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Maglie città d’arte, il Comune ci crede e ci prova: a buon diritto


Il Comune di Maglie ha inoltrato la richiesta perché la città sia insignita della nomina a città d’arte. Si tratta di un preciso disegno politico dell’amministrazione, che da molti anni ormai investe sul marketing territoriale e si adopera perché Maglie si ponga come meta per il turismo dell’entroterra. Divenire città d’arte significherà infatti, per Maglie, essere inserita in un circuito particolare che permetterà ricadute economiche convenienti per tutti i settori della città. Che – anche se in maniera modesta e discreta – vanta un certo numero di beni culturali importanti, oltre a iniziative e a specificità enogastronomiche che costituiscono a tutti gli effetti la cultura di un luogo. Partiamo dai beni architettonici di un certo pregio, tra cui le quattro chiese barocche (chiesa della Presentazione del Signore, della Madonna delle Grazie, della Madonna Addolorata e della Madonna della Scala) e dal campanile del duomo, che si dice sia stato realizzato dall’artista Giuseppe Zimbalo o almeno dalle sue maestranze. L’architettura sacra, a Maglie, risulta infatti una componente fondamentale del patrimonio artistico cittadino, perché consente di stabilire la storia della cittadina, divenuta il centro commerciale più importante d’Italia quanto a rapporto tra gli esercizi commerciali e numero di abitanti. Come la chiesa di Sant’Antonio Abate, che potrebbe addirittura risalire al XIII secolo, anche se non ci sono dati certi a causa del “naufragio” documentario seguito nella diocesi idruntina dopo il massacro turco del 1480. Altri beni culturali di rilievo sono certamente i palazzi: uno su tutti Palazzo Capece, che ospita l’omonimo liceo ponendosi come centro culturale vivo per la città. Ai beni architettonici vanno aggiunti quelli più antichi, ovvero i menhir e il dolmen, che però andrebbe riportato all’antico splendore, nonché la necropoli di Rosemarine, che rappresenta il nucleo, di origine longobarda, più antico della città. In ambito culturale vanno ricordate poi la biblioteca “Francesco Piccinno”, tra le più antiche in Puglia essendo datata 1666, e il museo paletnologico “Decio de Lorentiis”. Senza dimenticare il patrimonio enogastronomico come l’olio, il vino e soprattutto il formaggio “tipo Maglie”, che proviene da una pecora autoctona la cui specie si sta cercando di proteggere. Infine, ultime ma non da ultime, le manifestazioni di promozione del territorio quali il Mercatino del Gusto, rassegna enogastronomica di bontà pugliesi promossa da Slow Food, “Chiari di Luna”, rassegna teatrale che porta sul territorio gli spettacoli migliori dell’intero Stivale, il festival organizzato dall’associazione Bud Powell “Maglie jazz festival” e “Corto Magliese”, rassegna sulla sicurezza stradale che ci ricorda quanto sia bello stare nel Salento, ma come sia altrettanto giusto prestare attenzione alle strade, non sempre perfette.

Angela Leucci


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Gli ex LSU continuano la loro protesta: domani vertice con i sindacati al liceo Moro di Maglie


Si tiene domani alle 17 presso l’aula magna del liceo pedagogico “Aldo Moro” di Maglie la riunione degli ex Lavoratori Socialmente Utili con i sindacati: gli ex LSU sono impegnati negli ultimi mesi in una protesta che li ha portati nel presidio posto sul marciapiede antistante l’istituto scolastico, con manifestazioni, incatenamento e dialoghi con tanti politici di ogni colore partitico e di qualunque livello, tra cui il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto.

