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Fronte comune a Otranto per contrastare l’erosione


Operatori balenari e amministrazione idruntina riuniti attorno al tavolo di Palazzo Melorio per fermare l’erosione.
Il primo marzo a Otranto si è tenuto un incontro tra i titolari degli stabilimenti iscritti ad Assobalneari Salento e il sindaco Luciano Cariddi.
Operatori e amministrazione hanno dibattuto sugli interventi di ripascimento da effettuare lungo la costa, colpita dall’erosione.
Ormai è primavera e la stagione turistica è alle porte, anticipare le scadenze vorrebbe dire risolvere al meglio i problemi e contrattempi, che potrebbe risultare precoce ma serve ad evitare il caos degli anni passati, dovuto agli interventi a macchia di leopardo, affidati all’iniziativa dei singoli proprietari di stabilimenti.
La necessità è d’intervenire con un progetto a breve termine, che prevede lo spostamento di 60mila metri cubi di sabbia dal fronte marino.
E’ intervenuta anche Assobalneari Salento, con la presenza del vicepresidente nazionale di categoria Mauro Della Valle, il quale ha riportato l’offerta economica dalla società cooperativa San Martino di Marghera, impegnata già in un progetto a Polignano che si basa sullo spostamento dal mare al litorale di sabbia, tramite sistemi di pompaggio, in modo da rafforzare le spiagge. Il costo preventivato sarebbe di 5 euro al metro cubo, il totale sarebbe di 300mila euro per il ripascimento dei 60 mila metri cubi di sabbia necessari.
I privati parteciperanno con risorse proprie per fronteggiare l’emergenza lungo le aree in concessione, mentre il Comune di Otranto potrebbe valutare di compiere l’intervento sulla porzione di spiaggia libera. I lavori potrebbero iniziare a metà marzo e terminare entro fine maggio, prima dell’apertura delle strutture.
Mauro Della Valle si dichiara soddisfatto: “Il sindaco ha colto subito il nostro messaggio che nasce dalla volontà di fare associazionismo nel migliore dei modi: in questo caso, abbiamo fatto un lavoro certosino portando sul tavolo dell’amministrazione un’idea efficace condivisa dagli operatori. Abbiamo testimoniato che c’è una crescita culturale da parte delle imprese, che non guardano al singolo stabilimento balneare ma all’intero sistema costiero”.
Cariddi ha sottolineato: “Per noi è un problema di natura economica e sociale, tanto quanto ambientale.
Dobbiamo difendere i nostri luoghi e possiamo farlo insieme ai gestori, che non possono rimanere soli. Ci faremo carico delle nostre responsabilità per quanto riguarda gli interventi di difesa stagionale sui lunghi tratti di spiaggia libera”.

Jenny De Cicco

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L’erosione alla Bit cattiva pubblicità? “No, solo provocazione”


Coro di no contro l’iniziativa dei volantini per la Borsa del Turismo di Milano ideati da Assobalneari Salento.
Il Sindacato Italiano Balneari si scaglia contro l’iniziativa annunciata dal vicepresidente nazionale di Assobalneari Federbalneari Mauro Della Valle.
Le foto delle spiagge salentine colpite dall’erosione e dal maltempo, secondo Luca Mangialardo presidente di Sib sono lesive nei confronti degli operatori dell’intero comparto turistico pugliese.
Sulla vicenda ha espresso contrarietà anche Massimo Rota, presidente regionale di Assoturismo Confesercenti che sostiene l’inadeguatezza del modus operandi di Assobalneari, metterà in pericolo l’immagine della Puglia e soprattutto l’avvio e il buon esito della stagione estiva.
Confindustria Lecce si scaglia contro Mauro Della Valle. Secondo Confesercenti non è possibile, in un contesto come quello della BIT, cercare di mettere in imbarazzo un’Istituzione per raggiungere un fine.
Pronta la replica di Assobalneari Salento Federbalneari: “Dispiace constatare la distanza che le altre associazioni di categoria (di cui solo una rappresentativa degli imprenditori balneari) hanno inteso ufficializzare rispetto alla chiara provocazione lanciata da Assobalneari di portare alla Bit un depliant raffigurante le spiagge salentine erose – dice Della Valle – Ancora una volta, le necessità di facciata superano la sostanza, un’altra occasione mancata per la tutela del nostro territorio, che naturalmente non passa attraverso campagne di marketing in negativo ma attraverso azioni finalizzate a dare uno scossone ad una classe politica silente e dormiente.
Sappiamo, il compiacimento vale più della tutela degli interessi collettivi e solo tale logica può sostenere la reazione che ha avuto la provocazione lanciata da Assobalneari Salento FederBalneari, quella che oggi è una provocazione non è detto che un giorno non diventi realtà quando si arriverà (e non manca molto) alla disperazione”.

