Archive | Gennaio, 2011

Campionato Regionale Prima Categoria Girone C – Real Eagles Latiano – F.C. Otranto 1 – 1

Real Eagles Latiano: Ricci, Tauro, Cecere (Mitrugno), Cursi, Gioia, Augenti, Valente, Mancuso, Bardoscia, Montanaro (Cesaria), Di Gaetano (Gloria).

F.C. Otranto: Monteduro, Paladini, De Iaco, Morello, Sariconi, Iaia, Reale, Samueli, Scrimitore, Cursano (Cataldo), Scrimieri.

Arbitro: Porcelluzzi (Barletta)

Note: reti al 44° di Scrimieri e al 46° di Di Gaetano. Ammoniti: Gioia, Augenti, Mancuso, Di Gaetano, Sariconi e Iaia.

La gara: l’Otranto esce indenne dalla difficile trasferta di Latiano acciuffando un sofferto ma meritato pareggio e si conferma leader del Girone C del Campionato di Prima Categoria. La compagine di Mister Salvadore ha dovuto fare i conti con la defezione di quattro calciatori, peraltro ben sostituiti degnamente…, con un ambiente ostile, poco incline ad accettare le più elementari regole dello sport! E’ stata una battaglia non calcistica quella vista sul campo di Latiano fatta di insulti e atti di vigliaccheria: calci, pugni, schiaffi…quella perpetrata dai calciatori locali nei confronti dei loro colleghi ospiti. Un clima d’altri tempi nel quale il sig. Porcelluzzi si adeguato ammonendo soltanto quattro calciatori locali e non usando il cartellino rosso per tranquillizzare i bollenti spiriti Latianesi. Il primo tempo è stato un proscenio ricco di emozioni alle sfuriate dei calciatori locali nei quali Monteduro, con autentiche prodezze, strozzava in gola l’urlo del goal, replicava l’Otranto con Iaia che in due occasioni sfiorava di testa il vantaggio per gli ospiti. Al 44°, al termine di un’azione corale da parte degli otrantini, Scrimieri realizzava il goal del momentaneo vantaggio, ma il sogno di poter fare risultato a Latiano durava solo due minuti, Di Gaetano approfittava di una disattenzione, peraltro impeccabile fino a quel momento, della difesa ospite e riportava in parità la gara. Nel secondo tempo, al 8° minuto, Bardoscia, il migliore dei latianesi, solo dinanzi a Monteduro colpiva il palo alla destra di questi, replicava al 11°, l’indomito Scrimieri, ma Ricci, con un’autentica prodezza gli negava la gioia della seconda segnatura. Nei restanti minuti finali l’Otranto riusciva a controllare agevolemente le sorti della gara dando prova di grande maturità e sagaca nel comprendere come può essere interpretata una gara che doveva essere di calcio, ma che probabilmente molti altri non la vedevano in questo modo.

La terza giornata di ritorno: rallenta la propria marcia la prima in classifica Otranto, uscita indenne con un pareggio sul difficile campo di Latiano, e la seconda in classifica il San Vito che acciuffa un insperato pareggio al 95°, dopo essere stata in svantaggio per 2 a 0; di ciò ne approfittano le immediate inseguitrici, con il Tiggiano, che vincendo per due reti a zero in casa contro l’Appia Brindisi affianca a 39 punti il San Vito e si porta ad una sola lunghezza dell’Otranto, capolista del girone con 40 punti; l’Erchie che vincendo in casa per quattro reti a zero contro il fanalino di coda Gagliano, si porta a 34 punti e il Monteroni, vittorioso in trasferta per due reti a zero sul campo del San Donato, si porta a 32 punti. Un campionato, quindi, all’insegna del perfetto equilibrio in cui niente è scontato sia per quanto riguarda i quartieri alti della classifica, sia per ciò che riguarda la zona salvezza.

