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Due giorni per ricordare i venti anni dal primo approdo dall’Albania


Una manifestazione culturale per raccontare l’esodo. A vent’anni dall’inizio dei primi approdi di speranza, un modo per narrare le sensazioni mai sopite di timore e accoglienza di quel marzo 1991.

Approdi e naufragi – Raccontare l’Esodo, è la manifestazione culturale che ricorda il ventennale dello sbarco albanese in Puglia.

Parteciperanno alcuni tra i maggiori scrittori europei che nel tempo hanno affrontato e analizzato il fenomeno della migrazione Venerdì 18 alle 18 presso il Castello Aragonese inizio della manifestazione con l’inaugurazione della mostra fotografica “IntegrAzione” di Vittorio Arcieri, fotoreporter del Corriere della Sera. Alle 18,30 presentazione il libro “Il naufragio” di Alessandro Leogrande con la partecipazione dell’autore.

Alle 20 momento musicale dei “Marinaria”, con esecuzione del brano inedito “Quattùrdici anni” ispirato alla tragedia della Kater I Rades.

Sabato 19 alle 9 a Maglie presso il liceo “Francesca Capece”, al liceo pedagogico “Aldo Moro”, a Martano all’istituto “Salvatore Trinchese” e a Otranto presso l’Ipsseoa sarà la volta de i “Dialoghi sulla letteratura delle Migrazioni”. Alle 11 presso la sezione otrantina della Lega Navale la conferenza stampa di presentazione del progetto “L’Approdo. Opera per l’Umanità Migrante”.

Alle 18 a Otranto presso l’auditorium delle Suore Maestre Pie Filippini presentazione dell’antologia “E il mare si lasciava attraversare”. Alle 19.00 la Compagnia delle Poete presenta “Madrigna – Voci dell’Esodo”.

La conferenza stampa di presentazione del progetto dell’opera realizzata dal relitto della nave albanese, alla presenza dello scultore greco Costas Varotsos e del presidente della Biennale dei Giovani artisti del Mediterraneo, Luigi Ratclif. A seguire le performances teatrali di valenti attori nel recital “Madrigne” della Compagnia delle Poete, tutte autrici che hanno raccontato l’esperienza dell’esodo e vissuto sulla loro pelle la condizione dell’esule.

Ogni elemento di questa vicenda è ricco di valori e significati: uomini, luoghi, avvenimenti, storia e memoria s’intrecciano per non dimenticare. Per ogni pugliese, per ogni italiano, il grande esodo albanese del 1991 rappresenta un punto di svolta, soprattutto nella vita di chi lo ha vissuto.

Ancora oggi, nel ventennale di quegli accadimenti, italiani e albanesi continuano a discuterne, a portarne i segni addosso.

Jenny De Cicco

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Incidente sulla Statale 16: due feriti


Un grave incidente ieri mattina alle 10,30, ha coinvolto entrambe le corsie della Statale 16 Otranto-Maglie, bloccando il traffico per alcuni minuti. Due i feriti, i conducenti dei mezzi, di cui uno gravissimo, sono stati condotti in ospedale dai sanitari del 118.

Lo schianto è avvenuto nei pressi dello svincolo per Palmariggi, il primo procedendo da Otranto verso Maglie. Un furgoncino bianco e una Subaru grigia hanno urtato violentemente. Incerte le dinamiche dell’accaduto e nessun testimone dell’impatto. Sono intervenuti subito dopo l’incidente vari passanti, tra i quali vi era anche un medico che ha prestato primo soccorso al conducente del furgoncino, un 30enne di Sanarica, Fabio Miggiano, che sembrava il più grave e giaceva privo di conoscenza e con il volto visibilmente tumefatto nel mezzo, ma respirava autonomamente. Le condizioni gravissime hanno suggerito l’immediato ricovero presso il Vito Fazzi di Lecce. Miggiano è ora in prognosi riservata. Per quanto riguarda il conducente dell’auto grigia, Raffaele Rizzo di 48 anni, originario di San Cesario di Lecce, ha riportato traumi vari, e anch’egli è stato condotto nel medesimo nosocomio del giovane.

