Posted on 20 Febbraio 2012. Tags: Gigi Macagnano, Libertas Aversa, Mara Di Martile, Tonino Solombrino
Sulla carta le favoritissime erano le padrone di casa magliesi, e così è stato: contro la Libertas Aversa è arrivata la vittoria 3-0, il che non solo tiene la Betitaly in corsa per la promozione, ma potrebbe anche portarla in seconda posizione se nella prossima sfida di campionato, anch’essa al Palabetitaly, dovesse arrivare l’ennesima vittoria. La partita, rimandata due settimane fa per la neve, sin dall’inizio si mette bene per le salentine, che vincono il primo set 25-16: ottimo il lavoro di Mara Di Martile e tutte le altre, sempre attive per non correre rischi inutili. La vittoria è stata praticamente decisa sul secondo set, quando cioè le ospiti casertane hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo per rimettere in sesto l’incontro, incontrando un muro e perdendo 25-17. C’è da dire che, nonostante i numerosi infortuni che hanno falcidiato il gruppo di mister Tonino Solombrino, la differenza tra i due collettivi era comunque nettissima. Il terzo set ha forse visto le salentine “sedersi”, sentendo già al sicuro la vittoria, con le campane che hanno sfiorato la vittoria del parziale, arrendendosi 25-22. Se questa rappresentativa della Campania non poteva impensierire la Betitaly, altro discorso è la capolista Gricignano, anch’essa della provincia di Caserta, con il quale potrebbe innescarsi un finale di stagione al cardiopalmo.
Sfruttando al meglio gli scontri diretti e con un passo falso delle campane, potrebbero arrivare non solo i playoff, obiettivo ormai acclarato per il team del presidente Gigi Macagnano, ma addirittura la promozione diretta, e sarebbe la seconda consecutiva. Alla vigilia, da cenerentola, non molti tifosi si sarebbero aspettati questa svolta, ma la società ha saputo lavorare bene, con gli ultimi acquisti di peso che la mettono di diritto tra le favorite per il salto in serie B1.
PAOLO MERENDA
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Posted on 20 Febbraio 2012. Tags: Giuseppe Puzzovio, Luca Catalano, Sakho Mamadou, San Paolo Bari, Tamborino Frisari
Il risveglio della Toma Maglie dura solo una giornata, nonostante il calendario amico, con le due ultime classificate in trasferta al Tamborino Frisari una dopo l’altra. Peccato non aver approfittato appieno del doppio turno interno: la vittoria della scorsa settimana aveva lasciato ben sperare il pubblico magliese e, con un bis, la salvezza sarebbe stata più vicina che mai.
Invece contro il San Paolo Bari è arrivata la rete-beffa degli ospiti al minuto 85, che ha segnato l’incontro. Adesso, proprio i baresi sono appaiati ai salentini in classifica, e la zona playout dista un solo punto. Eppure tra le due compagini, ad aver meritato di più la vittoria, è stata proprio quella di mister Giuseppe Puzzovio: già alla mezz’ora i padroni di casa si sono fatti pericolosi, come anche sul finire della prima frazione con Luca Catalano, già a segno domenica scorsa. Nella ripresa, il registro non è cambiato, ma a cinque minuti dalla fine l’episodio decisivo: Pierandrea Fanigliulo supera anche il portiere ma il tiro si infrange sul corpo di un difensore appostato sulla linea. Sul contropiede immediatamente successivo Petruzzella, ex della Toma, non sbaglia e consegna ai suoi il terzo successo consecutivo. I baresi sono quindi in grande forma, e a farne le spese i salentini, che vedono violato di nuovo il campo di casa. Però contro una diretta concorrente alla salvezza non bisognava arrivare sullo 0-0 quasi al novantesimo, il match è stato perso lì e non allo sfortunato episodio della rete ospite. Con un 1-0 nella prima frazione di gioco, il risultato sarebbe stato ben diverso, e così anche la classifica.
Invece domenica prossima si andrà a far visita al Copertino, settimo, cercando almeno di replicare il risultato dell’andata, un pareggio a reti inviolate.
Proprio durante l’ultima trasferta contro il Locorotondo, la Toma ha dimostrato di avere frecce al suo arco, strappando un pari su un campo insidioso.
