“Don Tonino Bello” chiuso per disinfestazione. “E speriamo che non arrivi nessuno”

Il centro “Don Tonino Bello” di Otranto è ancora in difficoltà. Dopo l’affollamento dei giorni scorsi manca un po’ di tutto, a partire dai materassi e dalle bottiglie d’acqua da distribuire ai migranti ed alle forze dell’ordine, per finire al latte per i bambini. Ora un’ordinanza del sindaco di Otranto Luciano Cariddi – emessa su richiesta dell’Asl fatta dal dottor Francesco Mancarella, che presta servizio al Centro- ne ordina la temporanea chiusura. Perché il centro ha bisogno di una disinfestazione generale e di un intervento che scongiuri qualsiasi rischio di contagio. In alcuni casi, infatti, si è registrata la presenza di migranti affetti da scabbia. Ora, dunque, il centro resterà chiuso per alcuni giorni a partire da oggi, e i migranti verranno smistati negli altri centri di permanenza pugliesi. Solo così l’intervento sarà effettuabile. La situazione potrebbe, tuttavia, creare problemi se ci dovessero essere sbarchi in questi giorni, visto che il centro di identificazione e il presidio sanitario non potranno operare per via della disinfestazione, né sarà possibile ospitare i migranti neanche per le poche ore di permanenza previste. Le difficoltà del centro, del resto, sono molteplici: “Noi possiamo espletare solo le operazioni di prima identificazione, di accoglienza per poche ore e offrire un primo presidio sanitario” – spiega il sindaco Luciano Cariddi – “questa nuova emergenza, invece, sta creando disagi perché i migranti sono costretti a pernottare al centro, che non è attrezzato per questo servizio. Abbiamo già chiesto alla Prefettura istruzioni su come poterci attrezzare, ma servirebbero nuovi servizi, molto altro personale, convenzioni con ditte esterne. Tutto questo, però non è possibile”. Ma come potrà funzionare allora la struttura? “A tutt’oggi non lo sappiamo” – dice Cariddi – “Oggi come oggi noi non possiamo neanche pagare gli straordinari per via del tetto di spesa in vigore dal 1 gennaio 2011 (decreto Brunetta e decreto Tremonti). Qualsiasi operazione ci è preclusa: non possiamo neanche pagare il personale per progetti-obiettivo, né fare assunzioni per casi di emergenza, quindi siamo disarmati. Ci sostiene solo la solidarietà dei cittadini di Otranto e del Salento, la fratellanza e i volontari, per ora. Ma dopo non sappiamo cosa accadrà”.

Elio Paiano

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L’appello dei volontari: “Necessitiamo di tutto, dal latte ai materassi”

“Il centro va sistemato. Ci occorrono almeno i materassi per coprire il numero di letti disponibili, le bottiglie d’acqua per i migranti, i volontari e le forze dell’ordine, il latte per i bambini e per le colazioni”: questol’appello di Raffaele De Cicco, che si occupa della struttura per conto del Comune. In realtà i problemi sono ancora più gravi. La struttura è nata per ospitare i migranti per poche ore, al massimo una trentina di persone e per non più di tre-quattro ore, giusto il tempo di smistarle negli altri centri dopo averle identificate e visitate. Ma con gli arrivi in aumento e i pernottamenti non previsti la struttura è andata in crisi. Ci sono necessità sanitarie, visto che dopo ogni sbarco il centro va disinfestato, ma anche di personale. Per fare un esempio, lo stesso De Cicco, visto che il Comune ha già raggiunto il tetto massimo per il progetto-obiettivo, se non ci sono clandestini è costretto ad andare in ferie, poi a rientrare e ancora a rimettersi in ferie. Un calvario cui non si può dare sollievo perché neanche un uomo in più può essere assunto dal Comune.

