Archive | Febbraio, 2012

La Cina si avvicina

La lingua più parlata al mondo sbarca al liceo Capece. Sarà attivata a partire dal prossimo anno scolastico una prima classe che avrà la lingua cinese tra le materie del piano di studi. L’indirizzo linguistico dell’istituto amplia così l’offerta formativa grazie alla collaborazione con l’Istituto Confucio dell’Università di Roma “La Sapienza”. A presentare la nuova opportunità, lunedì scorso durante il convegno “L’importanza di conoscere la Cina e studiare la lingua cinese”, il dirigente scolastico Roberto Muci: “Da anni il liceo Capece investe sull’apprendimento delle lingue e la scelta della lingua cinese, oltre alle ormai consolidate opzioni dell’inglese, del francese, del tedesco e dello spagnolo, si pone in un contesto Internazionale, vista le rilevanza delle economie emergenti, sia per ciò che riguarda il mondo del lavoro che per le future scelte di vita”. A partecipare all’incontro oltre al sindaco di Maglie, Antonio Fitto anche la professoressa Alizia Romanovic, preside della facoltà di lingue presso l’Università del Salento che ha sottolineato la lungimiranza dell’istituto sin dai tempi del preside Nicola De Donno che attivò, all’epoca, corsi di lingua russa. La presenza dell’Istituto Confucio è stata assicurata da Paolo De Troia, professore e ricercatore presso il Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali, Cattedra di Lingua e Letteratura Cinese e Filologia Cinese e dal professor Wen Zheng, associato presso l’Istituto di Lingue e Culture Europee dell’Università di Lingue Straniere di Pechino. Gli studenti si avvarranno, per tre ore settimanali nel biennio e per quattro nel triennio, di un docente di lingua e cultura cinese, in compresenza con un docente di conversazione madrelingua cinese per un’ora settimanale. L’accordo stipulato prevede l’organizzazione di scambi e vacanze-studio durante il periodo estivo in Cina, con borse di studio agli Studenti più meritevoli, la formazione dei docenti impegnati nei progetti di orientamento e ricerca didattica e la preparazione di un piano di studi per la lingua e la cultura cinese.

Maurizio Tarantino

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I tombini fascisti non scompariranno

I chiusini storici dell’epoca fascista saranno recuperati ed esposti nel museo dell’archeologia industriale di prossima istituzione nell’ex fabbrica di mobilio dei fratelli Piccinno. Si conclude nel miglior dei modi una vicenda nata in sordina ma che, col passare del tempo, era arrivata all’onore delle cronache cittadine. Nei giorni scorsi, infatti, l’Acquedotto pugliese aveva rimosso gli antichi tombini presenti in piazza Aldo Moro, a due passi dal circolo cittadino, con delle coperture in ghisa più moderne e funzionali ma sicuramente meno cariche di valore affettivo. L’intervento di manutenzione si era reso necessario a causa delle forti precipitazioni atmosferiche degli ultimi tempi che avevano danneggiato in maniera irreparabile i chiusini. Alcuni cittadini però, allarmati dalla sostituzione, avevano presentato le proprie rimostranze al sindaco Antonio Fitto che, con tempestività, aveva provveduto a sollecitare la restituzione all’ente dei tombini sostituiti. “Nella mattinata di giovedì scorso -ha dichiarato il primo cittadino- ho incontrato una delegazione dell’Aqp per rilevare la disponibilità a farci dono dei chiusini rimossi.
Ringrazio, perciò, i vertici dell’Acquedotto che sin da subito si sono dimostrati collaborativi ed hanno risposto con solerzia alle richieste di questa amministrazione, oggi come sempre impegnata nella salvaguardia del patrimonio storico ed artistico che Maglie racchiude e che merita tutela e valorizzazione”. I chiusini risalgono al XIV anno dell’era fascista e portano impresso il fascio littorio e lo stemma della città di Maglie e furono impiantati all’epoca dell’arrivo della cosiddetta “fogna dinamica” che permise di superare cioè il frequente ricorso allo sversamento nelle fosse biologiche.

