Pesca 2011, c’è un campione mondiale otrantino: Giuseppe Negro

I campionati mondiali di Pesca 2011, nella specialità “Big Game Drifting”, hanno decretato i primi vincitori. Nella squadra vincitrice spicca il nome di un otrantino, Giuseppe Negro. Le gare si sono concluse il 4 settembre, dopo lunghe giornate di passione e agonismo.

Ha vinto nella specialità “Big Game”: ha mai pensato che avreste vinto davvero, e quali sono stati i momenti difficili?

“Ho avuto quella sensazione al secondo giorno, col migliore piazzamento. Sapevamo di essere sul podio e che avremmo potuto guadagnarci un buon piazzamento, ma che comunque tutto si sarebbe risolto all’ultimo istante. I momenti difficili risalgono invece a due rotture dovute a due pesci, che ci avrebbero garantito la sicurezza ancora prima e poi, negli ultimi due giorni, quando i pesci si trovavano sotto la barca, abbiamo avuto difficoltà nel dare da mangiare. Ma abbiamo avuto la freddezza necessaria per continuare”.

Ѐ passato solo un anno dal successo ai campionati italiani di pesca traina d’altura. Ci sono sensazioni e difficoltà diverse tra le due competizioni?

“Sono due tipi di pesca diversi. Quando ci si sposta dal proprio territorio si deve conoscere il luogo di destinazione. Bisogna prima avere notizie dalla gente del posto, se sono così gentili da fornirle, e il resto è studiato a tavolino con la carta nautica, cercando posti più favorevoli nella speranza che ricadano nel campo di gara prestabilito dall’organizzazione. Il tutto influisce sulla scelta dell’attrezzatura”.

I componenti di una squadra sono lo skipper, l’angler e il mate, con compiti diversi. La vostra era composta, invece, da quattro persone. Come erano divisi i compiti e il tuo qual è stato?

“Eravamo in quattro, tutti con il proprio compito, che però era a rotazione. Solo lo skipper non cambiava e nessuno poteva sostituirlo al timone. Questo per poter organizzare le attività in un secondo. Il mio compito era di angler, di mate e di addetto alla pasturazione”.

Quindi è indispensabile il gioco di squadra e l’affiatamento?

“E’ fondamentale, senza non si può fare questo sport”.

Altro aspetto è la tempestività. Tutto deve riuscire al primo colpo?

“Deve essere tutto organizzato prima. Nessuno deve dire all’altro quello che deve fare. Dal momento in cui parte una canna ognuno fa tutto nel giro di pochi istanti”.

Questa specialità e relativa classifica è basata sulla penalità e non sul punteggio classico?

“Esatto. Noi abbiamo avuto la fortuna di pescare sempre e accumulare poca penalità”.

Com’era composto il vostro equipaggio, proveniente da ogni parte d’Italia?

“I miei compagni erano di Rovigo, Padova e Venezia, tutti del club di Albarella, tra i più quotati al mondo per la pesca al tonno, al drifting. I componenti dell’altro team italiano provenivano dalla Liguria, Toscana, Calabria e Sardegna. Ma nonostante per l’Italia ci fossero due squadre, tutto quello che bisognava approntare per il giorno dopo veniva studiato insieme”.

Il tuo soprannome è Joe Black. Quando e dove nasce?

“Nel 1987, dato da un amico di Nardò ai tempi dell’Università. Joe Black è la traduzione del mio nome e cognome. Amo la pesca e il mare e da bambino ci andavo con mio padre. Da allora è nata questa “malattia”, come l’ho sempre definita. L’unica passione avuta da sempre. Il fattore competizione, in verità, non mi ha mai interessato. Ѐ avvenuto quasi per caso e per gioco, soprattutto grazie a personaggi di alto livello che mi hanno voluto in Nazionale”.

