La base di Otranto del 32° Gram dell’Aeronautica va via, anzi no resta fino al 2014

L’Aeronautica Militare chiuderà la sua base di Otranto. La notizia che lo storico presidio del 32° Gram di Otranto sarà dismesso per sempre può apparire molto meno grave di quanto sia in realtà. Questo perché la base di Otranto è attiva sin dal dopoguerra ed ha rappresentato una fonte di ricchezza per la città nei tempi in cui il turismo era ancora di là da venire e l’assegnazione delle terre da parte dell’ente Riforma andava a rilento. Un contributo importante che Otranto ha pagato sia dal punto di vista paesaggistico,cedendo delle zone meravigliose alle installazioni militari, che ambientale. Oggi, tuttavia, l’idea che la base sia chiusa è molto più accettabile, ma non per le famiglie che ci lavorano. Pensate, la città potrebbe perdere, in un solo colpo, circa un centinaio di famiglie. Non solo, i lavoratori che qui hanno casa, affetti etc. sarebbero costretti a fare la spola oppure a trasferirsi, per sempre, in un’altra città. Un problema di non poco conto di questi tempi, che vedrebbe il tessuto sociale ed economico di Otranto impoverirsi di colpo. “Da quest’anno tutti via tranne un piccolo presidio” questa è l’indicazione del Ministero. In questo caso, tuttavia, la mobilitazione delle forze politiche e la crisi economica hanno dato un grosso aiuto. Per altri due anni la base resterà ad Otranto così com’è. Sulla questione è stato particolarmente importante l’impegno del gruppo di centrodestra “Alleanza per Otranto” che ha interessato tutti i parlamentari al governo nell’attuale maggioranza al fine di ottenere almeno questo rinvio. “I senatori Gallo e Costa hanno effettuato due interrogazioni parlamentari sull’argomento” –spiega Pierpaolo Tondo, collaboratore del Ministro Alfano e Consigliere d’opposizione ad Otranto- “l’interessamento al problema, almeno nella sua forma di immediatezza, priva di transizione, del trasferimento è stato generale. Anche il Ministro Raffaele Fitto si è interessato della vicenda. Ora, complici le ristrettezze di bilancio, la base resterà ad Otranto fino al 2014. Forse si potrebbe anche sperare che in futuro la decisione sia rivista, ma per ora non è così. Certo il risultato ottenuto è già positivo”. Positivo ma non definitivo, perché per l’Aeronautica “ferma restando la volontà di procedere comunque all’attuazione del progetto…la transizione sarà attuata non appena le risorse finanziarie lo permetteranno”. Insomma, per il triennio 2011-2013 la situazione resterà tale e quale, dopo, se ci saranno i soldi, Otranto e Siracusa verranno quasi completamente dismesse. Forse si potrebbe fare uno sforzo in più, rinunciare, magari a due nuovi velivoli e lasciare al Sude le due basi che esistono da così tanti anni. Certo, senza l’aeronautica Militare Otranto non sarà più la stessa.

Elio Paiano

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UNA STORIA LUNGA TRENT’ANNI

La Polisportiva quest’anno compirà 31 anni di vita. Una vita lunga come nessuna altra forma associativa che Otranto abbia mai visto ma che ancora oggi non gode di ciò che forse legittimamente meriterebbe.
Le vicessitudini sono ormai note a tutti e sono sempre le stesse.
Era il 1985. La squadra femminile della nostra città era tra le più blasonate di tutta la provincia e non solo. Il presidente era Angelo Piconese e l’allenatore Luigi De Benedetto (ai più Gigetto). Un vecchio e ormai ingiallito ritaglio di giornale dell’epoca, parlando delle straordinaria impresa della promozione in serie C2 delle nostre giocatrici ad un certo punto dice testuali parole: […] Anche a Otranto il problema è l’impianto di gioco. “L’amministrazione sarebbe disposta, a quanto pare, a cercare di realizzare in pochissimo tempo una struttura tensostatica in attesa dell’ultimazione del palazzetto” dice Luigi De Benedetto confermato allenatore della squadra del sodalizio presieduto da Angelo Piconese. “Speriamo bene. Altrimenti dovremmo cercare ospitalità fuori Otranto”.[…]
Allora come ora l’Otranto dovette andare a giocare fuori.
Di tempo ne è passato tanto, il palazzetto non fu mai terminato, e la struttura tensostatica la vediamo tutti ancora oggi.

