Archive | Settembre, 2011

Premio al turismo “Cavour” al Mercatino del Gusto di Maglie

Un altro riconoscimento per il Mercatino del Gusto di Maglie. Si tratta del premio al turismo “Cavour”, istituito dal Comune di Sogliano Cavour, appunto, e dedicato a tutte quelle iniziative che non solo implementano il turismo nel territorio salentino, ma che rappresentano punte di eccellenza di tipo culturale. Così ieri, all’interno della cerimonia di premiazione organizzata presso le terrazze del Municipio, il sindaco di Maglie Antonio Fitto ha ritirato il premio con grande soddisfazione. Il Mercatino del Gusto per la città di Maglie, tuttavia, e nonostante l’evidente lusinga del premio, rappresenta un riconoscimento esso stesso, un riconoscimento silenzioso tributato dalle migliaia di persone che da undici anni si recano nella cittadina di Aldo Moro per gustare e degustare. Il primo cittadino ha espresso contentezza per questo premio e si è detto speranzoso che il mercatino raccolga sempre più proseliti. In questi anni la kermesse enogastronomica ha raccolto molti tentativi malriusciti di imitazione, ma questo non ha inficiato assolutamente la riuscita della manifestazione magliese, e pare falsa la leggenda metropolitana, in via di diffusione, secondo cui il Mercatino potrebbe spostarsi in un altro paese. “Credo che ogni luogo debba trovare la sua specificità – ha spiegato Fitto nei giorni scorsi alla Gazzetta del Mezzogiorno – noi abbiamo creato il Mercatino, e non abbiamo copiato un’iniziativa di successo, seppur molto differente, che si tiene proprio a due passi da noi, la Notte della Taranta di Melpignano. Trovo che le due iniziative attirino platee diverse, per cui servono il turismo ugualmente”. In altre parole, è nella diversificazione degli eventi che il turismo premia con delle ricadute positive sul territorio.

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Toma Maglie, bicchiere mezzo pieno alla prima di campionato

Col senno di poi, il pareggio per 0-0 a Racale fa contenta la società del Toma Maglie: dopo le difficoltà estive nel corso della formazione del nuovo gruppo, la promozione in Eccellenza restava un punto interrogativo. I primi dubbi sono stati fugati da una buonissima prestazione fuori dalle mura amiche, anche perché i calciatori magliesi erano fortemente rimaneggiati da infortuni, squalifiche e problemi vari. Mancavano, infatti, non solo Ruggiero e Parlacino per infortunio, ma anche Pasca, squalificato, e Ferraguto e Parodi, per mancanza del transfer internazionale. Ma il tecnico Sergio Volturo ha saputo ricompattare la squadra, facendo scendere in campo il portiere Bassi, poi Ferri, Alessandrì, Raponi e Zizzari in zona difensiva. Completavano gli undici iniziali i centrocampisti Cristaldi, Gonzalez e Giannuzzi, mentre in attacco si sistemavano Moreno, Fanigliulo e Di Santantonio. Gigi Bruno, allenatore dei padroni di casa, però cercava solo i tre punti. Sin da subito pericolosi, lasciavano però ampio spazio per la controffensiva ospite: al 10’ occasionissima per Di Santantonio, con la sua punizione dal limite che lambisce la traversa. Al 17’ episodio dubbio in area magliese, quando i locali chiedono il calcio di rigore dopo l’atterramento di Cresta. La palla resta nella stessa metà campo, con Bassi che chiude in extremis in più di un’occasione e i magliesi a dare il tutto per tutto per giocarsi le chance si vittoria. Ne paga le conseguenze Ferri, sostituito al 43’ da Ferrentino per un problema muscolare, a sua volta vittima dello stesso tipo di problema. Già al 51’ lascia infatti spazio a Martalò. Sul finale, qualche ammonizione per gli ospiti sottolinea la voglia a ogni costo di non soccombere. Arriva un punto che fa morale, in vista di domenica prossima, quando a Maglie verrà il Fasano per la prima sfida interna.

