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Sponde del Mediterraneo a Maglie: una gustosa anteprima del Mercatino


Un’anteprima di gusto a Maglie. Assaggio di Mercatino del Gusto, questa sera a Maglie presso il liceo Francesca Capece con Sapori e racconti del Mediterraneo, ingresso dalle 21 e per il quale è previsto il pagamento di un ticket di 10 Euro.
Sponde nel piatto è una summa di sapori comuni, gusti in grado di attraverso tramite il palato culture profondamente diverse, possibile solo nel calderone del Mediterraneo.
Il Festival Fineterra celebra questo Mediterraneo attraverso la musica, l’arte, le parole e i gusti delle genti del bacino di questo mare chiuso, ma solo per la geografia fisica. Una serata che vedrà insieme tre chef del Mediterraneo che si esibiranno dal vivo nella preparazione di un piatto rappresentativo della propria tradizione, con la partecipazione di Maurizio Ciccolella e di Antonio Muci. Si degusteranno le pietanze abbinate ai vini rosati del Salento e si potrà danzare al ritmo di pizzica
La serata si concluderà con un momento dedicato alla tradizione con una formazione che sarà presente anche nello spazio Slow Folk del Mercatino del Gusto di quest’anno. Tarantarte presenta una performance di danza e musica con le danzatrici Maristella Martella e Silvia De Ronzo, accompagnate dai ritmi incalzanti della pizzica salentina con la voce di Carla Maniglio, il violino di Giuseppe Presicce, Rocco Giangreco alla chitarra, voce e armonica e Samuele Tommasi con tamburello.

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Speciale Mercatino del Gusto 2012


A Maglie il melting pot dello slow food: dal 1 al 5 agosto torna il Mercatino del gusto

Il buon gusto dei magliesi ritrova se stesso nella tredicesima edizione del Mercatino del Gusto. Dall’1 al 5 agosto Maglie ospita l’evento enogastronomico  che racchiude cultura e intrattenimento. La struttura organizzativa fedele alla tradizione ultra-decennale, tradisce un’apertura innovativa funzionale a un’opportunità di crescita. La città, vestita a festa con più di novanta bancarelle, esplode in un tripudio di sapori che danzano sulle note magiche della filosofia slow. Una profonda esperienza sensoriale più che una manifestazione culinaria che coinvolgerà piccoli e grandi, rendendo possibile la commistione talora impensabile tra dimensioni lontane: il gioco e l’informazione scientifica, il divertimento e la perizia tecnica,  la riscoperta di sapori dimenticati e la sperimentazione di gusti originali e inattesi. Ecco allora le vie della città animate dai visitatori di buon gusto, che per cinque giorni potranno sostare nelle “Piazze dell’olio, del vino della birra, dell’ortofrutta, dei dolci”, vivere eleganti momenti conviviali nelle esclusive “Cene in Villa” e  lasciarsi andare all’esperienza nomade di degustare il “Cibo di strada”. E poi opifici gastronomici a cielo aperto in cui rientrano “I  laboratori del gusto” e “I laboratori della birra artigianale”. Il primo rappresenta un momento peculiare del Mercatino ed è finalizzato al riconoscimento di alcune peculiarità di cibi e bevande, mentre, il secondo laboratorio mira alla scoperta dei microbirrifici pugliesi. Nel melting potdello Slow Food saranno protagonisti anche commensali opulenti di ogni genere di cultura: la musica poliforme di artisti salentini di fama nazionale e locale;  la danza popolare, con le lezioni aperte di pizzica tenute dalle danzatrici di Tarantarte di Maristella Martella, la letteratura dialogata dell’attore Maurizio Cicolella e, la gustosofia di Michele di Carlo che insieme a Gianluca Arnesano e Roberta De Benedittis celebreranno pregiati spumanti nella boutique di Giorgio Santese. Ma il mercatino del gusto è prima di tutto una scuola di vita, perché nei “Sapori in gioco” e nelle “Masserie Didattiche” rivela tutto il sapore pedagogico di un sapere enogastronomico che aiuta a crescere e a vivere.

