Archive | Agosto, 2011

Immigrati, allarme rosso al “Don Tonino Bello” di Otranto: “Non ce la facciamo più”

La situazione al Centro di Prima Accoglienza di Otranto “Don Tonino Bello” è molto critica. Gli arrivi di migranti sono sempre di più, il viavai è incessante e la struttura mostra i suoi limiti. L’altro ieri sono arrivati in 149, poi 14, altri 43 ieri, in un luogo dove è prevista l’identificazione e la destinazione degli immigrati. Operazioni che dovrebbero durare poche ore, per via del sovraffollamento, richiedono almeno un’intera giornata. La situazione è difficile, e se gli sbarchi continueranno con questo ritmo la struttura non riuscirà più ad operare. “Abbiamo problemi che diventano sempre più seri” –spiega Raffaele De Cicco, che si occupa del Centro per il Comune di Otranto – “solo per dare l’idea, in un luogo con 50 brandine, ma solo 30 materassi, abbiamo ospitato 140 persone. Abbiamo creato giacigli di fortuna con coperte ripiegate etc. Ma ci manca ormai di tutto”. Raffaele ufficialmente sarebbe in ferie, ma rientra per prestare servizio e poi deve riandare in “vacanza”. Il tutto perché il Comune non può pagargli gli straordinari, anzi, anche il normale stipendio è a rischio. Le risorse sono poche, ma Raffaele si preoccupa per gli immigrati: “Non abbiamo più latte, neanche un goccio per i bambini e per le colazioni, fino al 20 settembre non avremo più acqua, ci servono almeno 45 materassi, perché 5 ce li ha regalati un imprenditore di Otranto, qualcuno dovrebbe aiutarci, se il ritmo di arrivi resta questo presto la situazione diventerà critica”. Insomma, mancano i materassi, il latte e –soprattutto – l’acqua in una stagione così calda ed afosa. Del resto, con le limitate risorse di cui dispone il Comune, fornire le 20 casse al giorno circa che si sono consumate ultimamente è già un problema serio. Figuriamoci tutto il resto.

Elio Paiano

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A Martano si riqualifica piazza Assunta

Partiti ieri mattina i lavori di riqualificazione di piazza Assunta a Martano. 460mila euro l’importo complessivo dell’intervento, progettista e direttore dei lavori è l’architetto Antonio Gallo, mentre i lavori se li è aggiudicati l’impresa Benedetto. Abbiamo ascoltato a questo proposito Stefano Gallo, vicesindaco del Comune di Martano.

Vedere la piazza vuota e recintata ha provocato un effetto strano sui cittadini e, soprattutto, sui commercianti martanesi. Qual è il cronoprogramma dei lavori?

“I lavori sarebbero dovuti iniziare a luglio, ma abbiamo scelto di iniziare a fine agosto per consentire ai martanesi di godersi la festa patronale e gli eventi estivi. Ora siamo pronti e la fine dei lavori è prevista per fine dicembre 2011”.

Come nasce la decisione di chiudere completamente la piazza?

“La scelta è maturata da vari incontri avuti con i tecnici, le ditte, la polizia municipale e i commercianti. Il lavoro si suddivide in due tronconi: il primo, via Assunta, che va da largo santa Sofia fino all’ingresso di via Trinchese, e il secondo, via Marconi, che va dalla fine di via Assunta all’ingresso di piazza Caduti. La scelta è figlia di due esigenze: la velocizzazione dei lavori e l’uniformità qualitativa. Siamo convinti che la chiusura totale per i primi trenta giorni velocizzerà il prosieguo dei lavori”.

Quali sono i rimedi al traffico e alla viabilità che avete adottato?

“Abbiamo invertito il senso di marcia di via Trinchese e stiamo spostando la fermata degli autobus per creare nuovi parcheggi per la piazza. Una scelta anche sperimentale che potrebbe anche in futuro essere confermata”.

