Posted on 08 Maggio 2012. Tags: Canale8, sciopero, Vincenzo Siciliano
È stato licenziato Vincenzo Siciliano, cameraman senza retribuzione da circa 7 mesi, ormai ex dipendente di Canale8. Siciliano ha ricevuto ieri una lettera di licenziamento che veniva giustificato con una “ristrutturazione aziendale”.
Unanime la solidarietà nei confronti del cameraman espressa dal mondo civile, istituzionale, politico e naturalmente dei sindacati.
Vincenzo Siciliano fu il primo dipendente della nota emittente locale a denunciare lo stato d’insolvenza della stessa a suo danno: si è concretizzata la protesta dal titolo “L’informazione non è un hobby”, che sta dilagando tra i professionisti del “quarto potere”, i quali utilizzano slogan e immagini in difesa del proprio lavoro al posto delle normali foto-avatar dei propri profili su social network e in altre maniere più concrete.
La notizia del licenziamento è arrivata in pieno spoglio delle amministrative 2012 e ha sconfortato i colleghi di Vincenzo.
La protesta è dilagata a macchia d’olio, i fattori che hanno contribuito alla popolarità della protesta sono stati certamente la velocità d’informazione d’oggi grazie all’utilizzo della rete, e la situazione di disagio, molto comune tra gli operatori del settore informazione.
A Vincenzo non venivano retribuiti i 900 euro mensili.
Parlando e postando on line è così diventato un simbolo, un emblema amaro e crudele della situazione di precarietà in cui versano la maggior parte dei lavoratori dell’informazione, dai tecnici ai giornalisti, e causata dall’incoscienza di alcuni editori e soprattutto da leggi e contratti nebulosi e svantaggiosi per il contraente, i quali permettono lo sfruttamento di un lavoro onesto e necessario alla società, quello dell’informatore.
Emittenti e giornali, avvisano dai sindacati, spesso sfruttano il lavoro altrui pur ricevendo finanziamenti pubblici che potrebbero essere ridistribuiti ai dipendenti delle aziende.
“Esprimo piena solidarietà nei confronti di Vincenzo Siciliano”, ha riferito l’onorevole salentina Teresa Bellanova in una nota stampa, Giovanni D’Agata, dello sportello dei diritti e Idv ribadisce: “Vincenzo Siciliano è stato licenziato per ritorsione. Lo Sportello dei Diritti, tramite i suoi legali, si propone di assumere in maniera assolutamente gratuita la difesa del cameraman.”
Il segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto: “Quanto accaduto è un atto incomprensibile e ingiustificato, che lede la professionalità e la dignità dei lavoratori.”
Jenny De Cicco
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Posted on 04 Dicembre 2011. Tags: Consorzio Stabile Miles, Dario Cagnazzo, ex Lsu delle scuole, prefetto Giuliana Perrotta, sciopero
Gli ex Lsu delle scuole sono pronti a scendere in piazza il prossimo 9 dicembre. È questa la decisione che sta maturando in queste ore da parte della Fsi, federazione sindacati indipendenti. Il referente Dario Cagnazzo ha preso carta e penna scrivendo al prefetto affinché siano attivate “le procedure per il tentativo preventivo di conciliazione previsto dalla legge 146/90 e successive integrazioni”.
Un tavolo coordinato dal prefetto Giuliana Perrotta per risolvere i problemi dei lavoratori soprattutto alla luce di quanto emerso nei giorni scorsi a Noci quando la Intini Source che dovrebbe direttamente retribuire i dipendenti ex Lsu aveva proposto un pagamento dilazionato delle competenze di ottobre, novembre e dicembre. La ditta barese aveva accusato il Miles, il consorzio che raggruppa le aziende di pulizie di non versare le somme pur avendo ricevuto le spettanze dal ministero. Il colpo di scena però è arrivato a stretto giro quando lo stesso Miles sollecitato da Cagnazzo ha replicato in maniera perentoria alle accuse arrivate dall’incontro: “Non è possibile che l’azienda Intini imputi al consorzio Miles il ritardo nei pagamenti perché a quanto risulta a noi i rapporti sono in pareggio. Il motivo invece va cercato nel grave ritardo da parte delle scuole nel pagamento delle fatture, ben oltre i 90 giorni previsti, fatto che ha generato un credito di enorme consistenza. Inoltre le banche a corto di liquidità non erogano più finanziamenti su anticipi fatture in considerazione anche del fatto che il Consorzio Stabile Miles non essendo capogruppo non è diretto titolare dei contratti di affidamento”. I rappresentanti del consorzio quindi hanno invitato tutti “prima di indire la giornata di sciopero a farsi parte solidale del problema e a contattare gli istituti scolastici perché saldino le fatture nei tempi previsti contrattualmente”. Una situazione ingarbugliata che non sembra trovare una soluzione, giocata sulla pelle di lavoratori che hanno acceso mutui, hanno bollette in scadenza e lottano contro gravi difficoltà ogni giorno che passa. E proprio per cercare di dare una risposta concreta, senza ulteriori palleggiamenti, la Fsi ha deciso “di dichiarare lo stato di agitazione per il 9 dicembre e in assenza di provvedimenti che possano risolvere l’illegittima situazione di ritardo nel pagamento degli stipendi, di proclamare una giornata di sciopero”.
Maurizio Tarantino
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Posted on 15 Ottobre 2011. Tags: liceo Francesca Capece, Miur, Roberto Muci, sciopero
Al liceo “Francesca Capece” un autunno caldo così non lo si era mai visto. Gli studenti sono in agitazione, ma non per qualche problema interno all’istituto, una scuola prestigiosa che raccoglie ragazzi dai più disparati luoghi della provincia, ma perché il trasporto non è adeguato alle loro esigenze. Dal prossimo lunedì, infatti, entrerà in vigore il nuovo regolamento che prevede le ore di sessanta minuti imposte dal Miur: questo provocherà dei disagi ai ragazzi che non torneranno a casa abbastanza in fretta per poter svolgere i compiti per il giorno dopo, a meno che non si troverà una soluzione concertata con le aziende private che si occupano del trasporto degli studenti, perché è con loro che il disagio è sorto. Così, gli studenti del Capece hanno dato vita a una manifestazione pacifica, che ha raccolto il plauso del preside Roberto Muci, sia per le modalità in cui si è svolta, sia per la causa, che sarà appoggiata dalla dirigenza scolastica giustificando l’assenza. Sono stati 1200 gli studenti che non sono entrati, e hanno raccolto 550 firme per la loro causa, supportate da 71 dichiarazioni scritte da parte dei genitori, in cui sono riportate le motivazioni del disagio provocato dai mezzi di trasporto. Il comitato studentesco ha emanato un documento in cui si spiega che gli studenti non trovano il servizio di trasporto tale da farli rientrare nei propri luoghi di provenienza in orario opportuno per poter assolvere agli impegni scolastici del giorno successivo. Alcune aziende di trasporto private effettuano una sola corsa di rientro, il lunedì e il mercoledì alle ore 14,20 e negli altri giorni alle ore 13,20, mentre gli studenti del triennio terminano le lezioni ogni giorno tra le 12,05 e le 13,05, quelli dell’Internazionale Spagnolo usciranno dalle tre alle due volte a settimana alle 14,05, quelli dello Scientifico Brocca e del Linguistico Brocca usciranno alle 14,05 dalle quattro alle cinque volte a settimana, quelli del Classico usciranno dalle due alle tre volte a settimana alle 14,05. Una bella gatta da pelare, ma ci si augura, per il bene dei ragazzi che si giunga a una soluzione.
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