Archive | Marzo, 2011

Il sogno “proibito” di Jacopo: “Wippare alla grande come Ryan Villopoto”

Occhio alla data: 16 maggio 1997. Sì, Jacopo Schito corre forte per la sua età. Anche nei sogni: diventare come Ryan Villopoto, “wippare alla grande” come il campione della Suzuki.

Passione precoce. Il giorno del suo quarto compleanno il padre gli regala la prima moto, una Husky Boy di 50 cc. monomarcia e subito dimostra le potenzialità straordinarie di cui è dotato.

Ma è nel febbraio del 2003, con la seconda moto, una Ktm 50 cc, che il gioco si trasforma in passione e, appoggiato da papà Andrea, inizia a frequentare tutte le piste salentine

Nel 2004 il piccolo Jacopo riceve in dono una Kawasaki 65 cc. a 6 marce e in lui cresce la voglia di competere, così nel maggio 2005 affronta la sua prima gara ad Alezio (Le). Era il campionato regionale di motocross: come andò? La madre Germana ricorda l’evento come un vero disastro: “I piloti concorrenti lo travolsero, ma comunque riuscì a terminare la gara”.

Ma, si sa,I veri sportivi non demordono. E, complici i genitori, Jacopo nel 2006 diviene campione regionale di minicross, nella categoria cadetti. Inizia un’escalation impressionante che nel 2010 porta il giovane Schito al titolo di campione Internazionale d’Italia Supercross Junior e alla proclamazione di pilota di interesse nazionale, per la Federazione motociclistica italiana.

“Jacopo è un tredicenne che deve conciliare studio e allenamento, ottiene ottimi risultati a scuola e poche assenze, grazie al nostro aiuto”- dice mamma Germana, mentre il padre svela i retroscena del successo: -“Quasi ogni fine settimana saliamo a bordo del Van, per raggiungere le competizioni. Superiamo i 75000 Km di percorrenza all’anno ma, d’ora in poi, avremo mezzi e supporto tecnico grazie agli sponsor arrivati con i risultati e la Cross Line, il team mantovano dal quale Jacopo è stato ingaggiato”.

Non ci sono solo bei momenti in questa famiglia particolare, ma anche attimi di preoccupazione dovuti al grave infortunio che il piccolo campione ha subito il 4 febbraio scorso, costatogli un intervento di ricostruzione maxillo-facciale di 3 ore. Fortunatamente Jacopo ha tempi di recupero record ed è già tornato in pista ad allenarsi per il campionato del 2011.

Jenny De Cicco

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Maglie città d’arte, il Comune ci crede e ci prova: a buon diritto

