Lecce: torna la vittoria ed il primo posto in classifica

Grazie a un ottimo primo tempo e a un secondo tempo “cu tutto lu cuore” il Lecce batte il Treviso e rivede la testa della classifica. L’esordiente tecnico Antonio Toma, salentino di Maglie, subentrato all’esonerato Franco Lerda, si affida al suo credo tattico di riferimento: il 4.2.4 super offensivo, fatto di pressing alto e scambi veloci. Il Lecce parte fortissimo e già al quarto minuto si porta in vantaggio con un bel gol di testa di Bogliacino, il quale traduce in gol l’assist dell’ottimo Ignacio Pià. Ma la squadra giallorossa non si ferma e sospinta dai 4500 fedelissimi del Via del Mare continua a spingere. Le occasioni da gol si susseguono: al 7′ e al 13′ è Jeda ad andare vicino al gol con due belle conclusioni di destro. Mentre al 19′ e  al 21′ tocca al centrale di centrocampo Memushai sfiorare il gol con due potenti conclusioni dalla distanza. Il Treviso – schierato con un classico 4.4.2 – si fa vedere solo con una fiacca conclusione di capitan Tarantino, tranquillamente respinta in angolo da Benassi. Al 26′, poi, è capitan Giacomazzi a raddoppiare con un gran colpo di testa da centro-area, sempre su assist dalla sinistra di Pià. La partita sembra non avere storia, anche perché la reazione degli ospiti sembra non arrivare e il Lecce gestisce bene la partita.

Nel secondo tempo, invece, la squadra salentina pare tornare alle solite amnesie, che ne hanno caratterizzato il cammino negli ultimi mesi di campionato e così il Treviso si fa sotto e al 54′ minuto accorcia le distanze con un calcio di rigore ben calciato da Tarantino e causato da un fallo del distratto e pasticcione Tomi su Strizzolo. Dopo pochi minuti i padroni di casa possono portarsi sul tre a uno, ma Jeda fallisce un calcio di rigore, questa volta assegnato al Lecce per un fallo di Piccioni su Chiricò. Il Treviso comincia a credere nella rimonta e assume anche un atteggiamento più offensivo e così dalla girandola dei cambi, Toma passa al più prudente 4.3.3, con De Rose a dare man forte a centrocampo alla coppia Memushai – Giacomazzi. Chevanton ne frattempo è subentrato a Jeda e Falco a Chiricò.

Ma, al 70′ minuto accade ciò che non ti aspetti: Benassi si fa male in uscita e i giallorossi rimangono senza portiere e senza più cambi a disposizione. Così Chevanton si offre di passare in porta e , pur soffrendo, il Lecce riesce a mantenere il due a uno, aiutato in questo anche dal calore del pubblico, che canta e incita la squadra a non mollare. Alla fine è vittoria e nuovo primato in classifica nel girone A di Lega Pro.

A fine gara in sala stampa il mister Antonio Toma si dice particolarmente soddisfatto:

“Nel primo tempo ho visto il calcio che piace a me: intensità, squadra corta, scambi veloci, ci è riuscito di fare tutto quanto abbiamo studiato alla lavagna e provato in allenamento. Nel secondo tempo invece siamo calati fisicamente  perché in queste due settimane ho sottoposto la squadra a un grande lavoro fisico e anche per un cambio tattico del Treviso, passato al 4.3.1.2, mentre noi non siamo <saliti> abbastanza con i centrali difensivi per annullare questa loro mossa, con la quale i nostri centrali di centrocampo sono andati in difficoltà. Ma sono comunque soddisfatto del gran cuore dimostrato dai ragazzi nei momenti di maggiore difficoltà”.

Deodato Giovanni Guida

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Otranto, quale futuro per il Club Med?