Jenny De Cicco

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10 mila depliant per le spiagge pugliesi


Un depliant che documenta lo stato delle martoriate spiagge salentine da presentare alla Bit di Milano.
E’ in lavorazione il depliant divulgativo che Assobalneari Salento Federbalneari divulgherà in 10mila copie, da portare alla Borsa Internazionale del Turismo presso la fiera di Milano. Le foto delle spiagge pugliesi e salentine, divorate dalle mareggiate degli ultimi anni, saranno raccolte in un depliant che denuncerà lo stato di salute della costa. Le foto recenti saranno confrontate con quelle delle stesse spiagge di qualche anno fa.
“E’ stato molto semplice raccogliere le foto dei felici momenti di sana salute del territorio costiero che appena dieci, cinque anni fa, portavano la Puglia ed il Salento ai più alti vertici del turismo balneare in tutto il mondo – chiosa Mauro Della Valle, presidente Assobalneari Salento – Oggi invece assistiamo a una totale indifferenza politica, soprattutto di quella delegata alla tutela costiera, cioè quella regionale, che più volte punta il dito contro la categoria dei balneari quali responsabili dell’erosione costiera e che oltremodo vengono ancor più puniti dall’approvazione del Piano Regionale delle Coste che addirittura revoca le concessioni demaniali per processi erosivi nel tratto di spiaggia concessa. Abbiamo fotografato tutti gli scarichi in mare in fase di autorizzazione e quelli autorizzati dalla Regione Puglia che sversano in mare liquami e non acqua depurata. Adesso basta. Porteremo il depliant alla Bit e chiediamo che le numerose risorse economiche spese da parte della politica alla passerella milanese siano risparmiate e messe a disposizione per iniziare un’attenta e professionale cura del prezioso territorio costiero”.

Jenny De Cicco

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Tavolo anti erosione in Provincia


Si è svolto il primo febbraio presso palazzo Adorno un tavolo istituzionale per discutere dell’erosione costiera.

Alla presenza di tutti i sindaci delle cittadine costiere del basso Salento la riunione è stata l’occasione per illustrare il percorso di finanziamento delle opere anti-erosione previste nel Salento e per stabilire le priorità da affrontare in vista della stagione estiva, periodo cardine dell’economia salentina.

Un incontro servito ad appurare il percorso di finanziamento delle opere anti-erosione previste nel Salento e stabilire le priorità infrastrutturali da affrontare. Tutti i sindaci convocati dal presidente Antonio Gabellone e l’assessore provinciale al territorio, Gianni Stefano, assieme alle organizzazione di categoria hanno partecipato all’ennesimo tavolo tecnico.

Al centro della discussione il Protocollo d’Intesa che verrà approvato in giunta provinciale, nel quale la Regione Puglia s’impegna a finanziare la realizzazione degli interventi a difesa delle zone a rischio, a patto che le località interessate progettino per tempo le opere da realizzare. Le opere si concretizzeranno a una sola condizione la sottoscrizione del protocollo.