Maurizio Tarantino

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Sempre lontani i sogni di gloria

Il Martano torna dal derby contro l’Otranto con una buona prestazione ma un punto che gli va stretto. La gara ho offerto buone indicazioni sullo stato di forma dei martanesi che giocavano comunque in trasferta, hanno fallito un penalty e possono anche contestare qualche decisione arbitrale. Alla prossima contro il San Vito vittoria quasi obbligata per Colagiorgio e i suoi, se si vuole ridurre lo svantaggio dall’ultimo posto per gli spareggi, occupato dal Mottola che è avanti a +7. Il Botrugno stavolta ha subito “solo” tre reti a San Cesario, continuando a meritarsi però l’ultimo posto in classifica in attesa della prossima sfida interna contro il Maruggio. Situazione analoga in Prima Categoria, dove lo Scorrano è nel gruppone dei playoff e l’Uggiano al penultimo posto. Lo Scorrano del patron Gervasi tiene testa al Cellino (2°) ma alla fine cede (3-2) davanti ai propri tifosi. Altra prova di forza domenica prossima quando gli scorranesi affronteranno il Veglie che è in ottima forma. L’Uggiano esce discretamente bene dalla sfida salvezza di giornata pareggiando (2-2) a Parabita e con un po’ di fortuna visto il rigore fallito dai padroni di casa. Dopo due avvicendamenti sulla panchina, è arrivato ora mister Massimo Tarantino a guidare i gialloblù. In pratica la settimana più calda dell’anno visto anche la sfida contro il Taviano che è avanti di 6 lunghezze. Il Minervino è sempre capolista in Seconda Categoria assieme alla Stella Del Colle, ma entrambe attendono il recupero della gara Marittima – Andrano che per ora influisce sulla classifica. La punta Todaro ha regalato la vittoria al Minervino con un rigore trasformato a inizio ripresa. Per il 21° turno in programma il big – match Melissano – Minervino mentre Jurdinianum che se la gioca a Cutrofiano, dopo la vigorosa vittoria (4-3) sul Matino. Chiudiamo con una new entry, il Sanarica che è inserito nel girone B della Terza Categoria. La sconfitta (2-0) sul campo del Soleto non cambierà i piani di mister Piri, che sfideranno ora il Sannicola, perfino ultimo a soli 2 punti.

Alessandro Miglietta

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“Tu prepara il filtro” di Francesco De Giorgi: il precariato messo a nudo

“Tu prepara il filtro”, romanzo d’esordio di Francesco De Giorgi, giovane autore salentino, edito da Besa Editrice, è un’opera narrativa generazionale che delinea in modo rigoroso il crollo degli ideali e il malessere dei trentenni di oggi, vittime della più grande insidia della contemporaneità: il precariato.
Raccontando le vicissitudini del ventinovenne Matteo Fabbri, l’autore invita ironicamente il lettore ad accostarsi al senso di vuoto e alla disillusione che sconvolgono non solo il protagonista (ovvero colui che narra la storia) ma anche i suoi amici di sempre, che si trovano a combattere contro lo stesso ale: l’inosservata ricerca di una realizzazione professionale che, specialmente al Sud, ai più appare come un’utopia .
Il romanzo si apre con l’arrivo del protagonista e di due suoi amici all’Università di Siena.
Non ci vuole molto a comprendere che le loro giornate di universitari saranno tutt’altro che dedicate allo studio. Matteo e soci sono ragazzi che con i libri hanno sempre avuto un brutto rapporto, anzi pessimo. Gli amici del protagonista, infatti, si ritirano quasi subito e al loro posto sopraggiunge una compagnia campana. Dopodiché arrivano gli esami, e tutto il percorso – assai noioso e mortificante – che porterà alla laurea del nostro. Ma il difficile viene dopo, quando, una volta ritornato a casa, Matteo dovrà scontrarsi con la cruda realtà della ricerca di un lavoro.
Una volta sgonfiatasi la bolla di letteratura inglobante le tematiche del precariato, che ha fatto nascere numerosi lavori più o meno conosciuti, sembrava arrivato il momento di scrivere la storia di un precariato non più episodico (se non eccezionale), ma uno stato di cose onnipresente che ormai taglieggia milioni di persone in Italia e altrove. Se poi a questo si aggiunge la disastrosa situazione dei tanti disoccupati e inoccupati, il quadro che ne viene fuori è tutt’atro che rassicurante.
Infine è interessante notare come quest’opera prima del De Giorgi tenga insieme, con molta cura, livelli elevati di linguaggio e modi di esprimersi quotidiani, traendo spunto da citazioni e film, libri e fumetti, strizzando l’occhio all’immaginario dei giovani e all’occorrenza (cosa davvero apprezzabile), canzonando un certo tipo di fare cultura sfociante nel culturalismo.