Una delle strutture più importanti del turismo pugliese, la più antica, vede delle nubi addensarsi sul suo futuro, il Club Mediterranée di Otranto conserverà la gestione del villaggio di Otranto solo per la prossima estate. Il Club Med, il più antico villaggio del Salento, il capostipite del turismo moderno, è ritornato interamente nelle mani di Italia Turismo, poiché la società Torre d’Otranto ha venduto a quest’ultima il restante 15% di quota societaria detenuta da Club Med. Il tutto è avvenuto in questi giorni a Roma nell’assemblea in cui si è deciso che

“Per quanto concerne l’acquisto delle partecipazioni di minoranza detenute da Club Med (Società Alberghiera Porto d’Orra, Torre d’Otranto, Sviluppo Turistico per Metaponto) si evidenzia quanto segue – recita il verbale dell’assemblea- L’acquisto della partecipazione di minoranza (15%) detenuta dal Club Med nella società Torre d’Otranto, avverrà a un prezzo previsto di 3,4 milioni. Le parti hanno, inoltre, convenuto la possibilità di valutare la fattibilità tecnico economica di un progetto di ristrutturazione ed ammodernamento del villaggio. Qualora esse fossero d’accordo sul progetto di ristrutturazione, verrebbe stipulato un nuovo contratto di affitto con Club Med alle stesse condizioni previste per il villaggio di Cefalù. In caso contrario, alla scadenza naturale del contratto (2013), Italia Turismo dovrebbe indire una gara per la scelta del nuovo gestore, con evidente incertezza sui flussi di cassa attesa dopo il 2013”.

Insomma, per quest’estate il Club Med riapre, ma resta incerto il futuro del complesso.

“Io credo che anche per quest’anno la situazione sarà complessa – spiega Gigi Ricciardi di Otranto, delegato di Italia Turismo che ha partecipato all’assemblea – poiché la società Club Med potrebbe decidere di aprire soltanto ad agosto per motivi tecnici di riorganizzazione, così facendo, però, nessuno dei lavoratori riuscirà a raggiungere le 78 giornate che permettono di ottenere il prezioso sussidio di disoccupazione previsto per i lavoratori stagionali. La situazione, a questo punto, diverrebbe molto complessa. Inoltre il futuro è legato a un’eventuale ristrutturazione, secondo me, occorre prestare molta attenzione a tutti questi aspetti”.

La preoccupazione che si evince da tale passaggio è che se Italia Turismo non dovesse decidere di ristrutturare subito il villaggio di Otranto, i lavoratori potrebbero saltare una o più stagioni e perdere due terzi di quella dell’anno in corso. Sarebbe, in questo caso, una vera e propria beffa visto che il comparto turistico in località come Otranto è uno dei pochi a reggere all’urto della crisi, uno dei pochi che garantisce il reddito necessario a numerosi lavoratori. L’attenzione per questa struttura storica, dunque, deve essere alta

“questo è un appello che lancio a nome di tutto il Comprensorio di Alimini – conclude Ricciardi – perché sarebbe grave che un villaggio così importante restasse chiuso o aprisse in forma ridotta”.

Il Club Mediterranée è stato uno dei primi villaggi turistici ad aprire nel Sud dell’Italia, il primo insieme a quello di Vieste in Puglia. Nacque per una felice intuizione dello statista Aldo Moro e fu finanziato dalla Cassa del Mezzogiorno. Non si badò a spese per erigerlo e la progettazione fu affidata all’architetto Gae Aulenti che in quegli anni era già diventato celebre per la sua lampada da tavolo “Pipistrello”, disegnata per lo showroom di Olivetti oggi esposta nei maggiori musei del mondo. Furono ricreati in forma moderna i trulli salentini e il complesso fu raccordato da un grande ponte di legno. Il cuore della struttura era “Le Piramid”, una piramide attraversata dall’acqua. Il Club Mediterranée di Otranto aprì nel 1970 e da allora ha formato generazioni di cuochi, barman, maitre, ristoratori, camerieri che oggi gestiscono le loro strutture in tutto il Salento e nella Puglia. Per la sua costruzione furono impiegate maestranze locali e la proprietà pubblica diede in concessione la struttura a condizione che i lavoratori locali fossero impiegati e fossero retribuiti secondo le tariffe sindacali vigenti nel resto d’Italia. Si narra che gli stipendi “a norma” fossero così abbondanti e “insoliti” per il Salento che tanti emigranti tornarono per lavorare nei villaggi turistici.