Quali indirizzi avete dato al progettista per la realizzazione del progetto?

“Il progetto rispetta le prescrizioni della Regione Puglia e quelle delle passate amministrazioni, che avevano iniziato l’iter del recupero dei finanziamenti e della realizzazione della nuova piazza Assunta. Da parte nostra, l’intenzione è di fare della piazza un luogo d’incontro a basso impatto del traffico. Dove si potrà ridurre, ridurremo il traffico. Inoltre, per preservare al meglio i lavori che sono volti a modificare le quote preesistenti del suolo, abbiamo dato incarico a Michele Sansonetti, archeologo di fiducia del Comune, per controllare che tutto proceda nel rispetto delle normative e a tutela dei beni archeologici. Un altro dato che ci terrei a sottolineare è che siamo in attesa del finanziamento di 200mila euro per la riqualificazione dell’area commerciale di Martano, quindi anche di piazza Assunta, per dare una uniformità stilistica ai negozi che insistono nella piazza”.

Fabio Tarantino

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Girodibanda: un nuovo modo di vivere la musica salentina

Una delle situazioni più divertenti e interessanti del tour della Notte della Taranta di quest’anno è senza dubbio la GirodiBanda, guidata dal trombettista Cesare dell’Anna. Piazza san Pietro a Galatina, come sempre gremita di gente, è stata travolta dalla musica incalzante della band, di cui fanno parte i musicisti degli Opa Cupa, della Banda da Giro, Claudio “Cavallo” Giagnotti, Enza Pagliara e Irene Lungo, per un totale di circa 40 elementi. La pizzica salentina si mescola con la musica balcanica, dando a quella popolare, composta da classici come Kali Nifta, un’intensità maggiore, come se due forze si unissero per creare una carica, una potenza così grande da riuscire a coinvolgere tutto il pubblico, che danza, salta e canta senza sosta. La creatività è la linfa vitale della musica, in essa si fa sentire lo spirito tzigano di Cesare dell’Anna, ma anche la sua cultura jazz e l’amore per il folk. Il trombettista, infatti, nasce proprio come jazzista per scoprire in un secondo momento la musica balcanica, entrando a far parte dei Folkabbestia e fondando, poco dopo, gli Opa Cupa. La voce di Enza Pagliara, ormai conosciutissima agli amanti della pizzica perché ha fatto parte per molte edizioni dell’Orchestra della Notte della Taranta, dà un valore aggiunto alla banda. Nel complesso vi è la presenza di personalità interessanti nel panorama della musica popolare salentina, come Claudio “Cavallo”, leader dei Mascarimirì, che stanno promuovendo il loro sesto album, Gitanistan, uscito lo scorso marzo. L’ospite d’eccezione della serata di Galatina è stato Enzo Petrachi, figlio del noto musicista folk leccese Bruno Petrachi. Ha infiammato il pubblico cantando l’inno del folklore leccese Arcu de Pratu: “Simu leccesi, core presciatu, sona maestru l’arcu de pratu”, che da valzer diventa un divertentissimo ska “tarantolato”. Un genere quasi scomparso da diverso tempo dalle piazze salentine e rivalutato proprio da Cesare dell’Anna, che sta elaborando senza sosta il suo progetto, apportandovi costantemente importanti novità di cui verremo presto a conoscenza.