Maria Rosaria Contaldo

UPDATE: L’inaugurazione (dall’inviato Paolo Merenda)

Tredici anni e non sentirli. Il Mercatino del Gusto si sta rivelando un successo anche quest’estate, la risposta del pubblico la prima sera è stata assolutamente soddisfacente. Spalmare, è proprio il caso di dirlo, la kermesse lungo cinque sere, dall’1 al 5 agosto, fa gustare al meglio tutte le prelibatezze presenti.
Non mancano, come sempre, le novità: da notare quest’anno la nuova creazione di Terra Apuliae: pesca alla griglia impreziosita dal vincotto e dalla granita di latte di mandorla. Un mix che trova nel vincotto l’ingrediente giusto per unire il latte di mandorla e la pesca, grigliata per darle un gusto molto originale.
Nuove creazioni sono state portate sugli stand anche da Colimena, con alcuni tipi nuovi di tonno in scatola aromatizzato, e da Carbone, con delle gustose
olive tritate e che trovano un ottimo abbinamento con le bruschette.

Ma il Mercatino del Gusto è anche cene in villa e laboratori del gusto, come il laboratorio della birra che si è tenuto ieri sera, affidato alle cure di Francesco Muci, Antonio Muci e Marcello Longo, quest’ultimo responsabile per la Puglia dei presidi Slowfood e che ha esposto chiaramente il progetto Slowfood:
“L’origine è l’elemento base per decretare al meglio la bontà di un prodotto, e non è solo dove, è anche come. Ad esempio, Slowfood si batte per il
rispetto delle stagioni per il benessere animale, in modo da rendere la carne migliore.”

Carne che è stata abbinata, insieme ad altri alimenti, appunto alle birre artigianali. Particolare la Gruit, al carcioco, mentre la Pink Piper si distingue per l’aroma fruttato. La Arsa e la Santirene trovano abbinamenti migliori nei dolci, specie alla pasta di mandorle, ma le loro caratteristiche non escludono abbinamenti con cibi come la focaccia con le cipolle di Acquaviva. Antonio Muci ha sottolineato quanto sia difficile piantare il luppolo in Puglia, per le condizioni climatiche, mentre Francesco ha spiegato come deve essere un abbinamento perfetto: “Deve essere un susseguirsi di aromi come in un
gioco, nessuno deve coprire quelli precedenti.”
Marcello Longo ha parlato a lungo del pomodoro fiaschetto, rivelando anche una storia curiosa: “Questo tipo di pomodoro era estinto. Noi di Slowfood abbiamo
trovato dei semi che alcuni anziani ancora avevano, l’abbiamo ripiantato e riportato sulle tavole degli italiani. È un piccolo, ma eloquente, esempio di
ciò che è il nostro lavoro.”

UPDATE: Le Cene in Villa (dall’inviato Paolo Merenda)

Prosegue il Mercatino del Gusto, tra alcuni “riti” che restano sempre gli stessi, come la fila chilometrica per accaparrarsi le deliziose bombette, o quella per i formaggi a inizio serata. Anche la Piazza del Vino, a detta degli stessi espositori, sta riscuotendo il solito successo.
I sapori portati nel Salento da Slow Food Puglia rimangono gettonatissimi tra chi vuole mangiare e bere bene, e le occasioni propizie per fare entrambe le cose
sono le cene in villa. Ieri sera si è dato spazio ai sapori della Murgia, tra le portate figurava infatti anche un calzone andrese dal sapore deciso e originale. Grazie agli chef Nicola Maino e Maria Teresa D’Andrea, i fiori di zucca ripieni con contorno di menta sono stati apprezzati da tutti i presenti, tra cui non si notava un solo posto vuoto, segno dell’apprezzamento di queste iniziative.


Ottimi anche i vini, scelti sapientemente da Riccardo Mele per esaltare i piatti che via via arrivavano in tavola. Spazio al Ruah, fiano di 13° delle cantine Santi Dimitri di Galatina. La stessa cantina ha fornito anche un rosso, un negramaro dal sapore più corposo. Un altro negramaro è stato offerto dalle cantine San Marzano di San Giuseppe, di Taranto, questo con un sentore di malvasia e più adatto a frutta e dolci, ma ottimo anche per il cosciotto di agnello.
Enrico, turista torinese, è rimasto piacevolmente sorpreso: “Purtroppo su da noi alcuni ortaggi perdono sapore, assaggiati a chilometri zero ovviamente sono
del tutto diversi, qui è un’altra terra. Bravi gli chef a far risaltare il sapore netto degli ortaggi con alcune spezie.”
Stefano, di Bologna, dove l’arte culinaria si fa rispettare, conferma: “La cucina emiliana ha poca dimestichezza con le verdure, quindi ho particolarmente
apprezzato i piatti come il pesto, ma soprattutto i fiori di zucca. La menta che accompagnava il piatto, cruda e quindi dura, aveva un sapore che da noi non
è contemplato.”

