Posted on 07 Maggio 2012. Tags: Lecce, ordine dei giornalisti, precariato
A volte si pensa che alcune occupazioni non siano lavori veri e propri, ma hobby. Così accade per i giornalisti, per chi fa informazione 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, ed è questo il motivo che ha dato vita alla protesta dei giornalisti leccesi, sostenuto dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia. Molti giornalisti stanno apparendo in queste ore, per la diretta televisiva legata alle elezioni, con un adesivo, semplice quanto diretto: “L’informazione non è un hobby”. Come si legge anche nel comunicato, “una professione fatta di studio, sacrifici, dedizione massima non può essere considerata un hobby”, ma è questo che succede un po’ in tutt’Italia, al di là della crisi. I contratti “particolari” ci sono sempre stati, basti pensare al fatto che moltissime donne che hanno intrapreso questa carriera non hanno diritto a pause per maternità o allattamento, come hanno sottolineato in queste settimane anche alcuni approfondimenti in programmi Rai e Mediaset. La protesta, partita da Lecce per mano di “Informazione precaria”, dà voce a quanti vivono questa situazione ormai insostenibile. Non è
stato scelto un modo di maggiore impatto, come astenersi dal lavoro, per lasciare al pubblico il diritto all’informazione, e nello stesso tempo sottolineare lo stato di disagio: il giornalista racconta ogni giorno tutto ciò che accade, dai cortei di protesta dei lavoratori licenziati agli ammalati che non riescono a trovare cure o soldi per pagarle. Ma quello che manca spesso è un riconoscimento per il lavoro svolto e una retribuzione equa e puntuale. La puntualità è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: alcuni operatori dell’informazione televisiva hanno lamentato ritardi nei pagamenti, mentre le bollette, quelle sì, arrivano puntuali e vanno pagate. Le soluzioni proposte dal collettivo? Un maggior riconoscimento del lavoro svolto. Dare, cioè, la stessa credibilità a questo lavoro come a qualunque altro.
Paolo Merenda
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Posted on 14 Febbraio 2012. Tags: Besa Editrice, Francesco De Giorgi, precariato, romanzo
“Tu prepara il filtro”, romanzo d’esordio di Francesco De Giorgi, giovane autore salentino, edito da Besa Editrice, è un’opera narrativa generazionale che delinea in modo rigoroso il crollo degli ideali e il malessere dei trentenni di oggi, vittime della più grande insidia della contemporaneità: il precariato.
Raccontando le vicissitudini del ventinovenne Matteo Fabbri, l’autore invita ironicamente il lettore ad accostarsi al senso di vuoto e alla disillusione che sconvolgono non solo il protagonista (ovvero colui che narra la storia) ma anche i suoi amici di sempre, che si trovano a combattere contro lo stesso ale: l’inosservata ricerca di una realizzazione professionale che, specialmente al Sud, ai più appare come un’utopia .
Il romanzo si apre con l’arrivo del protagonista e di due suoi amici all’Università di Siena.
Non ci vuole molto a comprendere che le loro giornate di universitari saranno tutt’altro che dedicate allo studio. Matteo e soci sono ragazzi che con i libri hanno sempre avuto un brutto rapporto, anzi pessimo. Gli amici del protagonista, infatti, si ritirano quasi subito e al loro posto sopraggiunge una compagnia campana. Dopodiché arrivano gli esami, e tutto il percorso – assai noioso e mortificante – che porterà alla laurea del nostro. Ma il difficile viene dopo, quando, una volta ritornato a casa, Matteo dovrà scontrarsi con la cruda realtà della ricerca di un lavoro.
Una volta sgonfiatasi la bolla di letteratura inglobante le tematiche del precariato, che ha fatto nascere numerosi lavori più o meno conosciuti, sembrava arrivato il momento di scrivere la storia di un precariato non più episodico (se non eccezionale), ma uno stato di cose onnipresente che ormai taglieggia milioni di persone in Italia e altrove. Se poi a questo si aggiunge la disastrosa situazione dei tanti disoccupati e inoccupati, il quadro che ne viene fuori è tutt’atro che rassicurante.
Infine è interessante notare come quest’opera prima del De Giorgi tenga insieme, con molta cura, livelli elevati di linguaggio e modi di esprimersi quotidiani, traendo spunto da citazioni e film, libri e fumetti, strizzando l’occhio all’immaginario dei giovani e all’occorrenza (cosa davvero apprezzabile), canzonando un certo tipo di fare cultura sfociante nel culturalismo.