PAOLO MERENDA

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Trivellazioni in Adriatico, pochi giorni e si parte. Ma gli ambientalisti non mollano

Al via le trivellazioni sulla costa adriatica. Il conto alla rovescia sembra volgere al termine, e a nulla sono valse le tante mobilitazioni ambientaliste: ancora pochi giorni e si darà il via alle trivellazioni al largo del mare di Brindisi. E dopo le operazione di monitoraggio del sottosuolo marino legate alla ricerca dell’oro nero al largo delle isole Tremiti e al largo di Monopoli, ancora la Puglia al centro di un allarme ambientalista legato ai permessi in possesso dell’azienda inglese Northern Petroleum che, oltre ad aver ottenuto la possibilità di trivellare le coste brindisine, lo scorso giugno ha presentato nuove istanze per la ricerca del petrolio in tratti di mare che interessano la costa otrantina e di Melendugno e, a nord di Lecce, il litorale da Ostuni fino a Polignano a mare. Il progetto delle trivellazioni al largo delle coste brindisine affonda le sue radici nel lontano 1981, anno in cui venne individuato il giacimento petrolifero che prese il nome di “Campo aquila”. Ma è tra il 1993 e 1995, dopo la presentazione ufficiale all’allora ministro dell’Industria Paolo Savona, che risalgono i primi lavori di perforazione da cui trassero origine i due pozzi sottomarini collegati alla piattaforma “Floating production storage offloading”. L’estrazione del greggio iniziò nel 1998, per poi fermarsi a causa della manutenzione degli impianti nel 2006. E ora, nonostante non vi sia ancora l’ufficialità, l’attesa per ripartire con i lavori di estrazione è solo legata all’arrivo dell’unità “Fpso”, attualmente in cantiere a Dubai e in arrivo in Adriatico a metà settembre. A 25 miglia da Brindisi, circa 42 chilometri a nord-est della costa brindisina, due pozzi satelliti sottomarini verranno collocati a una profondità di 850 metri circa. L’area interessata dalle attività di estrazioni assegnate dall’Eni alla Saipem si estende fino a 79 chilometri dal lungomare e conta una superficie totale di 75mila ettari. Numeri inquietanti, che diventano ancor più tali nel momento in cui si parla di quantità: capacità di stoccaggio di 700mila barili e capacità produttiva giornaliera di 12mila barili di olio. Un territorio, quello salentino, già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale dalle attività dell’Ilva e dai suoi scarichi, dal carbone di Cerano, dal fotovoltaico selvaggio che ha deturpato molte meraviglie paesaggistiche, dalla cementificazione irragionevole. Infatti il comitato “No al carbone” giura battaglia e avanza richieste di informazioni e chiarimenti alle amministrazioni locali quali il Comune di Brindisi, ora commissariato, la Provincia e la Regione Puglia, enti dai quali tutti i cittadini attendono risposte. Ma i lavori per predisporre il necessario all’impianto offshore, nel frattempo, procedono.

Alessandra Ragusa

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Rotundo: “è urgente un pronunciamento del consiglio comunale”

Consideriamo assolutamente scellerata la decisione del Governo di autorizzare le trivellazioni petrolifere in Adriatico, al largo delle coste pugliesi ed in particolare salentine.

Conosciamo tutti molto bene i grandissimi rischi che questo tipo di impianti comporta, dall’alterazione dell’ecosistema alla minaccia incombente di inquinamento del mare e delle coste, e riteniamo che una terra come il Salento, ad elevatissima vocazione turistica, non si possa permettere di correre il rischio di doversi ritrovare a pagare un prezzo così elevato.

Il Salento tutto, a tutti i livelli Istituzionali, è da tempo impegnato nel perseguimento di un progetto di sviluppo territoriale che privilegi la tutela del paesaggio, dell’ambiente e della bellezza, in quanto pienamente consapevoli del fondamentale ruolo di motore di sviluppo dell’economia locale che queste inestimabili risorse rivestono, molto più di quanto il petrolio potrà mai rappresentare.

Per questo motivo chiediamo a tutti gli Enti locali, a partire dal Comune capoluogo, di farsi portavoce del dissenso dei salentini verso lo scempio che questa eventualità produrrebbe.

Per queste ragioni pensiamo che il Consiglio comunale di Lecce debba essere urgentemente chiamato a pronunciarsi e ad adottare tutte le iniziative utili a tutela della nostra comunità.