PAOLO MERENDA
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Posted on 20 Febbraio 2012. Tags: Tricase; Guardia di Finanza; prodotti sicuri
Nuova operazione delle fiamme gialle della Tenenza di Tricase, questa volta nell’ambito dei controlli finalizzati alla prevenzione e alla repressione delle violazioni inerenti la sicurezza dei prodotti in commercio.
Circa 2000 gli articoli sequestrati, tra cui cosmetici, oggetti di bigiotteria, occhiali, orologi, apparecchiature elettroniche.
Si tratta di articoli di sicura fattura extracomunitaria, con etichette prive delle indicazioni obbligatorie, in lingua italiana, che devono figurare sulle confezioni dei prodotti nel momento in cui sono posti in vendita al consumatore.
L’articolo 6 del Codice del Consumo, in vigore dal 1 gennaio 2007, stabilisce, infatti, il contenuto minimo delle informazioni obbligatorie per rendere i prodotti immessi sul mercato sicuri per il consumatore.
In particolare, i prodotti o le confezioni degli articoli commercializzati devono riportare, chiaramente visibili e leggibili, almeno le indicazioni relative alla denominazione legale o merceologica del prodotto, al nome del fabbricante-importatore, all’eventuale presenza di materiali o sostanze che possano arrecare danno all’uomo, alle cose o all’ambiente.
Inoltre sono necessarie le indicazioni relative ai materiali impiegati e ai metodi di lavorazione, alle istruzioni, alle eventuali precauzioni e alla destinazione d’uso, quando utili ai fini della fruizione e della sicurezza del prodotto.
Gli articoli rinvenuti dalla Guardia di Finanza di Tricase, in evidente violazione di quanto previsto dalla normativa in termini di sicurezza dei prodotti messi in commercio, sono stati sequestrati. Il titolare dell’esercizio, segnalato alla Camera di Commercio di Lecce, quale autorità amministrativa competente, rischia una sanzione che oscilla da minimo di 5,16 euro a un massimo di 25.823 euro.
Antonella Cazzato
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Posted on 19 Febbraio 2012.
di Mauro Ragosta
D’avanti a un “nero bollente”, seduti ai tavolini dell’Art Cafè di Maglie, con Lory De Donno, simpatica e gentile amministrativa del gruppo Adelchi, abbiamo ripercorso le principali tappe della vita del colosso tricasino capitanato da Sergio Adelchi. Nelle sue parole è chiara una linea politica di chi vuol interpretare una realtà d’impresa, partendo da posizioni eminentemente sociali. Lory vede l’Adelchi non come un organismo internazionale e internazionalizzato, ma come un’istituzione locale, le cui logiche possono essere permeate, a tutti i livelli, dalla volontà dei partecipanti all’azienda. Un’analisi che stride forte con i principi economici, che prescindono dalle intenzioni degli operatori, se non incanalate in precise logiche, dettate dagli stessi principi. Un’analisi lontana dalle stringenti e implacabili logiche imprenditoriali, governate dal profitto e dall’efficiente allocazione delle risorse.
Una visione, la sua, che ha condiviso con gli operai dell’Adelchi e con Michele Frascaro, colui che ha rappresentato l’intelligence di chi voleva a tutti i costi far permanere l’Adelchi sul territorio tricasino, contro ogni logica che oggi governa il mondo occidentale dopo la caduta del muro di Berlino e senza peraltro tenere in considerazioni le politiche della Bce.
Il nuovo mondo, dopo la fine della guerra fredda, è caratterizzato da un dinamismo sempre più incalzante e che coinvolge tutti, lontano da schemi di riferimento qualificati da stabilità.
Oggi si parla sempre di più di precariato, ma sarebbe più corretto esprimersi nel senso della flessibilità e dell’adattamento alle logiche di mercato, lontane dalle posizioni di rendita. Si vive tale connotazione del mondo moderno in una prospettiva di rifiuto e in un’accezione negativa, senza però tener conto che la stabilità è stata solo una breve parentesi nella storia dell’umanità, che è andata dal 1920 al 1990. Sì, solo settanta anni.
