In occasione del 2 ottobre, festa dei nonni, è stata inaugurata a Poggiardo la mostra “come giocavano i nostri nonni” a cura di Sonia Polimeno, che proseguirà fino al 16 ottobre. Alla presentazione hanno preso parte il sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati, l’assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Lecce Filomena D’Antini Solero. Presso il Palazzo della Cultura di Poggiardo saranno esposti giocattoli antichi, recuperati con il contributo degli studenti delle scuole elementari dell’Ambito di Poggiardo e disegni con i ritratti dei propri nonni. L’esposizione si propone di far conoscere i giochi e intrattenimenti dei fanciulli di ieri con l’intento di ridare ai bambini di oggi il puro piacere d’imparare giocando. Organizzata nell’ambito di un progetto cofinanziato dalla Provincia di Lecce e dai comuni dell’Ambito di Poggiardo, dal Comune di Poggiardo in collaborazione con il centro esperienziale Cavallo a Dondolo, la mostra è stata aperta da un video contenente le testimonianze dei nonni, raccolte dai bambini del centro esperienziale. I balocchi esposti hanno la caratteristica e il sapore antico della povertà serena dei piccoli di ieri, realizzati con vecchie stoffe, segatura, carta e materiali di recupero, in mostra ci sono anche i monopattini, traini, trottole, eliche, fischietti, noci e mandorle, strumenti di crescita di coloro che oggi sono i nostri nonni. “I nostri giocattoli – dichiara il sindaco Giuseppe Colafati – nel tempo trascorso insieme con noi, sicuramente più lungo di quello divoratore di oggi, ci hanno accompagnato come una persona che ci vuole bene, ci hanno fatto compagnia nei momenti di solitudine, ci hanno fatto crescere diventando strumento di nuove amicizie e contese, è la fantasia ciò che rendeva attraenti quei pezzi di legno e quelle costruzioni semplici. La mostra si propone di raccontare e valorizzare la risorsa gioco, con l’augurio a tutti i visitatori di scoprire o di ritrovare nelle tracce della tradizione qualcosa di sé, la propria originale dimensione ludica”. Giochi fatti per strada, ginocchia sbucciate e mani sporche di terra, ma tante risate e qualche tafferuglio, così nascevano le amicizie più salde, i legami più forti, s’imparava a vivere nel mondo e affrontando piccole e grandi sfide, in cui vinceva il più creativo, un bagaglio di emozioni e ricordi che oggi iniziano a essere raccontate così: “Alli tiempi mei…”, ai miei tempi. Nell’era dell’informatizzazione, in cui esiste solo lo sfogo ludico personale nel chiuso di una stanza, che spinge i soggetti a essere isole, murati tra un mare di schermi, questa mostra rappresenta un’occasione per favorire l’affascinante conoscenza di una fetta di storia della società passata, un modo di poter imparare a dire ai nipoti del domani: ”Anch’io ai miei tempi…”.
Jenny De Cicco


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