A causa dell’assenza di testimoni al momento dell’incidente, risulterà difficoltoso chiarire la dinamica, ma dai primi rilievi del commissariato di polizia di Otranto, intervenuti con l’aiuto della Stradale, sembra che il furgoncino uscisse da Palmariggi in direzione Maglie, mentre la Subaru arrivava da Otranto procedendo così nella stessa direzione.

In seguito allo schianto tra i due mezzi, la Subaru è finita sulla corsia opposta, con l’anteriore rivolto in direzione di Otranto, e anche il furgoncino all’arrivo dei militari aveva l’anteriore rivolto in direzione Otranto, probabilmente dopo un testacoda cui era seguito al centro della strada.

Jenny De Cicco

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Salta il consiglio comunale: tutti incompatibili


Manca il numero legale e il consiglio comunale salta. Si è riunito il consiglio comunale di Otranto in seduta straordinaria e in seconda convocazione (la prima, andata deserta, si era tenuta il 31 ottobre), l’8 novembre, presso la sala consiliare di palazzo Melorio, con all’ordine del giorno la modifica della destinazione d’uso consentite per i lotti ricadenti nell’area Pip e quello studio morfologico, idrologico e idraulico condotto sul canale Idro, sul canale che sfocia al porto turistico di Otranto e di alcune aree al confine con il Comune di Cannole, del Pai. Al termine della seduta, la zona artigianale risulta ora svincolata dai limiti che impedivano il sorgere attività diverse da quelle artigiane. Nel prossimo futuro l’area PIP potrebbe diventare un insediamento commerciale con segmenti turistici.

A dirigere l’assise il vicepresidente del consiglio, Leonardo Conte. Infatti Luigi Gualtieri era risultato incompatibile. Dopo una sospensione di un quarto d’ora, Conte ha richiamato in aula i consiglieri per l’approvazione del punto in questione, ma l’aula è andata deserta e in accordo col segretario comunale, Angelo Radogna, ha dichiarato sciolta la seduta. Ora sarà necessario un commissario ad acta, per l’approvazione di un documento importante quale quello del Pai, nominato dal giudice amministrativo nell’ambito del giudizio di ottemperanza al fine di emanare i provvedimenti che avrebbero dovuto essere emessi dall’amministrazione sul Pai, che ha come obiettivo la riduzione del rischio idrogeologico con gli usi del suolo in atto, in modo tale da salvaguardare l’incolumità delle persone e ridurre al minimo i danni ai beni esposti.

Jenny De Cicco

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Casa agli Otrantini: è battaglia sui muri della città


E’ guerra di manifesti a Otranto. I muri della cittadina sono stati tappezzati di manifesti. Motivo della disputa il piano casa agli otrantini. Dopo l’incontro pubblico presso il centro Don Tonino Bello, l’associazione Otranto-Nuovi orizzonti si riferisce all’incontro “Pug e casa agli otrantini: ci risiamo”. “Oggi bisogna fare la conta degli otrantini che hanno bisogno della prima casa si legge nel manifesto – perché nel frattempo duecento di loro sono stati costretti a comprare casa nei paesi limitrofi a causa delle promesse non mantenute. Nel precedente manifesto avevamo sperato che almeno per Pasqua sarebbe stato pronto il documento programmatico preliminare, il primo passo del lungo iter del Pug.

Invece, passata l’estate del Dpp nemmeno l’ ombra. Manifestate pure il vostro interesse alla prima casa ma non sprecate il tempo in riunioni che hanno il solo scopo di illudervi. Sarebbe opportuno che il sindaco avvertisse che non si tratta di una soluzione immediata”.