Ecco finalmente una visione d’insieme, la soluzione sperata dalle associazioni di categoria che fino a ora hanno lamentato sporadici interventi, a opera di poche amministrazioni e sparuti imprenditori, che hanno definito un quadro d’interventi a macchia di leopardo.

L’altro ieri l’incontro per stabilire chi dei Sindaci è d’accordo con l’intesa scritta, sarà la giunta a dare l’ok.

Jenny De Cicco

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Impugnato al Tar il Piano Regionale Delle Coste


Lo avevano giurato e hanno mantenuto la parola. E’ stato impugnato dinanzi al Tar di Bari il Piano Regionale Delle Coste, lo hanno fatto tramite il legale Danilo Lorenzo, Assobalneari Puglia Federbalneari ed Assobalneari Salento.

Il Prc, approvato via definitiva con delibera di giunta regionale e pubblicato sul Burp Puglia il 9 novembre 2011 e ha messo fine alla questione relativa all’atto di pianificazione generale della costa pugliese, giunto a conclusione con 4 anni di ritardo rispetto alla data che era stata fissata dalla legge regionale, individuata nel 2006.

Il vicepresidente nazionale di Federbalneari Italia Mauro Della Valle non ha usato toni gentili nel commentare la notizia: “L’impugnativa innanzi alla competente autorità giudiziaria del piano regionale delle coste attuata dalla nostra associazione rappresenta un atto dovuto per tutti coloro che veramente tutelano e difendono le imprese balneari”. L’associazione di categoria rappresentata da Della Valle è l’unica che abbia impugnato il Prc.

“L’attuazione del Prc porterà al rischio chiusura di moltissime Imprese balneari e di una fitta rete d’imprenditori che vedranno vanificati anni di sforzi e investimenti economici effettuati. Basti pensare che è prevista la revoca delle concessioni demaniali nell’ipotesi in cui la costa sia interessata da fenomeni di erosione costiera, imponendo in tal caso una ingiusta punizione a un incolpevole titolare dello stabilimento balneare”.

È intervenuto anche Il presidente regionale di Assobalneari Puglia – Federbalneari Salvatore Di Mattina: “Il Prc recentemente approvato dalla Regione Puglia rende la nostra Regione non competitiva rispetto alle altre regioni italiane votate al turismo balneare. Vengono annullati anni di sforzi da parte dell’intero tessuto dell’imprenditoria balneare pugliese finalizzati ad incrementare le presenze estive sulle nostre spiagge a vantaggio dell’intero comparto turistico”.

Jenny De Cicco

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Maltempo, la Regione chiede lo stato di calamità


Maltempo in Puglia. Flagellate le coste pugliesi e convocata la V commissione regionale per richiedere lo stato di calamità naturale.

Solidarietà nei confronti dei gestori dei lidi espressa da Salvatore Negro, Udc, che propone di non far pagaro loro il canone per la concessione demaniale.

Il presidente della quinta Commissione, Donato Pentassuglia, accogliendo la richiesta urgente avanzata dall’assessore alla Protezione Civile Fabiano Amati e rispondendo alle sollecitazioni ha convocato un incontro della stessa Commissione con l’assessore competente e tutti i Presidenti dei gruppi consiliari per affrontare e discutere la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale d’avanzare al governo nazionale. Un documento con la quantificazione dei danni causati dal maltempo in Puglia da inviare alla giunta regionale, insieme alla richiesta (avanzata dai consiglieri) di convocare un incontro con i parlamentari pugliesi per affrontare i problemi rappresentati dalle disposizioni nazionali in materia. Questo l’impegno assunto dall’assessore regionale alla Protezione civile Fabiano Amati, a margine della riunione con i capigruppo in V commissione consiliare.