Elio Paiano

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“Sentinelle del gusto” in azione a Otranto

Volete conoscere ed assaggiare gli ingredienti che nel Medioevo si scambiavano tra loro gli arcivescovi di Taranto ed Otranto? Vorreste sapere quali erano le erbe spontanee della Terra d’Otranto ricordate nelle fiabe di Italo Calvino? E cosa regalarono i Turchi al Salento? A decine di queste domande darà risposta l’edizione di Otranto di “Sentinelle del Gusto” (ogni sera al tramonto a partire dal 2 sino al 4 settembre). Ogni sera ci sarà un “racconto” ed una visita per gastro-nauti (da prenotare) che si snoderà tra i monumenti ed i vicoli del centro storico per scoprire i sapori nascosti. Al termine di ogni itinerario, gli chef dell’Associazione Cuochi Salentini daranno vita ad uno show-cooking che metterà insieme i sapori così riscoperti e narrati. “Lo scorso anno” –spiega Gabriele Ruggiero dall’associazione – “migliaia di turisti hanno assistito allo show-cooking prendendo appunti sulle ricette, degustandone i sapori, ponendo domande agli chef. È un modo fantastico di portare il Salento nelle loro case. Sono, infatti, tantissimi quelli che ci scrivono durante tutto l’anno per chiedere consigli su come preparare le ricette”. Insomma, il Salento resta nel cuore anche grazie ai racconti ed ai sapori. Così, quando le creazioni della civiltà contadina, quelle delle tradizioni marinare, i gesti dei sapienti artigiani, le idee scaturite dalla povertà e dal tempo, sono racchiusi in un solo sapore, in un solo piatto, questo diventa una “sentinella del gusto” e lascia tracce nella storia, nella letteratura, nel cinema, persino nei rogiti notarili. “Punti cardine di questo progetto sono le caratteristiche organolettiche e nutrizionali, i benefici per la salute, le proposte a km zero, gli show-cooking e tutte le valenze storiche, antropologiche, artistiche e culturali legate ai prodotti tipici” -spiega Luca De Simei dell’associazione Tradizioni Mediterranee- “Si tratta di un percorso nuovo cui sono ora interessate aziende di molte parti d’Italia, e probabilmente le “sentinelle”, dal prossimo anno, gireranno per tutta la penisola”. Così, per degustare i prodotti, trovare i produttori direttamente sul posto e compiere un tour tra monumenti, storia, letteratura e sapori non resta che recarsi ad Otranto nei giorni dal 2 al 4 di settembre. Per chi fosse interessato alle visite guidate occorre prenotare telefonando ai numeri (328.7442905 – 393.7932531).

Elio Paiano

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Corto Magliese per la Sicurezza Stradale, premiazione il 2 settembre

Ѐ giunta al termine anche la quarta edizione di Corto Magliese per la Sicurezza Stradale. La serata, che si svolgerà il 2 settembre presso villa Tamborino a Maglie, avrà inizio alle ore 21 e sarà presentata dalla giornalista Eta Scrutinio. La manifestazione è organizzata dalla sezione locale dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e rientra nella rassegna estiva del Comune di Maglie, Solebarocco. La giuria che ha avuto il duro compito di selezionare le opere migliori è composta dalla presidente dell’associazione Eva Ruggeri, l’autrice TV Rossella Abate, lo scenografo Carlo Di Cillo, lo sceneggiatore Daniele Portaluri, la produttrice Rita Surdo e infine, il giornalista Maurizio Tarantino. I premi saranno assegnati ai primi tre classificati e al miglior corto scolastico. Nello specifico, sul gradino più alto del podio è giunto il corto “One Morning” di Hermes Mangialardo, al secondo posto troviamo “3 minuti per la vita” di Andrea e Piero Schirinzi, e infine al terzo “Spot sicurezza” di Rosa Maria Bassi. Come migliore corto scolastico verrà premiato “Impara a distinguere”, realizzato dall’istituto professionale “Ilaria Alpi” di Copertino. Avranno la loro visibilità, gli spot in gara, perché verranno tutti proiettati nel corso della serata. La rilevanza nazionale di questo evento è rimarcata dalla presenza di spot giunti da ogni parte d’Italia, dalla Sicilia alla Liguria passando per il Lazio e l’Emilia Romagna. Sempre nella stessa sera verrà proiettato anche il cortometraggio “Il sogno” di Giacomo Franciosa, con il vincitore del Grande Fratello 10 Mauro Marin. Il tutto sarà allietato dalla voce di Simona Traficante e dalle note del pianoforte suonato da Alessandro Casciaro.