Prima e dopo di questo arco di tempo ciò che connota il mondo del lavoro e il mondo economico si contrassegna inevitabilmente per l’imprevedibilità, per la dinamicità, per il cambiamento, dove la vivacità intellettuale la fa da padrona. E non so a chi convenga creare e accentuare il divario tra una visione ideale e vecchia e una sostanziale e reale.
In tale direzione è possibile spiegare le sorti inevitabili dell’Adelchi, dopo l’entrata in vigore dell’Euro, dove la politica della Bce ha imposto alla produzioni labour intensive, la delocalizzazione verso aree a basso costo del lavoro. Ed in effetti, lentamente, perché doveva superare le resistenze operaie e organizzarsi per i nuovi scenari produttivi, l’Adelchi ha chiuso i battenti nel giro di pochissimi anni dal 2002, ed ha spostato la produzione in Bangladesh, dove i costi della manodopera sono decisamente inferiori a quelli italiani e locali. A Tricase, invece e logicamente, sono rimaste solo le attività di controllo e gestione delle fasi di progettazione e commerciali, le uniche compatibili col territorio salentino, focalizzate per l’appunto nella Sergio’s.
Le dismissioni dell’Adelchi ha segnato l’apertura di un nuovo periodo per il territorio del sud est della provincia di Lecce, decretando la fine delle lavorazioni economiche ed in serie. Naturalmente le tensioni sociali sono state importanti, ma non hanno impedito che il territorio entrasse in una nuova fase economica dove occorre un nuovo contributo e un nuovo ruolo da parte della popolazione, che necessariamente dovrà riqualificare una buona fetta della sua economia a produzioni a più alto valore aggiunto e con un contenuto intellettivo di maggior spicco.
I 2400 operai dell’Adelchi, nel periodo di maggiore splendore di quest’azienda, oramai fanno parte solo della storia di questo territorio, che necessariamente deve trovare nuovi spunti economici per inserirsi nel più ampio contesto provinciale e non solo.
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Posted on 19 Febbraio 2012. Tags: Angelo Greco, Imola, Roberta Culiersi
Cambio della guardia al commissariato di Imola. A essere nominato al posto dell’uscente Angelo Greco, il magliese Sergio Culiersi da anni impegnato nei vari uffici della polizia di Stato nelle terre romagnole. Il 55enne Culiersi ha cominciato la sua carriera frequentando l’accademia militare: dopo aver conseguito due lauree in scienze politiche e giurisprudenza e l’abilitazione alla professione di avvocato, ha collaborato, come docente, con la Scuola per l’ordine pubblico di Nettuno dove si preparano i reparti mobili della polizia, della guardia di finanza e della forestale alla gestione dei grandi eventi. Negli anni Novanta, appena arrivato alla Questura di Forlì-Cesena, ha ricoperto l’incarico di dirigente della Squadra Mobile, dirigente della divisione amministrativa e risorse umane, dirigente dell’Anticrimine e infine capo di gabinetto. Nel 2008 viene assegnato al servizio per la sicurezza dei Capi di Stato al G8 tenutosi a L’Aquila. Nel 2009, anche grazie al brillante lavoro svolto in terra abruzzese, passa agli uffici di Padova come capo della Squadra mobile. Culiersi adesso vive a Forlì con la moglie, giudice di pace e due figli di 13 e 9 anni. Appena insediato, il nuovo commissario capo ha espresso con chiarezza la sua idea sul lavoro da fare per combattere le attività criminali in terra romagnola: “Dobbiamo allontanare la paura dell’insicurezza e combattere la delinquenza con la coesione sociale perché ognuno di noi è prima di tutto un cittadino. Se sarà necessario -ha aggiunto- il lavoro dei circa 75 agenti del commissariato potrà essere supportato, con l’appoggio del Questore di Bologna, dai nuclei prevenzione crimine.
Sarei orgoglioso di dare il mio contributo a questa città che ancora non conosco nonostante ormai mi possa considerare di fatto romagnolo e Imola certamente mi sembra più Romagna che Emilia”. Il neodirigente è parente del consigliere comunale magliese, Roberta Culiersi.
Maurizio Tarantino
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Posted on 19 Febbraio 2012. Tags: Capone, Piconese, Provincia Lecce, Vergari
Il 31 gennaio si è dimessa da consigliere provinciale di Lecce e vicepresidente regionale Loredana Capone dopo aver vinto le primarie democratiche leccesi, al suo posto subentra il non eletto Salvatore Piconese, già sindaco di Uggiano la Chiesa.
