficio tecnico comunale e gli operatori del settore). Con il recepimento del regolamento regionale n. 3 dell’11/03/2011, sulla vendita di bibite e bevande in sede fissa presso il centro storico, si pone invece il divieto di apertura di nuovi esercizi commerciali e artigianali – con l’eccezione di quelli per la vendita al minuto – di prodotti tipici confezionati da aziende agricole locali. Conclusione di seduta con il dibattito sullo stato di calamità da riconoscere alla zona Frassanito, colpita il 18 maggio da una violenta grandinata.
Jenny De Cicco
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Posted on 26 Maggio 2011. Tags: consiglio comunale, Maglie, Per cambiare Maglie, protocollo antimafia, Roberta Culiersi
Non ci poteva essere una sorpresa migliore nel giorno triste in cui si commemora la morte di Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia 19 anni fa. Lo scorso lunedì, infatti, nel corso del Consiglio comunale è stata approvata la proposta di protocollo antimafia, su istanza della consigliera Roberta Culiersi del gruppo “Per cambiare Maglie”. Sulla base del documento approvato, il municipio magliese estenderà le richieste delle verifiche antimafia anche a tutte le attività che hanno connessione con appalti comunali, in quanto assegnate in forma diversa, per le quali non è prevista alcuna forma di controllo in tema di antimafia. Il Comune, in qualità di stazione appaltante, acquisirà tutti i dati delle imprese partecipanti alle gare e delle eventuali imprese sub-contraenti. Qualora la Prefettura accerti elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa ed emetta una informativa ostativa, il Comune non procede alla stipula del contratto di appalto.
“Le organizzazioni criminali manifestano purtroppo una crescente tendenza a ramificare la propria presenza nel settore dei lavori pubblici – ha commentato Culiersi – La mafia che non spara è un pugile invisibile contro il quale è difficile combattere, prevedendone e scansandone i colpi. Per contrastarla e sottrarre la pubblica amministrazione al pericolo di infiltrazioni malavitose, è necessario un monitoraggio assiduo sul territorio e interventi preventivi preordinati a impedire eventuali propagazioni. Per questo, oggi, mi ritengo molto soddisfatta per l’approvazione all’unanimità del mio ordine del giorno sul protocollo antimafia, un atto importante nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci”.
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Posted on 26 Maggio 2011. Tags: Antonio Giannuzzi, cimitero, Città Libera, consiglio comunale, Maglie
L’ordine del giorno sulle edicole funerarie presentato da Città Libera in consiglio comunale è stato respinto, e ora i componenti del gruppo vogliono conoscere i motivi. La richiesta riguardava la regolamentazione, ritenua “iniqua” dai firmatari, delle nuove edicole funerarie che dovrebbero essere collocate al camposanto. Totò diceva che nella morte siamo tutti uguali, ma per Città Libera c’è qualcuno che è più uguale di altri. “L’ordine del giorno – spiega il capogruppo Antonio Giannuzzi – metteva in evidenza la violazione dei parametri contrattuali e finanziari da parte dell’impresa aggiudicataria e l’assoluta mancanza di rilievi da parte dell’amministrazione, con grave danno per i cittadini che hanno prenotato delle edicole a schiera. La maggioranza lo ha respinto, senza nemmeno entrare nel merito. Perché?”.
Per Città Libera il provvedimento adottato è iniquo. In una delibera del 2008 si autorizzava la costruzione delle edicole funerarie con determinati e precisi parametri su metratura e costo, fissato a 45mila euro per una concessione di 99 anni. Tuttavia, una nuova delibera dello scorso aprile portava il numero delle edicole da 18 a 21 e, naturalmente, ognuna doveva essere rimpicciolita per recuperare spazio. Così Città Libera ha chiesto che fosse abbassato il prezzo di concessione a 40mila euro, affinché si ripristinasse una certa equità tra costo e servizio offerto. La maggioranza però ha deciso di non accogliere la richiesta; mentre Città Libera, dopo la riunione dei capigruppo, deciderà se riportare in aula la questione.
