Tag Archive | "Oreste Caroppo"

Conifere abbattute in rione Immacolata: c’è chi dice no


Qual è il confine tra pubblico e privato? È una domanda che ci si ritrova a porsi dopo l’ultimo fatto, il taglio di alcune conifere a Maglie in rione Immacolata, in una zona che ospita delle palazzine di proprietà di un gruppo di persone che hanno chiesto e ottenuto dalle autorità competenti di eliminare 23-24 alberi, per realizzare una recinzione. La recinzione si vuole che venga approntata per poter mettere in sicurezza la zona ed è tutto in regola, ma gli ambientalisti non ci stanno e cercano di ridimensionare questo problema. E 24 conifere in meno a Maglie sono un problema non da poco, perché la proprietà è privata, ma l’aria è di tutti, e mentre magari si vorrebbe piantare nuovi alberi non si riesce neppure a proteggere l’esistente. Finora gli alberi tagliati sono una decina, i lavori oggi sono stati fermi, probabilmente a causa del maltempo: a Maglie c’è stata anche una spruzzata di grandine. Ma se il tempo migliorerà l’opposizione ci sarà, quella degli ambientalisti, che ritengono la presa di posizione dei proprietari residenti come uno scempio. “Perché questa strage? – si legge sulla bacheca Facebook dell’ambientalista Oreste Caroppo – Tutto sarebbe finalizzato alla realizzazione di una recinzione dell’area privata dei vasti campetti aperti di tennis. Ma non bastava fare un bel muretto a secco bello e caratteristico lasciando in loco i magnifici alberi? No, devono abbattere 24 grandi alberi di specie mediterranee e rinchiudersi in chissà quale altra orrifica recinzione per difendersi, quando lì intorno il sabato mattina si svolgerà il mercato settimanale della città che presto si trasferirà in quella zona”. Il comitato Giù le mani da San Sidero ha pubblicato delle foto eloquenti del taglio. E ci si augura che le persone che hanno fatto la richiesta tornino sui loro passi. In fondo, la proprietà è un furto, diceva Koso. Ma l’aria ha una proprietà?

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La Puglia all’insegna di un Natale più verde?


Natale torna nel Salento con il suo carico di tradizioni. A farne le spese spesso gli alberi di Natale, tanto da entrare nell’interrogazione regionale pugliese di ieri.

Il consigliere Francesco Damone, de “La Puglia prima di tutto”, ha posto un’interrogazione al presidente della giunta regionale e all’assessore alle Politiche Agricole sul “poco senso di responsabilità nella filosofia della donazione degli alberi con particolare riferimento al periodo natalizio”. “Il dipartimento forestale della Regione – spiega Damone -è una struttura pubblica tenuta alla salvaguardia delle piante boschive e gli amministratori non possono né devono gestire con criteri personali ed elargire ad libitum gli abeti, mentre il Gargano, colpito dall’incendio mai dimenticato, rimane privo di ogni intervento. L’Agenzia Forestale regala a molti la fornitura di alberi di diverse altezze e grandezze. La filosofia della donazione a scapito della comunità regionale non solo continua, ma si è ampliata a dismisura con particolare riferimento alla provincia di Lecce”. Il consigliere si chiede se non sia il caso di impiantare questi alberi nelle zone incendiate, riutilizzando alberi che dopo Natale cesserebbero la propria funzione.

Intanto, ieri mattina, il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna ha proposto la Puglia come Giardino d’Italia, in occasione dell’incontro conclusivo del “Il Giardino Mediterraneo, alla ricerca dell’armonia tra culture, paesaggi, piante, orti, giardini… per un Mediterraneo popolo di giardinieri”. “C’è uno sviluppo possibile – ha detto – senza mettere a rischio l’ambiente passa dalla difesa del territorio, dalla tutela della salute dei cittadini, punta sull’agroalimentare, sul turismo, sul mare pulito, sulla balneabilità.

E ora siamo impegnati a bloccare rischiosi progetti di sfruttamento del mare per estrarre pochi barili di pessimo petrolio e a fermare l’espianto scellerato degli ulivi monumentali per abbellire le ville del Nord”. La salvaguardia dall’ambiente pugliese, un patrimonio inestimabile, deve mobilitare istituzioni, specialisti, operatori.

Anche i cittadini devono sentirsi motivati a trasformarsi in sentinelle volontarie, “per liberare il territorio da tante vergogne e a proteggerlo da tante offese”.

Un’idea per il riutilizzo degli alberi arriva dal Forum Ambiente Salute. Oreste Caroppo propone per Natale l’adozione di alberi di specie autoctone.

“Una bellissima tradizione quella di comprare l’albero di Natale – ha chiosato – ma solo se si comprano alberi o arbusti di specie autoctone della zona con radice e vaso. Le feste natalizie non finirebbero con l’Epifania, ma nel Giorno della Rinascita Arborea fissato immediatamente poco dopo l’Epifania”.

Jenny De Cicco

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Grande vittoria per gli ambientalisti pugliesi, la legge “ammazza ulivi” è stata modificata


La proposta di modifica della legge regionale 14 per la “Tutela e valorizzazione degli ulivi monumentali della Puglia“, tanto temuta dagli ambientalisti, è stata votata all’unanimità. Qualche mese fa il tentativo di introdurre un termine di 60 giorni per il rilascio di autorizzazioni all’espianto e allo spostamento degli ulivi pugliesi.

Le autorità hanno ribadito che lo spostamento degli ulivi non coincide necessariamente con la sostituzione delle piante con colate di cemento, ma con altre iniziative di sviluppo sostenibile.

Ora la legge, su proposta di Massimo Cassano, prevede 90 giorni per la raccolta dei pareri e “le modifiche stabiliscono che le opere di miglioramento fondiario consentite nei terreni con notevole presenza di ulivi monumentali devono essere eseguite senza arrecare danno alle piante già esistenti. Il ddl assorbe una proposta di legge che introduce il termine di 90 giorni entro cui devono essere comunicati ai richiedenti i pareri in merito all’eventuale spostamento degli ulivi”.

“Grazie a tutti veramente e di cuore – Riporta la comunicazione di Oreste Caroppo, rappresentante del Coordinamento civico per la tutela del territorio – Finalmente possiamo fare tutti un grande respiro di sollievo”.

Il risultato ottenuto dalla mobilitazione partita da Facebook, passata per quotidiani e testate e la petizione on-line, hanno aperto la strada tramite un’azione pacifica, moderata e responsabile, a nuovi modi di condurre battaglie ambientaliste in Puglia”.

“Gli ulivi non saranno salvi davvero finché non saranno equiparati a ecosistemi forestali, delle agro-foreste, e a loro estesi i vincoli valevoli per le aree boscate, e gli ulivi secolari e plurisecolari vincolati come oggi si vincolano i patriarchi verdi di qualsiasi specie – proseguono dal Comitato – Non avremmo così bisogno di commissioni plotoni d’esecuzione che devono rilasciare le autorizzazioni agli espianti Un uliveto se c’è non si deve espiantare e così gli ulivi se non per comprovate esigenze di pubblica utilità (non certo gli impianti falso-green di eolico e fotovoltaico di oggi cui si appioppa persino tale assurda definizione di pubblica utilità, potere della lobby trasversale falso-green). Un ultimo pensiero: torniamo a piantare anche altre specie autoctone a partire dai poveri Pini mediterranei vittime in Salento di vessazioni a opera d’ignoranti, speculatori e biofobi che si accaniscono contro queste conifere mediterranee definendole alloctone”.

Jenny De Cicco

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