La risposta di Luciano Cariddi non tarda ad arrivare e infatti, ecco un’altro manifesto. “Il tema prima casa agli otrantini – si legge altrove – deve necessariamente trovare risposta all’interno del nuovo Piano Urbanistico Generale, non essendoci possibilità di altre utili scorciatoie. Il calcolo del fabbisogno abitativo scaturisce dal monitoraggio effettuato mediante le richieste che stanno pervenendo in comune, ma anche dagli studi approfonditi nel Pug. Non vogliamo realizzare una nuova 167 e pertanto è necessario integrare il nuovo piano di edilizia residenziale negli assetti urbanistici della Città. Con l’approvazione del documento preliminare programmatico prevista per fine anno, il programma prima casa agli otrantini seguirà una corsia preferenziale rispetto all’ approvazione del Pug con notevole risparmio di tempo i suoli individuati per i progetti saranno messi a disposizione dei cittadini otrantini aventi i requisiti previsti dalla legge a prezzi accessibili, grazie allo strumento della perequazione”.

Segue poi il sostegno alla maggioranza, sempre a mezzo manifesto, da parte del Pd, che, dopo aver dato l’appoggio all’iniziativa attacca tramite semplici riferimenti Livio Corchia, presidente dell’associazione Nuovi Orizzonti. “Un ex assessore che si nasconde dietro l’associazione Nuovi Orizzonti – è scritto sul manifesto – cerca di minimizzare e di infangare con argomentazioni velenose la portata dell’iniziativa che tutta l’amministrazione comunale e il nostro partito condividono. Se voleva esporre le sue idee e portare il suo contributo poteva benissimo farlo, partecipando al pubblico incontro organizzato dall’amministrazione comunale in data 28 ottobre.

Evidentemente non è in grado di farlo. È sua abitudine solo spargere veleno dire falsità, blaterare, blaterare e ancora blaterare. La verità è che per pianificare lo sviluppo di un territorio occorre avere visione, competenza e volontà. Doti che sicuramente non hanno mostrato di avere l’ex assessore e il suo ex sindaco, avendo entrambi rivestito ruoli di primo piano nel governo cittadino. Altrimenti oggi tutti quei nostri concittadini costretti a trovare casa nei paesi limitrofi avrebbero avuto la possibilità di costruirsela a Otranto”.

Jenny De Cicco

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Mega eolico nel Canale d’Otranto, Save Salento lancia l’allarme


Save Salento, lancia un allarme in un comunicato stampa. Il Canale d’Otranto rischia di diventare sito per un impianto di mega eolico previsto poco a largo di Tricase, ma che sarebbe visibile da tutta la costa orientale del sud Salento.

“La Regione Puglia ha fermato, come giusto, lo scempio eolico del mare del nord della Puglia, nello skyline antistante Manfredonia. E ora faccia lo stesso per il Canale d’Otranto – si legge nel comunicato – Non possono e non si devono applicare due pesi e due misure differenti”. Il comunicato viene da Save Salento, ed è una sorta di lettera aperta all’attenzione del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, dell’assessore all’Assetto del Territorio Angela Barbanente, del commissario prefettizio del Comune di Tricase, della Provincia di Lecce, del Prefetto di Lecce, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dei Beni Culturali, della Soprintendenza ai Beni culturali e paesaggistici di Puglia, dell’Ente Parco naturale costiero Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, del Corpo Forestale dello Stato, della Guardia Costiera di Otranto, dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e l’Ambiente di Puglia. “Il diniego delle autorizzazioni – dichiarò Nicastro nelle scorse settimane – per un mega progetto di pale eoliche off-shore, in mare, al largo della Capitanata nello skyline antistante Manfredonia, fu giustificato con il forte impatto paesaggistico oltre che sulle ripercussioni ambientali, in merito alle rotte prioritarie degli uccelli migratori in zona di Capitanata. La condivisione, in sede di conferenza dei servizi, di questi elementi ha determinato il parere negativo in ragione dell’eccessivo stress ambientale procurato dalla realizzazione del progetto e dalle ripercussioni in termini di attività di pesca e di navigazione con grave pregiudizio economico per il territorio, non compensato dalle ricadute previste dall’impianto“ L’impianto marino prevede decine torri eoliche in pieno Canale d’Otranto, alte più di cento metri e che sarebbero visibili a occhio nudo dalla costa di giorno e di notte, causando ripercussioni in termini d’inquinamento luminoso, causato delle spie di segnalazione delle pale, e sul valore ambientale della costa. “I comuni pugliesi – si legge ancora nel comunicato – devono tirarsi fuori dall’ubriacatura speculativa delle energie rinnovabili industriali di eolico. La Regione deve fermare l’impianto eolico off-shore in progetto nel Canale d’Otranto, a largo di Tricase, come fatto virtuosamente oggi con dignità e senso delle istituzioni e del valore dell’ambiente e della necessità di tutelarlo, per i mari del nord della Puglia, delle provincia di Foggia, di Andria-Trani-Barletta, e di Bari. In caso contrario, i Salentini si scoprirebbero trattati come pugliesi di serie B da parte dell’ente Regione, cittadini i cui diritti, e quelli del loro territorio, possono essere calpestati impunemente per interessi economico-speculativi assolutamente terzi, extra-territoriali”.