Alessandro Conte

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No all’eolico, ambientalisti mobilitati per la collina dei Fanciulli e delle Ninfe

Prosegue l’azione di tutela della collina dei Fanciulli e delle Ninfe. Il luogo si trova nei feudi di Giuggianello, Palmariggi e Minervino, e sono in tanti gli ambientalisti che si muovono affinché il progetto del parco eolico venga spostato in una zona di minor interesse naturalistico. La petizione, sposata anche dal Coordinamento civico di Maglie, è proseguita nel corso della Festa de lu Mieru in questo fine settimana. “Quest’anno – dicono dal Coordinamento – dagli appelli degli artisti sui palchi fino ai banchetti informativi e ai volontari tra le strade, l’estate salentina è stata attraversata da una diffusa mobilitazione trasversale, giovane e apartitica in difesa del paesaggio del Salento, vilipeso e attaccato su più fronti da più speculazioni come quelle del cemento e delle energie”. La petizione avviata da Italia Nostra Onlus è curata dal Coordinamento civico di Maglie per la tutela del territorio e la salute dei cittadini: la stessa Italia Nostra sezione Sud Salento ha già raccolto centinaia di firme in pochissime e brevi occasioni, e il Coordinamento altre centinaia durante la sola scorsa Notte della Taranta di Melpignano, per fermare la costruzione dei tre impianti industriali adiacenti per venti mastodontiche torri eoliche di 125 metri d’altezza ciascuna, e molte strutture annesse, sulla collina dei Fanciulli e delle Ninfe. “L’indiscussa Stonehenge megalitica d’Italia – continuano gli ambientalisti – e i suoi dolmen, menhir e rocce sacre enormi, naturali altari primitivi ammantati di suggestioni e leggende dai tempi protostorici sino ai nostri giorni, narrate anche da autori greci e latini antichi, rischiano di essere deturpati da progetti pazzeschi industrializzanti devastanti, in luoghi improponibili, dominio di grotte magiche, voragini, antri, villaggi neolitici, e d’uliveti antichi e monumentali, che i Greci dicevano costituiti anche da alberi gementi nella notte, derivati dalla metamorfosi in ulivi di fanciulli pastorelli messapici, a opera di stupende divine leggiadre e giovani ninfe indispettite, e tanti alberi lì, plurisecolari e dai tronchi contorti”. La petizione di Italia Nostra chiede al presidente della Repubblica, alla Regione e ai comuni coinvolti di ritirare ogni autorizzazione concessa in merito per fermare ogni ipotesi di anacronistica alterazione paesaggistica e sostanziale del sito.

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Maglie, 750mila euro per mettere a nuovo l’Ipsia “Lanoce”

Dei lavori da ultimare in palestra e l’Ipsia “Egidio Lanoce” di Maglie sarà pronto per questo nuovo finanziamento. Provincia di Lecce e Regione Puglia hanno infatti assegnato all’istituto retto dalla dirigente Albarosa Macrì 750mila euro, a seguito di un bando cui la scuola ha preso parte, presentando un piano esecutivo dei lavori, che dovrebbero partire subito dopo l’uscita delle linee guida. I lavori saranno indirizzati soprattutto al rifacimento degli impianti elettrico e termico nella sede centrale della scuola, che presentavano dei problemi dovuti anche all’età dello stabile e alla sua grandezza: i nuovi impianti saranno indirizzati verso il risparmio energetico e l’ottimizzazione dei consumi. “L’edificio che ospita la nostra scuola – ha commentato in questi giorni Macrì sulla Gazzetta del Mezzogiorno – è un monumento storico nella parte antica di Maglie dell’800. È doppiamente meritorio questo appalto di ristrutturazione, che asseconda le esigenze del sociale, ma che valorizza anche i beni monumentali. Inoltre per la prima volta il ministero dà alle scuole l’autonomia di gestire l’appalto interamente, in partenariato con la Provincia. Tutto questo accade anche per il miglioramento dell’offerta per il territorio. La risposta da parte dell’utenza c’è, ed è consistente, e noi cercheremo di fare sempre meglio”. La ristrutturazione servirà a confermare l’offerta di qualità fornita dall’Ipsia, che negli ultimi anni sta assistendo a un aumento delle iscrizioni, anche in virtù delle specializzazioni presenti nell’istituto e del sempre più stretto rapporto con le aziende del territorio, che servono da sbocco lavorativo ai ragazzi dopo il diploma.

