Archive | Marzo, 2011

Gli ex LSU continuano la loro protesta: domani vertice con i sindacati al liceo Moro di Maglie

Si tiene domani alle 17 presso l’aula magna del liceo pedagogico “Aldo Moro” di Maglie la riunione degli ex Lavoratori Socialmente Utili con i sindacati: gli ex LSU sono impegnati negli ultimi mesi in una protesta che li ha portati nel presidio posto sul marciapiede antistante l’istituto scolastico, con manifestazioni, incatenamento e dialoghi con tanti politici di ogni colore partitico e di qualunque livello, tra cui il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto.

Ma perché protestano? I lavoratori in questione fanno parte appunto della categoria ex LSU, impiegata in gran parte nelle pulizie delle scuole: si tratta di 110 lavoratori impiegati a Maglie, 1200 in tutta la provincia di Lecce e 13.600 in tutta Italia. 13.600, non 26mila come si dice a volte, perché significherebbe comprendere i lavoratori degli appalti storici, categorie protette dalle leggi sul lavoro che però non sono coinvolte nei loro disagi. E tra questi disagi il principale è il precariato, cui sono esposti da ben 16 anni nonostante questi lavoratori abbiano un contratto a tempo indeterminato, che però dal prossimo giugno potrebbe prevedere il licenziamento e la riassunzione a settembre. Tra i manifestanti di Maglie, tuttavia, ce ne sono alcuni che protestano anche per altre ragioni: sono quelli che dipendono dalla ditta Intini, che da fine anno non eroga gli stipendi nei tempi e nelle quantità previsti. Con molto ritardo, infatti, è stato loro corrisposto lo stipendio di dicembre, e a quanto pare in questi giorni anche quello di gennaio. La ditta, da parte sua, afferma di non aver ricevuto gli stanziamenti necessari. La situazione risulta abbastanza grave: alcuni di loro hanno o hanno avuto anche problemi nella vita quotidiana, come comprare il pane o il latte. A questo si aggiunga che alcuni hanno contratto un mutuo sulla casa grazie al contratto a tempo indeterminato, ma ora si ritrovano in notevoli difficoltà con i pagamenti. Quale sarà il loro futuro?

Angela Leucci


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Le donne del Risorgimento: un incontro a Maglie

“Da mille a una”. Si intitola così il primo incontro del ciclo organizzato e promosso dalla commissione provinciale per le Pari Opportunità di Maglie presieduta dalla psicologa Maria Teresa Maglio. L’evento si inserisce nelle celebrazioni dedicate all’Unità d’Italia, con un’attenzione particolare al ruolo delle donne nel Risorgimento: una su tutte Antonietta De Pace, la gallipolina che metteva a repentaglio la propria reputazione pur di servire la causa. Una donna d’altri tempi, devota a un ideale, che tuttavia da questo non trasse la notorietà che fu attribuita a uomini, in gran parte settentrionali, protagonisti dei moti risorgimentali. Questo il programma: alle 18, presso l’auditorium “Giovanni Cezzi”, sarà proiettato il documentario di Elio Scarciglia dedicato all’eroina. Verrà presentato in quel contesto uno spaccato storico a cura della docente dell’Università del Salento Rosanna Basso, mentre la performer Adele Maruccio leggerà un’ode scritta nel 1900 dal poeta Augusto Chiesa sulla benefattrice magliese Francesca Capece, in occasione dell’inaugurazione del monumento a lei dedicato. Il tutto accompagnato dalla voce del soprano Maria Luisa Lattante e dal pianista jazz Francesco Negro. L’evento si inserisce nel ciclo che prende il nome di “Donne d’Italia dalle radici ai frutti 1861-2011”. “Da mille a una” riguarderà il periodo storico che va dal 1861 al 1914; più avanti si terranno il secondo incontro “Donne in Arme”, sugli anni dal 1915 al 1948, e il terzo “Se non noi chi?” dal 1949 a oggi.

