BetItaly Volley Maglie, dopo la vittoria sul Terlizzi la B2 è più vicina

Importantissima vittoria in chiave B2 quella del Betitaly in terra barese, dove in trasferta è arrivata la vittoria per 3 set a 1 nel primo scontro tra Maglie e Terlizzi, frutto di un match combattuto e tiratissimo. Le ragazze baresi hanno tentato il tutto per tutto, contando sul fattore campo, e grazie a una fase di ricezione quasi perfetta hanno saputo mettere alle corde la squadra salentina. Questo Maglie, però, ha sempre saputo riprendersi e ribattere colpo su colpo in un incontro incerto fino alla fine, che ha visto il primo set chiudersi 30-28 a favore del Betitaly. Una prova di forza arrivata anche grazie agli ottimi interventi di Stefania Gatto, Tiziana De Monte, Sara Barba e sopratutto Anna Paola Greco, alla fine autrice di ben 35 punti.

Il secondo set è stato però nettamente appannaggio del team padrone di casa: un 25-21 che non solo ha riaperto i giochi, ma che ha fatto traballare le certezze del Maglie per colpa di qualche errore di troppo. Nel terzo set in campo un “nuovo” Betitaly, più determinato: e’ stata la chiave di volta dell’incontro, con gli ospiti che da questo punto in poi hanno saputo tenere in mano il pallino del gioco e portare a casa, in due set (25-20 e 29-27), l’incontro. Adesso per le ragazze del presidente Macagnano potrebbe essere decisiva la sfida di mercoledì 8 giugno al Palabetitaly di Maglie, dove dalle 20 potrebbe insomma andare in scena l’ultimo, trionfale atto di questa stagione, messo a rischio dal precedente turno playoff, quando il Primadonna Bari ha prevalso sul Maglie.

L’occasione sembra propizia, in quanto il Terlizzi ha sulle spalle un altro turno dei playoff giocato a fine maggio contro il Manfredonia, periodo durante il quale il Maglie ha potuto dedicarsi all’allenamento, forte del turno di riposo dovuto alla vittoria del campionato nella regular season.

Sarà mister Solombrino a dover dare le giuste motivazioni alle sue ragazze, per poter festeggiare davanti al proprio pubblico, sempre numeroso sia in casa che in trasferta, la B2, il cui inseguimento dura da quasi un anno.

Paolo Merenda

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Ato Lecce/2, è polemica rovente tra Minervino, Uggiano e Giurdignano

Un caso balza agli onori delle cronache in questi giorni: la querelle tra i sindaci Caroppo, Piconese e Fanciullo, rispettivamente di Minervino, Uggiano e Giurdignano. Motivo, la questione ATO/LE2 sollevata dalla giunta uggianese, che ha deciso di rimettere nelle mani del giudice gli esosi compensi della gestione dei rifiuti del presidente Silvano Macculi, peraltro da alcuni considerata carente.

I sindaci di Minervino e Giurdignano, il 3 giugno, hanno infatti con missiva invitato i comuni consorziati ATO a risolvere i problemi all’interno di tale organismo per ottenere un miglioramento del servizio a favore delle comunità. Il sindaco Fanciullo, condividendo i malumori sui costi della raccolta e lavorazione dei rifiuti solidi urbani relativi al conguaglio 2009, al consuntivo 2010 e al preventivo 2011, ha scritto d’altronde anche al presidente dell’Ato Le 2- Macculi, appunto – chiedendogli la convocazione dell’assemblea per discutere la questione.

Caroppo, invece, tuona contro Piconese: “Che lui si auguri di essere seguito dagli altri sindaci sulla strada intrapresa mi sembra avventato. Sono infatti abituato a chiedere ai miei colleghi sindaci di condividere le mie decisioni solo dopo averne discusso di persona, non certo a mezzo stampa”. Per Caroppo, infatti, il ricorso all’avvocato intrapreso da Uggiano è uno schiaffo al dialogo tra istituzioni, e l’azione di Piconese, dice ancora Caroppo, avrà come unico esito quello di sottolineare la cattiva gestione dell’intera vicenda da parte della Regione Puglia: “Ecco perché questa battaglia, il sindaco Piconese, se la farà da solo”, conclude Caroppo. “Ribadisco infatti che per i piccoli comuni l’Ato è l’unica soluzione, e che questa storia ha avuto inizio nel 2007, alla prematura chiusura della discarica di Nardò”.