Jenny De Cicco

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Otranto, incontro commercianti-amministrazione


Un incontro con l’amministrazione di Otranto per i commercianti.

Previsto per mercoledì 9 novembre alle 17, 30, presso il centro don Tonino Bello l’incontro dell’amministrazione comunale con i commercianti e i gestori degli esercizi pubblici cittadini. Come ogni anno, in questo periodo, iniziano le chiusure degli esercizi commerciali presenti sul territorio.

“Un incontro che si rende opportuno – ha detto il sindaco Luciano Cariddi – per valutare insieme, come sin qui fatto alla fine di ogni stagione turistica, le problematiche riscontrate durante l’estate e la programmazione degli interventi da approntare per il futuro”.

All’incontro saranno discusse le novità normative introdotte della Legge 111 del 15 luglio 2011 sulla liberalizzazione delle aperture e chiusure dei locali commerciali. Le ultime disposizioni non hanno consentito d’adottare l’ordinanza sindacale, così come fatto lo scorso anno per garantire un programma di aperture minime obbligatorie tali da assicurare in ogni zona della città il servizio di somministrazione a turisti e cittadini anche nei mesi invernali, considerando anche la tendenza recente delle vacanze fuoristagione di alcuni turisti, prevalentemente stranieri.

L’auspicio dell’amministrazione è che si possa adottare un’autoregolamentazione delle aperture minime, in accordo con i commercianti, che consentano alla città di continuare a vivere tutto l’anno e di non spegnersi, come avviene a ogni inverno, per poi destarsi dal consueto letargo in primavera.

Un problema che da anni sta interessando in particolar modo il centro storico.

“Non vorremmo – prosegue Cariddi – che queste regolamentazioni adottate a tutela dei luoghi possano tradursi negativamente sul piano della concorrenza facendo avvertire una minore sollecitazione a essere aperti tutto l’anno agli attuali esercenti. In tal caso, potremmo vederci costretti a riaprire le maglie di accesso per nuovi esercizi”.

Jenny De Cicco

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Approvati i finanziamenti regionali per una casa di riposo a Otranto


