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Tra le bellezze naturali dei Laghi Alimini, in sella a un cavallo


Il Salento è una terra ricca di colori straordinari, di meravigliosa varietà e di luoghi incantevoli da conoscere, visitare e scoprire. Uno dei modi alternativi per esplorare il territorio salentino nella sua totale espressione è in sella ad un cavallo. Con questo splendido animale si possono scoprire aree di pregio naturalistico e ambientale dove con altri mezzi sarebbe impossibile inoltrarvisi. Il luogo migliore per vivere una simile avventura è il centro equestre più noto del Salento, l’Ippogrifo, da tutti conosciuto come “il maneggio di Lucio”. Collocato in un paradiso naturale a pochi metri dai laghi Alimini, a 7 km a nord di Otranto sulla provinciale 151.

Lucio, con i suoi lunghi baffi, cappello e sguardo da cowboy, guida la fila di cavalli in sella al suo stallone. Ci si inoltra subito tra vecchi ulivi, se ne ammirano alcuni esemplari centenari e dalla masseria Pagliarone, che dà il nome alla zona, si giunge alla masseria Patulicchie. Il complesso della masseria risale al Cinquecento e la torre, di notevole mole, doveva raggiungere anche una considerevole altezza, tanto da poter fungere come posto di osservazione, essendo in comunicazione visiva con le vicine torri costiere e con altri torri all’interno. Dopo circa mezz’ora si arriva sulla costa di Sant’Andrea e dall’alto della scogliera si ammira il mare cristallino, uno scenario incantevole reso ancora più affascinante dalla diversa percezione che si ha stando ancora più in alto del normale: in sella a un cavallo. Si procede verso Sant’Andrea, piccola località balneare caratterizzata da grotte scavate nella roccia, un tempo ricovero per gli uomini e per gli animali e successivamente usate come ricovero dai pescatori che vi dimoravano stabilmente. Dopo aver attraversato la frastagliata costiera caratterizzata da meravigliose insenature e anfratti, si attraversa un tratto di fitta pineta per poi arrivare su un ponte dove si può ammirare il punto di unione tra il mare e il lago grande degli Alimini.

Gli ulivi, nella loro maestosità, fanno da cornice alla fila di cavalli, e intorno echeggia solo il canto delle cicale. Ci si inoltra poi in un tratto di pineta che Lucio ama chiamare “Amazzonia”. Subito ci si rende conto del perché: strettissimi sentieri che solo a cavallo si possono intraprendere, una galleria di tronchi e rami di pino. Si viene avvolti da un inebriante profumo di alloro, pino domestico, timo e tante altre piante che contribuiscono a creare un habitat di incomparabile bellezza. Usciti da questi sentieri si intravedono le incantevoli insenature del lago. All’avvertimento di Lucio, “spalle indietro”, i cavalli affondano gli zoccoli in una fanghiglia e pochi passi più avanti ci si ritrova a guadare il lago conosciuto come la “Rotonda”, il lago salmastro che si vede, nel primo tratto della passeggiata, legarsi al mare. Vi è una ricca presenza di una fauna avicola particolare come il martin pescatore, il barbagianni, il pettirosso. Lo si attraversa a qualche metro dalla riva e l’acqua arriva sino agli stivali. I pesci nuotano tra le gambe dei cavalli. Di fronte vi è anche una torre di avvistamento che consente di ammirare l’habitat circostante nel suo complesso splendore e carpire tutti i particolari della vita lacustre.

Serena Cappello

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Troppi randagi, una turista al Messaggero: “Mai più nel Salento”


“Noi non torneremo più laggiù”: ecco cosa scrive una donna di Roma al “Messaggero”, a proposito del Salento. La missiva, pubblicata nei giorni scorsi, raccontava una esperienza di villeggiatura angosciante, per la signora: non per accoglienza, ma per la presenza sul territorio d’interi branchi di cani “affamati e malconci”.

Critiche anche ai salentini, nella lettera, definiti come indifferenti ai cani indifesi, che rischiano solo di finire sotto un’auto sulla statale o di morire avvelenati, tra atroci sofferenze, per le cittadine del Leccese. Possibile che il Salento, agognata meta turistica per chi cerca relax, eden sulla terra, landa benedetta baciata dal sole, carezzata dal vento e lambita da acque cristalline, si trasformi in un’occasione di viaggio nelle abitudini incivili che vengono attribuite al Meridione d’Italia?