Gianluca Conte

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Muro, piccoli profughi per parlare di esclusione e accoglienza

Un libro per raccontare della cultura dell’accoglienza e del rifiuto dell’esclusione. Tratta di questo l’incontro che si tiene il 18 febbraio alle 18,30 presso il palazzo del Principe di Muro Leccese, organizzato dalle associazioni Arci Biblioteca di Sarajevo di Maglie e Liberi Cantieri di Muro. Verrà presentato il libro “Piccoli profughi. Narrazioni di esclusioni e accoglienze” di Alessandro Santoro ed Edison Duraj. Gli autori dialogheranno con la giornalista Giuliana Coppola alla presenza dell’editore Antonio Rollo, delle Oistros Edizioni. Presenterà e coordinerà il dibattito la presidente della Biblioteca Paola Cillo. “Due voci – dicono dai circoli Arci coinvolti nell’evento – che dialogano per dodici capitoli, i cui titoli sembrano ispirati a quelli del Don Chisciotte di Cervantes. Come nel testo cervantiano, anche in Piccoli Profughi le storie dei protagonisti si aprono per far entrare narrazioni di altri autori, persone coinvolte nelle vicende di Edison e Alessandro, ma anche protagonisti d’interventi culturali o sociali che hanno inciso profondamente sulle vicende del Salento”. Un volume interessante se si tiene conto che da oltre vent’anni il Salento è terra di approdi, in cui l’accoglienza non è più una parola senza significato, o forse non lo è mai stata. Terra di confine da sempre, l’attuale provincia di Lecce presenta però delle zone d’ombra, che riescono a essere superate solo dal buon senso di istituzioni locali e degli abitanti.

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La Betitaly Volley Maglie vince il derby pugliese