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Otranto, appello di Cariddi agli operatori: “E’ ancora estate, non chiudete le attività”

I timori di inizio estate sono stati fugati da una stagione esaltante dal punto di vista delle presenze turistiche, e il sindaco di Otranto Luciano Cariddi lancia un appello agli operatori. “Continuate a offrire i vostri, perché “si sta raggiungendo il tanto agognato obiettivo della destagionalizzazione turistica”, dice Cariddi, che invita quindi a fare “un piccolo sforzo restando aperti ed efficienti ed anche – magari – coccolando un po’ di più i turisti che hanno scelto settembre e ottobre”. Ciò che più soddisfa l’amministrazione comunale è tra l’altro il livello elevato della qualità dei servizi offerti, anche e soprattutto dai privati dopo alcuni anni di verifiche e correttivi effettuati. “Crediamo – aggiunge il sindaco – che si possa essere abbastanza sereni circa il percorso intrapreso. A tal proposito il nostro riconoscimento va a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine, impegnate in città accanto all’amministrazione comunale per garantire un’adeguata sicurezza del territorio, e agli operatori ecologici tutti per l’elevato spirito di servizio dimostrato durante la propria attività quotidiana per garantire un ambiente pulito, vivibile e accogliente. Un vanto per la nostra offerta turistica”. Ora si spera di raggiungere completamente l’obiettivo della destagionalizzazione dopo incrementi notevoli in primavera ed estate che hanno consentito, ad esempio, di stimare le entrate per la tassa di soggiorno, per il solo mese di luglio, su cifre che viaggiano tra i 150 e i 160mila euro. “Le buone condizioni meteorologiche di questi giorni – conclude il sindaco – probabilmente ci consentiranno di allungare ulteriormente la nostra stagione turistica, ed è per questo che chiediamo a tutti i nostri operatori del settore di continuare a offrire i propri servizi così come è stato fatto finora. Mi riferisco in particolare ai pubblici esercizi e ai negozianti, perché mantengano aperte tutte le loro attività in città e non ci facciano vivere situazioni (pure registrate in passato) di chiusura anzitempo nonostante il buon numero di turisti ancora presenti nelle nostre strutture ricettive”. In particolare l’appello di Cariddi è rivolto ai gestori degli stabilimenti balneari, perché mantengano le proprie strutture aperte e attrezzate per ospitare al meglio quanti ancora vogliono godere della bella stagione balneare. Quindi un ringraziamento a tutti per il lavoro sin qui svolto, ricordando che “Otranto è una città che sa esercitare il suo fascino durante tutto l’anno, e solo con la collaborazione di tutti si può realmente puntare al tanto agognato obiettivo della destagionalizzazione turistica”.

Elio Paiano

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Franco Oppini ed Enzo Garinei con l’Aulularia di Plauto chiudono il Baxta Festival.

Cala il sipario sulla prima edizione del Baxta Festival, rassegna di Teatro Antico organizzata dal Comune di Poggiardo e svoltasi a Poggiardo e Vaste dal 23 agosto, con l’Aulularia di Plauto interpretata martedì 6 settembre nell’area archeologica di SS.Stefani da Franco Oppini, Enzo Garinei e Gegia per la regia di Maurizio Annesi.

Aulularia è sicuramente una delle commedie più conosciute e rappresentate di Plauto. Appartenente al periodo della maturità del commediografo latino, la sua datazione è stata fissata nel primo decennio del II secolo a.C. E’ inoltre, tra le commedie plautine, una di quelle che ha ispirato la drammaturgia posteriore sul grande tema dell’avarizia.

Un irresolubile taccagno, una serva-concubina e il servo scaltro animano questa commedia, tra le più gradevoli e ricche di vis comica, con una schiera di personaggi dipinti dal commediografo con impareggiabile maestria. La storia, ambientata ad Atene, vede Euclione, taccagno impenitente, diventare improvvisamente ricco per opera del lare protettore della famiglia, che gli indica, sepolta nel giardino della sua casa, una pentola piena di monete d’oro. Il taccagno divenuto quindi improvvisamente ricco, trasforma il suo status: da povero a spilorcio, sospettoso di tutto e di tutti, persino di Uva, la sua serva-concubina, considerandoli potenziali ladri della pentola. Ma tra tutti i sospettati, il suo servo Trottola compie l’impresa di rubare la pentola facendo piombare Euclione nella disperazione più nera che nulla sembra alleviare. In una girandola di situazioni, in cui il genio plautino fa emergere i lati più nascosti dell’animo umano, si svolge tutta la vicenda ricca di intreccio, di movimento e di personaggi, alcuni che rappresentano i sani valori, altri quelli malvagi.