Alessandro Conte

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Al via la Festa te lu mieru, trentacinque anni di vino e buona musica

Una tradizione che si rinnova di anno in e anno e che conta già 35 edizioni. Tutto pronto a Carpignano Salentino per la “Festa te lu mieru”, che torna anche quest’anno a salutare l’estate, a ritmo di tamburelli e pizzica, con il suo carico di folclore e con l’accento sulla buona cucina popolare e sul vino locale, protagonista indiscusso della tre giorni che prenderà il via il 2 per poi chiudere i battenti il 4 settembre. Natali illustri quindi per la “mamma” delle sagre salentine, che nacque nell’agosto del 1974. In quell’estate la cittadina carpignanese ospitò un gruppo teatrale danese, Odin Teatret, capitanato dal regista salentino Eugenio Barba. Alle sperimentazioni teatrali, che trovarono la loro cornice ideale nelle piazze del centro, i carpignanesi, accettando la sfida del “baratto culturale”, risposero mostrando la loro tradizione fatta di buona cucina, musica e balli popolari. E così per salutare l’Odin Teatret, l’11 agosto del 1974, un gruppo di amici, spinti dal sostegno dell’Oistros, compagnia teatrale universitaria di Lecce, organizzò una festa popolare che prese il nome de “Lu patrunu”. Il successo della prima edizione fece sì che nascesse un’associazione e che tale festa, pur conservando la sua autenticità e la sua semplicità, allargasse i confini coinvolgendo non solo la popolazione di Carpignano, ma tutto il Salento. Già dall’anno seguente il vino divenne protagonista della manifestazione, tanto che il nome dell’evento (che, tra l’altro, era stato destinato alla prima domenica del mese di settembre), venne cambiato in “Sagra te lu mieru”, per poi negli anni divenire una vera e propria festa i cui proventi vengono devoluti in beneficenza. Una tradizione portata avanti con sacrificio e costanza, che vede tra gli obiettivi la valorizzazione del territorio e delle sue caratteristiche più rappresentative, come i prodotti enogastronomici e la cultura musicale che allarga sempre più il suo raggio d’azione, contribuendo a portare alta la bandiera della cultura popolare salentina. Via alla musica, dunque. Si parte il 2 settembre, padroni del palco gli Zimbaria, che proseguono la strada tracciata da Pino Zimba, per continuare il giorno successivo con i Kamafei e le loro sonorità salentine contaminate dalla passione per la musica popolare spagnola, nelle quali il ritmo del tamburello si pone come trait d’union. A salutare l’estate ci penseranno i Briganti di Terra d’Otranto che si esibiranno domenica 4 settembre, coinvolgendo i presenti con la loro interessante sintesi tra la musica popolare e sonorità d’autore.

Alessandra Ragusa

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“Gran festa del pane e dell’olio” a Uggiano La Chiesa

Due giorni di festa a Uggiano La Chiesa nel segno dei prodotti tipici mediterranei e della pace. La manifestazione, organizzata con la collaborazione delle associazioni nazionali “Città dell’Olio” e “Città del Pane”, Apt Lecce e Aprol Lecce, andrà a valorizzare la panificazione e produzione olearia di Uggiano e della frazione di Casamassella. Quest’anno, poi, l’evento ha assunto rilevanza nazionale per la presenza del gemellaggio con quattro comuni italiani, dal Sud al Nord: Cerchiara di Calabria, Fossacesia, Ostra Vetere e Lugo di Vicenza. Oltre a questi comuni gemellati, saranno presenti stand di altri enti come la Provincia di Foggia, di comuni della Puglia quali Andria, Bitritto, Canosa di Puglia, Giovinazzo, Ruvo di Puglia, Trinitapoli, Mattinata, e i comuni salentini di Martano, Otranto e Presicce. Da evidenziare la presenza dell’ospite Osnart Shperling, rappresentante della cooperativa di donne israeliane “Sindyanna of Galilee”, aderente al progetto “Olivo, Pace e sviluppo nel Mediterraneo – Percorsi di economia solidale tra Puglia, Palestina e Israele”. Una presenza per sottolineare l’importanza del valore dell’amicizia fra diverse realtà. “Per due giorni – commenta il sindaco Salvatore Piconese – la nostra città sarà simbolicamente il capoluogo del pane, dell’olio e della pace, poiché accanto a questi due prodotti abbiamo inserito un percorso di scambio culturale e di solidarietà con alcuni comuni d’Italia e con i popoli del Mediterraneo, in particolare con la Palestina”. Si partirà alle ore 10 del 3 settembre con la riunione del coordinamento regionale delle “Città dell’Olio” al Palazzo Marchesale di Casamassella. Alle 11 prova dimostrativa di assaggio olio a cura dell’Aprol Lecce e alle 18 ci sarà il convegno “Ulìa Usciàna e dintorni: tra gusto e salute” alla presenza di politici e di una specialista in medicina, proprio a sottolineare le proprietà benefiche dell’olio. La serata si concluderà alle 20,30 con la partenza del corteo nel centro storico con i sindaci e i gonfaloni dei comuni partecipanti e con la presenza della vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone. Subito dopo verranno presentate ufficialmente le foto delle fogge, antichi granai del ‘600 rinvenuti durante i lavori di piazza Umberto I. A seguire si potrà passeggiare tra gli stand degustativi e ascoltare il concerto di musica popolare degli Araneè. Il giorno dopo, nella serata conclusiva, ci sarà il concerto dei Controtempo.

