Quali sono le brutture che deturpano Maglie? Ci sono tanti fattori che contribuiscono a penalizzare l’immagine della ridente cittadina, che invece potrebbe essere effettivamente uno dei fiori all’occhiello del Salento per via del suo aspetto signorile e delle sue potenzialità. Un anno e mezzo fa, durante la campagna elettorale, la lista “Sinistra Maglie” realizzò in proposito uno spot decisamente efficace in cui si evidenziavano una serie di situazioni negative che caratterizzano la cittadina, dalla chiusura dei bagni pubblici allo scarso senso civico di chi a volte abbandona rifiuti nei luoghi pubblici. E spesso ci scordiamo di avere un pattinodromo che non è stato mai terminato, uno scempio ampiamente visibile dall’alto del balcone di alcune case della zona 167, un luogo che potrebbe raccogliere molti giovani, dato che sono in tanti a lamentare che Maglie sia un paese per vecchi, anche se questa rimane spesso una lamentela e in fondo sono in pochi quelli che si adoperano davvero per cambiare le cose in città. Un altro degli scempi che assillano quotidianamente la città è la pista ciclabile di viale Addolorata, appena duecento metri ma ampiamente disseminata di buche e non utilizzabile, tanto che le persone hanno preso anche l’abitudine di parcheggiarci le macchine. Una questione annosa che sta a cuore ai commercianti della zona, ma forse qualcosa al riguardo, in cantiere, c’è.
La Tarsu infiamma il clima amministrativo di Cursi. L’aumento della tassa sui rifiuti ha provocato infatti gli strali del consigliere Donato Lanzilotto, apparsi anche sul blog del gruppo consiliare “Voltiamo Pagina”. Le accuse riguardano l’aumento di 2,40 euro al metro quadro per le abitazioni civili e di 4,50 per i locali commerciali, in aggiunta al raddoppio dell’addizionale comunale Irpef dello 0,4%. “Ѐ facile per l’opposizione ignorare la vera situazione economica del Comune – commenta però il sindaco Edoardo Santoro – oppure fare demagogia quando poi si è fatto parte delle amministrazioni precedenti. I problemi, infatti, derivano da situazioni che risalgono al 1998-99, e se all’epoca il consigliere Lanzilotto non era ancora assessore, lo è stato nella consiliatura immediatamente successiva”, ribatte infatti il sindaco. Che difende a spada tratta i provvedimenti del Comune, spesso scelte obbligate, sottolinea: “Stando all’Ato, devo iscrivere preventivamente in bilancio, per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, ben 607mila euro. Un grosso sacrificio per i cittadini, e tra l’altro non so neppure se basteranno; e quel che è peggio è che da conteggi in nostro possesso potremmo garantire altrimenti questo servizio con soli 380-400mila euro. Ecco perché auspico lo scioglimento delle Ato, ecco perché penso che ogni comune farebbe meglio a organizzare la raccolta da sé”.
E se il consigliere Lanzilotto fa notare come a Melpignano l’aliquota Tarsu per le abitazioni civili sia pari alla metà di quella di Cursi, il sindaco controbatte anche in questo caso: “E’ un’affermazione demagogica, perché Melpignano ha una zona industriale-artigianale di circa 750mila metri quadri e il contributo per la tassa sui rifiuti viene pagato direttamente dalle aziende: ecco da cosa derivano le tariffe più basse. Mentre il Comune di Cursi, voglio ricordarlo, ha subìto tagli dalla manovra economica per 120mila euro”.
