Posted on 14 Maggio 2012. Tags: Galleria Capece, I miei Porci Comodi, Maglie
Una mostra vi seppellirà.
Veritiera, irriverente e comica, questi i tre aggettivi per descrivere la mostra d’arte di Carlo Di Cillo presso la galleria Capece, dal 9 al 15 maggio 2012 “I miei porci comodi”.
I porci comodi Dicillo se li fa davvero: mettendosi comodo sul divano osserva il mondo nuovo della società e dei modi italici di dire e di fare, e con occhio attento osserva per riportare su supporti vari e a tinte pop e kitsch, come il rosa shocking, i suoi porci.
Del maiale non si butta via niente, neanche i modi di dire che rielaborati in concetti grafici da Carlo, vengono ricontestualizzati e assumono nuovi significati grazie all’arma del pennello.
Satira e irriverenza come tramite nell’utilizzare l’animale cibo dei poveri e così darlo in pasto alla società moderna informata di tutto.
Così, oltre ai modi di dire come “Porco boia” e “Porca zozza”, intervengono personaggi che potrebbero essere presi da una satira romana, come il riferimento alla “Camera dei Deputati”, per Carlo è la “Camera dei Depurati” e non poteva mancare il “Bunga Bunga Italiano”.
Carlo spiega, ma non essendo didascalico, affascina l’avventore-osservatore, che in questo modo sarà catturato dal simpatico mondo di questi particolari maialetti, in cui potrebbe ritrovare un po’ di sé stesso e della vita che lo circonda, facendo ridere, sorridere e poi riflettere.
Perché i maiali di Carlo Dicillo si stanno preparando a portare una rivoluzione nel mondo umano, nella fattoria di George Orwell: «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri», proprio come quelli di Carlo Dicillo.
Jenny De Cicco
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Posted on 28 Aprile 2012. Tags: “I miei porci comodi”, Angela Leucci, Carlo Di Cillo, Galleria Capece, Massimiliano Cesari
Un continuo rapporto tra immagine e linguaggio. Si potrebbe definire in questi termini la mostra d’arte di Carlo Di Cillo, dal titolo “I miei porci comodi”.
Si potranno ammirare le opere presso la Galleria Capece, a Maglie, dal 9 al 15 maggio 2012. L’inaugurazione si terrà il 9 maggio, alle ore 20,30 con gli interventi dello stesso autore, dell’esperto d’arte Massimiliano Cesari e della giornalista Angela Leucci.
Il perno centrale di tutta la mostra è il maiale. Esso a volte diventa prosciutto. I musulmani, invece, non lo mangiano perché lo ritengono un animale impuro. E sempre più spesso finisce al centro delle nostre imprecazioni. Il maiale, suo malgrado, spesso si ritrova protagonista di mode e modi di dire: da questi presupposti parte la mostra pittorica di Carlo Di Cillo, che vuole esplorare il linguaggio attraverso l’immagine che il linguaggio stesso fornisce. Se Magritte – pittore belga tra i maggiori esponenti del Surrealismo – palesava l’errore stesso che la filosofia del linguaggio suppone, la convenzione per cui si parla in un certo modo, e nella contemporaneità esistono i tormentoni, Di Cillo fa di più: svela e rivela attraverso due armi molto potenti, l’ironia e il pennello. Carlo Di Cillo, barese d’origine ma salentino “d’adozione” e per esigenze lavorative, insegnando educazione artistica in una scuola media pubblica, ha alle spalle numerose mostre nazionali e internazionali. Ha partecipato tra le altre, anche alla trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro” su Rai 3 con il suo progetto “Teste di zucca”. Ѐ artista visivo diplomato in accademia di belle arti in Arte Applicata e Decorazione, autore di cortometraggi animati in cui si avvale delle sue proprie scenografie e istallazioni, specializzato anche nel make up e negli effetti speciali per il cinema. Solitamente viene considerato un artista poliedrico, capace di trasformare la materia in poesia, capace di cogliere, attraverso i materiali più disparati, come plastica, lattice, ferro, carta, gomma e legno, l’essenza dell’universo.
Per Info: http://www.carlodicillo.com/ – Galleria Capece, piazza Aldo Moro Maglie, [email protected]
Alessandro Conte
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