Archive | Novembre, 2011

Toma Maglie, il cuore non basta

Il 3-2 subìto a Corato segna la terza sconfitta consecutiva della Toma Maglie in questo campionato di Eccellenza ma, a differenza delle precedenti due, lascia intravedere molti più segnali di ripresa. Appena 7 giorni fa la sconfitta interna con nessuna rete all’attivo: il passo avanti, seppur amaro dato il nuovo stop, è evidente. Non solo nel 3-2, ma anche per come è arrivato, dato che i calciatori magliesi sono andati al riposo sul doppio vantaggio. I ragazzi del mister Sergio Volturo, piuttosto, devono mangiarsi le mani per non aver saputo amministrare il risultato, ma in periodi come questo va bene comunque. In campo, l’Atletico Corato partiva forte, senza riuscire a impensierire l’estremo difensore ospite Danilo Bassi, mentre sull’altro versante gli attaccanti della Toma scaldavano le mani al portiere Dario Loporchio. Portiere che capitolava al minuto 42, quando Francesco Dimida, classe 1991, riusciva a superarlo a seguito di uno schema perfettamente eseguito. Prima che l’arbitro chiamasse la pausa, però, Pierandrea Fanigliulo trovava anche la seconda rete, che chiudeva virtualmente il match. Solo virtualmente, in quanto a inizio ripresa il Corato riprendeva le redini del gioco, e anche se non riusciva a superare la fitta rete difensiva del Maglie, al quarto d’ora guadagnava un rigore. Corrado Uva realizzava nonostante l’intuizione quasi vincente di Bassi. I padroni di casa non si fermavano, e il 2-2, sempre di Uva, arrivava dopo che lo stesso attaccante, onnipresente, colpiva un palo. Diego Albano completava la rimonta quasi allo scadere, dando i tre punti ai calciatori del tecnico Loseto Valeriano, e la classifica cambia ancora. Adesso l’Atletico Corato è sempre più stabile in zona playoff, mentre il Maglie, in virtù dei due punti raccolti nelle ultime cinque partite, scivola sempre più e si allontana dalla zona che conta.

PAOLO MERENDA

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Maglie, al via la Festa dell’Albero

Due scuole di Maglie unite per festeggiare gli alberi. Si tratta della scuola elementare Giulio De Giuseppe e del liceo Francesca Capece, che il 21 novembre sono impegnate in un ricco programma per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del patrimonio arboreo e boschivo mondiale e italiano per la tutela della biodiversità, per il contrasto dei cambiamenti climatici e per la prevenzione del dissesto idrogeologico. Alle 9 presso l’aula magna del liceo, ci sarà la presentazione del concorso per studenti delle scuole elementari e medie del distretto scolastico di Maglie “I segni del paesaggio, I monumenti arborei”, mentre alle 10 si procederà alla piantumazione di arbusti in villa Tamborino, il polmone verde della città, e alle 11 ci sarà un incontro scientifico organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Lecce e l’Università del Salento “L’Albero, il ruolo ambientale e l’importanza per la città”. Il concorso si concluderà il prossimo giugno 2012 ed è suddiviso in due categorie tematiche, “Gli elementi caratteristici del paesaggio agrario e naturale salentino” e “Gli alberi monumentali quali testimoni del passato della natura e della vita dell’uomo con la natura”.

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Sette sit in contemporanei per il diritto alla salute