Elio Paiano

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Otranto: Tso per un senzatetto che bloccava la strada

Un homeless è stato sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio oggi, nei pressi della stazione dell’Agip carburanti di Otranto. L’uomo, senza fissa dimora, ha dato segni di squilibrio sin dalla prima mattinata importunando alcuni passanti nel centro cittadino. Con il passare delle ore si è spostato verso la zona della Punta e da qui nei pressi della stazione Agip sulla strada per Maglie. Qui l’uomo, procedendo su di una sedia a rotelle, si è posto al centro della carreggiata bloccando il traffico. Sono quindi intervenuti i Vigili Urbani di Otranto che hanno tentato in tutti i modi di spostare l’uomo dalla sede stradale. Il tentativo, tuttavia, non è andato a buon fine e ne è nata una colluttazione. Subito sono intervenute le altre forze dell’ordine ed i sanitari del 118 che, dopo oltre un’ora di tentativi sono riusciti ad immobilizzare l’uomo e a trasportarlo in ospedale. Nessuno ha ricevuto danni dal comportamento anormale del senza tetto, lo stesso è in buone condizioni, ma molti cittadini si sono lamentati dell’iniziale intervento dei vigili urbani giudicato maldestro e anche violento. L’operazione si è comunque conclusa nel migliore dei modi e nessuno è rimasto ferito nel concitato intervento.

Elio Paiano

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Kind of Trio a Castrignano de’ Greci

Riceviamo e pubblichiamo la nota relativa al concerto del progetto Kind of Trio, concerto organizzato dall’associazione di Maglie “Bud Powell” per il 9 novembre alle 21 presso il palazzo baronale di Castrignano de’ Greci.

Max Ionata, sax
Clarence Penn, batteria
Reuben Rogers, contrabbasso
Max Ionata, Clarence Penn e Reuben Rogers presentano Kind of Trio, il loro ultimo lavoro discografico, pubblicato da Jando Music e Via Veneto Jazz, distribuito da EMI Blue Note.

Trio di grande affiatamento, già sperimentato in passato con un altro lavoro discografico di successo, questa volta Max Ionata, Clarence Penn e Reuben Rogers si cimentano in un progetto discografico originale sfruttando la formula del trio e ci regalano un totale di undici tracce con ben nove brani originali firmati dai tre musicisti. Max Ionata è considerato uno dei sassofonisti più interessanti del panorama jazzistico italiano, ha suonato in alcuni tra i più importanti jazz club e jazz festivals al mondo e ha collaborato con grandi musicisti tra i quali: Robin Eubanks, Steve Grossman, Mike Stern, Bob Mintzer, Lenny White, Bob Franceschini, Hiram Bullock, Joel Frahm, Roberto Gatto, Dado Moroni, Gegè Telesforo, Giovanni Tommaso, Flavio Boltro, Furio Di Castri, Fabrizio Bosso, Mario Biondi e molti altri.

Clarence Penn, definito da alcuni critici il batterista più elegante del jazz contemporaneo, scelto da molti per la sua estrema versatilità in tutti i generi musicali, ha collaborato tra gli altri con Betty Carter, Winton Marsalis, Dizzy Gillespie, Steps Ahead, Mike Stern, Dianne Reeves, Roberta Flack, Gato Barbieri, Uri Caine, Enrico Rava e Dave Douglas..

Reuben Rogers, contrabbassista di eccezionale talento musicale, ha avuto l’opportunità di lavorare con artisti internazionali del jazz come Wynton Marsalis, Roy Hargrove, Joshua Redman, Nicholas Payton, Mulgrew Miller, Jackie McLean, Charles Lloyd, Jason Moran e Dianne Reeves tra gli altri. Si è esibito in tour in tutto il mondo e ha registrato oltre 70 cd. Conduce un’intensa attività concertistica e discografica in Italia e all’estero, in particolare in Giappone dove gode di una notevole fama artistica; oltre a guidare diversi progetti a proprio nome, collabora stabilmente con alcuni dei migliori musicisti della scena internazionale.

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Palmariggi e l’albero di Natale dalla Statale 16

Da Palmariggi un bellissimo esempio di amore per la natura e per la propria terra. È stato portato ieri in città un autentico albero che adornerà la piazza per raccogliere i desideri dei piccoli palmariggini e forse anche degli adulti.

Si dirà: ma tagliare un albero autentico non è antiecologico? Non in questo caso: quest’albero è un simbolo ben preciso, come ben precisa è la sua provenienza. Si tratta di uno degli alberi tagliati per far posto ai lavori di allargamento presso la Statale 16 nel tratto Maglie-Otranto. Palmariggi, come Uggiano la Chiesa, come Maglie, e altri paesi toccati dalla questione si è battuta  a lungo perché ciò non accadesse, o almeno affinché questi alberi trovassero una nuova casa. E ora questa splendida pianta sarà un monito, affinché una cosa del genere non accada mai più.