Dopo i colpi di mercato del periodo estivo, la Betitaly Volley Maglie si rimbocca le maniche e comincia la preparazione per il nuovo campionato. Lunedì 5 settembre, infatti, si partirà con gli allenamenti agli ordini del tecnico Tonino Solombrino, amatissimo dai magliesi dopo la promozione in B2 raggiunta lo scorso campionato. Molte più frecce al suo arco con i nuovi acquisti di Claudia Pagano e Ilaria Barbaro, con esperienza in B2, Emanuela Romano, ex B1, e Rosa Maria Hechavarria, già in A2. Ma non sarà il solo lato positivo della società sportiva che rappresenterà Lecce nella pallavolo che conta: il team guidato dal presidente Gigi Macagnano ha infatti aperto le iscrizioni del settore giovanile, maschile e femminile, per la stagione sportiva 2011/2012. Le adesioni sono arrivate sin da subito, frutto ovviamente dello stato di grazia in cui si trova la squadra magliese, fresca di promozione, di acquisti pesanti e vogliosa di stupire tutti ancora una volta. In attesa della partenza del campionato nazionale, fissato al 15 ottobre, il settore minivolley potrebbe dare al team un serbatoio fondamentale per la prima squadra. Le atlete più promettenti, infatti, potrebbero dare man forte alle più esperte del team principale, quando si dovrà fare i conti con squalifiche, infortuni o con il semplice turnover. La Betitaly sta insomma lavorando per presentarsi al meglio, davanti ai propri tifosi, per la prima giornata, quando verrà a Maglie il Pescara, proprio uno degli avversari che Solombrino teme di più. Un battesimo di fuoco, ma che farà bene sia in caso positivo che negativo: con una vittoria il Maglie saprà di essere sulla strada giusta, con una sconfitta capirà che c’è ancora da lavorare prima di arrivare al punto del più quotato Pescara.
Come ogni anno in questo periodo, a Otranto ricorre la festa in onore della Madonna dell’Altomare, il cui triduo comincia il primo settembre e culmina il 4, giorno della festa vera e propria, quando alle 17,30 i pescatori accompagnano la statua nel piazzale dove viene celebrata la messa, che sarà presieduta dall’arcivescovo di Otranto Donato Negro. Terminata la celebrazione i pescatori accompagnano ancora la statua al Fascio, località balneare nei pressi del faro, per imbarcarla. Da qui ha inizio la parte centrale e più folkloristica di tutta la festa, perché si avvia la processione a mare, con in testa il peschereccio che ospita la Madonna scortato da alcuni marinai, cui spetta il compito di gettare in mare la corona-simbolo in memoria di tutte le vittime. Il corteo termina con l’arrivo al porto, da cui si prosegue a piedi lungo le vie della cittadina, per poi fare ritorno alla cappella dove si tiene la benedizione del mare.
Storia della cappella e aneddoti collegati alla Madonna
La statua della Madonna è custodita all’interno della chiesetta situata sul dorso della collina, chiamata Punta, a ridosso del mare. La struttura fu riedificata per la prima volta nel 1744, poi nel dopoguerra altri restauri furono eseguiti a spese dei pescatori otrantini e con il concorso del comando locale della Marina. Il perché di questa devozione è da ricercare in due leggende legate all’intervento della Madonna dell’Alto Mare. La prima narra che all’inizio del secolo scorso, di notte, il veliero guidato dal capitano Salvatore Cosentino di Otranto si trovò nel bel mezzo di una tempesta in alto mare. L’uomo si rivolse alla Vergine promettendo di rifare, una volta salvo, il tetto della chiesetta. La nave non affondò ma naufragò, e comunque i marinai furono salvi. All’indomani, però, Cosentino decise di riprendere la navigazione, ma calata la notte si alzò ancora una forte tempesta e il capitano pregò ancora la Madonna, chiedendole perdono e giurando che, una volta salvo, avrebbe mantenuto la promessa. Le preghiere furono ascoltate e una volta approdato al porto il comandante sciolse il suo voto. Il secondo aneddoto racconta invece che, all’inizio del secolo scorso, un piroscafo stava per essere inghiottito dalle onde. Il comandante vide un bambino stretto tra le braccia della madre e lo prese sollevandolo al cielo. Pregò il Signore affinché salvasse il bambino, la madre e tutti i presenti, e così fu.