Come nel lontano 1985 la Polisportiva anche nel suo recente passato ha conosciuto l’ospitalità dei paesi limitrofi perché oltre alla mancanza delle citate adeguate strutture, anche la storica palestra delle scuole medie, negli scorsi anni, è stata oggetto di doverosi lavori di manutenzione.
Dover svolgere le attività fuori dal territorio otrantino è stato sacrificoso, difficile e penalizzante. Una società che non vive di grandi investimenti pubblici e privati, come al contrario succede in altre realtà, si auto sovvenziona con attività sportive programmate. Corsi di baby-volley, avviamento alla pallavolo, e tutti i vari campionati giovanili annessi alla pallavolo erano un modo per (soprav)vivere in maniera autonoma e dignitosa. Si è trovata ospitalità a Palmariggi ma non avendo la palestra a disposizione come e quando era necessario i corsi sono venuti meno e con loro tutto il “materiale umano” a disposizione. I “nostri” ragazzi hanno giustamente ripiegato in altre attività ed i genitori si sono adeguati a situazioni molto più agibili per loro.
Da alcuni mesi si è tornati nella nostra storica palestra. E’ stata sistemata. Ora vanta un tappeto di gioco dignitoso e degli spogliatoi vivibili. Purtroppo però rimane pur sempre una piccola e “vecchia” palestra e non poter lanciare il pallone più in alto di tre metri in uno sport come quello della pallavolo tutti possono capire quanto è limitante come situazione.
Ci si sta nuovamente organizzando con i corsi per i più piccoli e nei prossimi giorni tutto dovrebbe essere pronto ma molte attività di altre discipline sono svviate da tempo ed essere gli ultimi non aiuterà.

A margine di quanto detto le riflessioni possono essere molteplici e, probabilmente, rileggere quelle poche righe di quel vecchio articolo fa sorridere a denti stretti.
La Polisportiva denuncia le sue oggettive difficoltà ma rende comunque atto dell’interessamento delle varie amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni cercando di limitare al massimo i notevoli disagi . Bisogna però forse rendersi conto di una cosa: non avere un Palazzetto dello Sport non è solo una carenza o un semplice disservizio ma una vera e propria sconfitta di tutti. Da chi ha voluto fare e non è riuscito a fare, da chi poteva fare e non ha fatto, a chi ha detto di fare e non ha fatto, a chi si chiede come fare e non riesce a fare, a chi fino ad oggi a guardato e poi ha taciuto…..nessuno può non sentirsi in qualche modo colpevole.
O comunque è stupido cercare di trovare un colpevole quando tutti lo siamo. Sarebbe forse il caso di trovare meglio e finalmente una soluzione.

Andrea Angelini

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CAMPIONATI DI PALLAVOLO

Proseguono i campionati di Pallavolo nonostante le lunghe feste natalizie e l’inizio del nuovo anno. Sono tre i campionati in corso ed in particolare quello di prima divisione maschile, quello di seconda divisione femminile e l’under 18 femminile.
La squadra maschile dopo sette giornate di campionato occupa l’ottava posizione in classifica a soli quattro punti dalla zona salvezza, l’obbiettivo posto a inizio campionato consapevoli delle difficoltà di ambientamento che si potevano riscontrare in questo difficile campionato. La squadra allenata dal sempre verde Ubaldo Scrimieri e dal preparatore atletico Andrea Angelini fin ad oggi ha alternato prestazioni lodevoli ad altre prive di ogni carica agonostica immaginabile. “Il gruppo è solido e coeso”, ci dice il dirigente Giulio Campanile, “le difficoltà che stiamo incontrando erano in preventivo. Negli ultimi giorni abbiamo provveduto a rafforzare la squadra con due elementi di esperienza non perché il gruppo non fosse all’altezza ma solo per ovviare alla mancanza di scaltrezza derivante dalla presenza in squadra di molti giovani. Speriamo, ma sono molto fiducioso, che l’obbiettivo salvezza verrà raggiunto”.
La squadra è intanto partita in ritiro presso il santuario di Monte Vergine alla ricerca della concentrazione giusta per la delicata sfida in trasferta del prossimo week-end contro il Ruffano diretta pretendente alla salvezza e confidando in un miracolo della Vergina Maria.