L’incontro era stato convocato da Pentassuglia a seguito della proposta bipartisan di Pd e Pdl per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, che come ha spiegato Amati “si scontrerebbe con l’attuale legge nazionale, che costringe le Regioni a far fronte da sole alle emergenze, attraverso l’aumento delle tasse”.

Nel corso della riunione, l’assessore ha ascoltato gli interventi dei consiglieri presenti, “contrario a qualsiasi ulteriore aggravio della pressione fiscale” il capogruppo di Sel Michele Losappio, dello stesso parere Angelo Disabato (PpV) che si è detto favorevole alla proposta di “chiedere l’intervento del governo nazionale, anche attraverso il coinvolgimento dei parlamentari pugliesi”. Francesco Damone (Ppdt) ha ribadito invece “la necessità di contenere gli sprechi di risorse che potrebbero essere così destinate alle situazioni di emergenza”. Per Domi Lanzilotta (Pdl) invece, è necessario che “la Regione adotti una legge che consenta di individuare i criteri per l’assegnazione delle risorse necessarie” e auspica che si possa trovare il modo di accantonare, ogni anno, nelle pieghe del bilancio, fondi da destinare alle emergenze. “La legge nazionale che costringe le regioni a far fronte con risorse proprie ai danni causati da calamità naturali rende tutto più difficile”, Ha dichiarato il consigliere de La puglia per Vendola, Francesco Laddomada.

“I danni arrecati dal maltempo lungo la costa adriatica e ionica, non sono meno pesanti di quelli subiti dalla Liguria – ha ribadito il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, durante i lavori della V commissione – Fortunatamente nella nostra provincia il maltempo non ha provocato vittime ma i danni sono stati altrettanto pesanti, al pari di quelli causati in Liguria o nel Veneto. Non vorremmo che ancora una volta ci fosse disparità di trattamento tra regioni del nord e quelle del sud. Auspicabile è anche un impegno dei parlamentari pugliesi per affrontare e risolvere questo problema. Come evidenziato nei giorni scorsi particolarmente colpiti risultano i tratti di costa, dove sono andati distrutti chilometri d’arenile, con grave danno per i gestori di lidi. A tal proposito, la Regione Puglia chieda al governo che almeno sia concessa ai gestori l’esenzione dal canone annuale relativo alla concessione demaniale, per venire incontro alle difficoltà delle strutture balneari. In tal modo i gestori potranno far fronte in parte ai danni causati dal maltempo”.

Jenny De Cicco

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Riunione di Federbalneari


Si è svolta sabato, presso Lecce l’assemblea generale di Assobalneari Puglia – Federbalneari.

Oltre cento partecipanti alla riunione considerando i delicati temi trattati, come la nuova Legge Comunitaria in materia di rilascio delle concessioni demaniali e il Piano Regionale delle Coste. Presente anche la vice presidente della Regione Puglia Loredana Capone, del Consigliere Regionale Saverio Congedo e del Presidente del movimento Regione Salento Paolo Pagliaro.

Con la Legge Comunitaria 2010, approvata in via definitiva dal Senato il 30.11.2011, è stata chiusa la procedura d’infrazione iniziata con la famosa Direttiva Servizi, la Bolkestein, riguardante le modalità di rilascio delle concessioni demaniali marittime.

Con questa legge è stata conferita la delega al governo a emanare, entro marzo 2013, una Legge Quadro sulla durata, il rilascio e il rinnovo delle concessioni demaniali secondo principi che garantiscano concorrenza, valorizzazione delle attività imprenditoriali e tutela degli investimenti.

Un passo importantissimo in materia di gestione degli stabilimenti balneari, sancendo definitivamente l’equiparazione degli stabilimenti a tutte le altre attività commerciali ed imprenditoriali. E’ previsto che gli stabilimenti balneari non possano avere orari o attività diverse da quelle delle altre per quanto riguarda attività ricreative, l’esercizio di bar e ristoranti e le attività di intrattenimento musicale e di svago danzante che non sono più soggette a limitazioni nel numero degli eventi.

