Archive | febbraio, 2013

A Maglie c’è Poplitic Icons di Fabio Leone

Aprirà al pubblico sabato 9 febbraio, alle 18, presso la Galleria Capece, in piazza Aldo Moro a Maglie, la personale di Fabio Leone dal titolo Poplitic Icons, che vedrà la rivisitazione di dieci famosi personaggi storici in chiave digital-pop. La mostra sarà visitabile anche domenica 10.

Si tratta di personalità di primo piano che vale la pena menzionare una ad una: Winston Churchill, Evita Peron, Mahatma Gandhi, John Fitzgerald Kennedy, Vladimir Ilic Lenin, Ernesto Guevara, Rita Levi Montalcini, Napoleone Bonaparte, Regina Elisabetta II, Martin Luther King.

L’arte digitale, in particolare quella Pop, che prende ispirazione – o quantomeno strizza l’occhio –  dai grandi maestri del passato, geni delle discipline visuali come Andy Warhol (come non ricordare le sue Marilyn?), Roy Lichtenstein, James Rosenquist, solo per citarne alcuni, trova una delle sue più alte espressioni (nonché il suo maggiore successo commerciale) proprio nei ritratti di grandi personaggi, rivisitati nei modi più disparati. Che siano colori psichedelici e accesissimi o tonalità neutrali, i ritratti sprigionano quel senso di spaesamento che era tipico del pensiero Pop, e che si ritrova, in tempi recenti, nelle nuove generazioni di artisti che lavorano con il digital-pop.

Come dalle correnti neoplastiche, passando attraverso quelle dadaiste, si arrivava alla Pop Art, così da quest’ultima si sono sviluppati tanti modi di fare arte oggettiva, pur mantenendo degli aspetti peculiari che caratterizzano ogni singolo artista. Così, nell’era della rivoluzione digitale, gli artisti sono arrivati a confrontarsi con le nuove tecnologie e con tutti gli strumenti e le possibilità (potremmo dire infiniti) che queste offrono.

Un’arte indubbiamente immediata, come immediati sono i messaggi convogliati dalla pubblicità, a partire dai cartelloni stradali e dagli spot televisivi, fino alle modernissime tecniche persuasive che si possono trovare in Rete.  Un’arte dall’impatto visivo forte e, per certi versi, permanente nelle menti degli utenti. Un’espressività che non poche volte usa l’ironia e sembra mettere in guardia contro l’omologazione e la ripetività dell’individuo moderno e delle sue stesse emanazioni artistiche.

 

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La Betitaly Volley Maglie suona due campane

La Betitaly Volley Maglie si è ripresa subito dal primo stop in campionato. Dopo la sconfitta in casa del Corato, sconfitta che è costata la prima posizione proprio a favore dei padroni di casa baresi, le ultime due giornate di campionato di B2 hanno portato due compagini campane a scontrarsi con le ragazze di mister Tonino Solombrino. Tutto regolare al tredicesimo turno della regular season, quando al Palabetitaly è venuta la Megaride Napoli, che nonostante i buoni risultati ottenuti in questo campionato, nulla ha potuto contro il team del presidente Gigi Macagnano. Il 3-0 finale ha visto le ospiti campane non andare oltre i 13 punti conquistati per ogni set, a fronte dei 25 del Maglie.

Risultato ben più importante quello ottenuto appena sette giorni dopo, quando il gruppo salentino è andato a far visita al Montella, squadra avellinese già difficile da raggiungere in questo periodo (le strade per arrivarci sono piene di neve tra gennaio e febbraio). Il Montella, terzo, aspirava a un posto nei playoff, e ha affrontato la quattordicesima giornata forte del colpo inferto al Corato all’inizio di gennaio, quando ha battuto la capolista 3-0 davanti al proprio pubblico. Un match al cardiopalmo ha però arriso alle ospiti pugliesi, anche se il 3-0 non fotografa in pieno la partita, i parziali parlano infatti di una partita molto equilibrata: 25-20, 26-24, 25-22. I padroni di casa devono ora fare i conti con il Lavello, che li ha sopravanzati in classifica, mentre la Betitaly ha mandato un messaggio forte e chiaro alla capolista Corato: non è ancora finita.