Interviene Giuseppe Vergari di Sel Giuggianello, affidandosi alla rete, con una nota Facebook personale, in cui sfoga il suo pensiero: il sindaco di Uggiano non dovrebbe occupare lo scranno lasciato vuoto dalla Capone, a suo dire un errore dei vertici del Pd.
“Loredana Capone dopo la vittoria alle primarie leccesi si è dimessa da consigliera provinciale lasciando il posto alla lista Sinistra per il Salento. Questa dovrebbe essere la notizia, ma invece non lo è perché si manda al diavolo la rappresentanza politica e il volere del popolo votante per lasciare spazio ad ambizioni personali e avidità partitiche.
Lo scranno del consiglio provinciale salentino verrà occupato dal Sindaco di Uggiano la Chiesa, Salvatore Piconese, militante Prc per anni, votato non eletto nella lista Sinistra per il Salento – un embrione del futuro Sel – passato nel frattempo nel Pd.
Il consiglio provinciale avrà così un ulteriore banco democratico, in barba a tutte quelle persone che hanno dato attraverso il proprio voto, la militanza e l’impegno civile e sincero, la voglia, la passione e l’entusiasmo affinché la Provincia di Lecce potesse avere il centrosinistra al governo del Salento e poi una rappresentanza politica completa ed esauriente, anche in caso di sconfitta.
Ma i vertici del Pd hanno poco interesse a lasciare spazio agli altri del centrosinistra, ci pensano loro a garantire la democraticità, il rispetto delle regole morali e comportamentali che nella politica devono essere pilastro e non optional.
Non è l’ennesima battaglia delle poltrone, bensì la pretesa legittima che il banco di “Sinistra per il Salento” sia occupato da chi è rimasto fedele a quella lista e all’impegno politico che ne comporta, senza svarioni e migrazioni. Questa non vuole essere nemmeno una campagna contro il sindaco uggianese, persona dotata di grande personalità e doti politiche.
Questo è il partito democratico salentino, che inneggia alla democraticità della e nella politica, ma che allo stesso tempo, non concede spazi, non ammette intrusi, monopolizza, occupa”.
Jenny De Cicco
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Posted on 19 Febbraio 2012. Tags: ambiente, BIT, Puglia
La Puglia e il Salento presenti alla Bit di Milano per mostrare la propria offerta turistica di qualità e puntare all’obiettivo della destagionalizzazione.
Una vetrina importante la Bit, utile anche per fare un resoconto delle passate stagioni turistiche pugliesi, controllare i trend futuri e proporre il proprio appeal ai buyers. Il fascino pugliese conta sulla tutela del patrimonio agricolo e culturale, grazie alle sempre più numerose manifestazioni del territorio pugliese, i comitati No Petrolio si energie rinnovabili di Monopoli, il salentino No Tap, Zero fumi sul Salento, il Comitato di Tutela per Porto Miggiano, gruppi spontanei che denunciano i reati ambientali.
L’altro ieri è stato presente l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro che ha parlato dei 10mila pugliesi che hanno detto no alle trivelle.
“Il presupposto essenziale per il nostro turismo sono politiche ambientali di tutela – ha chiosato Nicastro – è questo il quadro di riferimento entro cui lo sforzo di promozione del territorio s’inserisce, questa la motivazione per cui ho voluto esser presente alla conferenza stampa della Regione Puglia alla Bit di Milano. Noi siamo vigili contro gli scempi”.
Un turismo dei grandi numeri secondo i dati diffusi dall’Osservatorio della Regione. Il peso del Pil turistico su quello totale regionale nel 2010 è stato del 7,7% con un incremento dal 2006 del 126,5%.
Nel 2011 forte richiamo ha avuto Lecce, con un aumento d’arrivi del 13% e di presenze del 14%, così raggiungendo il secondo posto regionale dopo Vieste, terza Peschici, poi Alberobello, Bari, Manfredonia, Ugento, Fasano. Le tre province salentine Lecce, Brindisi e Taranto rientrano tra le prime 15 destinazioni per numero d’arrivi nello 2011, mentre Nardò, Porto Cesareo, Otranto e Gallipoli rientrano nella classifica dei primi 15 comuni della regione. La puglia è al terzo posto tra le destinazioni scelte dagli italiani, dopo Emilia Romagna, al secondo posto per percentuale d’occupazione di posti letto, al primo posto tra le regioni più visitate nel mese di agosto, con il 10,9% complessivo del turismo in Italia.
