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San Foca manifesta contro la Tap, ma non basta


Domenica 27 maggio a San Foca raccolte 1800 firme contro la Tap.
Si è svolta questa domenica la manifestazione contro la Trans Adriatic Pipeline, il famigerato mega gasdotto che dovrebbe trasportare milioni di chilogrammi di metano dall’Asia al Salento.
Conto la Tap è nato anche un comitato, i “No Tap” ideatori, realizzatori e promotori con il mezzo ecologico dei social network della manifestazione tenuta a San Foca domenica pomeriggio.
Invaso il lungomare Matteotti di San Foca dai numerosi attivisti contrari alla realizzazione dell’opera, ai quali da tempo si sono associate anche alcune amministrazioni comunali, in special modo dei paesi interessati dalle opere correlate al metanodotto, anche se bisogna ribadire le competenze sono ministeriali e solo la regione potrebbe dare una mano ai manifestanti per impedire la realizzazione della struttura. In tal riguardo nei giorni scorsi è stata avviata la “guerrilla” di post sulle pagine dei social network possedute da Nichi Vendola perché si esprima in tal senso, mettendo fine ai dubbi.
Le preoccupazioni dei manifestanti sono di vario ordine, tra i quali spicca la ragione naturalistica per una costa m Bandiera Blu d’Europa, di ordine economico-turistico evitando una ricaduta negativa in termini d’immagine e di tutela del territorio da forme d’inquinamento e contro le logiche affaristiche di speculazione ai danni del territorio, di per se già una risorsa.
La raccolta firme “No Tap” ottenuto 1800 consensi de visu domenica e nel frattempo ha proseguito anche on line all’indirizzo elettronico http://www.firmiamo.it/no-al-progetto-tap dove sono più di mille.
Alla manifestazione si sono presentati in centinaia ed hanno sfilato pacificamente per il lungomare, con striscioni e slogan, hanno aderito anche i pescatori delle cooperative Delfino e La Folgore, che hanno seguito il corteo per via marina a bordo delle loro barche ed hanno naturalmente preso parte, con le proprie rappresentanze, tutte le associazioni ambientaliste pugliesi, anche i vari comitati “di tutela per Porto Miggiano” e “contro l’eolico e il fotovoltaico selvaggio” e Il dissenso della popolazione salentina è forte nei confronti di “un enorme pericolo dal punto di vista dell’impatto socio-ambientale”, come definito dai membri “No Tap”, ma comunque non basteranno le oltre 3000 firme in totale, tra cartacee ed elettroniche raccolte tramite i vari eventi e banchetti itineranti, a scongiurare il pericolo del gigantesco tubo, il progetto è in fase di studio sul tavolo del Ministero il quale deve analizzare la valutazione d’impatto ambientale e sociale presentata dalla società che propone il progetto. Ad alimentare l’ipotesi di un parere ministeriale favorevole alla Tap la notizia degli scorsi mesi in cui veniva bocciato il progetto Poseidon, gasdotto che sarebbe dovuto approdare ad Otranto e il quale sembra non verrà mai realizzato, nonostante avesse già ottenuto i pareri ministeriali.

http://www.otrantooggi.it/2012/02/19/nessun-dubbio-sulla-tap-per-gli-ambientalisti-di-melendugno/

http://www.otrantooggi.it/2012/02/07/san-foca-nascono-i-no-tap/

http://www.otrantooggi.it/2011/10/05/otranto-intervenire-per-salvare-le-coste/

http://www.otrantooggi.it/2011/03/31/northern-petroleum-no-della-regione-ai-trivellamenti-nel-basso-adriatico-otranto-ringrazia/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/19/no-tap-proseguono-le-azioni/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/15/no-tap-pronti-a-manifestare/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/14/una-petizione-per-bloccare-la-tap/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/14/una-petizione-per-bloccare-la-tap/

http://www.otrantooggi.it/2012/03/29/a-castri-di-lecce-un-incontro-sul-gasdotto-di-san-foca/

