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Furto al Sacro Cuore, rubata la cassaforte


Non c’è più religione, è proprio il caso di dirlo. Così, stanotte, ignoti malfattori hanno preso di mira un luogo del culto sacro, la chiesa del Sacro Cuore di Maglie, penetrando al suo interno e commettendo un furto, che poco ha a che fare con la religione e con la fede. E’ stata infatti trafugata la cassaforte contenuta all’interno dell’ufficio del sacerdote e parroco don Antonio Carluccio. Oltre a una somma di denaro che attualmente non è stata ancora quantificata (e che serviva per la chiesa e per i poveri), all’interno della cassaforte c’erano anche pissidi e calici, “strumenti del mestiere” per gli uomini di chiesa, che oltre a valere molto, sebbene non abbiano mercato, sono benedetti. I ladri sono penetrati nell’ufficio della chiesa dalla porta posteriore, ma non si sa a che ora possa essere avvenuto il crimine esattamente. Sta di fatto che non si tratta della prima volta che una chiesa magliese viene presa di miro dai balordi. Poco protette o quasi per niente, le chiese diventano il ricettacolo delle brame di qualcuno evidentemente, ma forse non di un ladro professionista: tutti sanno infatti che gli oggetti sacri come calici e pissidi sono difficilissimi o meglio quasi impossibili da ricettare, sia per l’enorme pericolo di venire scoperti all’acquisto, sia per il rispetto che esiste verso la religione.

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I dipendenti magliesi sono tra i più presenti sul posto di lavoro dell’intera Puglia


L’assenteismo? A Maglie è stato sconfitto. È questo il dato che emerge dall’indagine del Sole 24 ore Sud, il settimanale del quotidiano economico nazionale rivolto in particolare alle regioni meridionali cioè Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia, e condotta sulle assenze e le presenze dei dipendenti comunali. Durante l’estate appena trascorsa l’amministrazione guidata da Antonio Fitto ha ottenuto la più alta percentuale di miglioramento dell’intera Puglia in riferimento ai dati dello stesso periodo del 2010. Nel mese di luglio 2011 le assenze per malattia sono diminuite del 90,23% a luglio e ad agosto dell’89,23%. In particolare il Sole 24 ore Sud si sofferma sull’ultimo report disponibile sul sito comunale relativo al mese di settembre 2011 che analizza precisamente la situazione percentuale settore per settore. Tra i 73 dipendenti in organico la migliore performance è appannaggio del terzo settore (Gestione del Territorio – Ambiente e qualità urbana – Ufficio per le espropriazioni – Sportello Unico per l’Edilizia – Servizi di manutenzione e realizzazione opere pubbliche – Progettazione e direzione): la percentuale di presenza dei dipendenti sfiora l’87%, mentre a settembre 2010 si superava di poco il 65%. Il secondo settore Affari Generali – Gestione dei progetti di Innovazione Tecnologica – Tributi ed Entrate da canoni – Risorse Umane e Organizzazione – Ufficio contratti e appalti di servizi e forniture sfonda l’82% di presenze migliorando del 2% il dato dello scorso anno. Il quarto settore Attività educative, culturali e del tempo libero – Museo e Biblioteca – Servizi sociali – Servizi Demografici raggiunge l’85% migliorando il 77% del settembre 2010. Molto bene anche le Unità organizzative di servizio, cioè il Gabinetto del Sindaco – Ufficio del Direttore Generale e del controllo di gestione – Ufficio legale e del contenzioso, dei servizi di comunicazione e informazione le cui superano quest’anno abbondantemente l’82%, migliorando il 79% del 2010. Solo in leggera flessione il quinto settore cioè Polizia Municipale, viabilità, traffico – Raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti e gestione parcheggi – Suap che scende al 79% di presenze dall’82% di un anno fa. A fare eccezione nella classifica del Sole, il primo settore quello del Servizio finanziario – Provveditorato e Economato – Gestione del demanio e del patrimonio scende dall’80% del 2010 al 68% a causa di una dipendente in maternità.