Angela Leucci

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Uggiano, il Consiglio lascia invariate le aliquote Irpef ed Ici. Piccolo rimpasto di deleghe

Una buona notizia su Irpef ed Ici, che rimarranno invariate. Quanto al resto, l’ultima seduta di Consiglio comunale a Uggiano, il 22 marzo, può essere sintetizzata in tre fasi crescenti. La prima, quella della nomina di Edmondo Di Pierro al posto del dimissionario Luca Leo, è stata quella della sorpresa. La seconda, quella relativa al voto sulla convenzione tra Uggiano e Muro leccese per il servizio di segreteria comunale, è stata la fase dell’ira. La terza ed ultima, sulla nomina del comitato per le pari opportunità, quella della fuga.

Andiamo per ordine. La sorpresa è stata veder consumare un piccolo rimpasto nella maggioranza, salutato tra gli applausi di pubblico e opposizione. La vicenda parte il 16 febbraio 2011, quando l’assessore Vincenzo Fanciullo rimette al sindaco le sue deleghe; al suo posto viene nominato Luca Leo. Dopo un mese, il 15 marzo, anche Luca Leo si dimette da consigliere comunale. Compito eccessivamente gravoso? Crisi politica? Nulla di tutto questo: “Luca Leo la scorsa settimana è stato nominato con decreto del Sindaco assessore esterno con nuove deleghe”, spiega il sindaco Salvatore Piconese, “e lavora alle politiche giovanili, al radangismo, all’ innovazione tecnologica e servizi informatici al patrimonio e alla manutenzione del territorio, compiti diversi da quelli che aveva Fanciullo” tiene a precisare Piconese. Nessuna crisi in maggioranza, dunque, e più che un rimpasto una sorta di rotazione che ha riguardato anche Di Pierro, la cui nomina è stata preceduta dagli auguri di buon lavoro del gruppo di opposizione e uno scroscio di applausi. Ma sulla eco delle acclamazioni, non appena iniziata la discussione sulla gestione del servizio di segreteria comunale – che sarà in forma associata tra Muro e Uggiano – è iniziata la seconda fase, quella dell’ ira. In merito, infatti, la soluzione proposta dalla maggioranza, dopo alcune poco fortunate prove andate a monte, poco ha convinto l’opposizione, che ha votato contrario. Ma è stato nella terza fase del Consiglio, quella sulla nomina della commissione per le pari opportunità, che la tensione politica ha debordato, con l’ abbandono o la “fuga”, per dirla con Bach. In discussione i metodi per la nomina della commissione di undici elementi: secondo il regolamento, tre elementi sono di diritto e sono stati individuati in Alessandro Giuseppe Zezza, Umberto Muci e Maria Cristina Rizzo, tutti membri del Consiglio. Gli altri sette elementi, invece, si sarebbero dovuti scegliere in una lista di 21 candidati ed essere espressione della cittadinanza, con il voto segreto di ciascun consigliere, che poteva scegliere un massimo di sette nomi. E il condizionale è obbligatorio, poiché al no della maggioranza alla richiesta dell’opposizione di nominare la commissione rispettando invece le maggioranze presenti in aula, tutti i consiglieri di minoranza hanno lasciato l’aula, facendo venir meno il numero legale. Un attimo di delusione del primo cittadino, che d’impeto ha parlato di ostruzionismo. Poi, dopo il voto su Irpef e Ici – le cui aliquote rimarranno invariate – la maggioranza, rimasta da sola in aula, ha colto la sollecitazione dei lavoratori e dei sindacati degli operai ex LSU/ATA, e scriverà ai ministeri del lavoro, dell’economia e dell’istruzione per chiedere la stabilizzazione dei 13mila 500 operai italiani del comparto. L’amministrazione uggianese ha portato in Consiglio comunale la questione impegnando l’assise con una delibera per il sostegno ai lavoratori. Inoltr, intende però scrivere ai parlamentari e senatori leccesi per rappresentare le istanze dei 1200 operai leccesi, tra i quali anche due cittadini di Uggiano che non percepiscono stipendio dalla fine del 2010.