Ma la risposta di Piconese è subito pronta: “L’eccesso di zelo del Sindaco Caroppo è bizzarro, risponde al posto di altri invece di difendere gli interessi della propria cittadinanza dall’aumento del costo dei rifiuti. Caroppo è un personaggio spiritoso, difficilmente va preso sul serio. Farebbe meglio a occuparsi di più dei problemi di Minervino”. “Rimaniamo sconcertati dai toni utilizzati da Caroppo”, dicono anche dalla giunta Piconese. “Invece di entrare nel merito della problematica, egli si scaglia senza nessuna motivazione contro il nostro Sindaco, dando giudizi e valutazioni sull’operato di un’altra amministrazione comunale”.

A replicare al sindaco di Uggiano, visto il no comment di Caroppo, è l’assessore Giuseppe Foscarini: “Se il Sindaco di Uggiano la Chiesa pensa che il nostro Sindaco sia una persona poco seria, ci dovrebbe spiegare come mai lo ha seguito in più di una iniziativa e progetto. Credo che in questa vicenda, qualcuno abbia voluto fare il protagonista a tutti i costi. Leggendo le dichiarazioni del Sindaco Caroppo è chiaro che volevano essere solo un richiamo politico alle parti coinvolte nella vicenda affinché ognuna di esse si assuma le proprie responsabilità. Mi permetto di ricordare al sindaco Piconese che il Comune di Minervino, e in particolare il sindaco Caroppo, hanno dato sempre, sul tema dei rifiuti, prova di serietà e di grande senso di responsabilità, nell’interesse non solo dei cittadini del comune di Minervino, ma di tutti coloro che risiedono nei comuni interessati dall’ATO Le/2, fuori e soprattutto dentro l’assemblea. E poi a tutt’oggi tarda ad arrivare una smentita rispetto ai quesiti politici, posti dal sindaco Caroppo: al riguardo il sindaco Piconese dovrebbe rivolgersi all’avvocato Umberto Muci, suo vicesindaco che difende Minervino sostenendo le tesi del sindaco Caroppo”. Conclude quindi Foscarini: “Forse Piconese farebbe bene a riportare la discussione su binari politico-istituzionali, piuttosto che emettere giudizi che rischiano di rovinare non solo i rapporti istituzionali, ma addirittura i rapporti personali tra sindaci. E questo, sinceramente, i cittadini di Minervino e di Uggiano non se lo possono permettere”.

Jenny De Cicco

L’eccesso di zelo del Sindaco Caroppo è bizzarro, risponde al posto di altri invece di difendere gli interessi della propria cittadinanza dall’aumento del costo dei rifiuti. Caroppo è un personaggio spiritoso, difficilmente va preso sul serio. Farebbe meglio a occuparsi di più dei problemi di Minervino

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Maglie, via Muro pronta a diventare via Totò Fitto. Tutti d’accordo? Pare di no

Via Muro sta per diventare, a Maglie, via Salvatore Fitto: un personaggio politico e storico che non ha bisogno di presentazioni, e non solo a Maglie, essendo stato presidente della Regione Puglia e politico in ascesa prima del terribile incidente stradale che lo uccise. La morte del politico determinò allora grande scoramento in città, ma evidentemente il tempo fa passare il dolore e l’attenzione al riguardo: così, mentre la consigliera Roberta Culiersi si interroga sui problemi tecnici connessi al cambiamento della toponomastica (documenti, ragione sociale, posta, tutte legittime perplessità espresse dai cittadini interessati), qualcuno approfitta per attaccare la famiglia Fitto. Si tratta di una minoranza, in realtà, perché fortunatamente sono in molti ad arrestare la polemica a fronte della morte prematura di Totò Fitto. Però ci si chiede perché una polemica destata su Facebook, con l’intenzione di stimolare il dibattito sui possibili disagi che un cambio di nome della strada potrebbe comportare, debba per forza essere strumentalizzata da qualcuno.