Rino Gualtieri

Cronaca Sportiva Campionato Regionale Prima Categoria Girone C, a cura di Rino Gualtieri: Articoli precedenti =>

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Le amministrative ad Otranto, un’analisi dei gruppi e delle coalizioni, parte prima.

Tra poco più di un anno e mezzo si voterà per le amministrative. Gruppi politici, coalizioni, movimenti, qualsiasi settore pubblico e privato subirà la consueta mobilitazione. Ci sono e ci saranno novità, spostamenti, schieramenti e passaggi di campo più o meno numerosi, come sempre. In varie puntate ed a più mani, cercheremo di fare un’analisi della situazione per accompagnare i lettori verso questo lungo percorso. Il primo episodio riguarda lo strappo consumato già da tempo, tra il consigliere Fabio Marrocco ed il gruppo che lo ha supportato. L’ingresso in politica del consigliere Marrocco è avvenuto con il supporto di un folto gruppo di attivisti tra i quali il più noto è Livio Corchia che è stato a lungo nel Consiglio Comunale di Otranto. Un percorso di successo che ha portato il consigliere Marrocco nella maggioranza di Palazzo Melorio con un ottimo risultato. Qui il consigliere ha svolto la sua azione amministrativa con varie deleghe, soprattutto legate ad alcuni lavori pubblici. Ad un certo punto, tra il consigliere, il suo gruppo ed il resto della maggioranza sono nati diversi attriti, legati all’azione amministrativa ed al turn over degli assessori stabilito all’inizio della legislatura. Il Consigliere fece pervenire una lettera in cui lamentava il mancato cambio di deleghe assessorili a suo tempo deciso, con un po’ di insistenza, con una lettera resa nota al pubblico, ma senza particolari risultati. Paradossalmente, tuttavia, proprio questa azione portò ad un cambio per cui l’unico Assessore tecnico del Comune di Otranto, Totò Miggiano, lasciò il posto all’attuale unica donna Assessore Lavinia Puzzovio. La vera svolta, tuttavia, avviene poco dopo, quando, per questioni legate sempre all’azione amministrativa, si consumano vari strappi. A quel punto, il consigliere Marrocco, decide di ricucire lo strappo con la sua maggioranza e ne crea uno con il gruppo che lo aveva sostenuto. Una divisione tra il consigliere ed il suo gruppo che ha generato anche un atteggiamento critico da parte dei suoi ex sostenitori tutta rivolta, però, all’azione amministrativa. In pratica lo strappo tra il consigliere ed il suo gruppo ha generato uno strappo tra questo stesso gruppo e la Maggioranza di Palazzo Melorio. Uno dei quesiti è se questo gruppo sosterrà o meno, nella prossima tornata elettorale, l’attuale maggioranza. “Bisogna essere critici, prima di tutto in casa propria” ha ribadito più volte Livio Corchia. Da ciò si potrebbe dedurre che non tutte le porte sono state chiuse tra l’attuale maggioranza, guidata da Luciano Cariddi, e la parte politica dell’Associazione “Otranto Nuovi Orizzonti”. Le distanze, invece, appaiono incolmabili tra il consigliere Marrocco e Livio Corchia ed il resto del gruppo che lo ha sostenuto. Insomma, uno dei temi delle prossime amministrative, riguardo gli schieramenti, è quello legato a questa parte di cittadinanza attiva che potrebbe scegliere di rientrare nell’attuale maggioranza (magari sostenendo un soggetto diverso), scegliere l’opposizione del gruppo Allenza per Otranto, oppure, infine, creare una propria proposta. In quest’ultimo caso si andrebbe alle elezioni con tre liste. Per ora tutto resta in un limbo, mentre l’azione del gruppo politico rappresenta di volta in volta per la Maggioranza di Cariddi un buon suggeritore di soluzioni, una critica costruttiva ma anche una vera e propria spina nel fianco. Insomma, il percorso è lungo, fino a giungere alle amministrative, ma di questioni in sospeso tra gli schieramenti ce ne sono tante.