Luana Campa

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A Poggiardo “Truculentus” con Eleonora Brigliadori

Dall’”Isola dei famosi” a Plauto. Eleonora Brigliadori si esibisce stasera alle 21 a Poggiardo nell’ambito del Baxta Festival. La rassegna, la prima di teatro antico, si svolge a Poggiardo e Vaste dal 23 luglio al 6 settembre. La Brigliadori porterà in scena il “Truculentus” di Plauto nell’adattamento di Sebastiano Tringali e Aurelio Gatti. Lo spettacolo, rappresentato nell’area archeologica di Santi Stefani, è un omaggio alla commedia plautina, un attento lavoro che introduce la formula dell’en travesti, ampiamente utilizzata nella commedia dal ’500 ai primi dell’800. La condizione di incertezza per l’andata in scena genera un percorso parallelo alla trama dell’opera, fornendo materia e argomenti per un esilarante intreccio tra la vita del teatro e la tessitura della commedia. La trama di questa opera risulta piuttosto complessa e sembra privilegiare, rispetto alla comicità immediata delle battute, quella più raffinata che deriva proprio dall’intricato evolversi della vicenda. Largamente lacunosa, prende il titolo dal nome del rustico e brutale Truculento, “nome parlante” che in latino significava “zoticone, violento”, che si riferisce al carattere del personaggio, dapprima misogino e infine sedotto suo malgrado. Fra imbrogli e menzogne, lo spettacolo volge al comico, tra la girandola dei personaggi che si scambiano i ruoli e le pungenti battute dell’autore. Completano il cast gli attori Sebastiano Tringali, Cinzia Maccagnano, Manuela Lomeo e Raffaele Gangale.

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Gruppo Radar dell’Aeronautica di Otranto, c’è un nuovo comandante

Cambio di comando presso il 32° Gruppo Radar di Otranto. Sulle note dell’Inno d’Italia, alla presenza del colonnello Arturo Cattel, comandante del Centro coordinamento Gram del Comando operazioni aeree del Comando squadra aerea di Roma, si è tenuta la cerimonia, come da protocollo. Tutto il personale schierato di ogni singolo reparto e la rappresentanza delle associazioni dell’Arma hanno salutato l’ormai ex comandante e dato il benvenuto al suo sostituto. Dopo tre anni il tenente colonnello Ciro Piergianni lascia il posto al suo successore, il tenente colonnello Maurizio Marozzi. Piergianni era già stato alla base di Otranto dal 1998 al 2000, ricoprendo ruoli nel settore della difesa aerea. Nel 2004, dopo esperienze all’estero prima in Kosovo e dopo in Germania, rientra a Otranto ricoprendo tra l’altro anche il ruolo di “Capo servizio logistico-operativo”. Infine nel 2008 viene promosso a capo dell’intero gruppo aeronautico otrantino. Dopo questo intenso lavoro pieno di responsabilità, il comandante uscente si trasferirà nella capitale per frequentare il corso dell’Istituto superiore di Stato maggiore interforze. Anche il subentrante Marozzi è stato già a Otranto, prima dal 1999 al 2003; anche lui, dopo aver ampliato le proprie conoscenze presso una base tedesca sempre nell’ambito della difesa aerea, è rientrato ad Otranto dove ha svolto il compito di “Capo servizio della Difesa Aerea”.

Alessandro Conte

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Questione di stile

di Valentina Luberto

Benvenuto! Sì, dico a te che sei inciampato tra i miei pensieri,

magari sei in pausa come me.

Accomodati, non far caso al disordine, a tutte queste

impressioni distratte che ciondolano dal soffitto, alle parole che

spintonano per uscire e a quelle che si lasciano dimenticare

nascondendosi, senza andar via sul serio.

Ormai ci sei e ci sono anch’io, almeno credo!

Lascia che mi presenti, anche se, è molto probabile tu mi

conosca. Avrai sicuramente avuto modo di scorgere il mio volto

sulle locandine di qualche importante teatro nazionale o

internazionale; sono un fine interprete di Shakespeare, sai?

Chi prendo in giro!

Sì, lo so che non è per questo che mi conosci, ma per

quell’odiosa reclame delle suolette deodoranti per scarpe che

spopola su tutti i canali TV.

Che si sappia: Neri Bruno ha calcato i più grandi palcoscenici

del Paese e di tutta Europa!

Prima che tu me lo dica: no, non mi presento anteponendo il

cognome al nome, lo so che non si fa.