Gianluca Conte
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Posted on 30 Marzo 2011. Tags: lavoratori ex Lsu, Maglie, Palmariggi, precariato, protesta
Anche il Consiglio comunale di Palmariggi si concentra sulla questione degli ex Lsu, che protestano, ormai da mesi, presso il presidio posto presso il marciapiede antistante l’istituto magistrale “Aldo Moro” di Maglie. Nel Consiglio che si è tenuto nei giorni scorsi, infatti, i componenti si sono espressi all’unanimità a favore della protesta, forti anche dei nove ex Lsu palmariggini (su 1200 in tutta la provincia) che stanno vivendo la grave questione del precariato da ben sedici anni; cui si aggiungono una parte, i lavoratori della ditta Intini, che stanno percependo il salario a singhiozzo. In altre parole, la ditta eroga i salari in maniera non regolare, come invece è accaduto sempre in passato, motivando il disagio con la mancata erogazione dei contributi da parte dello Stato. Palmariggi, così, si pone in un’azione simile a quella intrapresa dal comune di Uggiano la Chiesa nella scorse settimane. Gli ex Lsu, disperati a causa della loro situazione, cercano nel frattempo risposte dalla politica che in effetti, senza distinzione di parte, sta dimostrando attenzione verso i loro problemi. Anche presso la Regione Puglia, il Consiglio ha approntato un ordine del giorno che prevede il problema degli ex Lsu all’ordine del giorno: tutto però sembra fermo, nonostante la buona volontà della politica. Una delle possibilità allo studio è che siano i presidi in prima persona a riassumerli dopo la data del 30 giugno, quando scadrà il loro contratto che pure, inizialmente, era a tempo indeterminato. Ma gli ex Lsu non vedono garanzie in questa soluzione, e preferirebbero essere assunti direttamente dallo Stato: facendo un po’ di conti, questa sarebbe anche un’ipotesi che farebbe risparmiare non poco denaro pubblico. Ma per ora gli ex Lsu restano nel presidio a ribadire la loro situazione. Tutto il resto è rumore.
Angela Leucci
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Posted on 24 Marzo 2011. Tags: Ex LSU, Maglie, precariato, Raffaele Fitto, scuole
Si tiene domani alle 17 presso l’aula magna del liceo pedagogico “Aldo Moro” di Maglie la riunione degli ex Lavoratori Socialmente Utili con i sindacati: gli ex LSU sono impegnati negli ultimi mesi in una protesta che li ha portati nel presidio posto sul marciapiede antistante l’istituto scolastico, con manifestazioni, incatenamento e dialoghi con tanti politici di ogni colore partitico e di qualunque livello, tra cui il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto.
Ma perché protestano? I lavoratori in questione fanno parte appunto della categoria ex LSU, impiegata in gran parte nelle pulizie delle scuole: si tratta di 110 lavoratori impiegati a Maglie, 1200 in tutta la provincia di Lecce e 13.600 in tutta Italia. 13.600, non 26mila come si dice a volte, perché significherebbe comprendere i lavoratori degli appalti storici, categorie protette dalle leggi sul lavoro che però non sono coinvolte nei loro disagi. E tra questi disagi il principale è il precariato, cui sono esposti da ben 16 anni nonostante questi lavoratori abbiano un contratto a tempo indeterminato, che però dal prossimo giugno potrebbe prevedere il licenziamento e la riassunzione a settembre. Tra i manifestanti di Maglie, tuttavia, ce ne sono alcuni che protestano anche per altre ragioni: sono quelli che dipendono dalla ditta Intini, che da fine anno non eroga gli stipendi nei tempi e nelle quantità previsti. Con molto ritardo, infatti, è stato loro corrisposto lo stipendio di dicembre, e a quanto pare in questi giorni anche quello di gennaio. La ditta, da parte sua, afferma di non aver ricevuto gli stanziamenti necessari. La situazione risulta abbastanza grave: alcuni di loro hanno o hanno avuto anche problemi nella vita quotidiana, come comprare il pane o il latte. A questo si aggiunga che alcuni hanno contratto un mutuo sulla casa grazie al contratto a tempo indeterminato, ma ora si ritrovano in notevoli difficoltà con i pagamenti. Quale sarà il loro futuro?
Angela Leucci
Posted in Attualità