Finanziati dalla regione otto progetti per la realizzazione di strutture socio-sanitarie nella Provincia di Lecce, di cui una a Otranto. I progetti sono stati presentati nel dettaglio dall’assessore regionale al Welfare Elena Gentile. Sono 27 in tutto in Puglia, già istruiti e valutati dal Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria a seguito di un Avviso pubblico di selezione dell’11 luglio 2011 (fondi FESR dell’asse III – Linea 3.2). in Salento i comuni coinvolti sono quelli di Squinzano, Alliste, Matino, Otranto, Monteroni di Lecce, Nociglia e Carmiano. Per la sola provincia di Lecce il finanziamento regionale per i progetti ammonta a più di 5 milioni di euro, che direttamente creeranno 222 nuovi posti utente e 214 nuovi posti di lavoro. A Otranto, è stato finanziato il progetto Dell’Ats –Cooperativa sociale Verde e Dintorni di Cisternino e Endocagima di Otranto, che con 5.018.365,53 euro, di cui 2.509.182,76 euro a carico della Regione, creeranno 78 posti-utente e occupazione a 47 dipendenti. Si tratta di una Rssa – residenza socio sanitaria assistita per anziani – e si chiamerà Residenza delle Memorie. Nelle prossime settimane sarà avviata l’erogazione del primo 50% dei contributi concessi per ciascuno dei progetti, in modo da assicurare la liquidità utile ad avviare rapidamente i cantieri delle nuove strutture. I 27 progetti nel loro sviluppano investimenti complessivi per quasi 33 milioni di euro, di cui circa 16,5 milioni sono i contributi regionali. La maggior parte degli investimenti è dedicata a disabili e anziani, seguono le iniziative per minori e per madri sole, con una distribuzione territoriale che non trascura quasi nessuna provincia, sebbene con differenze di entità di finanziamenti e numero di progetti finanziati. Saranno otto in tutto le strutture per persone anziane (cinque residenze sociosanitarie assistite, una residenza sociale, una casa alloggio per anziani autosufficienti e 1 casa di riposo) e 8 strutture per persone disabili (3 comunità socio riabilitative, 3 centri socio educativi, 1 centro polivalente e 1 residenza sociosanitaria assistita).

Jenny De Cicco

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Cade dall’impalcatura: due indagati


Due persone sono indagate per l’incidente sul lavoro occorso a Antonio Tarantino, 63enne neretino, in questi giorni a Otranto. Nel pomeriggio di ieri sono iniziate le indagini sul titolare della ditta e l’architetto direttore dei lavori. Per entrambi l’ipotesi di reato è l’accusa di infortunio sul lavoro per gravi carenze sul cantiere. Antonio Tarantino è ora in prognosi riservata presso il reparto di rianimazione del Vito Fazzi di Lecce, per l’incidente sul lavoro avvenuto presso il cantiere di via 800 Martiri. Antonio era precipitato da un’altezza di circa sette metri mentre partecipava alla costruzione della palazzina posta di fronte all’ex pretura di Otranto. I sanitari del 118 hanno provveduto in tempo alla rianimazione dell’operaio e al suo trasporto presso l’ospedale di Scorrano. Ma le condizioni di salute gravissime, hanno obbligato il trasporto presso il Vito Fazzi di Lecce. Gli agenti del commissariato di polizia di Otranto hanno sottoposto a sequestro l’intero cantiere su disposizione del pm Paola Guglielmi e hanno provveduto a interrogare tutti i colleghi della vittima. Le indagini in corso mirano ad accertare se siano state rispettate le prescrizioni sulla sicurezza tramite l’intervento degli uomini della Spesal sezione di Maglie e sulla dinamica in generale che ha portato al grave incidente.

Jenny De Cicco

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Otranto, incidente sul lavoro: grave un operaio di Nardò


Un operaio di Nardò è in fin di vita per un incidente sul lavoro avvenuto presso il cantiere di via 800 Martiri a Otranto. Alle prime ore del mattino, presso il cantiere in via 800 Martiri dov’è in costruzione una palazzina, si è verificato un grave incidente sul lavoro. Antonio Tarantino, 63 anni, neretino, è precipitato da un’altezza di circa sette metri mentre partecipava alla costruzione della palazzina posta di fronte all’ex questura di Otranto. Sul posto sono giunti tempestivamente i sanitari del 118 che hanno provveduto alla rianimazione dell’operaio e al suo trasporto presso il nosocomio di Scorrano. Le condizioni di salute dell’uomo, apparse subito gravissime, ne hanno consigliato il trasporto presso il Vito Fazzi di Lecce. Gli agenti del commissariato di polizia di Otranto hanno sottoposto a sequestro l’intero cantiere su disposizione del pm Paola Guglielmi e hanno provveduto a interrogare tutti i colleghi della vittima. Le indagini in corso mirano ad accertare se siano state rispettate le prescrizioni sulla sicurezza tramite l’intervento degli uomini della Spesal sezione di Maglie e sulla dinamica in generale che ha portato al grave incidente.