Una commedia ricca di colpi di scena e di parti esilaranti, dove però trova spazio anche la riflessione sul doppio animo dell’uomo, l’eterno conflitto tra il bene e il male, sempre con la consueta e inimitabile graffiante ironia del grande autore. “Il nostro allestimento – scrive Annesi nelle note di regia – mette in risalto il grande gioco della vita dove tutti i personaggi concorrono alla giostra dell’umanità, con i loro vizi e le loro virtù, ma sempre con l’occhio benevolo dell’ironia e della consapevolezza che, alla fine, tutti dobbiamo fare i conti con le nostre debolezze e con il fatto che presto o tardi, poco o nulla rimarrà di noi. Una grande commedia, a cui si aggiunge il fatto che l’epilogo finale scritto da Plauto non ci è pervenuto; e questo ne fa motivo di attrazione perché ci permette di poter concludere la storia mettendoci un poco della nostra visione della vita”

Inizio spettacolo ore 21.00. Biglietto € 10,00

Info e prevendita (da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 14.00)

Comune di Poggiardo – Ufficio Cultura, Via Aldo Moro 1 Tel.0836.909812 – Fax 0836.909863

www.comune.poggiardo.le.it e-mail [email protected]

Botteghino (località SS.Stefani) ore 19.00 giorni di spettacolo – Numero verde 800551155

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Problemi sì, ma anche tanti punti di forza: questa è Maglie

Tanti i punti di forza di Maglie, e sono sotto gli occhi di tutti. Intanto le ottime scuole: di una in particolare i successi sono noti, il liceo “Francesca Capece”, retto da un preside di grande spessore, Roberto Muci, ben saldo sulle tracce di un mito, in materia: il professor Nicola De Donno, scomparso qualche anno fa. Uno dei beni più importanti della città, poi, è anche la sua biblioteca “Francesco Piccinno”, con il museo “Decio de Lorentiis” intestato proprio a uno dei più illustri magliesi, tra gli scopritori delle principali grotte sulla costa adriatica. La biblioteca possiede incunaboli, cinquecentine e seicentine di pregio e spesso è teatro di eventi di assoluta qualità, tra cui spiccano quelli organizzati in collaborazione con l’associazione “Bud Powell”. Anche il tessuto associativo è per certi versi la grande forza di Maglie, a partire dalla succitata associazione jazz che riesce effettivamente a far appassionare a questo genere musicale anche a chi non è avvezzo, attraverso jam, concerti, guide all’ascolto, masterclass e molto altro. Tra le associazioni molto attive sul territorio ricordiamo poi la Fratres, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, la Biblioteca di Sarajevo, il Gruppo Speleologico Salentino, solo per citarne alcune delle oltre sessanta iscritte negli albi delle consulte. Un lavoro silenzioso ma efficace è svolto anche da Zampalibera, che di concerto con Asl e amministrazione comunale combatte il randagismo. A proposito di Asl, il distretto di Maglie vanta il day-service ambulatoriale per i malati cronici affetti da malattie cardiache, pneumologiche e diabetologiche, che consente di effettuare in un giorno i controlli di un anno sulla propria salute. Per quanto riguarda la cultura, annoveriamo due rassegne che hanno portato Maglie agli onori delle cronache nazionali, il Mercatino del Gusto e Chiari di Luna, la cui organizzazione e offerta sono assolutamente eccellenti.

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Maglie, una bella cittadina. Problemi a parte

Quali sono le brutture che deturpano Maglie? Ci sono tanti fattori che contribuiscono a penalizzare l’immagine della ridente cittadina, che invece potrebbe essere effettivamente uno dei fiori all’occhiello del Salento per via del suo aspetto signorile e delle sue potenzialità. Un anno e mezzo fa, durante la campagna elettorale, la lista “Sinistra Maglie” realizzò in proposito uno spot decisamente efficace in cui si evidenziavano una serie di situazioni negative che caratterizzano la cittadina, dalla chiusura dei bagni pubblici allo scarso senso civico di chi a volte abbandona rifiuti nei luoghi pubblici. E spesso ci scordiamo di avere un pattinodromo che non è stato mai terminato, uno scempio ampiamente visibile dall’alto del balcone di alcune case della zona 167, un luogo che potrebbe raccogliere molti giovani, dato che sono in tanti a lamentare che Maglie sia un paese per vecchi, anche se questa rimane spesso una lamentela e in fondo sono in pochi quelli che si adoperano davvero per cambiare le cose in città. Un altro degli scempi che assillano quotidianamente la città è la pista ciclabile di viale Addolorata, appena duecento metri ma ampiamente disseminata di buche e non utilizzabile, tanto che le persone hanno preso anche l’abitudine di parcheggiarci le macchine. Una questione annosa che sta a cuore ai commercianti della zona, ma forse qualcosa al riguardo, in cantiere, c’è.