Molta preoccupazione dell’associazione di categoria per il contenuto del Piano Regionale delle Coste, concepito già vecchio e parziale, si basa su studi scientifici risalenti ad alcuni anni fa e presentano il limite dovuto alla evoluzione della costa pugliese, soggetta al forte fenomeno d’erosione costiera. Un esempio si trova nelle schede tecniche allegate al PRC, vengono indicati in avanzamento dei tratti di costa che hanno visto ridotto l’arenile di decine di metri lineari.

“Sono molto preoccupato per il contenuto del Piano Regionale delle Coste e per le ripercussioni che lo stesso avrà soprattutto in sede di redazione da parte dei singoli comuni dei Piani Comunali delle Coste – chiosa il vicepresidente nazionale di FederBalneari Italia Mauro Della Valle – siano davanti ad atto di pianificazione generale che detta limiti e prescrizioni assolutamente irrazionali senza essere accompagnato ad altro atto o programma di pianificazione turistica e di valorizzazione del patrimonio costiero e balneare pugliese e salentino”.

Jenny De Cicco

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Ieri giornata d’incontri a Bari sullo stato delle coste pugliesi


Incontro tra Sib e Anci Puglia che ieri mattina a Bari hanno discusso il piano regionale delle coste, mentre Mauro Della Valle di Federbalneari esprime le proprie considerazioni sulle dichiarazioni di Fabiano Amati, scaturite in seguito all’incontro di Bari tra l’assessore regionale e Antonio Gabellone.

Piano delle coste oggetto dell’incontro tra una delegazione del Sindacato italiano balneari rappresentati dal presidente Antonio Capacchione e l’Associazione nazionale comuni d’Italia-Puglia dal presidente Luigi Perrone e vicepresidente Cosimo Durante.

Il Sib definisce il Prc, approvato il 13 ottobre scorso dalla Giunta regionale, come un’occasione mancata per modernizzare la regolamentazione della costa e per assicurare un suo uso sostenibile e produttivo.

“Un programma ambizioso trasformatosi in un modesto piano degli stabilimenti balneari – secondo il Sib – Tali caratteristiche restrittive del Piano regionale contrastano sia con le dimensioni estremamente contenute della attuale balneazione attrezzata pugliese che, come si evince dalla stessa Relazione illustrativa del Piano, riguarda solo una concessione (più precisamente l’1,1) per chilometro di costa e solo il 9% del totale dell’area demaniale (percentuali ben lontane da quelle delle altre regioni italiane, quelle romagnole sono all’80%) sia, soprattutto con l’esigenza di uno sviluppo turistico di qualità della nostra Regione che presuppone l’aumento e non la diminuzione dei servizi. A ciò si aggiunga l’assenza di qualsiasi margine di adattamento per i piani comunali, la disciplina contenuta nel piano è una disciplina di dettaglio che riduce i comuni a fotocopiare la normativa tecnica di attuazione del piano regionale”.

Sempre a Bari vertice tra il presidente della Provincia di Lecce Gabellone e l’assessore regionale Fabiano Amati per il punto sul problema erosione costiera. Insoddisfatto Mauro della Valle, presidente di Assobalneari – Confimprese “Pur apprezzando la nobile iniziativa del Presidente Gabellone a incontrare Amati – dice – mi sembra, leggendo le dichiarazioni dell’assessore, che il problema dell’erosione interessa i soli stabilimenti balneari. Le dichiarazioni di Amati rappresentato una politica regionale miope e distratta di tutela della costa, puntano il dito sull’imprenditore balneare. E’ da diversi mesi, che la regione non risponde, o fa finta, riguardo ad alcuni progetti eco-sostenibili da finanziare con fondi regionali riconosciuti agli Imprenditori Balneari che hanno subito notevoli danni durante le mareggiate del 2009/2010.