http://www.otrantooggi.it/2012/03/22/costa-salentina-e-allarme-spiaggiamenti/

Jenny De Cicco

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No Tap pronti a manifestare


Manifestazione no Tap, pronta per il 27 maggio. Lo annuncia Alfredo Fasiello di Vernole, membro del Comitato No Tap, e lo fa con un post su Facebook: “Siamo pronti, preparate drappi e bandiere, fischietti e tamburelli. Domenica 27 alle 16,30 sul lungomare di San Foca è prevista una manifestazione con corteo. Passate parola, fatevi accompagnare dai vostri cani e dai vostri gatti, sono ammessi bambini in passeggino, nonni e nonne, padri e madri, venite in bici, moto e in barca. Accorriamo tutti per partecipare il nostro dissenso alla Tap e al suo mostruosissimo progetto. Salentini tutti, vi aspettiamo, non lasciate il vostro cuore chiuso in casa”.
I motivi del no sono stati resi noti da tempo dai membri dei principali comitati anti Tap.
L’associazione Tramontana, insieme al comitato Cambio di Rotta e al Comitato No Tap, avevano espresso pubblicamente i propri dubbi in occasione dell’incontro presso la sala convegni di Melendugno di giovedì 16 febbraio nel quale i progettisti Tap esposero il progetto.
Inizialmente questo prevedeva l’approdo del gasdotto a Brindisi, ora invece insisterà su una località di pregio naturalistico e d’interesse storico e turistico qual è San Foca e prevede anche un tratto di tracciato sulla penisola salentina. A Melendugno sarà creata anche una centrale di depressurizzazione.
I comitati denunciarono con un comunicato “la mistificazione da parte del consorzio Tap in merito alla riduzione del tragitto sulla terraferma da 25 a 5 chilometri, in quanto non si tratta di una reale riduzione della lunghezza, bensì di un passaggio di consegna nella realizzazione dello stesso da Tap a Snam Rete Gas. I comitati richiedono che l’approdo del gasdotto venga realizzato a Brindisi, così come indicato nel progetto iniziale, annullando pertanto la variante San Foca in modo da poter attuare le direttive contenute nel Piano Energetico e Ambientale Regionale. ln questo scenario il gasdotto può essere considerato una risorsa fondamentale per riconvertire la centrale di Cerano da centrale a carbone a centrale a gas. San Foca rappresenterebbe il primo caso in Italia di approdo di un gasdotto in un’area a preminente interesse turistico”.
Marco Santo, membro dell’Associazione Tramontana, del Comitato No Tap e del comitato Cambio di Rotta afferma: “La nostra terra ha bisogno di decidere che tipo di sviluppo vuole perseguire. Nel progetto preliminare pubblicato sul loro sito (della Tap,ndr) era prevista l’installazione su suolo melendugnese di una centralina di depressurizzazione che avrebbe avuto emissioni paragonabili ad una centrale a gas. Il 16 febbraio, durante la presentazione al pubblico del progetto definitivo, la centralina di depressurizzazione è stata rimpiazzata da una centrale di 9 ettari di misurazione fiscale, che non avrebbe prodotto emissioni inquinanti, un errore? Intanto è vicina la data del 21 maggio, il termine ultimo per presentare le osservazioni al Ministero dell’Ambiente relativamente alla Via della Tap presso il Ministero, stiamo producendo una serie di osservazioni. Contemporaneamente venerdì prossimo alle 19,30 presso Acquarica di Lecce si svolgerà un incontro pubblico per informare la popolazione sulla cabina di depressurizzazione che dovrebbe sorgere a solo 700 metri dal centro abitato”.

Jenny De Cicco

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A San Foca e San Cataldo un’iniziativa per l’ambiente


Dopo l’esperienza dello scorso anno, che ha visto impegnato diversi gruppi di persone volenterose, torna l’iniziativa “Puliamo le spiagge del Salento”.

L’appuntamento, fortemente voluto dai ragazzi dell’Associazione Suburban di Lecce & Surfrider Foundation Europe, avrà luogo domenica 25 marzo. Si partirà alle ore 11 con la pulizia di San Foca, precisamente con il “Lido li Marangi”, per poi spostarsi al “Molo di Adriano”, in quel di San Cataldo, verso le 15.

L’evento può essere inquadrato in un macrocosmo ambientalista, quello di “Iniziative oceaniche”, che vede impegnato ormai da tempo un gran numero di persone in tutta Europa per una giornata ecologica che ha come interesse la salvaguardia di mari, laghi e fiumi.