* foto tratte da belpaese.it

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Cursi, aumenta la Tarsu. E il clima politico si fa rovente

La Tarsu infiamma il clima amministrativo di Cursi. L’aumento della tassa sui rifiuti ha provocato infatti gli strali del consigliere Donato Lanzilotto, apparsi anche sul blog del gruppo consiliare “Voltiamo Pagina”. Le accuse riguardano l’aumento di 2,40 euro al metro quadro per le abitazioni civili e di 4,50 per i locali commerciali, in aggiunta al raddoppio dell’addizionale comunale Irpef dello 0,4%. “Ѐ facile per l’opposizione ignorare la vera situazione economica del Comune – commenta però il sindaco Edoardo Santoro – oppure fare demagogia quando poi si è fatto parte delle amministrazioni precedenti. I problemi, infatti, derivano da situazioni che risalgono al 1998-99, e se all’epoca il consigliere Lanzilotto non era ancora assessore, lo è stato nella consiliatura immediatamente successiva”, ribatte infatti il sindaco. Che difende a spada tratta i provvedimenti del Comune, spesso scelte obbligate, sottolinea: “Stando all’Ato, devo iscrivere preventivamente in bilancio, per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, ben 607mila euro. Un grosso sacrificio per i cittadini, e tra l’altro non so neppure se basteranno; e quel che è peggio è che da conteggi in nostro possesso potremmo garantire altrimenti questo servizio con soli 380-400mila euro. Ecco perché auspico lo scioglimento delle Ato, ecco perché penso che ogni comune farebbe meglio a organizzare la raccolta da sé”.

E se il consigliere Lanzilotto fa notare come a Melpignano l’aliquota Tarsu per le abitazioni civili sia pari alla metà di quella di Cursi, il sindaco controbatte anche in questo caso: “E’ un’affermazione demagogica, perché Melpignano ha una zona industriale-artigianale di circa 750mila metri quadri e il contributo per la tassa sui rifiuti viene pagato direttamente dalle aziende: ecco da cosa derivano le tariffe più basse. Mentre il Comune di Cursi, voglio ricordarlo, ha subìto tagli dalla manovra economica per 120mila euro”.

Alessandro Conte

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Betitaly Maglie, si parte. Al via la preparazione atletica

Dopo i colpi di mercato del periodo estivo, la Betitaly Volley Maglie si rimbocca le maniche e comincia la preparazione per il nuovo campionato. Lunedì 5 settembre, infatti, si partirà con gli allenamenti agli ordini del tecnico Tonino Solombrino, amatissimo dai magliesi dopo la promozione in B2 raggiunta lo scorso campionato. Molte più frecce al suo arco con i nuovi acquisti di Claudia Pagano e Ilaria Barbaro, con esperienza in B2, Emanuela Romano, ex B1, e Rosa Maria Hechavarria, già in A2. Ma non sarà il solo lato positivo della società sportiva che rappresenterà Lecce nella pallavolo che conta: il team guidato dal presidente Gigi Macagnano ha infatti aperto le iscrizioni del settore giovanile, maschile e femminile, per la stagione sportiva 2011/2012. Le adesioni sono arrivate sin da subito, frutto ovviamente dello stato di grazia in cui si trova la squadra magliese, fresca di promozione, di acquisti pesanti e vogliosa di stupire tutti ancora una volta. In attesa della partenza del campionato nazionale, fissato al 15 ottobre, il settore minivolley potrebbe dare al team un serbatoio fondamentale per la prima squadra. Le atlete più promettenti, infatti, potrebbero dare man forte alle più esperte del team principale, quando si dovrà fare i conti con squalifiche, infortuni o con il semplice turnover. La Betitaly sta insomma lavorando per presentarsi al meglio, davanti ai propri tifosi, per la prima giornata, quando verrà a Maglie il Pescara, proprio uno degli avversari che Solombrino teme di più. Un battesimo di fuoco, ma che farà bene sia in caso positivo che negativo: con una vittoria il Maglie saprà di essere sulla strada giusta, con una sconfitta capirà che c’è ancora da lavorare prima di arrivare al punto del più quotato Pescara.