Il Comune di Maglie ha inoltrato la richiesta perché la città sia insignita della nomina a città d’arte. Si tratta di un preciso disegno politico dell’amministrazione, che da molti anni ormai investe sul marketing territoriale e si adopera perché Maglie si ponga come meta per il turismo dell’entroterra. Divenire città d’arte significherà infatti, per Maglie, essere inserita in un circuito particolare che permetterà ricadute economiche convenienti per tutti i settori della città. Che – anche se in maniera modesta e discreta – vanta un certo numero di beni culturali importanti, oltre a iniziative e a specificità enogastronomiche che costituiscono a tutti gli effetti la cultura di un luogo. Partiamo dai beni architettonici di un certo pregio, tra cui le quattro chiese barocche (chiesa della Presentazione del Signore, della Madonna delle Grazie, della Madonna Addolorata e della Madonna della Scala) e dal campanile del duomo, che si dice sia stato realizzato dall’artista Giuseppe Zimbalo o almeno dalle sue maestranze. L’architettura sacra, a Maglie, risulta infatti una componente fondamentale del patrimonio artistico cittadino, perché consente di stabilire la storia della cittadina, divenuta il centro commerciale più importante d’Italia quanto a rapporto tra gli esercizi commerciali e numero di abitanti. Come la chiesa di Sant’Antonio Abate, che potrebbe addirittura risalire al XIII secolo, anche se non ci sono dati certi a causa del “naufragio” documentario seguito nella diocesi idruntina dopo il massacro turco del 1480. Altri beni culturali di rilievo sono certamente i palazzi: uno su tutti Palazzo Capece, che ospita l’omonimo liceo ponendosi come centro culturale vivo per la città. Ai beni architettonici vanno aggiunti quelli più antichi, ovvero i menhir e il dolmen, che però andrebbe riportato all’antico splendore, nonché la necropoli di Rosemarine, che rappresenta il nucleo, di origine longobarda, più antico della città. In ambito culturale vanno ricordate poi la biblioteca “Francesco Piccinno”, tra le più antiche in Puglia essendo datata 1666, e il museo paletnologico “Decio de Lorentiis”. Senza dimenticare il patrimonio enogastronomico come l’olio, il vino e soprattutto il formaggio “tipo Maglie”, che proviene da una pecora autoctona la cui specie si sta cercando di proteggere. Infine, ultime ma non da ultime, le manifestazioni di promozione del territorio quali il Mercatino del Gusto, rassegna enogastronomica di bontà pugliesi promossa da Slow Food, “Chiari di Luna”, rassegna teatrale che porta sul territorio gli spettacoli migliori dell’intero Stivale, il festival organizzato dall’associazione Bud Powell “Maglie jazz festival” e “Corto Magliese”, rassegna sulla sicurezza stradale che ci ricorda quanto sia bello stare nel Salento, ma come sia altrettanto giusto prestare attenzione alle strade, non sempre perfette.

Angela Leucci


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Erosione costiera, stagione a rischio: sit-in di protesta per sensibilizzare la Regione

Sit-in di protesta il 26 marzo a Otranto: a metà mattinata, sulle spiagge di Frassanito, si sono ritrovati a manifestare Assobalneari, i giovani del Movimento Regione Salento e i proprietari degli stabilimenti.

Motivo, l’incertezza circa i fondi, circa 200mila, che spetterebbero agli enti locali per tamponare il fenomeno erosione, e in aggiunta anche le affermazioni dell’assessore regionale Fabiano Amati, il quale ha dichiarato non prioritario il problema. Questo nonostante la stagione turistica sia alle porte, e nonostante il comparto balneare muova grande investimenti anche nel Salento.

Il presidente di Assobalneari Salento, Mauro Della Valle, esprime così i suoi dubbi: “La situazione non si può risolvere con queste risorse irrisorie. Il settore balneare è vitale per il turismo, ed è inutile presentare alle fiere le nostre spiagge se poi queste ultime sono destinate a scomparire. Bisogna intervenire subito per scongiurare l’emergenza che va prospettandosi: tra le proposte di intervento ve ne sono alcune poco dispendiose e assolutamente reversibili: i sacchi di iuta pieni di materiale inerte ecocompatibile, per esempio”. Dello stesso parere i giovani del Movimento Regione Salento: “Bari si dimostra ancora una volta distante dal nostro territorio”, spiega Cristian Sturdà, il presidente. “Migliaia di posti di lavoro sono a rischio e la nostra economia è in serio pericolo”.

La situazione è grave e operatori, hotel e villaggi sono costretti a rifiutare le prenotazioni per i posti in spiaggia: “Purtroppo il fenomeno erosivo è naturale e poco si può fare, ma siamo certi che tentar qualche intervento non nuoce”, dicono infatti i proprietari degli stabilimenti intervenuti alla manifestazione. “Noi, almeno, ci speriamo”.

Jenny De Cicco


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Lavori in corso sulla provinciale Otranto-Santa Cesarea, il sindaco tranquillizza: “Sospesi prima dell’estate”

“La stagione estiva non è a rischio, i lavori che interessano la strada provinciale 363 saranno consegnati, almeno in parte, nei primi giorni di aprile”. Lapidario quanto ottimista, il sindaco di Santa Cesarea Terme, Daniele Cretì, rassicura tutti gli operatori turistici placando di fatto i malumori che cominciavano a circolare in questi giorni. Malumori del tutto giustificati, se si pensa che la litoranea interessata dai lavori in corso è l’unica strada praticabile che unisce la cittadella termale ad Otranto e Porto Badisco.