Si sono tenuti ieri sette sit in sul diritto alla salute, contemporaneamente, a Lecce e provincia, in occasione della Giornata di mobilitazione nazionale per un sistema sanitario pubblico, universale e di qualità organizzato dalla Cgil con 400 iniziative in tutta Italia. Il sindacato, i lavoratori e gli utenti si sono dati appuntamento presso i presidi ospedalieri di Lecce, Casarano, Galatina, Gallipoli, Scorrano e presso le sedi dei distretti di Martano e Ugento. “Il servizio sanitario pubblico – sostengono dalla Cgil – è messo pesantemente in crisi da scelte economiche e politiche che minano il diritto alla salute dei cittadini: 12 miliardi in meno, dal 2010 al 2014, un miliardo in meno per l’edilizia sanitaria con questa Legge di stabilità; riduzione da un miliardo a 200 milioni per il Fondo sociale, introduzione del super ticket sanitario per oltre 4 miliardi entro il 2014. L’Italia è il Paese che spende di meno in sanità pubblica rispetto alla media degli altri Paesi UE e dei Paesi OCSE”. “In Puglia il colpo inferto alla rete dei servizi sanitari è insostenibile – dice Antonella Cazzato, segretaria provinciale della Cgil – soprattutto per la carenza di personale. Nella provincia di Lecce il Piano di riordino doveva essere la vera sfida per riqualificare i servizi sanitari. Anche la riduzione dei posti letto doveva rappresentare un’impostazione nuova: il ricovero in ospedale, infatti, è quasi sempre per i cittadini l’unica soluzione, in assenza di altre strutture. La situazione attuale invece è gravissima, perché sui 240 posti previsti ce ne sono 180, mancano i posti di medicina, non sono attive le lungodegenze. I tempi delle liste di attesa si sono allungati da quando è venuta meno l’esclusività del rapporto di lavoro nella sanità. Per contribuire all’abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni diagnostiche sarebbe necessario che le strumentazioni funzionassero in h 12”. Con la protesta si vuole ottenere di garantire il finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in tutte le regioni e abolire i super ticket, servizi 24 ore su 24 con finanziamenti vincolati a priorità, che vanno dalle cure primarie alla non autosufficienza, sbloccare le assunzioni e rilanciare la contrattazione perché chi lavora favorisce il cambiamento, rendere socialmente sostenibili i piani di rientro, usare i risparmi per aprire nuovi servizi; i Lea prima di tutto, aprire alla partecipazione democratica con una sede di confronto nazionale e regionale. A livello regionale, inoltre, la Cgil rilancia gli obiettivi sulle politiche sanitarie e socio sanitarie: riqualificare la rete ospedaliera con la riconversione in servizi territoriali, potenziare la prevenzione, i servizi distrettuali e le cure primarie, raggiungere una matura integrazione fra ambito sociale e sanitario, governare adeguatamente i meccanismi dell’accreditamento, riportare l’offerta entro i limiti della programmazione pubblica e il governo dell’assistenza farmaceutica.

Fabio Tarantino

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Otranto, da relitto a opera d’arte

Nel momento in cui in Italia si tira la cinghia e il Governo Monti cerca di far quadrare i conti e ridare credibilità al paese, a Otranto si procede con un monumento i cui (elevati) costi di manutenzione saranno a carico della cittadinanza. L’iniziativa è bella dal punto di vista concettuale, il relitto della Kater I Rades, affondato a Brindisi con il suo carico di disperati, invece di essere rottamato diventerà una scultura. L’opera è affidata a un famoso artista greco, Costas Varostos, che selezionerà una rosa di giovani artisti che interverranno sui resti dello scafo. Dal male può nascere il bene, cioè un’opera d’arte contemporanea. Ma il punto è proprio questo. Sarà un’opera d’arte contemporanea, creata con lo scafo arrugginito, trattato con resine e ricoperto di vetri e scaglie di vetro, secondo lo stile dell’artista. Tuttavia, il problema -per i cittadini che vedranno sul porto tale opera d’arte- sarà la sua manutenzione.

Dovrebbe esserne garantita la durata per anni, come da certificati delle ditte che stanno compiendo i lavori, ma dappertutto le opere d’arte contemporanea stanno dando infiniti problemi di manutenzione.

Problemi di manutenzione che si sono evidenziati già in fase di installazione quando è stata avanzata la richiesta di un fossato intorno alla nave che sarebbe costato alle casse cittadine oltre trentamila euro. La riflessione fatta da tutti gli idruntini presenti era collegata all’esempio della Croce di Papa Giovanni Paolo II. Qui, nonostante sia un blocco unico di alluminio, si ha difficoltà, da sempre, a reperire anche le poche migliaia di euro per riverniciarla e restaurarla. Quindi, una riflessione è d’obbligo: va benissimo l’intento celebrativo delle disgrazie del Canale d’Otranto, ma non si poteva fare l’opera con un pezzo dello stesso scafo? Cioè non si poteva scegliere, magari, solo il timone e la cabina, insomma, qualcosa di più semplice dei 21 metri dello scafo originale? Il tempo ci darà la risposta, forse scontata, nel frattempo un plauso va comunque all’amministrazione comunale per aver posto tale opera arretrata rispetto ai bastioni dei Pelasgi con i quali avrebbe potuto avere una difficile interazione come il famigerato riccio di Gallipoli.