Elio Paiano

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Le associazioni contro l’eolico che deturpa il Salento

Tre associazioni ambientaliste si schierano contro l’eolico. Com’è possibile, viene da chiedersi, dato che l’eolico è una delle risorse energetiche inesauribili e pulite che solitamente vengono maggiormente accreditate quando si parla di energie alternative alle risorse esauribili? È presto detto: la loro protesta, inoltrata alle autorità regionali, vuole puntare a una questione fondamentale, ossia come le torri eoliche rappresentino, a loro avviso, un pugno in un occhio, in particolare presso siti di rilevanza ambientale non indifferenti, come le zone comprese tra Otranto, Giuggianello, Minervino e Palmariggi, ma soprattutto la cosiddetta “collina dei Fanciulli” e Torre Sant’Emiliano. In queste zone, dovrebbero sorgere infatti tre impianti di torri eoliche. “La Collina è scrigno di miti e leggende plurimillenarie, paradiso di natura e archeologia, di incantevole bellezza – si legge nella lettera a firma del Coordinamento Civico per la Tutela della Salute del Territorio e del Cittadino, il Forum Ambiente e Salute del Salento e Save Salento – i tre progetti per impianti di mega eolico, per circa 20 maxi-aerogeneratori, lì ubicati nei tre feudi adiacenti rispettivamente di Giuggianello, Palmariggi e Minervino di Lecce, rappresentano uno stupro dall’impatto di indicibile carica devastatrice e di inaudita gravità. Non solo, le ubicazioni di quelle torri, alte ben 125 metri su una collina che non supera 115 metri sul livello del mare, comporterà il completo sfiguramento e danneggiamento dello skyline di Otranto e del cono visuale paesaggistico di Torre Sant’Emiliano”. A tutt’oggi, però, pare, dallo stesso comunicato inviato dagli ambientalisti, che i lavori siano fermi, anche se sono spuntati i cartelli di inizio lavori, nonostante la Soprintendenza li abbia bloccati: le torri dovevano sorgere infatti su dei siti di grande interesse archeologico, storico e architettonico, per cui si dovrà attendere per vedere come questa intricata vicenda andrà a finire.

Angela Leucci

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Puteca de mieru, a Minervino con semplicità

Avete mai provato a cercare un ristorante chic sulle Pagine Gialle, nelle vicinanze di Otranto? Tra i risultati, alcuni dei quali fanno capo ai più noti locali della zona, ce n’è uno dall’aria misteriosa, il “Dioniso”, misterioso per coloro che vi si accostano per la prima volta. Il mistero non si dissolve affatto all’arrivo a Minervino, dove sarà difficile che gli indigeni vi indichino esattamente dove il locale si trovi: nella mentalità comune il “Dioniso” è visto come un luogo in cui si beve, come una vecchia osteria, non certo un ristorante chic come promettevano le Pagine Gialle. Ma della vecchia osteria il “Dioniso”, o Puteca de mieru, come recita l’insegna fuori dalla porta, ha ben poco, se non la filosofia del pasto sano e in gran parte a chilometri zero, basato su ingredienti genuini, il tutto bagnato con litri e litri di buon vino, anche questo in gran parte rigorosamente salentino, senza disdegnare però anche le qualità di vini tipici di altre zone d’Italia. Nel menù, che cambia secondo le disponibilità, troviamo, tra gli altri, piatti come la massa e ceci con pepe e cannella, le sagne ‘ncannulate e una serie di carni alla pignata, che sprigionano sapori antichi direttamente nella nostra bocca. Gli avventori vengono da tutta la provincia e sembrano apprezzare l’atmosfera dei mandarini e delle noci sui tavoli, delle tavolate che spesso si uniscono in un convivio solo, il silenzio così raro da trovare in un qualunque locale in cui gli iati della conversazione sono compensati dalla musica, eppure, per chi non sa stare senza, c’è chitarra e tamburelli a disposizione nella sala principale, e appeso alle pareti persino il testo della notissima canzone popolare salentina “Mieru”. Così, se pure qualcuno può restare deluso dal non trovarsi davanti il locale chic che si aspettava, tutti gli altri riusciranno ad apprezzare il calore, quello di una cena con sconosciuti che prende tutta l’aria di una cena casalinga tra amici intimi, così come il calore del signor Tonino, il proprietario, che non disdegna di raccontare minuziosamente il modo in cui sceglie i suoi cibi, facendo compagnia agli avventori, in modo sempre discreto ma piacevole.