I problemi tecnici, comunque, dovrebbero essere alquanto limitati, come ha spiegato il sindaco Antonio Fitto alla Gazzetta del Mezzogiorno, dato che il Comune provvederà a tutti gli adempimenti burocratici del caso; ma può darsi che la situazione diventi oggetto di dibattito politico, anche perché è giusto che i cittadini sappiano cosa cambierà nelle loro vite quotidiane. Va detto anche che la decisione di far diventare via Muro via Salvatore Fitto non viene dal primo cittadino, né tantomeno dalla giunta o dal Consiglio comunale, ma dalla commissione Toponomastica, che tre anni fa rinominò molte strade cittadine, anche se il provvedimento sarà avviato solo ora in corrispondenza del nuovo censimento nazionale. Va anche spiegato che la commissione non è espressione di nessun colore politico, perché i suoi membri vengono dal mondo associativo, anche se sono eletti dal Consiglio (ciò significa che i membri vengono votati dai consiglieri di maggioranza e opposizione, ma anche dal presidente del consiglio e dal sindaco). Tuttavia il dibattito di questi giorni sembra spostato solo sulla futura via Salvatore Fitto e non, per esempio, sulla via Antonio Paiano, che fino a poco tempo fa era via Cutrofiano: altra strada che cambia nome, ma sulla quale la polemica non c’è.

C’è invece sicuramente una sensibile differenza dal punto di vista del numero dei residenti e dei negozi tra le due strade, e in tal senso i dubbi della consigliera Culiersi sono legittimi: ma perché adombrare sospetti sulla questione? Vero è anche che ci sono tantissimi cittadini magliesi che devono essere ricordati, ma è l’intitolazione di una strada a tenere alta la memoria storica di chi non c’è più o piuttosto il fatto di insegnare alle nuove generazioni chi erano queste persone e cosa hanno fatto di grande? Sarebbe interessante chiedere a campione ai magliesi, per esempio, se sanno chi fosse Antonio Paiano. Se odiamo tanto i regimi totalitari perché hanno cambiato la storia bruciando i libri, per quale ragione siamo noi i primi a non riuscire a rapportarci con essa? La memoria, oggi non è sui libri, non è sulle strade o nelle statue (a quanti sarà capitato in biblioteca comunale di non riconoscere il busto di Francesco Negro o Martino Colucci?), la memoria oggi corre in Rete. E se oggi vogliamo diventare portatori di memoria storica, basta che i personaggi storici riconosciuti abbiano una pagina Wikipedia: solo così, forse, i ragazzi di oggi riusciranno a conoscere i nostri grandi.

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Poggiardo, al via l’era Colafati con il primo Consiglio e la presentazione della giunta.

Si è svolto presso il Teatro Illiria di Poggiardo il primo Consiglio comunale dell’amministrazione Colafati. Al primo punto dell’ordine del giorno l’elezione del presidente del Consiglio comunale, incarico affidato al consigliere Antonio De Santis. In seguito il nuovo sindaco di Poggiardo ha presentato ufficialmente i componenti della giunta: il vicesindaco Giacomo Rocco Carluccio, il primo cittadino di Vaste dopo ventuno anni, a ricoprire questa carica, con delega a ­­­­­­­­­­­­BILANCIO, TRIBUTI, ATTIVITÀ PRODUTTIVE; Oronzo Amedeo Secondo Borgia, preposto ai settori CULTURA, BENI CULTURALI, TURISMO, SPORT, SANITÀ E IGIENE, VOLONTARIATO E ASSOCIAZIONISMO; Alessandro De Santis, delega ad AMBIENTE, PROTEZIONE CIVILE, COMMERCIO, MERCATI, CONTENZIOSO; Giuseppe Giovanni Orsi per ciò che concerne gli affari di PERSONALE, PUBBLICA ISTRUZIONE, POLITICHE GIOVANILI. Contestualmente Colafati ha delegato i servizi di ARREDO URBANO E VIABILITÀ al consigliere Cirino Maggio e il settore POLITICHE SOCIALI E PARI OPPORTUNITÀ al consigliere Tiziana Micello. La pubblica adunanza è proseguita con la nomina della commissione elettorale e della commissione consiliare permanente; in quest’ultima fase non sono mancate pacate schermaglie tra maggioranza e opposizione per l’effettivo numero dei consiglieri da destinare, in numero proporzionale tra forze di maggioranza e minoranza, alla suddetta commissione. Infine, responsabilizzazione della classe amministrativa, valorizzazione del patrimonio artistico e archeologico di Vaste e Poggiardo, difesa dell’ospedale, definito dallo stesso Colafati “ponte tra sistema sanitario e collettività”, centralità delle politiche giovanili con la creazione di uno sportello “Informagiovani” e salvaguardia dell’ambiente con il monitoraggio costante dell’impianto di biostabilizzazione e della discarica: queste le principali linee programmatiche enunciate, nell’ultimo punto, dal primo cittadino poggiardese.