Si tratta di un’ottima occasione per chi voglia mettersi a disposizione di una buona causa, non solo a parole ma con i fatti. L’ambiente è cosa di tutti, e proprio per questo sarebbe auspicabile la presenza anche di intere famiglie oltre che di gruppi di amici e conoscenti. Questo faciliterebbe non solo i compiti logistici, ma creerebbe la possibilità di avvicinare i giovanissimi alle tematiche dell’ambiente, abituandoli ad una presa di coscienza che, in ultima analisi, li aiuterà a vivere meglio in età adulta. Formare uomini nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente è una delle sfide di quest’era contemporanea, dove l’impegno civico di tutti è una cosa urgente e necessaria.

In loco verranno forniti tutti gli strumenti necessari come guanti, sacchi e quant’altro per ottimizzare il lavoro.

“Si tratta di un piccolo gesto per sensibilizzare riguardo ad un tema grave, quale l’inquinamento marino, che reca danni enormi a flora e fauna”, spiegano gli organizzatori.

Gianluca Conte

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Un gasdotto a San Foca: il parto di un ecomostro?


La data del 2013, lontana eppure così vicina, potrebbe segnare per il territorio salentino un ulteriore battesimo per la speculazione economica e lo stravolgimento ambientale. Il fronte di cui si prospetta l’apertura, da qui a due anni, andrebbe ad affiancarsi a un deturpamento paesaggistico, quello dovuto al fotovoltaico e all’eolico selvaggi, del quale soltanto oggi incominciamo a prendere coscienza. Stiamo parlando del progetto di un gasdotto che dal Mar Caspio arriverà a San Foca, per poi proseguire fino a San Donato di Lecce, dove si allaccerà a una rete di distribuzione già esistente. La società che si occuperà dei lavori, la Trans-Adriatic-Pipeline (Tap), per metà svizzera e per metà norvegese, ha intenzione di procedere con uno scavo (onshore) profondo almeno 1,5 metri, largo 22 metri e lungo circa 20 chilometri. Un enorme serpente che si estenderà nel sottosuolo, per realizzare il quale è prevista l’apertura di alcuni cantieri temporanei che getteranno nello scompiglio l’intera superficie coinvolta. Il progetto, oltre ad alterare una delle coste più belle d’Italia, sconvolgerebbe il paesaggio di un’area vasta e di alto interesse ambientalistico, colpendo uliveti secolari e zone archeologiche. Inoltre, non si potranno costruire abitazioni nel raggio di 40-60 metri, né si potranno edificare ospedali, scuole e altre strutture sensibili nel raggio di 200 metri. La notizia del progetto di costruzione del gasdotto non è passata sotto silenzio, lo dimostra il fatto che diverse associazioni ambientaliste hanno già espresso il loro no categorico al megaimpianto, invitando le istituzioni e i cittadini a manifestare una ferma opposizione a quella che rischia di essere l’ennesima offesa ad un territorio già provato. “Evidentemente la fama di Melendugno come cittadina ospitale e accogliente è giunta in tutta Europa e i gruppi economici più disparati non vedono l’ora di approdare sul territorio melendugnese per condurre in porto i loro affari” si legge su un documento firmato Associazione Melendugno Nostra e Comitato No-Acquarossa. Una cosa è certa, si avverte la necessità di sensibilizzare da subito le coscienze su questo argomento, per evitare che questa situazione sia oggetto di una consapevolezza tardiva rispetto ai tempi di discussione sui tavoli istituzionali.

Gianluca Conte

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Salvata tartaruga in difficoltà nei pressi di San Foca


Salvato ennesimo esemplare di tartaruga marina Caretta Caretta, portata per le condizioni di salute precarie presso il centro di recupero delle tartarughe marine del museo di Calimera.

Sabato è stato ricoverato presso il Centro recupero tartarughe marine del Museo di Calimera un esemplare appartenente alla specie Caretta Caretta, di circa un metro di lunghezza per 43 chili di peso.

Coccinella, così chiamata dagli amici di Facebook del Museo, è stata recuperata al largo di San Foca e trasferita presso la Guardia Costiera di San Foca che ha subito allertato i tecnici del Centro recupero tartarughe marine di Calimera.