Maurizio Tarantino

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Maglie, Città libera sollecita una risposta alla Corte dei Conti


Città Libera sul piede di guerra contro l’amministrazione magliese all’indomani del consiglio comunale. Il motivo? L’amministrazione, secondo quanto riportato nel comunicato di Città Libera era tenuta a rispondere di una valutazione immediata, causata da una serie di questioni finanziarie dell’ente locale sollevate quest’anno e nel passato prossimo. “E’ noto che la Corte dei Conti ha rimesso all’amministrazione di Maglie una serie di rilievi – ha commentato il consigliere di opposizione Antonio Giannuzzi, capogruppo di Città Libera – per i quali chiedeva una valutazione e una risposta immediata sul perchè, tra l’altro, dello sforamento del Patto di Stabilità, dell’utilizzo delle anticipazioni di tesoreria per l’intero anno e dell’eccessivo ricorso al credito, al limite dell’affidamento”. Giannuzzi spiega che la Corte si riferiva all’esercizio 2009, anche se, il deliberato è pervenuto nel luglio 2011. “Era nostro dovere rispondere sollecitamente – continua Giannuzzi – illustrando le decisioni richieste che, secondo noi, potevano essere utili alla risoluzione del problema, che rischia di complicarsi ulteriormente. L’amministrazione, invece, sceglie di non rispondere, o meglio, di ignorare la deliberazione che sarebbe rimasta nel cassetto, se non fosse stato oggetto di un ordine del giorno presentato da Città Libera. Nel consiglio comunale di lunedì, ci aspettavamo una discussione approfondita, invece, i consiglieri di maggioranza, infastiditi, hanno preferito ignorare il problema, pronti, a votare contro l’ordine del giorno. E’ presuntuoso l’atteggiamento dell’amministrazione e del presidente del Collegio dei Revisori, pronti ad affermare, che le risposte che voleva la Corte, potevano essere desunte dalla lettura del bilancio 2010. Nemmeno una nota di riferimento, come se dicessimo, ai giudici della Corte: non abbiamo niente da dire, le risposte ai vostri quesiti ve le potete ricavare dal bilancio 2010, del quale, riceverete, prossimamente, l’informativa prevista. E’ sbagliato parlare di mancato rispetto delle istituzioni? Era meglio scrivere: Noi non abbiamo tempo da perdere”.

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Giorgio De Giuseppe dona il suo archivio storico


La biblioteca comunale “Francesco Piccinno” si arricchisce di un altro prezioso archivio storico. Il senatore Giorgio De Giuseppe ha infatti espresso la volontà di consegnare alla comunità magliese circa venti faldoni di testimonianze riguardanti la sua storia politica. “Il nostro illustre concittadino – sottolinea il sindaco Antonio Fitto – ha voluto donare la documentazione della sua personale vicenda di politico e studioso ovvero di pubblico amministratore intransigente e onesto. Nel contesto europeo, in quello parlamentare e in quello dell’amministrazione cittadina, sono stati fondamentali e, per altri versi, continueranno a esserlo i suoi suggerimenti, le sue efficaci decisioni, la sua guida illuminata e responsabile. Si tratta di memorie che sicuramente produrranno suggerimenti e stimoli derivanti da un’attività intellettuale estesa al diritto, all’economia e alla politica con straordinaria ampiezza, non disgiunta da una limpida ed energica correttezza”. Il senatore De Giuseppe, sebbene gli siano pervenute, da più parti, richieste per ottenere la donazione dei documenti ha ritenuto che, per il forte legame che lo lega alla città di Maglie, debba essere la Biblioteca comunale ad accogliere le testimonianze. L’archivio è costituito da importanti documenti di prima mano e da rilevanti corrispondenze con personaggi ai vertici della politica in un ventennio (dal 1972 al 1994) di grande rilevanza nella storia italiana, nel corso del quale De Giuseppe, in qualità di senatore della Repubblica, ha ricoperto più volte cariche politiche e dello stato di grande impegno e spessore: da presidente dei senatori democristiani a vicepresidente del Senato per tre legislature e più volte chiamato a funzioni vicarie in delicate fasi istituzionali di quel periodo.