Questa è la lettera così come pubblicata dal noto quotidiano di Roma: “Buongiorno, io e la mia famiglia siamo stati in vacanza nel Salento e siamo rimasti a dir poco scioccati dal numero di cani randagi e malconci che abbiamo visto sul territorio, uno scenario da Terzo Mondo. Ci siamo adoperati anche noi per aiutarne uno che stazionava su una spiaggia insieme a un branco, una delle tante spiagge dove paradossalmente è vietato l’ingresso ai cani. È vergognoso che nessuno muova un dito. Noi non torneremo più laggiù. Francesca Righi e famiglia”. Poco male, risponderà qualcuno, pensando che la donna e la sua famiglia siano solo quattro persone: ma non si pensa allora al danno di immagine per questa zona della Puglia, visto che i problemi denunciati da questa turista l’hanno spinta a scrivere su uno dei quotidiani nazionali a maggiore tiratura. Spesso la scusa in risposta al problema del randagismo è che i cani vengano abbandonati qui da soggetti terzi in vacanza, ma non è così: sono gli stessi salentini a lasciare liberi i propri animali da compagnia, spesso anche femmine in grado di riprodursi, poi abbandonate totalmente se in stato interessante, perché un cane può piacere, ma una femmina e 7 cuccioli sono troppi. Ma il punto non è solo questo: il fatto è che spesso il Salento viene descritto come meta animal-friendly, e infatti le strutture alberghiere ospitali per i “pelosi” sono numerosissime e disseminate in tutto il territorio. A mancare, purtroppo, è a volte la cultura civica e cinofila, che non vuol dire obbligatoriamente amare gli animali o doverne possedere uno, ma essere consapevoli del mondo che ci circonda e rispettare esseri viventi e senzienti, non abbandonando un animale ormai troppo grande e sottoponendo le femmine a sterilizzazione preventiva, se non si ha intenzione di avere dei cuccioli. Avere un cane vuol dire educarlo e farlo socializzare nei modi più adeguati, conoscerne il linguaggio e non sottovalutare mai i segnali che esso ci invia, ma soprattutto vuol dire imparare a gestire un essere che ha pensieri e volontà propri, con capacità diverse da quelle umane, educando prima di tutto se stessi al rispetto altrui: per esempio non lasciando in giro le feci del proprio Fido e tenendolo sempre al guinzaglio corto non espandibile.

Jenny De Cicco

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Borgagne, ventunesima edizione del premio Vrani. In onore del Salento


Arte e cultura di scena a Borgagne. Domenica 10 luglio alle ore 21, presso la piazza Madonna del Carmine a Borgagne, si terrà la ventunesima edizione del “Premio Vrani”. L’evento è stato insignito con la medaglia d’argento del presidente della Repubblica per aver dato lustro alla nazione nei campi della cultura, dell’arte e dello spettacolo. Quest’anno i premiati sono Malù Coluccia (biologa), Guido Maria Ferilli (maestro paroliere, compositore e cantante) e Luigi Vallone (imprenditore). Un premio speciale sarà consegnato a Raffaele Potì (specialista in Ematologia, Cardiologia e Medicina interna). I vincitori riceveranno una cornucopia che rappresenta da sempre la felicità, la prosperità e la fortuna, e che è raffigurata nello stemma civico di Borgagne. Il nome del premio ha sempre suscitato una grande curiosità e ha due origini storiche. “Vrani” è il termine con il quale i Griki chiamano Borgagne. Il piccolo paese, frazione del comune di Melendugno, non appartiene all’area linguistica grika, tuttavia a Martano si usa dire in quella lingua “pame acàu sto Vrani” cioè “andiamo sotto Borgagne”. Il termine “Vrani” sembra indicare inoltre un luogo umido e paludoso, e in effetti Borgagne, rispetto ai paesi limitrofi, si trova in un territorio più basso, caratterizzato un tempo da vaste paludi. L’altra spiegazione del nome è legata alla permanenza, nell’area salentina, di una nobile famiglia bizantina: i Vranas. Il Premio Vrani nasce comunque nel 1991 nell’ambito delle attività culturali del Circolo ricreativo culturale; ha scadenza annuale e viene assegnato alla persona o all’associazione che ha saputo distinguersi facendo conoscere all’Italia e all’estero il buon nome del Salento. “È un premio che nasce dall’amore per il paese – spiega Piero Saracino, presidente del Circolo – per il suo passato, ma anche per il presente. Amore per le origini e per le tradizioni. Si tratta quindi di un riconoscimento da attribuire a coloro che onorano questa regione, e che sono d’esempio, per noi e per le future generazioni, di quel riscatto sociale e intellettuale capace di inserirci a pieno titolo nella migliore tradizione culturale italiana”.