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Posted on 23 Maggio 2011. Tags: consiglio comunale, Maglie, Partito Democratico, Raffaele Cesari, Zona Pip
Focus del Pd di Maglie sulla situazione della zona artigianale: il quartiere ha infatti bisogno di evidenti cure, dice il Pd, così il gruppo consiliare composto da Raffaele Cesari, Sabrina Balena, Salvatore Moscagiuri e Antonio Tau ha presentato una richiesta di ordine del giorno, in vista del prossimo Consiglio comunale, per sollecitare interventi di bonifica ambientale e manutenzione della zona Pip. Si mira anche alla programmazione e realizzazione dell’intervento di allacciamento diretto della viabilità tra quella zona di Maglie e la statale 16.
La questione non è esattamente poco spinosa, perché rientra in un capitolo che sembra chiuso, per Maglie, quello sulla Copersalento; ma così non sarà, in realtà, finché le ombre sul funzionamento dello stabilimento non smetteranno di gravare sulla città. “Collocazione geografica, storia e tradizioni – dice infatti il capogruppo Pd Cesari – avrebbero potuto fare di Maglie un punto di riferimento territoriale nel settore della produzione artigiana, un polo di attrazione per imprese e investimenti. Ma questo non è accaduto per la mancanza di una programmazione efficace e di scelte strategiche lungimiranti da parte delle amministrazioni comunali. Si è scelto di investire nelle grandi opere pubbliche, i cui risultati fallimentari sono sotto gli occhi di tutti, piuttosto che offrire sostegno effettivo al mondo delle imprese e del lavoro attraverso servizi e strutture logistiche adeguati. Ancora oggi, purtroppo, nulla sembra cambiare”, prosegue Cesari. “Lo dimostrano le condizioni di degrado in cui si trova, nonostante le denunce e le sollecitazioni degli operatori economici, la zona artigianale posta alla periferia nord della città: discariche a cielo aperto in attesa di bonifica, pessima manutenzione dei luoghi e dei tragitti interni di percorrenza, mancata recinzione delle superfici non ancora fabbricate, assoluta assenza di collegamento dell’area con i fondamentali snodi viari”. Con l’ordine del giorno in questione, dunque, si mira a ottenere dal Comune di invertire questa tendenza, “per avviare da subito, di concerto con gli altri enti interessati, un percorso virtuoso diretto al potenziamento e allo sviluppo della zona artigianale, sinora pesantemente compromesso anche dalla contigua presenza dell’inceneritore Copersalento e dei suoi miasmi”. Anche se sulle discariche abusive – questo va detto – l’amministrazione comunale si è sempre dimostrata solerte e disponibile alla pulizia, e spesso anche all’individuazione dei responsabili degli scempi, poi regolarmente multati.
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Posted on 16 Maggio 2011. Tags: ambiente, antimafia, consiglio comunale, interrogazioni, Maglie, Per cambiare Maglie, Roberta Culiersi
L’ambiente prima di tutto. Si parlerà di questo, inevitabilmente, nel prossimo Consiglio comunale a Maglie, anche perché la capogruppo di opposizione di “Per cambiare Maglie”, Roberta Culiersi, ha depositato delle richieste di ordine del giorno e delle interrogazioni che parlano proprio di questo: tra cui quella sulla questione del degrado nel quartiere Policarita. Nelle scorse settimane, la testata Belpaese aveva pubblicato alcune foto che ritraevano lo stato in cui versa quella zona, tra erbacce e discariche abusive: così Culiersi chiede pubblicamente le ragioni nel ritardo della pulizia, e a chi siano da attribuire le responsabilità.