Intervenuto alla conferenza stampa alla Bit anche Nichi Vendola per la presentazione di “Puglia, terra di racconti”, il concept promozionale del prodotto Puglia 2012.
“Il segreto del successo della Puglia sta nel lavoro svolto sin qui per la professionalizzare il settore – afferma Vendola che per il futuro ha evidenziato la necessità di entrare nei mercati esteri – Cerchiamo di farci conoscere nel mondo e di fare in modo che il mondo venga ad arricchirci”.
Vendola ha poi ringraziato Giorgio Forattini e Roberto Vecchioni testimonial d’eccezione per la Regione. Alla conferenza stampa presente anche anche Amalia Grè “una voce che travalica i confini regionali”.
L’assessore Godelli ha ricordato come nel 2011 la Puglia abbia superato i 3 milioni di turisti, trend in crescita. Un mercato che non solo consolida le posizioni della domanda turistica tradizionale come Germania, Francia e Regno Unito, ma che vede profilarsi all’orizzonte nuovi Paesi di provenienza come la Russia (+ 40%) e i cosiddetti Paesi Brics, ovvero Brasile, India, Cina e Sudafrica.
Invece ha parlato d’eccellenze nel settore agroalimentare che hanno una ricaduta notevole sul turismo l’assessore alle Politiche Agroalimentari Dario Stefàno: “Siamo particolarmente orgogliosi di aver portato a Milano la rete di circa 70 masserie didattiche, qualità attraverso le proprie tradizioni culinarie ed enogastronomiche, diventate elemento catalizzatore di flussi turistici in Puglia”.
Jenny De Cicco
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Posted on 19 Febbraio 2012. Tags: Gasdotto, Melendugno, tap
Il 16 gennaio si è svolto l’incontro tra i responsabili della Trans Adriatic Pipeline e la cittadinanza. L’incontro avrebbe dovuto svolgersi la sera di giovedì nel cinema di Melendugno, poi spostata presso la sala convegni della locale scuola media di via San Giovanni, rivelatasi poco capiente per il pubblico presente.
All’incontro presenti centinaia di ambientalisti che hanno animato subito la seduta, con un invito alla calma dal sindaco facente funzioni Mauro Russo (che sostituisce il compianto Vittorio Potì).
I dirigenti hanno preso la parola per spiegare, per bocca di Paolo Pasteris, country manager di Tap per l’Italia, che l’azienda ha tenuto una cinquantina di incontri con enti e istituzioni, dai rappresentanti dei ministeri interessati alle associazioni locali. Spiega che l’attraversamento del metanodotto interesserà 4-5 comuni del Salento, che gli impianti per l’immissione del gas nella rete saranno realizzati dalla Snam, che la Tap è in gara con la Ig Poseidon il gasdotto proveniente dalla Russia, il cui progetto è già stato approvato e che dovrebbe approdare a Otranto.
Pasteris ha spiegato come il gas che approderà nel Salento è estratto nel mar Caspio e percorrerà 800 chilometri dalla Grecia all’Italia passando per l’Albania. La fornitura sarà di 10 miliardi di metri cubi l’anno, grazie ai lavori di realizzazione che inizieranno entro il 2015 e saranno terminati nel 2018 con la messa a regime. I cantieri saranno chiusi da giugno a settembre per non interferire con le attività turistiche e della pesca. Ci saranno dei benefici, diretti e indiretti, per le popolazioni interessate e indennizzi per i proprietari dei terreni sotto i quali passerà il gasdotto.
Il progetto prevedeva come punto d’arrivo delle tubazioni la zona di Brindisi, a una prima stesura. Carlo Maiola ha spiegato perché proprio San Foca e non la zona industriale di Brindisi. “Perché non ci sono aree protette né a Sud né a Nord del punto di approdo individuato, perché l’area delle Cesine dista 1,8 chilometri e perché nella zona di Brindisi ci sono ampie praterie di posidonia oceanica, protetta a livello comunitario, non possiamo attraversarele”. Il brindisino avrebbe dato problemi di sicurezza per la vicinanza con l’aeroporto, il petrolchimico o il rigassificatore. In effetti la posidonia è presente anche a San Foca, ma in maniera meno estesa, che consente la realizzazione di un microtunnel sotto il fondo marino per superarla.