Serena Cappello

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Vacanza nel Salento? Non tutto è ok. Piccolo viaggio sull’Adriatico


Se l’economia del Salento si fonda sul turismo, forse non bisogna fare tanti investimenti, ma attuare solo piccole accortezze per compiacere il turista. Che va coccolato: perché, se i disagi si assommano, potrebbe indispettirsi. Ecco alcune ragioni per cui questo potrebbe avvenire.

Le strade. Ne abbiamo di molto suggestive, a collegare un paese e l’altro. Peccato però che ci siano le deviazioni, che in questo scampolo d’estate non solo contribuiscono ad allontanarci dal mare, ma a volte non sono neppure presidiate dalla segnaletica adatta. Pensiamo a quando il mese scorso era bloccata la Uggiano-Porto Badisco, proprio nel periodo della raccolta dei ricci di mare: a quanti turisti sarà capitato di perdersi per quelle stradine, che a volte neppure per chi è salentino sono tanto comode? E viene spontaneo chiedersi: ma i lavori sulle strade bisogna farli per forza in estate? A questo si aggiunga che certe deviazioni non sono ben illuminate, e tenendo presente che non siamo ancora in grado di impedire alla gente di bere prima di mettersi al volante, si tratta di situazioni potenzialmente molto rischiose.

La tecnologia. Sicuramente non deve essere il perno della nostra vacanza, ma aiuta. Prendiamo la diffusione del Pos come sistema di pagamento, che in non tutti gli esercizi viene utilizzato: in alcuni, anzi, è addirittura la connessione che non va. Il che, nel 2011, sembra risibile, ma non lo è. Immaginate di essere andati al mare, con pochi spiccioli per il parcheggio e un gelato o una bibita fresca, e di esservi portati dietro solo la vostra carta prepagata, il bancomat o la carta di credito, per non avere denaro liquido da perdere in spiaggia. Immaginate anche di voler fare un romantico pranzo a base di pesce sul mare. Scordatevi aragosta e champagne, potete permettervi solo una birra e una bruschetta, neppure troppo condita. Per non parlare del wi-fi pubblico, che per esempio a Lecce non raggiunge tutte le zone: meglio nella zona di Maglie, dove funziona abbastanza bene nei centri storici. Anche se in alcuni paesi dell’entroterra idruntino non pensate di tenere con voi il telefono cellulare: per certi gestori è impossibile fornire copertura, per cui il telefonino è pressoché inutile.

Iniziative clone. A volte nel carnet estivo delle manifestazioni culturali o degli spettacoli esistono molte iniziative che sono copia carbone di altre: una vera e propria inflazione culturale causata spesso da eventi male organizzati, congegnati con poca competenza e approssimazione. È pur vero che l’arte è uno sporco lavoro e che qualcuno lo deve pur fare: a volte, tuttavia, si tratta di braccia rubate all’agricoltura.

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Salento, terra di sbarchi: tre giorni a Otranto per raccontare vent’anni di storia


Salento, la terra dell’accoglienza. Definizione che sembra scontate, ma alla luce dei recenti avvenimenti – l’emergenza Lampedusa e l’allestimento del c.p.t. di Manduria – la memoria torna a quando, 20 anni fa, a Otranto in particolare si palesò una simile emergenza: i primi sbarchi di coloro che, allora, si chiamavano immigrati e ora definiamo giustamente migranti. Gente in continuo movimento per cui il Salento non fu un punto di arrivo: per la gran parte di loro, infatti, fu solo un passaggio, un approdo verso mete più sicure.