Elio Paiano

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Otranto-Manduria, un pareggio da dimenticare


Otranto: Giannetta (Vetruccio), Russo (De Matteis,), Neco, Maglio, Galante, Morello, Dell’Atti, Presicce, Pighin, Salzano (Scuglia), Marrocco All. Salvadore

Manduria: Negro, Calò, Blè, Marchi (Lanso), Serio, Ferrara (De Florio), Paticchio, Cocciolo, Peluso, Malagnino, Coccioli All. Giovanni De Pasquale

Arbitro: Guarini (Br)

Reti: 23’ Maglio, 28’ Cocciolo, 47’ Pighin, 54’ Cocciolo (R)

Un Otranto dai due volti, brillante e spregiudicato nel primo tempo, in cui solo l’apatia in zona gol di qualche suo ex campione, non permette al risultato di assumere connotati più ampi. Un Otranto, nel secondo tempo, torbo e sprecone, che regala punti a un Manduria cinico, che raccoglie e ringrazia dell’omaggio e che ha rischiato di vincere la gara, approfittando delle sbadataggini degli uomini di Salvadore. Al 5’ Pighin effettua un traversone in area, Salzano non chiude. Al 23’ Maglio raccoglie una respinta della difesa su punizione di Presicce e batte Negro. Al 28’ il pareggio: Malagnino batte una punizione dalla sinistra della metà campo otrantina, Giannetta abbranca la sfera e ricade su Marrocco, perdendola il pallone giunge a Cocciolo che fa rete. Al 35’ Pighin viene spinto oltre la linea di rigore, il signor Guarini non concede il penalty, ma una punizione dal limite, battuta senza esito da Presicce. Al 43’ Pighin, il più intraprendente dei suoi, impegna Negro in una parata in calcio d’angolo. Al 45’ entra in scena l’ex campione di Ciccio Graziani Salzano, che da posizione vantaggiosissima si divora il gol. Nel 2’ tempo l’Otranto opera due cambi, Vetruccio sostituisce in porta l’infortunato Giannetta e Russo viene sostituito da De Matteis. La squadra perde la brillante fisionomia del primo tempo , ma al 2’ del secondo tempo Pighin segna il vantaggio, approfittando di una punizione, riceve e dribbla depositandola in rete. Al 9’ gli ospiti pareggiano su rigore battuto da Cocciolo, su errore della retroguardia locale. Gli idruntini tentano una reazione, ma i vari sforzi di Marrocco e Pighin s’infrangono sulla difesa del Manduria, imperniata sul sempreverde Negro e sui caparbi Calò e Serio. Al 23’ brivido sulla schiena per i locali, Lanzo colpisce il palo, dopo un corner. Al 30’ terzo cambio dell’Otranto, via l’evanescente Salzano, che lascia il posto a Scuglia, il pubblico tira un sospiro di sollievo. Il risultato non cambia, anzi al 45’ il Manduria potrebbe passare in vantaggio, Cocciolo batte una punizione da metà campo, Vetruccio respinge, riprende Paticchio e spedisce fuori.

Rino Gualtieri

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Otranto, incontro pubblico per la “casa agli otrantini”