Antonio Palma

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Matrimonio turco-idruntino a suggellare la pace dopo 500 anni: celebra Ozpetek

Dopo cinquecento anni a Otranto scoppia la pace: cosa ci fanno una salentina e un turco al Castello aragonese? Si sposano. Ma la notizia nella notizia è che a celebrare il matrimonio è stato un turco italianizzato, il regista Ferzan Ozpetek, che nelle veci di primo cittadino ha unito per la vita ieri, 3 giugno, due suoi amici.

Per il celebre regista non è la prima volta a Otranto: tempo addietro era giunto nella città dei Martiri per ritirare il premio dell’Otranto Festival, venendo a conoscenza in quell’occasione della storia dell’invasione turca e l’eccidio subito dagli otrantini nel 1480.

Per la particolare occasione, e per suggellare l’unione di cuori, anime e popoli, sono state lette durante la celebrazione sure del Corano e passi del Vangelo. Ancora una volta Otranto si dimostra un approdo di pace e accoglienza, in puro stile mediterraneo.

Jenny De Cicco

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“La scuola vero presidio di legalità e cittadinanza”, un convegno a Poggiardo

50° anniversario dell’Istituto Statale d’Arte “Nino delle Notte”

In occasione del suo cinquantesimo anniversario l’I.I.S.S. “Nino della Notte” di Poggiardo organizza, con il patrocinio del Comune di Poggiardo, della Regione Puglia e della Provincia di Lecce, il convegno “La scuola vero presidio di legalità e cittadinanza” che si terrà sabato 4 giugno nella sala conferenze del Palazzo della Cultura di Poggiardo (in Piazza Umberto I).

Il focus del convegno è incentrato sull’emergenza educativa e sulla crisi dei rapporti tra il cittadino e Istituzioni del territorio. I lavori della giornata intendono indagare sul processo educativo territoriale e sul ruolo della Scuola e delle agenzie educative alla formazione del cittadino, nella convinzione che è opportuno continuare con maggior rigore ad educare alla cittadinanza attiva per dare il senso dell’esistenza, alla civile convivenza e contestualmente educare alla solidarietà e alla cooperazione.

Il programma dei lavori si apre alle ore 9.00 con i saluti del Dirigente dell’I.I.S.S. “Nino della Notte” Cosimo Preite, del Sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati, del Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, del Vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone.

Seguiranno gli interventi del prof. Gigi Perrone Docente di Sociologia presso l’Università del Salento, della dott.ssa Carolina Elia Giudice del Tribunale di Lecce, del Prefetto di Lecce Mario Tafaro, della dott.ssa Lucrezia Stellacci Dirigente U.S.R. Puglia, del Senatore Guido Viceconte sottosegretario di Stato del MIUR. I lavori saranno moderati dal giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia Luigi Merico.

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Club Med già aperto, segnale positivo per il futuro turistico del Salento

Apertura anticipata, quest’anno – già a maggio – per il Club Mediterranée di Otranto: un buon segnale della crescita turistica del Salento. “Siamo pieni al 70 per cento in questi giorni”, fanno infatti sapere dal villaggio turistico, “abbiamo gruppi che si succederanno per tutto giugno, ed arrivano già le prenotazioni per settembre, sempre di gruppi organizzati. Si tratta di un segnale molto positivo”. Insomma, si sta delineando un cambio anche nelle abitudini dei turisti: mentre per anni si è proceduto alle cosiddette prenotazioni “sotto data”, cioè fatte all’ultimo minuto o poco prima, ora arrivano prenotazioni con mesi d’anticipo e per grossi gruppi organizzati. Per fare un esempio pratico, in questi giorni è ospite del villaggio un grosso gruppo di agenti di viaggio; il 10 giugno ci sarà un gruppo di amministrativi e dirigenti della Total. Insomma, aumenta la percentuale di utilizzo della struttura: una congiuntura nuova e positiva che fa ben sperare per il futuro di questa realtà, aperta sin dal 1970.

Elio Paiano

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Gallipoli si tinge di glamour con la finale di Miss Mondo Italia 2011

Gallipoli, splendida perla del mar Ionio, si propone anche quest’anno, per la quarta volta, come teatro e cornice di uno dei concorsi di bellezza più rinomati e prestigiosi, ospitando la finale nazionale di Miss Mondo Italia che si terrà il prossimo 11 giugno. Il porto ionico, immerso in uno degli angoli di Salento più caratteristici e suggestivi, in questi giorni pullula infatti di bellezze italiche, giunte da ogni zona dello Stivale per contendersi la corona di Miss Mondo Italia, e quindi la possibilità di rappresentare il Belpaese a Londra alla finale di Miss World, il 6 novembre 2011.