Che fine hanno fatto questi 250mila euro? Ci risulta che sono da tempo nelle casse della provincia di lecce, ma a tutt’oggi, forse intenzionalmente, impossibili da spendere. Spero che nella riunione prossima a Lecce il 13 gennaio l’assessore possa comunicare l’individuazione di fondi regionali a disposizione della lotta contro l’erosione costiera e che dia il nulla osta a rendicontare i 250mila a favore delle Imprese Balneari danneggiate. Ora è il tempo di essere portatori di manutenzione ordinaria del prezioso territorio costiero che tutti noi siamo in dovere di lasciare in buona salute ai nostri figli”.

Jenny De Cicco

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Il ripascimento della posidonia salverà le coste dall’erosione


L’erosione costiera potrebbe avere i giorni contati. È stato presentato il 15 novembre a Bari il primo sistema artificiale al mondo per la coltivazione e il ripascimento della posidonia oceanica. E’ il risultato del progetto Start (Sviluppo di una Tecnologia Ambientale per la Ricostruzione, la Tutela delle praterie sottomarine di posidonia e il miglioramento della sostenibilità ambientale delle operazioni su fondali), sviluppato dalla Tct di Brindisi in con Legambiente Puglia e finanziato dal Bando Aiuti agli investimenti in Ricerca per le Pmi della regione Puglia.

Questo studio rappresenta un modo per affrontare in maniera naturale l’erosione delle coste del Mediterraneo e in particolare delle pugliesi e delle salentine.

La pianta occupa circa il 3% dell’intero bacino del Mediterraneo e può arrivare a un metro di altezza formando praterie-barriere sottomarine. A causa dell’eccessiva antropizzazione delle coste la specie ha subito una drastica diminuzione del numero, entrando dal ‘90 nella lista rossa delle specie del Mediterraneo a rischio di estinzione. “Quando si realizzano opere marittime entro i 30 metri di profondità e si intercettano praterie di posidonia, la Valutazione di impatto ambientale prevede la mitigazione del danno attraverso il trapianto delle piante destinate a essere distrutte in un’altra parte del fondale. Il nostro progetto si inserisce nel mezzo di questa fase: prima del reimpianto abbiamo provato a tenere la posidonia in una sorta di incubatrice – spiega Giuseppe Scordella, coordinatore scientifico del progetto – E’ stato sviluppato un sistema a circuito idrico chiuso di cento metri quadri, in grado di mantenere condizioni ambientali stabili tipiche di un sistema marino di 15 metri di profondità. Per avviare la sperimentazione non è stata rimosso dai fondali nessuna pianta, ma sono state utilizzate, facendosi consegnare dai pescatori di Torre San Giovanni, le piantine finite nelle reti a seguito delle mareggiate. Poi abbiamo monitorato le 1500 talee trimestralmente. Esse riescono a sopravvivere in ambiente artificiale e la loro crescita è superiore rispetto a quella che si osserva nelle normali situazioni di espianto e di reimpianto. Già a partire dal primo monitoraggio è stata osservata una rilevante crescita verticale delle foglie. Al termine del progetto, la percentuale media di sopravvivenza delle talee è stata pari al 94,4 per cento dopo 9 mesi di coltivazione”.

“Ora l’impegno si sposta sul secondo e più importante passo: reinserire le talee coltivate in ambiente marittimo”, ha detto Francesco De Rinaldis, vicepresidente Tct. La tecnologia è in fase di brevettazione, ma si potrebbe pensare a delle convenzioni con le varie marinerie per l’approvvigionamento della posidonia che finisce nelle reti e che altrimenti sarebbe destinata a diventare rifiuto.

