Un metallaro satanista può avere le stimmate? È da questo assunto che parte “W Zappatore”, pellicola diretta da Massimo “Maci” Verdesca, personaggio già noto per la sua straordinaria ironia. Un’ironia che è evidente in una maniera assolutamente nuova e inedita in questo film, che vede protagonista uno dei rocker più amati del Salento e non solo, Marcello Zappatore. “W Zappatore”, il cui titolo prende spunto da “W Zapatero”, si muove all’interno di una storia strana: il protagonista, dopo una vita devota al rock, si ritrova con le stimmate, il segno di Dio sul suo corpo. Viene cacciato dalla sua band – in fondo, quando mai si è visto un metallaro satanista con le stimmate? – e fa un viaggio interiore in un ego diviso, all’interno del quale non c’è scampo, non ci può essere connubio tra bianco e nero, bene e male, Dio e Satana. Ad accompagnarlo in questo viaggio altri musicisti molto noti nella scena leccese, ma anche due guest star straordinarie, Guia Jelo, che di Zappatore interpreta la madre, e Sandra Milo, una strana nonna rock, lontana dai tempi di “Piccoli fans”, che non manca di stupire. Tra scene incalzanti piene di ottima musica, “W Zappatore” esplora con ironia appunto il retroterra culturale rock salentino, ambiente avulso dalla cultura di massa che identifica il nostro territorio con altri generi musicali e altre vocalità. La pellicola è assolutamente da non perdere, non solo per chi ama il rock o i film musicali, ma soprattutto per chi vede il fenomeno rock-leccese attraverso cliché preordinati che in realtà sono solo leggende metropolitane ridimensionate con ironia in una pellicola che consta di dialoghi straordinari (come nello scambio di battute dal tempo teatrale. “È grave?” “Sì, è Dio”), una buona fotografia e un montaggio serrato, a testimoniare come il Salento non sia solo pizzica e buon vino. Un lavoro davvero meritevole che viene presentato ufficialmente nella premiere di stasera presso il cinema Massimo di Lecce alle 20, all’interno del Festival del Cinema Europeo.
Angela Leucci










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