In attesa del recupero della quindicesima giornata di B2, quando a Maglie verrà quella Libertas Aversa che due domeniche fa non è riuscita a raggiungere il Salento causa neve, la Betitaly macina altro gioco e fa sua l’undicesima vittoria su 15 incontri disputati. L’Acqua Amata Turi ha giocato il tutto per tutto, cercando di strappare agli ospiti una vittoria che sulla carta sembrava già del Maglie, ma a fare la differenza, la determinazione delle ragazze di mister Tonino Solombrino al tie break. Andando con ordine, il Maglie perde l’ennesimo primo set, un 25-15 che fa partire decisamente male il derby pugliese di B2. Ma la squadra di Gigi Macagnano riesce a riprendersi prima di lasciare alle valenti avversarie anche il secondo set: con i parziali di 25-22 e 25-20 si porta sul 2-1, mettendo al sicuro almeno un punto. Nonostante questa tranquillità, non riesce ad arginare l’assalto disperato delle padrone di casa, che riescono a giocare alla pari il quarto set, spuntandola per 25-21. Davvero molto brave, ma dovrebbe essere anche la Betitaly a fare mea culpa. Cosa che in effetti accade, e al momento decisivo, al tie break del quinto set, le salentine, trascinate da Neire Scupola, Stefania Gatto e Alessandra Labate, vincono con un perentorio 15-7 che fissa il finale sul 3-2. Da notare il buon esordio di Alessandra Labate, sfumato lo scorso turno per i problemi procurati dalla neve: la giocatrice ha fatto valere le sue doti nei momenti più opportuni, mostrando di poter essere utilissima alla causa, amalgamandosi bene col gruppo che sta già dando molte soddisfazioni ai tifosi. E proprio dei tifosi parla il presidente Gigi Macagnano: “Forse siamo l’unico team di B2 ad avere l’apporto dei tifosi su qualsiasi campo. Un plauso va a loro, presenti dappertutto e sempre pronti a incitare la squadra.” Il prossimo turno, come detto, vedrà il recupero della sfida con la Libertas Aversa, fanalino di coda, e sarà la prima di due partite al Palabetitaly: con il bottino pieno nel doppio appuntamento interno, la lotta playoff potrebbe entrare nel vivo.

PAOLO MERENDA

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La Toma Maglie torna alla vittoria

Si rompe il digiuno di vittorie della Toma Maglie, che batte al Tamborino Frisari il fanalino di coda Atletico Vieste. La rete, siglata nei minuti di recupero da Luca Catalano, porta i tre punti dopo quattordici incontri il cui score recita 5 pareggi e 9 sconfitte. Il fattore importante era quindi vincere contro una diretta concorrente, in qualunque modo. Anche solo un pari avrebbe trascinato come non mai il team del presidente Renato Lillo nelle sabbie mobili dei playout, e l’unica rete, seppur arrivata al 91’, è assolutamente funzionale alla classifica magliese: ora i salentini si trovano, con 22 punti, per la prima volta dopo molte settimane fuori dalla zona rossa.
Una grossa iniezione di fiducia in vista dei prossimi incontri, anche se i lati negativi non sono mancati nemmeno in questo ritorno alla vittoria: ad esempio l’espulsione, peraltro diretta, del giovane Gianni De Luca, classe 1993, avvenuta anch’essa in pieno recupero. Ma mister Giuseppe Puzzovio, seppur contro avversarie sulla carta non temibilissime, sembra stia facendo muovere i calciatori nella giusta direzione: quattro punti nelle ultime due giornate sono grasso che cola per una compagine che tra novembre e dicembre scorso ha raccolto un misero punto in sette incontri, che poi rappresenta la serie negativa che l’ha portata dalla lotta per i playoff a quella per i playout.
Passando ai prossimi incontri, quasi incredibile i giochi che si diverte a fare il campionato al Maglie: domenica prossima seconda sfida interna consecutiva, di fronte il San Paolo, che insieme all’Atletico Vieste e al Locorotondo staziona in ultima posizione. La prima verrà a Maglie domenica, forte della vittoria sul Locorotondo dell’ultimo turno, le altre due sono state le ultime squadre affrontate dalla Toma stessa. Un calendario amico dei salentini, che con ulteriori tre punti potrebbe approdare a lidi ben più tranquilli e, chissà, riaprire il discorso lasciato interrotto a inizio campionato sui sogni di gloria.