Salvo Sammartino

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Ieri albanesi, oggi italiani: come vivono i migranti di venti anni fa secondo Klodiana Cuka, presidente di Integra

Sono passati ormai vent’anni dai primi sbarchi di albanesi presso il Canale di Otranto. Immagini che fecero il giro del mondo, mostrando le traversie di una popolazione che si riversava in un altro Paese per sfuggire a una situazione politica difficilissima causata dal disgregamento dei regimi comunisti. Abbiamo ancora negli occhi quelle scene, anche se da allora molte cose sono cambiate. Gli albanesi che arrivarono, e in particolare coloro che sono rimasti nel Salento, sono una realtà non più alla prima generazione. Alcuni costituiscono una fondamentale forza lavoro per l’economia locale, ma molti sono anche professionisti impiegati nel terziario. Come Klodiana Cuka, giovane presidente di Integra Onlus, associazione che difende i diritti dei migranti.

Sono passati vent’anni dal primo sbarco, e molti albanesi sono rimasti nel Salento. A che punto è la loro integrazione?

“La storia ha sempre legato l’Italia e l’Albania e le nuove migrazioni hanno segnato i nostri Paesi, disegnando un ponte di pace e solidarietà. Siamo chiamati ad affrontare insieme un percorso fatto di sforzi comuni, di azioni concrete e operose che si accompagnano alle speranze di chi lascia il proprio Paese per vivere in un’ altra terra. Chi vuole crescere e portare una testimonianza di vita autentica e dignitosa sa bene che ogni scelta passa dalla volontà di creare un ponte ideale tra le culture, un legame solidale tra due realtà diverse che si completano. Ridare a tutte le comunità migranti il dovuto rispetto e abbattere tutti i pregiudizi: questo l’obiettivo di chi, come me, è profondamente consapevole che ognuno è artefice del proprio destino. Il mio percorso personale e professionale dimostra come lo straniero possa inserirsi e integrarsi perfettamente in un tessuto sociale diverso da quello d’appartenenza, fino a diventarne parte integrante anche dal punto di vista giuridico, acquistando la cittadinanza italiana”.

Crede che una società multietnica possa essere un valore aggiunto per la crescita collettiva e individuale in una comunità?

“Come mediatrice e presidente di Integra Onlus mi spendo da anni per far sì che la nostra società prenda coscienza del migrante come valore aggiunto e come risorsa, affinché anche in Italia si affermi un processo di valorizzazione dei migranti che superi gli stereotipi e veda i soggetti migranti non più solo come coloro che possono aiutare il PIL del Paese con il lavoro – troppo spesso in nero – ma come portatori di conoscenza, cultura, apertura a nuove realtà. Oggi, in coscienza, ritengo che gli immigrati siano pronti a prendere in mano il proprio destino e a contribuire alla sviluppo dell’Italia, partecipando anche attivamente alla vita politica del Paese e dando il proprio apporto per trovare soluzioni che possano portare ad un rinnovamento proficuo in materia di immigrazione”.

Ieri gli immigrati svolgevano i mestieri abbandonati dagli Italiani, oggi sono professionisti e svolgono altre mansioni: quali le difficoltà iniziali per l’affermazione personale? Ci sono ancora difficoltà e pregiudizi?