Il recupero è avvenuto in seguito alla segnalazione dei diportisti: la tartaruga galleggiava in superficie e non accennava a immergersi. Nel tentativo di issarla a bordo è rimasta capovolta sul carapace, pur trovandosi ancora in mare, senza riuscire a rimettersi nella giusta posizione, destando preoccupazioni per il suo stato di salute. Dopo il ricovero, Coccinella è stata sottoposta agli esami diagnostici che hanno permesso la diagnosi di alterazione del galleggiamento. Probabilmente la causa è un episodio di apnea forzata, forze causata dall’intrappolamento dell’anfibio in qualche rete. La tartaruga ha già cominciato la terapia e la sua prognosi è positiva, è previsto molto presto il suo ritorno alla libertà nel mare.

Jenny De Cicco

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Il dub degli Insintesi si veste delle sonorità occitaniche di Papet Jali


Gli Insintesi arricchiscono il loro repertorio musicale. E per farlo spostano il loro sguardo verso i suoni popolari della musica occitanica. Dopo aver rivisitato la musica salentina in chiave dub, dando un tocco di contemporaneità e di freschezza ai vecchi canti popolari con “Salento in dub”, progetto firmato da Alessandro Lorusso e Francesco Andriani De Vito, gli Insintesi hanno superato le frontiere e sono giunti fino a Marsiglia per stringere una collaborazione con Jali Mazzarino, meglio conosciuto come Papet Jali, storica voce del gruppo marsigliese Massilia Sound System.

Dall’incontro dei suoni salentini, e di tutta la loro tradizione, con le sonorità occitaniche e dall’elemento di congiunzione del dub, nasce un nuovo progetto che prende il nome di “Salento vs Marsiglia in dub”, e con esso l’idea di un tour che vedrà anche la partecipazione di altre voci del panorama musicale salentino.

A dare il la sarà la serata al Fico d’India, sul lungomare degli Alimini, che si terrà giovedì 18 agosto, con la partecipazione di Raffaella Aprile. Il tour proseguirà il 20 presso il Porticciolo Bar, a Sant’Andrea, un vero e proprio evento che sancirà l’incontro tra Papet Jali e la voce storica dei Sud Sound System con il gruppo Cool Stepper Band. Il palcoscenico successivo sarà quello del Rerum Apuliae a San Gregorio il 22 agosto per un dj set degli Insitesi feat Papet Jali, per poi concludere al Mediterraneo a San Foca il 24 agosto con un altro dj set targato Insintesi feat Papet Jali, alla presenza di diversi ospiti, tra cui Papa Ricky.

Alessandra Ragusa

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San Foca, “Navig-abile 2011” rende il mare accessibile ai diversamente abili


Il mare per tutti, anche per i diversamente abili. Si è svolta domenica a San Foca “Navig-abile 2011”, un’escursione in mare per ragazzi diversamente abili. L’iniziativa, giunta alla seconda edizione, voleva coniugare la passione per il mare e per la navigazione a un’azione di sensibilizzazione a sostegno delle disabilità. La rassegna estiva nasce dall’impulso e dall’impegno dei soci della Lega Navale di San Foca che hanno messo a disposizione, gratuitamente, le loro imbarcazioni. Una cinquantina di ragazzi e le loro famiglie con l’ausilio dei soci, dei volontari e degli accompagnatori hanno potuto realizzare un’escursione in barca, navigando nelle migliori condizioni di sicurezza. Il percorso prevedeva l’arrivo, via mare, fino a Torre dell’Orso e ritorno, in uno scenario che, anche in condizioni normali, è poco usuale. Tramite una gru è stato possibile imbarcare coloro che avevano difficoltà a salire in barca tramite le proprie forze. A dare il via alla manifestazione erano presenti il vicesindaco del Comune di Melendugno Mauro Russo, il sindaco del Comune di Sternatia Pantaleo Conte, l’assessore provinciale Filomena D’Antini, il presidente della Lega Navale di San Foca,Giuseppe Palermo. Tutto si è svolto sotto l’occhio vigile dei carabinieri della locale stazione di Melendugno per quanto riguarda le operazioni a terra, e della Capitaneria di porto per quanto riguarda la navigazione in mare. Le imbarcazioni, scortate da una motovedetta della Capitaneria del porto di Otranto e da un gommone del locale compartimento marittimo di San Foca, hanno dato l’opportunità a ragazzi e adulti disabili di vivere le emozioni della navigazione in mare e di entrare in contatto con il mare e con le stesse imbarcazioni. “È un’iniziativa di grande valenza sociale – ha spiegato l’assessore provinciale alle Politiche sociali Filomena D’Antini – che va verso l’integrazione e la riduzione della disabilità, dando continuità al percorso intrapreso lo scorso anno con l’obiettivo di attivare una serie di iniziative per diffondere la cultura marinara e ambientalista rivolte ai giovani e alle fasce sociali più svantaggiate e, in particolare, ai diversamente abili e alle loro famiglie. Sappiamo quanto, per diversi motivi, l’handicap può portare all’isolamento e all’emarginazione. In questo caso, un elemento naturale come il mare diventa mezzo per unire persone con abilità differenti, per abbattere barriere architettoniche fisiche e mentali, per scambiarsi emozioni positive, per sviluppare nuove relazioni e valori come la solidarietà e il rispetto per la natura”. Si tratta di una manifestazione itinerante, infatti sarà replicata successivamente in tutte le sezioni della Lega Navale Italiana della provincia. Sono dieci le tappe previste per questa seconda edizione, lungo tutta la costa salentina, dall’Adriatico allo Ionio. Questi tutti gli appuntamenti in programma presso le sezioni periferiche della Lega Navale, secondo il calendario concordato tra Provincia, Lega navale e Consulta provinciale sull’handicap: 21 e 22 luglio a Frigole, 31 luglio ad Otranto, 3 e 4 agosto a Porto Cesareo, 13 agosto a Torre San Giovanni, 20 agosto a Santa Maria di Leuca, 25 agosto a Casalabate, 31 agosto a Tricase, 13 e 14 settembre a Gallipoli.