Neri è il nome, Bruno, il cognome.

Tutta colpa del mio agente. Arturo Biondi non gli stava bene,

diceva che era troppo comune e che i miei capelli di pece non

s’intonavano a quel cognome inzuppato nel sole.

“Neri è un bel nome, Arturo. Originale, sintetico, un nome che

lascia il segno!”, diceva il mio agente battendo il suo indice

contro la mia spalla.

A te posso dirlo, tanto sei di passaggio: quanto odiavo e odio,

visto che lo fa sempre, quei colpetti sulla spalla. Quel dito

impertinente sarebbe da mozzare!

Detto questo, credo, non ti sarà difficile venire a capo di come

il mio cognome abbia cambiato tonalità senza neppure dover

fare ricorso al parrucchiere.

“Bruno! Sì, a me pare un cognome perfetto, fa pendant con il

nome. Che ne dici, Arturo? Sbrighiamoci a uscire, prima di

andare in ufficio dobbiamo passare dalla tipografia per ritirare i

tuoi biglietti da visita con i tuoi nuovi nome e cognome.” E lo

aveva detto tutto d’un fiato, senza permettermi neppure di

indossare per una breve prova la mia nuova identità, fare un

giro e vedere se ci stavo comodo.

Non avevo osato oppormi, forse, non avevo neppure i mezzi

per farlo.

Quella volta Attila, il mio agente, almeno si era risparmiato gli

odiosi colpetti sulla spalla. Aveva invece optato per un

vigoroso colpo sulla scrivania del mio studio. Forse per

riacciuffare i miei occhi ormai lontani, forse si era accorto che,

mentre radeva al suolo la mia identità, io, già non c’ero più.

È così che Arturo Biondi, promettente interprete

shakespeariano, diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica e

indimenticabile visitatore dei più importanti personaggi del

drammaturgo inglese, è andato via.

So cosa stai per dire: “Perché non hai rifiutato?”

Avevo bisogno di soldi, non potevo permettermi più il lusso di

scegliere. Dovevo sopravvivere, vivere come più mi piaceva

era un optional di cui dovevo fare a meno.

No, non avere quello sguardo triste, anche la pubblicità ha i

suoi vantaggi. Adesso tutti mi riconoscono, ho allargato anche

la mia cerchia d’ammiratori, sapessi quanti bambini si

ricordano di me e come ci tengono, poi, a mostrare ai loro

genitori che sanno riconoscermi: “Mamma, mamma, corri. C’è

il signore con i piedi puzzolenti: guarda!”, dicono a gran voce,

mentre mi puntano il dito contro.

“Neri, vieni. Siamo pronti per girare.” è la voce che interrompe

quest’amabile confessione affidata a te, visitatore d’occasione

dei miei pensieri.

Credo proprio la mia pausa sia finita, ma, se vuoi, assisti pure

alla scena.

“Oh, mia amata, buona e bella. A te, che sei la più sfavillante

stella, chiedo d’accettare, come pegno d’amore, questo anello

nuziale. Mi vuoi sposare?”, dico impostando la voce a dovere e

sperando che il mio tono studiato possa distrarre

dall’improponibile contenuto della battuta.

“Oh, mio amato amore, una dichiarazione così mi lascia senza

parole! Ah, no, aspetta! Qualche parola l’ho trovata. Infilerò

quell’anello solo se mi prometti che infilerai per sempre nelle

tue scarpe la suoletta “Puzzavia”. Sono buona sì, ma con un

olfatto altrettanto buono!”, dice una stridula voce femminile,

vanificando ogni mio tentativo di conferire a quell’insulso

scambio di battute idiote una parvenza di stile.

“Te lo prometto, mia cara: le suolette “Puzzavia” saranno nelle

mie scarpe per tutti i giorni della mia vita”, e cerco di dirlo con

la stessa intensità con cui ho declamato il dubbio amletico nella

mia ultima tournée.