Parla di bambini e di giochi il grande interrogativo di questo scampolo d’estate magliese, dacché la fondazione “Francesca Capece” ha pensato bene di fare dono di queste attrezzature alla città affinché ornassero la villa De Donno in piazza Capece, un’aiuola grande quanto un isolato, quasi al centro della città, oasi verde in cui spesso in queste sere d’estate si sono ritrovate famiglie, giovani e a volte anche proprietari di cani per la passeggiata serale. “Il consiglio di amministrazione – scrivono dalla Fondazione in un comunicato del presidente Dario Massimiliano Vincenti – vicino e sensibile, come da istituzione, alle esigenze sociali, e riscontrando l’opportunità di offrire alle famiglie uno spazio attrezzato idoneo al tempo libero dei più piccoli, nella seduta del 9 agosto 2011 ha deliberato la donazione a codesto comune delle dotazioni adatte alla creazione di un’area-gioco. Ravvisando l’importanza di ubicare lo spazio in luogo dotato di servizi indispensabili per le esigenze dei piccoli utenti, si avanza la proposta di utilizzare le aiuole della piazzetta Francesca Capece, che presenta le fondamentali caratteristiche di vicinanza alle strutture in cui i bambini potrebbero soddisfare le loro necessità fisiologiche, e di una centralità in grado di preservare l’integrità delle attrezzature meglio che altrove. Si specifica che la proposta di collocare i giochi in suddetto luogo viene avanzata a seguito di intervenuta perizia, di cui si allega copia, attestante l’idoneità tecnica dell’area all’utilizzo in questione. Il consiglio direttivo è disposto a valutare diversa collocazione solo qualora si ravvisassero motivati impedimenti a quella proposta”. La questione si ricollega a un’altra più ampia, dato che nei giorni scorsi era comparso un sibillino volantino anonimo in cui si chiedeva al sindaco Antonio Fitto di non permettere che l’assessore Franca Giannotti negasse ai ragazzi il diritto di giocare in quello spazio. In altre parole, questi anonimi hanno cercato di sottintendere che ci fosse un progetto per non far giocare i bambini sulla villetta. Ma gli anonimi, si sa, si commentano da soli, e, ascoltata dalla Gazzetta del Mezzogiorno nelle scorse settimane, l’assessore aveva spiegato infatti come non ci fosse nulla di ufficiale sulla sua scrivania, e infatti l’ufficialità del prossimo intervento è stata data proprio in questi giorni alla stampa, spiegando come fosse in generale orientato a riportare la villetta allo splendore dell’800. Di fatto c’è che la villetta De Donno rappresenta un discorso complesso e rischierebbe, com’è accaduto altrove, di diventare ricettacolo di vandali, o semplicemente di persone con uno scarso senso civico: quelle ad esempio che calpestano le aiuole nonostante i divieti. Qualcuno però pensa anche che questo discorso sia una sorta di circolo vizioso, anche perché non sarebbe il primo caso di un’area verde preda di vandali (ricordiamo con delizia l’episodio in cui il sindaco Fitto braccò personalmente un gruppo di ragazzi di un paese limitrofo che cercavano di rubare la casetta dei bambini di parco don Pino Palanga, qualche anno fa). Questa storia sarà in un futuro prossimo oggetto di dibattito politico, con la ripresa, nei prossimi giorni, dell’attività amministrativa, anche perché l’assessore, in questi giorni, si è dimostrata abbastanza disponibile a discuterne.