UPDATE: Riepilogando.

Si avvia alla conclusione la tredicesima edizione del Mercatino del Gusto. Il boom di visite di sabato sera attesta, se ce ne fosse stato bisogno, di quanto
la kermesse è sentita dai salentini e quanto anche riesca a richiamare i turisti da ogni parte d’Italia e dall’estero.
La Piazza del Vino è stata tra le mete più gettonate, con folti gruppi venuti da ogni parte del Salento in pulmino, comprensivo di guidatore per permettere
ai ragazzi di poter bere senza pensare all’etilometro. Una sera ogni tanto si può, specialmente davanti ai prodotti di alcune cantine come la MenhirSalento,
la Mocavero (sugli stand con uno squisito Negramaro rosè) e Feudi di Guagnano (da gustare il Primitivo, presentato da un’etichetta accattivante e molto
curata come tutta la loro produzione).
Ci sono anche moltissimi altri prodotti degni di nota, come la cipolla rossa di Acquaviva, da assaggiare, presso lo stand, anche nelle zuppe già preparate e
tenute calde dalla preparazione nella terracotta. Oppure le pittole, o la focaccia barese in un’unione ideale di tutta la Puglia, finendo idealmente con
la via dei dolci, dove apprezzatissimi sono stati gli stand dell’Olivotto, ormai una dolce consuetudine per i fruitori del Mercatino del Gusto, e gli immancabili pasticciotti e fruttoni. Piccola novità di quest’anno, il megapasticciotto, per i golosi impenitenti.
Mentre i laboratori del gusto e le masserie didattiche si avviano a conclusione, i numeri, seppur denotando una certa flessione dovuta alla crisi, danno ragione agli organizzatori: la voglia di mangiar bene resta nonostante tutto. Marcello Longo ha una sua idea in merito: “Non è impossibile mangiar
sano mantenendo prezzi accessibili: sì, il caciocavallo podolico o il capocollo di Martina Franca possono costare tanto, ma ci sono altri prodotti con marchio
SlowFood sicuramente più accessibili, come il pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto o la Carruba, venduti allo stesso prezzo di quelli ‘normali’ dei
supermercati.”

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Premio al turismo “Cavour” al Mercatino del Gusto di Maglie


Un altro riconoscimento per il Mercatino del Gusto di Maglie. Si tratta del premio al turismo “Cavour”, istituito dal Comune di Sogliano Cavour, appunto, e dedicato a tutte quelle iniziative che non solo implementano il turismo nel territorio salentino, ma che rappresentano punte di eccellenza di tipo culturale. Così ieri, all’interno della cerimonia di premiazione organizzata presso le terrazze del Municipio, il sindaco di Maglie Antonio Fitto ha ritirato il premio con grande soddisfazione. Il Mercatino del Gusto per la città di Maglie, tuttavia, e nonostante l’evidente lusinga del premio, rappresenta un riconoscimento esso stesso, un riconoscimento silenzioso tributato dalle migliaia di persone che da undici anni si recano nella cittadina di Aldo Moro per gustare e degustare. Il primo cittadino ha espresso contentezza per questo premio e si è detto speranzoso che il mercatino raccolga sempre più proseliti. In questi anni la kermesse enogastronomica ha raccolto molti tentativi malriusciti di imitazione, ma questo non ha inficiato assolutamente la riuscita della manifestazione magliese, e pare falsa la leggenda metropolitana, in via di diffusione, secondo cui il Mercatino potrebbe spostarsi in un altro paese. “Credo che ogni luogo debba trovare la sua specificità – ha spiegato Fitto nei giorni scorsi alla Gazzetta del Mezzogiorno – noi abbiamo creato il Mercatino, e non abbiamo copiato un’iniziativa di successo, seppur molto differente, che si tiene proprio a due passi da noi, la Notte della Taranta di Melpignano. Trovo che le due iniziative attirino platee diverse, per cui servono il turismo ugualmente”. In altre parole, è nella diversificazione degli eventi che il turismo premia con delle ricadute positive sul territorio.

