Posted on 05 Dicembre 2011. Tags: eolico, Forum ambiente e salute, Giuggianello, Mega eolico
Il 29 novembre, con un comunicato congiunto, il Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino, il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento e il Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi hanno espresso disappunto nei confronti della Regione Puglia. Il progetto prevede l’impianto di decine di torri eoliche industriali, alte oltre 100 metri sulla Collina dei Fanciulli e delle Ninfe a Giuggianello.
Per impedirne l’installazione, è stata intrapresa una petizione rivolta al Presidente della Repubblica, promossa da Italia Nostra e dal Coordinamento civico di Maglie e chiede il ritiro delle autorizzazioni.
La Regione Puglia autorizzò gli impianti e incaricò gli avvocati di rappresentare le ditte nel ricorso per sbloccare il progetto tramite il Consiglio di Stato, svicolando di fatto dalle due sentenze del TAR di Lecce che lo bloccavano e dovute alle richieste d’Italia Nostra, della Provincia di Lecce e dai comuni di Otranto, Poggiardo, Muro Leccese, Uggiano la Chiesa e Giurdignano, che a causa dell’eolico potrebbero subire un danno d’immagine per l’impatto paesaggistico delle pale.
Carlo Durante, amministratore delegato della Maestrale Green Energy, dopo la sentenza del 2010, dichiarò la fine di una fase di nove anni, rilevando la necessità di rimodernare il progetto e disse che il ritardo forzato avrebbe dato modo di lavorare ancora meglio con e per il territorio.
Dove sarebbero gli scandali citati nel comunicato? Giuggianello ha ricevuto, quest’anno, il riconoscimento di capitale dei piccoli comuni d’Italia 2010-2011, per la politica di tutela del territorio, alla presenza del governatore Nichi Vendola, che ha sostenuto di non poter ritirare le autorizzazioni concesse alle ditte eoliche, per non incorrere in una richiesta di risarcimento danni alla Regione – come spiegò Oreste Caroppo portavoce del Forum Ambiente – e ora esiste in loro favore una sentenza del Consiglio di Stato.
Se il progetto dovesse essere attuato, anche la visuale del faro di Torre Sant’Emiliano a Otranto sarebbe compromesso, la torre è protetta in tema d’impianti di energia rinnovabile dal Regolamento Regionale 24 del 30/12/2010 e in vigore dall’1 gennaio 2011, mentre la Regione non ha ancora ritirato le autorizzazioni per gli impianti eolici che dovrebbero sorgere sulla collina.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano
Posted on 09 Novembre 2011. Tags: Canale d’Otranto, eolico Selvaggio, Mega eolico, off shore, Otranto, Save Salento, Tricase
Save Salento, lancia un allarme in un comunicato stampa. Il Canale d’Otranto rischia di diventare sito per un impianto di mega eolico previsto poco a largo di Tricase, ma che sarebbe visibile da tutta la costa orientale del sud Salento.
“La Regione Puglia ha fermato, come giusto, lo scempio eolico del mare del nord della Puglia, nello skyline antistante Manfredonia. E ora faccia lo stesso per il Canale d’Otranto – si legge nel comunicato – Non possono e non si devono applicare due pesi e due misure differenti”. Il comunicato viene da Save Salento, ed è una sorta di lettera aperta all’attenzione del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, dell’assessore all’Assetto del Territorio Angela Barbanente, del commissario prefettizio del Comune di Tricase, della Provincia di Lecce, del Prefetto di Lecce, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dei Beni Culturali, della Soprintendenza ai Beni culturali e paesaggistici di Puglia, dell’Ente Parco naturale costiero Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, del Corpo Forestale dello Stato, della Guardia Costiera di Otranto, dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e l’Ambiente di Puglia. “Il diniego delle autorizzazioni – dichiarò Nicastro nelle scorse settimane – per un mega progetto di pale eoliche off-shore, in mare, al largo della Capitanata nello skyline antistante Manfredonia, fu giustificato con il forte impatto paesaggistico oltre che sulle ripercussioni ambientali, in merito alle rotte prioritarie degli uccelli migratori in zona di Capitanata. La condivisione, in sede di conferenza dei servizi, di questi elementi ha determinato il parere negativo