Categoria | Politica, Primo Piano

Martano, la revoca del Peep accende l’ira delle opposizioni: “Interessi di parte”. Maggioranza in fibrillazione

Martano, la revoca del Peep accende l’ira delle opposizioni: “Interessi di parte”. Maggioranza in fibrillazione

“La politica cittadina ha conosciuto giorni migliori”. Questa è la vox populi che da giorni si è levata nelle strade di Martano, capitale della Grecìa Salentina. Fa discutere lo strappo politico che si sta consumando nella maggioranza di governo di centrodestra, guidata dal sindaco Massimo Coricciati, attorno al Piano per l’edilizia economica e popolare (Peep).

Il provvedimento, approdato in Consiglio comunale il 24 marzo scorso, sta provocando malumore e fibrillazioni. Ma, per capire i fatti, è necessario fare un passo indietro, ritornare a quel luglio del 2010 quando – dopo pochi mesi dal suo insediamento a Palazzo di Città – la giunta deliberava gli atti di indirizzo per la revoca del Peep. Una scelta obbligata, secondo la maggioranza. Dettata dalle scarse possibilità di realizzazione del programma di edilizia economica e popolare e dalla volontà di edificare, in uno di quei comparti, la struttura per disabili denominata “Dopo di noi” la cui ubicazione era stata individuata altrove dalla precedente amministrazione.

Il piano della giunta fu duramente contestato non solo dai gruppi di opposizione (“Cambia Martano” e “Una città in comune”) ma fu messo in discussione anche dai consiglieri di maggioranza (Insieme per Martano) tanto che in un infuocato Consiglio comunale, il capogruppo di allora, Iervoglini, propose il ritiro della delibera. Per le opposizioni, il provvedimento di giunta era illegittimo, in quanto gli atti di indirizzo andavano a compromettere lo sviluppo urbanistico ed economico della città. Non solo: per essere adottato, si sarebbe dovuto procedere a un nuovo studio del fabbisogno abitativo della città.

Dopo mesi di incubazione, a febbraio di quest’anno l’amministrazione è tornata alla carica. E, stavolta, lo ha fatto con molta più determinazione nel voler assecondare le richieste del sindaco. La delibera di giunta svela l’atto di indirizzo: revoca del vincolo di destinazione a edilizia economica e popolare del solo comparto 3 del piano regolatore generale e ubicazione della struttura socio sanitaria “Dopo di noi” in una porzione dello stesso comparto. Cessione del terreno a titolo di anticipazione per la futura convenzione di lottizzazione di quel comparto. La struttura richiede poco meno di mille metri quadrati, una piccola parte di una superficie molto più grande.

Il resto è storia di oggi. La questione è tornata all’attenzione del Consiglio lo scorso 24 marzo, riaccendendo l’ira delle opposizioni che in un’interrogazione hanno messo nero su bianco le scelte da adottare: mantenimento del Peep e l’utilizzo dello strumento della “variante puntuale” per la nuova ubicazione della struttura “Dopo di noi”. L’interrogazione viene però presa a pretesto dalla maggioranza per rafforzare la scelta di spostare la struttura socio sanitaria in quel comparto. Per i partiti di minoranza è una “forzatura politica strumentale”, che “nasconde interessi di parte”. Quali? Al momento della trattazione del punto all’ordine del giorno il primo cittadino si è allontanato dall’aula. Perché? “E’ in conflitto di interessi”, hanno urlato dai banchi di minoranza. La storia si fa intricata: infatti, anche se il sindaco si era espresso con voto favorevole sul documento di giunta dove venivano approvati gli atti di indirizzo, la delibera è stata revocata in regime di autotutela pochi minuti prima dell’avvio dei lavori dell’aula. Già, perché i capigruppo dell’opposizione – gli avvocati Antonio Bovino e Marco Castelluzzo – hanno letto le visure catastali allegate evidenziando che la proprietà dei terreni che formano il comparto 3 è quasi esclusivamente riconducibile alla famiglia del sindaco. A quel punto le opposizioni hanno chiesto con forza alla maggioranza di ripensare la scelta amministrativa e di fermarsi all’adozione della sola “variante puntuale”. Nulla di fatto, la compagine di governo è andata avanti come un treno e senza proferir parola rispetto alle accuse pesanti delle minoranze, eccetto qualche tentativo impacciato del vice sindaco Gallo, ha proceduto ad approvare la revoca del Peep in tutto il comparto 3 e a trasferire l’ubicazione del “dopo di noi” nello stesso.

Tutto a posto? Per niente. Il silenzio della maggioranza è pesato come un macigno. La minoranza ha abbandonato l’aula dopo il voto e indetto un comizio unitario per denunciare alla pubblica opinione la situazione di emergenza istituzionale in cui versa Martano.

Ma anche dopo il comizio delle opposizioni, in una gremitissima piazza Caduti, dove tra l’altro i capigruppo Bovino e Castelluzzo hanno tracciano un desolante bilancio del primo anno di amministrazione, la maggioranza e il sindaco non hanno dato alcun segno di reazione. “La città – è la denuncia – sembra avvolta in un torpore culturale e civile mai visto prima, tutto sembra possibile per chi comanda”.

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