Angela Leucci

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Condotta sottomarina per il depuratore di Otranto

Il depuratore di Otranto avrà la condotta sottomarina che permetterà di risolvere gli annosi problemi di sovraccarico estivo. Una soluzione di cui si è discusso molto, alternativa allo spostamento dell’intero complesso del depuratore. Il Sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, commentando la positiva riunione della Conferenza di servizi dello scorso 10 gennaio presso la Regione Puglia, aveva auspicato che il tutto si risolvesse in tempi brevi. Oggi, dopo pochi giorni Arriva la delibera che stanzia i fondi necessari. Commentando l’approvazione da parte della Giunta regionale della delibera che autorizza la prosecuzione delle attività per la realizzazione della condotta sottomarina ad Otranto per lo smaltimento dei reflui, l’assessore alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati, ha detto:

“Questa delibera, redatta in collaborazione con l’assessore al Bilancio, Michele Pelillo,riconosce la natura prioritaria del finanziamento da € 3.600.000,00 (fondi PO FESR 2007 – 2013) e consentirà l’avvio dei lavori per la condotta di Otranto verosimilmente entro il prossimo settembre”. Il depuratore, attualmente, scarica in falda procurando non pochi problemi di natura ambientale, ed è per questo che lo scarico a mare è diventata una priorità. Il progetto preliminare della nuova condotta è pronto e la provincia di Lecce ha già espresso il parere di VIA . “Nel pieno rispetto dell’impegno preso nel corso dell’incontro tecnico con gli amministratori del Comune di Otranto – ha dichiarato Amati – “la Giunta regionale ha dichiarato che è interesse prioritario della Regione Puglia la realizzazione di condotte sottomarine per lo scarico dei reflui volte a determinare la cessazione dello scarico degli stessi nel sottosuolo e che la stessa dichiarazione costituisce atto di indirizzo per la definizione dei criteri di formazione della graduatoria di ammissione dei progetti meritevoli di finanziamento mediante risorse PO FESR 2007-2013. Questo ci permetterà – ha concluso – di decretare il finanziamento in tempi brevissimi e di sottoscrivere un disciplinare con l’Acquedotto pugliese, che potrà così bandire la gara ed avviare i lavori entro il prossimo autunno”.

Insomma, gli annosi problemi potranno essere così risolti ed in questo modo, ha spiegato il Sindaco di Otranto Luciano Cariddi- “si potrà anche risolvere il problema del depuratore consortile di Uggiano, convogliandolo in quello di Otranto”. Insomma, una soluzione che dovrebbe risolvere l’inquinamento della falda acquifera e –nello stesso tempo- quello del paventato, ma scongiurato, scarico delle acque del depuratore di Uggiano presso Porto Badisco.

Elio Paiano

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Uggiano la Chiesa: Un incontro per gli aspiranti difensori dell’ordine