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Trivelle nel Basso Adriatico: ecco cosa devono fare cittadini e Comuni per fermare questa ennesima follia

Avevamo fatto scattare l’allarme già il 13 agosto 2011, non appena alcuni volontari ambientalisti ci avevano fatto scoprire questo ennesimo rischio per il nostro mare e per la nostra costa (ma cosa ci stanno a fare i tanti deputati e senatori pugliesi a Roma???). Qualcuno ci aveva detto che erano solo chiacchiere e che mai il governo Berlusconi avrebbe permesso questo annunciato disastro; altri ci hanno detto che in fin dei conti se si trova petrolio diventeremo tutti più ricchi e ci saranno più posti di lavoro… Invece le trivelle fotografate l’altro ieri al largo di Santa Cesarea Terme ci hanno portati alla dura realtà: le operazioni stanno iniziando, e si tratterà di operazioni di trivellazione estremamente pericolose per i nostro mare, per la costa e per la fauna. Figurarsi se si troverà il petrolio che cosa potrà succedere!!!

Ora, però, occorre fare di più rispetto alla informazione e alla mobilitazione. Bisogna mettere in atto ogni procedimento, come previsto dalla legge italiana, per spingere il Ministero dell’ambiente a bloccare le autorizzazioni alla Northern Petroleum a trivellare il nostro mare. Bisogna subito inondare il ministero con lettere di “osservazioni contrarie” protesta da parte dei cittadini. Bisogna che tutti i sindaci Salentini e i rispettivi consigli comunali adottino delle delibere con “osservazioni contrarie alle autorizzazioni alla trivellazione” da inviare immediatamente al Prefetto e al Ministero dell’Ambiente, che ha il dovere di recepirle tutte.

Sos Costa Salento, come abbiamo fatto per il sistema dei depuratori, per gli abusivismi, per i rischi di privatizzazione selvaggia, suonerà la sveglia e fornirà a tutti i soggetti interessati apposito supporto, anche legale. Questo mare non può essere “sfruttato”, ma deve essere “salvaguardato” e “valorizzato”, perché solo un suo utilizzo ambientalmente compatibile potrà portare ricchezza e lavoro al Salento e ai suoi abitanti.

Luigi Russo

Presidente SOS Costa Salento

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Abuso Edilizio

Domanda posta agli avvocati dal Sig. Lorenzo:

In breve: abuso edilizio.

Nel gennaio 2008 denuncio un abuso edilizo al sindaco il quale mi dice che la zona in questione e’ “tutelata” per cui “NON SI PUO’ COSTRUIRE NULLA”. Denuncio quindi alla polizia municipale che fa’ gli accertamenti dovuti.

A distanza di due anni, non solo le costruzioni ci sono ancora, anzi, sono ben evidenti e illuminate (parliamo di centinaia di metri quadri, non si un garage! ).

Faccio una visura catastale e scopro che nel 2009 e’ stato fatto un ampliamento con demolizione parziale e che nel 2010 e’ stato fatto un cambio di destinazione d’uso.

Visto che tutto cio’ e’ avvenuto DOPO la mia denuncia, a questo punto mi chiedo se non sia nel mio diritto denunciare l’amministrazione comunale per aver “RESO POSSIBILE” una sorta di sanatoria in zona in cui NON SI PUO? COSTRUIRE NULLA”

Non solo, sono in corso d’opera ulteriori lavori: mi sembra quasi di sognare.

Cordialissimi saluti e grazie per l’eventuale risposta.

Lorenzo

L’Avvocato Risponde:

Egregio signore,

in primo luogo mi viene da chiederLe se la denuncia che Lei nel 2008 ha sporto al sindaco ed alla Polizia locale è stata orale o scritta: tale distinzione è di rilevante importanza poichè foriera di non poche conseguenze rispetto all’ipotesi di approfondimento da Lei avanzata.

Nel caso in cui la Sua denuncia sia stata solo orale, non avendo altro riscontro alla suddetta se non l’eventuale conferma dell’autorità locale, Le consiglierei di vagliare con prudenza l’ipotesi di denunciare l’autorità comunale in considerazione del fatto che potrebbe trovarsi nell’impossibilità di dimostrare l’avvenuta presentazione della denuncia.

