I risultati presentati dal Centro Servizi Volontariato Salento il 20 ottobre scorso danno una visione del Salento poco confortante. Le inchieste si sono concentrate sulla disabilità, la psichiatria, le ripercussioni dei tagli alla sanità, le carceri, l’immigrazione e l’ambiente. I sette dossier “Visti da noi” sono finalizzati alla formazione di laboratori tematici, in cui poter affrontare ogni singolo aspetto con i diretti interessati e trovare così delle possibili soluzioni, come ha spiegato bene il presidente del Csvs Luigi Russo. “L’idea – ha commentato – è quella di contribuire a costruire un sistema Salento in cui pubblica amministrazione-mercato-terzo settore e soprattutto il volontariato siano protagonisti coordinati ed efficaci di sviluppo e qualità della vita”. Sono tutti dati allarmanti, come ad esempio quello sull’ambiente, dal quale si evince che nel Salento vi è un tasso di mortalità per tumore che va dal 5 al 20 % in più rispetto alla media regionale. Questo dato è da collegare ai fattori di inquinamento ambientale. Dai dati sulla povertà risulta che ben 41mila persone vengono assistite dal Banco delle Opere di Carità. “I dati diffusi dal Centro Servizi Volontariato Salento sono allarmanti. Nella sola provincia di Lecce – ha affermato il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia Salvatore Negro – ci sono 41mila poveri che non sanno come comprare il pane e aumentano le famiglie che si indebitano per tirare avanti, sperando in tempi migliori. Intanto a Roma il governo prosegue con la politica degli spot e annuncia decreti sviluppo che si risolvono in diatribe e contrasti”.
Alessandro Conte


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