Alessandro Conte

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Immigrati, allarme rosso al “Don Tonino Bello” di Otranto: “Non ce la facciamo più”

La situazione al Centro di Prima Accoglienza di Otranto “Don Tonino Bello” è molto critica. Gli arrivi di migranti sono sempre di più, il viavai è incessante e la struttura mostra i suoi limiti. L’altro ieri sono arrivati in 149, poi 14, altri 43 ieri, in un luogo dove è prevista l’identificazione e la destinazione degli immigrati. Operazioni che dovrebbero durare poche ore, per via del sovraffollamento, richiedono almeno un’intera giornata. La situazione è difficile, e se gli sbarchi continueranno con questo ritmo la struttura non riuscirà più ad operare. “Abbiamo problemi che diventano sempre più seri” –spiega Raffaele De Cicco, che si occupa del Centro per il Comune di Otranto – “solo per dare l’idea, in un luogo con 50 brandine, ma solo 30 materassi, abbiamo ospitato 140 persone. Abbiamo creato giacigli di fortuna con coperte ripiegate etc. Ma ci manca ormai di tutto”. Raffaele ufficialmente sarebbe in ferie, ma rientra per prestare servizio e poi deve riandare in “vacanza”. Il tutto perché il Comune non può pagargli gli straordinari, anzi, anche il normale stipendio è a rischio. Le risorse sono poche, ma Raffaele si preoccupa per gli immigrati: “Non abbiamo più latte, neanche un goccio per i bambini e per le colazioni, fino al 20 settembre non avremo più acqua, ci servono almeno 45 materassi, perché 5 ce li ha regalati un imprenditore di Otranto, qualcuno dovrebbe aiutarci, se il ritmo di arrivi resta questo presto la situazione diventerà critica”. Insomma, mancano i materassi, il latte e –soprattutto – l’acqua in una stagione così calda ed afosa. Del resto, con le limitate risorse di cui dispone il Comune, fornire le 20 casse al giorno circa che si sono consumate ultimamente è già un problema serio. Figuriamoci tutto il resto.

Elio Paiano

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A Martano si riqualifica piazza Assunta

Partiti ieri mattina i lavori di riqualificazione di piazza Assunta a Martano. 460mila euro l’importo complessivo dell’intervento, progettista e direttore dei lavori è l’architetto Antonio Gallo, mentre i lavori se li è aggiudicati l’impresa Benedetto. Abbiamo ascoltato a questo proposito Stefano Gallo, vicesindaco del Comune di Martano.

Vedere la piazza vuota e recintata ha provocato un effetto strano sui cittadini e, soprattutto, sui commercianti martanesi. Qual è il cronoprogramma dei lavori?

“I lavori sarebbero dovuti iniziare a luglio, ma abbiamo scelto di iniziare a fine agosto per consentire ai martanesi di godersi la festa patronale e gli eventi estivi. Ora siamo pronti e la fine dei lavori è prevista per fine dicembre 2011”.

Come nasce la decisione di chiudere completamente la piazza?