Elio Paiano

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Cerimonia di inaugurazione della Strada Provinciale 148 in ricordo di Vittorio Potì

Ieri mattina è stata inaugurata la Strada Provinciale 148 che collega Borgagne con Sant’Andrea. Ѐ una strada che servirà le marine di Melendugno, i comuni vicini e le zone industriali di Calimera, Vernole e Martano. L’estensione dell’intervento, nato col Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2006-2008, è pari a circa 4,5 chilometri, per una sezione complessiva di 9,5 metri e una larghezza bitumata di 8,5 metri. Il costo complessivo ammonta a 750mila euro ed è finanziato per 2/3 con avanzo di amministrazione e per il restante 1/3 con fondi regionali. Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone ha tagliato il nastro inaugurale di apertura al traffico. All’evento ha partecipato anche l’assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Lecce Massimo Como e il vice sindaco di Melendugno Mauro Russo, facente funzioni del compianto sindaco Vittorio Potì. “La cerimonia di apertura al traffico della strada del mare che collega Borgagne con Sant’Andrea, marina di Melendugno – ha dichiarato il presidente Gabellone – ha anche un forte valore simbolico, perché nella terra e nella realtà comunale tanto amata e servita nel corso della sua lunga vita politica, dal compianto consigliere provinciale e sindaco di Melendugno Vittorio Potì. La Provincia di Lecce, dunque, continua nella sua azione di potenziamento, messa in sicurezza e adeguamento strutturale delle arterie più pericolose e a maggior traffico turistico del suo territorio Lecce”.

Alessandro Conte

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Stèfano a Clini: no agli OGM

Corrado Clini, ministo dell’Ambiente del Governo Monti, apre agli Organismi Geneticamente Modificati, e Dario Stèfano, assessore regionale e coordinatore della Commissione Politiche agricole nazionale, si dichiara fermamente contrario agli Ogm.

Dario Stèfano, giovane politico salentino, commenta così l’apertura ai Frankenstein della natura del suo omologo nazionale: “L’esordio del nuovo ministro all’Ambiente Corrado Clini non ci è piaciuto. Ci saremmo aspettati più cautela e attenzione verso percorsi già strutturati e che investono determinazioni di altri livelli istituzionali che pure sui temi delle coltivazione transgeniche hanno competenza. Pur augurandomi che possano essere state frutto dell’emozione da primo giorno, ho tuttavia il dovere di evidenziare subito al ministro Clini che le regioni italiane si sono già espresse, e più volte, contro gli Ogm e hanno chiesto al Governo l’esercizio della clausola di salvaguardia, così come hanno pure fatto altri stati membri dell’Unione Europea. Né ci può soddisfare la distinzione che ha fatto il ministro fra alimenti e colture arboree, perché per noi il tema è quello di una scelta strategica del Paese. Peraltro, non riteniamo che si possa pensare di risolvere il problema del dissesto idrogeologico nel nostro Paese facendo ricorso alle colture transgeniche. Tema, piuttosto, al quale va indirizzata ben altra attenzione valorizzando, a nostro avviso, ancora di più e meglio, il ruolo che l’agricoltura tradizionale hastoricamente svolto per la tenuta idrogeologica del territorio”.

Jenny De Cicco

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Trivelle nell’Adriatico? I politici pugliesi insorgono si muovono in modo diverso ma in maniera unanime per impedire le attività petrolifere

Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna scrive al neominstro dell’Ambiente Corrado Clini, Salvatore Negro propone azioni alla Greenpeace, il senatore pugliese del Pd Salvatore Tomaselli incontra il Ministro Clini nella serata di ieri, per manifestare la preoccupazione sulle autorizzazioni a effettuare ricerche e indagini geofisiche propedeutiche alle attività di estrazioni petrolifere nel Mare Adriatico, dalle Tremiti al Salento.