Tra il 27 e il 28 maggio sono giunte nella città gallipolina 150 ragazze scelte tra le 10mila che hanno partecipato alle selezioni nazionali: tra sfilate, presentazioni, corsi di styling e qualche breve istante di relax, le miss hanno preso parte, lo scorso 30 maggio, a una festa glamour ai bordi della piscina dell’eco-resort “Le Sirenè”, a Gallipoli, al termine della quale sono state decretate le 52 finaliste che saranno le protagoniste indiscusse della serata finale.

Venti glamour quelli che avvolgono quindi la “bella città”: il conto della rovescia è infatti già iniziato in attesa della serata che il prossimo 11 giugno porterà alla proclamazione della più bella tra le belle. A condurre l’evento la bellissima Elenoire Casalegno e l’inviato di “Striscia La Notizia” Mingo De Pasquale, per una serata all’insegna della bellezza, ma anche dell’allegria e dell’ironia, con tanti ospiti del mondo dello spettacolo, della tv e del giornalismo.

Giorni concitati questi, aria di preparativi: le 52 reginette che sognano una vita da miss sono, infatti, alle prese con le prove dei costumi targati “Fichissima” e dei capi di alta moda che portano la firma dello stilista milanese emergente Maximilian Cantarella, e tra aspettative e speranze si dilettano con le coreografie di Lino Perrone.

Un concorso di bellezza sì, ma non fine a se stesso: le parole chiave di Miss Mondo non sono solo bellezza e fascino, ma anche talento, portamento, spigliatezza e soprattutto preparazione culturale. Tutti elementi che non sfuggiranno agli occhi attenti della giuria di qualità.

Alessandra Ragusa

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Palmariggi, il Comune recupera Palazzo Modoni. E un pezzo di storia

Una giornata volta al ricordo e al recupero. L’amministrazione comunale di Palmariggi ha organizzato per il 2 giugno, festa della Repubblica Italiana, una manifestazione speciale in cui, oltre agli incontri e ai dibattiti, è stato restituito al pubblico un importante immobile: si tratta di Palazzo Modoni, uno stabile risalente al 1811 e di proprietà dell’omonima famiglia, che poi lo donò alla fondazione da essa creata. Ma ora, grazie a una convenzione con il Comune, Palazzo Modoni è in comodato d’uso al’amministrazione comunale, che lo utilizzerà presumibilmente per scopi di carattere sociale e culturale dopo averlo restaurato. In questo modo Palazzo Modoni, si inserisce in un lavoro di recupero e valorizzazione del territorio che l’amministrazione comunale sta attuando in un’ottica di restituzione del paese agli antichi splendori. Come la mostra dal titolo “Palmariggi 1861-2011: frammenti di storia”, realizzata in collaborazione con la Pro Loco Montevergine, inaugurata ieri alle 19.30. A seguire l’incontro-dibattito dal titolo “1964-2011: Palmariggi si racconta”, presenti i sindaci degli ultimi cinquant’anni, dall’attuale primo cittadino Anna Elisa Stifani, fino, a ritroso, a Luigi Mangione, Sergio Piccinno, Giovanni Nuzzo, Antonio Baldassarre e Giuseppe Marotta. Un lungo excursus attraverso la storia della cittadina.

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A Otranto la “Dea Gitana”, per unire l’Italia in un unico abbraccio

Arrivata ieri mattina al porto di Otranto la barca a vela “Dea Gitana”, salpata il primo maggio da Trieste e diretta a Savona. Dove arriverà il 10 ottobre toccando i principali porti della penisola e delle isole (dove hanno sede la maggior parte delle 245 sezioni della Lega Navale Italiana) al fine di incontrare le cittadinanze e di unirle in un simbolico abbraccio. Il progetto, rivolto soprattutto ai giovani, si propone di diffondere i valori dell’Unità d’Italia, favorendo la diretta partecipazione dei ragazzi a un’impresa che vuole testimoniare la concreta e attuale unità del Paese attraverso il mare che lega le diverse realtà territoriali. L’equipaggio della “Dea Gitana” cambia infatti ogni settimana, unendo simbolicamente porti e città, nella ricorrenza del 150° anno dell’Unità d’Italia, con questa staffetta.