E chissà che il calendario non possa riservare una sorpresa già la prossima giornata, quando il Maglie ospiterà il modesto Arabona Manoppello, a quota 15 punti contro i 37 delle salentine, mentre il Corato dovrà vedersela, seppur davanti ai propri sostenitori, con la terza in classifica, quel Lavello che vola sulle ali dell’entusiasmo.

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A Zollino prende il via il Progetto Polysong

Prende il via a Zollino, con il primo incontro informativo che si terrà giovedì 7 febbraio alle 18 presso l’Auditorium Tondi, il Progetto Polysong, programma di cooperazione territoriale europea, Grecia-Italia 2007-2013, che prevede la partecipazione dei comuni di Calimera, Sternatia e Zollino.

La prima giornata informativa avrà come titolo I Canti Polifonici di Tradizione Orale della Grecìa Salentina. Sono previsti i saluti iniziali dei partners greci e italiani, cui seguiranno i contributi degli studiosi Luigi Chiriatti e Francesca Zacheo. L’evento è organizzato dal Comune di Zollino, la produzione è curata da Kurumuny.

Il Progetto Polysong interessa due paesi del mediterraneo vicinissimi, non solo geograficamente ma anche per ciò che concerne tradizioni, consuetudini, usanze. Tra Grecia e Italia, infatti, affinità rilevanti si possono scorgere specialmente in ambito folclorico e musicale, dove musica e parole, canti e danze popolari sembrano trovare svariati punti d’incontro.

Questa vicinanza è indubbiamente riscontrabile non solo in campo prettamente musicale e canoro ma, con una certa ovvietà, anche nel percorso storico dei due paesi, che da secoli condividono, oltre all’area geografica, anche cultura e commerci. Non può essere dimenticato, inoltre, il fatto che il nostro meridione per molto tempo abbia rappresentato – con la Magna Grecia – uno dei centri più alti del sapere, dando i natali o vedendo all’opera grandi personalità come Pitagora, Archimede, Parmenide, solo per citarne alcune.

Tenendo in considerazione le radici storiche e tradizionali che interessano l’area mediterranea italo-greca, il Progetto Polysong si propone come obiettivo primario quello di salvaguardare le caratteristiche tipiche delle culture greca e italica, creando un collegamento tra le due, mettendo in risalto le somiglianze, tutto nel rispetto delle differenze, che verranno considerate fonti di arricchimento per entrambi i popoli e stimolo alla ricerca e alla comprensione dei rispettivi saperi.

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La scrittura e le sue forme. A Maglie parte un corso di scrittura creativa

La scrittura e le sue varie forme. Ѐ questo, in sintesi, il tema centrale del corso di scrittura creativa – a cura dell’associazione Soni Boni di Maglie – che prenderà il via a fine mese. La presentazione con piccolo aperitivo annesso è prevista per il 23 febbraio alle ore 19, presso la sede dell’associazione sita in via Angelo Lezzi. Sono previste due lezioni settimanali sino a fine maggio e il costo è di 20 euro al mese per ogni partecipante. Le suddette lezioni, tenute da Angela Leucci, giornalista, scrittrice e blogger, saranno finalizzate alla scrittura di racconti, poesie, articoli e post, attraverso l’analisi di testi narrativi, poetici, ma anche musicali, e studio delle strutture narrative tra cinema e scrittura. I punti del programma sono i seguenti:

  • Fare un piano dell’opera. Il narratore. Utilizzo del vissuto per la creazione di fiction. (composizione primo testo)
  • I personaggi e la loro psicologia/evoluzione.
  • La raffigurazione della divinità, dalle Mille e Una Notte a Irvine Welsh.
  • I generi letterari: il giallo e il noir.
  • Le caratteristiche della lingua (dimensione diatopica, diamesica, diastratica e diafasica). Cenni storici di linguistica italiana e grammatica storica.
  • Il romanzo generazionale. Mistandivò, Il Giovane Holden, Le Regole dell’Attrazione.
  • La scrittura rosa, da Ali a Diario di un Killer Sentimentale.
  • L’intervista orale, il caso di Rabbia.
  • Il femminismo postmoderno inglese. Antonia Byatt, Angela Carter, Jeannette Winterson. (composizione secondo testo)
  • La poesia antica e la poesia contemporanea. Solo una questione di metrica?
  • Tra poesia e musica: la parabola della droga nel rock classico.
  • I poeti maledetti e la beat generation.
  • La poesia contemporanea. (composizione terzo testo).
  • Spunti e iconografia: a cosa servono e come si usano?
  • Le strutture narrative, dal cinema alla scrittura. American Beauty, Pulp Fiction, I Tenembaum.
  • Barry Gifford tra cinema e scrittura.
  • Dal cinema alla scrittura, il caso di Teorema.
  • Dalla scrittura a (forse) il cinema, il caso di Studio per Mariage 80. (composizione quarto testo).
  • Il tabloid, la rivista, il quotidiano. Corsivo, editoriale, cronaca, sport, spettacoli e approfondimento.
  • Come si scrive un articolo o una recensione. (composizione quinto testo).
  • Nuovi strumenti per la scrittura: il blog, come funziona, cosa si vuole comunicare e come.
  • Il giornalismo partecipativo: una buona occasione o solo confusione?
  • Differenze sostanziali tra blog e giornalismo. (composizione sesto testo).

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A Galatina Le Parole di un Teatro

Martedì 5 febbraio, alle 18, presso il Palazzo della Cultura di Galatina, nell’ambito delle iniziative Identità in Dialogo – Prospettive Meridiane, promosse dal Comune di Galatina, l’Università Popolare Aldo Vallone, il Comune di Galatina e Astragali Teatro presentano il primo dei cicli di incontri Le Parole di un Teatro, con la presentazione del volume Un Teatro in Palestina. L’Esperienza di Astragali Teatro nei Territori Occupati.

Interverranno: Fabio Tolledi, curatore del volume, l’assessore Daniela Vantaggiato e Francesco Luceri, vicepresidente dell’Università Popolare Aldo Vallone.

Di recente uscita per i tipi di Astragali Edizioni e primo volume della collana Atletica, Un Teatro in Palestina è dedicato all’esperienza vissuta da Astragali nel 2010 nei territori occupati in occasione del progetto Roads and Desire, Theatre Overcomes Frontiers.

Dalla casa editrice fanno sapere che:

Il volume restituisce una parte significativa dei materiali prodotti dal gruppo di lavoro impegnato nella ricerca azione e dei diari di lavoro delle attrici e degli attori della compagnia, sottolineando già in questo modo una particolarissima e rara pratica di lavoro. Cosa sono le pratiche culturali in un territorio che vive da più di cinquant’anni un’occupazione militare ed un costante esproprio delle proprie terre? Come pensare un intervento culturale in un contesto stravolto da uno straordinario processo di colonizzazione e pulizia etnica? Sono queste alcune delle domande da cui si dipanano i numerosi interventi presenti, e da cui ha preso origine il progetto e la concreta esperienza del lavoro teatrale.

Gli appuntamenti proseguiranno ad Aradeo e Galatone, per il ciclo di incontri dedicato ai volumi di Astragali Edizioni.
Per informazioni si possono consultare i siti internet di Astragali Teatro e di Università Popolare Aldo Vallone.