Maurizio Tarantino

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Amministratori e Storia Patria


Quanto ne sanno gli amministratori magliesi della nostra locale storia patria? È una domanda che a volte ci si pone, perché si dovrebbe partire dal presupposto che un amministratore conosca bene la storia per non commettere gli errori del passato. Per cui abbiamo compilato una sorta di statistica, rivolgendo a quattro tra consiglieri e assessori, tra maggioranza e opposizione, sette domande sulla storia di Maglie. In generale, gli amministratori magliesi (sono stati intervistati il consigliere di Città Libera Antonio Giannuzzi, l’assessore alla Cultura Rossano Rizzo, il consigliere Udc Mario Chirilli e il consigliere di Giovane Maglie Dario Vincenti) risultano tutti promossi. Le domande sono state poste assolutamente a sorpresa, sebbene il risultato non garantisca che tutti coloro che ci amministrano conoscano queste risposte ma solo degli intervistati abbiamo certezza. Alcune domande avevano più di un’interpretazione. A partire dalla prima, che riguardava il secolo di nascita della città di Maglie. Se Chirilli, Vincenti e Giannuzzi hanno abbracciato l’ipotesi ufficiale che farebbe risalire la nascita della città tra i secoli XVI e XVII, l’assessore alla Cultura ha risposto invece XII secolo, abbracciando l’ipotesi dell’esistenza di comunità coese sul territorio già da allora, ipotesi confortate dalla presunta antichità della cappella di Sant’Antonio Abate, fornita anche di ruota degli innocenti. Agli amministratori è stato chiesto anche di fare tre nomi di personaggi illustri: in realtà qui emerge più che una questione di conoscenza, un risultato psicologico. Tutti hanno fatto il nome della benefattrice Francesca Capece, ma emergono soprattutto altre donne, le benefattrici Concetta Annesi, Rosetta Palma e Michela Tamborino, il senatore del Regno Oronzio De Donno, lo statista Aldo Moro e il fondatore della biblioteca Francesco Piccinno. Tra gli intervistati tutti sapevano che il palasport è intestato all’olimpionico di lotta greco-romana Fernando Lapalorcia e il precedente nome di piazza Aldo Moro era piazza Municipio. Due di loro, Vincenti e Chirilli, inoltre sapevano che è ad Achille Tamborino, non a Vincenzo, nome fatto dagli altri intervistati, che è dedicata la villa chiusa della piazza omonima. Bravi tutti sulle testimonianze più antiche: sono state enumerate le testimonianze presso San Sidero, il menhir delle Franite, l’antica chiesa greca che sorgeva un tempo al posto della Madonna della Scala. Interrogati sui personaggi della toponomastica, tutti sapevano delle numerose attività svolte in vita dallo studioso ed educatore Pasquale de Lorentiis, che Carlo Candido era un imprenditore, erano un po’ meno certi che Luigi De Maggio fosse un fotografo, mentre Luisa Tamborino Magnini viene ricordata più come benefattrice, benché fosse anche una pregevole poetessa. Nessuno ricordava però Angelo Lezzi, eroe di guerra e generale dell’arma.

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Maglie, il Pd chiede la rendicontazione del cinque per mille


Il Partito Democratico chiede in un’interrogazione per avere delucidazioni sul cinque per mille destinato alle associazioni comunali. “Premesso – si legge nell’interrogazione – che l’amministrazione comunale negli anni 2009 e 2010, precisamente in data 11 maggio 2010 e 13 maggio 2009, con avvisi pubblici, invitava i cittadini magliesi contribuenti, in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi, a destinare la quota del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche al Comune di Maglie o alle associazioni, che l’amministrazione comunale comunicava che avrebbe utilizzato tali fondi, aggiuntivi rispetto a quelli già previsti in bilancio, per interventi di promozione del benessere sociale e in particolare per incrementare le disponibilità del capitolo di spesa relativo al contributo per affitti, che annualmente viene destinato agli inquilini in particolare disagio sociale che dimostrino di avere sottoscritto un contratto registrato, che l’amministrazione comunale, confidando in un’ampia condivisione si impegnava a rendere pubblica ed esaustiva rendicontazione circa l’effettivo utilizzo dei fondi che i cittadini avrebbero inteso devolvere per migliorare le condizioni di vita dei propri concittadini meno fortunati, chiediamo all’amministrazione comunale, pubblica ed esaustiva rendicontazione circa gli eventuali introiti derivati dal 5 per mille dell’Irpef devoluti dai cittadini magliesi e l’effettivo utilizzo dei fondi così come previsto dagli avvisi pubblici del maggio 2009 e 2010”. In altre parole: che fine hanno fatto questi soldi, che seppur briciole possono essere finiti nelle casse comunali? Si potrebbe parlare di briciole in effetti, perché la maggior parte dei contribuenti decide di destinare soprattutto alle associazioni, che a Maglie sono tantissime, circa una ogni duecento abitanti, tuttavia il partito Democratico vuole vederci chiaro.