Agosto si è appena concluso, ma l’estate non è ancora finita e l’inizio di settembre ci regala tanta musica live. Questa è una selezione dei concerti più interessanti. Venerdì 2 settembre: il Green Garden di Bagnolo del Salento propone una serata di musica live con i Volta la carta, che omaggiano il grande Fabrizio De Andrè: Maurilio Gigante alla voce e al basso, Paolo Colazzo alla batteria, Daniele Stefano alla chitarra e Luciano Toma alle tastiere. La band ha tenuto nel 2009 un grande concerto in cui ha celebrato il cantautore genovese con Mario Arcari. I quattro musicisti sono anche quattro dei componenti degli Abash, attualmente prodotti da Franz di Cioccio, che con gli storici Pfm ha costituito per anni la band di De Andrè. Parte la trentasettesima edizione della Festa te lu mieru a Carpignano salentino, dal 2 al 4 settembre. Il primo giorno ci sarà la musica degli Arcuevi e degli Zimbaria, che con la loro pizzica infiammeranno gli animi del pubblico della festa. Per i “Venerdì del Gricò” a Santa Maria di Leuca si esibirà invece il duo Alessandra Caiulo e Francesco Del Prete, in un connubio unico tra violino e voce. Sabato 3 al The Box di Martano i Radio Baccano offrono il loro tributo, con grinta ed energia, alla rocker italiana Gianna Nannini. La band è composta da Emanuela Melissano alla voce, Luigi Russo al pianoforte, tastiere e cori, Michele Leucci al basso, il batterista Andrea Vadrucci e Daniele Stefàno alla chitarra. Per il secondo giorno della Festa te lu mieru ancora pizzica con i Mute Terre, gli Scianapi e i Kamafei. Per gli amanti di Vasco Rossi, al Pacific Caffè di Racale si esibiranno i Vasco Live. In occasione dei festeggiamenti della Madonna dell’Altomare a Otranto il programma civile prevede invece per questa giornata l’esibizione dei Briganti di Terra d’Otranto, una folta formazione di musicisti che reinterpretano e riadattano i brani della musica tradizionale salentina, e del musicista-cabarettista Andrea Baccassino. Un evento molto interessante del 4 settembre è il concerto dei Republika Mod allo Stella Blu di Galugnano. Una band giovane che con il suo pop-rock inedito sta riscuotendo un grande consenso di pubblico in tutte le esibizioni. Mentre stanno lavorando al loro primo cd, continuano a partecipare a diversi festival, e recentemente hanno aperto i concerti di Ministri e Max Gazzè. Il 4 settembre si chiude la Festa te lu mieru con i Menamenamò, la Banda di città di Gallipoli e i Briganti di Terra d’Otranto.
Il centro “Don Tonino Bello” di Otranto è ancora in difficoltà. Dopo l’affollamento dei giorni scorsi manca un po’ di tutto, a partire dai materassi e dalle bottiglie d’acqua da distribuire ai migranti ed alle forze dell’ordine, per finire al latte per i bambini. Ora un’ordinanza del sindaco di Otranto Luciano Cariddi – emessa su richiesta dell’Asl fatta dal dottor Francesco Mancarella, che presta servizio al Centro- ne ordina la temporanea chiusura. Perché il centro ha bisogno di una disinfestazione generale e di un intervento che scongiuri qualsiasi rischio di contagio. In alcuni casi, infatti, si è registrata la presenza di migranti affetti da scabbia. Ora, dunque, il centro resterà chiuso per alcuni giorni a partire da oggi, e i migranti verranno smistati negli altri centri di permanenza pugliesi. Solo così l’intervento sarà effettuabile. La situazione potrebbe, tuttavia, creare problemi se ci dovessero essere sbarchi in questi giorni, visto che il centro di identificazione e il presidio sanitario non potranno operare per via della disinfestazione, né sarà possibile ospitare i migranti neanche per le poche ore di permanenza previste. Le difficoltà del centro, del resto, sono molteplici: “Noi possiamo espletare solo le operazioni di prima identificazione, di accoglienza per poche ore e offrire un primo presidio sanitario” – spiega il sindaco Luciano Cariddi – “questa nuova emergenza, invece, sta creando disagi perché i migranti sono costretti a pernottare al centro, che non è attrezzato per questo servizio. Abbiamo già chiesto alla Prefettura istruzioni su come poterci attrezzare, ma servirebbero nuovi servizi, molto altro personale, convenzioni con ditte esterne. Tutto questo, però non è possibile”. Ma come potrà funzionare allora la struttura? “A tutt’oggi non lo sappiamo” – dice Cariddi – “Oggi come oggi noi non possiamo neanche pagare gli straordinari per via del tetto di spesa in vigore dal 1 gennaio 2011 (decreto Brunetta e decreto Tremonti). Qualsiasi operazione ci è preclusa: non possiamo neanche pagare il personale per progetti-obiettivo, né fare assunzioni per casi di emergenza, quindi siamo disarmati. Ci sostiene solo la solidarietà dei cittadini di Otranto e del Salento, la fratellanza e i volontari, per ora. Ma dopo non sappiamo cosa accadrà”.