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Lecce: torna la vittoria ed il primo posto in classifica

Grazie a un ottimo primo tempo e a un secondo tempo “cu tutto lu cuore” il Lecce batte il Treviso e rivede la testa della classifica. L’esordiente tecnico Antonio Toma, salentino di Maglie, subentrato all’esonerato Franco Lerda, si affida al suo credo tattico di riferimento: il 4.2.4 super offensivo, fatto di pressing alto e scambi veloci. Il Lecce parte fortissimo e già al quarto minuto si porta in vantaggio con un bel gol di testa di Bogliacino, il quale traduce in gol l’assist dell’ottimo Ignacio Pià. Ma la squadra giallorossa non si ferma e sospinta dai 4500 fedelissimi del Via del Mare continua a spingere. Le occasioni da gol si susseguono: al 7′ e al 13′ è Jeda ad andare vicino al gol con due belle conclusioni di destro. Mentre al 19′ e  al 21′ tocca al centrale di centrocampo Memushai sfiorare il gol con due potenti conclusioni dalla distanza. Il Treviso – schierato con un classico 4.4.2 – si fa vedere solo con una fiacca conclusione di capitan Tarantino, tranquillamente respinta in angolo da Benassi. Al 26′, poi, è capitan Giacomazzi a raddoppiare con un gran colpo di testa da centro-area, sempre su assist dalla sinistra di Pià. La partita sembra non avere storia, anche perché la reazione degli ospiti sembra non arrivare e il Lecce gestisce bene la partita.

Nel secondo tempo, invece, la squadra salentina pare tornare alle solite amnesie, che ne hanno caratterizzato il cammino negli ultimi mesi di campionato e così il Treviso si fa sotto e al 54′ minuto accorcia le distanze con un calcio di rigore ben calciato da Tarantino e causato da un fallo del distratto e pasticcione Tomi su Strizzolo. Dopo pochi minuti i padroni di casa possono portarsi sul tre a uno, ma Jeda fallisce un calcio di rigore, questa volta assegnato al Lecce per un fallo di Piccioni su Chiricò. Il Treviso comincia a credere nella rimonta e assume anche un atteggiamento più offensivo e così dalla girandola dei cambi, Toma passa al più prudente 4.3.3, con De Rose a dare man forte a centrocampo alla coppia Memushai – Giacomazzi. Chevanton ne frattempo è subentrato a Jeda e Falco a Chiricò.

Ma, al 70′ minuto accade ciò che non ti aspetti: Benassi si fa male in uscita e i giallorossi rimangono senza portiere e senza più cambi a disposizione. Così Chevanton si offre di passare in porta e , pur soffrendo, il Lecce riesce a mantenere il due a uno, aiutato in questo anche dal calore del pubblico, che canta e incita la squadra a non mollare. Alla fine è vittoria e nuovo primato in classifica nel girone A di Lega Pro.

A fine gara in sala stampa il mister Antonio Toma si dice particolarmente soddisfatto:

“Nel primo tempo ho visto il calcio che piace a me: intensità, squadra corta, scambi veloci, ci è riuscito di fare tutto quanto abbiamo studiato alla lavagna e provato in allenamento. Nel secondo tempo invece siamo calati fisicamente  perché in queste due settimane ho sottoposto la squadra a un grande lavoro fisico e anche per un cambio tattico del Treviso, passato al 4.3.1.2, mentre noi non siamo <saliti> abbastanza con i centrali difensivi per annullare questa loro mossa, con la quale i nostri centrali di centrocampo sono andati in difficoltà. Ma sono comunque soddisfatto del gran cuore dimostrato dai ragazzi nei momenti di maggiore difficoltà”.

Deodato Giovanni Guida

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Torna Fornelli Indecisi, terza edizione del concorso di cucina dozzinale

La gara di cucina dozzinale, Fornelli Indecisi, è giunta alla terza edizione. C’è tempo sino al 15 marzo per partecipare al concorso, nato dall’esperienza dell’omonimo gruppo su Facebook e ideato dal patron Pierpaolo Lala. La partecipazione è aperta a tutti, tranne che ai cuochi o alle cuoche professionisti: casalinghe disperate, single buongustai, nonne con la frittura nel sangue, ammiragli in pensione, professori con la passione per le uova, mamme con la polpetta facile, zii con il vizio della crostata, nonni avvezzi alla pasta con le cozze, cugini campioni di riempimento pucce. Dunque, tutti accomunati dalla passione per la cucina e dalla voglia di condividere i propri segreti. La cucina dozzinale è una cucina semplice, fatta con ingredienti che si trovano in casa, basata sulle ricette tramandate dalle nostre nonne o frutto dell’improvvisazione del momento. Nelle prime due edizioni hanno partecipato oltre 150 persone (dai 18 ai 90 anni) provenienti da tutta Italia, con l’unico obiettivo di divertirsi.