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Maglie Il Pd interroga la maggioranza sul pattinodromo


Il pattinodromo mai terminato al centro di un’interrogazione per il prossimo consiglio comunale dal gruppo di minoranza del Partito Democratico. “Premesso – si legge nell’intervento – che con un bando dell’aprile 2001 la Provincia di Lecce ha cofinanziato con il Comune di Maglie un progetto per la realizzazione di un pattinodromo, attraverso un finanziamento di 600 milioni di lire, che a causa di vari problemi emersi negli anni (lesioni del cemento armato della pista, scollamento dello strato di finitura, e così via) la pista non è mai entrata in funzione causando un contenzioso tra la Provincia e la ditta costruttrice, che mancano ancora di spogliatoi e l’illuminazione, che nel 2008 Piera e Raffaella Leone dell’Accademia di Pattinaggio Artistico vincevano il bando pubblico per la gestione della struttura, che nel consiglio comunale del 23 novembre 2009 si approvava delibera con la quale l’amministrazione sbloccava finalmente l’utilizzo del pattinodromo attraverso una convenzione che avrebbe dovuto ripianare la somma di 150mila euro dovuta alla Provincia affidando la gestione della struttura mediante bando di gara a una società iscritta al Coni, che avrebbe dovuto completare i lavori di ripristino della pista l’illuminazione, gli spogliatoi, provvedendo inoltre alla manutenzione, che il Comune di Maglie in cambio avrebbe garantito alla società un contributo annuo di euro 14mila per l’accesso gratuito di 50 giovani svantaggiati per 15 anni, e considerato che la struttura è ormai di fatto abbandonata al degrado con le conseguenze che conosciamo per le continue denunce dei cittadini che risiedono nel quartiere, che c’è ancora tanta incertezza sul futuro della struttura, che i cittadini hanno il diritto di usufruire degli spazi sportivi costruiti con soldi pubblici chiediamo quali sono i motivi che impediscono ancora l’utilizzo del Pattinodromo Comunale, se e quando è stata espletata la gara per l’affidamento della struttura così come deliberato nel consiglio comunale del 23 novembre 2009, quali iniziative sono state o saranno avviate per un definitivo utilizzo, da parte della collettività, della struttura sportiva”. Una questione annosa quella del pattinodromo: sono tanti i residenti della zona, la 167, in cui è ubicato a chiedersi quando sarà utilizzato, eppure i più sono disfattisti, per molti è l’ennesima cattedrale nel deserto realizzata a Maglie.

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Una magliese tra i Cavalieri di Malta


Maria Nicolina Galati premiata con la medaglia d’argento dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. È accaduto in queste settimane, e l’odontoiatra di origine magliese, che però esercita la professione ormai da anni a Pavia, è da questo momento in poi nel novero dei cittadini illustri che Maglie può vantare. Il riconoscimento ricevuto è infatti una delle più alte forme di premio al merito, per l’impegno rivolto verso le fasce più povere della popolazione: l’Ordine di Malta, infatti, si prepone per statuto di aiutare i bisognosi (oltre che difendere strenuamente la fede religiosa cristiana), anche attraverso le cure mediche, tanto che si avvale di medici volontari che decidono di prestare il loro tempo gratuitamente a chi ha più bisogno. La premiazione di Galati è avvenuta in occasione di una grande cerimonia che si è tenuta nella basilica di San Pietro in Ciel D’Oro, proprio a Pavia. Il servizio espletato da Galati si è concretizzato negli ambulatori odontoiatrici allestiti a Pavia dall’Ordine di Malta in due case di riposo locali.