Clini ha assicurato il senatore Tomaselli che affronterà il dossier e che, nel corso della prima audizione in Parlamento, prevista presso la commissione Ambiente del Senato per mercoledì prossimo alle 11, risponderà alla richiesta di bloccare le procedure.

La lettera di Onofrio Introna esprime i timori nei riguardi delle azioni della società Northern Petroleum che “ha dal Governo precedente le autorizzazioni per effettuare le prospezioni al largo del nostro mare, nonostante il diniego emesso dalle sentenze del Tar”. Frazionando la richiesta di Via in cinque tronconi, ha eluso la normativa e le sentenze del Tar che impongono una sola Via, per valutare l’impatto totale degli interventi. Introna invita il ministro Clini: “Venga in Puglia ad ammirare un mare senza trivelle e intanto sospenda i permessi”.

“Mi permetto di suggerirle di iscrivere nella sua già fitta agenda di lavori una visita in Puglia, che sogna un futuro senza mostri di ferro in mare – scrive augurando poi buon lavoro al neominisrro Clini – La vicenda è nota al ministro, considerata la continuità da venti anni ai vertici amministrativi del Dicastero – ma ricordo ugualmente a Clini il no di tutto il territorio e dell’intero consiglio regionale alle prospezioni petrolifere in Adriatico, il parere negativo della Regione Puglia e di tutti gli enti e soggetti interessati, la proposta di legge alle Camere approvata il 20 luglio all’unanimità da questa Assemblea e aperta a tutte le Regioni adriatiche, per il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi in mare”.

Si aggiunge all’appello di Introna la nota di Salvatore Negro, Udc, che annuncia azioni concrete, con metodi alla Greenpeace.

“Nessuno tocchi il mare di Puglia. Noleggeremo una nave per bloccare qualsiasi tentativo di trivellazione al largo delle nostre coste. Come Udc facciamo nostra l’iniziativa, già lanciata a settembre dal presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, di salpare con una nave per impedire che le trivelle della Northern Petroleum e di qualsiasi altra compagnia petrolifera si avvicinino alle coste pugliesi. Allo stesso tempo aderiamo all’invito dell’assessore regionale Lorenzo Nicastro e siamo pronti a partecipare a qualsiasi iniziativa di democratica protesta pur di scongiurare questo attentato alla bellezza del nostro mare e alla economia della Puglia che soprattutto grazie alle bellezze naturali, paesaggistiche ed architettoniche ha visto incrementare i flussi turistici sul proprio territorio negli ultimi decenni”.

Jenny De Cicco

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Trenitalia taglia i ponti e i leccesi manifestano

Questa mattina, è stata presidiata la stazione ferroviaria di Lecce dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che hanno chiesto al governatore di Puglia Nichi Vendola di opporsi al taglio di collegamenti tra il Salento e l’Italia.

I lavoratori di Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno ricordato l’imminenza dei tagli, previsti entro il 12 dicembre ” evidenziando una responsabilità pesante del Gruppo Fs e del Governo che ha drasticamente ridimensionato per il 2012 le risorse per il trasporto ferroviario”. Il taglio si ripercuoterebbe così anche sui dipendenti delle ferrovie, che non ci stanno e affermano che Trenitalia “sta negando il diritto al lavoro e alla mobilità costituzionalmente garantita”.

Presente alla manifestazione anche la vicepresidente regionale Loredana Capone, che ha dichiarato come sia l’intero Salento a protestare contro questo isolamento. “Abbiamo bisogno di potenziare i collegamenti con il resto d’Italia, non di sopprimerli – ha detto – Contenere i costi in un momento di così grande crisi è dovere di ogni istituzione, pubblica e privata, ma non di certo a discapito di una terra che, così, rischierebbe di essere completamente marginalizzata, geograficamente ed economicamente”.

Un coro unanime, quello della politica pugliese, a sostenere l’importanza del settore trasporti nello sviluppo del Sud.

Si è espresso anche Rocco Palese, del Pdl provinciale, “per scongiurare l’isolamento della Puglia e del Salento. Occorre passare dalle parole, e dalle pur legittime manifestazioni, ai fatti. Un’unità d’intenti in Parlamento per far sentire in modo bipartisan la protesta del Salento e della Puglia contro i tagli. Anche la Regione dovrebbe andare ben oltre i comunicati stampa e la partecipazione alle manifestazioni sindacali e chiedere un incontro urgente ai vertici di Trenitalia, magari anche alla presenza e col sostegno degli enti locali e dei parlamentari pugliesi di tutti gli schieramenti”.

Jenny De Cicco

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Otranto si prepara alle elezioni

“Allenza per Otranto non si cammina più da soli”. Questa la campagna lanciata dal gruppo consiliare d’opposizione al Comune di Otranto “Allenza per Otranto”. Si tratta di un messaggio che suona ermetico ed è stato scelto per lanciare l’imminente campagna elettorale portata avanti dal gruppo in vista delle prossime amministrative. In pratica, il messaggio dovrebbe comunicare che è imminente la nomina ufficiale a candidato sindaco per l’opposizione di Corrado Sammarruco. Sammarruco, infatti, è stato indicato come candidato in maniera ancora semi ufficiale, con un incontro che non aveva una caratterizzazione meramente politica. Ora, invece, si sta procedendo alla sua ufficializzazione e la campagna inizia proprio con questo primo manifesto. Ma, quando avverrà questa ufficializzazione? Voci di corridoio assicurano che il tutto sarà fatto il 4 dicembre. Intanto, dall’altra parte si ricorre all’ironia. È il caso del Sindaco Luciano Cariddi che risponde “secondo me, se questi sono gli attori in campo, occorrerebbe dire meglio soli che male accompagnati”. Insomma, i cittadini saranno chiamati alle urne in primavera e le liste stanno già scaldando i motori il tutto con una incertezza di fondo, una domanda che ricorre ormai tra tutti i cittadini: ma le liste saranno due o tre?

Elio Paiano

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A cinquant’anni dalla tragica scomparsa, Maglie ha ricordato il capitano Elio Nisi

Moriva cinquant’anni fa, nel tentativo di compiere un atterraggio di fortuna nei pressi del Lago Tanganica, nell’ex Congo belga, il magliese Elio Nisi, capitano dell’aeronautica militare.

L’amministrazione, lo scorso 17 novembre, ha deciso di commemorare lo sfortunato aviere con una cerimonia sobria e solenne presso il cimitero comunale, alla presenza di autorità militari e civili, di parenti e di amici che, come ha ricordato il sindaco Antonio Fitto, “conobbero e apprezzarono il valore del capitano Elio Nisi, rimanendo profondamente sgomenti di fronte a una tragedia così grande”. L’Onu a metà degli anni ’60 aveva dato il via alla missione Onu per porre rimedio alla crisi del Congo: l’intenzione era quella di garantire l’integrità territoriale e l’indipendenza del paese e permettere l’arrivo di aiuti umanitari. Dalla data di inizio dell’Operazione Congo, cioè dal 22 agosto 1960 al 19 giugno 1962 l’aviazione militare italiana con i suoi aeroplani trasportò in condizioni operativamente difficili e rischiose, truppe e materiali, perdendo ben 21 uomini e tre velivoli. La tragedia del Lago Tanganica avvenne a pochi giorni di distanza dalla terribile strage passata alla storia come “eccidio di Kindu” in cui tredici aviatori anch’essi appartenenti alla 46ª Brigata aerea a bordo del C-119, “Lyra 5” in volo umanitario, furono catturati dai locali, torturati e massacrati barbaramente. Il 17 novembre 1961 il velivolo C-119, “Lyra 10” alla cui guida era proprio il capitano Nisi, sorvolando a Kakungwi nei pressi del Lago Tanganica, ebbe un’avaria che costrinse l’equipaggio ad un atterraggio di emergenza.