“La provinciale 363 – chiarisce il sindaco – manifesta dei seri problemi di sicurezza lungo alcuni tratti. Non appena ci è pervenuta l’ordinanza di chiusura della litoranea da parte della Provincia, ci siamo subito mobilitati e abbiamo concordato con il presidente Gabellone e con l’ufficio tecnico del Comune l’avvio imminente dei lavori di risanamento e la successiva sospensione degli stessi prima della stagione estiva”.

Entro il dieci aprile, dunque, i cartelli stradali indicativi dei lavori in corso dovrebbero essere rimossi, permettendo così la parziale praticabilità (a senso alternato) dell’intero tratto Santa Cesarea-Porto Badisco, perché i lavori di risanamento riprenderanno in autunno. Restituendo a residenti e turisti la possibilità di godere della bellezza di quel tratto stradale.

Cristian Rizzo

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Due serate a Poggiardo sulle orme delle Orme. E del rock progressivo anni Settanta

Era il 1974. Il pubblico salentino, un po’ incuriosito e un po’ stranito, ascoltò per la prima volta un genere musicale nuovo che veniva chiamato “rock progressivo”. Era quello delle Orme, il gruppo che insieme alla Premiata Forneria Marconi e al Banco del Mutuo Soccorso formava una sorta di “triade” del prog italiano.

Da allora la band veneziana è tornata più volte nel Salento, terra che considera una seconda casa: “Salento amore mio, terra baciata da Dio”: con queste parole Michi Dei Rossi, storico batterista delle Orme, ha salutato il pubblico che il 25 e il 26 marzo si è radunato al teatro Illiria di Poggiardo per le due tappe leccesi del tour 2011. La band ha presentato il nuovo album, “La via della seta” e ha suonato i brani più cari ai fan: “Gioco di Bimba”, “Sguardo Verso il Cielo”, “Cemento Armato”, “Felona e Sorona2. Le sonorità degli anni Settanta si sono evolute, senza dimenticare lo spirito della tradizione prog. Un genere, d’altronde, cui è congenita la costante sperimentazione e che dunque, per certi versi, si contestualizza nei tempi in cui vive e respira. Ha contribuito alle continue ricerche anche la storia travagliata della band, oggi guidata dallo storico batterista Michi dei Rossi, unico componente del nucleo originale. Con il tastierista Michele Bon, nelle Orme dalla fine degli anni Ottanta, voltata la pagina “Aldo Tagliapietra”, alla voce è subentrata dal 2010 un’altra pietra miliare del prog, Jimmy Spitaleri, ex dei Metamorfosi. Gli altri tre musicisti sono molto giovani ma sicuramente più che all’altezza delle Orme, sulla stessa lunghezza d’onda e in grado di eseguire un’opera d’arte qual è “La via della seta”.

Le Orme tornano ancora, come da tradizione prog, con un concept album; “Incontro dei Popoli”, “Verso Sud”, “Mondi che si Cercano”, “29457, L’Asteroide di Marco Polo” sono brani chiaramente emblematici del tema di “La via della seta”: la tolleranza, l’incontro delle genti che sin dai tempi antichi hanno trovato la loro giusta dimensione sulla Via della Seta, una metafora con cui l’uomo abbraccia differenti culture e religioni.

E quale brano poteva aprire il concerto in una tappa salentina se non “Verso Sud”: uno struggente assolo di chitarra dà l’attacco a una lunga introduzione strumentale. Senza dubbio i nuovi brani presentano strutture melodiche che rievocano il prog dei pezzi storici della band. Un concerto molto attraente e piacevole sia dal punto di vista sonoro che visivo: bellissimo e malinconico duetto di pianoforti in chiusura di “Verso Sud”, che dialogano in una intensa osmosi; i due musicisti restano soli sul palco per guadagnare il centro della scena. Piccole grandi perle si susseguono durante lo spettacolo: l’intermezzo strumentale del brano che dà il nome all’album richiama una sorta di marcia per la redenzione; i musicisti abbandonano uno per volta il palcoscenico fino a che non resta Michele Bon, solo, con il riff della sua tastiera che si ripete più volte. A concerto inoltrato Michi dei Rossi fa il suo assolo di batteria lasciando tutti con il fiato sospeso con le sue maestrie e la sua creatività; quando con le sue bacchette, spostandosi da tom e timpani, finge di suonare in aria, sembra di sentirla vibrare come le pelli della sua batteria.