“Se da un lato, come ci ricorda Riccardo Staglianò nel suo libro”Grazie – Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti”, è vero che senza gli immigrati l’Italia sarebbe perduta. Se infatti proviamo a immaginare una giornata italiana di 24 ore, a ogni ora corrisponde un mestiere nel quale, ormai, il lavoratore straniero è diventato maggioranza. Mestieri che, come conferma un solidissimo studio della Banca d’Italia, gli italiani non vogliono più fare. D’altro canto è altrettanto vero che gli immigrati non sono più solo forza-lavoro: tanti sono oggi gli immigrati professionisti qualificati che si trovano ad affrontare tante difficoltà, a partire dal riconoscimento dei titoli di studio, che una volta arrivati in Italia vengono azzerati, fino ad arrivare alla preoccupazione della possibile concorrenza sul mercato del lavoro qualificato da parte del Paese di arrivo”.

Esiste il razzismo nel Salento, ed è più o meno forte che altrove?

“La Puglia e il Salento sono terra da sempre multiculturale, accogliente non solo perché coinvolta, suo malgrado, dai processi migratori, ma soprattutto per la propensione dei suoi cittadini al sorriso e all’ospitalità. Certo, spesso io e Integra affrontiamo la diffidenza di chi non conosce la realtà del “diverso”, il vissuto personale. Non è facile affrontare ogni giorno i problemi che si presentano. Penso a quando mi sono attivata per fronteggiare l’emergenza degli sbarchi a Otranto, in particolare in quel triste giorno in cui morirono nel Canale tanti immigrati. Trovare posti letto, pensare alle cure mediche, insomma all’accoglienza in senso lato…. Ma mi sono rimboccata le maniche, e grazie a una grande sinergia tra le istituzioni anche Integra ha dato il suo contributo per tamponare l’emergenza.

Angela Leucci

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Ma come sono buone da mangiare le erbe spontanee del Parco Otranto-Leuca: un seminario del Cea di Andrano

Una “tavola didattica” per conoscere i prodotti spontanei del Parco Otranto- Leuca. Il “seminario pratico sul riconoscimento e raccolta delle erbe spontanee eduli”, ossia buone da mangiare, si è concluso con una dimostrazione pratica: il buffet preparato dallo storico Istituto alberghiero di Santa Cesarea Terme. Un evento organizzato dal CEA di Andrano in collaborazione con il Parco Costa Otranto- Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, che significa patrimonio da tutelare, territorio da valorizzare e cultura da condividere. Ai due giorni dedicati alla raccolta e al riconoscimento delle erbe spontanee del Salento si è così aggiunto l’appuntamento di domenica 20 marzo, con una degustazione che parla di tipicità e rispetto dell’ambiente. “Le misticanze, sapori della nostra tradizione ormai quasi irriconoscibili da molti, sono un esempio importante della biodiversità presente nel territorio”, spiega il professor Minonne (esperto naturalista del Parco e promotore dell’evento). “Le erbe, biologiche per natura, in quanto spontanee e non trattate con prodotti chimici, con la passione e l’impegno dei professori e degli alunni dell’Alberghiero sono diventate gustosi e invitanti piatti”. Insomma ecologia e sapori per promuovere la tutela del territorio, il “made in Puglia” e i prodotti tipici di qualità, a chilometro zero, di cui si può seguire la tracciabilità. Sapori antichi come la focaccia con “paparine”, la minestra di foje mische, le fave e cicorieddhe e le frittelle di borragine hanno sfoggiato tutto il loro appeal gastronomico, esaltato da olio e vino provenienti rigorosamente da produzioni biologiche. “Questo, come altri eventi di promozione del territorio promossi dal Parco costiero, sono parte della strategia dell’Ente, che assieme alla commissione Ambiente della Provincia e alle altre aree protette del Salento punta alla creazione di un marchio del Sistema Provinciale dei Parchi”, spiega il presidente Nicola Panico. “Tale certificazione, presentata alle filiere produttive più virtuose dal punto di vista della sostenibilità delle loro produzioni e alle aziende che adotteranno disciplinari di produzione responsabili, valorizzerà i nostri prodotti agricoli e le specialità enogastronomiche del nostro territorio”. Del resto il Parco Otranto-Leuca è già stato premiato con l’inserimento nel progetto regionale della “Carta europea del turismo sostenibile nelle aree protette”. Ciò faciliterà il processo che condurrà all’ottenimento della Carta, promuovendo comportamenti responsabili nei comuni che lo costituiscono, quale l’utilizzo di prodotti enogastronomici a chilometro zero, il sostegno a produzioni biologiche, la diminuzione della produzione di rifiuti. Insomma un progetto globale di cui si è vista un’anticipazione. Del resto, oltre alle erbe spontanee, c’è stato l’utilizzo di piatti, bicchieri e posate in Mater-Bi® ( materiale biodegradabile realizzato dall’amido di mais) per un pranzo completamente ecologico. Per finire, Slow Food Lecce ha selezionato i vini, tutti del posto.