Se la squadra maschile arranca, quella femminile di seconda divisione invece fa sognare i suoi tifosi e tutta la dirigenza. Finalmente dopo anni di anonimato e di classifiche deficitarie la rotta giusta è stata finalmente imboccata. Le ragazze alla quinta giornata di campionato occupano infatti la terza posizione in classifica risultato frutto di tre vittorie, una sconfitta ed una partita da recuperare. Il team allenato da Tonino Rossetti coadiuvato dell’onnipresente Ubaldo Scrimieri fa affidamento sempre sul gruppo storico di questi ultimi anni e su una più efficace dose di convinzione nei prorpi mezzi che fino allo scorso anno spesso è venuta a mancare. Orfane per infortunio del capitano Lory Albino le ragazze hanno fin ora meritato il posto in classifica occupato e contano di vendere cara la pelle dovendosi confrontare con due realtà pallavolistiche di vero blasone della zona come quelle di Caprarica e Lecce rispettivamente prima e seconda in classifica. “Raccogliamo i frutti di tanti anni di lavoro e di tanti sacrifici” dice Luciano Previtero in veste di dirigente, “Vedere finamente le ragazze competere e vincere è la nostra più grande soddisfazione, assieme a quello di vedere finalmente in palestra un discreto numero di spettatori e di tifosi”.
A inizio stagione c’era chi ipotizzava un mister Rossetti che non avrebbe “assaggiato il panettone”, oggi il panettone il mister Rossetti lo gusta meritatamente!

Il campionato under 18 femminile è giunto alla quart’ultima partita da disputare e qui il bilancio non è propriamwente idilliaco. La squadra occupa solo il terz ultimo posto in classifica frutto di un campionato iniziato non male con due vittorie al tie-break nelle prime tre partite,frutto di tanta tenacia e voglia di far bene. Poi i risultati sono stati impietosi infatti la squadra ha racimolato appena un puntonelle successive sei partite e riuscendo a interrompere la lunga scia negativasolo la settimana scorsa sul campo del Corigliano fanalino di coda del campionato. “Niente di allarmante” ci tiene a sottolineare mister Rossetti “i campionati giovanili servono a far acquisire alle nostre giocatrici più giovani fonfdamentali e situazioni in campo che in allenamento non si possono simulare. Fare esperienza è il miglior modo per crescere e per arrivare ad affrontare campionati più impegnativi in maniera più adeguata. Siamo e sono fiero del gruppo che dimostra di crescere ogni giorno di più. I risultati sono certo che verranno”.

Andrea Angelini

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DO YOU KNOW OTRANTO SCRIBAL SCHOOL (XI sec. d.C.)? Mai sentito parlare della “Scuola Scrittoria di Otranto” dell’11° secolo?

Vi è mai capitato di leggere qualcosa di questa recente straordinaria scoperta? Magari no, ma siete pienamente giustificati, in fondo: si tratta del risultato del lavoro di alcuni paleo – epigrafisti, nemmeno salentini! (1) Pare inoltre arduo trarre da lì qualcosa che risulti interessante ed “utile” al dibattito sul Salento odierno…

E invece no!
La cosa mi è tornata in mente a proposito del recente dibattito politico – culturale messo in moto attorno al progetto della “Regione Salento”. I promotori, infatti, rivolgendosi al passato alla ricerca di una tradizione antica che potesse motivare “mitologicamente” il loro progetto, hanno pubblicamente proposto, come immaginario capostipite, un leggendario “tyrannos” pre-messapico, tale, pare, Artos …
Una tale mitologia, il tiranno “severo ma umano”, che “faceva guerre ma per dare la pace”, che insomma toglieva un po’ di democrazia, ma in cambio dava sicurezza (!), mescola vecchie note nostalgiche a inquietanti riferimenti politici all’oggi, con un uso spregiudicato, superficiale e fuorviante delle fonti.
Ma siamo sul terreno delle mitologie, delle metafore, dell'”invenzione della tradizione”: un terreno scivoloso, ma che esiste e che conta la sua parte, c con cui quindi è necessario misurarsi.
Esprimere critiche a quella proposta “tirannica” dunque non basta e nemmeno serve contrapporre a quella altre suggestioni, altrettanto mitologiche e generiche, come supposte “radici” e vari fondamenti simbolici: occorre – io penso – saper fare altre e diversamente concepite proposte.