“Il centro va sistemato. Ci occorrono almeno i materassi per coprire il numero di letti disponibili, le bottiglie d’acqua per i migranti, i volontari e le forze dell’ordine, il latte per i bambini e per le colazioni”: questol’appello di Raffaele De Cicco, che si occupa della struttura per conto del Comune. In realtà i problemi sono ancora più gravi. La struttura è nata per ospitare i migranti per poche ore, al massimo una trentina di persone e per non più di tre-quattro ore, giusto il tempo di smistarle negli altri centri dopo averle identificate e visitate. Ma con gli arrivi in aumento e i pernottamenti non previsti la struttura è andata in crisi. Ci sono necessità sanitarie, visto che dopo ogni sbarco il centro va disinfestato, ma anche di personale. Per fare un esempio, lo stesso De Cicco, visto che il Comune ha già raggiunto il tetto massimo per il progetto-obiettivo, se non ci sono clandestini è costretto ad andare in ferie, poi a rientrare e ancora a rimettersi in ferie. Un calvario cui non si può dare sollievo perché neanche un uomo in più può essere assunto dal Comune.
Volete conoscere ed assaggiare gli ingredienti che nel Medioevo si scambiavano tra loro gli arcivescovi di Taranto ed Otranto? Vorreste sapere quali erano le erbe spontanee della Terra d’Otranto ricordate nelle fiabe di Italo Calvino? E cosa regalarono i Turchi al Salento? A decine di queste domande darà risposta l’edizione di Otranto di “Sentinelle del Gusto” (ogni sera al tramonto a partire dal 2 sino al 4 settembre). Ogni sera ci sarà un “racconto” ed una visita per gastro-nauti (da prenotare) che si snoderà tra i monumenti ed i vicoli del centro storico per scoprire i sapori nascosti. Al termine di ogni itinerario, gli chef dell’Associazione Cuochi Salentini daranno vita ad uno show-cooking che metterà insieme i sapori così riscoperti e narrati. “Lo scorso anno” –spiega Gabriele Ruggiero dall’associazione – “migliaia di turisti hanno assistito allo show-cooking prendendo appunti sulle ricette, degustandone i sapori, ponendo domande agli chef. È un modo fantastico di portare il Salento nelle loro case. Sono, infatti, tantissimi quelli che ci scrivono durante tutto l’anno per chiedere consigli su come preparare le ricette”. Insomma, il Salento resta nel cuore anche grazie ai racconti ed ai sapori. Così, quando le creazioni della civiltà contadina, quelle delle tradizioni marinare, i gesti dei sapienti artigiani, le idee scaturite dalla povertà e dal tempo, sono racchiusi in un solo sapore, in un solo piatto, questo diventa una “sentinella del gusto” e lascia tracce nella storia, nella letteratura, nel cinema, persino nei rogiti notarili. “Punti cardine di questo progetto sono le caratteristiche organolettiche e nutrizionali, i benefici per la salute, le proposte a km zero, gli show-cooking e tutte le valenze storiche, antropologiche, artistiche e culturali legate ai prodotti tipici” -spiega Luca De Simei dell’associazione Tradizioni Mediterranee- “Si tratta di un percorso nuovo cui sono ora interessate aziende di molte parti d’Italia, e probabilmente le “sentinelle”, dal prossimo anno, gireranno per tutta la penisola”. Così, per degustare i prodotti, trovare i produttori direttamente sul posto e compiere un tour tra monumenti, storia, letteratura e sapori non resta che recarsi ad Otranto nei giorni dal 2 al 4 di settembre. Per chi fosse interessato alle visite guidate occorre prenotare telefonando ai numeri (328.7442905 – 393.7932531).