PAOLO MERENDA

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Otranto, torna la Madonna dell’Altomare

Come ogni anno in questo periodo, a Otranto ricorre la festa in onore della Madonna dell’Altomare, il cui triduo comincia il primo settembre e culmina il 4, giorno della festa vera e propria, quando alle 17,30 i pescatori accompagnano la statua nel piazzale dove viene celebrata la messa, che sarà presieduta dall’arcivescovo di Otranto Donato Negro. Terminata la celebrazione i pescatori accompagnano ancora la statua al Fascio, località balneare nei pressi del faro, per imbarcarla. Da qui ha inizio la parte centrale e più folkloristica di tutta la festa, perché si avvia la processione a mare, con in testa il peschereccio che ospita la Madonna scortato da alcuni marinai, cui spetta il compito di gettare in mare la corona-simbolo in memoria di tutte le vittime. Il corteo termina con l’arrivo al porto, da cui si prosegue a piedi lungo le vie della cittadina, per poi fare ritorno alla cappella dove si tiene la benedizione del mare.

Storia della cappella e aneddoti collegati alla Madonna

La statua della Madonna è custodita all’interno della chiesetta situata sul dorso della collina, chiamata Punta, a ridosso del mare. La struttura fu riedificata per la prima volta nel 1744, poi nel dopoguerra altri restauri furono eseguiti a spese dei pescatori otrantini e con il concorso del comando locale della Marina. Il perché di questa devozione è da ricercare in due leggende legate all’intervento della Madonna dell’Alto Mare. La prima narra che all’inizio del secolo scorso, di notte, il veliero guidato dal capitano Salvatore Cosentino di Otranto si trovò nel bel mezzo di una tempesta in alto mare. L’uomo si rivolse alla Vergine promettendo di rifare, una volta salvo, il tetto della chiesetta. La nave non affondò ma naufragò, e comunque i marinai furono salvi. All’indomani, però, Cosentino decise di riprendere la navigazione, ma calata la notte si alzò ancora una forte tempesta e il capitano pregò ancora la Madonna, chiedendole perdono e giurando che, una volta salvo, avrebbe mantenuto la promessa. Le preghiere furono ascoltate e una volta approdato al porto il comandante sciolse il suo voto. Il secondo aneddoto racconta invece che, all’inizio del secolo scorso, un piroscafo stava per essere inghiottito dalle onde. Il comandante vide un bambino stretto tra le braccia della madre e lo prese sollevandolo al cielo. Pregò il Signore affinché salvasse il bambino, la madre e tutti i presenti, e così fu.

Alessandro Conte

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Maglie, quale futuro per villetta De Donno? Il dibattito è aperto

Parla di bambini e di giochi il grande interrogativo di questo scampolo d’estate magliese, dacché la fondazione “Francesca Capece” ha pensato bene di fare dono di queste attrezzature alla città affinché ornassero la villa De Donno in piazza Capece, un’aiuola grande quanto un isolato, quasi al centro della città, oasi verde in cui spesso in queste sere d’estate si sono ritrovate famiglie, giovani e a volte anche proprietari di cani per la passeggiata serale. “Il consiglio di amministrazione – scrivono dalla Fondazione in un comunicato del presidente Dario Massimiliano Vincenti – vicino e sensibile, come da istituzione, alle esigenze sociali, e riscontrando l’opportunità di offrire alle famiglie uno spazio attrezzato idoneo al tempo libero dei più piccoli, nella seduta del 9 agosto 2011 ha deliberato la donazione a codesto comune delle dotazioni adatte alla creazione di un’area-gioco. Ravvisando l’importanza di ubicare lo spazio in luogo dotato di servizi indispensabili per le esigenze dei piccoli utenti, si avanza la proposta di utilizzare le aiuole della piazzetta Francesca Capece, che presenta le fondamentali caratteristiche di vicinanza alle strutture in cui i bambini potrebbero soddisfare le loro necessità fisiologiche, e di una centralità in grado di preservare l’integrità delle attrezzature meglio che altrove. Si specifica che la proposta di collocare i giochi in suddetto luogo viene avanzata a seguito di intervenuta perizia, di cui si allega copia, attestante l’idoneità tecnica dell’area all’utilizzo in questione. Il consiglio direttivo è disposto a valutare diversa collocazione solo qualora si ravvisassero motivati impedimenti a quella proposta”. La questione si ricollega a un’altra più ampia, dato che nei giorni scorsi era comparso un sibillino volantino anonimo in cui si chiedeva al sindaco Antonio Fitto di non permettere che l’assessore Franca Giannotti negasse ai ragazzi il diritto di giocare in quello spazio. In altre parole, questi anonimi hanno cercato di sottintendere che ci fosse un progetto per non far giocare i bambini sulla villetta. Ma gli anonimi, si sa, si commentano da soli, e, ascoltata dalla Gazzetta del Mezzogiorno nelle scorse settimane, l’assessore aveva spiegato infatti come non ci fosse nulla di ufficiale sulla sua scrivania, e infatti l’ufficialità del prossimo intervento è stata data proprio in questi giorni alla stampa, spiegando come fosse in generale orientato a riportare la villetta allo splendore dell’800. Di fatto c’è che la villetta De Donno rappresenta un discorso complesso e rischierebbe, com’è accaduto altrove, di diventare ricettacolo di vandali, o semplicemente di persone con uno scarso senso civico: quelle ad esempio che calpestano le aiuole nonostante i divieti. Qualcuno però pensa anche che questo discorso sia una sorta di circolo vizioso, anche perché non sarebbe il primo caso di un’area verde preda di vandali (ricordiamo con delizia l’episodio in cui il sindaco Fitto braccò personalmente un gruppo di ragazzi di un paese limitrofo che cercavano di rubare la casetta dei bambini di parco don Pino Palanga, qualche anno fa). Questa storia sarà in un futuro prossimo oggetto di dibattito politico, con la ripresa, nei prossimi giorni, dell’attività amministrativa, anche perché l’assessore, in questi giorni, si è dimostrata abbastanza disponibile a discuterne.