Elio Paiano

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Nucleare sulla costa idruntina, il Fronte del no assicura: sarà guerra

Ci si avvia verso un referendum che in Italia c’è già stato in passato, ma che stavolta ci interessa ancor più nella riproposizione attuale. Se dovesse passare il no (che al referendum equivarrà a un sì, secondo come sarà posta la domanda), infatti, le centrali nucleare potrebbero essere realizzate sulla costa adriatica intorno a Otranto, ritenuta una zona a basso rischio sismico.

Che il territorio sia a basso rischio, intanto, è tutto da vedere: in fondo nel 1743 la città di Nardò fu colpita da un terremoto del nono grado della Scala Mercalli. Ed infatti la politica si sta già schierando: a dire no al nucleare ci sono molti movimenti e partiti di sinistra accanto ai radicali e agli ambientalisti. “Ci chiedono di non farci trasportare dall’onda emotiva degli ultimi eventi giapponesi – spiega infatti la segretaria magliese di “Sinistra Ecologia e Libertà” Maria Teresa De Maggio – ma è necessario ricordare che il commissario europeo all’energia Oettinger ha pronunciato la parola apocalisse, sui fatti del Giappone. È ovvia la premessa che Sel sia da sempre contro l’installazione di centrali nucleari sul nostro territorio e, soprattutto, che promuova in ogni modo possibile lo sviluppo delle fonti alternative di energia. Da affiancare, magari, a un modello di società differente, basata su un maggiore equilibrio con la natura e abituata a una gestione meno dissennata delle risorse, anche nelle piccole cose di ogni giorno. L’ anomalia italiana ritorna anche in questo frangente; purtroppo ci troviamo, nostro malgrado, governati da una classe dirigente che insiste su questo punto proprio mentre in Germania si fermano sette centrali e si sospende la decisione di prolungare la vita delle altre, in Francia e in Russia si effettuano grosse verifiche degli impianti, e tutto lascerebbe intendere che il disastro giapponese sia arrivato per mettere un freno definitivo allo sviluppo dell’energia nucleare”.

Una più ampia lettura del problema viene fornita dalle sezioni regionali dei partiti, delle associazioni e dei movimenti che estendono il problema anche alle altre zone pugliesi che potrebbero essere interessate da centrali nucleari: “L’individuazione di possibili siti da utilizzare quali depositi di scorie nucleari a Otranto e a Casarano – commenta il coordinatore regionale di Alternativa comunista, Michele Rizzi – oltre a quelli di Avetrana nel Tarantino e a Mesagne nel Brindisino, dimostra la volontà imperterrita di questo governo di procedere alla scelta del nucleare. Evidentemente non è bastata la catastrofe giapponese, forse anche perché nucleare significa profitto per grandi aziende, appalti, smaltimento e gestione dei siti, ossia un ricco business che passa sulla testa dei lavoratori pugliesi e non solo. Alternativa comunista ribadisce la sua totale opposizione a questa ipotesi scellerata: saremo in prima fila con i comitati di lotta e le forze politiche sociali per fare come a Scanzano jonico, ossia bloccare la costruzione dei siti e lanciare uno sciopero generale per bloccare la catastrofe nucleare”.