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Problemi sì, ma anche tanti punti di forza: questa è Maglie


Tanti i punti di forza di Maglie, e sono sotto gli occhi di tutti. Intanto le ottime scuole: di una in particolare i successi sono noti, il liceo “Francesca Capece”, retto da un preside di grande spessore, Roberto Muci, ben saldo sulle tracce di un mito, in materia: il professor Nicola De Donno, scomparso qualche anno fa. Uno dei beni più importanti della città, poi, è anche la sua biblioteca “Francesco Piccinno”, con il museo “Decio de Lorentiis” intestato proprio a uno dei più illustri magliesi, tra gli scopritori delle principali grotte sulla costa adriatica. La biblioteca possiede incunaboli, cinquecentine e seicentine di pregio e spesso è teatro di eventi di assoluta qualità, tra cui spiccano quelli organizzati in collaborazione con l’associazione “Bud Powell”. Anche il tessuto associativo è per certi versi la grande forza di Maglie, a partire dalla succitata associazione jazz che riesce effettivamente a far appassionare a questo genere musicale anche a chi non è avvezzo, attraverso jam, concerti, guide all’ascolto, masterclass e molto altro. Tra le associazioni molto attive sul territorio ricordiamo poi la Fratres, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, la Biblioteca di Sarajevo, il Gruppo Speleologico Salentino, solo per citarne alcune delle oltre sessanta iscritte negli albi delle consulte. Un lavoro silenzioso ma efficace è svolto anche da Zampalibera, che di concerto con Asl e amministrazione comunale combatte il randagismo. A proposito di Asl, il distretto di Maglie vanta il day-service ambulatoriale per i malati cronici affetti da malattie cardiache, pneumologiche e diabetologiche, che consente di effettuare in un giorno i controlli di un anno sulla propria salute. Per quanto riguarda la cultura, annoveriamo due rassegne che hanno portato Maglie agli onori delle cronache nazionali, il Mercatino del Gusto e Chiari di Luna, la cui organizzazione e offerta sono assolutamente eccellenti.

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“Internescional”, la cultura popolare in una t-shirt


C’è chi dice basta alla cultura popolare salentina svenduta per un piatto di fagioli e presentata come un oggetto di scarsa qualità. Nasce così “Internescional”, la linea di t-shirt che quest’estate a Maglie è andata letteralmente a ruba, presso lo storico negozio “Candido 1859”. La ricetta di questo successo? Un modello che calza su tutti i fisici e tutte le taglie, motti dialettali più accattivanti tradotti in inglese, materiali di qualità e un prezzo abbastanza contenuto. Proverbi per tutti i tipi e per tutti i gusti fanno infatti capolino su queste t-shirt, nei loro colori bianco e nero: si va da “Where is taste there is no waste”, ossia “dove c’è gusto non c’è perdenza” (che spunta sull’edizione limitata realizzata in occasione del Mercatino del Gusto), a “You have fried so many octopuses” (“ ‘Ndai fritti purpi”), fino a “Oh, my fire” (“Focu meu”), e ancora “Stone by stone raises a wall” (“Petra petra azza parite”), e molto altro. La linea probabilmente tornerà in futuro, con nuove immagini e nuovi slogan, rilanciando attraverso la qualità e l’eleganza qualcosa che forse da alcuni è vissuto con eccessiva e banale ostentazione, da altri con insofferenza, ovvero le nostre tradizioni popolari. Cosa c’è di differente con le t-shirt in dialetto che da anni affollano le bancarelle di feste patronali e Notti delle Tarante? Forse un taglio un po’ meno popolare, appunto. Ma anche la scelta dei materiali e lo stile più trendy, che non guasta. Salentini e turisti che hanno acquistato ringraziano.

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Cosa resta del Mercatino del Gusto?