Vent’anni e non sentirli, poiché 65.000 persone passate da qui non si dimenticano, anche se qui non sono più presenti. Per questo, presso il castello di Otranto, si tiene da domani e fino al 22 maggio la tre giorni “Il sogno italiano. Albania – Puglia: vent’anni dopo (1991-2011) ”, organizzata da Università del Salento e Comune di Otranto per riflettere su uno degli eventi che ha segnato in modo epocale i nostri tempi. Quattro le sessioni del convegno “Il sogno italiano”: domani, giovedì 19 maggio, dalle 15.30 con “Italia – Puglia – Albania in dialogo”; venerdì 20 maggio, dalle 9.00, con “Cultura e Società”, e dalle 15.30 con “Emigrazione, economia, integrazione”; per finire il 21 maggio, dalle 9 in poi, con “Il patrimonio della cultura tradizionale”. Allestita per l’occasione anche la mostra fotografica “IntegrAzione”, del noto fotoreporter Vittorio Arcieri per Integra Onlus, “donata” per l’occasione all’Associazione Studenti Albanesi (ASAL – Student).

Ospite d’eccezione, nella giornata di domani, l’ambasciatore della Stato albanese in Italia Llesh Kola, che ha già inaugurato la mostra il 12 marzo presso l’Ambasciata albanese a Roma, e che per primo ha concesso l’alto patrocinio all’iniziativa. “IntegrAzione” rappresenta infatti un documento storico straordinario, dall’alto valore culturale e sociale riconosciuto con la concessione del patrocinio anche dal Ministero per gli Affari Regionali, dal Ministero della Gioventù, da UNAR (Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni), dall’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce, da Apulia Film Commission, da Cirpas UNIBA, dal Progetto Ripartiamo da Noi, dal Centro studi culturale Parlamento della Legalità: 26 scatti in bianco e nero, istantanee di grande umanità e intensità, volti, mani e occhi verso una nuova realtà e un futuro di speranza. L’accoglienza del popolo italiano, l’impegno delle Forze dell’ordine, gli sforzi delle istituzioni. Le foto, una dopo l’altra, sono pagine di storia per ricordare il significato profondo della parola “migrante”. La mostra, il 27 maggio, sarà trasferita nel castello Orsini del Balzo di Acquarica del Capo.

Jenny De Cicco


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Vuoi un ristorante ma non hai prenotato? Poco male, è arrivato “My Table”


Arriva nel Salento, con tappa a Otranto, My Table. Si chiama così il servizio gratuito di prenotazione di un “tavolo” sul web al quale hanno aderito già trenta ristoranti del territorio. Gli utenti potranno insomma indicare giorno, ora e numero di posti necessari, ottenendo immediatamente una panoramica dei ristoranti che hanno posti disponibili in tempo reale. Per prenotare è sufficiente scegliere il locale, e senza bisogno di un’ulteriore conferma da parte del ristoratore, il tavolo risulterà riservato. Il cliente con My Table potrà scegliere il proprio ristorante in base alla tipologia di cucina preferita, alla fascia di prezzo, alla presenza di rete wi-fi o di un’area parcheggio.

Il progetto è stato presentato ieri mattina da Antonio Schipa, direttore provinciale di Confesercenti di Lecce, Roberto Petrelli, presidente regionale Fiepet (Federazione esercenti pubblici e turistici) e coordinatore Arist (Associazione ristoratori del Salento per il turismo), Mattia Carluccio, responsabile nazionale My Table e Ismaele Marzano, responsabile di zona My Table presso l’Hotel Patria di Lecce. “A breve”, spiega infatti Petrelli, “tutti i ristoratori riceveranno una visita da parte di un collaboratore che illustrerà le modalità privilegiate ed esclusive di adesione a questo nuovo servizio, unico ed indispensabile per ottenere una vetrina online, promuovere in maniera integrata il proprio locale e fidelizzare la propria clientela. My Table sarà uno strumento valido che potrà indirizzare i turisti su dove andare a mangiare con un sistema di geolocalizzazione. Iniziativa validissima che permetterà di colmare uno dei punti di debolezza del nostro territorio: la difficoltà, da parte dei turisti, di trovare e scegliere le strutture di ristorazione”.

“Tre anni fa”, aggiunge Carluccio, “ci si è resi conto che la ristorazione era un settore rimasto scoperto sul web rispetto alle prenotazioni degli alberghi, ad esempio. Così è nato My Table, il primo sito europeo di prenotazione ristoranti in tempo reale che da oggi è disponibile anche nei ristoranti del Salento. Si tratta di un servizio che permette di effettuare una ricerca a qualsiasi ora, anche quando un esercizio è chiuso. Dieci mesi fa My Table è arrivato a Torino e a distanza di pochi mesi oggi lo utilizzano migliaia di utenti”.