Diventare un tutore dell’ordine: ecco quali possibilità in una serie di incontri pubblici. Entrare nelle forze dell’ordine rappresenta, a tutt’oggi, soprattutto nel Sud Italia, uno sbocco lavorativo non indifferente e che fa gola a molti ragazzi, anche in virtù del fatto che il mestiere rappresenta uno dei soli “posti fissi” anche per chi non ha avuto un’istruzione superiore. Uno dei principali scogli all’entrata nelle forze dell’ordine, tuttavia, è quello dei test d’ingresso, così l’amministrazione comunale di Uggiano la Chiesa ha deciso di organizzare una serie di incontri, volti a informare i ragazzi interessati sulle possibilità concorsuali. Il primo di questo incontri, dal titolo “I giovani e le forze armate” si tiene presso la biblioteca comunale “Antonio De Viti De Marco” di Casamassella, sabato 22 gennaio 2011, alle ore 18.30: interverranno un gruppo di rappresentanti dell’Esercito Italiano e dei Carabinieri, oltre che il senatore Rosario Giorgio Costa. In questo modo, tutti i ragazzi potranno sapere di più su quello che potenzialmente li attende: l’informazione è spesso scarsa per quanto riguarda l’attività delle forze dell’ordine, tanto che, per lo più, quello che si conosce nell’immaginario collettivo sono pregiudizi che tendono a una visione squilibrata o totalmente positiva o totalmente negativa dell’impegno che coinvolge i tutori dell’ordine in Italia ma anche all’estero. Così l’incontro assume i contorni di una scelta più consapevole anche delle possibilità di entrata che sono riservate ai giovani.

Angela Leucci

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A Palmariggi la banda larga di Vodafone

Arriva anche a Palmariggi, in questi giorni, la banda larga di Vodafone. Il traguardo rientra in un progetto “1000 Comuni”, che si propone di vincere la sfida di giungere in mille comuni, uno al giorno, per i prossimi tre anni. Stavolta è toccata a Palmariggi, piccolo comune con poco più di millecinquecento abitanti, in cui però esiste una buona attenzione pubblica verso le nuove tecnologie: in piazza esisteva già da tempo, infatti, il wi-fi comunale, come in molti paesi del circondario, per cui basta inviare un sms all’azienda che ha la convenzione con il comune per ottenere un user e un password da utilizzare per accedere a internet con il portatile o lo smartphone, comodamente dalla piazza del Palmariggi. Quello di “1000 Comuni”, invece, è un progetto che mira soprattutto alla diffusione privata di internet: sono tante le famiglie che, ancora, soprattutto nel Sud Italia (per non parlare del Salento, in cui permangono ancora sacche di zone non coperte dal segnale del cellulare o del wi-fi) non fruiscono di questo metodo veloce e pratico di comunicazione, forse anche in mancanza di una corretta e diffusa a tappeto alfabetizzazione informatica. Ma, forse, una soluzione sarebbe già far capire alle persone come internet può esserci d’aiuto nella vita di tutti i giorni: a Scorrano ad esempio, comune che rientra nel succitato progetto di wi-fi gratuito con l’azienda Cliocom per i comuni, internet viene utilizzato per mettere in contatto gli indigeni con i propri parenti emigrati all’estero, un esempio virtuoso su come la rete può diventare interessante a molti che siano anche un po’ in là con gli anni.

Angela Leucci

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“Diciannove e settantadue”, in un film salentino la storia di Mennea

Maglie, Otranto e alcuni altri centri del barese, tra cui la stessa Bari e Barletta, città d’origine del protagonista in questione. Saranno queste alcune delle location che interesseranno “Diciannove e settantadue”, il secondo film programmato dalla casa di produzione cinematografica magliese Sharon Cinema diretta da Rita Surdo, dopo “Mozzarella stories”, il lungometraggio con Luca Zingaretti e Luisa Ranieri, la cui postproduzione è quasi alla fine. “Diciannove e settantadue”, come si può immaginare, è una docufiction ispirata alla storia del primatista Pietro Mennea, atleta di origine pugliese. Si tratta di un film che parlerà di sport, di atletica leggera, ma anche del grandissimo profilo umano del corridore, diviso anche tra cultura e impegno civile. “Diciannove e settantadue” si inserisce in un preciso filone che parte dal Salento e per il Salento, al fine di valorizzare il nostro patrimonio naturale e paesaggistico, attraverso il cinema, una tendenza che sta andando via via consolidandosi negli anni: per questo la Sharon Cinema mira a creare i presupposti per una piccola industria cinematografica anche nel Salento, per creare un nuovo sbocco economico e lavorativo per i nostri figli e magari i figli dei nostri figli. Le riprese di “Diciannove e settantadue” dovrebbero iniziare indicativamente a primavera, fermo restando alle dichiarazioni rese durante l’ultima conferenza stampa tenuta dalla casa di produzione. Che si avvale, tra l’altro, di un produttore di lunga fama, il romano Roberto Bessi. Tra i film in cantiere c’è anche “Amori elementari”, che racconterà dei primi amori epistolari nati tra i banchi di una scuola elementare.