Altra strada, invece, si potrebbe prospettare nel caso in cui la denuncia sia stata vergata di Suo pugno, nel qual caso avendo la prova della ricezione della denuncia, un eventuale inadempimento della Pubblica Amministrazione potrebbe avere un interesse penalmente rilevante, e quindi un esposto contro l’Ente comunale in questione avrebbe una maggiore fondatezza.

Tali considerazioni, si badi bene, si basano sul presupposto che le informazioni sul regime urbanistico del luogo da Lei assunte siano esatte, e comunque Le consiglio, ove voglia coltivare l’intendimento di informare la Procura della Repubblica dei fatti in oggetto, di rivolgersi ad un legale di fiducia che La saprà consigliare al meglio, anche in vista di un approfondimento della situazione specifica.

Distinti saluti.

Avv. Andrea Conte

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Pesca 2011, c’è un campione mondiale otrantino: Giuseppe Negro

I campionati mondiali di Pesca 2011, nella specialità “Big Game Drifting”, hanno decretato i primi vincitori. Nella squadra vincitrice spicca il nome di un otrantino, Giuseppe Negro. Le gare si sono concluse il 4 settembre, dopo lunghe giornate di passione e agonismo.

Ha vinto nella specialità “Big Game”: ha mai pensato che avreste vinto davvero, e quali sono stati i momenti difficili?

“Ho avuto quella sensazione al secondo giorno, col migliore piazzamento. Sapevamo di essere sul podio e che avremmo potuto guadagnarci un buon piazzamento, ma che comunque tutto si sarebbe risolto all’ultimo istante. I momenti difficili risalgono invece a due rotture dovute a due pesci, che ci avrebbero garantito la sicurezza ancora prima e poi, negli ultimi due giorni, quando i pesci si trovavano sotto la barca, abbiamo avuto difficoltà nel dare da mangiare. Ma abbiamo avuto la freddezza necessaria per continuare”.

Ѐ passato solo un anno dal successo ai campionati italiani di pesca traina d’altura. Ci sono sensazioni e difficoltà diverse tra le due competizioni?

“Sono due tipi di pesca diversi. Quando ci si sposta dal proprio territorio si deve conoscere il luogo di destinazione. Bisogna prima avere notizie dalla gente del posto, se sono così gentili da fornirle, e il resto è studiato a tavolino con la carta nautica, cercando posti più favorevoli nella speranza che ricadano nel campo di gara prestabilito dall’organizzazione. Il tutto influisce sulla scelta dell’attrezzatura”.

I componenti di una squadra sono lo skipper, l’angler e il mate, con compiti diversi. La vostra era composta, invece, da quattro persone. Come erano divisi i compiti e il tuo qual è stato?

“Eravamo in quattro, tutti con il proprio compito, che però era a rotazione. Solo lo skipper non cambiava e nessuno poteva sostituirlo al timone. Questo per poter organizzare le attività in un secondo. Il mio compito era di angler, di mate e di addetto alla pasturazione”.

Quindi è indispensabile il gioco di squadra e l’affiatamento?

“E’ fondamentale, senza non si può fare questo sport”.

Altro aspetto è la tempestività. Tutto deve riuscire al primo colpo?

“Deve essere tutto organizzato prima. Nessuno deve dire all’altro quello che deve fare. Dal momento in cui parte una canna ognuno fa tutto nel giro di pochi istanti”.

Questa specialità e relativa classifica è basata sulla penalità e non sul punteggio classico?

“Esatto. Noi abbiamo avuto la fortuna di pescare sempre e accumulare poca penalità”.

Com’era composto il vostro equipaggio, proveniente da ogni parte d’Italia?

“I miei compagni erano di Rovigo, Padova e Venezia, tutti del club di Albarella, tra i più quotati al mondo per la pesca al tonno, al drifting. I componenti dell’altro team italiano provenivano dalla Liguria, Toscana, Calabria e Sardegna. Ma nonostante per l’Italia ci fossero due squadre, tutto quello che bisognava approntare per il giorno dopo veniva studiato insieme”.

Il tuo soprannome è Joe Black. Quando e dove nasce?