Perché dunque la “Otranto Scribal School” – questo simbolo “minore”, circoscritto, quasi “segreto” – sarebbe un modello migliore del tiranno messapico, quale “mito di riferimento” per un Salento del XXI secolo?
Perché quel dettaglio storico (l’esistenza, accertata attraverso antichi manoscritti “siglati”) di un piccolo ma importante gruppo di copisti ebrei (attivo ad Otranto nell’XI secolo) racconta esattamente, esemplarmente, la storia “vera” di una terra di confine, nella quale piccole minoranze hanno potuto vivere, operare e lasciare traccia di sé, accanto (insieme) alle altre.

Il Salento storico, dunque, potrebbe in tal modo essere letto quale fu, “tierra de mezcla” (2) di lingue, religioni e appartenenze diverse, capaci di dialogare e di convivere “utilmente”, in cui la differenza è ed ha un valore riconosciuto, in cui lo scambio regolato è la pratica abituale, in cui la “discendenza di diverso sangue, è una ricchezza” (Erri De Luca).

Non è dunque questione di utopia, né di un futuro desiderato, né di un passato perduto; a me sembra interessante perché si tratta di una “buona descrizione”, “utile” ed “efficace” per questo Salento reale d’oggi! Tutto questo accadde ed è quello che accade ancora, … in ogni stagione estiva.

Voglio dire che a questa Otranto contemporanea, che mi dicono essere cambiata molto negli ultimi vent’anni e di aver mutato radicalmente volto negli ultimi cinquanta, sarebbe molto più utile un simile “fondamento” aperto, antico e contemporaneo, per costruire un buon futuro, molto più che un re eroe di pietra, passatista e autoritario.

Nel costruire miti e mitologie, per sé e per gli altri, preferisco senz’altro (e consiglio ad amici e nemici) occhi ben aperti che sappiano acutamente leggere il presente e intravedere il futuro, piuttosto che sfocati occhiali che accecano, mentre fingono di tenere in vita un vecchio e glorioso, eroico e martire passato.

Renato Grilli

NOTE

(1) Secondo gli studi recenti del Prof. Mauro Perani dell’Università di Bologna,seppure non possediamo notizie dirette sulla scuola dei copisti ebrei dell’Italia meridionale, verosimilmente attivi in Puglia e probabilmente a Otranto, ne desumiamo l’esistenza e la fervida attività dai pur pochi manoscritti pervenuti fino a noi (…)Parlare, quindi, di “Scuola di Otranto” potrebbe sembrare eccessivo. Noi lo facciamo nel senso che conosciamo due manoscritti interi e altri due frammentari, recentemente scoperti a Bologna, e due completi che sembrano essere stati prodotti a Otranto nell’ultimo quarto del sec. XI. Potrebbe trattarsi di un padre e di suo figlio che dal primo aveva appreso l’arte dello scrivere. Dunque, parliamo di una “scuola” intesa come almeno due o tre mani di soferim (scrivani) che mostrano la stessa grafia, lo stesso stile e caratteristiche scrittorie e parascritturali simili.(…)” (in L’EBRAISMO DELL’ITALIA MERIDIONALE NEL CONTESTO MEDITERRANEO. NUOVI CONTRIBUTI – Atti del XIX convegno internazionale dell’AISG Siracusa 25 – 27 settembre 2005 a cura di Mauro Perani)

(2) Convegno di studio “TIERRA DI MEZCLA – Accoglienza e integrazione nel Salento dal Medioevo all’età contemporanea” – Società di Storia Patria per la Puglia sezione di Lecce, Ex Convento degli Olivetani, Sala Chirico, 20 – 21 dicembre 2010. Atti (con un mio intervento “Mitologie nomadi”) in corso di pubblicazione