La questione è nota: alcune zone del quartiere Policarita non esistevano ancora, all’epoca della stipula con il contratto con l’Mta, la società mista che a Maglie si occupa del verde, oltre che della raccolta differenziata e della gestione dei parcheggi a pagamento, per cui la pulizia avviene alla bisogna, in modo da non gravare eccessivamente sulle tasche dei cittadini. Inoltre, per quanto riguarda le discariche abusive, la loro rimozione avviene su segnalazione dei cittadini, possibilmente cercando di individuare i colpevoli, come spesso l’amministrazione è riuscita a fare. C’è da immaginare tuttavia che il dibattito si infiammerà comunque, anche per i ritardi nella pubblicazione del catalogo PIA (Catalogo Pubblico Informazioni Ambientali), che avrebbe dovuto avere avvio il 31 marzo, per cui in un’altra interrogazione si chiede immediatamente la pubblicazione e la fruizione da parte dei cittadini a mezzo Ufficio per le Relazioni con il Pubblico. Inoltre Culiersi ha provveduto a due richieste d’ordine del giorno, una sulla “cicca selvaggia”, l’altra per regolamentare la distribuzione di volantini pubblicitari. Per quanto riguarda la prima richiesta d’ordine del giorno, si vuole mutuare la scelta che il capoluogo Lecce sta facendo in queste settimane, ossia sanzionare chi sporca la città abbandonando ovunque le cicche di sigaretta: se l’ordine del giorno dovesse passare, gli esercenti di locali pubblici dovranno dotarsi tutti di appositi posacenere al di fuori del locale, augurandosi che, magari attraverso le sanzioni, i cittadini recepiscano il messaggio. Di pulizia si parla anche nella richiesta d’ordine del giorno relativa alla regolamentazione del volantinaggio, che secondo Culiersi deve avvenire come il normale porta-a-porta, ossia attraverso la consegna nelle cassette postali e non in quelle comuni deputate alla pubblicità: un regolamento del genere dovrà essere vagliato attentamente, perché alcuni condomini hanno le cassette interne e la questione potrebbe non essere visto di buon occhio, a causa degli evidenti problemi che l’introduzione di estranei in una proprietà privata potrebbe comportare. Ma non si parlerà solo di ambiente in Consiglio comunale, dato che Culiersi ha chiesto anche la sottoscrizione di un protocollo contro l’infiltrazione mafiosa nei contratti di lavoro, come da informativa del Ministero per l’Interno: un punto sul quale c’è buon motivo di pensare che potrebbe passare all’unanimità.
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Posted on 27 Marzo 2011. Tags: consiglio comunale, Cristina Rizzo, Insieme per cambiare, interrogazioni, Progetto futuro, Salvatore Piconese, Uggiano la chiese
A Uggiano una polemica nata in aula dopo il Consiglio comunale del 22 marzo scorso cresce e si sviluppa con manifesti e su Facebook, per una singolare sostituzione dei luoghi istituzionali con quelli virtuali dei social network. L’assise del 22 marzo scorso (sunto al link: http://www.otrantooggi.it/2011/03/23/uggiano-il-consiglio-lascia-invariate-le-aliquote-irpef-ed-ici-piccolo-rimpasto-di-deleghe-2/ ) si è infatti aperta con la consegna di tre interrogazioni del gruppo di minoranza “Progetto futuro” guidato da Maria Cristina Rizzo e Tonino Risolo. La prima riguarda la gestione della biblioteca comunale De Viti De Marco, “realizzata grazie ad un fondo Pis di 116mila euro”, si legge nell’interrogazione, e che sarebbe dovuta essere, anche attraverso borse di studio, “il volano e il fulcro di attività culturali nella comunità”. La seconda per chiedere al sindaco perché “non invita l’intero Consiglio comunale alle manifestazioni organizzate dal Comune e da terzi”. L’ultima per lamentare un 150enario “trascorso senza alcuna manifestazione, né iniziative per la cittadinanza”, accusare la “freddezza e distacco” del sindaco, cui sarebbe “mancato l’amore per la Patria e per le Istituzioni”, e chiedere notizie precise sulle spese per fiori, bandiere e addobbi. Il Consiglio ha quindi accolto le tre interrogazioni, e il sindaco si è detto pronto a dare risposta nella giusta sede istituzionale. Ma la minoranza ha immediatamente spostato la questione su Facebook, condividendo con il profilo di Otranto Oggi le tre interrogazioni e le due note firmate dal gruppo di opposizione: una per la mancata nomina della commissione Pari Opportunità, con il “tentativo del sindaco di nominare sette componenti esterni senza alcuna graduatoria per titoli”, ovvero uno “scippo” per “far nominare dalla sola maggioranza tutti i componenti”; episodio cui è seguito l’abbandono dell’aula, in segno di protesta, del gruppo di minoranza. L’altra interrogazione, invece, per lamentare l’“aumento dal 30 al 40 per cento” delle spese derivanti dalla nuova convenzione per il servizio di segreteria comunale con Muro, dopo altri accordi andati a monte. La replica sul social network non si è fatta attendere: oggi, sabato 26 marzo, il gruppo di maggioranza “Insieme per cambiare” ha pubblicato sulla questione un manifesto in cui il sindaco ha replicato di avere una maggioranza salda e solida, spiegando le dimissioni di Vincenzo Fanciullo e la nomina di Luca Leo e additando le lacerazioni della maggioranza. Nonché facendo un breve resoconto delle opere pubbliche in cantiere: 1milione e 300mila euro di fondi Pirp per la zona 167 e 600mila euro stanziati dal governo per completare la scuola elementare di Uggiano, senza contare il nuovo Piano delle opere pubbliche con prossimi lavori per il ripristino del manto stradale e lo sviluppo degli assi viari, un risparmio di 13mila euro grazie al servizio di prelievi sanguigni presso il centro polivalente di Uggiano, il futuro rilancio della Biblioteca e del servizio “Informagiovani”. Riferimenti inoltre all’ eredità problematica della rete pluviale e dei lavori in via Badisco e via Valle dell’Idro, e il richiamo alla denuncia della Commissione antimafia, con la minoranza difesa dal sindaco nonostante la contrapposizione ideologica. Chiudendo il tutto con un rimprovero per la “fuga” dal Consiglio della minoranza: un atto, dice il sindaco, irrispettoso di cittadini e istituzioni.
Salvo Sammartino
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Posted on 25 Marzo 2011. Tags: consiglio comunale, Ex Lsu-Ata, Salvatore Piconese, Tonino Nicolazzo, Uggiano La Chiesa
Nella serata del 22 marzo scorso, presso l’aula consiliare di Uggiano la Chiesa, durante un movimentato Consiglio comunale (http://www.otrantooggi.it/2011/03/23/uggiano-il-consiglio-lascia-invariate-le-aliquote-irpef-ed-ici-piccolo-rimpasto-di-deleghe-2/ ), è stata votata una delibera che ha colto la sollecitazione di 135mila 500 lavoratori ex Lsu/Ata, in agitazione da settimane contro i tagli del governo. In sostanza, il Consiglio comunale ha deciso, seppure con i soli voti della maggioranza ( l’opposizione aveva scelto di abbandonare l’aula in forma di protesta, ma non per questo ordine del giorno) di sollecitare i ministri del Lavoro Sacconi, dell’ Economia Tremonti e dell’Istruzione Gelmini a risolvere lo stato di precarietà di una intera categoria di lavoratori del Mezzogiorno che dal prossimo luglio rischiano di rimanere senza occupazione a causa dei già annunciati tagli alle 4mila scuole d’ Italia. Inoltre, su proposta dell’ assessore alle Politiche sociali, Tonino Nicolazzo, si sensibilizzeranno anche tutti i parlamentari e senatori della provincia di Lecce di ogni schieramento, inviando loro una copia della delibera, ad avvicinarsi alla questione e a cercare rapide soluzioni. Parliamo delle istanze di 1200 operai leccesi, tra i quali anche due cittadini di Uggiano che non percepiscono stipendio dalla fine del 2010: «Mandiamo un messaggio di solidarietà alle famiglie dei lavoratori che da più settimane sono in mobilitazione per garantirsi un futuro dignitoso”, ha spiega il sindaco di Uggiano Salvatore Piconese al termine dei lavori del Consiglio comunale e in attesa di affrontare una seduta di giunta. “Il Comune di Uggiano sostiene così la loro lotta presso le istituzioni competenti estendendo l’ invito all’ intera compagine parlamentare salentina. La scelta di portare la questione sociale e umana di 13.500 lavoratori in Consiglio comunale è un segno di civiltà politica”, conclude il sindaco di Uggiano, che invita gli altri sindaci a fare lo stesso “poiché il futuro di questi lavoratori investe direttamente le comunità in cui essi vivono e risiedono”. Dopo la delibera, approvata senza la minoranza che aveva già lasciato l’ aula, come si diceva in apertura, il sindaco Piconese si è detto rammaricato di non aver avuto una maggioranza piena per un argomento che avrebbe a suo dire incontrato anche la sensibilità della controparte politica.
Salvo Sammartino
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Posted on 23 Marzo 2011. Tags: Comune di Uggiano La Chiesa, consiglio comunale, Edmondo Di Pierro, ici e irpef, Luca Leo, Maria Cristina Rizzo, rimpasto, Salvatore Piconese, VIncenzo Fanciullo
Una buona notizia su Irpef ed Ici, che rimarranno invariate. Quanto al resto, l’ultima seduta di Consiglio comunale a Uggiano, il 22 marzo, può essere sintetizzata in tre fasi crescenti. La prima, quella della nomina di Edmondo Di Pierro al posto del dimissionario Luca Leo, è stata quella della sorpresa. La seconda, quella relativa al voto sulla convenzione tra Uggiano e Muro leccese per il servizio di segreteria comunale, è stata la fase dell’ira. La terza ed ultima, sulla nomina del comitato per le pari opportunità, quella della fuga.
Andiamo per ordine. La sorpresa è stata veder consumare un piccolo rimpasto nella maggioranza, salutato tra gli applausi di pubblico e opposizione. La vicenda parte il 16 febbraio 2011, quando l’assessore Vincenzo Fanciullo rimette al sindaco le sue deleghe; al suo posto viene nominato Luca Leo. Dopo un mese, il 15 marzo, anche Luca Leo si dimette da consigliere comunale. Compito eccessivamente gravoso? Crisi politica? Nulla di tutto questo: “Luca Leo la scorsa settimana è stato nominato con decreto del Sindaco assessore esterno con nuove deleghe”, spiega il sindaco Salvatore Piconese, “e lavora alle politiche giovanili, al radangismo, all’ innovazione tecnologica e servizi informatici al patrimonio e alla manutenzione del territorio, compiti diversi da quelli che aveva Fanciullo” tiene a precisare Piconese. Nessuna crisi in maggioranza, dunque, e più che un rimpasto una sorta di rotazione che ha riguardato anche Di Pierro, la cui nomina è stata preceduta dagli auguri di buon lavoro del gruppo di opposizione e uno scroscio di applausi. Ma sulla eco delle acclamazioni, non appena iniziata la discussione sulla gestione del servizio di segreteria comunale – che sarà in forma associata tra Muro e Uggiano – è iniziata la seconda fase, quella dell’ ira. In merito, infatti, la soluzione proposta dalla maggioranza, dopo alcune poco fortunate prove andate a monte, poco ha convinto l’opposizione, che ha votato contrario. Ma è stato nella terza fase del Consiglio, quella sulla nomina della commissione per le pari opportunità, che la tensione politica ha debordato, con l’ abbandono o la “fuga”, per dirla con Bach. In discussione i metodi per la nomina della commissione di undici elementi: secondo il regolamento, tre elementi sono di diritto e sono stati individuati in Alessandro Giuseppe Zezza, Umberto Muci e Maria Cristina Rizzo, tutti membri del Consiglio. Gli altri sette elementi, invece, si sarebbero dovuti scegliere in una lista di 21 candidati ed essere espressione della cittadinanza, con il voto segreto di ciascun consigliere, che poteva scegliere un massimo di sette nomi. E il condizionale è obbligatorio, poiché al no della maggioranza alla richiesta dell’opposizione di nominare la commissione rispettando invece le maggioranze presenti in aula, tutti i consiglieri di minoranza hanno lasciato l’aula, facendo venir meno il numero legale. Un attimo di delusione del primo cittadino, che d’impeto ha parlato di ostruzionismo. Poi, dopo il voto su Irpef e Ici – le cui aliquote rimarranno invariate – la maggioranza, rimasta da sola in aula, ha colto la sollecitazione dei lavoratori e dei sindacati degli operai ex LSU/ATA, e scriverà ai ministeri del lavoro, dell’economia e dell’istruzione per chiedere la stabilizzazione dei 13mila 500 operai italiani del comparto. L’amministrazione uggianese ha portato in Consiglio comunale la questione impegnando l’assise con una delibera per il sostegno ai lavoratori. Inoltr, intende però scrivere ai parlamentari e senatori leccesi per rappresentare le istanze dei 1200 operai leccesi, tra i quali anche due cittadini di Uggiano che non percepiscono stipendio dalla fine del 2010.
Salvo Sammartino
Posted in Politica, Primo Piano