La dodicesima edizione del Mercatino del Gusto si appresta alla chiusura. È stato come al solito un grande evento di richiamo per Maglie e per il Salento, una di quelle manifestazioni di qualità che riescono a coniugare la cultura a tutto tondo, dal vino al jazz, dal presidio del cibo alla pizzica, dall’arte figurativa alla birra. Riassumere in due parole il Mercatino non è assolutamente facile, perché quello che si è visto in questi giorni ha avuto delle punte altissime, in termini di qualità e di attrattività di ciò che veniva servito nelle vie dedicate strapiene di stand, nelle cene a tema, nelle parole degli esperti del gusto. Non sono mancati sporadici gesti di inciviltà da parte dell’utenza, che non sempre si è mostrata all’altezza della manifestazione e ben educata, ma questo si può dire di qualunque iniziativa abbia un simile richiamo di pubblico: in fondo il mondo è bello perché è vario. Ma cosa resta del Mercatino del Gusto? Certamente un grande evento che si perpetua negli anni arricchendosi e tenendo il passo con i tempi che cambiano. Restano i sapori, i profumi della genuinità che qualcuno lungimirante ha acquistato negli stand per il futuro prossimo. Resta la bellezza di una città da sempre signorile, che racconta la sua storia anche attraverso i suoi imprenditori a partire da Maurizio Maglio (quello dei gustosi cioccolatini, per intenderci), rientrato nell’organizzazione. Resta Maglie, in attesa del prossimo Mercatino, e un’attenzione che deve incentrarsi sulla cura generale della città, da parte di tutti cittadini, anche nel resto dell’anno. Sperando che dalla prossima edizione, nell’organizzazione, rientri anche il vicesindaco Tonino Lio. Perché, al di là delle idee politiche, il Mercatino è anche una sua creatura.

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Il territorio si fa cibo a Maglie con il Mercatino del Gusto


Il Mercatino del Gusto fa dodici. Sono tante, infatti, le edizioni della kermesse che si svolgerà dall’1 al 5 agosto nel centro storico della cittadina che ha dato i natali ad Aldo Moro, organizzata dall’associazione Slow Food. Una rassegna che conserva una ricetta ormai antica, quella della qualità, senza disdegnare le novità, tra cui alcune provenienti dal web 2.0. Il Mercatino del Gusto rappresenta infatti un evento che offre ai visitatori uno scorcio significativo delle eccellenze enogastronomiche pugliesi. L’obiettivo che si prefigge Slow Food Puglia è quello di veicolare, attraverso le tradizioni agroalimentari, la cultura più profonda del territorio. Non a caso il mercato stesso, ossia le ottantanove bancarelle dislocate lungo le vie del centro storico, non è esclusivamente il luogo dello shopping, ma è quello dell’interazione e del dialogo: l’acquisto è solo il momento finale di un incontro tra produttore, che racconta le sue specialità, e pubblico. Anche le cene non si limitano al momento conviviale, ma permettono agli ospiti di scoprire la straordinaria ricchezza e la varietà culinaria della regione, senza doversi spostare da Maglie. Gli chef delle cene in villa quest’anno saranno Stefano Nuzzo, Nicola Maino, Gianluca Ferri, Michele Rotondo e Pietro Zito. Le grandi novità di quest’edizione, oltre ai laboratori, al cibo di strada, alle piazze del vino e della birra artigianale sono le lezioni di pasta fatta in casa, l’avvicinamento alle musiche e danze tradizionali e la scuola di cocktail. Con queste ultime iniziative il Mercatino del Gusto partecipa al progetto di solidarietà, promosso da Slow Food, “1000 Orti in Africa”, che verranno creati nelle scuole, nelle comunità locali, sia in ambiente urbano che rurale, soprattutto in quei Paesi dove l’associazione è particolarmente attiva come in Kenya, Uganda, Costa d’Avorio, Mali, Marocco, Etiopia, Senegal e Tanzania. Inoltre, il Mercatino è raggiungibile via web sia con una presenza dinamica e interattiva sui principali social network, sia con un’applicazione per iPhone che consente di visualizzare il calendario delle iniziative, la mappa delle location, la geolocalizzazione per raggiungere l’evento.

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Turismo e strutture ricettive: quali prospettive per Maglie


Un entroterra che aspira anch’esso al turismo, che da sempre predilige la costa. È così che appare in generale il territorio idruntino, negli ultimi anni preso di mira dai vacanzieri. Questo perché siamo comunque a pochi passi da Otranto, ma anche perché nei paesi più piccoli il costo della vita è decisamente inferiore e le spese del soggiorno vengono così contenute. Negli ultimi anni anche Maglie sta assistendo però a una crescita del turismo di massa, turismo in gran parte culturale, dato che i prezzi, sebbene contenuti come tutto il Salento, rispetto alle altre province italiane non sono poi irrisori. Probabilmente l’appeal turistico è dato dalla posizione geografica, nel cuore della provincia di Lecce e quasi equidistante dallo Ionio e dall’Adriatico, ma anche da una ricca offerta culturale presente in città. In estate, ad esempio, eventi come il Mercatino del Gusto o Chiari di Luna catalizzano l’attenzione del turista, che così viene ad affollare le strutture ricettive cittadine. A Maglie ce ne sono 23, tra cui due alberghi, anche se diversi tra loro per impostazione, e 21 bed & breakfast. Di b&b, a Maglie, fino a solo due anni fa ce n’erano “soltanto” 14, che venivano letteralmente presi d’assalto in estate, complice anche la vicina “Notte della Taranta”. I b&b “tengono” però anche negli altri mesi dell’anno non, sebbene non esistano grosse iniziative culturali che possano portare a un turismo di destagionalizzazione. La maggior parte del turismo si concentra quindi soprattutto nei mesi di luglio e agosto, con veri e propri picchi nel corso di queste manifestazioni. Da qualche mese, per agevolare il turista, negli orari in cui l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune è chiuso funziona, presso la villetta Oronzio De Donno, un infopoint informatizzato, che funziona attraverso un touchscreen: questo consente di avere a qualunque ora del giorno le giuste informazioni sulla città.

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Maglie città d’arte, il Comune ci crede e ci prova: a buon diritto


Il Comune di Maglie ha inoltrato la richiesta perché la città sia insignita della nomina a città d’arte. Si tratta di un preciso disegno politico dell’amministrazione, che da molti anni ormai investe sul marketing territoriale e si adopera perché Maglie si ponga come meta per il turismo dell’entroterra. Divenire città d’arte significherà infatti, per Maglie, essere inserita in un circuito particolare che permetterà ricadute economiche convenienti per tutti i settori della città. Che – anche se in maniera modesta e discreta – vanta un certo numero di beni culturali importanti, oltre a iniziative e a specificità enogastronomiche che costituiscono a tutti gli effetti la cultura di un luogo. Partiamo dai beni architettonici di un certo pregio, tra cui le quattro chiese barocche (chiesa della Presentazione del Signore, della Madonna delle Grazie, della Madonna Addolorata e della Madonna della Scala) e dal campanile del duomo, che si dice sia stato realizzato dall’artista Giuseppe Zimbalo o almeno dalle sue maestranze. L’architettura sacra, a Maglie, risulta infatti una componente fondamentale del patrimonio artistico cittadino, perché consente di stabilire la storia della cittadina, divenuta il centro commerciale più importante d’Italia quanto a rapporto tra gli esercizi commerciali e numero di abitanti. Come la chiesa di Sant’Antonio Abate, che potrebbe addirittura risalire al XIII secolo, anche se non ci sono dati certi a causa del “naufragio” documentario seguito nella diocesi idruntina dopo il massacro turco del 1480. Altri beni culturali di rilievo sono certamente i palazzi: uno su tutti Palazzo Capece, che ospita l’omonimo liceo ponendosi come centro culturale vivo per la città. Ai beni architettonici vanno aggiunti quelli più antichi, ovvero i menhir e il dolmen, che però andrebbe riportato all’antico splendore, nonché la necropoli di Rosemarine, che rappresenta il nucleo, di origine longobarda, più antico della città. In ambito culturale vanno ricordate poi la biblioteca “Francesco Piccinno”, tra le più antiche in Puglia essendo datata 1666, e il museo paletnologico “Decio de Lorentiis”. Senza dimenticare il patrimonio enogastronomico come l’olio, il vino e soprattutto il formaggio “tipo Maglie”, che proviene da una pecora autoctona la cui specie si sta cercando di proteggere. Infine, ultime ma non da ultime, le manifestazioni di promozione del territorio quali il Mercatino del Gusto, rassegna enogastronomica di bontà pugliesi promossa da Slow Food, “Chiari di Luna”, rassegna teatrale che porta sul territorio gli spettacoli migliori dell’intero Stivale, il festival organizzato dall’associazione Bud Powell “Maglie jazz festival” e “Corto Magliese”, rassegna sulla sicurezza stradale che ci ricorda quanto sia bello stare nel Salento, ma come sia altrettanto giusto prestare attenzione alle strade, non sempre perfette.

Angela Leucci


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