2011-01-10

Rgr

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Venti anni di immigrazione

In primavera ci sarà il ventennale dal primo sbarco degli albanesi ad Otranto ed in Italia. Si tratta di un appuntamento importante, fondamentale per comprendere la nostra storia. L’arrivo degli albanesi in fuga dall’oppressivo regime comunista significò per Otranto un importante appuntamento con la storia. Per la prima volta dal dopoguerra un importante episodio storico aveva, nuovamente, luogo ad Otranto e nel Canale d’Otranto. Per noi, cittadini di questa parte d’Europa, significò il contatto con un fenomeno nuovo quello dell’immigrazione. L’Europa e l’Italia ci misero almeno cinque anni per comprendere che si era di fronte ad un fenomeno storico e strutturale. Ce ne vollero altri tre perché si facesse qualcosa. Nel frattempo Otranto ha dato una prova incredibile, nota in tutto il mondo. Ora, le “celebrazioni” previste in Puglia puntano tutto su Bari e Brindisi, quasi nulla su Otranto. Ciò è naturale, dato che ogni “celebrazione” è più che altro politica ed i politici vanno dove ci sono i voti, quindi nelle città più grandi. Per fortuna non è così nel mondo della cultura. Del resto non è un caso che il celebre studioso del Mediterraneo Predrag Matvejevic’ abbia scelto di venire prima ad Otranto per ricordare questo importante avvenimento storico. Ma c’è un pericolo, il pericolo concreto che la nostra città si accodi alle manifestazioni pensate da altri e per altri e non giochi il suo importante ruolo, quello che le spetta di diritto. L’acquiescenza a manifestazioni pensate da altri, da Enti quali Regione e Provincia, Università etc. sta diventando una regola ad Otranto. Una regola giustificata dalla mancanza di fondi, ma che in questo caso non vale. Si perché la città di Otranto non ha bisogno delle enormi risorse richieste per mostre, allestimenti, concerti, bensì di operazioni culturali pensate bene e realizzate con pochi spiccioli. Per fare ciò è necessario l’impegno dei cittadini, che occorre coinvolgere a partire dalle associazioni di volontariato che hanno partecipato, delle scuole, delle forze dell’ordine. Per noi serve una strada diversa, più semplice, fatta di gesti concreti legati agli avvenimenti, lontana da qualsiasi altra interpretazione. Tanto la storia farà il suo corso e fra tantissimi anni ci saranno sicuramente degli storici in grado di ricostruire per bene gli avvenimenti dei primi anni ’90. Ognuno di noi cittadini, quindi, dovrebbe dare un suo contributo, per svincolare Otranto dalle logiche di una politica che ci vorrebbe marginali, secondari, defilati, in una parola insignificanti. Qualcuno rompa l’isolamento, parli anche con i nostri amministratori, faccia capire che le cose belle si possono fare anche con piccoli gesti.

Elio Paiano

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Acquisto di beni di consumo: garanzia

Domanda:E’ valido ai fini della garanzia sull’acquisto di un cellulare lo scontrino emesso a zero Euro?

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Risposta dell’Esperto:

La garanzia biennale per i difetti di conformità dei beni di consumo decorre secondo l’articolo 132 del Codice al Consumo, dal giorno della consegna del bene. Il termine si riferisce alla materiale consegna del bene, a prescindere dalle modalità di pagamento quanto dall’emissione di fatture o scontrini fiscali.
E’ sufficiente dare prova dell’avvenuta consegna del bene, quindi, per far valere la normativa.

Rubrica a cura di:
Avv. Andrea Conte
Avv. Alessandra Pavese
Avv. Monica Troiano

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Avvocato Risponde: rinuncia all’eredità

Domanda:Buongiorno, il mio è un problema legato al decesso di uno zio di cui avevo perso ormai tracce da circa 30 anni. Da quello che vengo a sapere tramite alcuni parenti a lui più vicini il defunto non conduceva una vita esemplare:amante del gioco d’azzardo è riuscito a dilapidare tutto il suo modesto patrimonio per pagare i debiti di gioco. Ora che è morto i diretti eredi, tra cui mio padre, hanno fatto formale rinuncia all’eredità e mi consigliano vivamente di fare altrettanto. Mi chiedo quali modi esistano per tutelare i miei interessi da qualche ignoto pretendente.

…………………………………………………………………………………………………………………..

Risposta dell’Esperto:

Gentile signore con la rinuncia all’eredità, che sconta il pagamento di un importo fisso di Euro 168 di tassa di registrazione della rinuncia, nessun creditore potrà valersi su di lei. La rinuncia non ha termine di prescrizione, mentre il diritto di accettazione dell’eredità si prescrive in dieci anni dall’apertura della successione.