Lorenzo Bertolè della Erm ha spiegato l’iter burocratico e annunciato la fine delle indagini della piattaforma al largo di San Foca per i primi di marzo.
In seguito la parola è passata ai presenti che hanno lamentato i propri timori e la volontà di non far passare il gasdotto dal basso Salento, facendo sventolare bandiere nere al posto di quelle blu ottenute dalla marina. Così s’è invocato anche il “Referendum”, anche grazie alla presenza dell’esponente leccese dell’Idv Sabrina Sansonetti.
Molte le reazioni del giorno dopo, una esemplare è quella di Treble Lu Professore, che ha postato sul suo profilo Facebook: “Ieri sera a Melendugno incontro tra TaPPi e cittadini (sovrani non dimentichiamo).
Il TAP che ci metteranno dove potete immaginare! C’è un momento in cui le parole non servono più, qui non ci sono ragioni da ascoltare. E’ tutta una messa in scena e il comune recita la parte più equivoca. Non vogliamo le loro risposte, che imboniscano altri, io ho deciso senza appello: no Tap, e piano piano altri come me decideranno. Non capite che l’intento di quelli che sono venuti da lontano (e qualcuno da vicino) era di dividere i convinti dai dubbiosi? Dividi et impera”.
Jenny De Cicco
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Posted on 19 Febbraio 2012. Tags: Carnevale, Castro, Dj Ivan Mighali, Luigi Rizzo, Maria Coluccia, Pro Loco
La locale sezione delle Pro Loco d’Italia è sempre attiva sul territorio castrense. E anche per il Carnevale 2012 non fa mancare l’organizzazione di avvenimenti di rilievo. Così per domenica 19 febbraio nei locali del Fedel bar è previsto il Gran ballo di Carnevale con un ospite d’eccezione: il dj Ivan Mighali dell’organizzazione Adino Casino. Ingresso in maschera e gratuito per tutti.
Inoltre in piazza Dante, nel pomeriggio, la stessa associazione presieduta da Luigi Rizzo e che vede alla segreteria organizzativa la giovane Maria Coluccia, collabora alla 13a edizione della Gara di pasticceria, organizzata da un’altra associazione, la New Porto 2000.
Giova ricordare che la Pro Loco di Castro nello scorso periodo natalizio ha organizzato la prima edizione del Festival del cortometraggio. Iniziativa interessantissima per l’impegno dei giovani partecipanti e per la qualità dei lavori prodotti. Della giuria fece parte il regista Giovanni Albanese, premiato poi con la targa Zinzulusa d’argento. Il seguito di questo interessante modo di fare insieme cultura e promozione del territorio si avrà quest’estate quando si realizzerà l’evento “Castro in spot”, come ci racconta, con entusiasmo, Maria Coluccia.
Si può affermare, senza alcun dubbio, che la Pro Loco di Castro ha scelto il modo migliore per promuovere la splendida località marina salentina: fare cultura coinvolgendo tuta la popolazione locale, soprattutto i giovani, nel nobile intento di crescere intellettualmente e, nel contempo, far conoscere al mondo Castro, il suo splendido mare e il suo tesoro antico di castelli, cattedrali e mura messapiche.
Deodato Giovanni Guida
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Posted on 18 Febbraio 2012. Tags: Ermete Realacci, Maniglio, porto miggiano, Santa Cesarea
Continua su più fronti la controffensiva ambientalista per Porto Miggiano.
Oggi è stata presentata un’interrogazione al presidente Vendola e all’assessore all’urbanistica Angela Barbanente riguardante il porto di Miggiano, dal consigliere del Pd e vicepresidente del consiglio regionale Antonio Maniglio, che si pone sulla scia dell’interrogazione parlamentare dell’onorevole Pd Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente.
La settimana scorsa Ermete Realacci ha presentato un’interrogazione ai ministri per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi e dell’Ambiente Corrado Clini e per gli Affari regionali, il turismo e lo sport Piero Gnudi per chiarire quali siano gli interventi che intendano adottare.