Jenny De Cicco

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L’erosione costiera e i rapporti tra sindacati balneari


Continua la polemica sul piano d’interventi da attuare contro il fenomeno dell’erosione costiera. Tra le associazioni di categoria si è espressa anche la Sib, attraverso il presidente Luca Mangialardo, sulla drammatica situazione delle coste. “Da decenni – ha commentato – i litorali sono oggetto di un pesante uso e abuso e vanno verso un forte deterioramento. L’ennesima mareggiata di questi giorni sollevata dal forte folate di maestrale prima e tramontana poi ha messo letteralmente in ginocchio alcuni lidi della nostra costa”. Il problema, secondo il presidente Mangialardo è il piano regionale delle coste, privo dell’individuazione di cave marine per il ripascimento e privo di fondi economici da spendere in difesa dei litorali, che è sempre e comunque di competenza regionale. Mangialardo ritiene insufficienti gli interventi a macchia di leopardo attuati dai singoli imprenditori del settore. “Come – spiega – il caso di Porto Cesareo. Per non dire dei lavori di ripascimento effettuati a San Cataldo con soldi pubblici spazzati via e resi vani dalla prima mareggiata. Basta guardare gli stabilimenti con Lido Mancarella e Soleluna. Un caso a parte è Otranto, martoriata dalle mareggiate con lidi semidistrutti e balneari costretti in acqua notte e giorno a recuperarne i pezzi. Non ho problemi a dire che anche la città idruntina soffre ormai l’inerzia di una classe politica che non difende l’ambiente, visto e considerato che proprio il sindaco Luciano Cariddi aveva prima dell’estate annunciato la predisposizione di un piano d’intervento che a dire il vero nessuno ha visto. Se il disinteresse delle istituzioni dovesse continuare, le conseguenze saranno immediate. Per queste e altre importanti motivazioni siamo pronti a uscire da tutti i tavoli permanenti e non, regionali, provinciali e comunali. Chiediamo a voce alta che la politica e le amministrazioni si sveglino dal torpore in cui giacciono da mesi. Noi come Sib siamo pronti alle barricate e ad un autunno caldissimo se non vedremo applicati provvedimenti urgenti per la difesa del territorio”. Non tarda la replica di Assobalneari, altro sindacato di categoria. “Ci preme prendere posizione in merito alle dichiarazioni rese dal responsabile del Sib di Lecce Luca Mangialardo – si legge nella nota alla stampa – e apparse sui maggiori quotidiani locali, riguardanti il problema dell’erosione costiera. Stupisce l’atteggiamento tenuto dal responsabile, atteso che lo stesso prende coscienza del gravissimo fenomeno dell’erosione costiera solo dopo mesi e mesi di strenue battaglie portate avanti da Assobalneari Salento e dopo disperate grida di allarme lanciate dai sottoscritti. Siamo lieti che anche il Sib si sia accorto che le nostre coste vengono quotidianamente inghiottite dal mare. Tuttavia, Mangialardo affronta la problematica da un punto di vista errato. False sono, poi, le affermazioni rese dello stesso finalizzate solo ad attaccare i sottoscritti e il ruolo che rivestono nell’ambito di Assobalneari gli imprenditori di cui nessuno si occupava (il riferimento è a Porto Cesareo, ndr), tanto meno il Sib, e lo stesso presidente Mangialardo che ha una spiaggia in concessione proprio a Porto Cesareo che oggi critica quanto fatto. È facile, oggi, criticare opere che comunque hanno permesso una tutela e un incremento della spiaggia, anche libera, agli imprenditori balneari di svolgere la loro attività, dare posti di lavoro e così via. Sono false le affermazioni riguardanti i lidi Mancarella e Soleluna. In particolare, il lido Mancarella non è stato interessato da lavori di ripascimento effettuati con soldi pubblici. L’attacco personale messo in atto dal responsabile del Sib è, francamente, senza parole. L’ardore argomentativo e la volontà denigratoria fine a se stessa a volte possono portare anche a perdere di vista i veri valori del contendere che devono essere sempre garantiti e che non possono essere soffocati dal desiderio di demolire ad ogni costo”.