Ѐ giunta al termine anche la quarta edizione di Corto Magliese per la Sicurezza Stradale. La serata, che si svolgerà il 2 settembre presso villa Tamborino a Maglie, avrà inizio alle ore 21 e sarà presentata dalla giornalista Eta Scrutinio. La manifestazione è organizzata dalla sezione locale dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e rientra nella rassegna estiva del Comune di Maglie, Solebarocco. La giuria che ha avuto il duro compito di selezionare le opere migliori è composta dalla presidente dell’associazione Eva Ruggeri, l’autrice TV Rossella Abate, lo scenografo Carlo Di Cillo, lo sceneggiatore Daniele Portaluri, la produttrice Rita Surdo e infine, il giornalista Maurizio Tarantino. I premi saranno assegnati ai primi tre classificati e al miglior corto scolastico. Nello specifico, sul gradino più alto del podio è giunto il corto “One Morning” di Hermes Mangialardo, al secondo posto troviamo “3 minuti per la vita” di Andrea e Piero Schirinzi, e infine al terzo “Spot sicurezza” di Rosa Maria Bassi. Come migliore corto scolastico verrà premiato “Impara a distinguere”, realizzato dall’istituto professionale “Ilaria Alpi” di Copertino. Avranno la loro visibilità, gli spot in gara, perché verranno tutti proiettati nel corso della serata. La rilevanza nazionale di questo evento è rimarcata dalla presenza di spot giunti da ogni parte d’Italia, dalla Sicilia alla Liguria passando per il Lazio e l’Emilia Romagna. Sempre nella stessa sera verrà proiettato anche il cortometraggio “Il sogno” di Giacomo Franciosa, con il vincitore del Grande Fratello 10 Mauro Marin. Il tutto sarà allietato dalla voce di Simona Traficante e dalle note del pianoforte suonato da Alessandro Casciaro.
Una tradizione che si rinnova di anno in e anno e che conta già 35 edizioni. Tutto pronto a Carpignano Salentino per la “Festa te lu mieru”, che torna anche quest’anno a salutare l’estate, a ritmo di tamburelli e pizzica, con il suo carico di folclore e con l’accento sulla buona cucina popolare e sul vino locale, protagonista indiscusso della tre giorni che prenderà il via il 2 per poi chiudere i battenti il 4 settembre. Natali illustri quindi per la “mamma” delle sagre salentine, che nacque nell’agosto del 1974. In quell’estate la cittadina carpignanese ospitò un gruppo teatrale danese, Odin Teatret, capitanato dal regista salentino Eugenio Barba. Alle sperimentazioni teatrali, che trovarono la loro cornice ideale nelle piazze del centro, i carpignanesi, accettando la sfida del “baratto culturale”, risposero mostrando la loro tradizione fatta di buona cucina, musica e balli popolari. E così per salutare l’Odin Teatret, l’11 agosto del 1974, un gruppo di amici, spinti dal sostegno dell’Oistros, compagnia teatrale universitaria di Lecce, organizzò una festa popolare che prese il nome de “Lu patrunu”. Il successo della prima edizione fece sì che nascesse un’associazione e che tale festa, pur conservando la sua autenticità e la sua semplicità, allargasse i confini coinvolgendo non solo la popolazione di Carpignano, ma tutto il Salento. Già dall’anno seguente il vino divenne protagonista della manifestazione, tanto che il nome dell’evento (che, tra l’altro, era stato destinato alla prima domenica del mese di settembre), venne cambiato in “Sagra te lu mieru”, per poi negli anni divenire una vera e propria festa i cui proventi vengono devoluti in beneficenza. Una