PAOLO MERENDA

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Atalanta – Lecce: un punto utile

Tornare con un pareggio dall’insidiosa trasferta di Bergamo è sempre un fatto positivo. Anche se, stavolta, il Lecce è più fortunato che bravo. Nel primo tempo, infatti, soltanto i pali della porta difesa da Julio Sergio fermano gli attacchi degli orobici, decisamente più volitivi e determinati dell’undici salentino. Colantuono schiera i nerazzurri di casa con un elastico 3.4.1.2 col fantasista Morales alle spalle dell’argentino Denis e dell’ex giallorosso Marilungo. Cosmi risponde col solito 3.5.2 con il neo-acquisto Boijnov che prende il posto di Muriel al centro dell’attacco e con il trio Oddo-Esposito-Miglionico in difesa. E proprio quest’ultimo risulterà alla fine il migliore in campo per il Lecce. La cronaca del primo tempo dice di un’Atalanta protesa in attacco e capace in due occasioni di andare vicinissima al gol: al 22′ è Marilungo a colpire il palo dopo una bella girata in area, mentre un minuto dopo stessa sorte tocca ad un tiro ravvicinato di Pegolo. La prima frazione si chiude sullo zero a zero e del Lecce, in chiave offensiva, non vi è traccia.
Nella ripresa la squadra salentina assume un atteggiamento più propositivo e, pur tirando poco in porta, controlla meglio il gioco.
Entrano Di Matteo per Esposito e Muriel per lo spento Boijnov, ma la gara scivola inesorabilmente verso il pari a reti bianche. L’Atalanta reclama un penalty per una trattenuta di Blasi su Denis e poi si rende ancora pericolosa con una bella punizione di Cazzola ben neutralizzata da Julio Sergio, proteso in tuffo alla sua destra. Per il Lecce sul finale entra anche Bertolacci per Di Michele, ma la cifra tecnica dell’incontro non cambia e così l’arbitro Gervasoni decreta la fine: zero a zero e tutti a fare la doccia.
Domenica prossima al Via del Mare arriverà il Siena e sarà un vero e proprio scontro salvezza. Per il Lecce esisterà solo un verbo nell’orizzonte che porte alla salvezza: vincere. E per farlo occorrerà attaccare e soprattutto fare gol, merce rara in casa giallorossa in questa annata finora più amara che dolce.

Deodato Giovanni Guida

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Delfino morto a San Foca, sospetti sulla piattaforma Tap

Segnalato questa mattina lo spiaggiamento di un delfino nei pressi di San Foca.
Ennesimo spiaggiamento di delfini nel basso Salento, è di pochi giorni fa la notizia del ritrovamento di un cadavere di delfino a Ugento, l’ennesimo in pochi mesi.
Oggi un passante ha segnalato lo spiaggiamento di un delfino di circa due metri di lunghezza, la carcassa presentava tre profondi squarci, causati forse da un’elica. L’esemplare era riverso sulla battigia di fronte alla piattaforma per i sondaggi della Tap, il gasdotto che in questi giorni ha sollevato polemiche, tanto da far nascere un comitato spontaneo denominato Comitato no Tap.
La notizia del ritrovamento è stata data riportata on line dal sito “Sportello dei Diritti”, componente del comitato anti gasdotto e divulgata sulla pagina Facebook del comitato No Tap da Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” d’Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.
Lo spiaggiamento apparentemente è recente e lascia intendere che la morte risalga a poche ore prima.
La zona è stata interdetta alla balneazione, navigazione e pesca dalla Capitaneria di porto di Otranto proprio per consentire gli studi per la realizzazione della Trans Adriatic Pipeline.
Per tali ragioni, “Sportello dei Diritti” chiede un immediato intervento per verificare attraverso l’autopsia il momento e le cause della morte del tursiope.

Jenny De Cicco

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Dialoghi Virtuosi a Melpignano