La manovra, compiuta alla perfezione, fu vanificata dalla presenza tra le fronde di una profonda buca nella quale si andò a incastrare il carrello dell’aereo. La collisione con il terreno fu inevitabile causando la morte dello stesso capitano Nisi, del maresciallo Giovanni de Risi, del motorista maresciallo Tommaso Fondi e del marconista maresciallo Giuseppe Saglimbeni. Il resto dell’equipaggio e tre passeggeri dell’Onu, feriti, saranno recuperati due giorni dopo. La cerimonia si è conclusa con la deposizione, da parte del sindaco e del comandante dell’aeronautica di Galatina, Maurizio Colonna, di una corona nella cappella di famiglia dell’aviere magliese. A Elio Nisi è intitolata una strada nella zona Palicella.

Maurizio Tarantino

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Prima mostra mercato del vinile e della musica alle Officine Cantelmo

I giradischi sono da tempo solo un vecchio ricordo, ma restano cimeli, come lo sono i dischi in vinile, impreziositi dai ricordi per gli amanti della musica. Il vinile non è solo un oggetto per decorare la propria casa ma una sorta di diario della storia della musica che nessun altro oggetto può sostituire nel cuore dei musicofili. Un oggetto pregiato e raro il cui prezzo è però accessibile a tutti. I collezionisti in tutta Italia sono oggi numerosissimi e per questo motivo l’assessorato alle Attività Produttive del Comune di Lecce e le Officine Cantelmo hanno organizzato, domenica 20 novembre, la prima “Mostra Mercato del Vinile e della Musica” che si svolgerà alle Officine Cantelmo. A partire dalle 11 e per tutta la giornata si potranno acquistare, scambiare e vendere i vinili ma anche altri oggetti che riguardano la musica come cd, libri, riviste, gadget e pezzi da collezione. Verrà poi messa a disposizione dei partecipanti la possibilità di convertire i vinili in mp3. Inoltre l’associazione culturale La Manovella allestirà una piccola mostra che avrà come oggetto l’incontro tra musica e fumetto. Alle 17, infine, ci sarà una conferenza sul tema con ospiti il dj, produttore e direttore artistico dell’etichetta Recycle Records Guido Nemola, il dj Chico Perulli e Daniele De Vito della Solkiemicrosolki, un’azienda artigianale che si occupa dell’incisione sui dischi in vinile. In chiusura, alle 18,30, ci sarà un aperitivo musicale.

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Maglie, torna la Giornata del Ricordo delle Vittime della Strada

Maglie si ferma per ricordare e piangere i suoi figli morti sulle strade. Domenica 20 novembre a Maglie, in piazza Aldo Moro, si celebra la Giornata mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada. Come ogni anno, nella piazza, saranno esposte alcune vetture accartocciate a seguito di impatti violenti e alle 12 sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime di incidenti stradali. Saranno inoltre esposte le foto di vittime di sinistri avvenuti in provincia di Lecce, davanti alle quali a mezzogiorno sarà deposto un mazzo di fiori. Nelle chiese di Maglie, le vittime della strada saranno ricordate nella preghiera dei fedeli, e alle 18 sarà celebrata una messa in suffragio presso la chiesa della Presentazione del Signore. In piazza, sarà inoltre presente uno stand per la raccolta firme a supporto della proposta di legge C.3274, che da oltre un anno giace in Parlamento. Con questa proposta l’Aifvs chiede l’introduzione dell’omicidio stradale come fattispecie di reato autonoma, in cui ricomprendere le condotte di guida temeraria, azzardata e pericolosa. “I reati stradali sono troppo spesso sottovalutati sia dal legislatore che dai giudici – dichiara Eva Ruggeri, referente locale dell’Aifvs – che pur avendo gli strumenti, considerano di fatto questi crimini come reati minori, trascurando che anche pene più severe contribuirebbero a fare prevenzione. Speriamo, con questa raccolta-firme, di sollecitare anche nelle istituzioni una nuova coscienza sociale rispetto a un problema che non riguarda solo i familiari delle vittime ma che è un problema della società tutta”. Nella stessa giornata, sempre in piazza Aldo Moro, l’Automobil Club Lecce, in collaborazione con la Provincia, allestirà una postazione dove sarà possibile effettuare controlli gratuiti dell’udito, sempre nell’ambito della prevenzione degli incidenti stradali: si è riscontrato infatti che anche la ridotta capacità uditiva è spesso causa di sinistri.

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