“La scelta è maturata da vari incontri avuti con i tecnici, le ditte, la polizia municipale e i commercianti. Il lavoro si suddivide in due tronconi: il primo, via Assunta, che va da largo santa Sofia fino all’ingresso di via Trinchese, e il secondo, via Marconi, che va dalla fine di via Assunta all’ingresso di piazza Caduti. La scelta è figlia di due esigenze: la velocizzazione dei lavori e l’uniformità qualitativa. Siamo convinti che la chiusura totale per i primi trenta giorni velocizzerà il prosieguo dei lavori”.

Quali sono i rimedi al traffico e alla viabilità che avete adottato?

“Abbiamo invertito il senso di marcia di via Trinchese e stiamo spostando la fermata degli autobus per creare nuovi parcheggi per la piazza. Una scelta anche sperimentale che potrebbe anche in futuro essere confermata”.

Quali indirizzi avete dato al progettista per la realizzazione del progetto?

“Il progetto rispetta le prescrizioni della Regione Puglia e quelle delle passate amministrazioni, che avevano iniziato l’iter del recupero dei finanziamenti e della realizzazione della nuova piazza Assunta. Da parte nostra, l’intenzione è di fare della piazza un luogo d’incontro a basso impatto del traffico. Dove si potrà ridurre, ridurremo il traffico. Inoltre, per preservare al meglio i lavori che sono volti a modificare le quote preesistenti del suolo, abbiamo dato incarico a Michele Sansonetti, archeologo di fiducia del Comune, per controllare che tutto proceda nel rispetto delle normative e a tutela dei beni archeologici. Un altro dato che ci terrei a sottolineare è che siamo in attesa del finanziamento di 200mila euro per la riqualificazione dell’area commerciale di Martano, quindi anche di piazza Assunta, per dare una uniformità stilistica ai negozi che insistono nella piazza”.

Fabio Tarantino

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Girodibanda: un nuovo modo di vivere la musica salentina

Una delle situazioni più divertenti e interessanti del tour della Notte della Taranta di quest’anno è senza dubbio la GirodiBanda, guidata dal trombettista Cesare dell’Anna. Piazza san Pietro a Galatina, come sempre gremita di gente, è stata travolta dalla musica incalzante della band, di cui fanno parte i musicisti degli Opa Cupa, della Banda da Giro, Claudio “Cavallo” Giagnotti, Enza Pagliara e Irene Lungo, per un totale di circa 40 elementi. La pizzica salentina si mescola con la musica balcanica, dando a quella popolare, composta da classici come Kali Nifta, un’intensità maggiore, come se due forze si unissero per creare una carica, una potenza così grande da riuscire a coinvolgere tutto il pubblico, che danza, salta e canta senza sosta. La creatività è la linfa vitale della musica, in essa si fa sentire lo spirito tzigano di Cesare dell’Anna, ma anche la sua cultura jazz e l’amore per il folk. Il trombettista, infatti, nasce proprio come jazzista per scoprire in un secondo momento la musica balcanica, entrando a far parte dei Folkabbestia e fondando, poco dopo, gli Opa Cupa. La voce di Enza Pagliara, ormai conosciutissima agli amanti della pizzica perché ha fatto parte per molte edizioni dell’Orchestra della Notte della Taranta, dà un valore aggiunto alla banda. Nel complesso vi è la presenza di personalità interessanti nel panorama della musica popolare salentina, come Claudio “Cavallo”, leader dei Mascarimirì, che stanno promuovendo il loro sesto album, Gitanistan, uscito lo scorso marzo. L’ospite d’eccezione della serata di Galatina è stato Enzo Petrachi, figlio del noto musicista folk leccese Bruno Petrachi. Ha infiammato il pubblico cantando l’inno del folklore leccese Arcu de Pratu: “Simu leccesi, core presciatu, sona maestru l’arcu de pratu”, che da valzer diventa un divertentissimo ska “tarantolato”. Un genere quasi scomparso da diverso tempo dalle piazze salentine e rivalutato proprio da Cesare dell’Anna, che sta elaborando senza sosta il suo progetto, apportandovi costantemente importanti novità di cui verremo presto a conoscenza.