Ogni candidato dovrà mandare una mail (compilando il form che si trova sul sito www.fornellindecisi.it) entro e non oltre il 15 marzo 2013 a cucina@fornellindecisi.it con una ricetta di cucina dozzinale, con ingredienti e modalità di preparazione, una breve scheda che presenti il candidato, un testo (massimo 3000 battute) che illustri la ricetta, le sensazioni che il candidato prova e le motivazioni che hanno portato alla sua scelta, e una foto che lo immortali con il piatto appena sfornato e allestito. Ogni candidato (anche a sua insaputa) potrà partecipare a una sola delle quattro categorie previste: antipasti (di mare o di terra); primi piatti (caldi o freddi); secondi piatti con contorno; dolci.

Nella prima fase di selezione la giuria – in via di definizione ma sicuramente valida, simpatica, buongustaia e competente, presieduta da Pierpaolo Lala e coordinata da Don Pasta – dopo una rigida scelta che terrà conto del materiale prodotto, decreterà sei ricette finaliste per ciascuna categoria che parteciperanno alle Primarie del centrotavola e verranno votate direttamente dal pubblico via facebook e via mail. Verranno così scelte tre ricette per ciascuna categoria che si sfideranno nella finalissima prevista per domenica 5 maggio alla Masseria Ospitale sulla Lecce/Torre Chianca (www.masseriaospitale.com) grazie alla collaborazione di Oronzo, Valeria e dello staff del ristorante.

Nel corso della finale i cuochi giunti alla sfida pratica dovranno cucinare la propria ricetta (aiutati da alcuni chef) e farla assaggiare a una giuria composta da esperti e da persone selezionate nel pubblico (in tutto una dozzina) che assaggeranno le dodici pietanze e decreteranno il vincitore per ogni categoria. Anche quest’anno è prevista una giuria tecnica di qualità che assegnerà il premio della critica. Ovviamente tutti i partecipanti alla giornata non resteranno a bocca asciutta ma degusteranno il pranzo preparato da Valeria, chef del ristorante. Una vera e propria festa della cucina. Ai vincitori andranno tanti onori e ricchi premi (in materie prime).

Pierpaolo Lala, classe 1977, è giornalista, socio fondatore e lavoratore della cooperativa CoolClub di Lecce che si occupa di ideazione, organizzazione e promozione di eventi culturali, di uffici stampa e di editoria. Nel 2004 ha pubblicato con Maria Vittoria Dell’Anna il volume Mi consenta un girotondo. Lingua e lessico nella Seconda Repubblica. Dopo una lunga militanza su fanzine e giornali autoprodotti, nel 1996 ha iniziato a scrivere su quotidiani e periodici locali. La sua grande passione fin da piccolo è la cucina. Dall’esperienza di Fornelli Indecisi è nato 50 sfumature di fritto. Piccolo manuale untologico, Lupo Editore (www.50sfumaturedifritto.org). Il libro, giunto in circa un mese alla prima ristampa, raccoglie cinquanta ricette (rigorosamente fritte) pensate e scritte da una pattuglia di giornaliste e docenti universitari, casalinghe e pensionati, professori e professioniste, nonne e nipoti, mamme e figli, food blogger e appassionati. Tutte le info e nuove ricette sono sul sito www.fornellindecisi.it

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A Lecce scarpette rosse e anime scalze contro la violenza

Domenica 3 febbraio Lecce si tinge di rosso e 10, 100, 1000 anime scalze marciano solidali per la città, e gridano in piazza Duomo contro la violenza di genere. Da un progetto di arte pubblica di Elina Chauvet nasce “ Zapatos Rojos” una manifestazione promossa dalla consigliera di Parità Alessia Ferreri, dall’assessore alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità della Provincia di Lecce Filomena d’Antini Solero, in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Lecce.