Rubrica a cura di:
Avv. Andrea Conte
Avv. Alessandra Pavese
Avv. Monica Troiano

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RURALMENTE

L’ASESI Associazione Servizi Sindacali – Ente Formativo accreditato comunica che Venerdì 14 Gennaio alle ore 16.00, presso Palazzo Risolo, in Piazza del Popolo a Specchia, si svolgerà RURALMENTE: Nuove opportunità per un turismo rurale di qualità tra didattica e cultura – Evento finale del Corso di Formazione “Esperto in animazione didattica e culturale del turismo rurale” – PO Puglia 2007-2013 Asse II Occupabilità – Avviso n. 4 – Lecce 2009 – Azione 1.
Il programma dell’evento prevede lo svolgimento di un workshop, moderato dal Giornalista Marco RENNA, dove dopo i saluti di Antonio BIASCO, Sindaco di Specchia, Piero Stefanizzi, Segretario Generale CISL Lecce, Salvatore PALMA, Presidente ASESI, a seguire sono previsti gli interventi di Dario STEFÀNO, Assessore Regionale Risorse Agroalimentari che relazionerà su: “Il Programma di Sviluppo Rurale Puglia: un’opportunità per lo sviluppo delle aree rurali”, poi interverrà Ernesto TOMA, Assessore Provinciale alle Politiche del Lavoro, che parlerà su : “La formazione professionale come leva per la valorizzazione delle risorse umane e la promozione dello sviluppo territoriale”, si proseguirà con la relazione di Antonio LIA, Presidente ASSOGAL Puglia e del GAL “Capo S. Maria di Leuca” che interverrà su “Turismo rurale e sviluppo locale: il ruolo dei GAL”, a seguire prenderà la parola Angelica ANGLANI, Responsabile Programma Operativo Educazione Alimentare della Regione Puglia che relazionerà su: “L’esperienza delle masserie didattiche in Puglia tra presente e futuro”, si proseguirà con l’intervento di Stefania MANDURINO, Commissario APT Lecce che parlerà su “Il Salento e lo sviluppo del turismo rurale”, gli interventi si concluderanno con la relazione di Fausto FAGGIOLI, Consulente della Commissione Europea per lo Sviluppo delle Aree Rurali, che relazionerà su :”La multifunzionalità delle imprese agricole e delle aree rurali: l’esperienza delle fattorie Faggioli”.
L’incontro proseguirà con un dibattito in merito agli interventi proposti e un confronto tra i partners dell’attività formativa e gli stessi allievi del corso.
Il percorso formativo del corso“Esperto in animazione didattica e culturale nel turismo rurale” è stato articolato secondo durata, contenuti e metodologie coerenti con quanto disposto dalla Legge Regionale 2/2008 “Riconoscimento delle masserie didattiche”, articolo 3. Questa figura professionale potrà trovare impiego anche in strutture della ricettività rurale non riconosciute come “masserie didattiche”, potendo offrire anche un servizio di consulenza per l’attivazione delle procedure di riconoscimento. La figura professionale prevista dal corso sarà in grado di ideare, progettare, promuovere e coordinare progetti di animazione culturale nell’ambito del turismo rurale di qualità, inserendo la propria offerta di servizi in quelle strutture ricettive rurali di pregio storico-architettonico e integrate con attività di coltivazione agricola, allevamento, trasformazione agro-alimentare e produzione artigianale di qualità, attività contraddistinte dall’utilizzo di “saperi” fortemente radicati nella storia e nell’identità culturale dei luoghi (agriturismi e altre strutture ricettive rurali riconducibili nel profilo della “masseria”). I servizi ideati, promossi e gestiti dalla figura professionale saranno principalmente: gli eventi artistico – culturali presso le strutture ricettive rurali in grado di integrare la valorizzazione delle tipicità del territorio; gli itinerari “interattivi” all’interno delle strutture ricettive e le aziende agricole; i percorsi didattici rivolti in modo mirato agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado; i percorsi di studio e approfondimento rivolti a esperti e specialisti in materie afferenti la “cultura rurale”.

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Un nuovo corso per il coinvolgimento dei giovani nella vita cittadina.