Il sindaco Anna Elisa Stifani ha postato la foto su Facebook con questa didascalia:

«Arriva l’Albero di Natale a Palmariggi! È uno degli alberi espiantati per il cantiere della Maglie-Otranto. L’albero diventerà domani Albero dei Desideri dei bambini di Palmariggi che appenderanno ai suoi rami messaggi di pace e speranza. Il bell’albero negli ultimi giorni di vita regalerà almeno un sorriso ai bambini della comunità.»

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Internet e il nuovo mondo dei ragazzi

Nelle scorse settimane, stavo informandomi sul movimento studentesco a Maglie, la cittadina in cui abito. Ho parlato con i ragazzi, ho compreso le loro questioni. Ci sono dei momenti in cui mi piacerebbe che non ci fosse tra a me e loro nessun gap generazionale, un po’ per non sentirmi vecchia, un po’ perché in molti di loro ci vedo qualcosa di me che ho solo messo da parte. Ma in ogni gruppo di giovani, in ogni scuola, in ogni classe, c’è sempre qualcuno che fa la cosa sbagliata. Anche a me è capitato molte volte di farla. Sarà capitato a tutti. Così ho beccato un video su Youtube non esattamente edificante. Mi ha disturbata.

Io parlo spesso con i ragazzi per gli articoli che scrivo, mi piace capire come cambiano le abitudini di generazione in generazione, comprendere quali siano i loro bisogni nei confronti della città in cui vivono e del Salento. Li trovo spesso molto più svegli di me alla loro età, più consapevoli, più intelligenti e vivaci. Però ci sono sempre le eccezioni, come accade quando si generalizza. Mi piace pensare che il “cattivo” sia un’eccezione, non la regola. Eppure, quando ho visto quel video non ho saputo non indignarmi, interrompere quel filo di comprensione verso una generazione che da me forse non è lontanissima.

Io non me lo ricordo come si facevano le bravate alla mia età. Mi ricordo che il preside mandava a chiamare i genitori e la cosa finiva lì, magari con una nota che non serviva a niente e via, chiusi in casa per una settimana. Però non c’era Internet, non c’erano gli smartphone che fanno i filmati, forse avevamo un concetto di privacy più spiccato, anche se pure noi ormai ce lo siamo venduto all’asta dei social network. Ma stavolta, quando ho visto quel video – e ne avevo visti altri che non approvavo in passato – ho scritto quest’articolo.

L’imbarazzo corre in rete. È stato diffuso su internet e poi rimosso, su Youtube, un filmato che nei giorni scorsi ritrae alcuni ragazzi di un istituto superiore di Maglie riunirsi in corteo e camminare per le strade della città, ma prima spicca addirittura un piccolo fuoco per strada, forse acceso con un giornale, è impossibile stabilire da chi. Il video dopo un giorno risultava rimosso dallo stesso utente che lo aveva inserito, forse le critiche ricevute da altri utenti lo hanno riportato a più miti consigli.

In questi giorni in Italia gli studenti si oppongono alle privatizzazioni e ai tagli, e anche a Maglie si riuniscono in assemblee per comprendere quale sia la migliore forma di protesta da attuare: nelle scorse settimane si era parlato di sciopero bianco. Che non c’è stato. Non sempre le proteste riescono, è molto difficile coordinare migliaia di studenti magliesi, soprattutto se si è mossi da motivazioni che spaziano e comprendono anche il microsistema piuttosto che il macrosistema. Sicuramente, la percezione della protesta oggi, per gli adulti, assume contorni sfocati e poco ha a che vedere con quelle del ’68, del ’77 e della Pantera negli anni ’80, ma le ragioni appaiono comprensibili: l’avvento del privato nel pubblico potrebbe sancire la fine dell’istruzione per tutti, è questo di cui hanno paura i ragazzi. Tuttavia, l’attenzione in rete è rimasta per qualche ora puntata su questo filmato.