Ma perché protestano? I lavoratori in questione fanno parte appunto della categoria ex LSU, impiegata in gran parte nelle pulizie delle scuole: si tratta di 110 lavoratori impiegati a Maglie, 1200 in tutta la provincia di Lecce e 13.600 in tutta Italia. 13.600, non 26mila come si dice a volte, perché significherebbe comprendere i lavoratori degli appalti storici, categorie protette dalle leggi sul lavoro che però non sono coinvolte nei loro disagi. E tra questi disagi il principale è il precariato, cui sono esposti da ben 16 anni nonostante questi lavoratori abbiano un contratto a tempo indeterminato, che però dal prossimo giugno potrebbe prevedere il licenziamento e la riassunzione a settembre. Tra i manifestanti di Maglie, tuttavia, ce ne sono alcuni che protestano anche per altre ragioni: sono quelli che dipendono dalla ditta Intini, che da fine anno non eroga gli stipendi nei tempi e nelle quantità previsti. Con molto ritardo, infatti, è stato loro corrisposto lo stipendio di dicembre, e a quanto pare in questi giorni anche quello di gennaio. La ditta, da parte sua, afferma di non aver ricevuto gli stanziamenti necessari. La situazione risulta abbastanza grave: alcuni di loro hanno o hanno avuto anche problemi nella vita quotidiana, come comprare il pane o il latte. A questo si aggiunga che alcuni hanno contratto un mutuo sulla casa grazie al contratto a tempo indeterminato, ma ora si ritrovano in notevoli difficoltà con i pagamenti. Quale sarà il loro futuro?

Angela Leucci


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Otranto, a metà aprile le riprese per il docufilm su Pietro Mennea


Si è giunti a uno start per il docufilm “Diciannove e settantadue”, sulla mirabolante vita di Pietro Mennea. Tra i set che coinvolgeranno la produzione c’è Otranto, accanto a Maglie, Lecce, Trani, Barletta e Bari, zona di origine dell’atleta. Il film è incentrato sulla vicenda umana e sportiva di Mennea, in queste settimane nel Salento per presentare il docufilm, le cui riprese inizieranno a metà aprile, e la cui conferenza stampa è stata presenziata dal sindaco di Lecce Paolo Perrone. Il Salento, così, dopo molti film che l’hanno avuto come location, diventa esso stesso luogo di produzione per lungometraggi, grazie al ruolo assunto a tal fine dalla casa di produzione magliese “Sharon Cinema” di Rita Surdo, che viene affiancata dal produttore delegato Roberto Bessi. Finora la strategia di utilizzare il Salento come location si è dimostrata una grande mossa di marketing territoriale e la provincia di Lecce compare in molti film tra cui “Mine vaganti”, “Il grande sogno”, “Liberate i pesci”, “Melissa P.”, oltre che in fiction televisive come “Elisa di Rivombrosa”, “Mogli a pezzi”, “Il giudice Mastrangelo”. E mentre sembra si saprà a breve della première di “Mozzarella stories”, altra pellicola della casa di produzione, che vanta tra gli interpreti Luisa Ranieri e Luca Zingaretti, la “Sharon Cinema” punta a un prodotto che sembra di assoluta qualità, soprattutto perché parlerà di un personaggio di meritata grandezza per la storia italiana, primatista mondiale e medaglia d’oro olimpica dei 200 metri. “La storia è basata su documenti originali – ha dichiarato Surdo alla Gazzetta del Mezzogiorno – dove, attraverso il racconto principale, vengono evidenziati importanti fatti storici che si intrecciano con la storia sportiva e umana di un ragazzo del Sud che ha iniziato dal nulla e senza nulla, ma che trova nello sport la via del riscatto. Riscatto in cui ancora oggi si immedesimano molti giovani meridionali in cerca di una speranza per riuscire nella vita. Un documentario unico nel suo genere, diverso da tutti gli altri, poiché oggi i miti sembrano fatti di carta, bruciano subito. Invece Mennea è stato una stella per gli anni Settanta e Ottanta, un tempo in cui tutto era mitico”. Il regista sarà Sergio Basso, e probabilmente a breve partiranno i casting per le comparse e i personaggi secondari: per quelli principali la produzione è stretta nel riserbo (e nella sorpresa) più assoluti.