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Asl Lecce, le donne del Pd contestano la possibile scarsità di punti nascita


Le donne dei circoli del Pd magliese e dell’hinterland cittadino hanno discusso sulla possibilità che la Asl Lecce chiuda alcuni dei punti nascita. Per cui hanno convocato un’assemblea per tirare le somme di alcune considerazioni che sono scaturite da questa, che è solo una delle facce dei tagli alla Sanità che stanno interessando in questo periodo la sanità pugliese. Per ora, i reparti di Ostetricia che dovrebbero essere chiusi, anche se uno di questi pare potrebbe avere un destino differente, sono quelli di Casarano, Gallipoli, Galatina e Scorrano, mentre resterebbero attivi Lecce, Copertino e Tricase. “Tre punti nascita – dicono in un comunicato le donne del Pd – per coprire un territorio lungo cento chilometri e costituito da 97 comuni: queste sarebbero le conclusioni formulate dalla Commissione Pugliese Punti Nascita, organismo tecnico-consultivo nominato dalla giunta regionale, che detta le linee di indirizzo per il miglioramento della qualità e della sicurezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo attraverso la chiusura dei punti nascita con meno di 5cento nati all’anno e la riorganizzazione degli altri con meno di mille nati all’anno”. Le donne del Pd si dichiarano aliene a qualunque campanilismo e spiegano come le loro considerazioni partano anche da un attento studio di quanto prescritto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che chiede che ogni punto nascita non preveda meno di mille parti l’anno, ma un numero eccessivo rischia di essere altrettanto problematico. “Secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità – dicono – i punti nascita presenti nelle strutture ospedaliere devono svolgere almeno mille parti all’anno per garantire servizi ottimali: si vedono più casi clinici, si è meglio allenati, si lavora di più in gruppo e quindi si è più pronti e adeguati a ogni circostanza. In provincia di Lecce nascono ogni anno 6930 bambini, in provincia di Brindisi 3227 e a Taranto 3571. Se, come preannunciato dalla stampa, a Taranto rimanessero tre punti nascita mediamente in ognuno dei tre centri verrebbero alla luce 1200 bambini. Per Brindisi rimanendo attivi due punti nascita la media sarebbe di 1600 nati, mentre a Lecce se quattro centri su sette chiudessero, nei rimanenti tre si conterebbero circa 2300 nati per punto. La disparità tra province sarebbe evidente, come evidente sarebbe l’incapacità delle tre strutture pugliesi che rimanessero attive di sopportare una media di 2300 nati a causa delle loro dimensioni e del riallocamento di strumenti e personale”. L’appello è all’ascolto, alla possibilità di ragionare sulle scelte perché i cittadini non subiscano, ma partecipino alle decisioni.

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Lecce, fermati cinque presunti spacciatori