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Primo weekend di settembre, tutti gli appuntamenti

Agosto si è appena concluso, ma l’estate non è ancora finita e l’inizio di settembre ci regala tanta musica live. Questa è una selezione dei concerti più interessanti. Venerdì 2 settembre: il Green Garden di Bagnolo del Salento propone una serata di musica live con i Volta la carta, che omaggiano il grande Fabrizio De Andrè: Maurilio Gigante alla voce e al basso, Paolo Colazzo alla batteria, Daniele Stefano alla chitarra e Luciano Toma alle tastiere. La band ha tenuto nel 2009 un grande concerto in cui ha celebrato il cantautore genovese con Mario Arcari. I quattro musicisti sono anche quattro dei componenti degli Abash, attualmente prodotti da Franz di Cioccio, che con gli storici Pfm ha costituito per anni la band di De Andrè. Parte la trentasettesima edizione della Festa te lu mieru a Carpignano salentino, dal 2 al 4 settembre. Il primo giorno ci sarà la musica degli Arcuevi e degli Zimbaria, che con la loro pizzica infiammeranno gli animi del pubblico della festa. Per i “Venerdì del Gricò” a Santa Maria di Leuca si esibirà invece il duo Alessandra Caiulo e Francesco Del Prete, in un connubio unico tra violino e voce. Sabato 3 al The Box di Martano i Radio Baccano offrono il loro tributo, con grinta ed energia, alla rocker italiana Gianna Nannini. La band è composta da Emanuela Melissano alla voce, Luigi Russo al pianoforte, tastiere e cori, Michele Leucci al basso, il batterista Andrea Vadrucci e Daniele Stefàno alla chitarra. Per il secondo giorno della Festa te lu mieru ancora pizzica con i Mute Terre, gli Scianapi e i Kamafei. Per gli amanti di Vasco Rossi, al Pacific Caffè di Racale si esibiranno i Vasco Live. In occasione dei festeggiamenti della Madonna dell’Altomare a Otranto il programma civile prevede invece per questa giornata l’esibizione dei Briganti di Terra d’Otranto, una folta formazione di musicisti che reinterpretano e riadattano i brani della musica tradizionale salentina, e del musicista-cabarettista Andrea Baccassino. Un evento molto interessante del 4 settembre è il concerto dei Republika Mod allo Stella Blu di Galugnano. Una band giovane che con il suo pop-rock inedito sta riscuotendo un grande consenso di pubblico in tutte le esibizioni. Mentre stanno lavorando al loro primo cd, continuano a partecipare a diversi festival, e recentemente hanno aperto i concerti di Ministri e Max Gazzè. Il 4 settembre si chiude la Festa te lu mieru con i Menamenamò, la Banda di città di Gallipoli e i Briganti di Terra d’Otranto.

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