Serve a poco.

In silenzio ripeto: “Essere o non essere, questo è il problema”.

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“Mondi Sommersi” presenta a Lecce il fumetto “Protecto”.

La fumetteria “Mondi Sommersi” di Lecce prosegue con le presentazioni e gli incontri con l’autore di qualità. È la volta del fumettista Matteo Alemanno, che lavora per il mercato francese al fianco di Zidrou, che ha scritto e sceneggiato “Protecto”. Sarà questo il volume che verrà presentato il 29 agosto alle 21 presso la fumetteria leccese, alla presenza del famoso disegnatore. Si tratta della saga della quindicenne Kim, che però sta per andare incontro a un destino di morte, un destino che non si aspetta. Qui si parla di predestinazione, di angeli custodi, di persone destinate a cambiare il corso della storia. Una storia che vi terrà incollati alle pagine dall’inizio alla fine. Il tutto con uno stile uno stile asciutto e caustico, “un noir sorprendente e disturbante”. Durante l’evento, l’albo potrà essere acquistato a un prezzo speciale e personalizzato con uno sketch dallo stesso Matteo Alemanno. L’incontro si inserisce in una serie di eventi che Mondi Sommersi cura da anni, per la promozione del fumetto di qualità.

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A Minervino si sogna (e si recita) sotto le stelle

I sogni son desideri, anche sotto i dolmen. I ragazzi della cooperativa “L’Adelfia” mettono in scena infatti il 28 agosto alle 21, presso il parco del dolmen Li Scusi di Minervino, lo spettacolo teatrale “Sogni sotto le stelle”, con la regia di Margarita Franja. Tra ulivi plurisecolari e muretti a secco, i ragazzi si presenteranno in scena senza lo schermo del personaggio, ma con la propria identità per raccontare storie vere di vita animate da armonie musicali, linguaggi del corpo e suggestioni oniriche. Sogni e teatro sono rappresentati con la tecnica scenica del teatro di narrazione, uno dei primordiali elementi del teatro, fusi in un suggestivo luogo misterioso e magico di una cultura ancestrale. Lo spettacolo usa la forza del linguaggio immediato del teatro e si carica di un forte aspetto sociale, dimostrando attraverso il racconto, un mondo profondo, pieno di denuncia, desideri e sogni dove il pubblico facilmente si sentirà protagonista, rispecchiandosi perfettamente. “Queste esperienze – commenta l’assessore Giuseppe Foscarini – segnano un momento importante del percorso che gli attori dell’Adelfia affrontano quotidianamente e che culminano con la messa in scena di ciò che hanno provato e riprovato”. “Ancora una volta – dice il primo cittadino Ettore Caroppo – la cultura al centro della vita, a dimostrazione di come la stessa sia fondamentale nel percorso di ognuno di noi”.

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Comparto 13, “Save Salento” diffida il Comune di Santa Cesarea: “Lottizzazione abusiva”

L’associazione radicale “Save Salento” diffida il Comune di Santa Cesarea dal dare seguito alla lottizzazione del Comparto 13, denuncia il recente incendio avvenuto in quel luogo e chiede l’intervento della Regione Puglia, del ministro per i Beni e le attività culturali e della Procura di Lecce. Il presidente di Save Salento Catia Stomeo, il segretario dell’associazione Antonio Bonatesta e la deputata radicale e socia fondatrice di Save Salento Elisabetta Zamparutti hanno depositato oggi un’ulteriore diffida nei confronti del Comune di Santa Cesarea Terme, affinché si astenga “dal porre in essere qualsiasi atto idoneo a consentire la trasformazione edilizia e urbanistica delle aree ricomprese nel Comparto 13/s”, che prevede la costruzione di circa 566 unità abitative, di un albergo di tre piani e di altri servizi residenziali. “Il piano di lottizzazione del Comparto 13 – sostengono infatti da Save Salento – e la relativa convenzione sono ampiamente scaduti da circa quindici anni. Del resto il piano, in quanto tale, non ha mai acquisito l’autorizzazione paesaggistica, e appare in evidente violazione del decreto ministeriale del 4 luglio 1970 che tutela il territorio di Santa Cesarea Terme in virtù del suo straordinario valore naturalistico e paesaggistico. Inoltre il piano, dopo la sua decadenza, non è mai stato sottoposto al Piano Urbanistico Territoriale Tematico della Regione Puglia”. La diffida è stata inoltrata, per conoscenza, anche all’assessore e al dirigente all’Urbanistica della Regione Puglia e al ministro per i Beni e le Attività Culturali perché intervengano, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, a tutela di un bene paesaggistico protetto. “L’ultimo misfatto dell’intera vicenda – proseguono da Save Salento – è avvenuto nei giorni scorsi, quando il Comparto 13 è stato interessato da incendi di natura chiaramente dolosa appiccati su tutta l’area del Comparto destinata a strada, che hanno distrutto non solo la macchia mediterranea posta al di sopra, ma anche quella presente ai margini dello sterrato ormai coperto da vegetazione, compresi alcuni alberi di pino”. A tal proposito Save Salento ha segnalato quanto accaduto alla Procura di Lecce. “Un piano di lottizzazione approvato e convenzionato 25 anni fa – concludono da Save Salento – è ormai del tutto anacronistico, e frutto di un’operazione dagli intenti meramente speculativi su uno dei tratti di costa più affascinanti del Salento che oggi si presenta completamente ricoperto da un’intensa macchia mediterranea, con boschi ed essenze arboree di eccezionale importanza”.

Fabio Tarantino

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“Internescional”, la cultura popolare in una t-shirt

C’è chi dice basta alla cultura popolare salentina svenduta per un piatto di fagioli e presentata come un oggetto di scarsa qualità. Nasce così “Internescional”, la linea di t-shirt che quest’estate a Maglie è andata letteralmente a ruba, presso lo storico negozio “Candido 1859”. La ricetta di questo successo? Un modello che calza su tutti i fisici e tutte le taglie, motti dialettali più accattivanti tradotti in inglese, materiali di qualità e un prezzo abbastanza contenuto. Proverbi per tutti i tipi e per tutti i gusti fanno infatti capolino su queste t-shirt, nei loro colori bianco e nero: si va da “Where is taste there is no waste”, ossia “dove c’è gusto non c’è perdenza” (che spunta sull’edizione limitata realizzata in occasione del Mercatino del Gusto), a “You have fried so many octopuses” (“ ‘Ndai fritti purpi”), fino a “Oh, my fire” (“Focu meu”), e ancora “Stone by stone raises a wall” (“Petra petra azza parite”), e molto altro. La linea probabilmente tornerà in futuro, con nuove immagini e nuovi slogan, rilanciando attraverso la qualità e l’eleganza qualcosa che forse da alcuni è vissuto con eccessiva e banale ostentazione, da altri con insofferenza, ovvero le nostre tradizioni popolari. Cosa c’è di differente con le t-shirt in dialetto che da anni affollano le bancarelle di feste patronali e Notti delle Tarante? Forse un taglio un po’ meno popolare, appunto. Ma anche la scelta dei materiali e lo stile più trendy, che non guasta. Salentini e turisti che hanno acquistato ringraziano.

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“Canto della vita”, perché nessuno ha dimenticato Mario Micolano

È il canto del cigno. È uscita nei giorni scorsi “Canto della vita”, silloge di poesia dello scrittore magliese Mario Micolano, edita postuma con la casa editrice Manni. Un lungo excursus nella poesia inedita di Micolano, venuto a mancare qualche anno fa, ma ricordato con tanto affetto dai cultori magliesi della cultura e dai tanti alunni che sono passati dai banchi dello storico liceo “Francesca Capece”. Poesie in italiano e in vernacolo, tradotte con infinita ammirazione e accoramento dalla curatrice Lina Leone, che ha scritto anche la prefazione, si susseguono nelle oltre duecento pagine e cinque sezioni in cui il volume è suddiviso. Presente anche una libera trasposizione di “Se” di Rudyard Kipling e una serie di aforismi del pensiero di Micolano, che nella postfazione viene ricordato dalla nipote Paola. “Bonariamente ironico – scrive Paola descrivendo l’adorato zio – facile alla battuta umoristica e arguta, curioso del mondo, persona affabile e aperta ma nel contempo anche schiva, riservata e assai modesta, ragioni per la quali non ha mai pubblicato le sue opere”. Il volume è stato distribuito gratuitamente all’interno di una presentazione presso lo stesso liceo, ed è stato realizzato con il contributo della famiglia Micolano. In tanti ricordano Mario Micolano nei salotti letterari della città e nella libreria della giornalista Giuliana Coppola, a essere spirito critico con l’animo di un padre. E, per dirla con Bob Dylan, le sue parole continueranno a volare anche ora che è sotto terra.

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Melendugno, Futuro e Libertà boccia l’amministrazione comunale su Facebook

Un manifesto pubblicato sul profilo Facebook di Futuro e Libertà di Melendugno chiede le dimissioni dell’amministrazione. “Stanno svendendo tutto il patrimonio immobiliare del Comune – si legge sul manifesto, in cui si cerca di dimostrare dal punto di vista di Fli l’incapacità del sindaco e la lotta del vicesindaco e degli assessori per la successione sulla poltrona di primo cittadino – A Melendugno non funziona nulla, ma, a detta del vicesindaco, non c’è tempo e soldi per far nulla. A Torre dell’Orso la gestione della pineta è indecorosa. Nelle marine è pressoché assente il servizio bancomat”. Questi alcuni dei punti affrontati nel manifesto. Nell’affissione virtuale si continua a leggere: “L’assessore ai Lavori pubblici è presente soprattutto nella miglioria delle zone pubbliche e dei parcheggi di personale interesse. Nessun finanziamento è giunto dal lavoro dell’assessore alle Politiche comunitarie”. E ancora: “Le assunzioni sono quadruplicate, così come è aumentata la tassa sui rifiuti. Il sito internet non è accessibile da tutti i browser e, nonostante l’alacre lavoro dei dirigenti, non è aggiornato ed è di difficile consultazione per cittadini e imprese. Il compiacente silenzio sui vandalismi pubblicitari sa di pagamento di cambiale su precedente fornitura di malta”. La risposta di Mauro Russo, vicesindaco e assessore all’Ambiente, non si fa però attendere. Nel suo post, sempre su Facebook, Russo invita infatti Futuro e Libertà a organizzare un faccia a faccia pubblico, accusando il partito di non avere il coraggio di confrontarsi pubblicamente e di utilizzare il social network per condividere “cattiva informazione” e “delegittimare l’avversario con accuse personali che non meritano nessun commento”. La risposta di Russo ha acceso, negli ultimi giorni, un vivace dibattito. Sullo stesso profilo è intervenuto Cherubino Durante, consigliere di opposizione, che ha fatto notare al vicesindaco come Facebook, nell’era moderna, sia un veicolo di informazione più immediato ed efficace. Anche Daniele Cosi, coordinatore cittadino e membro del direttivo provinciale del Fli, ha ritenuto opportuno far sentire la propria voce, replicando che per il vicesindaco “è solo importante gestire assunzioni, costruire torri dell’orologio e lasciare cellulari rotti”. Russo, però, non si scompone, e invita la minoranza a esprimere le sue idee in Consiglio comunale: sono stanco, conclude, di sentir dire in giro per il paese che decide solo chi vince.

Serena Cappello

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