Realacci ha riportato nell’intervento alla Camera come “si sta consumando un caso emblematico della situazione di sfruttamento selvaggio di territorio, deturpamento, incuria e abuso edilizio risulta essere il tentativo di costruzione, progetto peraltro incurante dei problemi di stabilità geologica della costa dell’area individuata, di un complesso turistico – residenziale, esteso su 15 ettari lungo la provinciale per Vignacastrisi, con la realizzazione di 536 unità abitative in 66 sezioni, ristoranti, negozi, piscine, strutture sportive, per un investimento complessivo di 40 milioni di euro. Una vasta opera di cementificazione di un lembo ancora incontaminato della costa adriatica nella zona a ridosso del parco regionale naturale Otranto-Santa Maria di Leuca. Conseguentemente, un’immensa colata di cemento, se non fermata, ricoprirà l’area denominata comparto 13 del comune di Santa Cesarea Terme classificata di notevole interesse pubblico e sottoposta a tutela (articolo 36 del decreto legislativo numero 42 del 2004)”.
Realacci ha sottolineato l’inquadramento del caso in un contesto regionale segnato da un ampio ricorso all’abusivismo e ai reati ambientali, collocando la Puglia al quarto posto nella classifica nazionale per reati accertati (nel 2010) con il 12,7 per cento del totale nazionale.
Oggi l’interrogazione di Maniglio in Regione. “E’ indispensabile – riferisce Maniglio – che anche la Regione Puglia esprima il suo parere e assuma le determinazioni conseguenti, visto che a tutela dei beni paesaggistici e naturali c’è una larga mobilitazione civica che si esprime anche sulla rete, dove è attiva la pagina del Comitato di Tutela per Porto Miggiano, che la Puglia e la provincia di Lecce, sono ai primi posti per il numero di abusi edilizi che hanno degradato interi pezzi di costa, chiede al presidente della Regione e all’assessore all’Urbanistica di verificare la compatibilità paesaggistica dell’intervento sopra citato con la programmazione urbanistica e paesaggistica della Regione Puglia, di accertare se l’insediamento sopra indicato è coerente con le finalità di difesa dell’ambiente definite nell’istituzione del parco naturale Otranto-Santa Maria di Leuca e di assumere ogni iniziativa possibile per tutelare un pezzo di costa che, per la sua indiscutibile bellezza, è stata spesso utilizzata per pubblicizzare una Puglia incontaminata”.
La risposta del presidente Vendola e dell’assessore Barbanente non tarderanno ad arrivare nei prossimi giorni.
Jenny De Cicco
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Posted on 18 Febbraio 2012. Tags: Bene, Carmelo, Santa Cesarea
Qual è il prezzo della cultura e quale quello della memoria? Venduta a meno di 300mila euro la protagonista delle poesie giovanili e Nostra Signora dei Turchi di Carmelo Bene.
A segnare i 10 anni dalla morte di Carmelo Bene un festival e la vendita per debiti insoluti della casa paterna dell’artista, in cui risiede la sorella Maria Luisa, che da tempo s’era arresa alla vendita del bene.
E’ stata venduta il 16 febbraio durante un’asta giudiziaria del Tribunale di Lecce, mentre la Puglia e il Salento si preparano a ricordare la scomparsa del genio, con un festival itinerante in programma tra Lecce, Otranto e Bari, promosso da Provincia di Lecce, Comune di Otranto e Bif&st, il Bari International Film Festival, promosso e finanziato dalla Regione Puglia e organizzato dall’Apulia Film Commission.
La notizia della possibile asta giudiziaria della casa rimbalzò con un tam tam mediatico lo scorso luglio, dando vita a vigorose proteste del mondo civile e artistico.
Poi nello scorso ottobre la prima asta andata deserta fece crollare il prezzo dell’immobile, da circa 600mila euro a meno della metà e in seguito subì un ulteriore ribasso. Due giorni fa la notizia: la casa è stata venduta a privati.