Luana Campa

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A Poggiardo “Truculentus” con Eleonora Brigliadori

Dall’”Isola dei famosi” a Plauto. Eleonora Brigliadori si esibisce stasera alle 21 a Poggiardo nell’ambito del Baxta Festival. La rassegna, la prima di teatro antico, si svolge a Poggiardo e Vaste dal 23 luglio al 6 settembre. La Brigliadori porterà in scena il “Truculentus” di Plauto nell’adattamento di Sebastiano Tringali e Aurelio Gatti. Lo spettacolo, rappresentato nell’area archeologica di Santi Stefani, è un omaggio alla commedia plautina, un attento lavoro che introduce la formula dell’en travesti, ampiamente utilizzata nella commedia dal ’500 ai primi dell’800. La condizione di incertezza per l’andata in scena genera un percorso parallelo alla trama dell’opera, fornendo materia e argomenti per un esilarante intreccio tra la vita del teatro e la tessitura della commedia. La trama di questa opera risulta piuttosto complessa e sembra privilegiare, rispetto alla comicità immediata delle battute, quella più raffinata che deriva proprio dall’intricato evolversi della vicenda. Largamente lacunosa, prende il titolo dal nome del rustico e brutale Truculento, “nome parlante” che in latino significava “zoticone, violento”, che si riferisce al carattere del personaggio, dapprima misogino e infine sedotto suo malgrado. Fra imbrogli e menzogne, lo spettacolo volge al comico, tra la girandola dei personaggi che si scambiano i ruoli e le pungenti battute dell’autore. Completano il cast gli attori Sebastiano Tringali, Cinzia Maccagnano, Manuela Lomeo e Raffaele Gangale.

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Gruppo Radar dell’Aeronautica di Otranto, c’è un nuovo comandante

Cambio di comando presso il 32° Gruppo Radar di Otranto. Sulle note dell’Inno d’Italia, alla presenza del colonnello Arturo Cattel, comandante del Centro coordinamento Gram del Comando operazioni aeree del Comando squadra aerea di Roma, si è tenuta la cerimonia, come da protocollo. Tutto il personale schierato di ogni singolo reparto e la rappresentanza delle associazioni dell’Arma hanno salutato l’ormai ex comandante e dato il benvenuto al suo sostituto. Dopo tre anni il tenente colonnello Ciro Piergianni lascia il posto al suo successore, il tenente colonnello Maurizio Marozzi. Piergianni era già stato alla base di Otranto dal 1998 al 2000, ricoprendo ruoli nel settore della difesa aerea. Nel 2004, dopo esperienze all’estero prima in Kosovo e dopo in Germania, rientra a Otranto ricoprendo tra l’altro anche il ruolo di “Capo servizio logistico-operativo”. Infine nel 2008 viene promosso a capo dell’intero gruppo aeronautico otrantino. Dopo questo intenso lavoro pieno di responsabilità, il comandante uscente si trasferirà nella capitale per frequentare il corso dell’Istituto superiore di Stato maggiore interforze. Anche il subentrante Marozzi è stato già a Otranto, prima dal 1999 al 2003; anche lui, dopo aver ampliato le proprie conoscenze presso una base tedesca sempre nell’ambito della difesa aerea, è rientrato ad Otranto dove ha svolto il compito di “Capo servizio della Difesa Aerea”.

Alessandro Conte

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Questione di stile

di Valentina Luberto

Benvenuto! Sì, dico a te che sei inciampato tra i miei pensieri,

magari sei in pausa come me.

Accomodati, non far caso al disordine, a tutte queste

impressioni distratte che ciondolano dal soffitto, alle parole che

spintonano per uscire e a quelle che si lasciano dimenticare

nascondendosi, senza andar via sul serio.

Ormai ci sei e ci sono anch’io, almeno credo!

Lascia che mi presenti, anche se, è molto probabile tu mi

conosca. Avrai sicuramente avuto modo di scorgere il mio volto

sulle locandine di qualche importante teatro nazionale o

internazionale; sono un fine interprete di Shakespeare, sai?

Chi prendo in giro!

Sì, lo so che non è per questo che mi conosci, ma per

quell’odiosa reclame delle suolette deodoranti per scarpe che

spopola su tutti i canali TV.