Fine settimana all’insegna degli arresti per droga nel Salento. Due ragazzi, giovanissimi, di Corigliano, sono stati fermati dai carabinieri sabato scorso per una sospetta attività ai fini di spaccio. Gli studenti sono sospettati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti a Corigliano d’Otranto, incensurati e ora arrestati dai carabinieri del Nor di Maglie, che li hanno bloccati per un controllo nel centro del paese. Il primo a bordo di uno scooter mostrava sotto al giubbino uno strano gonfiore. Era una busta, piena di marijuana, 45 i grammi, più altri cinque ritrovati durante la perquisizione domiciliare nascosti all’interno della stampante di casa. Il secondo, già da tempo sospettato dalle forze dell’ordine che ne avevano seguito i movimenti, è stato bloccato mentre passeggiava per strada. Addosso non aveva nulla, ma a un controllo più approfondito i carabinieri hanno effettuato la perquisizione domiciliare, e hanno trovato, nascosti nella canna fumaria del caminetto, 85 grammi di cannabis. I militari non escludono che la droga fosse, forse, destinata allo spaccio nelle scuole. Probabile detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti è l’accusa che ha causato l’arresto, il 22 ottobre, di un 30enne leccese. Nella corte del suo appartamento nel centro storico di Lecce aveva creato una serra con lampade al sodio, ventilazione, materiale per il confezionamento delle dosi e mostrando la sua approfondita conoscenza della coltura della particolare piantagione. 160 piantine di marijuana, ancora giovani virgulti, ma quasi pronte a dare i noti fiori. Rinvenuti anche, durante la perquisizione, 3 grammi di cocaina. Dopo le formalità di rito, il trentenne è stato accompagnato presso il carcere di Borgo San Nicola a Lecce. Altro episodio, sempre sabato, in pieno centro a Lecce. Protagonisti di un inseguimento rocambolesco, quasi da film poliziottesco anni ’70, due trentenni, uno di Lecce e l’altro di Melendugno. L’inseguimento è terminato quando i militari di Brindisi hanno esploso tre colpi di pistola in aria e i due si sono arresi alle fiamme gialle. A bordo di una Punto, trasportavano mezzo chilo di eroina, e sono stati intercettati sulla Brindisi-Lecce, mentre procedevano a velocità sostenuta verso Lecce. I finanzieri li hanno pedinati e intimato l’alt, quando i due hanno tentato di fuggire. Così è partito l’inseguimento per il centro storico barocco, e gli inseguiti, alle strette, hanno abbandonato l’auto tentando la fuga a piedi, per le strettoie della città vecchia. È stato a questo punto che uno dei militari ha estratto la pistola e ha sparato alcuni colpi intimidatori. I due si sono arresi. I militari hanno rinvenuto nell’auto mezzo chilo di eroina, mentre nell’abitazione di uno dei due sono stati rinvenuti 12 grammi di hashish, 2 di marijuana, 4 di eroina, 2 boccette di metadone e due bilancini di precisione. Per entrambi è scattato l’arresto.

Jenny De Cicco

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Maglie e Melpignano candidate a ospitare il nuovo ospedale


L’ospedale comprensoriale? Tra Maglie e Melpignano. Arriva a sorpresa l’ultimo colpo di scena in ordine di tempo sulla questione del nosocomio nuovo di zecca che dovrebbe, secondo le intenzioni dei vertici regionali, sostituire le tre strutture del centro Salento, cioè Maglie, Scorrano e Poggiardo. Le ragioni del progetto sono nella riduzione dei costi e una razionalizzazione dei reparti. Idea brillante se non avesse scatenato una serie di accesi campanilismi tra le amministrazioni interessate a diventare la sede prescelta del nosocomio. Le vicende degli scorsi mesi raccontano infatti di interventi amministrativi, politici e di piazza per cercare da un lato di riconvertire le strutture esistenti e dall’altro di ottenere la preferenza nella scelta del nuovo ospedale. Fino a che il nuovo direttore della Asl di Lecce, Valdo Mellone, ha riportato la questione ai nastri di partenza, dichiarando che per la definizione del sito si sarebbero valutati tutti i progetti messi a disposizione dai comuni interessati. Polemiche feroci infatti erano seguite alla notizia informale che alla fine la scelta sarebbe caduta su quanto proposto dall’amministrazione di Muro Leccese, tanto che il primo cittadino di Maglie Antonio Fitto aveva parlato di “mere ragioni di convenienza politica”. L’accordo tra Maglie e Melpignano è stato formalizzato da una lettera inviata nei giorni scorsi in forma congiunta dai due sindaci, Fitto e Ivan Stomeo allo stesso direttore Mellone che “in relazione alla programmata realizzazione di una struttura sanitaria ospedaliera pubblica da parte della Regione Puglia” chiedono “di voler riconsiderare la proposta del comune di Melpignano alla luce della disponibilità di ulteriori terreni in agro di Maglie”. L’amministrazione magliese in pratica, avvertita della candidatura dell’amministrazione grìca che ha garantito alcuni terreni ottenuti da privati, ha fornito ulteriori aree aumentando il respiro del progetto. La nuova struttura avrà notevoli vantaggi logistici perché “sarà accessibile dalla zona Pip del comune di Maglie, sarà posta in prossimità dello snodo Maglie-Casarano-Gallipoli, avrà la possibilità di uno scalo ferroviario (peraltro già previsto a servizio dell’area di insediamenti produttivi esistente) e di un accesso diretto dalla strada statale 275 (così come previsto nel progetto approvato di ammodernamento della stessa)”.