L’idea dell’artista Elina Chauvet, nata in Messico nel 1959, parte da una testimonianza diretta di violenza perpetrata a Ciudad Juarez, una “BorderTown” nello stato di Chiuhauha, dove molte donne, nella più totale indifferenza del governo, sono vittime di stupri e omicidi: sia privati compiuti da fidati nenici, che pubblici inflitti da infedeli gang criminali. Il progetto iniziato nel 2009 e curato da Francesca Guerisoli, ha  travalicato ogni limes spazio-temporale. I
confini territoriali del Messico sono smarginati in tutto il mondo e hanno coinvolto migliaia di donne. Lecce, dopo Milano e Genova è la terza tappa
italiana della manifestazione. Le anime rosa depongono le scarpe e scalse e nude da pregiudizi e paure si mettono in cammino contro il femminicidio, e verso una ritrovata dignità umana e sociale.

Domenica dalle 10 alle 18 le donne di Lecce e provincia sono invitate a portate le proprie o altrui zapatos raios, o possono consegnare le zapatos  di colore diverso affinché possano essere verniciate di rojos in Piazza Duomo. Un gesto simbolico per dipingere il mondo del colore dell’amore, e non permettere mai più che il rosso della passione si trasformi in freddezza omicida, il rosso dell’amore si alteri nel nero dell’odio, il rosso della vita involva  nel non colore della morte. Un movimento del cuore per una buona e nuova vita a tutte le anime scalze del mondo.

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FiorDiCappero presenta il laboratorio empirico Voce all’Armonia

Domenica 10 febbraio, dalle 11 alle 12.30, presso FiorDiCappero, in via Tammaro a Casarano, si terrà il primo incontro del laboratorio empirico Voce all’Armonia.

Voce all’Armonia è un interessante itinerario interiore – ma non solo – che va in direzione della riscoperta del Sé, come ben spiegano gli organizzatori:

Il percorso attraverserà, a partire da esperienze guidate, l’universo della voce in una riscoperta del sentire e dell’espressività. Insieme indagheremo vari temi che ruotano intorno al mondo della vocalità per accedere in maniera nuova all’ascolto di se stessi e dell’altro, da soli e in gruppo. Viaggeremo nel rispetto del dialogo e nello scambio dell’incontro, uscendo dagli schemi, dandoci permessi, approcciando anche il silenzio e le sue magie. La voce non sarà soltanto quella che intendiamo quando si utlizzano le corde vocali ma anche la voce del corpo. Sperimenteremo come parliamo coi gesti, come ci esprimiamo senza parlare.

Il percorso avrà una durata di quattro mesi, con appuntamenti fissati una volta alla settimana per un tempo di un’ora e mezza. Nel caso si presentasse la necessità di approfondire alcuni passaggi o temi, sono previsti degli incontri extra ai quali si potrà scegliere liberamente se partecipare.

Un’iniziativa che si prevede davvero coinvolgente e capace di stimolare i partecipanti. Aggiungono gli organizzatori:

L’approccio è empirico e olistico, cioè ci si considera a tuttotondo e all’opera: ci baseremo sul rilascio emotivo-corporeo, prevedendo un amplio ventaglio di esperienze individuali e di gruppo. Si tratta di giochi, role playing, meditazioni statiche e dinamiche, lavoreremo sui chakra o centri energetici principali. Ci serviremo anche della scrittura e del disegno, del ballo. Il nostro corpo sarà strumento musicale. Inoltre faremo delle esperienze si teatro sensoriale e di improvvisazione. Infine ci avvarremo del contributo della maestra Karina Schelde per liberare la nostra preziosa voce.

Per informazioni: ideakyo@gmail.com

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