La tappa a Otranto non era inizialmente prevista, ma la locale Lega Navale è riuscita nell’intento di deviare il percorso dell’imbarcazione. Erano presenti all’attracco il sindaco Luciano Cariddi, il preside dell’istituto comprensivo statale di Otranto Elio Lia, il presidente della LNI otrantina Paolo Forgione, la Capitaneria di Porto, oltre ovviamente ai bambini della scuola elementare che hanno cantato fuoriprogramma l’Inno di Mameli.

Jenny De Cicco

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Tornano gli sbarchi vecchio stile: in 150 approdano a Otranto su una vecchia carretta del mare

Ritornano le “carrette del mare” a Otranto con uno sbarco di immigrati simile a quelli che partivano dall’Albania negli anni ’90. Circa 150 immigrati, tutti nordafricani, sono infatti giunti nelle scorse ore a Otranto in piena notte, a bordo di un vecchio peschereccio.

Verso la mezzanotte di ieri, infatti, gli uomini della Guardia di Finanza hanno avvistato un’imbarcazione che procedeva lentamente al largo di Otranto. Non appena si sono avvicinati, la scena che si è presentata ai loro occhi aveva dell’incredibile: in un’imbarcazione di poco più di 25 metri c’erano –stipate all’inverosimile – almeno 150 persone. Con l’aiuto della Guardia Costiera di Otranto gli uomini della Guardia di Finanza sono quindi riusciti a bloccare il natante che procedeva, senza fermarsi, verso la costa. Un terzo dei passeggeri sono stati fatti salire a bordo, gli altri sono stati scortati sino al porto di Otranto.

Un insolito sbarco che riporta alla mente quelli degli anni ’90, quando le carrette del mare portavano i migranti in Puglia dall’Albania e dalla ex Jugoslavia. Del resto le modalità di immigrazione degli ultimi tempi sono molto diverse, con gli uomini fatti salire in piccoli gruppi, una trentina di persone, in yacht o velieri. Questo nuovo sbarco, invece, apre molti interrogativi e gli uomini delle forze dell’ordine stanno indagando per comprendere se sia stata ripristinata la rotta del Canale d’Otranto. Gli scafisti, subito identificati, sono stati arrestati. Gli immigrati, invece, sono stati portati al Centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto. Qui si è proceduto all’identificazione degli immigrati, che sono stati rifocillati ed assistiti dal personale della Croce Rossa e dai volontari della Misericordia di Otranto. Ma da qui, non appena hanno compreso di trovarsi nelle condizioni di essere subito rimpatriati, alcuni di essi sono fuggiti: qualcuno anche lontano, sino a Minervino. Le forze dell’ordine li hanno rintracciati, ma non tutti: almeno una ventina, infatti, mancano ancora all’appello.

Elio Paiano


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Porto di Otranto, attività commerciali a singhiozzo causa sbarchi

Un dramma, la situazione che in questi giorni si vive nella baia del porto di Otranto, dove gli arrivi di natanti nuovamente carichi di migranti rischiano di bloccare le attività portuali. La Capitaneria di Porto, infatti, ha in pochissimo tempo svolto un’enorme opera di risanamento del luogo dal punto di vista igienico-sanitario, bonificando le “carrette del mare” che si presentava cariche di topi, oltre che di persone, con il rischio di contrarre gravi malattie per chi lavora nel porto. Ma anche ieri, con l’approdo del peschereccio carico di giovani nordafricani, la nave mercantile che fa scalo nel porto idruntino per caricare e scaricare cemento ha dovuto attendere diverse ore al largo prima di poter attraccare e svolgere le proprie attività, non solo per la stazza del peschereccio, ma anche perché lo specchio d’acqua è saturo d’imbarcazioni.

“La situazione è preoccupante, la banchina è quasi bloccata”, lamentano infatti dalla Cooperativa portuali, “un altro arrivo e rischiamo di non poter lavorare”. Venti famiglie rischiano di perdere insomma la principale fonte di reddito: “Chiediamo l’intervento del Prefetto. Portassero queste imbarcazioni verso altri lidi, più grandi e funzionali , oppure che vengano ripulite e fatte inabissare”.

Nell’ultimo anno le navi attraccate infatti a Otranto a causa dell’infausto traffico di vite sono cinque (cui si deve aggiungere il peschereccio di ieri), tutte sequestrate e parcheggiate, in attesa del proprio destino. E intanto la baia si riempie.

Jenny De Cicco


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