La città di Otranto ha donato ai suoi cittadini una ricchezza incredibilmente vasta. Ci sono regali preziosissimi che le generazioni precedenti alle nostre hanno generosamente regalato a questa città. Anche il più piccolo ed (apparentemente) insignificante bene di questa terra fortunata è stato realizzato con enorme fatica. Le piante di olivo selezionate dal selvatico aspettando almeno trent’anni per avere il primo frutto, le aree spietrate a mano, i canali per inghiottire la palude, persino le dune costruite sacco dopo sacco, pianta dopo pianta per proteggere una fragile costa spazzata dai venti ed inospitale. Una fatica tremenda di cui solo noi, dopo duecento anni, godiamo i frutti. Guardando le mura, il castello, le torri, come non notare che tutti quei conci, quelle enormi costruzioni, furono fatte con l’immane fatica di migliaia di nostri antenati? Se anche fosse, per assurdo, bruttissimo da vedere il mosaico della Cattedrale, come non ammirare la fatica e la pazienza per riunire in un grande disegno milioni di tessere selezionate ad una ad una? Eppure, ai ragazzi di Otranto ciò non viene più insegnato, tutto è dato per scontato, tutto è considerato un bene si, ma da consumare e sfruttare. Ebbene, c’è una grande differenza tra “monetizzare” e “valorizzare” un bene. Chi ci ha preceduti ha valorizzato la nostra città, oggi si insegna solo a monetizzare l’esistente. Un bene esiste, oggettivamente e può essere trasformato in una ricchezza immediata e fruibile, vendendolo per il suo valore attuale.
È la strada più veloce ed immediata, quella che nulla aggiunge al bene stesso, nulla crea, semmai distrugge. È la logica delle mille case a vendere, fatte in frettissima e male, vendute a caro prezzo per poi lasciarle diventare vuoti simulacri per 10 mesi all’anno. È la stessa logica dei mille “agriturismi” che non hanno più nulla di “agri” e gli esempi potrebbero moltiplicare. Occorre far recuperare la consapevolezza del ruolo di questa città, del ruolo che le nuove generazioni devono giocare in questa comunità, su questo territorio. Bisogna spiegare che qui mai nulla è stato facile, già pronto, regalato. Che nessuno ha mai avuto “tutto e subito”. Bisogna infondere fiducia e coraggio, anzi, nuova fiducia e nuovo coraggio. Si dica la verità, si abbia il coraggio di ricordare i sacrifici e la miseria, il coraggio e la speranza. Si ricordi, ad esempio, che una volta, non tanto tempo fa, un uomo da solo, col carrettino spinto a mano vendeva il pesce nei paesi vicini e riuscì ad aprire la più grande pescheria del Salento. Si ricordi che un ragazzo lasciò il posto fisso alla Guardia di Finanza per aprire una attività, allora sconosciuta di “agriturismo”. Si rammenti che un giovane lasciò il posto sicuro di vice di uno dei più grandi chef d’Italia per aprire un ristorante nel Centro Storico dove nessuno voleva andare a mangiare a causa del buio fitto delle stradine quasi deserte. Lo si dica, chiaramente, ai nostri ragazzi che tutto può essere valorizzato, anche se troppo, ormai, è stato solo svilito per essere monetizzato.

Elio Paiano

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Buon Anno 2011

Inizia il nuovo anno, l’auspicio di Otranto Oggi è di un futuro migliore per la nostra comunità affinchè sappia dialogare guardando con maggiore coesione al bene delle famiglie e dei giovani.

Otranto Oggi Augura a tutta la comunità un Sereno 2011!

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Gli introiti della lotta all’evasione ICI del comune

Il debito verso la Monteco e altre questioni legali hanno ingessato il bilancio comunale con la conseguenza che, come dice il Sindaco, il Comune non ha soldi per fare la manutenzione ordinaria. Che bisogno c’è ora, visto che vi sono pochi soldi a disposizione, di dare una parte di quelli che vengono incassati dalla lotta all’evasione dell’ICI, ai dipendenti comunali dell’ufficio tributi. Il comune non potrebbe aspettare che la situazione finanziaria migliori e poi di premiare i suoi dipenenti quando le cose andranno meglio?

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MISERICORDIA OTRANTO: RACCOLTA FONDI PER L’ACQUISTO DI UN’AMBULANZA IDONEA ALLE LUNGHE PERCORRENZE

La Misericordia di Otranto sta facendo una raccolta fondi per acquistare una nuova ambulanza idonea per le lunghe tratte stradali. Otranto Oggi vi invita a fare una piccola donazione in favore dell’associazione di volontariato otrantina che tanto si spende per la nostra comunità e per i bisogni dei cittadini legati alla salute.

Un’ambulanza nuova potrebbe essere un ottimo strumento per permettere alla Misericordia di svolgere in maniera più completa il suo prezioso servizio.

Potete eseguire il vostro versamento utilizzando le seguenti coordinate bancarie intestate alla Confraternita di Misericordia di Otranto: BANCA POPOLARE PUGLIESE, AGENZIA DI OTRANTO – IBAN: IT 88 M 05262 79860 CC0280120901 oppure BANCO POSTA – IBAN: IT 45 C 07601 16000 000016192734.

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