Angela Leucci

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Unità d’Italia, una festa ricca di successi per il ciclismo idruntino.

Il ponte delle feste del 150enario è stato un’ ottima scusa, per la “Totò Pellegrino”, per non fermare i suoi pedali. Mentre la squadra si allenava tra la litoranea Otranto-Leuca e la Alimini-San Cataldo, giovedì 17 marzo, Aldo Borgia prendeva parte al quinto Trofeo di Primavera, Memorial A.Bardoscia a Galatina e domenica si concedeva il bis al secondo trofeo “La Salentina” a Lequile, mentre a Taurisano Antonio Pellegrino affrontava in mountain bike il circuito dell’ottavo Trofeo Taurisanese. Il 17 marzo, Aldo Borgia era a Galatina in solitaria. Per l’ impegnativa e pericolosa gara a circuito erano previsti 4 giri su un percorso di 18 km, per un totale di 72 km e con un traguardo “volante” al terzo giro. Aldo ha affrontato la gara con grande determinazione, tenendo una media di 34 km all’ora. Il 20 marzo, poi, si è concesso il bis a Lequile ottenendo il nono posto della categoria M5, e il 62° nella classifica generale. Antonio Pellegrino, invece, è stato uno dei protagonisti nel circuito tra il bosco e l’abitato di Taurisano per l’ottavo Trofeo Taurisanese, dove ha affrontato un percorso duro, tecnico e difficile. Altissimo il numero dei partecipanti e molto alto il numero dei ritiri, dovuti alle difficoltà delle condizioni di gara e del percorso, ma Antonio ha comunque chiuso la competizione giungendo quarto della categoria M4. Prossimi appuntamenti per la “Totò Pellegrino” di Otranto: su strada la Granfondo “Città di Lecce”, domenica 27 marzo (gara che attraverserà venticinque paesi del Salento, con partenza dal Foro Boario, cui parteciperanno quasi tutti i ciclisti idruntini); Antonio Pellegrino prosegue invece ad Avetrana con i circuiti di cross-country, sui quali cercherà di confermare i successi della passata stagione.

Salvo Sammartino


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TUTTI PAZZI PER LA VELA: DOMENICA SCORSA A OTRANTO LE PREMIAZIONI DEL CAMPIONATO INVERNALE

Si è tenuta la scorsa domenica a Otranto, presso l’agriturismo “Monte Matino”, la premiazione del secondo trofeo di vela invernale “Più vela per tutti”, organizzato da UISP in collaborazione con Lega Navale Italiana e Assonautica Lecce, e svoltosi nelle acque adiacenti al porto tra ottobre 2010 e febbraio 2011, nella forma di regata a “bastone costiero”, su percorso di dieci miglia.

Sono stati premiati gli equipaggi che durante le gare si sono aggiudicati i migliori punteggi. Tirate dunque le somme, queste le classifiche: 4° categoria (imbarcazioni fino a 8 metri) 1° “Il Gabbiere”, 2° “Bella moi”, 3° “Sheriff”; 3° categoria (da 8,01 fino a 10 metri): “Emozione” e “Pesce Volante”, 2° “Samsara”, 3° “Phoenicussa”; 2° categoria (da 10,01 fino a 12 metri): 1° “Gavia” e “Merak”, 2° “Red Fox”, 3° “I Lazzari”; 1° categoria (oltre i 12 metri): 1° “Great Expectations”, 2° “Mashone”, 3° “Esperanza I”.

“Più vela per tutti” è stato patrocinato dalla Provincia di Lecce, dall’Azienda di promozione turistica e dal Comune di Otranto. Il campionato invernale è organizzato dalla Uisp (Lega Vela Puglia e Comitato di Lecce) in collaborazione con Lega Navale Otranto, Guardia Costiera di Otranto, Assonautica provinciale Lecce e le associazioni “Il Gabbiere”, “Salento in vela” e “Sudest Diving”.

