Il primo cittadino di Santa Cesarea, Daniele Cretì, interviene sulla protesta di cittadini e associazioni ambientaliste circa l’intervento edilizio sul Comparto 13, respingendo giudizi a suo parere errati e tendenziosi sull’operato della sua amministrazione comunale riguardo agli assetti urbanistici nella città delle terme.
Sindaco Cretì, come valuta la protesta in atto in questi giorni a Porto Miggiano?
“Non riesco a coglierne la motivazione. Si parla di Porto Miggiano, ma in realtà l’intervento edilizio riguarderà il Comparto 13, che si trova in zona Sarcinella. Inoltre per questo intervento, che tra l’altro la mia amministrazione ha ereditato dal passato, è stato seguito un iter rispettoso di tutte le regole urbanistiche e di tutte le leggi vigenti”.
Che valutazione dà lei dell’intervento sul Comparto 13?
“Premetto che ad oggi non è stata presentata richiesta di riattivazione del procedimento inerente la lottizzazione del comparto 13 e che il permesso di costruire si rilascia solo dopo che sono stati acquisiti tutti i pareri favorevoli. Sul piano di lottizzazione del comparto 13 è stato rilasciato anni e anni fa dal comune un nulla osta paesaggistico, ma l’intervento è stato valutato dalla Soprintendenza negativamente. La decisione della soprintendenza è stata oggetto di poi un ricorso al Tar contro il quale il Comune di Santa Cesarea con la mia amministrazione non si è costituito proprio per lasciare al Tar l’ultima parola. Il resto della storia lo conoscete”.
Perché l’amministrazione comunale ha deciso di vendere i terreni antistanti la torre saracena di Porto Miggiano?
“La scelta è stata dettata da esigenze economiche del Comune, che si trova in una situazione finanziaria molto delicata. Alienare quei 6mila metri quadrati ha significato per il Comune di Santa Cesarea Terme alleviare una situazione che poteva avere risvolti più gravi, come l’ingresso in una fase di pre-dissesto. Abbiamo agito nell’interesse della collettività”.
Il Comparto 20, che è quello che ricomprende la torre saracena, che fine farà?
“A oggi non risultano presentati piani di lottizzazione di quel Comparto. La sua destinazione è la stessa del Comparto 19, dove sorge adesso l’Augustus Resort, ovvero servizi complementari al turismo, attrezzature balneari, nautiche”.
Ritiene consona alle attuali esigenze di tutela ambientale e alla progettazione partecipata la strumentazione urbanistica corrente del Comune di Santa Cesarea Terme?
“I piani regolatori generali servono per tutelare il paesaggio e dare uno sviluppo ordinato alla città. Mi rendo conto che Santa Cesarea necessita di un nuovo Piano Urbanistico Generale, ma a oggi solo la Regione può aiutarci, finanziandoci una progettazione che richiede diverse centinaia di migliaia di euro. Sulla progettazione partecipata mi trovo d’accordo con gli ambientalisti, e mi piacerebbe valutare con loro i futuri interventi di lottizzazione che verranno presentati al Comune, sempre nel rispetto delle esigenze della popolazione e dei vincoli paesaggistici. Ci tengo a precisare che non sono portatore di interessi privati, e che sono aperto al confronto con tutti”.
Fabio Tarantino