Maurizio Tarantino

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Il Texas Hold ‘em e le donne: intervista alla giocatrice Paola Vella


Si chiama Paola Vella, ha 31 anni ed è una pr di Maglie, oltre che una ragazza simpatica, bella e spigliata. Ma la sua grande passione è il poker Texas Hold ‘em, che esercita giocando nella squadra di Betitaly. È piuttosto raro trovare una donna appassionata e brava in questo sport – perché è uno sport a tutti gli effetti, dato che richiede delle non indifferenti capacità mentali, anche se non fisiche. Paola e il suo gioco fanno fare bella figura a tutta la Puglia, dato che tra i tornei giocati ha anche sfiorato il ticket per Las Vegas. L’abbiamo incontrata.

Come ti sei accostata a questo sport?

La passione è nata con il primo live televisivo, per Canale 8, che mi hanno proposto. Si trattava di un live particolare, per incoraggiare le donne ad accostarsi al Texas Hold ‘em. Certo, prima conoscevo questo sport, avevo giocato on line con gli amici, ma non mi ero mai confrontata in un torneo. Alle donne, in quella situazione, l’iscrizione era gratuita e le finaliste avrebbero vinto un ticket di 2mila euro per giocare all’estero. Arrivai in finale e poi differenti agenzie mi chiesero di giocare per loro, e io scelsi la Betitaly, dove mi trovo davvero bene, ci tengo molto alla mia squadra.

Quante sono le donne che giocano?

Sono ancora poche. In realtà, il 90% dei giocatori sono maschietti. Diciamo che in tutta la Puglia saranno una decina le più attive, e si trovano soprattutto in provincia di Lecce. Questo perché, prima, le ragazze venivano chiamate per fare le hostess durante i tornei, ma adesso l’impostazione sta cambiando pian piano. Certo, la donna in un live televisivo è anche bella da guardare, ma le donne stanno dimostrando anche di essere brave.

Quali sono i tornei più importanti che hai disputato?

Sono stata a Nova Gorica, dove ho sfiorato il ticket per Las Vegas, che poi è stato vinto da una mia compagna di squadra, Sara Ugenti di Lecce, ma anche a Malta e in Montenegro. Tra poco andrò a Campione, dove avrò l’ultima possibilità per fare un buon piazzamento. Saremo in due donne in quell’occasione a rappresentare la provincia di Lecce.

Cosa ti piace di più di questo gioco?

Mi piace osservare gli atteggiamenti degli uomini per cercare di capire il loro gioco. Questo per esempio non è possibile on line. Di solito le donne, in gioco, sono snobbate ma rispettate, perché quando una donna punta è perché è certa del suo punteggio. Il Texas Hold ‘em è uno sport che richiede particolari abilità, non tanto di memoria, quanto di calcolo delle probabilità.

Quali sono i giocatori che ti piacciono di più?

Mi piace molto il tipo di gioco aggressivo di Alioscia Oliva, che poi è il giocatore che ha vinto di più. Stimo molto anche Biagio Morciano, che è mio compagno di squadra nella Betitaly.

Ci sono molte sale nel Salento?

Sono circa cinquanta, nei differenti punti scommessa.

Ma non si può scommettere sul poker?

In Gran Bretagna è possibile, in Italia tieni presente che è stato legalizzato da poco il Texas Hold’em e il cash.

Perché questo sport è circondato dal sospetto, è assimilabile al gioco d’azzardo?

Assolutamente no. Il pregiudizio che accompagna il Texas Hold ‘em è dovuto a ipocrisia. In questo sport il rischio è calcolato. Cioè si entra con un tot di denaro, ma se si esce dal gioco non si può rientrare, con il rischio di dilapidare tutti i propri averi. Per questa e altre ragioni prende il nome di poker sportivo.

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