Tra il pubblico giovani e meno giovani. I fan di sempre, i ventenni degli anni Settanta, non sembrano infastiditi dall’assenza della formazione storica: cantano, urlano, applaudono, rivivono la loro giovinezza. Alla domanda “Il prog è un genere di nicchia o un genere passato di moda?” Michi tiene a sottolineare che “Il prog è un genere colto”.

La mostra fotografica itinerante “Progressivamente 70”, allestita come una speciale scenografia, ha contribuito a compiere un viaggio nel mondo musicale degli anni Settanta con foto rare in bianco e nero di artisti del mondo prog internazionale, tra i quali i Genesis, Frank Zappa, Gentle Giant, Alan Sorrenti, Banco del Mutuo Soccorso, Franco Battiato, Jethro Tull, le stesse Orme e tanti altri.

Hanno aperto le due date poggiardesi i “Cemento Armato”, band locale nata dall’iniziativa di Claudio e Francesco Giannetta che ripercorrono, omaggiandoli, i brani del rock progressive degli anni Settanta, con arrangiamenti del tutto inediti e personali; come hanno fatto con il successo delle Orme “Sguardo verso il cielo”, presentata all’Illiria in chiave remix. Hanno suonato, inoltre, in apertura, “Le Ombre”, cover band salentina delle Orme.

Luana Campa


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“Da mille a una”, a Maglie le donne raccontano le donne della Storia

Si è conclusa con un grande successo di pubblico la manifestazione “Da mille a una”, organizzata dalla commissione provinciale per le Pari Opportunità presieduta da Maria Teresa Maglio, tenutasi a Maglie. La manifestazione era inserita in un ciclo di convegni che vuole celebrare le figure, sconosciute o per certi tratti dimenticate, delle donne importanti nella storia d’Italia, dall’Unità a oggi. Grandi emozioni ha suscitato in particolare il filmato realizzato da Elio Scarciglia e dedicato alla mazziniana Antonietta De Pace (quella che nascondeva i messaggi di Giuseppe Mazzini in seno o li ingoiava per servire la causa repubblicana, per capirci). Ma anche l’ode alla duchessa Francesca Capece, benefattrice magliese, letta da Adele Maruccio e accompagnata dal pianista jazz Francesco Negro (commentata dal dirigente scolastico del liceo ospitato nel palazzo che fu della Capece, Roberto Muci). Tra i presenti anche il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto che ha tenuto un breve intervento.

 

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Anche Uggiano La Chiesa e Casamassella hanno aderito alla campagna internazionale del WWF “60 minuti di buio per aiutare il mondo a vedere la luce”

Luci spente in tutto il mondo per dare un po’ di luce alla Terra. Giunta alla quinta edizione, la maratona del Wwf partita sabato scorso dalle Isole Chatham, in Nuova Zelanda, ha fatto tappa anche nel Salento. Tra i comuni protagonisti: Uggiano La Chiesa e Casamassella. In Italia erano le 7.54. Ma l’ora X è scattata per tutti alle ore 20.30 e, attraversando i fusi orari di sette continenti, ha spento le luci di 79 capitali e decine di metropoli. A chiudere la hola di buio e di speranza, alle 8.30 italiane del 27 marzo, l’isola di Raratonga, nell’arcipelago delle Isole Cook, oceano Pacifico. Si è osservato anche un minuto di silenzio per il Giappone, emblema, suo malgrado, della fragilità del nostro eco-sistema e della necessità di salvaguardarlo.