Un gruppo di ragazzi nel video urla frasi e slogan contro i colleghi delle altre scuole, nonché slogan maschilisti e sessisti nei confronti delle ragazze. Un atteggiamento che ha raccolto commenti negativi in rete e ha fatto anche il giro dei social network. Oggi i ragazzi hanno spesso in mano una tecnologia che qualche anno fa era possibile solo sognare. E a volte la utilizzano in maniera errata. È loro la colpa? Come in ogni protesta che si rispetti, la colpa è del sistema, non di come sono i ragazzi, piuttosto di come siamo cambiati noi e della nostra incapacità di spiegare a volte dove sia lo sbaglio, evitando il dileggio o addirittura l’insulto. Naturalmente non si vuole criminalizzare gli studenti, ma solo cercare di comprendere come la tecnologia ci abbia cambiati. Un po’ tutti.

La Gazzella

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Città Libera sulle regole dell’edilizia

Riceviamo e pubblichiamo.

Il 30 novembre è scaduto il termine ultimo per presentare osservazioni che modificano e integrano le Norme Tecniche che regolano l’edilizia a Maglie. Città Libera, già dal 15 ottobre, aveva presentato delle osservazioni tendenti a preservare le peculiarità sia paesaggistiche che edilizie della nostra città.

Io e gli amici di Città Libera siamo contenti che a queste nostre osservazioni ne siano seguite tante altre, che vanno a regolare aspetti diversi e integrano ulteriormente le norme Tecniche e il Regolamento Edilizio. Siamo grati per il notevole apporto da parte delle associazioni ambientaliste, che non ci sarebbe stato, se la mia azione consiliare, insieme ad altri dell’opposizione, non avessero messo in risalto quanto stava accadendo in Consiglio.

L’occasione, dell’esame di queste osservazioni, insieme a quelle di altri gruppi politici, danno l’opportunità di colmare, per quanto possibile, le carenze del Piano. Speriamo che, almeno questa volta, la scarsa sensibilità dell’amministrazione su questi temi, possa lasciare spazio ad una più ragionevole condivisione dei rilievi apportati.

Antonio Giannuzzi

Osservazione alle norme tecniche del P.R.G. modificate Premesso che, a tutti i livelli, l’orientamento è quello di preservare le caratteristiche edilizie dei centri storici, ritenendo che queste peculiarità, arricchiscono e caratterizzano le città; -Visto che Maglie, è storicamente riconosciuta come la città della pietra, essendo il centro più grande in Italia edificato in pietra leccese; -Visto che le carenze normative del nostro PRG, favoriscono interpretazioni diverse, tanto da non obbligare l’applicazione del rivestimento in pietra leccese; -Visto che il PRG non prevede, anche in occasione di ristrutturazione, l’obbligo di ripristino, anche, delle facciate in pietra leccesei; -Visto che, in consiglio, l’articolo votato delle norme tecniche, lascia aperta la possibilità dell’utilizzo di intonaci e pitture, soprattutto se già introdotti a seguito di interventi precedenti. Considerato, inoltre, che con riferimento alle aree adiacenti al Centro Storico, ancora rifinite con pietra leccese, il Consiglio Comunale con delibera n. 32 del 21.07.2003, aveva votato, all’unanimità, l’obbligo di usare la pietra leccese nelle costruzioni realizzate nelle zone B, adiacenti al Centro Storico; -Visto che la disposizione, non essendo recepita dal PRG, viene, tranquillamente, disapplicata, anche se la volontà e l’esatta interpretazione, ne vorrebbe il completo rispetto, considerata l’inesistenza di norme che dicono il contrario. -Visto che lo scopo, che si voleva raggiungere in questa occasione, era proprio di restringere le maglie delle deroghe, soprattutto da parte di grandi costruttori, disinteressati al necessario mantenimento estetico e alla dovuta conformità della zona. Tutto ciò premesso si chiede: con riferimento alle zone A1, la sostituzione dell’integrazione del punto 4.4.delle norme generali, che prevedono, nei casi di interventi di manutenzione e/o ristrutturazione dei prospetti, anche la possibilità dell’uso di intonaco a grana sottile con pitturazione in tutte le tinte tradizionali, con: -…è obbligatorio, inoltre, in tutti i casi di interventi di manutenzione e/o ristrutturazione, eliminare anche eventuali rivestimenti esterni costituiti da piastrelle, marmi, intonaci, ecc. ripristinando il prospetto in pietra leccese; di aggiungere: In caso di completamento o sopraelevazione, è obbligatorio il rivestimento in pietra leccese, anche del piano terra, qualora fosse già stato modificato con rivestimenti diversi. con riferimento alle zone B/1.1 visto il mancato recepimento della delibera consiliare n. 32 del luglio 2003, di eliminare la nuova disposizione inserita dove si dice: ”Nel caso di completamento del fronte strada è obbligatorio l’utilizzo di tipologie costruttive e materiali degli edifici adiacenti” con la norma, a carattere generale, dove si dica che: In tutti gli interventi, sia di sopraelevazione che di ristrutturazione o nuove costruzione è obbligatorio, sul fronte strada, l’utilizzo della pietra leccese.


