A Otranto si parla di traffico umano. E a farlo è Maria Luisa Mastrogiovanni, direttrice de “Il Tacco d’Italia”, che il 10 settembre alle 21 presso porta Terra proietterà il suo documentario “Human goods – Welcome to Europe”, che ha ricevuto il premio “Ilaria Alpi”. Il documentario ripercorre le rotte seguite dai trafficanti di uomini, dall’Afghanistan attraverso l’Iran e la Grecia fino alla Turchia, e sarà proiettato in prima visione all’interno del forum su economia illegale, mafie e globalizzazione finanziaria, organizzato nell’ambito di “Otranto Legality Experience”. “Da un lato, esseri umani in fuga da regimi o da Paesi in guerra – si legge nella sinossi – Dall’altro organizzazioni criminali internazionali che, facendo leva sulla disperazione delle proprie vittime, vanno a ingrossare il mercato illegale di vite trafficando, come fossero merci, uomini, donne e persino minori con il sogno dell’Europa e della libertà. È un’inchiesta investigativa che scava nel fenomeno dell’evoluzione delle nuove mafie transnazionali, svelandone i meccanismi di funzionamento e di finanziamento. Il documentario indaga infatti il fenomeno della riapertura della vecchia rotta dei curdi, quella attraverso la quale, partendo dalla Turchia e arrivando in Calabria o nel Salento, per tutti gli anni ’90 venivano trasportati i curdi in fuga verso l’Europa. Chiuso il Canale di Sicilia, ecco allora che si è riaperto quello di Otranto. Stessa strada degli anni passati, stessi criminali con base in Turchia, ma nuove merci: al posto dei curdi ci sono afghani, iraniani, iracheni”. Un lavoro che acquista decisamente significato anche in virtù della particolare ricorrenza che Otranto vive quest’anno, ossia il ventennale dei primi sbarchi degli albanesi. Perché dove c’è povertà e disperazione a volte c’è anche la speranza di un futuro migliore, ma soprattutto c’è chi cerca di sfruttare questa speranza per il suo tornaconto personale, che quasi sempre diventa un’attività illecita e criminosa.
Angela Leucci


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