in ragione dell’eccessivo stress ambientale procurato dalla realizzazione del progetto e dalle ripercussioni in termini di attività di pesca e di navigazione con grave pregiudizio economico per il territorio, non compensato dalle ricadute previste dall’impianto“ L’impianto marino prevede decine torri eoliche in pieno Canale d’Otranto, alte più di cento metri e che sarebbero visibili a occhio nudo dalla costa di giorno e di notte, causando ripercussioni in termini d’inquinamento luminoso, causato delle spie di segnalazione delle pale, e sul valore ambientale della costa. “I comuni pugliesi – si legge ancora nel comunicato – devono tirarsi fuori dall’ubriacatura speculativa delle energie rinnovabili industriali di eolico. La Regione deve fermare l’impianto eolico off-shore in progetto nel Canale d’Otranto, a largo di Tricase, come fatto virtuosamente oggi con dignità e senso delle istituzioni e del valore dell’ambiente e della necessità di tutelarlo, per i mari del nord della Puglia, delle provincia di Foggia, di Andria-Trani-Barletta, e di Bari. In caso contrario, i Salentini si scoprirebbero trattati come pugliesi di serie B da parte dell’ente Regione, cittadini i cui diritti, e quelli del loro territorio, possono essere calpestati impunemente per interessi economico-speculativi assolutamente terzi, extra-territoriali”.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano
Posted on 08 Ottobre 2011. Tags: Mega eolico, Protesta ambientalisti, Supersano
Il 2 ottobre a Supersano si sono levati cori e fischi contro il sindaco Roberto De Vitis. A causare tanto dissenso contro il primo cittadino da parte dei suoi elettori la comunicazione del via libera alla realizzazione di un impianto di mega eolico nel parco dei Paduli – Foresta Belvedere. La cittadinanza era stata convocata tramite manifesto, per il raggiungimento di un accordo monetario tra comune e la ditta costruttrice, per permettere la realizzazione dell’opera. I benefici previsti per le casse comunali, ammontano a 100mila euro annui, più una tantum iniziale dello stesso importo. L'”accordo monetario” ricercato dal sindaco sarebbe secondo gli ambientalisti un dannoso compromesso per il territorio e per la qualità di vita di tutta la comunità, con ripercussioni negative sul comparto turistico e agrituristico locale. È prevista l’installazione di 5 torri di 150 metri, il loro trasporto e strutture annesse, cavidotti, cabine elettriche e di controllo, lo sventramento di un’enorme porzione del feudo e l’abbattimento di numerosi ulivi. Tutte situazioni e impatti che avrebbero dovuto, secondo gli ambientalisti in primis, implicare uno stop o quanto meno la sottoposizione a Via dell’impianto. I fischi si sono levati quando una ragazza tra il pubblico ha distribuito dei volantini con le foto e le dichiarazioni dell’allora candidato sindaco che del blocco del mega eolico fece il cavallo di battaglia durante le recenti elezioni comunali. Tanto strenua l’opposizione dell’allora candidato, da apporre la propria firma pubblicamente per impedire la realizzazione dell’opera, impegnandosi in un ricorso al Tar di Lecce e al Consiglio di Stato a Roma che è ancora in corso. “Sono colpevoli della violazione grave e disonorevole delle forti promesse sottoscritte e fondanti la loro campagna elettorale e che ne avevano determinato una quasi plebiscitaria elezione, ad allontanamento dello spettro del mega-eolico – gridano dal comitato di tutela supersanese – Dimissioni o tutela vera del territorio. Una tutela che passa solo e soltanto dal no forte e insindacabile, incorruttibile, alle mega torri eoliche industriali, fossero una o anche cento”. Gli ambientalisti non sono contrari all’eolico, com’è naturale, ma sono favorevoli nei luoghi che non costituiscano un tesoro paesaggistico e ambientale per il nostro territorio. “La contestazione ha aperto un nuovo capitolo della storia supersanese – riferiscono dal comitato No eolico selvaggio nel Parco – I giovani hanno dimostrato di essere pronti a demolire le idee marce di un gruppo di politici che da generazioni occupano quelle viscide poltrone del palazzo comunale, facendo emergere il malcontento generale che vige in questo non-luogo del basso Salento”.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano