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Cariddi a Frassanito: Otranto non finisce al rondò


Un incontro a Otranto per definire il ruolo di Frassanito nell’offerta turistica della cittadina adriatica. Prospettive di crescita e sviluppo sono temi di dibattito tra gli imprenditori e gli abitanti della frazione con il sindaco Luciano Cariddi, tenutosi presso un noto ristorante della frazione.
Il sindaco ha discusso delle scelte fatte in questi 5 anni della sua amministrazione nei riguardi di Frassanito: le amministrative di maggio si avvicinano e occorre comprendere gli errori se non si vogliono ripetere nel prossimo futuro, nell’eventualità di una rielezione.
Frassanito non è solo una zona agricola, è la chiosa di Cariddi, infatti, sono anni in cui la zona ha subito radicali mutamenti nell’ottica di un futuro sempre più turistico. Non sempre i cambiamenti sono stati in meglio e sono note le vicende di speculazione edilizi, bungalow abusivi per nulla rimovibili, problemi relativi all’edificabilità di alcuni suoli a scopo agricolo e il tentativo di alcuni di sradicare la macchia mediterranea. Tutti tentativi che hanno occupato le prime pagine di quotidiani on line e cartacei.
Per Cariddi la carenza nella progettazione turistica nella zona è stato un equivoco a cui porre rimedio.
Comunque il sindaco ha sottolineato come la naturale vocazione non debba essere snaturata dall’evoluzione naturale della zona: “Riconoscere questa nuova evoluzione, senza snaturare l’identità di Frassanito, ci permetterà di pianificare lo sviluppo, tenendo fede alle peculiarità di questo territorio”.
Infatti è in atto il progetto di rigenerazione urbana nell’area, definita un percorso rigenerante, per raggiungere una riqualificazione urbanistica e paesaggistica e garantire più qualità e servizi al turista. “Otranto non si ferma al rondò di Alimini” ha concluso Cariddi.

Jenny De Cicco

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Carmelo Bene torna nel Castello di Otranto


A dieci anni dalla morte, Carmelo Bene vive ancora.
Il 16 marzo 2002 moriva a Roma Carmelo Bene, uno dei massimi esponenti della cultura italiana. Un artista poliedrico, controverso, in vita e in morte, che la Puglia ricorderà con un grande tributo in programma tra Otranto, Lecce e Bari.
A partire dal 15 marzo 2012 e dal 28 aprile al 5 maggio a Otranto, si svolgeranno alcune delle iniziative organizzate dal 16 marzo al 30 giugno a Lecce, promosso dalla Provincia di Lecce, dal 24 al 31 marzo a Bari nell’ambito del Bif&st, il Bari International Film Festival, promosso dalla Regione Puglia.
Il 15 marzo si parte da Otranto presso il Castello Aragonese alle 16 con “Carmelo Bene la voce che si spense”, di Mauro Contini e Marianna Ventre. Dalle 18 saluto del sindaco di Otranto, per poi proseguire alle 18,15, con “In compagnia con Carmelo Bene, incontro con i compagni di lavoro” con la partecipazione di Lydia Mancinelli, Laura Morante, Cosimo Cinieri condotto da Felice Laudadio.
Alle 20,30 “Bene! Quattro modi diversi di morire (Blok-Majakovskij-Esenin-Pasternak)” di Carmelo Bene.
Alle 22,30 “Lectura Dantis”, con Carmelo Bene e Fernando Grillo al Castello di Otranto. “Riteniamo doveroso, oltre che opportuno, recuperare, nei vari modi che sarà possibile, l’esperienza artistica di Carmelo Bene, affinché sul nostro territorio possa rigenerarsi quella passione e quella modernità che hanno fatto del maestro un emblema dell’avanguardia internazionale – dichiara il sindaco Luciano Cariddi.
– Otranto dovrà, da qui in futuro, poter continuare a ospitare occasioni di studio, di approfondimento, dell’opera del maestro, ma anche e soprattutto nuove esperienze artistiche che, richiamandosi ai suoi lavori, sperimentino nuovi percorsi nell’ambito del campo artistico da lui sviluppato. Crediamo che ciò potrà, da un lato, contribuire a creare utili occasioni per giovani artisti appassionati dello stile e dell’opera di Carmelo Bene, ma anche l’opportunità per il nostro territorio di recuperare quel legame interrotto dieci anni fa e creare le basi per un rinnovato rapporto di dialogo con il maestro”.

Jenny De Cicco

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4mila alberi e 3cento posti di lavoro a rischio


Ieri mattina si è tenuto un incontro in Prefettura a Lecce per discutere dell’ampliamento della Maglie-Otranto, ossia l’ultimo tratto della strada statale 16. E’ in corso una petizione on line per salvare gli ulivi destinati all’espianto, mentre gli interessati all’adozione delle piante, pare, non possano presentare istanza. L’Anas non avrebbe i moduli.
Riuniti intorno al tavolo dal Prefetto, Giuliana Perrotta, i soggetti interessati, dai rappresentanti istituzionali della Provincia di Lecce, i comuni interessati dal progetto e i tecnici dell’Anas e della Coedisal-gruppo Palumbo, aggiudicataria dell’appalto che attende da ben 3 anni, con l’intento di trovare soluzioni concrete condivise a tutte le questioni.
Una delle questioni immanenti è l’assicurare lavoro ai circa 300 operai cassintegrati a rischio mobilità, i quali dovrebbero essere impiegati dalla ditta appaltatrice che rischia di perdere i 55 milioni di euro stanziati e vedono nell’opera un posto sicuro in tempo di crisi.
Sorgono anche i problemi ambientali di sostenibilità dell’opera finita, dell’impatto dei lavori e la presenza di siti archeologici sul percorso da asfaltare, per cui vigila la Soprintendenza.
In totale 1 milione e 500 mila euro sono previsti per il reimpianto, ma sufficienti solo per i 260 ulivi monumentali tutelati dalle leggi regionali (legge del 2007) e la legge nazionale del 1951 (previsti 400 mila euro per la loro messa a dimora), ma il numero di patriarchi potrebbe aumentare, l’Ispettorato agrario Provinciale sta censendo da mesi le particelle nelle zone dei lavori.
Altri 1500 alberi potrebbero essere adottati dai comuni, tra i quali Otranto (500 ulivi per sostituire le palme divorate dal punteruolo rosso) e Minervino di Lecce (mette a disposizione 10 ettari), grazie alla copertura finanziaria assicurata dall’Anas (1 milione e 100 mila euro).
Anas aveva presentato istanza per estirpare 8260 alberi, in seguito ridotti a 5500 dopo la valutazione d’impatto ambientale e le varianti richieste dai comuni. Il capitolo di spesa per gli espianti è così ripartito, ma non copre i circa 4mila alberi restanti.
Così molte sono state le richieste di adozione da parte dei comuni e di privati, con l’intento di fare una tenuta pubblica su cui far lavorare una cooperativa di giovani ed istituire un marchio, facendone un esempio a livello nazionale.
Intanto le varie associazioni, quali Wwf, Italia Nostra, Legambiebnte, Forum Ambiente e Salute avanzano proposte all’Anas per i 4mila dall’incerto destino, tra le quali salvare tutti gli alberi e ricostruire la loro tracciabilità, piantumare quegli ulivi sulle fasce, i cigli di scarpata, le rotatorie realizzate per impedire che la strada si trasformi in vetrina per centri commerciali, negozi e zone industriali. Anche istituire una commissione specifica che monitori la situazione e sia composta da associazioni, agronomi e forestali.
La richiesta ambientalista è sfociata in un’istituzione di una petizione, on-line dall’11 marzo, per la richiesta di adozione degli ulivi espiantati.
La pagina web della petizione è la seguente http://www.petizionionline.it/petizione/richiesta-adozione-ulivi-espiantati-dalla-maglie-otranto/6506, in cui i sottoscrittori chiedono l’impegno da parte dell’unione dei comuni Ionica Salentina, oppure da parte delle amministrazioni di Taviano, Matino, Racale, Melissano e Alliste di adottare 500 ulivi che verranno espiantati, avvalendosi inoltre del supporto della commissione per il paesaggio intercomunale per la localizzazione dei siti strategici per l’impianto.
Intanto I lavori per l’allargamento partiranno al più presto, pena la perdita dello stanziamento dei 55 milioni di euro pubblici. Così la riunione di ieri non ha sciolto i nodi e resta in data da destinarsi la soluzione alla vicenda.

Jenny De Cicco

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Gusti autoctoni a Otranto


L’evoluzione del sapere e dei sapori in un percorso che arriva a Otranto. Ha avuto luogo presso l’istituto alberghiero di Otranto questa mattina l’incontro “Cultura ed enogastronomia della Terra dei messapi”, percorso formativo in più appuntamenti rivolto agli studenti degli istituti alberghieri e turistici della Provincia di Lecce.
L’incontro è ideato nell’ambito d’“Itineraria messapica” edizione 2012 e si è tenuto presso l’Ipsseoa della messapica Odra, odierna Otranto e rappresenta la terza tappa su 8 incontri previsti del tour enogastronomico per la conoscenza degli alimenti di base della dieta autoctona dell’antica Messapia.
Alle 9, presso l’Istituto Professionale Satale per i Servizi Alberghieri della Ristorazione e del Turismo di Otranto, si è parlato di olio, utilizzo e produzione dei cibi nel passato salentino.
Si sono già tenuti incontri su vino e pesce (a Santa Cesarea), sul miele (a Nardò), oggi sull’olio a Otranto e se ne terranno altri su ortaggi e legumi (il 17 marzo a Maglie istituto Lanoce), pastorizia e latte(il 24 marzo al Bottazzi di Casarano/Ugento ) e carne (il 31 marzo al Moderato Columella di San Pietro in Lama).
Il progetto è a cura dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Lecce che hanno presentato lo scorso 20 febbraio il particolare percorso formativo rivolto agli studenti degli istituti alberghieri e turistici della Provincia di Lecce in associazione con l’Hetairia dei Leoni di Messapia, l’evento di sintesi, successivo ai sei eventi pianificati presso gli Istituti, si terrà sabato 21 aprile a Lecce e sarà organizzato dalla Provincia di Lecce.
L’incontro idruntino hanno presenziato e discusso il docente di archebotanica Giampiero Colaianni e l’archeozoologa Anna Solinas, si sono tenuti altri interventi di Ferdinando Sammarco, presidente dell’Hetairia i Leoni di Messapia, del presidente dell’Ordine dei Dottori commercialisti Fortunato De Matteis.
Prevista a fine giornata la preparazione di alcune ricette da parte dell’Associazione Cuochi di Lecce e di Terra d’Otranto e la conseguente degustazione, per la gioia delle papille gustative dei partecipanti.

Jenny De Cicco

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Ancora conferme per le tratte Otranto-Grecia-Albania


Verso la conferma di Otranto come scalo dei traghetti per Grecia e Albania. A dimostrarlo le azioni degli operatori brindisini per bloccare quella che sembra una certezza: l’abbandono del porto e la condanna a morte dell’economia portuale e il suo trasferimento ad Otranto Come riportato sulla testata on-line “Il Nautilus.it”, nei giorni scorsi una delegazione d’operatori marittimi è stata accompagnata dal consigliere regionale e candidato sindaco di Brindisi Giovanni Brigante, per incontrare il prefetto Nicola Prete. L’incontro non si è limitato a un’azione di rimostranza ma ha anche inviato una richiesta al governatore Nichi Vendola per sfiduciare il presidente dell’Autorità portuale di Brindisi Hercules Haralambides. Il presidente sarebbe colpevole della disastrosa gestione portuale, arrivata lo scorso aprile e che fu appoggiata dalla Regione. All’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, Brigante ha invece chiesto di ascoltare le istanze degli operatori che lamentano una carenza di servizi che mortifica il già carente traffico passeggeri.
Al centro della disputa con l’Authority ci sono le tariffe e i costi dei servizi portuali ma anche quelli extra relativi alla necessità di ormeggiare i traghetti in sicurezza a Costa Morena.
Ad esprimere il proprio dissenso c’è Teo Titi, ex assessore comunale al Turismo, esponente della famiglia che da 160 anni opera nel porto di Brindisi ed ha riferito “Bisogna uscire dall’omertà. E io parlo di me stesso. Vorrei sapere da Saccomanno quali sono gli ‘interessi occulti in Comitato portuale’. Se si riferisce a me, sappia che sarò il primo ad andare in procura a denunciare interessi diversi da quelli leciti. E l’Autorità la smetta di addossare le colpe su qualche agente marittimo, o su qualche armatore, che non ha pagato le sue competenze – il riferimento è al proprietario dell’Agoudimos, Franco Aversa, per cui è stata rigettata, il 6 marzo, l’accusa di non aver pagato quanto dovuto all’autorità portuale n.d.r. -. Ogni volta parlano di nuovi moli, progetti che durano anni e non si realizzano mai”.
Ennesimi atti di quella che sembra essere una guerra e che però non allontana l’ipotesi Otranto per gli armatori e che invece potrebbe consolidarla.
Dopo riunioni, scontri ed insistenti richieste, come riferito da Aversa della Ionian Spirit, potrà essere garantito il comfort minimo grazie alle strutture garantite dalla municipalità di Otranto, che ha offerto una sala d’attesa e un locale per il check-in adeguati, pur non essendo infrastrutture da stazione marittima e offerti ad un costo minoe rispetto a Brindisi. Anche l’Autorità Portuale di Brindisi avrebbe potuto offrire un offerta più conveniente. “Ma l’unica risposta che abbiamo incassato dal presidente Haralambidis, e per di più non per iscritto o a un tavolo di trattativa, ma su Facebook, è stata: se ne vadano pure, tanto ci sono altri che prenderanno il loro posto. Io temo invece che nessuno prenderà il nostro posto”, ha riferito Aversa.
Con il comandante di Circomare Otranto i due agenti hanno valutato i problemi tecnici e le prescrizioni a cui attenersi, l’unico punto a sfavore del porto dei Martiri sarebbero i cento chilometri in più che i mezzi su ruote da e per l’Albania dovrebbero percorrere se divenisse il capolinea, ma che verrebbe compensato da un tariffario più basso, a detta di Aversa.
A Brindisi il malcontento verso la situazione si fa sentire e la speranza di Brigante, il consigliere regionale, è ottenere la “sfiducia” del presidente dell’autorità portuale e attirare l’attenzione del Ministero. Insomma, non è ancora detta l’ultima parola.

Jenny De Cicco

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Classifica italiana di TripAdvisor: a Otranto la medaglia di bronzo


Otranto sale sul podio di TripAdvisor. Se è vero che l’Italia non compare nella classifica mondiale ed europea, è anche vero che in quella italiana la Puglia si inserisce nella top ten con Otranto e Vieste, rispettivamente in terza e quinta posizione. Gli utenti del più grande sito di recensioni di viaggio al mondo, premiano la cittadina hydruntina facendola balzare al terzo posto nella classifica italiana dei “Traveller’s Choice Beach Destinations”.
Tra le recensioni degli utenti-viaggiatori si possono leggere commenti come “Spiagge pulite e ordinate” e “Mare stupendo, che ha conquistato la Bandiera Blu 2011”.
“Altro importante riconoscimento ricevuto – ha dichiarato il sindaco, Luciano Cariddi – in particolar modo dalle nostre spiagge, che testimonia l’impegno profuso dalla città in questi anni nella salvaguardia e nella pulizia del nostro litorale. Attestazione ancor più apprezzata in quanto il gradimento delle nostre spiagge viene testimoniato direttamente e liberamente dai fruitori. Otranto continua a mantenere un elevato livello di immagine sugli scenari nazionali e internazionali, registrando una sempre maggiore crescita di notorietà. Certo sono ancora tante le cose da fare, ma crediamo che in questi ultimi anni sia notevolmente migliorata la qualità di vita che si percepisce sul nostro territorio e la nostra capacità di accoglienza”.
“Mi auguro – ha concluso Cariddi – che questi sforzi fatti dalla comunità possano tradursi in sempre migliori risultati in termini di presenze turistiche e di sviluppo qualitativo”.
A livello mondiale sono state premiate le spiagge di Providenciales (Turks e Caicos) nei Caraibi, e Palm/Eagle Beach ad Aruba, in Sud America, mentre, in cima alla top ten europea troviamo altre due località della Turchia: Oludeniz e Icmeler.

Alessandro Conte

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Otranto, traghetti un’ipotesi molto concreta


Sono partiti i primi traghetti da Otranto. Il Red Star è partito la sera del 4 marzo, attorno alle 23, da Otranto. Presto anche lo Ionian Spirit solcherà le acque del porto cittadino. Nulla è ancora sicuro, infatti il divorzio tra Agoudimos, Red Star e il porto brindisino non è stato ancora sancito.
Nel frattempo Brindisi non ha più linee di collegamento con l’Albania e come era stato anticipato dall’agenzia idruntina Adriatic Shipping di Giuseppe Tessolon, le due compagnie che garantivano il servizio da Brindisi e Valona stanno completando il viaggio che le traghetterà verso lo scalo sud salentino.
Il trasferimento non è ancora definitivo, infatti l’attracco della Red Star a Otranto è stato “solo” uno scalo tecnico.
Franco Aversa per la Agoudimos e Johnny Prudentino per il Red Star stanno ancora valutando la possibilità di riorganizzare le loro attività, in vista del trasferimento verso il porto di Otranto, l’abbandono del porto di Brindisi per gli alti costi che comportava e gli scarsi servizi garantiti ai propri passeggeri.
A rinforzare l’ipotesi dell’abbandono dello scalo brindisino in favore di quello leccese ci sono i primi licenziamenti. Due dipendenti sono stati licenziati da Massimiliano Taveri, proprietario della struttura ospitante il terminal passeggeri di Costa Morena Est e che rischia di svuotarsi completamente, con ricadute occupazionali per l’economia brindisina per le scelte degli armatori.
A godere delle scelte degli armatori, ai danni dello scalo di Brindisi, Otranto, le cui autorità hanno sedotto Agoudimos e Red Star mettendo a disposizione delle compagnie una serie di strutture di corredo all’attività portuale di cui Brindisi è sprovvista e a un prezzo molto economico.
Infatti secondo calcoli fatti da Aversa, le operazioni portuali dell’attracco a Otranto sono più rapide e meno costose, il 50% in meno di Brindisi, fatto che peserà non poco sulla scelta degli armatori, soprattutto in questo periodo di recessione.

Jenny De Cicco

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Otranto, lo sport, le donne


Otranto omaggia le sue concittadine con un incontro presso il Castello Aragonese, protagonista anche il 7 marzo con la presentazione della manifestazione positica Run with the foxes.
L’amministrazione comunale, tramite l’assessore alla parità Lavinia Puzzovio, organizza in occasione della festa della donna un modo alternativo di scambiarsi gli auguri, facendo rivivere la storia della città dei Martiri attraverso testimonianze tutte al femminile. D’altronde Otranto negli ultimi anni si sta facendo notare per le iniziative in rosa, come l’omonima Notte rosa e la mostra dello scorso anno “La chioma di Athena”.
Esperienze di vita, di successi, difficoltà, rapporti all’interno della nostra Città raccontati da donne particolarmente presenti nella realtà cittadina s’incontreranno grazie all’iniziativa “8 donne otrantine per l’otto marzo”, protagoniste della riunione, giovedì alle 18 presso il Castello Aragonese, saranno Adriana, Paola, Sonia, Lucia, Bianca, Clorinda, Franca e Silvana che racconteranno per loro bocca uno spaccato della vita idruntina. A coordinare l’incontro Silvana Marrocco, Cultrice di Storia dell’Europa Medievale presso l’Università del Salento.
Il 7 marzo il Comune di Otranto in stretta collaborazione con il 32° Gruppo Radar, presenterà il 7 marzo alle 10,30 presso la Sala Triangolare del Castello Aragonese di Otranto, “Run with the foxes”, la manifestazione podistica a carattere regionale sulla distanza di 10 chilometri che si terrà a Otranto l’11 marzo, riservata agli atleti delle categorie assoluti, amatori, masters maschili e femminili, è valida inoltre come “Trofeo Nazionale dell’Aeronautica Militare”.

Jenny De Cicco

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Fronte comune a Otranto per contrastare l’erosione


Operatori balenari e amministrazione idruntina riuniti attorno al tavolo di Palazzo Melorio per fermare l’erosione.
Il primo marzo a Otranto si è tenuto un incontro tra i titolari degli stabilimenti iscritti ad Assobalneari Salento e il sindaco Luciano Cariddi.
Operatori e amministrazione hanno dibattuto sugli interventi di ripascimento da effettuare lungo la costa, colpita dall’erosione.
Ormai è primavera e la stagione turistica è alle porte, anticipare le scadenze vorrebbe dire risolvere al meglio i problemi e contrattempi, che potrebbe risultare precoce ma serve ad evitare il caos degli anni passati, dovuto agli interventi a macchia di leopardo, affidati all’iniziativa dei singoli proprietari di stabilimenti.
La necessità è d’intervenire con un progetto a breve termine, che prevede lo spostamento di 60mila metri cubi di sabbia dal fronte marino.
E’ intervenuta anche Assobalneari Salento, con la presenza del vicepresidente nazionale di categoria Mauro Della Valle, il quale ha riportato l’offerta economica dalla società cooperativa San Martino di Marghera, impegnata già in un progetto a Polignano che si basa sullo spostamento dal mare al litorale di sabbia, tramite sistemi di pompaggio, in modo da rafforzare le spiagge. Il costo preventivato sarebbe di 5 euro al metro cubo, il totale sarebbe di 300mila euro per il ripascimento dei 60 mila metri cubi di sabbia necessari.
I privati parteciperanno con risorse proprie per fronteggiare l’emergenza lungo le aree in concessione, mentre il Comune di Otranto potrebbe valutare di compiere l’intervento sulla porzione di spiaggia libera. I lavori potrebbero iniziare a metà marzo e terminare entro fine maggio, prima dell’apertura delle strutture.
Mauro Della Valle si dichiara soddisfatto: “Il sindaco ha colto subito il nostro messaggio che nasce dalla volontà di fare associazionismo nel migliore dei modi: in questo caso, abbiamo fatto un lavoro certosino portando sul tavolo dell’amministrazione un’idea efficace condivisa dagli operatori. Abbiamo testimoniato che c’è una crescita culturale da parte delle imprese, che non guardano al singolo stabilimento balneare ma all’intero sistema costiero”.
Cariddi ha sottolineato: “Per noi è un problema di natura economica e sociale, tanto quanto ambientale.
Dobbiamo difendere i nostri luoghi e possiamo farlo insieme ai gestori, che non possono rimanere soli. Ci faremo carico delle nostre responsabilità per quanto riguarda gli interventi di difesa stagionale sui lunghi tratti di spiaggia libera”.

Jenny De Cicco

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Una condotta per Otranto e Uggiano


Ieri mattina incontro in Regione Puglia si è tenuta la conferenza dei servizi per decidere della condotta sottomarina per il depuratore di Otranto. Verrà allacciato all’impianto anche il depuratore consortile di Uggiano la Chiesa.
Il progetto è quello annunciato un anno fa dall’amministrazione guidata da Luciano Cariddi e per cui, sempre nel gennaio 2011 furono deliberati i finanziamenti di 3,6 milioni di euro (fondi Po Fesr 2007 – 2013), opera necessaria per la risoluzione dell’annoso problema del sovraccario estivo dell’impianto.
I lavori sarebbero dovuti partire lo scorso settembre, nel frattempo il depuratore continua a in falda, procurando problemi ambientali, la provincia aveva già dato il Via.
All’epoca il sindaco Cariddi aveva sottolineato l’utilità dell’opera: “Si potrà anche risolvere il problema del depuratore consortile di Uggiano, convogliandolo in quello di Otranto”. Insomma, una soluzione che dovrebbe risolvere l’inquinamento della falda acquifera e quello del paventato, ma scongiurato, scarico delle acque del depuratore di Uggiano presso Porto Badisco.
Nel frattempo anche Uggiano, Giurdigano e Minervino hanno avuto parere favorevole alla realizzazione del proprio depuratore consortile e dal sindaco di Uggiano, Salvatore Piconese, lancia l’annuncio su Facebook: “Dopo il progetto del nuovo Depuratore Consortile, anche il progetto del collegamento con la condotta sottomarina di Otranto sarà realizzato. Un obiettivo importante per l’intero territorio, il quale soddisfa pienamente l’interesse generale della comunità locale. A partire dalla mia”.

Jenny De Cicco

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Tondo denuncia: “La Kater cade a pezzi”


Pierpaolo Tondo, politico di rilievo del Pdl otrantino, consigliere comunale d’opposizione e collaboratore dell’ex ministro Angelino Alfano, lancia l’sos per l’opera L’Approdo con delle foto e un post su Facebook.
Il 20 febbraio scorso, a poco più di un mese dall’inaugurazione dell’opera, correda un’immagine con il post “Arte in gabbia e a pezzi o degrado? A meno di un mese dall’inaugurazione del monumento all’umanità migrante, ne documentiamo lo stato. Credo che ogni parola di commento sia superflua”.
Nelle foto si vede l’opera tutta intorno transennata e circondata da pezzettini di vetro e ferro arrugginito cadente.
Si è scatenato il dibattito.
Presenti circa una quarantina di risposte che denotano come nella cittadina di mare non tutti abbiano accolto bene il relitto e alcuni non si siano ancora abituati.
Per il consigliere Leonardo Salzetti l’opera è brutta, un inutile spreco di denaro pubblico scaturita dalla volontà di pochi, anzi di uno solo, il sindaco Luciano Cariddi, mentre per alcuni semplici cittadini è solo brutta e per altri ancora è solo costosa, ma nel complesso c’è anche chi l’opera la difende, per il carico di valore simbolico e l’importanza dell’autore, Kostas Varotsos.
Nella discussione il punto fermo era però la manutenzione dell’opera e come scrive Tommaso Farenga: “Ma mi domando se l’opera è brutta o se manca semplicemente una manutenzione. Secondo me l’opera è apprezzabile e occorre un piano di gestione del sito e di contestuale valorizzazione. Se lo facciamo costruiamo e non demoliamo. E Otranto cresce”.
Pierpaolo Tondo risponde: “Caro Tommaso, non mi permetto di esprimere un giudizio estetico, trattandosi di un’opera d’arte. Sulle scelte tecniche, però permettimi di dissentire. Dici: mancanza di manutenzione. Consentimi di evidenziare: manutenzione dopo neanche un mese? E fra qualche anno? Criticheremo l’amministrazione di turno che non avrà da investire risorse? Sai, come me, quali difficoltà si trovano per reperire i fondi per mantenere la croce del Papa o il monumento del Bortone (la statua sul Lungomare n.d.r.)”.
Mentre Flavio Piconese sottolinea: “Tutti bravi a criticare ma quando si decidono queste opere nessuno ha il coraggio di opporsi? Oppure son tutti complici?”.
E Tondo risponde: “Caro Flavio, sarebbe vero quello che dici se ci fosse stata l’opportunità di discutere sulla questione. In realtà la decisione di far realizzare l’opera e il suo posizionamento sono stati decisi, per quanto riguarda Otranto, da una persona sola.
Quando si è saputo di questa intenzione (a dicembre ormai inoltrato) si è cercato di avviare una discussione (abbiamo proposto di coinvolgere la città, di far valutare spazi diversi, di verificare il progetto (che peraltro non c’era): tutto inutile. Noi (Alleanza per Otranto, n.d.r.) passiamo sempre per disfattisti, per quelli che non vogliono far fare le cose, nonostante abbiamo, in varie circostanze, cercato di contribuire al miglioramento delle decisioni. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. A Otranto, in questi anni, sei buono solo se accetti senza discutere quello che è stato già deciso da qualcuno. Se sei così, bene (hai mai sentito una parola discordante da parte di soggetti dell’attuale maggioranza?). Se no, fai parte di quei terroristi dell’opposizione. Speriamo in tempi migliori”.