“Nel 1987, dato da un amico di Nardò ai tempi dell’Università. Joe Black è la traduzione del mio nome e cognome. Amo la pesca e il mare e da bambino ci andavo con mio padre. Da allora è nata questa “malattia”, come l’ho sempre definita. L’unica passione avuta da sempre. Il fattore competizione, in verità, non mi ha mai interessato. Ѐ avvenuto quasi per caso e per gioco, soprattutto grazie a personaggi di alto livello che mi hanno voluto in Nazionale”.

Alessandro Conte

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No all’eolico, ambientalisti mobilitati per la collina dei Fanciulli e delle Ninfe

Prosegue l’azione di tutela della collina dei Fanciulli e delle Ninfe. Il luogo si trova nei feudi di Giuggianello, Palmariggi e Minervino, e sono in tanti gli ambientalisti che si muovono affinché il progetto del parco eolico venga spostato in una zona di minor interesse naturalistico. La petizione, sposata anche dal Coordinamento civico di Maglie, è proseguita nel corso della Festa de lu Mieru in questo fine settimana. “Quest’anno – dicono dal Coordinamento – dagli appelli degli artisti sui palchi fino ai banchetti informativi e ai volontari tra le strade, l’estate salentina è stata attraversata da una diffusa mobilitazione trasversale, giovane e apartitica in difesa del paesaggio del Salento, vilipeso e attaccato su più fronti da più speculazioni come quelle del cemento e delle energie”. La petizione avviata da Italia Nostra Onlus è curata dal Coordinamento civico di Maglie per la tutela del territorio e la salute dei cittadini: la stessa Italia Nostra sezione Sud Salento ha già raccolto centinaia di firme in pochissime e brevi occasioni, e il Coordinamento altre centinaia durante la sola scorsa Notte della Taranta di Melpignano, per fermare la costruzione dei tre impianti industriali adiacenti per venti mastodontiche torri eoliche di 125 metri d’altezza ciascuna, e molte strutture annesse, sulla collina dei Fanciulli e delle Ninfe. “L’indiscussa Stonehenge megalitica d’Italia – continuano gli ambientalisti – e i suoi dolmen, menhir e rocce sacre enormi, naturali altari primitivi ammantati di suggestioni e leggende dai tempi protostorici sino ai nostri giorni, narrate anche da autori greci e latini antichi, rischiano di essere deturpati da progetti pazzeschi industrializzanti devastanti, in luoghi improponibili, dominio di grotte magiche, voragini, antri, villaggi neolitici, e d’uliveti antichi e monumentali, che i Greci dicevano costituiti anche da alberi gementi nella notte, derivati dalla metamorfosi in ulivi di fanciulli pastorelli messapici, a opera di stupende divine leggiadre e giovani ninfe indispettite, e tanti alberi lì, plurisecolari e dai tronchi contorti”. La petizione di Italia Nostra chiede al presidente della Repubblica, alla Regione e ai comuni coinvolti di ritirare ogni autorizzazione concessa in merito per fermare ogni ipotesi di anacronistica alterazione paesaggistica e sostanziale del sito.

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Maglie, 750mila euro per mettere a nuovo l’Ipsia “Lanoce”

Dei lavori da ultimare in palestra e l’Ipsia “Egidio Lanoce” di Maglie sarà pronto per questo nuovo finanziamento. Provincia di Lecce e Regione Puglia hanno infatti assegnato all’istituto retto dalla dirigente Albarosa Macrì 750mila euro, a seguito di un bando cui la scuola ha preso parte, presentando un piano esecutivo dei lavori, che dovrebbero partire subito dopo l’uscita delle linee guida. I lavori saranno indirizzati soprattutto al rifacimento degli impianti elettrico e termico nella sede centrale della scuola, che presentavano dei problemi dovuti anche all’età dello stabile e alla sua grandezza: i nuovi impianti saranno indirizzati verso il risparmio energetico e l’ottimizzazione dei consumi. “L’edificio che ospita la nostra scuola – ha commentato in questi giorni Macrì sulla Gazzetta del Mezzogiorno – è un monumento storico nella parte antica di Maglie dell’800. È doppiamente meritorio questo appalto di ristrutturazione, che asseconda le esigenze del sociale, ma che valorizza anche i beni monumentali. Inoltre per la prima volta il ministero dà alle scuole l’autonomia di gestire l’appalto interamente, in partenariato con la Provincia. Tutto questo accade anche per il miglioramento dell’offerta per il territorio. La risposta da parte dell’utenza c’è, ed è consistente, e noi cercheremo di fare sempre meglio”. La ristrutturazione servirà a confermare l’offerta di qualità fornita dall’Ipsia, che negli ultimi anni sta assistendo a un aumento delle iscrizioni, anche in virtù delle specializzazioni presenti nell’istituto e del sempre più stretto rapporto con le aziende del territorio, che servono da sbocco lavorativo ai ragazzi dopo il diploma.