tradizione portata avanti con sacrificio e costanza, che vede tra gli obiettivi la valorizzazione del territorio e delle sue caratteristiche più rappresentative, come i prodotti enogastronomici e la cultura musicale che allarga sempre più il suo raggio d’azione, contribuendo a portare alta la bandiera della cultura popolare salentina. Via alla musica, dunque. Si parte il 2 settembre, padroni del palco gli Zimbaria, che proseguono la strada tracciata da Pino Zimba, per continuare il giorno successivo con i Kamafei e le loro sonorità salentine contaminate dalla passione per la musica popolare spagnola, nelle quali il ritmo del tamburello si pone come trait d’union. A salutare l’estate ci penseranno i Briganti di Terra d’Otranto che si esibiranno domenica 4 settembre, coinvolgendo i presenti con la loro interessante sintesi tra la musica popolare e sonorità d’autore.
Due giorni di festa a Uggiano La Chiesa nel segno dei prodotti tipici mediterranei e della pace. La manifestazione, organizzata con la collaborazione delle associazioni nazionali “Città dell’Olio” e “Città del Pane”, Apt Lecce e Aprol Lecce, andrà a valorizzare la panificazione e produzione olearia di Uggiano e della frazione di Casamassella. Quest’anno, poi, l’evento ha assunto rilevanza nazionale per la presenza del gemellaggio con quattro comuni italiani, dal Sud al Nord: Cerchiara di Calabria, Fossacesia, Ostra Vetere e Lugo di Vicenza. Oltre a questi comuni gemellati, saranno presenti stand di altri enti come la Provincia di Foggia, di comuni della Puglia quali Andria, Bitritto, Canosa di Puglia, Giovinazzo, Ruvo di Puglia, Trinitapoli, Mattinata, e i comuni salentini di Martano, Otranto e Presicce. Da evidenziare la presenza dell’ospite Osnart Shperling, rappresentante della cooperativa di donne israeliane “Sindyanna of Galilee”, aderente al progetto “Olivo, Pace e sviluppo nel Mediterraneo – Percorsi di economia solidale tra Puglia, Palestina e Israele”. Una presenza per sottolineare l’importanza del valore dell’amicizia fra diverse realtà. “Per due giorni – commenta il sindaco Salvatore Piconese – la nostra città sarà simbolicamente il capoluogo del pane, dell’olio e della pace, poiché accanto a questi due prodotti abbiamo inserito un percorso di scambio culturale e di solidarietà con alcuni comuni d’Italia e con i popoli del Mediterraneo, in particolare con la Palestina”. Si partirà alle ore 10 del 3 settembre con la riunione del coordinamento regionale delle “Città dell’Olio” al Palazzo Marchesale di Casamassella. Alle 11 prova dimostrativa di assaggio olio a cura dell’Aprol Lecce e alle 18 ci sarà il convegno “Ulìa Usciàna e dintorni: tra gusto e salute” alla presenza di politici e di una specialista in medicina, proprio a sottolineare le proprietà benefiche dell’olio. La serata si concluderà alle 20,30 con la partenza del corteo nel centro storico con i sindaci e i gonfaloni dei comuni partecipanti e con la presenza della vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone. Subito dopo verranno presentate ufficialmente le foto delle fogge, antichi granai del ‘600 rinvenuti durante i lavori di piazza Umberto I. A seguire si potrà passeggiare tra gli stand degustativi e ascoltare il concerto di musica popolare degli Araneè. Il giorno dopo, nella serata conclusiva, ci sarà il concerto dei Controtempo.
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