Jenny De Cicco

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Assobalneari denuncia l’immobilismo politico sul piano coste


Le mareggiate colpiscono la costa adriatica del Salento, Assobalneari insorge contro la politica del territorio. Le forti mareggiate di questi giorni stanno colpendo le coste, accelerando il già critico stato dell’erosione costiera. L’allarme era già stato lanciato a partire dalla scorsa primavera. Un danno ambientale che si ripresenta con tutta la sua violenza, sottolineando un’emergenza che colpisce l’impresa turistica e balneare. Assobalneari Salento, per bocca del presidente Mauro Della Valle, denuncia l’immobilismo politico sulla vicenda erosione, dovuta alla totale mancanza di una politica alla pianificazione costiera attraverso opere di ripascimento con opere di protezione. “Eppure la giusta attenzione – dice Della Valle – che abbiamo da sempre stimolato ha riscontrato dai vertici regionali iniziative ed emanazioni di circolari, linee guida, piani coste, senza arrivare a veri progetti di fattibilità, seguiti da bandi con disponibilità di risorse. È una questione di volontà. La politica decisionista non ha interesse per la tutela della costa, rincorre altre priorità. Una regola assai antica ma molto ipocrita. Eppure in tutte le occasioni la politica  parla di giocarci noi tutti il futuro attraverso la conservazione dell’ambiente, una leva importante per lo sviluppo del territorio, del turismo”. Della Valle sostiene di voler continuare a disturbare a tutti i livelli politici . “ È d’obbligo – continua – da parte dei vertici regionali addetti al settore ambiente di cosiddetta autocritica per esempio circa un Piano delle Coste, che tra le mille prescrizioni contenute nel manuale tecnico, ricorda ai sindaci costieri, ai concessionari demaniali, che nelle spiagge in erosione non è previsto il rinnovo della concessione demaniale, bensì  la revoca”.

Jenny De Cicco

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Erosione costiera, stagione a rischio: sit-in di protesta per sensibilizzare la Regione


Sit-in di protesta il 26 marzo a Otranto: a metà mattinata, sulle spiagge di Frassanito, si sono ritrovati a manifestare Assobalneari, i giovani del Movimento Regione Salento e i proprietari degli stabilimenti.

Motivo, l’incertezza circa i fondi, circa 200mila, che spetterebbero agli enti locali per tamponare il fenomeno erosione, e in aggiunta anche le affermazioni dell’assessore regionale Fabiano Amati, il quale ha dichiarato non prioritario il problema. Questo nonostante la stagione turistica sia alle porte, e nonostante il comparto balneare muova grande investimenti anche nel Salento.

Il presidente di Assobalneari Salento, Mauro Della Valle, esprime così i suoi dubbi: “La situazione non si può risolvere con queste risorse irrisorie. Il settore balneare è vitale per il turismo, ed è inutile presentare alle fiere le nostre spiagge se poi queste ultime sono destinate a scomparire. Bisogna intervenire subito per scongiurare l’emergenza che va prospettandosi: tra le proposte di intervento ve ne sono alcune poco dispendiose e assolutamente reversibili: i sacchi di iuta pieni di materiale inerte ecocompatibile, per esempio”. Dello stesso parere i giovani del Movimento Regione Salento: “Bari si dimostra ancora una volta distante dal nostro territorio”, spiega Cristian Sturdà, il presidente. “Migliaia di posti di lavoro sono a rischio e la nostra economia è in serio pericolo”.

La situazione è grave e operatori, hotel e villaggi sono costretti a rifiutare le prenotazioni per i posti in spiaggia: “Purtroppo il fenomeno erosivo è naturale e poco si può fare, ma siamo certi che tentar qualche intervento non nuoce”, dicono infatti i proprietari degli stabilimenti intervenuti alla manifestazione. “Noi, almeno, ci speriamo”.

Jenny De Cicco


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