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Otranto, appello di Cariddi agli operatori: “E’ ancora estate, non chiudete le attività”

I timori di inizio estate sono stati fugati da una stagione esaltante dal punto di vista delle presenze turistiche, e il sindaco di Otranto Luciano Cariddi lancia un appello agli operatori. “Continuate a offrire i vostri, perché “si sta raggiungendo il tanto agognato obiettivo della destagionalizzazione turistica”, dice Cariddi, che invita quindi a fare “un piccolo sforzo restando aperti ed efficienti ed anche – magari – coccolando un po’ di più i turisti che hanno scelto settembre e ottobre”. Ciò che più soddisfa l’amministrazione comunale è tra l’altro il livello elevato della qualità dei servizi offerti, anche e soprattutto dai privati dopo alcuni anni di verifiche e correttivi effettuati. “Crediamo – aggiunge il sindaco – che si possa essere abbastanza sereni circa il percorso intrapreso. A tal proposito il nostro riconoscimento va a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine, impegnate in città accanto all’amministrazione comunale per garantire un’adeguata sicurezza del territorio, e agli operatori ecologici tutti per l’elevato spirito di servizio dimostrato durante la propria attività quotidiana per garantire un ambiente pulito, vivibile e accogliente. Un vanto per la nostra offerta turistica”. Ora si spera di raggiungere completamente l’obiettivo della destagionalizzazione dopo incrementi notevoli in primavera ed estate che hanno consentito, ad esempio, di stimare le entrate per la tassa di soggiorno, per il solo mese di luglio, su cifre che viaggiano tra i 150 e i 160mila euro. “Le buone condizioni meteorologiche di questi giorni – conclude il sindaco – probabilmente ci consentiranno di allungare ulteriormente la nostra stagione turistica, ed è per questo che chiediamo a tutti i nostri operatori del settore di continuare a offrire i propri servizi così come è stato fatto finora. Mi riferisco in particolare ai pubblici esercizi e ai negozianti, perché mantengano aperte tutte le loro attività in città e non ci facciano vivere situazioni (pure registrate in passato) di chiusura anzitempo nonostante il buon numero di turisti ancora presenti nelle nostre strutture ricettive”. In particolare l’appello di Cariddi è rivolto ai gestori degli stabilimenti balneari, perché mantengano le proprie strutture aperte e attrezzate per ospitare al meglio quanti ancora vogliono godere della bella stagione balneare. Quindi un ringraziamento a tutti per il lavoro sin qui svolto, ricordando che “Otranto è una città che sa esercitare il suo fascino durante tutto l’anno, e solo con la collaborazione di tutti si può realmente puntare al tanto agognato obiettivo della destagionalizzazione turistica”.

Elio Paiano

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Franco Oppini ed Enzo Garinei con l’Aulularia di Plauto chiudono il Baxta Festival.

Cala il sipario sulla prima edizione del Baxta Festival, rassegna di Teatro Antico organizzata dal Comune di Poggiardo e svoltasi a Poggiardo e Vaste dal 23 agosto, con l’Aulularia di Plauto interpretata martedì 6 settembre nell’area archeologica di SS.Stefani da Franco Oppini, Enzo Garinei e Gegia per la regia di Maurizio Annesi.

Aulularia è sicuramente una delle commedie più conosciute e rappresentate di Plauto. Appartenente al periodo della maturità del commediografo latino, la sua datazione è stata fissata nel primo decennio del II secolo a.C. E’ inoltre, tra le commedie plautine, una di quelle che ha ispirato la drammaturgia posteriore sul grande tema dell’avarizia.