Angela Leucci

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CARMELO BENE, UNO DI VOI?

Qualche giorno fa, passeggiando da buon turista “destagionalizzato” nel deserto meridiano delle deserte strade della vecchia Otranto, mi salta agli occhi una novità nell’arredo urbano: una enigmatica scritta. Con bella mano a bomboletta spray, in un bel nero denso, qualche segreto poeta ha creato un interessante slogan: CARMELO BENE UNO DI NOI. “Che voleva dire l’anonimo autore?” mi sono chiesto. Che cosa ne direbbero i miei amici e conoscenti idruntini?

Il fatto è che se dovessi dire io, che da dieci anni passo l’ultimo dell’anno a Otranto, che un po’ conosco Bene e la sua opera, non saprei proprio che cosa immaginare.

Provo a pensarci e mi dico: forse per quel misto di disprezzo e di sarcasmo con cui Carmelo Bene si è rivolto a tutti, specie agli otrantini? Per il carattere roboante e antico del suo teatro e le contraddizioni della sua figura pubblica? Per la volontaria assenza di eredi ideali o sodali continuatori (ma solo sciacalli sul cadavere SIAE, disposti a tutto affinchè NON si possa vedere, amare, studiare, capire Carmelo Bene)?

Non mi importa qui chi ha fatto la bella scritta, ma chiedo piuttosto a tutti gli otrantini in ascolto, giovani e vecchi: per favore, me la potete spiegare? Potete dirmi se siete d’accordo o no? Se sì, che cosa rende Carmelo Bene uno di “voi”? Se no, in che cosa, perché? In che modo infine Carmelo Bene potrebbe costituire una ipotetica qualità della “identità idruntina”, di cui spesso sento parlare.

Ditemi voi, io non so. Quello che so è che sarebbe di sicuro una buona occasione per tratteggiare una “identità” di Otranto, anzi degli otrantini d’oggi, misurandosi con figure recenti piuttosto che con vicende remote ed eroi antichi. Ma anche di più: Carmelo Bene è di certo figura rilevante e riconosciuta, ma anche discussa e contraddittoria, il che rende difficile una integrale identificazione, si rendono necessari qualche precisazione e diversi distinguo, bisognerà almeno ammettere una idea articolata di “identità”.

Io cerco solo di capire. Vi andrebbe, per favore, di darmi una mano?

Renato Grilli

[email protected]

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Avvio dei lavori al Parco rionale in zona “Fanghi”. Il vicesindaco Vetruccio: “un altro anno e mezzo per dedicarci a piccoli interventi di riqualificazione”.