Che si sappia: Neri Bruno ha calcato i più grandi palcoscenici

del Paese e di tutta Europa!

Prima che tu me lo dica: no, non mi presento anteponendo il

cognome al nome, lo so che non si fa.

Neri è il nome, Bruno, il cognome.

Tutta colpa del mio agente. Arturo Biondi non gli stava bene,

diceva che era troppo comune e che i miei capelli di pece non

s’intonavano a quel cognome inzuppato nel sole.

“Neri è un bel nome, Arturo. Originale, sintetico, un nome che

lascia il segno!”, diceva il mio agente battendo il suo indice

contro la mia spalla.

A te posso dirlo, tanto sei di passaggio: quanto odiavo e odio,

visto che lo fa sempre, quei colpetti sulla spalla. Quel dito

impertinente sarebbe da mozzare!

Detto questo, credo, non ti sarà difficile venire a capo di come

il mio cognome abbia cambiato tonalità senza neppure dover

fare ricorso al parrucchiere.

“Bruno! Sì, a me pare un cognome perfetto, fa pendant con il

nome. Che ne dici, Arturo? Sbrighiamoci a uscire, prima di

andare in ufficio dobbiamo passare dalla tipografia per ritirare i

tuoi biglietti da visita con i tuoi nuovi nome e cognome.” E lo

aveva detto tutto d’un fiato, senza permettermi neppure di

indossare per una breve prova la mia nuova identità, fare un

giro e vedere se ci stavo comodo.

Non avevo osato oppormi, forse, non avevo neppure i mezzi

per farlo.

Quella volta Attila, il mio agente, almeno si era risparmiato gli

odiosi colpetti sulla spalla. Aveva invece optato per un

vigoroso colpo sulla scrivania del mio studio. Forse per

riacciuffare i miei occhi ormai lontani, forse si era accorto che,

mentre radeva al suolo la mia identità, io, già non c’ero più.

È così che Arturo Biondi, promettente interprete

shakespeariano, diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica e

indimenticabile visitatore dei più importanti personaggi del

drammaturgo inglese, è andato via.

So cosa stai per dire: “Perché non hai rifiutato?”

Avevo bisogno di soldi, non potevo permettermi più il lusso di

scegliere. Dovevo sopravvivere, vivere come più mi piaceva

era un optional di cui dovevo fare a meno.

No, non avere quello sguardo triste, anche la pubblicità ha i

suoi vantaggi. Adesso tutti mi riconoscono, ho allargato anche

la mia cerchia d’ammiratori, sapessi quanti bambini si

ricordano di me e come ci tengono, poi, a mostrare ai loro

genitori che sanno riconoscermi: “Mamma, mamma, corri. C’è

il signore con i piedi puzzolenti: guarda!”, dicono a gran voce,

mentre mi puntano il dito contro.

“Neri, vieni. Siamo pronti per girare.” è la voce che interrompe

quest’amabile confessione affidata a te, visitatore d’occasione

dei miei pensieri.

Credo proprio la mia pausa sia finita, ma, se vuoi, assisti pure

alla scena.

“Oh, mia amata, buona e bella. A te, che sei la più sfavillante

stella, chiedo d’accettare, come pegno d’amore, questo anello

nuziale. Mi vuoi sposare?”, dico impostando la voce a dovere e

sperando che il mio tono studiato possa distrarre

dall’improponibile contenuto della battuta.

“Oh, mio amato amore, una dichiarazione così mi lascia senza

parole! Ah, no, aspetta! Qualche parola l’ho trovata. Infilerò

quell’anello solo se mi prometti che infilerai per sempre nelle

tue scarpe la suoletta “Puzzavia”. Sono buona sì, ma con un

olfatto altrettanto buono!”, dice una stridula voce femminile,

vanificando ogni mio tentativo di conferire a quell’insulso

scambio di battute idiote una parvenza di stile.

“Te lo prometto, mia cara: le suolette “Puzzavia” saranno nelle

mie scarpe per tutti i giorni della mia vita”, e cerco di dirlo con

la stessa intensità con cui ho declamato il dubbio amletico nella

mia ultima tournée.

Serve a poco.

In silenzio ripeto: “Essere o non essere, questo è il problema”.

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