Partecipazione numerosa quest’anno in l’Italia: 240 Comuni coinvolti, l’iniziativa ha goduto di grande popolarità sui Social network. “Il Wwf – ha spiegato il suo presidente Stefano Leoni – ha deciso di mantenere vivo lo spirito dell’evento nonostante la tragedia in Giappone, il rischio nucleare e i combattimenti in corso nel Mediterraneo perché ‘l’Ora della Terra’ dà un messaggio di speranza, per un futuro sostenibile per il Pianeta”.

Anche l’amministrazione comunale di Uggiano La Chiesa si è resa partecipe dell’evento internazionale, nello spirito comunitario che contraddistingue la manifestazione: puntare alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e favorire un utilizzo corretto e appropriato delle fonti energetiche rinnovabili.

Dalle 20.30 alle 21.30 si sono così spente le luci delle piazze Umberto I e Vittorio Emanuele II di Uggiano e Casamassella, evento preceduto in mattinata da un incontro nella scuola media locale sui temi della sostenibilità ambientale tra i giovani studenti e il sindaco Salvatore Piconese.

Non solo Uggiano. Anche a Lecce ha raccolto l’invito e all’ora prestabilita è stata spenta l’illuminazione pubblica in piazza Sant’Oronzo, dove il Wwf Salento ha allestito uno stand informativo.

L’obiettivo di Earth Hour 2011 è coinvolgere Istituzioni, cittadini e aziende ad andare “Oltre l’ora” e avvicinare le persone a uno stile di vita più sano, per il Pianeta e per se stessi.

Quest’anno l’evento ha varcato i confini dei Paesi in via di sviluppo e dagli equilibri politici e sociali precari, come Iran, Palestina, Libano, Giamaica, Uganda, Swaziland, Tajikistan, Azerbaijan e Uzbekistan, Trinidad&Tobago, Lesotho e Ciad.

E’ stato il segretario generale dell’Onu a lanciare il conto alla rovescia finale: “In ogni angolo della Terra – ha detto Ban Ki-Moon – gli individui, le comunità, le imprese e i governi stanno realizzando nuove idee e tecnologie per creare un futuro comune sostenibile. Usiamo 60 minuti di buio per aiutare il mondo a vedere la luce”.

Jenny De Cicco

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Uggiano, scambio di accuse tra maggioranza e minoranza: a colpi di manifesti e di Facebook