Melpignano, piccolo comune virtuoso del Salento ospiterà la due giorni di Dialoghi Virtuosi 2012 promossa dall’associazione nazionale dei comuni virtuosi. Per l’occasione le associazioni lanciano l’appello per il restauro della chiesa di Sant’Isidoro.
Il 17 e 18 febbraio presso il convento degli Agostiniani Melpignano ospiterà il dibattito con Domenico Finiguerra, sindaco del comune virtuoso di Cassinetta di Lugagnano (Mi), primo comune italiano a zero consumo di territorio, Giuseppe Altieri, agroecologo, Paolo Sansò, docente di geologia presso l’Università del Salento e Marcello Seclì, presidente della sezione del Sud Salento d’Italia Nostra, coordinerà gli interventi Oreste Caroppo, Coordinamento Civico di Maglie.
S’inizierà alle 17 del 17 discutendo “Il patto tra i sindaci per salvare paesaggio e ambiente”, quando la virtuosità di un comune diventa bellezza estetica. Nel recente passato il paesaggio ispirava gli artisti, è ora di ritrasferire dalla tela al paesaggio l’antica bellezza. Il bravo amministratore sarà il pittore, seguendo il dodecalogo virtuoso a partire dalla decementificazione e rimboschimento, proseguendo con la rinaturalizzazione, il restauro storico-naturale del paesaggio nel rispetto del genius loci, ispirazione a esso per ogni intervento, bonifica dagli inquinanti, ciclo rifiuti zero, fermare il consumo di territorio, agricoltura incentrata sulla salubrità, recupero della biodiversità naturale e agro-pastorale, conoscenza partecipata del territorio e in fine la tutela dei beni comuni.
L’incontro tratterà anche il raggiungimento di un’intesa per l’inversione di rotta delle rinnovabili selvagge, con l’utilizzazione dei tetti degli edifici su cui installare pannelli fotovoltaici e il divieto d’installazione su tutte le aree agricole, rurali e naturali.
Rifiutare le produzioni di energia che causi emissioni nocive come le biomasse, la promozione del compostaggio in loco delle ramaglie di potatura triturate nei campi e vitando il ricorso ai concimi chimici e la pratica dei roghi nei campi.
Riforestazione razionale e partecipata dal pubblico e dal privato, riducendo la superficie minima utile di suolo per l’accesso alle incentivazioni per i rimboschimenti, oggi in Puglia è di 10 ettari, invece dovrebbe essere ridotta a 1/2 ettaro.
nell’occasione viene lanciato l’appello a Melpignano affinché avvii il recupero dell’antica chiesetta rurale di Sant’Isidoro nella contrada dei Cavalieri Templari, situata sull’antica strada dell’olio che conduceva a Gallipoli. Un’iscrizione posta sul portone di entrata ricorda “divi Isidori eanc aedem venerare viator et sic propitium progredier es iter. A.d. 1731”.
La cappella in pietra leccese, necessità d’un restauro strutturale dell’altare e del campanile a vela, di una copia della tela del santo, trafugata negli anni passati, il tutto senza l’uso di cemento, ma con l’utilizzo d’antichi materiali e tecniche.
Il ritorno all’antico splendore della chiesetta fondata nel 1731, adiacente all’ omonima masseria in contrada san Sidero, da poco svelatosi il territorio di masserie, un antico tenimento medioevale dei cavalieri templari.
Melpignano, in collaborazione con i proprietari della chiesetta, si prodigherà per salvarla. L’ appello al sindaco Ivan Stomeo, perché prenda a cuore le sorti del luogo di culto, con la collaborazione tra amministrazione, della Soprintendenza ai Beni Culturali e dei proprietari.
Il caso ricorda quello analogo del comune di Botrugno, il quale ha restaurato di recente un’antica chiesa rurale sulla via per Sanarica.

Jenny De Cicco

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Tricase al voto: dilemma primarie per il centrosinistra