Osservazione alla variante riferita alle Norme Tecniche del PRG adottato
Visto il disegno di legge quadro, proposto dal ministero delle politiche agricole, in difesa del territorio dalla cementificazione e contro il consumo del suolo, del 14 settembre u.s. che stabilisce che dovrà essere determinata l’estensione massima di superficie agricola edificabile, tenuto conto dell’estensione dei terreni agricoli rispetto alle aree che risultano già edificate, oltre una serie di altre indicazione tra le quali il riferimento paesaggistico e la difesa delle costruzioni rurali;
Viste le indicazione della Protezione Civile con riferimento alla riduzione delle aree impermeabilizzate responsabili degli allagamenti, tenuto conto della particolare esposizione di Maglie ai fenomeni atmosferici;
Visto, anche, i movimenti su tutto il territorio nazionale che propugnano lo stop al consumo del territorio, come atto di responsabilità e di indirizzo nazionale;
Visto che ben 23 comparti approvati dal PRG svilupperebbero circa 545.000 mc di edificato per una superficie di circa 1.000.000 di mq di superficie territoriale;
Visto che il calo della popolazione in rapporto all’eccesso del costruito e del possibile altro autorizzabile, non necessita, comunque, di nuove costruzioni, soprattutto in aree agricole;
viste le norme tecniche modificate, riguardo alle zone agricole produttive e quanto prescrive il PRG al punto 15 delle Norme Tecniche, va rilevato che già il CUR aveva eliminato: “E’ ammesso il rilascio di concessioni onerose per la residenza “ e, di fronte alla controdeduzione del Comune tendente a giustificare i permessi di costruire, per una sorte di recupero di situazioni compromesse, la Regione ribadisce: “nelle zone agricole non possono essere consentite residenze, come prospettato dal Comune in maniera generalizzata, ma solo le nuove costruzioni destinate a residenza comunque riferite all’intera azienda agricola, giusto art. 51 della L.R. n. 56/80” nei limiti del punto 15.2.
A fronte di quanto sopra,
SI OSSERVA
Che il tentativo di inserire delle norme contrarie, in modo eclatante, agli indirizzi nazionali, alle disposizioni regionali, al buon senso, potrebbe essere inteso come una violenza al territorio ed ai cittadini, a favore di esigenze di minoranze; pertanto, nell’interesse generale, si chiede:

1) La cancellazione della norma introdotta al punto 15, ultimo capoverso che recita: “E’ ammesso altresì il rilascio di Permessi di Costruire onerosi per la residenza, anche nel caso in cui le opere da realizzare non siano asservite alla conduzione del fondo e alle esigenze dell’imprenditore agricolo …” ;
2) L’eliminazione dell’intero nuovo punto 15.3 proposto;
3) L’inserimento, nelle norme generali, dell’obbligo del censimento e della tutela, di tutti i manufatti agricoli quali: trulli, furneddhi e paiari .

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Maglie: lo Sportello dei Diritti su uno strano caso di presunte molestie

La cronaca giudiziaria fornisce spesso notizie interessanti e alcune anche insolite. Come quella di un ragazzo magliese condannato a un risarcimento di 50 euro per aver inviato un SMS di troppo alla ex. Ora, questa storia, che risale al 2011 torna alla ribalta grazie anche allo Sportello dei Diritti, guidato da Giovanni D’Agata. Ecco il comunicato ricevuto:

Ferisce più la penna che la spada: un proverbio ritornato di moda con l’avvento delle nuove tecnologie che hanno visto sostituire la classica biro e il taccuino con gli sms, i messaggi di posta elettronica ed i social network. È chiaro che un’offesa può costare cara, anche 50 euro, secondo le motivazioni addotte dal Tribunale di Lecce che nel febbraio 2011 aveva condannato ad una multa per molestie un giovane magliese di 26 anni reo di aver inviato alla propria ex che lo aveva da poco lasciato nell’aprile del 2008, un sms ritenuto offensivo dal giudice di merito per “petulanza” e “biasimevole motivo costituito dalla gelosia e dalla volontà di infliggere alla ex fidanzata una punizione per avere interrotto la relazione sentimentale con lui”. Il giovane ha quindi proposto ricorso in Cassazione argomentando che si trattava non di un messaggio offensivo, bensì di un semplice scherzo tra amici. La prima sezione penale della Suprema Corte ha accolto il ricorso rinviando la causa ad altro giudice dello stesso Tribunale per un nuove esame del caso. Gli ermellini hanno, infatti, rilevato che “il reato di molestia o disturbo alle persone non ha natura di reato necessariamente abituale, sicchè può essere realizzato anche con una sola azione ovvero con una sola telefonata effettuata dopo la mezzanotte, ma di questo occorre dare una esaustiva motivazione, nel caso in esame del tutto omessa, anche con riferimento alle finalità di petulanza o di altro biasimevole motivo”. Una vicenda che per Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti può far sorridere ma deve far riflettere sull’abuso dell’utilizzo delle moderne tecnologie che in non rari casi possono essere addirittura foriere di conseguenze di natura penale.

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Maglie: due pericolosi cordoli segnalati allo Sportello dei Diritti

Maglie, il pericolo anche sulle strade urbane è dietro l’angolo. Questa la segnalazione ricevuta da Giovanni D’Agata, responsabile dello Sportello dei Diritti di Lecce:

Basta vedere le fotografie che ci hanno inoltrato alcuni cittadini per farsi venire più di un interrogativo sulle motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale di Maglie in provincia di Lecce a realizzare un’opera di tal tipo. Si tratta di due cordoli a mo’ di marciapiedi posti sorprendentemente e per ragioni sconosciute sull’asse longitudinale della carreggiata di via Ginnasio nella fascia riservata al parcheggio delle autovetture ma che costituiscono evidenti pericoli per la sicurezza stradale. Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti, dopo aver ricevuto la segnalazione chiede numi sull’opera all’amministrazione comunale di Maglie e invita gli utenti della strada a prestare la massima attenzione nel tratto di strada indicato.

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Le scuole di Maglie verso una proposta-cambiamento

Maglie: obiettivo riorganizzazione scolastica. La giunta comunale ha deliberato per una richiesta di cambiamento, dato che la legge prevede che gli istituti scolastici pubblici abbiano un minimo di 600 alunni secondo lo standard regionale, il primo circolo Principe di Piemonte ne possiede 599, il comprensivo Giulio De Giuseppe 412, mentre la scuola media Salvatore Panareo 584, dislocati nei plessi di via Manzoni e piazza Bachelet.

In pratica, quello che la giunta comunale propone è che il primo circolo venga accorpato al plesso di piazza Bachelet, mentre il secondo, attualmente un comprensivo che comprende anche le scuole di Melpignano, venga accorpato con il plesso di via Manzoni, il tutto anche in un’ottica meramente logistica e “geografica”. Nella delibera si legge infatti:

«Si propone agli enti competenti la formazione di due istituti comprensivi nel territorio di Maglie: istituto comprensivo di Via Diaz, nella sua attuale articolazione, comprensiva del plesso di scuola primaria di via Diaz e dei plessi di scuola dell’infanzia di via Cubaju e di corso Cavour, con l’aggiunta della sede di scuola secondaria di primo grado presente in città in via Manzoni, l’istituto sommerebbe complessivamente 794 studenti; istituto comprensivo, comprendente l’attuale direzione didattica primo circolo “Principe di Piemonte” sita in via Matteotti, nella sua articolazione attuale includente i plessi di scuola primaria di via Lanoce e via Matteotti e i plessi di scuola dell’infanzia di via Sticchi, via Toma e via Marconi, con l’aggiunta della sede di scuola secondaria di primo grado presente in città in Piazza Bachelet, l’istituto sommerebbe complessivamente 801 studenti.»

In altre parole, le scuole magliesi assumeranno un assetto nettamente differente da quello storico, ma è già così da molti anni, da quando il secondo circolo è stato accorpato con Melpignano, che potrebbe restare accorpato, qualora non trovasse una soluzione differente.