L’avvio dei lavori di riqualificazione di un piccolo lotto di terreno comunale tra l’area cimiteriale e il Rione Fanghi è stato lo spunto per contattare telefonicamente il vicesindaco di Otranto Francesco Vetruccio e per incontrare lo stesso Sindaco Luciano Cariddi, proprio nell’area dei cantieri di quello che sarà il Parco rionale “Fanghi”. La piccola area posta tra i caseggiati, a pochi metri dall’ area cimiteriale e della viabilità per Uggiano diventerà presto un parco con aiuole, verde, una zona a parcheggio. Grazie alla riqualificazione del campo di calcetto e del campo di bocce già esistenti, diverrà una zona ricreativa a pochi metri dal centro urbano. I lavoro, iniziati ieri mattina consentiranno entro la prossima primavera, di vedere i risultati di un intervento che gli abitanti del rione aspettavano da anni, come il signor Luciano Esposito che ha speso tante energie per questo risultato. “L’area era da tempo abbandonata a sé stessa- ci ha detto Luciano Esposito- e ringrazio l’amministrazione che, dopo un primo intervento di ripulitura dal materiale di risulta e rifiuti vari in pieno agosto, ha finalmente avviato i lavori per i quali mi sono battuto tanto”. Pochi minuti prima di incontrare Esposito presso il cantiere, avevamo contattato telefonicamente il Vicesindaco Francesco Vetruccio per conoscere alcuni dettagli “tecnici”: “ Ieri c’è stato l’avvio dei lavori e questa mattina ho già fatto un sopralluogo al cantiere”- ha esordito Vetruccio- “l’ appalto è stato assegnato circa dieci giorni fa ad una ditta locale e i lavori consentiranno il recupero di una zona comunale da troppo tempo abbandonata”. Poi ci mette a conoscenza di alcuni dettagli di spesa: “Avevamo destinato una somma intorno ai 30-40mila euro di fondi propri, accantonati per un Piano di riqualificazione urbana della stazione e la via Alimini. Grazie al co-finanziamento con il Prusst (Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio promossi dal Ministero dei lavori pubblici ) avremmo potuto gestire per quell’intervento un finanziamento di 250mila euro complessivi. Queste risorse erano però ferme da lungo tempo, come del resto sono fermi i Programmi ministeriali. E in attesa della prossima tornata di finanziamenti abbiamo così svincolato queste somme per investirli nella riqualifica del Parco del Rione Fanghi. Nn appena il Ministero si muoverà puntiamo nuovamente a riqualificare la zona di Alimini”. Oltre alla riqualificazione del campo di calcetto, che avrà una nuova copertura in rete, nuove porte e un nuovo fondo di gioco, ci saranno aree a verde e la piantumazione di essenze sempreverdi, in modo da creare un parco pubblico intervallato da camminamenti, marciapiedi, panchine, illuminazione e arredo urbano. Ci sarà anche lo spazio per una dozzina di posti auto sul lato della strada e il traffico in entrata e in uscita verrà gestito tramite pass magnetici e tornelli a scomparsa. Questo ci fa pensare che il traffico veicolare, che specie in estate rende invivibile il quartiere, caratterizzato da appartamenti e villette a due piani con l’ingresso a pochi metri dalla strada, verrà interdetto ai non residenti, per garantire la giusta tranquillità ai cittadini. Prima di chiudere il telefono, il vicesindaco Vetruccio ci anticipa: “Ci prendiamo l’ultimo anno e mezzo di mandato per vedere le piccole criticità del paese: le aree periferiche più degradate e alcune zone del centro urbano poco curate avranno dei piccoli interventi, come quello che andremo a fare a breve a Borgomonte, dove abbiamo già appaltato i lavori per riqualificare la scala con basoli in pietra viva, corrimano, lampade e un arredo urbano dedicato a quei luoghi storici”. Durante la visita al cantiere in compagnia del signor Esposito, ci ha raggiunti anche il Sindaco Luciano Cariddi, giunto per mettere a punto dei piccoli dettagli con uno dei responsabili del cantiere. La sua presenza è diventata il fulcro di un incontro a cui ha preso parte anche il collega Elio Paiano che vive in questa zona, insieme ad altri abitanti del quartiere. La cura per i dettagli del Sindaco è ammirevole. Ha persino premura di suggerire che la parte superiore del campo venga coperta con la rete affinché i ragazzi non perdano il pallone. Dopo alcune battute con noi, ci riserva alcune anticipazioni: “Terminati i lavori di collegamento tra via Antonio Primaldo e il prolungamento di via Catona, ci occuperemo di ridurre i marciapiedi di via Primaldo a meno della metà, ripiantumare il viale con alberi sempreverdi e di realizzare i parcheggi per i residenti a filo del marciapiede”. Un intervento che darà una nuova faccia all’ingresso sud della nostra città, maggiore sicurezza per il traffico e una nuova immagine di una delle più trafficate arterie cittadine.