Jenny De Cicco

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Cretì risponde a Cariddi: “La prossima volta chiederemo a lui la consulenza”


Daniele Cretì, il sindaco di Santa Cesarea, controbatte a Luciano Cariddi, primo cittadino otrantino sulla diatriba scatenata dalla casa di Carmelo Bene. E’ l’ennesimo atto di una vicenda che sta riempiendo le pagine di cronaca locale e non solo.
Il sindaco Cariddi, all’inizio della vicenda, aveva proposto di creare un luogo di memoria per il maestro Carmelo Bene nel Salento, nominando tra le varie città salentine la sua Otranto e citando l’evento per la commemorazione dei 10 anni dalla scomparsa dell’attore, che si svolgerà durante questo mese nella città Patrimonio per una cultura di Pace Unesco.
Cretì ha poi replicato con toni aspri alle affermazioni di Cariddi, rimarcando il proprio punto di vista tramite post Facebook: la Regione Puglia non ha mai preso in considerazione le proposte inviate da Santa Cesarea per onorare la memoria di Carmelo Bene e nessun soggetto pubblico si è fatto avanti per acquistare l’immobile in questione quando si sarebbe potuto fare qualcosa.
La risposta di Cariddi è stata d’annichilimento per delle reazioni poco consone ad un primo cittadino, il quale non si dovrebbe abbandonare in reazioni scomposte e offensive, secondo Cariddi Otranto riesce ad attrarre fondi e attenzioni perché propone buoni progetti.
Cretì ha replicato ulteriormente e ieri sera ha scritto a Luciano Cariddi, sempre tramite il noto social network e ha utilizzato la terminologia propria di una missiva in risposta alla “lettera” dell’otrantino.
Il post recita: “Caro Luciano, se le cose stanno così come tu affermi, la prossima volta che i miei funzionari prepareranno un progetto culturale da inoltrare alla Regione per il relativo finanziamento, passerò prima da te: vista l’ amicizia che ci lega, non che la notevole esperienza che tu hai acquisito in merito, spero non mi negherai un tuo parere preliminare circa la bontà e la fattibilità della proposta.
Ti saluto con la stima di sempre”.

Jenny De Cicco

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