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Sos Sanità apre anche a Maglie

Sos Sanità arriva anche a Maglie. Si tratta di un progetto più vasto, che prende il nome di “Informare e pervenire” di “Sos per la vita“, l’associazione di volontariato nata nel 1998 che ebbe una grande notorietà al tempo della “Cura di Bella“, che prendeva il nome del professore Luigi Di Bella, dell’università di Modena, il quale aveva messo a punto una terapia alternativa per la cura di tumori con la somministrazione di somatostatina e altre sostanze che miglioravano lo stato di salute dei malati, ponendosi come una vera e propria antichemioterapia.

Sos per la vita” ha stipulato con la Asl di Lecce una convenzione per cui l’associazione può formare degli operatori volontari, in grado di accedere al sistema di prenotazioni sanitarie e quindi mettere al servizio dei cittadini gli sportelli sanitari per dare risposte e informazioni: si va dalle prenotazioni urgenti allo screening mammario o del papilloma virus, dalle informazioni su dove viene trattata una determinata patologia, agli orari di attività degli ambulatori, dall’esenzione ticket per reddito o per patologia alle pratiche per ottenere l’assistenza domiciliare integrata da parte dei comuni, dagli ausili ortopedici come le protesi e le carrozzelle al diritto all’invalidità e così via.

In provincia di Lecce sono stati già aperti 24 sportelli in altrettanti comuni. Il personale segue il corso di formazione e garantisce a turno l’apertura dello sportello messo a disposizione gratuita dal comune, che provede anche alla fornitura degli arredi e delle strutture di comunicazione.

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Vittime mai più

L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ha ricordato a Maglie i caduti degli incidenti stradali la scorsa domenica. Il Giorno del Ricordo prevedeva un minuto di silenzio in memoria delle vittime di incidenti stradali e l’esposizione delle foto di vittime di incidenti avvenuti in provincia di Lecce davanti alle quali è stato deposto un mazzo di fiori. In piazza Aldo Moro sono stati ben visibili, come ogni anno, alcuni veicoli accartocciati a seguito di impatti violenti, nella convinzione che un’immagine così forte aiuti una maggiore presa di coscienza sui rischi connessi a una guida poco responsabile.

L’iniziativa, dal titolo “Ricordare per cambiare”, ha visto quest’anno il coinvolgimento delle associazioni locali “Vibrazioni per Tommaso Baglivo” e “Gigi e Stefy angeli tra cielo e terra”, nate per tradurre in impegno sociale la memoria di giovani vittime della strada.

La manifestazione rientra in una più vasta campagna di sensibilizzazione promossa dall’Aifvs. Eva Ruggeri, consigliere nazionale e referente locale dell’associazione, dichiara: “Con questa manifestazione cerchiamo di diffondere gli impressionanti dati numerici relativi agli incidenti gravi, ma anche di far capire il dolore e la devastazione che inevitabilmente consegue a ognuno di essi. Con la Giornata del Ricordo, giunta a Maglie alla sua sesta edizione, vogliamo sollecitare una nuova sensibilità e diffondere una nuova cultura della strada. I volti sorridenti dei nostri cari scomparsi, raccolti su un manifesto, devono essere un monito forte: per i cittadini a una condotta di guida prudente e per gli amministratori a mettere in campo tutti i comportamenti idonei a contrastare la strage stradale. È anche un’occasione per la comunità di stringersi intorno ai familiari delle vittime, lasciati soli dalle istituzioni. Vogliamo ricordare che un incidente non finisce con un titolo su un giornale, ma lascia dietro di sé situazioni familiari irreversibilmente compromesse. Un’intera rete di affetti che quotidianamente diamo per scontata si sgretola in un attimo e per sempre. Per questo stiamo cercando di istituire un servizio di supporto psicologico ai familiari delle vittime, che li affianchi nell’immediatezza della tragedia e nella dolorosa fase di elaborazione del lutto”.

Ogni giorno, solo in Italia, 11 persone muoiono a causa di incidenti stradali. Un morto ogni due ore, e sono per la maggior parte giovani e giovanissimi. Ogni giorno 813 feriti, di cui più di 24 riportano invalidità gravi e permanenti. Anche i danni socioeconomici e sanitari sono enormi.

La Giornata del Ricordo, che ricorre in tutto il mondo ogni terza domenica di novembre, ha anche l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica al problema. 

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