Si chiama Frisa 2011 e rappresenta per Maglie una festa della frisella totalmente rinnovata rispetto a quella che da ben undici anni mancava dalla cittadina di Aldo Moro, divenendo all’epoca fonte di un dibattito molto acceso. Ma adesso che festa sia: appuntamento il 22 e 23 agosto per una manifestazione che un gruppo di giovani capeggiato dal dj e ristoratore Stefano Fersini ha riportato per valorizzare già a partire del logo le tradizioni popolari magliesi. “Siamo pieni di cuore e passione – spiega Fersini – e ci siamo interamente spesi per realizzare due serate a Maglie che siano ricche di tradizione e folklore”. Un grande occhio alla frisella sarà dato in uno stand affidato alla ditta Paiano di Maglie, con frise a volontà, ma ci saranno anche stand gastronomici di tutti i tipi, gli stand della birra Peroni – che per l’occasione avrà un prezzo speciale -un’intera area dedicata ai vini da degustazione e un palco live su cui si alterneranno Toromeccanica, Rewind, GruppoFolk2000, P40, Amadeus, OldTimes e RadioRama Dj Show. È in occasioni come queste che però va analizzato il fenomeno del consumo di frisella, oggi riportata sotto un’aura popolare qui a Maglie, ma divenuta praticamente un piatto d’elite al ristorante, raggiungendo talvolta dei prezzi molto alti, dai 5 euro presso alcuni lidi otrantini fino ai 10 euro che si pagano a Roma per una frisa base con pomodori e olio. Eppure tanto tempo fa rappresentava la cena tipica dei salentini, soprattutto un cibo a buon mercato, adatto a tutte le tasche, introdotto a seguito della dominazione turca. Costosa o economica che sia, la frisella del Salento è comunque sempre una bontà che oggi finalmente ritrova la sua festa.


La Betitaly Volley Maglie suona due campane