Angela Leucci

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A Maglie l’Unità d’Italia si festeggia onorando un reduce della seconda guerra mondiale


È stata una lunga e composita Notte Tricolore quella che si è tenuta a Maglie per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Una Notte che per la verità è iniziata la mattina del 16 marzo con l’alzabandiera solenne, il rito che solitamente dà inizio a tutte le attività militari. È stato omaggiato con la bandiera tricolore, consegnata dalle mani del sindaco Antonio Fitto, Rizieri Rizzo, magliese e reduce della seconda guerra mondiale. Ad animare la grande notte della bandiera italiana hanno pensato le associazioni combattentistiche e d’arma e gli istituti scolastici che hanno riempito la manifestazione con canti e musiche patriottiche, esibizioni sportive, tra cui quelle delle majorettes portabandiera, lavori teatrali, foto, filmati tratti dalla storia del Risorgimento. Che hanno gettato nuova luce sugli approfondimenti scolastici e su quella parte della Storia italiana che fortunatamente non è stata dimenticata. Tra le iniziative un volo di piccoli aerei, messo in pratica dagli esperti dell’aviosuperficie magliese “Corte de’ Droso”. Intanto continua la mostra “Il percorso storico del Tricolore italiano”: l’adesione degli istituti scolastici che hanno prenotato una visita è stata talmente convinta che gli organizzatori la prorogheranno per altri giorni. Secondo l’amministrazione comunale magliese le commemorazioni per l’Unità d’Italia proseguiranno ancora per tutto il 2011: l’assessorato alla Cultura resta aperto a ogni proposta.

Angela Leucci


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Ruby Rubacuori non fa breccia nell’immaginario dei salentini: a Maglie l’altra sera proteste e discussioni


Una grande contromanifestazione ha salutato l’arrivo a Maglie, l’altra sera, di Ruby Rubacuori, al secolo Karina el Marough. La ragazza era stata invitata presso il locale Tempo Zero, dove ad attenderla, sabato, c’era una folla di circa duecento manifestanti, riuniti grazie al gruppo, fondato da alcuni ragazzi su Facebook, dal titolo “Ruby Rubasoldi a Tempo Zero”. Cartelli e facce cartonate di Silvio Berlusconi hanno quindi colorato la manifestazione di Maglie, anche se l’arrivo della protagonista del Rubygate aveva a dire il vero provocato reazioni stizzite tanto a destra quanto a sinistra. Alla protesta hanno infatti preso parte non solo i componenti del gruppo sul social network, ma anche persone provenienti dalla cittadinanza attiva, anche se senza sigle particolari: la manifestazione è stata organizzata dai giovani e tale la si è voluta mantenere.

Non è passata inosservata, però, le presenza di alcune donne del coordinamento femminile “Se non ora quando?” e dell’associazione politico-culturale “Biblioteca di Sarajevo”, che aveva organizzato per sabato la festa del tesseramento, ma che ha spostato l’evento per poter essere presente a Lecce nella manifestazione pro Costituzione e per dare man forte ai giovani a Maglie. “Noi uomini – ha spiegato uno dei manifestanti, Ivano Gioffreda – abbiamo tanta responsabilità in merito, non possiamo tirarci fuori e fare finta che non succeda niente. Abbiamo l’obbligo morale di reagire, altrimenti non saremo credibili davanti agli occhi dei nostri figli. Ho scoperto che tutto è possibile, basta riscoprire il sapersi indignare. Perché ho sempre insegnato alle mie figlie come distinguere il bene dal male, ho trasmesso loro valori e ideali, ma tutto ciò non basta, perché una volta fuori da casa trovano un mondo diverso con cui confrontarsi. Ho visto tante ragazze indignate e questo mi ha risollevato il morale”.

Nei giorni scorsi anche il sindaco Antonio Fitto aveva definito l’invito nel Salento alla protagonista del Rubygate come una mossa di mero marketing che sarebbe stata accolta con indifferenza dai suoi concittadini. Ma l’altra sera, più che indifferenza, è stata contestazione bella e buona. E gli organizzatori non si fermano qui, perché il gruppo vuole continuare la propria attività oltre l’obiettivo raggiunto, colpendo cioè un sistema che privilegia la visibilità mediatica dovuta ad un presunto scandalo sessuale, non ai meriti artistici riconosciuti. E questa idea si è in fondo affermata in quel di Maglie, se è vero che Ruby, giunta peraltro molto tardi alla festa, ha trovato solo poche persone ad attenderla, come peraltro riportato da Repubblica e Telenorba. Per giunta, una volta finita la festa, la marocchina avrebbe avuto una discussione sul ritardo e sul compenso con il proprietario del ristorante e amico di Fabrizio Corona, Mino Brandolino, e sul posto sarebbero accorsi anche i carabinieri e il 118. Ruby e i suoi accompagnatori, a questo punto, sarebbero tornati in albergo, a Cannole, grazie a un passaggio offerto da uno sconosciuto.