Un irresolubile taccagno, una serva-concubina e il servo scaltro animano questa commedia, tra le più gradevoli e ricche di vis comica, con una schiera di personaggi dipinti dal commediografo con impareggiabile maestria. La storia, ambientata ad Atene, vede Euclione, taccagno impenitente, diventare improvvisamente ricco per opera del lare protettore della famiglia, che gli indica, sepolta nel giardino della sua casa, una pentola piena di monete d’oro. Il taccagno divenuto quindi improvvisamente ricco, trasforma il suo status: da povero a spilorcio, sospettoso di tutto e di tutti, persino di Uva, la sua serva-concubina, considerandoli potenziali ladri della pentola. Ma tra tutti i sospettati, il suo servo Trottola compie l’impresa di rubare la pentola facendo piombare Euclione nella disperazione più nera che nulla sembra alleviare. In una girandola di situazioni, in cui il genio plautino fa emergere i lati più nascosti dell’animo umano, si svolge tutta la vicenda ricca di intreccio, di movimento e di personaggi, alcuni che rappresentano i sani valori, altri quelli malvagi.

Una commedia ricca di colpi di scena e di parti esilaranti, dove però trova spazio anche la riflessione sul doppio animo dell’uomo, l’eterno conflitto tra il bene e il male, sempre con la consueta e inimitabile graffiante ironia del grande autore. “Il nostro allestimento – scrive Annesi nelle note di regia – mette in risalto il grande gioco della vita dove tutti i personaggi concorrono alla giostra dell’umanità, con i loro vizi e le loro virtù, ma sempre con l’occhio benevolo dell’ironia e della consapevolezza che, alla fine, tutti dobbiamo fare i conti con le nostre debolezze e con il fatto che presto o tardi, poco o nulla rimarrà di noi. Una grande commedia, a cui si aggiunge il fatto che l’epilogo finale scritto da Plauto non ci è pervenuto; e questo ne fa motivo di attrazione perché ci permette di poter concludere la storia mettendoci un poco della nostra visione della vita”

Inizio spettacolo ore 21.00. Biglietto € 10,00

Info e prevendita (da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 14.00)

Comune di Poggiardo – Ufficio Cultura, Via Aldo Moro 1 Tel.0836.909812 – Fax 0836.909863

www.comune.poggiardo.le.it e-mail [email protected]

Botteghino (località SS.Stefani) ore 19.00 giorni di spettacolo – Numero verde 800551155

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Problemi sì, ma anche tanti punti di forza: questa è Maglie

Tanti i punti di forza di Maglie, e sono sotto gli occhi di tutti. Intanto le ottime scuole: di una in particolare i successi sono noti, il liceo “Francesca Capece”, retto da un preside di grande spessore, Roberto Muci, ben saldo sulle tracce di un mito, in materia: il professor Nicola De Donno, scomparso qualche anno fa. Uno dei beni più importanti della città, poi, è anche la sua biblioteca “Francesco Piccinno”, con il museo “Decio de Lorentiis” intestato proprio a uno dei più illustri magliesi, tra gli scopritori delle principali grotte sulla costa adriatica. La biblioteca possiede incunaboli, cinquecentine e seicentine di pregio e spesso è teatro di eventi di assoluta qualità, tra cui spiccano quelli organizzati in collaborazione con l’associazione “Bud Powell”. Anche il tessuto associativo è per certi versi la grande forza di Maglie, a partire dalla succitata associazione jazz che riesce effettivamente a far appassionare a questo genere musicale anche a chi non è avvezzo, attraverso jam, concerti, guide all’ascolto, masterclass e molto altro. Tra le associazioni molto attive sul territorio ricordiamo poi la Fratres, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, la Biblioteca di Sarajevo, il Gruppo Speleologico Salentino, solo per citarne alcune delle oltre sessanta iscritte negli albi delle consulte. Un lavoro silenzioso ma efficace è svolto anche da Zampalibera, che di concerto con Asl e amministrazione comunale combatte il randagismo. A proposito di Asl, il distretto di Maglie vanta il day-service ambulatoriale per i malati cronici affetti da malattie cardiache, pneumologiche e diabetologiche, che consente di effettuare in un giorno i controlli di un anno sulla propria salute. Per quanto riguarda la cultura, annoveriamo due rassegne che hanno portato Maglie agli onori delle cronache nazionali, il Mercatino del Gusto e Chiari di Luna, la cui organizzazione e offerta sono assolutamente eccellenti.

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