A Uggiano una polemica nata in aula dopo il Consiglio comunale del 22 marzo scorso cresce e si sviluppa con manifesti e su Facebook, per una singolare sostituzione dei luoghi istituzionali con quelli virtuali dei social network. L’assise del 22 marzo scorso (sunto al link: http://www.otrantooggi.it/2011/03/23/uggiano-il-consiglio-lascia-invariate-le-aliquote-irpef-ed-ici-piccolo-rimpasto-di-deleghe-2/ ) si è infatti aperta con la consegna di tre interrogazioni del gruppo di minoranza “Progetto futuro” guidato da Maria Cristina Rizzo e Tonino Risolo. La prima riguarda la gestione della biblioteca comunale De Viti De Marco, “realizzata grazie ad un fondo Pis di 116mila euro”, si legge nell’interrogazione, e che sarebbe dovuta essere, anche attraverso borse di studio, “il volano e il fulcro di attività culturali nella comunità”. La seconda per chiedere al sindaco perché “non invita l’intero Consiglio comunale alle manifestazioni organizzate dal Comune e da terzi”. L’ultima per lamentare un 150enario “trascorso senza alcuna manifestazione, né iniziative per la cittadinanza”, accusare la “freddezza e distacco” del sindaco, cui sarebbe “mancato l’amore per la Patria e per le Istituzioni”, e chiedere notizie precise sulle spese per fiori, bandiere e addobbi. Il Consiglio ha quindi accolto le tre interrogazioni, e il sindaco si è detto pronto a dare risposta nella giusta sede istituzionale. Ma la minoranza ha immediatamente spostato la questione su Facebook, condividendo con il profilo di Otranto Oggi le tre interrogazioni e le due note firmate dal gruppo di opposizione: una per la mancata nomina della commissione Pari Opportunità, con il “tentativo del sindaco di nominare sette componenti esterni senza alcuna graduatoria per titoli”, ovvero uno “scippo” per “far nominare dalla sola maggioranza tutti i componenti”; episodio cui è seguito l’abbandono dell’aula, in segno di protesta, del gruppo di minoranza. L’altra interrogazione, invece, per lamentare l’“aumento dal 30 al 40 per cento” delle spese derivanti dalla nuova convenzione per il servizio di segreteria comunale con Muro, dopo altri accordi andati a monte. La replica sul social network non si è fatta attendere: oggi, sabato 26 marzo, il gruppo di maggioranza “Insieme per cambiare” ha pubblicato sulla questione un manifesto in cui il sindaco ha replicato di avere una maggioranza salda e solida, spiegando le dimissioni di Vincenzo Fanciullo e la nomina di Luca Leo e additando le lacerazioni della maggioranza. Nonché facendo un breve resoconto delle opere pubbliche in cantiere: 1milione e 300mila euro di fondi Pirp per la zona 167 e 600mila euro stanziati dal governo per completare la scuola elementare di Uggiano, senza contare il nuovo Piano delle opere pubbliche con prossimi lavori per il ripristino del manto stradale e lo sviluppo degli assi viari, un risparmio di 13mila euro grazie al servizio di prelievi sanguigni presso il centro polivalente di Uggiano, il futuro rilancio della Biblioteca e del servizio “Informagiovani”. Riferimenti inoltre all’ eredità problematica della rete pluviale e dei lavori in via Badisco e via Valle dell’Idro, e il richiamo alla denuncia della Commissione antimafia, con la minoranza difesa dal sindaco nonostante la contrapposizione ideologica. Chiudendo il tutto con un rimprovero per la “fuga” dal Consiglio della minoranza: un atto, dice il sindaco, irrispettoso di cittadini e istituzioni.

Salvo Sammartino

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Salento sostenibile: al via il primo EcoDay!

Salento d’amare, nelle parole come nei fatti.

E’ con questo spirito costruttivo che prenderà corpo in questo weekend la prima edizione del Salento EcoDay, manifestazione a tutela dell’ambiente nata dall’appello di alcuni giovani membri del movimento Repubblica Salentina e che ha raccolto in breve tempo numerose adesioni e consensi nella provincia di Lecce.

Nell’era della tecnologica totalizzante e degli smisurati sprechi energetici è più che mai importante rispolverare un rapporto diretto con Madre natura, da troppo tempo pericolosamente accantonato nel nome di un nuovo e accecante illuminismo di modernità piegato alle logiche della produzione industriale.

Valorizzare e rispettare l’ecosistema che ci ospita non dovrà più considerarsi in futuro come una mera indicazione generica. I drammatici eventi naturali (per i quali non è possibile conoscere con certezza quanto abbia inciso l’opera dell’uomo) ai quali negli ultimi tempi siamo stati costretti ad assistere dovrebbero esserci da monito per riattivare in ognuno di noi una più spiccata coscienza ambientalista.

Muovendo piccoli passi si possono così ottenere importanti risultati, grazie soprattutto all’impegno di chi vuole contribuire direttamente a preservare la bellezza del nostro territorio, purtroppo spesso vittima dell’incuria.

Una due giorni, quella di sabato 26 e domenica 27 marzo, all’insegna della civiltà ambientale: un’azione volontaria di pulizia del Salento che si preannuncia già come un successo.

Nei giorni in questione, numerosi gruppi di persone (circa mille in tutto), coadiuvati dalla compartecipazione di diversi enti locali, contribuiranno a ripulire il territorio in differenti location. Dalle spiagge alle pinete, dalle periferie ai centri urbani, ogni piccolo gesto sarà utile per promuovere una grande ed importante causa: sensibilizzare i cittadini verso una più consapevole tutela dell’ambiente e della salute umana.