Fuori campionato il “Trofeo di Pasqua”: sono già una trentina, le imbarcazioni iscritte, con partenza da Otranto giovedì 21 aprile 2011 e arrivo a Erikousa. Una tappa “lunga” per le 52 miglia di mare che separano le due sponde, ma anche perché gli equipaggi saranno liberi di sostare in Grecia per i riti della Pasqua ortodossa.

Ne parla alla videocamera di Otranto Oggi il presidente della Lega Navale Otranto, Paolo Forgione.

Jenny De Cicco


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Otranto, a metà aprile le riprese per il docufilm su Pietro Mennea

Si è giunti a uno start per il docufilm “Diciannove e settantadue”, sulla mirabolante vita di Pietro Mennea. Tra i set che coinvolgeranno la produzione c’è Otranto, accanto a Maglie, Lecce, Trani, Barletta e Bari, zona di origine dell’atleta. Il film è incentrato sulla vicenda umana e sportiva di Mennea, in queste settimane nel Salento per presentare il docufilm, le cui riprese inizieranno a metà aprile, e la cui conferenza stampa è stata presenziata dal sindaco di Lecce Paolo Perrone. Il Salento, così, dopo molti film che l’hanno avuto come location, diventa esso stesso luogo di produzione per lungometraggi, grazie al ruolo assunto a tal fine dalla casa di produzione magliese “Sharon Cinema” di Rita Surdo, che viene affiancata dal produttore delegato Roberto Bessi. Finora la strategia di utilizzare il Salento come location si è dimostrata una grande mossa di marketing territoriale e la provincia di Lecce compare in molti film tra cui “Mine vaganti”, “Il grande sogno”, “Liberate i pesci”, “Melissa P.”, oltre che in fiction televisive come “Elisa di Rivombrosa”, “Mogli a pezzi”, “Il giudice Mastrangelo”. E mentre sembra si saprà a breve della première di “Mozzarella stories”, altra pellicola della casa di produzione, che vanta tra gli interpreti Luisa Ranieri e Luca Zingaretti, la “Sharon Cinema” punta a un prodotto che sembra di assoluta qualità, soprattutto perché parlerà di un personaggio di meritata grandezza per la storia italiana, primatista mondiale e medaglia d’oro olimpica dei 200 metri. “La storia è basata su documenti originali – ha dichiarato Surdo alla Gazzetta del Mezzogiorno – dove, attraverso il racconto principale, vengono evidenziati importanti fatti storici che si intrecciano con la storia sportiva e umana di un ragazzo del Sud che ha iniziato dal nulla e senza nulla, ma che trova nello sport la via del riscatto. Riscatto in cui ancora oggi si immedesimano molti giovani meridionali in cerca di una speranza per riuscire nella vita. Un documentario unico nel suo genere, diverso da tutti gli altri, poiché oggi i miti sembrano fatti di carta, bruciano subito. Invece Mennea è stato una stella per gli anni Settanta e Ottanta, un tempo in cui tutto era mitico”. Il regista sarà Sergio Basso, e probabilmente a breve partiranno i casting per le comparse e i personaggi secondari: per quelli principali la produzione è stretta nel riserbo (e nella sorpresa) più assoluti.

Angela Leucci

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Tavole di San Giuseppe, Convegno “Nel Nome del Pane” – Uggiano la Chiesa

Nell’occasione del convegno “Nel Nome del Pane”, è stato presentato il progetto consortile Salento-Palestina “Esperanto, voci di speranza”, il quale prevede la creazione di una scuola di musica per bambini e ragazzi di Betlemme. “Esperanto, voci di peranza”, culminerà con il concerto del 16 aprile 2011, presso il teatro Politeama Greco di Lecce, a cui parteciperanno alcuni grandi della musica italiana.