Angela Leuci

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Il percorso del Tricolore: una mostra a Maglie


È stata inaugurata ieri a Maglie, presso Palazzo De Marco, la mostra “Il percorso storico del Tricolore italiano”. Si tratta di una manifestazione inserita in un’iniziativa più ampia dell’amministrazione comunale, realizzata in collaborazione con gli istituti scolastici cittadini e le associazioni combattentistiche e d’arma; durerà due settimane durante le quali si potranno ammirare riproduzioni fedeli, e realizzate a mano, delle bandiere storiche utilizzate sul territorio italiano, dalle Repubbliche napoleoniche fino all’attuale semplicissimo Tricolore. Nel corso dell’inaugurazione sono intervenuti il primo cittadino Antonio Fitto, l’assessore alla Cultura Rossano Rizzo, il colonnello dell’Esercito Italiano Antonio Cesari, che ha curato la sezione della mostra relativa alle bandiere, il delegato ai Rapporti tra le autorità civili e l’arma colonnello Salvatore Sperti e il preside del liceo “Francesca Capece” Roberto Muci. Particolarmente seguito l’intervento del rappresentante della Società di Storia patria per la Puglia, Giuseppe Orlando D’Urso, che ha spiegato come il popolo si riconosca in due segni distintivi, la bandiera e l’inno nazionale. Per cui i versi “Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un inno tuttora in voga”, di una celebre canzone di Rino Gaetano, sono decisamente attuali: sarà anche esteticamente brutto, secondo alcuni, l’inno “Fratelli d’Italia”, tuttavia non solo ci identifica come nazione insieme al Tricolore, ma soprattutto è stato composto con caratteristiche particolari atte a richiamare dettagli fondamentali della storia del Belpaese.

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Anche a Maglie: “Se non ora, quando?”


“Se non ora, quando?”, è quello che si chiederanno le donne del basso Salento orientale che interverranno al sit in che si terrà domattina alle 10,30 in piazza Aldo Moro a Maglie, e che rientra in un più ampio movimento nazionale, che vuole concentrare l’attenzione sullo svilimento della donna alla luce dell’attuale situazione del premier Silvio Berlusconi, le scappatelle del quale, ormai, sono sotto gli occhi di tutti. Anche a Maglie, come nel capoluogo Lecce, si è deciso di dar vita a una manifestazione di protesta, in orari diversificati, affinché non si interferisca con l’azione promossa nella città dei lupi. La manifestazione di Maglie avrà lo scopo di sensibilizzare e informare la cittadinanza, attraverso la distribuzione di materiale informativo cartaceo, sulla necessità di fermare una mentalità diffusa e lesiva dell’essere donna. Un’iniziativa che integra ma non sostituisce quella leccese, e che si rivolge alle donne del circondario, ma anche a quelle del resto della provincia, a tutte coloro che vogliono esprimere la propria voce. “Le vicende a cui siamo costrette ad assistere – spiega una delle organizzatrici Lory De Donno – ledono il nostro essere donne fiere e orgogliose, madri, figlie, studentesse e lavoratrici. Sarà un momento per chiedere rispetto per noi e per tutte, ma soprattutto per i nostri figli: uomini e donne di domani. Ogni essere umano, che sia esso di genere maschile o femminile, deve indignarsi per quello che oggi viene indicato come modello a cui ispirarsi. Le donne sono molto di più, come gli uomini sono molto di più, e io credo che ognuno di noi abbia dentro di sé la verità, anche se spesso viene taciuta. Facciamo in modo che il senso della morale e della dignità torni ad essere il fulcro di una società civile e libera da personalismi e politiche basate sullo scambio e sul servilismo”.

Angela Leucci

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