Orodè Deoro, pittore e artista fu tra i promotori del sit-in e oggi confida la propria amarezza per una sconfitta culturale non solo salentina: “Quest’estate c’eravamo mossi per evitarlo, non in molti ma i media se ne accorsero e ci fu un certo interesse a riguardo. Solo un sit-in davanti la casa in questione e poi l’invito a Maria Luisa Bene a leggere le poesie giovanili del fratello. Devo ammettere ch’è difficile proteggere un bene, un vero bene, dagli stessi Bene e ch’è inutile cercare di spiegare ora alle istituzioni perché avrebbero dovuto farlo loro.
Il sit-in riscosse un certo successo. Proposi di fare della casa paterna il museo Carmelo Bene in via Carmelo Bene, ispirandomi al museo Garcia Lorca in via Garcia Lorca. Ma io vivo in un’epoca ch’è un deserto culturale senza sogni. In questo clima chi si lamenta è decontestualizzato, io non mi lamento: io accuso. Accuso lo Stato e il mondo culturale di non esistere. State lasciando un bel pianeta ai vostri figli, se prenderanno esempio da chi penso io, il pianeta non ha scampo.
La mia passione nel difendere la casa scemò quando la stessa Maria Luisa s’oppose alla mia proposta di lottare per creare un museo Carmelo Bene. Per Maria Luisa la casa paterna era di sua proprietà.
Era. Ecco qui ora la proprietà ed ecco il mio distacco dalla faccenda.
Le istituzioni si sono chieste dove avrebbero potuto racimolare i 300mila euro necessari all’acquisto della casa? Forse non organizzando la manifestazione in occasione del decennale il 16 marzo. Sarebbe bastato andare tutti insieme all’ombra del barocco leccese con una rosa rossa in mano, in silenzio però, in un silenzio il più possibile portato come sapeva lui, perché se vi avesse visto, avrebbe sbottato come al Costanzo Show”.
Jenny De Cicco
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Posted on 18 Febbraio 2012. Tags: Anna Elisa Stifani, Palmariggi, risparmio energetico
Ieri sera, il Comune di Palmariggi è stato ospite in diretta della trasmissione Caterpillar di Radio2 in occasione dell’evento “M’Illumino di meno”. Non è il primo anno che l’amministrazione di Palmariggi segue quest’evento che vuole sensibilizzare al risparmio delle risorse energetiche, parafrasando una celebre poesia di Eugenio Montale. L’amministrazione comunale ha infatti partecipato per il terzo anno consecutivo alla manifestazione, ma quest’anno i protagonisti sono stati i ragazzi delle scuole di Palmariggi, che attraverso il Consiglio Comunale dei Ragazzi hanno promosso una campagna di sensibilizzazione presso le famiglie della comunità. “I ragazzi hanno redatto del materiale informativo sulla manifestazione – si legge nel comunicato del sindaco Anna Elisa Stifani – e sul decalogo del risparmio energetico che contiene semplici regole da adottare nella vita quotidiana per dare il proprio contributo alla causa del risparmio energetico e sull’utilizzo di fonti alternative di energia. Palmariggi è stato scelto fra i vari vomuni d’Italia, dopo gli interventi da Vicenza, Udine, Napoli, Bari, grandi città italiane. L’amministrazione comunale è da sempre impegnata in iniziative che riguardano la tutela dell’ambiente e seppur con le poche risorse a disposizione cerca di dare il proprio contributo e il buon esempio”. Sindaco, assessori, Consiglio Comunale dei Ragazzi, ragazzi delle scuole, genitori sono stati impegnati in una tre giorni di volantinaggio di sensibilizzazione al tema del risparmio. La macchina comunale è stata utilizzata per diffondere per le vie del paese l’inno di “M’illumino di meno” e gli slogan sul risparmio ideati dai ragazzi. Una vera colonna sonora durante la distribuzione del materiale informativo sull’evento e sul decalogo del risparmio. “L’utilizzo della macchina dell’arrotino – continua Stifani – come l’ha definita uno dei conduttori Rai, ha destato la curiosità dei redattori e dei conduttori della trasmissione radiofonica. È stato un po’ come tornare indietro nel tempo, a quando i vecchi banditori, attraversavano le vie del paese per informare la popolazione. Un passo indietro, una riflessione, rispetto a tante abitudini poco sostenibili e poco rispettose dell’ambiente che comportano sprechi di risorse ambientali ed economiche”.
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano