Tag Archive | "Salento"

Il ripascimento della posidonia salverà le coste dall’erosione


L’erosione costiera potrebbe avere i giorni contati. È stato presentato il 15 novembre a Bari il primo sistema artificiale al mondo per la coltivazione e il ripascimento della posidonia oceanica. E’ il risultato del progetto Start (Sviluppo di una Tecnologia Ambientale per la Ricostruzione, la Tutela delle praterie sottomarine di posidonia e il miglioramento della sostenibilità ambientale delle operazioni su fondali), sviluppato dalla Tct di Brindisi in con Legambiente Puglia e finanziato dal Bando Aiuti agli investimenti in Ricerca per le Pmi della regione Puglia.

Questo studio rappresenta un modo per affrontare in maniera naturale l’erosione delle coste del Mediterraneo e in particolare delle pugliesi e delle salentine.

La pianta occupa circa il 3% dell’intero bacino del Mediterraneo e può arrivare a un metro di altezza formando praterie-barriere sottomarine. A causa dell’eccessiva antropizzazione delle coste la specie ha subito una drastica diminuzione del numero, entrando dal ‘90 nella lista rossa delle specie del Mediterraneo a rischio di estinzione. “Quando si realizzano opere marittime entro i 30 metri di profondità e si intercettano praterie di posidonia, la Valutazione di impatto ambientale prevede la mitigazione del danno attraverso il trapianto delle piante destinate a essere distrutte in un’altra parte del fondale. Il nostro progetto si inserisce nel mezzo di questa fase: prima del reimpianto abbiamo provato a tenere la posidonia in una sorta di incubatrice – spiega Giuseppe Scordella, coordinatore scientifico del progetto – E’ stato sviluppato un sistema a circuito idrico chiuso di cento metri quadri, in grado di mantenere condizioni ambientali stabili tipiche di un sistema marino di 15 metri di profondità. Per avviare la sperimentazione non è stata rimosso dai fondali nessuna pianta, ma sono state utilizzate, facendosi consegnare dai pescatori di Torre San Giovanni, le piantine finite nelle reti a seguito delle mareggiate. Poi abbiamo monitorato le 1500 talee trimestralmente. Esse riescono a sopravvivere in ambiente artificiale e la loro crescita è superiore rispetto a quella che si osserva nelle normali situazioni di espianto e di reimpianto. Già a partire dal primo monitoraggio è stata osservata una rilevante crescita verticale delle foglie. Al termine del progetto, la percentuale media di sopravvivenza delle talee è stata pari al 94,4 per cento dopo 9 mesi di coltivazione”.

“Ora l’impegno si sposta sul secondo e più importante passo: reinserire le talee coltivate in ambiente marittimo”, ha detto Francesco De Rinaldis, vicepresidente Tct. La tecnologia è in fase di brevettazione, ma si potrebbe pensare a delle convenzioni con le varie marinerie per l’approvvigionamento della posidonia che finisce nelle reti e che altrimenti sarebbe destinata a diventare rifiuto.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

Torna la cuccagna di san Leonardo a Castrignano dei Greci


Torna la ricorrenza di san Leonardo a Castrignano dei Greci, tra devozione, bancarelle, buon cibo e l’albero della cuccagna.

I festeggiamenti sacri, d’origine medioevale, e la storica fiera-mercato istituita nel 1949 si terranno la seconda domenica di novembre a Castrignano dei Greci, presso l’omonima cappella ottocentesca dedicata al santo, in via Carpignano, dove sorgeva l’antica cripta di San Leonardo.

La fiera è un appuntamento molto sentito per i castrignanesi, tanto da attenderla con impazienza per tutto l’anno. Tradizionalmente nel pomeriggio di festa si tiene anche la caratteristica cuccagna, una delle poche rimaste in tutto il Salento, in cui squadre di giovani provano in tutti i modi a scalare il palo per raggiungere i premi al vertice dell’asta.

Come molte delle fiere autunnali del sud Salento, anche questa era dedicata all’approvigionamento di beni per riuscire a superare l’inverno.

Non è una coincidenza che queste sagre, quella di Ognissanti di Carpignano e quelle dedicate al culto dei santi Medici, siano tutte legate alla festa di san Martino. L’11 novembre era la conclusione dell’anno celtico, nonché dell’anno agricolo, data fondamentale per una civiltà basata sul culto della terra come quella salentina.

Leonardo di nobili origini franche, nacque in Gallia nel 496 nel castello di Vandôme presso Orleans. Seguì gli insegnamenti di san Remigio, vescovo di Reims. A entrambi venne concesso da Salii Clodoveo di liberare i prigionieri che avessero ritenuto innocenti. Per questo divenne il santo protettore dei carcerati innocenti, spesso rappresentato con delle catene.

San Leonardo è anche il protettore delle donne incinte. Aiutò la moglie di re Clodoveo a partorire.

Ottenne così in segno di riconoscenza la proprietà di una parte del bosco in cui si trovava e nel quale decise di fondare l’oratorio “Nostra Signora di sotto gli alberi”.

Il culto di Leonardo in Italia e nel resto d’Europa si diffuse nel XI secolo, grazie ai pellegrinaggi verso Santiago di Compostela, di cui Noblac divenne una tappa del viaggio, e anche grazie a Boemondo I d’Antiochia, signore normanno imprigionato dagli infedeli e poi liberato dopo tre anni per intercessione del santo.

In Italia oggi esistono 225 luoghi di culto del santo. Nei giorni che dovrebbero celebrare l’anniversario della sua morte, probabilmente avvenuta il 6 novembre 559, si tengono delle feste in tutta Italia oltre che a Castrignano anche a Colli a Volturno, Isola Vicentina e a Mascali.

Jenny De Cicco

Posted in CulturaComments (0)

Il Salento a tutto talent show


Si chiamano Marco Castelluzzo e Claudia Casciaro e sono gli ennesimi salentini che parteciperanno a un talent show nazionale. Da ieri infatti i due ragazzi, il primo 18enne tricasino e la seconda 23enne di Marittima, sono nella scuola di Amici di Maria De Filippi, rispettivamente affidati agli insegnanti di canto, i due discografici, Rudy Zerbi e Mara Maionchi. Marco, che proviene dalla scuola “Dove c’è musica” di Tony Frassanito, come anche il secondo classificato di X-Factor 4 Davide Mogavero e il piccolo Salvatore Montagna, che partecipò a “Ti lascio una canzone”, ha già esperienze nel campo della musica internazionale, perché ha partecipato a un altro talent, “My camp rock” su Disney Channel, finendo poi per essere nella colonna sonora del film “Rapunzel”. Claudia invece viene dal blues, anche se nella puntata di ieri di Amici ha promesso di cimentarsi con altri generi musicali per dimostrare la sua valenzia. I due ragazzi sono solo gli ennesimi testimoni di un fenomeno targato Salento, che ha fatto nascere persino la leggenda metropolitana che la stessa De Filippi desideri aprire una scuola di canto in questa nostra penisola, perché possiede delle vocalità straordinarie. La seconda parte della leggenda metropolitana però è completamente vera: in questi anni, oltre ai succitati Mogavero e Montagna, abbiamo assistito a dei talenti di ragazzi salentini che hanno dato il meglio di loro stessi nei talent. Basti pensare agli Aram Quartet che hanno vinto X-Factor, o gli Effetto Doppler che hanno partecipato allo stesso talent nell’edizione di Mogavero, ma anche i concorrenti di Amici come le vincitrici Alessandra Amoroso ed Emma Marrone e la finalista dello scorso anno Francesca Nicolì. Per non parlare di tutti i ragazzini che in questi anni sono stati alla corte di Antonella Clerici e di Gerry Scotti per “Io canto”. In fondo, il Salento si conferma terra di musica, come testimoniano altri cantanti che non provengono dai talent tout court, come Dolcenera, che partecipò a Music Farm quando era già famosa, ma anche i Negramaro, i Sud Sound System e gli Apres La Classe, che prestarono la loro “Paris” a una pubblicità e a un programma televisivo. Senza dimenticare l’ex gieffina Francesca Giaccari, che pur non partecipando a un talent, sta riuscendo a realizzare il suo sogno facendo ascoltare a tutti la sua “Io grido”. A Marco e Claudia vanno i più grandi in bocca al lupo di Otranto Oggi, con l’augurio che si impegnino per tenere alto il nome della nostra terra.

Posted in AttualitàComments (0)

Un congresso a Otranto sul turismo verde


Si è svolto a Otranto, presso il castello Aragonese il Convegno Nazionale sul Turismo Verde a cura della Confederazione Italiana Agricoltori. Il tema della conferenza era “Le Politiche Regionali per l’agriturismo: dalla classificazione alla legislazione nazionale”.

Il convegno è stato l’occasione per presentare e discutere il disegno di legge regionale sull’agriturismo presentato dall’assessore regionale alle risorse agroalimentari Dario Stefàno.

Moderatore del congresso è stato il vicepresidente della Cia Puglia Donato Petruzzi. Sono intervenuti, Giulio Sparascio, presidente Cia Lecce, Giuseppe Gandin, presidente Nazionale di Turismo Verde, Daniele Merico, presidente di Turismo Verde Puglia e l’assessore regionale alle risorse agroalimentari Dario Stefàno.

“La Puglia conta circa 350 agriturismi operanti – ha commentato Petruzzi – ben al di sotto delle proprie potenzialità. Una nuova politica regionale sull’agriturismo e la nuova legge possono consentire la triplicazione del numero delle aziende in Puglia, per far fronte anche al boom turistico che sta vivendo la nostra regione. L’agriturismo e l’agricoltura sono un valore aggiunto all’economia turistica della Puglia perché la ruralità costituisce una attrattiva che va oltre il nostro settore.

Apprezziamo l’impostazione data dall’assessore Stefàno che considera il disegno di legge un primo passo per definire, con la concertazione delle organizzazioni professionali e dell’agriturismo, il testo definitivo più adeguato alle esigenze dell’agriturismo, del turismo e dell’ospitalità che va garantita in Puglia”.

“La proposta di legge presentata dall’assessore Stefàno la consideriamo un buon inizio – ha spiegato il presidente della Cia Lecce Giulio Sparascio – se si considera che gli agriturismi pugliesi operano con una legge regionale vecchia 26 anni, ormai deve essere rivista. Da tempo avevamo chiesto a Stefàno di mettere mano ad una nuova legge. Il disegno di legge presentato nei giorni scorsi è un buon inizio, che, comunque, va migliorato in alcuni punti. È positivo, che nella nuova legge regionale si parli di multifunzionalità e di pesca turismo e ittiturismo, quale parte integrante dell’offerta turistica complessiva della Regione.

Questo disegno di legge va perfezionato e reso immediatamente operativo, con il contributo delle organizzazioni di categoria. A nostro parere, infatti, è stato positivo inserire nella nuova legge gli aspetti legati alla multifunzionalità agricola. Ma relegarli solamente alla conservazione e tutela dell’ambiente e alla valorizzazione dei prodotti tipici regionali e alle produzioni di qualità è, secondo noi, limitativo. Nel discorso della multifunzionalità, infatti, andrebbero quanto meno inseriti tutti gli aspetti legati alla didattica, e quindi alle masserie didattiche, e alla vendita diretta in campagna. Non solo un occhio all’ambiente al territorio, dunque, ma anche alla formazione delle giovani generazioni e al reddito degli agricoltori”.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Economia, Politica, Primo Piano, TurismoComments (0)

Finalmente Sud: parte il ricambio nel Partito Democratico


Cento salentini a Napoli il 29 e 30 ottobre. Si è inaugurato il corso di formazione politica “Finalmente Sud” promosso e organizzato dal dipartimento formazione nazionale del partito democratico. Oltre cento giovani salentini aderenti al Pd hanno raggiunto la città partenopea per unirsi agli altri duemila che provenivano da tutto il Sud Italia e per partecipare alla fase di apertura del corso. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha aperto i lavori con un messaggio chiaro “favorire ed accelerare il ricambio con cambiamento della classe dirigente del partito”. La questione che è emersa nella due giorni napoletana è stata, appunto, la questione del ricambio generazionale che “deve essere non solo anagrafica, ma strutturale, cioè deve portare nel partito un nuovo modo di declinare la politica, intesa come politica di prossimità, di aiuto dell’altro più vicino a te, la tua comunità, il tuo paese, la tua regione”. L’entusiasmo dei ragazzi è stato molto alto per un progetto pilota, che durerà un anno, si svilupperà su una piattaforma online open source, che vedrà momenti di condivisione fisica del progetto con altri meeting, e che non ha paragoni nella storia dei partiti italiani, un progetto che parte dal sud e che nei prossimi mesi riguarderà tutto il territorio nazionale. Negli interventi dei ragazzi non sono mancate le critiche alle mancanze di attenzione e di direzione politica che su molti temi il Partito Democratico dimostra, come il tema del precariato e dello sviluppo.

Fabio Tarantino

Posted in PoliticaComments (0)

“I Turismi” e la site visit salentina


Site visit nel Salento per verificare lo stato dei luoghi e la nascita di percorsi turistici atipici. Site visit è un termine mutuato dall’inglese che significa visita in loco. Che in questo caso si è svolta dal 28 al 30 settembre, in tutto il Salento. Il percorso è stato vagliato dai referenti del progetto ”I Turismi” per la sperimentazione d’itinerari turistici alternativi. L’esperienza de “I Turismi” parte nel 2007 come interregionale per la competitività del Mezzogiorno ed è promossa da Fondirigenti, fondo interprofessionale, che punta a promuovere azioni utili per lo sviluppo delle aree aderenti e l’avvio di nuovi modelli di aggregazione delle imprese che s’ispirino sempre più a logiche di filiera. “I Turismi” nasce con l’intento di realizzare un’iniziativa innovativa e replicabile, per lunghi periodi di tempo e aperta ad accogliere nuovi aderenti e nuovi territori, diventando un esempio concreto in grado innescare un circolo virtuoso di programmazione e gestione d’iniziative. Altro obiettivo è quello di intercettare la domanda di “turismi” nazionali e internazionali, tramite la predisposizione di itinerari insoliti, che possano valorizzare usi, costumi, peculiarità ed attrazioni naturalistiche e culturali del Mezzogiorno italiano. Quest’anno sono stati sei i territori al vaglio dei referenti: Lecce e la penisola salentina, Cosenza con la Sila e la costa calabra, Siracusa e la Val di Noto, la Sardegna settentrionale con Alghero e la Gallura – Costa Smeralda, Salerno, con la costiera Amalfitana e il Cilento, Matera con il Pollino e i Sassi. Nel dettaglio, l’esperienza salentina, a detta dei visitatori, è stata entusiasmante sotto tutti gli aspetti . Gli ospiti erano divisi in due gruppi per meglio conoscere le peculiarità di questo affascinante lembo di terra e ne hanno visitato i luoghi meno conosciuti. “Il successo riscosso dall’iniziativa – ha affermato il presidente della Sezione Turismo Andrea Montinari – rende merito a Confindustria, al territorio e alle istituzioni che hanno collaborato per presentarsi al meglio”. Secondo il presidente di Confindustria Lecce Piernicola Leone de Castris, il Salento è cresciuto molto in termini turistici, merito della qualità dell’offerta e della bellezza dei luoghi, ma il contributo del turismo al Pil e all’occupazione nel Salento è tuttora marginale, comunque rappresentano un modo per incrementare la crescita del turismo nostrano. Al Salento non manca nulla, natura, arte e storia, siti patrimonio Unesco e spazi dedicati allo sport, definiti dal direttore generale Antonio Corvino come “importanti frontiere per un turismo a tuttotondo e di qualità, capace di identificare e diversificare il Salento dalle altre realtà turistiche”, un percorso che la terra tra i due mari sta già intraprendendo con ottimi risultati.

Jenny De Cicco

Posted in TurismoComments (0)

Erosione costiera, il Salento la zona più a rischio d’Italia


Erosione costiera, effetto del riscaldamento globale. È quello che affermano gli esperti europei nella relazione del progetto “Clamer” (Climate change and European marine ecosystem research), con a capo lo scienziato Carlo Hipe. Lo studio avvalora gli allarmi e i richiami degli operatori del settore, e sempre secondo gli esperti la zona più a rischio in Italia sarebbe proprio il Salento: in particolare la costa Adriatica – ovvero Otranto, Santa Cesarea, Castro – ma anche Gallipoli e Porto Cesareo per lo Jonio, potrebbero vedere modificate radicalmente o andate perse le proprie risorse naturali principali fonti di reddito per il territorio, ovvero i litorali.

Cinque milioni di metri cubi di arenile sono infatti già spariti negli ultimi anni, con gravi conseguenze per il settore balneare e turistico salentino. Ne fanno le spese la flora e fauna costieri, che risentono di modificazioni ingenti, con gravi rischi anche per le città costiere, che della posizione geografica hanno fatto il loro punto di forza in termini di appeal turistico. L’aumento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacci e il cambio dei venti ha portato all’accelerazione del 15% del preoccupante fenomeno per l’Europa. Già da anni vengono lanciati numerosi appelli da ambientalisti, operatori e nuovi fronti politici. È del marzo scorso la dichiarazione del presidente di Assobalneari Mauro Della Valle, che di concerto con il Movimento Giovanile Regione Salento aveva organizzato un sit-in di protesta presso le spiagge d’Otranto, per richiamare l’attenzione mediatica sul fenomeno, che rischiava di far saltare la stagione turistica allora alle porte. Il richiamo lanciato e ripetuto a gran voce su giornali e tv è stato sempre lo stesso: cercare una soluzione condivisa e sostenibile o permettere agli stessi operatori di fare qualcosa per conto proprio. Un esempio virtuoso è quello della Basilicata, che già nel 2009 ha affrontato il problema. Nella zona metapontina sono state studiate soluzioni di tipo naturale, come la realizzazione di scogliere di massi o il ricorso alla tecnologia dei “pennelli”, barriere di sabbia o tubi elastici posati sul fondo del mare che riducono l’azione delle correnti sull’arenile.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Cronaca, Primo PianoComments (0)

Il costo dell’albergo lievita, turisti in difficoltà a Otranto


Prenotare una stanza a Otranto al prezzo di 50 euro a notte e ritrovarsi a pagarne 130? Ebbene sì, è quello che è accaduto a quattro turisti stranieri che, cedendo al fascino del mare cristallino e del mistero delle mura della città idruntina, hanno dovuto fare i conti con un pernottamento ritenuto decisamente esoso. A occuparsi della prenotazione un otrantino amico dei turisti e anche complice della scelta della meta della vacanza; fine agosto, certo, non è ancora bassa stagione, visto il caldo che ancora imperversa, ma il periodo che va dal 25 al 29 agosto non rientra tra quelli delle tariffe più elevate della prima quindicina del mese più caldo dell’anno, così un giro di telefonate ai vari hotel della città e alla fine si presenta una soluzione davvero allettante: un albergo nel centro del paese che propone cinque notti per un totale di 245 euro a stanza doppia, colazione inclusa, ovvero le prime tre notti a 160 euro totali e le altre due notti a 85 euro totali, per una media per notte di 49 euro. Un affare da non perdere, tanto che lo stesso otrantino, prima di proporlo ai suoi amici, vuole accertarsene telefonando ben tre volte. La prima incongruenza, però, non tarda ad arrivare. Alla prenotazione effettuata via mail dai turisti segue una risposta dell’hotel che conferma il prezzo di 160 euro per le prime tre notti, ma che presenta un costo totale di 100 euro, anziché 85, per le restanti due notti. Una telefonata sembra risolvere tutto, ma a una lettura più approfondita altra sorpresa: si chiede il versamento di una caparra di 320 euro. Nulla di male, se non che la cifra richiesta è decisamente superiore a quello che sarebbe il costo totale per stanza dell’intero pernottamento. Un’altra telefonata sembra chiarire l’equivoco. La somma della caparra è da intendersi in totale per entrambe le stanze, sarebbe dunque una caparra da 160 per stanza con una penale pari al 30% della somma rimanente da pagare in caso di partenza anticipata. È il 26 agosto che i conti iniziano a non quadrare per i turisti, arrivati a Otranto la notte precedente, perché il costo del pernottamento, raccontano gli interessati, passa da un ammontare di 245 euro a un totale di 650 euro a stanza per cinque notti. Importo che, per quanto assolutamente non rispondente ai patti intercorsi, i quattro turisti saldano immediatamente con carta di credito. Non appena l’amico, avvisato dell’episodio, si reca in albergo, invita i suoi amici a lasciare le stanze con almeno due giorni di anticipo, facendosi rimborsare la cifra eccedente già versata, ma in un batter d’occhio la penale per partenza anticipata lievita fino all’80% con tanto di documento firmato dal direttore che, tra l’altro, non è neppure in grado di esprimersi in inglese. Dopo discussioni varie, l’unica cosa che i turisti, con l’aiuto del loro amico, riescono ad ottenere è che gli vengano scontati 135 euro dal totale per stanza, somma irrisoria rispetto a ciò che hanno dovuto sborsare per fare una vacanza immersi in uno degli angoli più belli e caratteristici del Salento, in cui però hanno giurato di non tornare mai più.

Alessandra Ragusa

Posted in Cronaca, Primo Piano, TurismoComments (0)

Ma l’albergatore non ci sta: “I clienti hanno frainteso”


Punti di vista diametralmente differenti, tra i turisti stranieri ospiti a Otranto dal 25 al 29 agosto e l’albergatore otrantino proprietario dell’hotel interessato. I quattro turisti stranieri, ormai tornati da giorni nella loro città di residenza, restano infatti fermi sulle loro posizioni, e ribadiscono, apportando a testimonianza lo scambio di e-mail intercorso tra loro e l’albergatore, che per i primi tre giorni del soggiorno era stato fissato un corrispettivo totale di 160 euro, e per i restanti due giorni una cifra pari a 85 euro, sempre da intendersi a stanza doppia. A confermare la loro versione dei fatti, secondo quanto riferito dagli stessi, l’equivoco venutosi a creare sulla richiesta della caparra. Dopo gli accordi telefonici, infatti, l’albergatore, che ci tiene a restare anonimo, richiede una caparra, comprensiva dei primi tre giorni di pernottamento, che ammonta a 320 euro. Una richiesta bizzarra, secondo i turisti, certi che l’intera durata del soggiorno avrebbe avuto un costo inferiore. Una telefonata chiarisce l’equivoco: la caparra, riferisce l’albergatore ai clienti, è da dividere tra le coppie di turisti, quindi ammonta a 160 euro a stanza doppia.

Di altro avviso l’albergatore, però, che preferisce pensare all’episodio come a un brutto malinteso. Perché è vero, si è parlato di 160 e 85 euro, racconta, ma soltanto per una notte nel suo albergo: a testimonianza del fatto, appunto, la stessa richiesta della caparra, così come il listino prezzi dell’hotel presente su vari siti Internet. Secondo l’albergatore, insomma, la richiesta del pagamento anticipato dei tre giorni di pernottamento fatta via mail per un totale di 320 euro avrebbe dovuto far capire ai turisti stranieri che probabilmente avevano frainteso le tariffe. Ma perché non specificare chiaramente la dicitura “a notte” nell’e-mail di conferma della prenotazione? E soprattutto, visto che il bonifico per la caparra ammontava a 160 euro a stanza, perché l’albergatore non ha subito contattato i turisti richiedendo la restante parte? A quanto racconta ancora l’interessato, la dicitura “a notte” era invece presente sull’e-mail, e per quanto riguarda la caparra replica di aver evitato di sembrare troppo fiscale. Altro dubbio: al momento del saldo dei conti, dopo le rimostranze dei turisti e dell’amico originario di Otranto che li accompagnava, l’albergatore ha apportato un sconto di 135 euro a stanza doppia. Perché scendere a compromessi se si è certi di essere nel giusto? L’albergatore ha una risposta pronta anche per questo: ha voluto mettersi nei panni dei suoi ospiti che, per quanto non avessero compreso il contenuto delle e-mail e le tariffe, avevano messo in conto spese decisamente più basse.

Alessandra Ragusa

Posted in Cronaca, Primo Piano, TurismoComments (0)

“Salento Food”, due giorni per celebrare prodotti e tradizioni


Spazio ai sapori locali, alla tradizione e all’artigianato locale. “I prodotti della nostra terra tra gusto, benessere e tradizione” nel castello e nel borgo di Acaya, il 9 e il 10 settembre con Salento Food, un progetto varato dall’assessorato al Turismo e marketing territoriale della Provincia di Lecce e dal comitato provinciale dell’Unpli Puglia, in collaborazione con 23 P0ro loco del territorio e con il Comune di Vernole. Non una semplice manifestazione, ma una serie di iniziative che proseguiranno nel corso dei prossimi mesi con un percorso formativo che coinvolgerà comuni e pro loco con lo scopo di valorizzare le produzioni tipiche del Salento attraverso lo svolgimento di sagre e feste paesane. Si darà il via all’inaugurazione e alla presentazione del progetto, venerdì 9 settembre alle 18, entrando nel vivo attraverso un convegno a cura del comitato provinciale Unpli Lecce dal titolo “Star bene con i prodotti della nostra terra”, mentre nella piazza antistante il castello le 23 Pro loco della provincia presenteranno i prodotti e piatti tipici del territorio. Protagonista assoluta la bontà con i prodotti delle migliori sagre tipiche organizzate da molte associazioni del territorio. E tra i tanti prodotti due ospiti d’onore: “DiVina”, un tipo particolare di salsiccia al vino locale, e “Artigiana”, un’altra tipologia di salsiccia insaporita dalla birra artigianale. Ampio spazio anche ai mestieri di una volta anche all’interno del suggestivo castello, nel quale in entrambi i giorni sarà possibile accedere attraverso visite guidate a cura della Pro loco del Comune di Vernole. Artigiani che lavoreranno la pietra leccese, la terracotta e la cartapesta, e poi fabbri, calzolai, fabbricanti di scope, cesti e tanto altro per immergersi totalmente nell’immaginazione di quella che era la vita dei nostri avi. Non mancheranno la musica e danze tradizionali ad animare entrambe le serate. Il piazzale antistante il castello il 9 settembre diverrà il palcoscenico degli “Stella grande & Anime bianche” e degli “Scianari”, e la sera successiva dei “Mute terre” e del “Gruppo folk 2000”. Una festa della tradizione e del gusto che ha come fine ultimo anche la disciplina delle sagre e delle feste paesane: un regolamento-tipo, predisposto da Provincia e Comitato Unpli, verrà proposto ai comuni della provincia di Lecce per privilegiare i nostri prodotti enogastronomici e anche i luoghi che ospitano le varie manifestazioni all’insegna della sostenibilità e della tipicità, “parole-chiave dell’offerta turistica leccese in ogni segmento”, come dichiara Francesco Pacella, assessore provinciale al Turismo e al marketing territoriale.

Alessandra Ragusa

Posted in Eventi e SpettacoliComments (0)

“Ricadute narrative della contingenza esistenziale”, un Salento diverso dal solito nel libro di Antonio Pagliara


“Ricadute narrative della contingenza esistenziale” è il titolo del nuovo libro di Antonio Pagliara. L’autore spiega che è un titolo volutamente impronunciabile e significa “racconti autobiografici”. Lo scrittore salentino è nato a Tuglie, ha vissuto tre anni in Colombia e uno in Iran e vive attualmente a Istanbul, dove insegna in un liceo italiano. Il libro, pubblicato da Lupo Editore, racconta un Salento inedito, lontano da quello conosciuto nelle cartoline, nei documentari o negli itinerari turistici enogastronomici. Eppure Pagliara, della sua terra non trascura niente, dai paesaggi alla sofisticata arte salentina dell’inzuppare il biscotto, dalla mancanza di lavoro alla fuga dei cervelli, da serate passate a filosofeggiare mangiando lumache e bevendo vino agli aneddoti popolari. Con le loro bravate, personaggi come Ciccio Spina, cliente affezionato del bar Sguario, e Marco Cazzafitta, faranno sorridere il lettore; i misteri della Malumbria o del Bezelit non annoieranno. Ai racconti salentini seguono quelli dei viaggi in Iran, Colombia e Turchia. Il libro infatti è un rapido susseguirsi di immagini, suoni, colori, oggetti e azioni che colpiscono i sensi e la fantasia. Nel testo si alternano momenti di scrittura cabarettistica e lunghe scorribande barocche, racconti cinici a finzioni metafisiche. Solo alla fine del libro il lettore potrà decidere se aderire al severo giudizio del “professore”, oppure raccogliere la sfida e decidere cosa fare delle ricadute: se ridere o sorridere, pensare, incantarsi o, semplicemente, godersele.

Serena Cappello

Posted in CulturaComments (0)

Emergenza Roghi, “Save Salento” al prefetto: “Subito i catasti delle aree bruciate”


L’associazione radicale “Save Salento” ha scritto una lettera al prefetto di Lecce, Mario Tafaro, affinché intervenga nell’emergenza roghi nel Salento, ormai rivelatasi in tutta la sua gravità e virulenza. “Save Salento” ha richiamato infatti l’attenzione sull’importanza della legge quadro 353 del 2000 sulla prevenzione degli incendi, che prevede l’obbligo, in capo ai Comuni, di redigere un apposito catasto delle aree bruciate, finalizzato a disincentivare le speculazioni sui terreni incendiati, impedendo cambi di destinazioni d’uso, fabbricazioni successive e attività di caccia e pastorizia. “Save Salento” denuncia anche come spesso, dietro un incendio appiccato, si nasconda il tentativo di sbarazzarsi di boschi, pinete e macchia al fine di liberare da vincoli ambientali, naturalistici e paesaggistici intere aree del territorio salentino, e renderle disponibili allo sfruttamento economico e produttivo o, peggio, al cemento. In tal senso l’associazione ha rivolto un appello al prefetto affinché proceda a una verifica puntuale dello stato di attuazione e di aggiornamento dei catasti in tutta la provincia di Lecce, per obbligare i comuni eventualmente sprovvisti a un pronto e immediato adempimento. Il fenomeno degli incendi estivi parte anche da questo tipo di omissioni, e si avvantaggia anche della sensazione dell’impunità:. luoghi come Porto Miggiano, Porto Selvaggio e le Cesine sono da tempo sotto la grave pressione, più o meno manifesta, di interessi volti allo sfruttamento economico e all’insediamento di strutture sui litorali e sui costoni di roccia. “La politica – afferma Antonio Bonatesta, segretario di “Save Salento” – ha il compito di tornare al centro della scena, e l’azione del prefetto servirà sicuramente a riaccendere l’attenzione delle classi dirigenti e dell’opinione pubblica sull’esistenza e sulla validità di strumenti che, come i catasti delle aree bruciate, aspettano solo di trovare pronta applicazione”.

Fabio Tarantino

Posted in Cronaca, Primo PianoComments (0)

Iscriviti alla Newsletter

Subscribe to our newsletter

You will receive an email with the confirmation link (check your spam folder if NOT)
Sendit Wordpress newsletter
Sendit Wordpress newsletter

Avvocato Risponde

    Paperback Writers

      Tag Cloud

      PHVsPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZHNfcm90YXRlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzE8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjViLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzM8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVjLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzQ8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVkLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV9hZHNlbnNlPC9zdHJvbmc+IC0gPHNjcmlwdCB0eXBlPVwidGV4dC9qYXZhc2NyaXB0XCIgbGFuZ3VhZ2U9XCJKYXZhU2NyaXB0XCI+DQo8IS0tDQoNCmZ1bmN0aW9uIHJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCl7DQp2YXIgbXlpbWFnZXM9bmV3IEFycmF5KCkNCm15aW1hZ2VzWzFdPVwiL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDEyLzA1L2Jhbm5lci4tc2NoaXRvLmpwZ1wiDQoNCg0KDQoNCnZhciBpbWFnZWxpbmtzPW5ldyBBcnJheSgpDQppbWFnZWxpbmtzWzFdPVwiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8yMDEyLzA0LzMwL2FudG9uaW8tc2NoaXRvLWludGVydmlzdGEtZG9wcGlhL1wiDQoNCg0KDQp2YXIgcnk9TWF0aC5mbG9vcihNYXRoLnJhbmRvbSgpKm15aW1hZ2VzLmxlbmd0aCkNCmlmIChyeT09MCkNCnJ5PTENCmRvY3VtZW50LndyaXRlKFwnPGEgaHJlZj1cJytcJ1wiXCcraW1hZ2VsaW5rc1tyeV0rXCdcIlwnK1wnIFRBUkdFVD1cIl9ibGFua1wiPjxpbWcgc3JjPVwiXCcrbXlpbWFnZXNbcnldK1wnXCIgPjwvYT5cJykNCn0NCnJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCkNCi8vLS0+DQo8L3NjcmlwdD48L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfZGlzYWJsZTwvc3Ryb25nPiAtIHRydWU8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfaW1hZ2U8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzMwMHgyNTBhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV91cmw8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfYWRzZW5zZTwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9kaXNhYmxlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9pbWFnZTwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly9vdHJhbnRvLmlub25kYS5sZS5pdC93cC1jb250ZW50L3RoZW1lcy9wb3J0YWwvYWRzLzQ2OHg2MC9ubTQ2OHg2MC5naWY8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL290cmFudG8uaW5vbmRhLmxlLml0Lz9wPTk5MTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF8xPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWRfdXJsXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF91cmxfMzwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly93d3cud29vdGhlbWVzLmNvbTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF80PC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWx0X3N0eWxlc2hlZXQ8L3N0cm9uZz4gLSBsaWdodGJsdWUuY3NzPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYXV0aG9yPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2F1dG9faW1nPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2N1c3RvbV9jc3M8L3N0cm9uZz4gLSA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19jdXN0b21fZmF2aWNvbjwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlYXR1cmVkX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gUHJpbW8gUGlhbm88L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19mZWF0X2VudHJpZXM8L3N0cm9uZz4gLSA0PC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZmVlZGJ1cm5lcl9pZDwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlZWRidXJuZXJfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8/ZmVlZD1yc3MyPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZ29vZ2xlX2FuYWx5dGljczwvc3Ryb25nPiAtIDxzY3JpcHQ+DQogIChmdW5jdGlvbihpLHMsbyxnLHIsYSxtKXtpW1wnR29vZ2xlQW5hbHl0aWNzT2JqZWN0XCddPXI7aVtyXT1pW3JdfHxmdW5jdGlvbigpew0KICAoaVtyXS5xPWlbcl0ucXx8W10pLnB1c2goYXJndW1lbnRzKX0saVtyXS5sPTEqbmV3IERhdGUoKTthPXMuY3JlYXRlRWxlbWVudChvKSwNCiAgbT1zLmdldEVsZW1lbnRzQnlUYWdOYW1lKG8pWzBdO2EuYXN5bmM9MTthLnNyYz1nO20ucGFyZW50Tm9kZS5pbnNlcnRCZWZvcmUoYSxtKQ0KICB9KSh3aW5kb3csZG9jdW1lbnQsXCdzY3JpcHRcJyxcJy8vd3d3Lmdvb2dsZS1hbmFseXRpY3MuY29tL2FuYWx5dGljcy5qc1wnLFwnZ2FcJyk7DQoNCiAgZ2EoXCdjcmVhdGVcJywgXCdVQS0yMDQ3MTcwNC0xXCcsIFwnYXV0b1wnKTsNCmdhKFwnc2V0XCcsIFwnYW5vbnltaXplSXBcJywgdHJ1ZSk7DQogIGdhKFwnc2VuZFwnLCBcJ3BhZ2V2aWV3XCcpOw0KDQo8L3NjcmlwdD4NCg0KPHNjcmlwdD4NCiAgKGZ1bmN0aW9uKGkscyxvLGcscixhLG0pe2lbXCdHb29nbGVBbmFseXRpY3NPYmplY3RcJ109cjtpW3JdPWlbcl18fGZ1bmN0aW9uKCl7DQogIChpW3JdLnE9aVtyXS5xfHxbXSkucHVzaChhcmd1bWVudHMpfSxpW3JdLmw9MSpuZXcgRGF0ZSgpO2E9cy5jcmVhdGVFbGVtZW50KG8pLA0KICBtPXMuZ2V0RWxlbWVudHNCeVRhZ05hbWUobylbMF07YS5hc3luYz0xO2Euc3JjPWc7bS5wYXJlbnROb2RlLmluc2VydEJlZm9yZShhLG0pDQogIH0pKHdpbmRvdyxkb2N1bWVudCxcJ3NjcmlwdFwnLFwnLy93d3cuZ29vZ2xlLWFuYWx5dGljcy5jb20vYW5hbHl0aWNzLmpzXCcsXCdnYVwnKTsNCg0KICBnYShcJ2NyZWF0ZVwnLCBcJ1VBLTIwNDk2ODEzLTFcJywgXCdhdXRvXCcpOw0KZ2EoXCdzZXRcJywgXCdhbm9ueW1pemVJcFwnLCB0cnVlKTsNCiAgZ2EoXCdzZW5kXCcsIFwncGFnZXZpZXdcJyk7DQoNCjwvc2NyaXB0Pg0KPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZTwvc3Ryb25nPiAtIGZhbHNlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZV90aHVtYl9oZWlnaHQ8L3N0cm9uZz4gLSA1NzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2hvbWVfdGh1bWJfd2lkdGg8L3N0cm9uZz4gLSAxMDA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19pbWFnZV9zaW5nbGU8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2xvZ288L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fbWFudWFsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tL3N1cHBvcnQvdGhlbWUtZG9jdW1lbnRhdGlvbi9nYXpldHRlLWVkaXRpb24vPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fcmVzaXplPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3J0bmFtZTwvc3Ryb25nPiAtIHdvbzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfY2Fyb3VzZWw8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfdmlkZW88L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fc2luZ2xlX2hlaWdodDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3NpbmdsZV93aWR0aDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3RhYnM8L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fdGhlbWVuYW1lPC9zdHJvbmc+IC0gR2F6ZXR0ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3VwbG9hZHM8L3N0cm9uZz4gLSBhOjg6e2k6MDtzOjYxOiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnIjtpOjE7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzktbG9nbzQuanBnIjtpOjI7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzgtbG9nbzMuanBnIjtpOjM7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzctbG9nbzMuanBnIjtpOjQ7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzYtbG9nbzMuanBnIjtpOjU7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzUtbG9nbzIuanBnIjtpOjY7czo1OToiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzQtbG9nby5qcGciO2k6NztzOjU5OiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMy1sb2dvLmpwZyI7fTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3ZpZGVvX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gVmlkZW88L2xpPjwvdWw+