L’evento, patrocinato tra l’altro dalla Provincia di Lecce, si svolgerà in 27 aree diverse sparse in tutta la provincia. Scuole, associazioni, comuni, aziende e gruppi di volontari saranno tutti uniti e pronti a sporcarsi le mani per amore del proprio territorio, d’amare ma soprattutto da rispettare.

Andrea Ambrosino

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Lsu, la solidarietà del Consiglio comunale di Uggiano: “Una battaglia che interessa tutti”

Nella serata del 22 marzo scorso, presso l’aula consiliare di Uggiano la Chiesa, durante un movimentato Consiglio comunale (http://www.otrantooggi.it/2011/03/23/uggiano-il-consiglio-lascia-invariate-le-aliquote-irpef-ed-ici-piccolo-rimpasto-di-deleghe-2/ ), è stata votata una delibera che ha colto la sollecitazione di 135mila 500 lavoratori ex Lsu/Ata, in agitazione da settimane contro i tagli del governo. In sostanza, il Consiglio comunale ha deciso, seppure con i soli voti della maggioranza ( l’opposizione aveva scelto di abbandonare l’aula in forma di protesta, ma non per questo ordine del giorno) di sollecitare i ministri del Lavoro Sacconi, dell’ Economia Tremonti e dell’Istruzione Gelmini a risolvere lo stato di precarietà di una intera categoria di lavoratori del Mezzogiorno che dal prossimo luglio rischiano di rimanere senza occupazione a causa dei già annunciati tagli alle 4mila scuole d’ Italia. Inoltre, su proposta dell’ assessore alle Politiche sociali, Tonino Nicolazzo, si sensibilizzeranno anche tutti i parlamentari e senatori della provincia di Lecce di ogni schieramento, inviando loro una copia della delibera, ad avvicinarsi alla questione e a cercare rapide soluzioni. Parliamo delle istanze di 1200 operai leccesi, tra i quali anche due cittadini di Uggiano che non percepiscono stipendio dalla fine del 2010: «Mandiamo un messaggio di solidarietà alle famiglie dei lavoratori che da più settimane sono in mobilitazione per garantirsi un futuro dignitoso”, ha spiega il sindaco di Uggiano Salvatore Piconese al termine dei lavori del Consiglio comunale e in attesa di affrontare una seduta di giunta. “Il Comune di Uggiano sostiene così la loro lotta presso le istituzioni competenti estendendo l’ invito all’ intera compagine parlamentare salentina. La scelta di portare la questione sociale e umana di 13.500 lavoratori in Consiglio comunale è un segno di civiltà politica”, conclude il sindaco di Uggiano, che invita gli altri sindaci a fare lo stesso “poiché il futuro di questi lavoratori investe direttamente le comunità in cui essi vivono e risiedono”. Dopo la delibera, approvata senza la minoranza che aveva già lasciato l’ aula, come si diceva in apertura, il sindaco Piconese si è detto rammaricato di non aver avuto una maggioranza piena per un argomento che avrebbe a suo dire incontrato anche la sensibilità della controparte politica.

Salvo Sammartino

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Cellina di Nardò, un tesoro anche in pasticceria: convegno sugli oli extravergini venerdì a Ugento

Quando si arriva in Salento, ci si sente letteralmente rapiti dall’infinita distesa di ulivi che s’incontrano, tra le cui fronde s’incontra la più importante ricchezza della nostra terra: le olive. Una delle specie autoctone è la Cellina di Nardò, a dispetto del nome non diffusa solo nel Neretino, ma in tutta la Puglia. Le caratteristiche di questo particolare tipo di frutto sono il gusto rustico, la notevole resistenza alle malattie, la drupa piccola e scura, utilizzata non solo per l’estrazione degli olii, ma anche come prodotto da tavola.

E la valorizzazione della Cellina di Nardò è proprio il tema del convegno che si terrà a Ugento il prossimo 25 marzo presso il Museo di Archeologia in via della Zecca, nell’ambito della manifestazione [email protected] (in programma fino al 27 marzo 2011 nel centro storico), organizzata con l’obiettivo di promuovere il territorio attraverso l’olio extravergine d’oliva, uno dei prodotti agricoli più importanti della realtà socio-economica salentina: durante la tre giorni, infatti, sono previsti spazi culturali e di confronto, mostre, visite guidate, esposizioni fotografiche e degustazioni gratuite.

Il convegno è organizzato da Unaprol in collaborazione con Coopolio Salento e Coldiretti Lecce, e vedrà relatori Ranieri Filo della Torre e Massimo Gargano, rispettivamente direttore e presidente di Unaprol; Gianluca Nardone, direttore di D.A.Re Puglia, Pantaleo Piccinno, presidente di Coldiretti Lecce, Antonio Torretti, cooperativa “Nuova Generazione”. Saranno presenti anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno, l’assessore provinciale all’Agricoltura Francesco Pacella, la senatrice Colomba Mongiello membro della Commissione Agricoltura del Senato, e l’onorevole Raffaele Baldassarre, parlamentare europeo salentino.

Nel corso della manifestazione verrà anche presentato un brevetto per l’utilizzo della Cellina anche in pasticceria, il tutto grazie a un’invenzione dello chef salentino Andrea Serravezza e del maitre Massimo Gaetani, che spiegheranno la novità con l’ausilio dell’Associazione pasticcieri salentini e dell’ “Olivotto”, appunto.

L’evento è organizzato e realizzato dal centro di educazione ambientale “Posidonia” di Ugento col supporto tecnico di Coldiretti e O.L.E.A. Patrocinani di Regione Puglia e Provincia di Lecce, Comune di Ugento, Camera di Commercio di Lecce, Multilab, Confartigianato Lecce, DOP Terra D’Otranto, GAL Capo di Leuca, Apt di Lecce, Parco “Litorale di Ugento”, IIS Filippo Bottazzi, Città salentine dell’Olio quali Alessano, Caprarica di Lecce, Lizzanello, Martano, Melendugno, Otranto, Presicce, Sannicola e Uggiano la Chiesa. Durante l’evento si terrà anche “L’oro d’Italia 2011”, concorso degli oli extravergini di oliva italiani di eccellenza, e la Fiera Expo Oil.

Jenny De Cicco


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Otranto, scontro tra un centauro leccese e una mandria di pecore: tragedia sfiorata

Tragedia sfiorata ad Otranto, sull’ingresso del viadotto Minerva, dove un centauro si è ferito gravemente dopo lo scontro con una mandria di pecore. È successo stamattina alle 10.30 circa, quando un giovane motociclista di Lecce, in sella ad una potente Suzuki GS da strada, dopo aver imboccato la curva che porta verso il viadotto in direzione di Otranto si è scontrato con una mandria di pecore intente ad attraversare il ponte. Il ragazzo, un trentenne, non si è accorto dei segnali disperati che i pastori gli facevano per chiedergli di rallentare, ed è piombato addosso alla mandria uccidendo quattro capi di bestiame e cadendo a terra. Le sue condizioni non destano preoccupazioni, ma l’incidente avrebbe potuto essere molto più grave. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Otranto, la Polizia di frontiera e i sanitari del 118; la Asl ha provveduto anche ad effettuare il recupero e lo smaltimento dei capi di bestiame morti nello scontro. Da registrare anche le lamentele dei pastori circa la chiusura degli antichi tratturi, che permetterebbero l’attraversamento del tratto di strada senza passare dal viadotto. Insomma, da una parte le innumerevoli motociclette che attraversano la litoranea, spesso a velocità sostenuta, e dall’altro la pericolosità delle attività agricole e pastorali che necessitano di attraversamenti lenti e sicuri per trattori, mandrie e mezzi agricoli. Per questa volta, a differenza di tanti altri casi, le conseguenze non sono state tragiche, ma il pericolo persiste e aumenta con l’avvicinarsi della stagione estiva.

Elio Paiano

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