Ne parlano con noi di Otranto Oggi, il Sindaco di Uggiano la Chiesa, Salvatore Piconese e l’ideatore, Nabil Salameh, lider-cantante dei Radiodervish, intervenuto “Nel Nome del Pane” come relatore, spiegandoci l’importanza della musica e della condivisione.

Jenny De Cicco

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Passo falso dell’Otranto a Monteroni, in vetta alla classifica balza il San Vito

MONTERONI: De Paolis, Francioso, Nuzzo, Leucci, Calcagnile, Bonuso, Ciurlia M., Zilli, Guido, Bernardo, Savina. Allenatore: Giovannico.

OTRANTO: Monteduro, Reale, De Iaco, De Giorgi (Cursano), Sariconi, Morello, Stifani (Scrimieri), Giannone (Iaia), Scrimitore, Samueli, Marrocco. Allenatore: Salvadore.

Arbitro: Tommasi (TA)

Reti: 66° Guido

Note: Ammoniti Zilli, Guido, De Iaco, Morello, Stifani e Iaia.

 

Nella 26° giornata del campionato regionale di prima categoria, girone C, ribaltone in vetta alla classifica. Il San Vito, approfittando del passo falso dell’Otranto in quel di Monteroni (vedi cronaca), e vincendo a Poggiardo pur senza giocare (il Poggiardo non si è presentato), balza in vetta alla classifica. Si fa sotto il Monteroni che, incamerando la nona vittoria consecutiva, si porta a meno 4 dal vertice, e il 31 marzo recupererà la gara interna con il Leverano. Per la corsa ai playoff, vittorie importanti di Erchie e Leverano che è a meno 1 dal Tiggiano, nuovamente sconfitto. Nei bassifondi della classifica, con il Gagliano ormai in 2° categoria, vittorie importanti di Campi e Parabita ai danni di Latiano e San Donato, con il Veglie e il Poggiardo in zona playout.

Il match clou della 26° giornata, tra Monteroni e Otranto, arride per 1 – 0 alla squadra locale. L’incontro di domenica, giocato in un clima di tensione forse non proprio casuale, ha visto l’Otranto dominare la prima parte della gara, pur non concretizzando nel modo opportuno le innumerevoli occasioni create. De Paolis si ergeva a protagonista smorzando le velleità degli avanti hydruntini, al 15° era bravo su Marrocco, poi al 28° e 30° su Scrimitore. Il Monteroni si rendeva pericoloso in una occasione in cui un tiro di Zilli colpiva la traversa della porta difesa da Monteduro.

Nella seconda parte della gara l’Otranto arretrava il baricentro del proprio gioco e il Monteroni ne approfittava per riversarsi nella metà campo ospite. Al 16° Morello deviava in angolo un tiro di Bernardo, al 66° Guido, fino a quel momento evanescente, riceveva da Ciurlia e imparabilmente batteva Monteduro. L’Otranto accennava una timida reazione senza che questa apportasse qualche proficuo risultato. Il Monteroni, dal canto suo, si rintanava nella propria metà campo, rintuzzando con veloci contropiedi le velleità hydruntine, e in alcuni di questi Monteduro, da par suo, negava dapprima a Bernardo e poi a Ciurlia la possibilità di raddoppiare o triplicare per la propria squadra un risultato che, se ottenuto, sarebbe stato eccessivo per la squadra del presidente Mazzeo. Domenica a San Vito il big match della 27° giornata tra San Vito e Monteroni, con l’Otranto impegnato sul proprio campo contro il fanalino di coda Gagliano… però, mancando solo quattro gare alla fine del campionato, i giochi non sono ancora fatti.

Rino Gualtieri

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Video-Intervista al Prof. Sammarco: “Otranto, il Salento e le Istituzioni”

Il prof. Fernando Sammarco, presidente dell’Etharia dei Leoni di Messapia, intervistato da Otranto Oggi (C. Giannetta), in occasione del festival della cultura a Galatina. Otranto, le politiche culturali, lo spazio per le iniziative del territorio.

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