Serena Cappello

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San Foca, incendio nella palude di Cassano


Un incendio è divampato nella palude di “Cassano, vicino a San Foca, marina di Melendugno. È accaduto ieri, nel primo pomeriggio. La palude è un sito caratterizzato dalla presenza di molluschi terrestri rarissimi e meta fissa di insoliti uccelli migratori. È stato richiesto l’intervento dei due “fire boss” che hanno effettuato sette lanci, i primi due di schiuma ritardante, gli altri di acqua. Intanto proseguivano anche le operazioni da terra. Sono intervenute le squadre della protezione civile di Caprarica e di Melendugno e gli operai del settore forestale della Regione Puglia. L’intervento è proseguito per ore. Intorno alle 16 l’incendio era ormai sotto controllo ma una squadra stava ancora lavorando per spegnerlo del tutto. Il lavoro a terra è stato particolarmente difficoltoso, poiché gli operai si trovavano in una palude-canneto con più di un metro d’acqua. È ancora da accertare il numero di ettari di macchia mediterranea distrutta e sono in corso le indagini sulla natura dell’incendio.

Con l’arrivo dell’estate ritorna il triste appuntamento del fenomeno degli incendi. Ogni anno centinaia di ettari di macchia mediterranea e di vegetazione lussureggiante, sono letteralmente divorati dalle fiamme alimentate dall’afa e dal vento. Una parte degli incendi, soprattutto nel periodo estivo, sono causati dalla mancanza di educazione ambientale. Non sono rari, infatti, i mozziconi di sigarette gettati dal ciglio delle strade o nei campeggi, i fuochi accesi senza la necessaria esperienza durante una scampagnata e magari non spenti come si deve, oppure i roghi accesi per bruciare le sterpaglie e abbandonati a se stessi. Provocare un incendio nei mesi di luglio e agosto è molto semplice. Cosa bisogna fare se ci si imbatte in un incendio? Innanzi tutto non è uno spettacolo da ammirare, perciò occorre chiamare immediatamente il numero telefonico nazionale 1515 del Corpo Forestale dello Stato o gli altri numeri di pronto intervento. Se si tratta di un principio di incendio si può tentare di spegnerlo, solo se si è certi che vi è una via di fuga. Se si è in auto, questa non va parcheggiata lungo la strada, che invece va lasciata sgombra per non intralciare l’intervento dei mezzi di soccorso. È utile anche indicare alle squadre antincendio le strade o i sentieri che si conoscono e mettere a disposizione riserve d’acqua e altre attrezzature. Vanno segnalati anche i piccoli focolai che potrebbero ingrandirsi e distruggere in pochi minuti quello che la natura ha costruito lentamente nel corso dei secoli.

Serena Cappello

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