Salvo Sammartino

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Un film per Palmariggi, senza arte né parte

È in fase di postproduzione “Senza arte né parte”, il nuovo film di Giovanni Albanese, regista celebre per il pluripremiato “Aaa Achille”. “Senza arte né parte” è stato girato quasi interamente a Palmariggi. Con delle piccole incursioni presso una fabbrica di pasta della provincia, la stessa in cui è stato girato anche “Mine vaganti”. Il film di Albanese si avvale di un cast davvero d’eccezione, composto, tra gli altri da Vincenzo Salemme, Giuseppe Battiston e Donatella Finocchiaro. Albanese, ormai dallo scorso ottobre anche cittadino onorario di Palmariggi, che ha voluto eleggere a sua seconda dimora, ha voluto raccontare una storia di povertà che segue la cosiddetta “arte di arrangiarsi”, cioè di fare del proprio stato di senza lavoro un business senza precedenti. Tutto parte da un pastificio che aspira ad automatizzarsi, in cui gli operai vengono messi in cassintegrazione in attesa di licenziamento: due di loro, durante un lavoro nero di comodo scopriranno un’eredità di arte moderna, che riprodurranno in alcuni falsi, che permetteranno loro si risalire la china. Il film si inserisce in quella che ormai sta diventando una tradizione, quella di girare film (come “Melissa P.”, “Mine vaganti”, “Liberate i pesci”, “L’anima gemella”, “Il grande sogno”, solo per citarne alcuni), ma anche fiction (come “Il giudice Mastrangelo” oppure “Mogli a pezzi”). In questo modo, il Salento sta trovando una nuova vocazione, anche grazie alle potenzialità professionali del territorio: in precedenti interviste, il regista Albanese ha spesso affermato che esiste una buona professionalità tra i tecnici cinematografici autoctoni, con i quali ha lavorato. Quindi attendiamo trepidanti l’uscita del film, che si annuncia ricco di sorprese, sperando che Albanese o altri tornino a girare qui, anche in forza della proverbiale cortesia salentina che ci fa amare da tutto il mondo.

Angela Leucci

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A nudo la storia di Palmariggi

I lavori di restauro del centro storico di Palmariggi e del castello Aragonese stanno rivelando una gran parte della storia del paese. Le prime scoperte relative a questa storia saranno raccontate all’interno di un incontro pubblico, che si terrà indicativamente il mese prossimo. All’incontro interverranno i tecnici che hanno predisposto ed eseguito i lavori. Il restyling di Palmariggi terminerà probabilmente quest’estate, i lavori sono ripresi ora dopo la pausa natalizia. Per il basolato del centro storico sono stati stanziati 795mila euro, ottenuti tramite finanziamento dell’Area Vasta Sud Salento: i basoli sono in pietra di Soleto e i lavori seguono le antiche tecniche salentine. Ricompaiono intanto le antiche mura di Palmariggi, alcuni saggi del fossato originario, molti manufatti antichi. Il castello è stato affidato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, anche perché sembra fondamentale in questo momento riportarlo agli antichi splendori, dopo la demolizione operata senza criterio negli anni ’50. Si tratta di un momento importante per Palmariggi, non solo per aver ottenuto il finanziamento che consentirà ai cittadini di avere un comune molto più bello, e anche più simile allo splendore del passato, il che consente di ritrovare le proprie radici, in un momento in cui è importante investire nel turismo, soprattutto per la vicinanza di Palmariggi con Otranto. Entrambe, a questo punto, non solo cittadine suggestive per differenti motivi, ma anche ricchissime di storia.

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