Posted on 15 Gennaio 2013. Tags: Dario Stefano, INPS, invalidità
Dario Stefano torna sulla questione della circolare INPS sulla rivalutazione delle pensioni d’invalidità. Stefano, consigliere regionale de La Puglia Per Vendola e candidato di Sel al Senato per le politiche di 23 e 24 febbraio, ha rilasciato una dichiarazione sulla questione dell’ invalidità totale e del criterio di valutazione economica, dichiarando la sua soddisfazione per la scelta dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale di ritirare la nota.
Stefano dice:
Apprendo con gioia la notizia del ripensamento di Inps che ha ritirato la circolare sugli invalidi civili: pertanto rimarrà in vigore il criterio del reddito personale per il riconoscimento del diritto alla pensione di invalidità. Siamo felici quando le nostre battaglie politiche ottengono risultati concreti: abbiamo arginato quella che rischiava di essere una enorme ingiustizia sociale.
Se la decisione non fosse stata revocata, gli invalidi al 100% titolari, assieme al coniuge, di un reddito lordo annuo superiore a 16.127 euro, avrebbero potuto perdere il diritto alla pensione di 275,87 euro al mese. Al contrario per gli invalidi parziali il limite reddituale considerato sarebbe continuato a essere quello personale.
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Posted on 14 Gennaio 2013. Tags: Dario Stefano, Governo, invalidità
Dario Stefàno, l’assessore regionale pugliese, tuona contro le decisioni del governo sul tema dell’invalidità civile:
La rivalutazione del limite economico, che nel 2013 da individuale passa a familiare, per il riconoscimento del diritto alla pensione di invalidità ha dello scandaloso. Mi chiedo: è questo è il modo per riequilibrare i conti del Paese? Siamo di fronte a una decisione iniqua ed ingiusta che ancora una volta si abbatte sulle fasce più deboli e le famiglie, che mi pare stiano affrontando già sacrifici gravosissimi. Gli scenari immediati sono disastrosi: gli invalidi al 100% titolari, assieme al coniuge, di un reddito lordo annuo superiore a 16.127 euro, perderanno il diritto alla pensione (275,87 euro al mese). Al contrario, peraltro, per gli invalidi parziali, per i sordi e i ciechi, il limite reddituale considerato continua ad essere quello personale: non capiamo il perché di questa disparità di trattamento. Il governo Monti non può attendere ancora, dia un segnale in controtendenza: si attivi affinché questa decisione di INPS, che penalizza non i furbetti della pensione falsa, ma persone in carne e ossa con vera disabilità totale, possa essere urgentemente annullata. Altrimenti non capiamo l’afflato moderato tanto decantato da qualche giorno a questa parte in quali misure si possa riconoscere. A noi piace immaginare, invece, un Paese che ha a cuore il welfare, che sa mettere al bando le disuguaglianze e che mostra di saper tenere insieme la freddezza dei conti con le difficoltà quotidiane dei più deboli
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