Un incontro presso il Don Tonino Bello di Otranto per discutere della “casa agli otrantini”. Si terrà il 28 ottobre alle 17,30 presso l’ex centro di accoglienza, l’incontro dibattito sul tema. Il progetto della casa agli otrantini è stato il cavallo di battaglia del gruppo politico che vinse le passate elezioni amministrative, la lista civica capeggiata da Luciano Cariddi. A distanza di quasi cinque anni ecco l’incontro per discutere del nuovo piano di edilizia popolare per la città rivierasca. Nell’ambito dell’attività di pianificazione territoriale avviata dall’amministrazione comunale si è stabilito di dare impulso a un programma di nuovi insediamenti da destinare all’edilizia economico-popolare. “Un problema, quello della prima casa per gli otrantini, molto avvertito e che in passato non ha trovato mai adeguata attenzione- dichiara il sindaco Luciano Cariddi -Tante le famiglie che trovano difficoltà nel realizzare una propria abitazione in cui condurre una dignitosa vita quotidiana”. Si è richiesto a quanti rispondono ai requisiti dell’edilizia economica convenzionata di voler presentare presso l’Ufficio di Piano, che coordina i lavori di redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale intercomunale, una manifestazione d’interesse affinché si riesca a monitorare con maggiore puntualità l’effettivo fabbisogno abitativo in città. Tali manifestazioni d’interesse, il cui modulo è in allegato alla news sulla home page del comune otrantino, o disponibile all’Ufficio di Piano del Comune, potranno ancora essere presentate entro il 30 novembre 2011 presso l’Ufficio Protocollo della sede municipale o inviate all’indirizzo di posta elettronica. Per discuterne insieme alla cittadinanza e agli effettivi destinatari di questo programma edilizio è stato convocato un incontro pubblico. “Ci auguriamo- conclude Cariddi – la numerosa partecipazione da parte dei cittadini interessati per poter meglio valutare e decidere le linee di indirizzo da assumere”.

Jenny De Cicco

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Cariddi annuncia il tavolo tecnico tra privati e comune sul problema dell’erosione


Nuovo capitolo sull’erosione costiera, interviene il sindaco di Otranto Luciano Cariddi. In una nota informativa, il primo cittadino dichiara di voler cercare una soluzione condivisa con gli operatori balneari al problema dell’erosione. “Fin da subito – dice – l’amministrazione comunale ha affrontato la questione cercando soluzioni che potessero dare risposte utili su come affrontare l’emergenza. Dapprima ci si è concentrati sulle aree ritenute a maggior rischio per l’incolumità pubblica, e pertanto sono state progettate opere per il consolidamento e restauro del bastione Pelasgi e del costone Madonna dell’Altomare, dove si corre il rischio di veder crollare parti dell’abitato cittadino”. Questo perché l’erosione non è un fenomeno legato esclusivamente al settore balneare. Il fenomeno erosivo è potenzialmente pericoloso per tutte le città sorte lungo la costa salentina, proprio come Otranto. “Proprio in questi giorni – continua il sindaco – si sta ormai attendendo la cantierizzazione di opere che guardano alla sicurezza e a un maggior funzionamento degli spazi oggetto d’intervento. Per quanto riguarda, invece, il problema erosivo delle nostre spiagge si sono dovuti attendere gli strumenti programmatici che fornissero indicazioni utili per i relativi interventi di protezione, in particolare, il Piano regionale delle Coste e le linee guida dell’Autorità di bacino della Puglia che finalmente oggi sono disponibili. L’amministrazione comunale ha deciso, in accordo con i concessionari degli stabilimenti balneari, di muoversi autonomamente per affidare incarico a professionisti con esperienza nel settore affinché si rediga un progetto che riguardi l’intero tratto costiero otrantino soggetto a erosione. Questa progettualità, che ci auguriamo possa esserci resa disponibile quanto prima, dovrà fornirci indicazioni utili innanzitutto sulla possibilità di intervenire con sistemi di protezione e, in secondo luogo, le tecniche d’intervento migliori e l’entità dell’investimento necessario a realizzare le opere di difesa che ci saranno suggerite”. Otranto è una città che vive grazie alle proprie bellissime coste, che rappresentano una fonte di reddito cospicua e insostituibile. Così questa sembra una battaglia combattuta solo dal comune idruntino, nella speranza di trovare soluzioni all’inesorabile problema dell’erosione. “Dal quadro economico di progetto – conclude Cariddi – decideremo se l’intervento potrà essere realizzato mediante risorse derivanti dal bilancio comunale e da investimenti dei concessionari privati. L’auspicio ovviamente è che Regione e Provincia provino a dare un contributo almeno prevedendo una compartecipazione finanziaria in tale iniziativa”.

Jenny De Cicco

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