Fumata nera in casa del centrosinistra a Tricase al termine del tavolo di confronto del 6 febbraio scorso tra Sel, Pd, Puglia per Vendola, Socialisti e Antonio Coppola.
Non si è giunti, infatti, all’individuazione di un candidato capace di riscuotere ampia condivisione e unanimi consensi all’interno della coalizione di centrosinistra e se l’ipotesi delle primarie, che lascerebbero la parola e il voto alla cittadinanza, non è stata del tutto accantonata, è pur vero che il tempo stringe.
Questo il quadro al termine del confronto.
Il Pd, da sempre poco propenso all’ipotesi delle primarie- come confermerebbero le parole del segretario cittadino di Sel Sergio Fracasso- ha chiesto ancora tempo e si è riservato di dare una risposta a giorni, dichiarando che comunque esiste una ferma volontà di confronto.
Di fatto, all’interno del centrosinistra mancherebbe la convergenza su un unico candidato con un programma elettorale condiviso. Del resto, l’Italia dei Valori, già prima di Natale, aveva individuato un proprio candidato sindaco nella persona di Giuseppe Panico e aveva iniziato a creare intorno a lui un clima di consensi e a stilare un programma politico, pur senza escludere la possibilità di accettare nuove adesioni in itinere.
L’ipotesi “primarie” pare invece prospettarsi per il Pdl e per tutto il centrodestra, come preannunciato nei giorni scorsi da Raffaele Fitto; in tal senso, potrebbe essere illuminante l’esito del congresso provinciale di sabato e domenica. Ma è tutto ancora da scrivere.
Intanto, sembrerebbe continuare il lavorio di alcuni esponenti dell’ex giunta guidata da Antonio Musarò, alla ricerca di un candidato in grado di attirare intorno alla sua persona ampi consensi. L’obiettivo cui punterebbero, con un volto nuovo per la politica di Tricase, non è solo la vittoria alle prossime amministrative, ma anche e soprattutto la possibilità di creare un gruppo di lavoro capace di dare alla città e ai suoi cittadini un governo stabile e duraturo.
A ogni modo, non si escluderebbe la possibilità di individuare un unico candidato e bypassare così le primarie, ma per questo è necessario attendere gli sviluppi dei prossimi giorni.

Antonella Cazzato

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L’erosione alla Bit cattiva pubblicità? “No, solo provocazione”

Coro di no contro l’iniziativa dei volantini per la Borsa del Turismo di Milano ideati da Assobalneari Salento.
Il Sindacato Italiano Balneari si scaglia contro l’iniziativa annunciata dal vicepresidente nazionale di Assobalneari Federbalneari Mauro Della Valle.
Le foto delle spiagge salentine colpite dall’erosione e dal maltempo, secondo Luca Mangialardo presidente di Sib sono lesive nei confronti degli operatori dell’intero comparto turistico pugliese.
Sulla vicenda ha espresso contrarietà anche Massimo Rota, presidente regionale di Assoturismo Confesercenti che sostiene l’inadeguatezza del modus operandi di Assobalneari, metterà in pericolo l’immagine della Puglia e soprattutto l’avvio e il buon esito della stagione estiva.
Confindustria Lecce si scaglia contro Mauro Della Valle. Secondo Confesercenti non è possibile, in un contesto come quello della BIT, cercare di mettere in imbarazzo un’Istituzione per raggiungere un fine.
Pronta la replica di Assobalneari Salento Federbalneari: “Dispiace constatare la distanza che le altre associazioni di categoria (di cui solo una rappresentativa degli imprenditori balneari) hanno inteso ufficializzare rispetto alla chiara provocazione lanciata da Assobalneari di portare alla Bit un depliant raffigurante le spiagge salentine erose – dice Della Valle – Ancora una volta, le necessità di facciata superano la sostanza, un’altra occasione mancata per la tutela del nostro territorio, che naturalmente non passa attraverso campagne di marketing in negativo ma attraverso azioni finalizzate a dare uno scossone ad una classe politica silente e dormiente.
Sappiamo, il compiacimento vale più della tutela degli interessi collettivi e solo tale logica può sostenere la reazione che ha avuto la provocazione lanciata da Assobalneari Salento FederBalneari, quella che oggi è una provocazione non è detto che un giorno non diventi realtà quando si arriverà (e non manca molto) alla disperazione”.

Jenny De Cicco

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