“Si tratta di un vestito su misura per il turista e per il Salento”, dice anche Marzano. “Il servizio unisce la comodità e la flessibilità di internet con il riscontro immediato che solo una telefonata può dare; la disponibilità del posto è garantita però direttamente dal ristoratore che usa il software di My Table per gestire le prenotazioni, rendendo il sistema efficace e sicuro. www.mytable.it: su questo l’indirizzo sarà possibile pianificare con calma e attenzione una cena importante o cercare un tavolo libero all’ultimo momento, consultando le ricchissime schede sui ristoranti complete di informazioni dettagliate, foto, menù, offerte e promozioni speciali. E ciascun ristoratore potrà aggiornare in modo continuo il proprio spazio, puntando ad esempio sull’enogastronomia che caratterizza il nostro territorio”.

Questo servizio ha previsto, inoltre, un’applicazione Iphone con cui sarà possibile prenotare anche quando si è fuori di casa. “Puntiamo molto sul Salento – conclude Marzano – e vi anticipo un’iniziativa di marketing che vedrà protagoniste le spiagge del Salento questa estate: intendiamo infatti creare i PR della ristorazione che regaleranno cene sulla spiaggia”.

Annalisa Gentile

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Otranto-Giurdignano, il futuro passa dal piano urbanistico intercomunale


Nei giorni 7, 8 e 9 aprile si sono svolti, nell’ambito della procedura di redazione del nuovo Piano urbanistico generale intercomunale (Pugi) di Otranto e Giurdignano, gli incontri dei tavoli tematici aperti ai cittadini e ai soggetti titolari di interessi, chiamati a esprimersi circa i bisogni delle città e le aspettative legate allo sviluppo dei territori.

Nello specifico, gli incontri tematici hanno riguardato ambiente, infrastrutture, turismo e attività produttive, agricoltura e mondo rurale, politiche sociali e il fabbisogno di prima casa, tema, quest’ultimo, molto sentito dalla comunità idruntina. Le schede degli argomenti trattati sono consultabili sul sito internet http://www.comune.otranto.le.it/notizie/dettagli.php?id_elemento=1346

Una novità l’apertura web dei tavoli tematici, ai quali i cittadini potranno partecipare in ogni momento, prendendo così parte alla procedura della redazione del Piano. Gli interessati potranno inviare le proprie osservazioni all’indirizzo di posta elettronica [email protected], o tramite il profilo facebook “Pugotrantogiurdignano Intercomunale”.

Altri modi di interagire saranno comunicati in seguito, essendo ancora in via di definizione. Dal Pug dipende il presente ma soprattutto il futuro dell’area: normale voler seguire da vicino i percorsi progettuali; normale che i cittadini vogliano, per così dire, “metterci il naso”. Anche perché molte sono state le lamentele sollevate dagli abitanti, soprattutto di Otranto, per i tempi di realizzazione dello strumento urbanistico, campo di battaglia su cui tante parole si sono spese nell’ultima campagna elettorale.

Dalle parole ai fatti. I Comuni di Otranto e Giurdignano subito in campo; e l’8 febbraio 2010 l’annuncio nel corso di un’assemblea pubblica andata in scena in “casa” del sindaco Cariddi, nell’auditorium Porta d’Oriente. Per la prima volta, ecco farsi strada l’ipotesi ufficiale di redigere il piano urbanistico insieme; sodalizio poi verificatosi. E oggi quell’impegno è il primo esempio di Pug intercomunale in Puglia.

Nei recenti incontri sono emerse alcune criticità, in particolare come gli abitanti di Otranto e Giurdignano si sentano scarsamente informati su obiettivi e utilità dello strumento urbanistico. Non solo: il consigliere di opposizione al Comune di Otranto, Pierpaolo Tondo, in un suo intervento ha ricordato l’esclusione del comune amministrato da Salvatore Piconese, Uggiano la Chiesa, con tutti i problemi che tale scelta determina.

Da sottolineare anche le proposte avanzate da Giorgio Miggiano, presidente di Legambiente e CEA Otranto, il quale ha parlato della necessità di non cementificare in maniera massiva un territorio che, per la sua peculiarità legata alla scarsa densità di popolazione, “non ha bisogno di erigere nuovi edifici”. Da qui l’appello a seguire il buonsenso e la sostenibilità non solo ecologica ma anche economica. Tema, questo, portato alla ribalta a Giurdignano anche da Elio Paiano, in occasione del primo dei tre incontri di presentazione del Pugi.

Jenny De Cicco

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“Terre del Salento” a Stoccolma alla conquista dei turisti svedesi. Grazie alla Provincia


Domani, lunedì 11 aprile, sarà una nuova data da segnare sul calendario, per aziende e operatori salentini. Dopo la Bit di Milano, le “Terre del Salento” proseguono infatti le iniziative congiunte per la promozione dei propri territori e atterrano, letteralmente, nella capitale svedese. L’opportunità è nata dopo l’attivazione del volo diretto di Ryanair sulla tratta Brindisi – Stoccolma, istituita il 28 marzo scorso. Occasione ghiotta per le province salentine, che si presenteranno agli operatori nordici organizzando un incontro a Stoccolma con il coinvolgimento di Enit, Aeroporti di Puglia e di Ryanair.

L’azione promozionale prevede una conferenza stampa, con tour operator e agenzie di viaggio, in cui ci sarà modo di mostrare le tipicità della terra del sole, mare e vento. L’obiettivo sarà quello di suscitare presso i media, gli addetti ai lavori e i consumatori interesse verso il Salento grazie alla presenza sul posto di istituzioni e operatori; seguiranno azioni di marketing mirate e lo sviluppo dei contatti che si registreranno nel corso di questa prima opportunità.

“Il mercato straniero, ed in particolare il mercato del Centro e del Nord Europa, rappresentano un potenziale di sviluppo turistico di estremo interesse per il Salento”, spiega l’assessore al Turismo e Marketing territoriale della Provincia di Lecce, Francesco Pacella, che aggiunge: “Iniziative analoghe sono attualmente in fase di programmazione, anche presso altre sedi estere, con particolare riferimento alle città collegate con i nostri aeroporti quali Parigi, Londra o Bruxelles, e in linea con il piano delle manifestazioni all’estero varato dalla Regione Puglia”. Per ulteriori informazioni e per aderire all’iniziativa istituzionale basterà contattare il Servizio Turismo e Marketing della Provincia di Lecce: telefono 0832.683.604/651; e-mail [email protected].

Jenny De Cicco

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Erosione costiera, stagione a rischio: sit-in di protesta per sensibilizzare la Regione


Sit-in di protesta il 26 marzo a Otranto: a metà mattinata, sulle spiagge di Frassanito, si sono ritrovati a manifestare Assobalneari, i giovani del Movimento Regione Salento e i proprietari degli stabilimenti.

Motivo, l’incertezza circa i fondi, circa 200mila, che spetterebbero agli enti locali per tamponare il fenomeno erosione, e in aggiunta anche le affermazioni dell’assessore regionale Fabiano Amati, il quale ha dichiarato non prioritario il problema. Questo nonostante la stagione turistica sia alle porte, e nonostante il comparto balneare muova grande investimenti anche nel Salento.

Il presidente di Assobalneari Salento, Mauro Della Valle, esprime così i suoi dubbi: “La situazione non si può risolvere con queste risorse irrisorie. Il settore balneare è vitale per il turismo, ed è inutile presentare alle fiere le nostre spiagge se poi queste ultime sono destinate a scomparire. Bisogna intervenire subito per scongiurare l’emergenza che va prospettandosi: tra le proposte di intervento ve ne sono alcune poco dispendiose e assolutamente reversibili: i sacchi di iuta pieni di materiale inerte ecocompatibile, per esempio”. Dello stesso parere i giovani del Movimento Regione Salento: “Bari si dimostra ancora una volta distante dal nostro territorio”, spiega Cristian Sturdà, il presidente. “Migliaia di posti di lavoro sono a rischio e la nostra economia è in serio pericolo”.

La situazione è grave e operatori, hotel e villaggi sono costretti a rifiutare le prenotazioni per i posti in spiaggia: “Purtroppo il fenomeno erosivo è naturale e poco si può fare, ma siamo certi che tentar qualche intervento non nuoce”, dicono infatti i proprietari degli stabilimenti intervenuti alla manifestazione. “Noi, almeno, ci speriamo”.

Jenny De Cicco


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TUTTI PAZZI PER LA VELA: DOMENICA SCORSA A OTRANTO LE PREMIAZIONI DEL CAMPIONATO INVERNALE


Si è tenuta la scorsa domenica a Otranto, presso l’agriturismo “Monte Matino”, la premiazione del secondo trofeo di vela invernale “Più vela per tutti”, organizzato da UISP in collaborazione con Lega Navale Italiana e Assonautica Lecce, e svoltosi nelle acque adiacenti al porto tra ottobre 2010 e febbraio 2011, nella forma di regata a “bastone costiero”, su percorso di dieci miglia.

Sono stati premiati gli equipaggi che durante le gare si sono aggiudicati i migliori punteggi. Tirate dunque le somme, queste le classifiche: 4° categoria (imbarcazioni fino a 8 metri) 1° “Il Gabbiere”, 2° “Bella moi”, 3° “Sheriff”; 3° categoria (da 8,01 fino a 10 metri): “Emozione” e “Pesce Volante”, 2° “Samsara”, 3° “Phoenicussa”; 2° categoria (da 10,01 fino a 12 metri): 1° “Gavia” e “Merak”, 2° “Red Fox”, 3° “I Lazzari”; 1° categoria (oltre i 12 metri): 1° “Great Expectations”, 2° “Mashone”, 3° “Esperanza I”.

“Più vela per tutti” è stato patrocinato dalla Provincia di Lecce, dall’Azienda di promozione turistica e dal Comune di Otranto. Il campionato invernale è organizzato dalla Uisp (Lega Vela Puglia e Comitato di Lecce) in collaborazione con Lega Navale Otranto, Guardia Costiera di Otranto, Assonautica provinciale Lecce e le associazioni “Il Gabbiere”, “Salento in vela” e “Sudest Diving”.

Fuori campionato il “Trofeo di Pasqua”: sono già una trentina, le imbarcazioni iscritte, con partenza da Otranto giovedì 21 aprile 2011 e arrivo a Erikousa. Una tappa “lunga” per le 52 miglia di mare che separano le due sponde, ma anche perché gli equipaggi saranno liberi di sostare in Grecia per i riti della Pasqua ortodossa.

Ne parla alla videocamera di Otranto Oggi il presidente della Lega Navale Otranto, Paolo Forgione.

Jenny De Cicco


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L’Unità? La fece anche il Sud. Parola del professor Mario De Marco


La più recente fatica di Mario De Marco si chiama “I Leccesi e l’Unità d’Italia”, recentemente pubblicato dalle Edizioni del Grifo; si tratta di un volume di 92 pagine che si prefigge lo scopo di fare luce sulle attività dei salentini a favore dell’Unità del 1861, che non fu fatta esclusivamente dal Nord: “… A Lecce come altrove si seguiva con interesse l’avanzata dei Mille; nonostante la censura della stampa…”.

Nelle pagine ricche di riferimenti storici si narrano infatti l’incontro ad Auletta tra Garibaldi e Libertini (noto patriota e fondatore delle logge massoniche nel Salento) per concordare l’insurrezione di Napoli evitando uno spargimento d sangue; l’autore insiste inoltre sul ruolo dei salentini dell’epoca, proponendo una vasta lista di patrioti, massoni e carbonari dell’antica Terra d’Otranto. Insomma, una rispolverata per la memoria del Sud in perfetto tempismo con i festeggiamenti del 17 marzo: per ricordare che non furono solo Garibaldi e Cavour a unire la Penisola.

Mario De Marco è nato a Novoli il 30 aprile del 1946 e risiede a Lecce da oltre cinquant’anni. Laureato in Filosofia, ha insegnato nei licei classici “Quinto Ennio” di Gallipoli e “Palmieri” (Lecce). Svolge attività di giornalista pubblicista, collaborando a vari giornali e riviste e dirigendone altre, tra cui “Rassegna salentina”, “Artigianarte”, “Presenza e memoria” e “Lu Lampiune”. Appassionato d’arte, ha pubblicato vari saggi su Platone, Aristotele, Jacopo Zabarella, Ortega y Gasset, Francesco Scarpa, Kierkegaard e Nietzsche. Ha curato le riedizioni delle opere di Peregrino Scardino, Luigi Maggiulli, Martin Shaw Briggs e Giulio Cesare Infantino.

La sua produzione più vasta riguarda gli studi storici, la ricerca bibliografica sulla massoneria e la storia pugliese, salentina e leccese, cui ha dedicato molte pagine. Ne citiamo alcune: “Giuseppe Libertini. Patriota e fondatore delle logge massoniche in terra d’Otranto”(Edizioni del Grifo, 2009); “Splendida Lecce”(Capone Editore, 2010); Profili biografici di massoni salentini. Testi e documenti” (Edizioni del Grifo , 2009).

Jenny De Cicco


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